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salerno e provincia news

SALERNO E PROVINCIA NEWS Caos doppia fila, ira dei residenti gogna web per i furbetti della sosta

31 Gennaio 2017, 09:27am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SALERNO E PROVINCIA NEWS Caos doppia fila, ira dei residenti gogna web per i furbetti della sosta

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SALERNO - «Dalle nostre parti lo Street control è un flop», è la denuncia lanciata dai residenti di via Luigi Guercio e via Mobilio. A mezzo Facebook c’è chi da ieri ha cominciato a mettere a nudo cosa non va della mobilità quotidiana. Tante, troppe volte ormai la sosta selvaggia riesce a farla franca, sfuggendo ai temuti controlli elettronici dello Street control utilizzato dalla polizia municipale per stanare i furbetti della doppia e tripla fila. Ma evidentemente qualcosa non sta andando per il verso giusto su via Luigi Guercio, dove l’implacabile occhio elettronico non ha sortito la cura sperata negli ultimi mesi. E’ una ricca galleria postata su Facebook da Pietro Abate, portavoce dei residenti di via Guercio, ad evidenziare le tante violazioni al codice della strada compiute ormai quotidianamente lungo la nota strada del quartiere Irno. Con o senza lo Street control, la situazione è diventata intollerabile secondo i residenti. «Il sistema non sta funzionando – denuncia Abate – oppure dalle nostre parti non c’è un controllo adeguato e sistematico, chiediamo un potenziamento della sorveglianza con più vigili a piedi».

Parlano da sole le foto rese pubbliche sul noto social network nelle ultime ore. Automobili parcheggiate davanti ai passi carrabili. Occupazioni di zone di sosta per disabili. Veicoli bloccati in prossimità delle fermate dei pullman. Scene di ordinaria violazione stradale che hanno dato la stura alla rivolta dei residenti con le ronde fotografiche. I residenti sentinella puntano il dito contro le sbavature dello Street control che non ha frenato l’impennata della sosta irregolare a qualsiasi ora del giorno. Come noto, a fine dicembre scorso, ammonta a 20 mila multe il bilancio dei controlli telematici dei vigili attuato nel periodo luglio-dicembre 2016: le sanzioni hanno riguardato indistintamente le zone di Torrione, Pastena e centro con un sensibile miglioramento dello scorrimento veicolare soprattutto in centro su Corso Garibaldi. «Se in centro qualcosa è migliorato – obietta Abate – dimostriamo che su via Guercio non si può dire lo stesso».

GIANLUCA SOLLAZZO IL MATTINO

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Il centro per minori di Ogliara intitolato alla moglie del boss

30 Gennaio 2017, 09:18am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SALERNO E PROVINCIA NEWS Il centro per minori di Ogliara intitolato alla moglie del boss

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SALERNO - Tra i beni confiscati a Salerno c’è «La casa di Valeria», centro polifunzionale diurno ad Ogliara. Ma tra i segnali inquietanti, di come sia sistematico il coinvolgimento di esponenti della criminalità organizzata locale negli ambienti istituzionali, c’è proprio l’intitolazione della struttura. Nella relazione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, si fa riferimento proprio «all’intitolazione - avvenuta verosimilmente grazie all’intervento di un amministratore comunale - di un bene confiscato alla camorra a nome della moglie del camorrista destinatario del provvedimento ablativo». Prima la «Casa di Valeria» era «Villa Valeria» dal nome della consorte del capoclan Raffaele Viviani. E, per come si legge nella relazione, «l’intitolazione è avvenuta verosimilmente grazie all’intervento di un amministratore locale». Bisogna ricordare che il centro polifunzionale diurno è stato inaugurato, a febbraio 2015, alla presenza non solo degli amministratori locali ma anche dell’allora questore oltre che di altre autorità con l’affidamento dello spazio all’associazione «Quartiere Ogliara», attiva dal 1994 ed operante nella frazioni collinari per impegnare i ragazzi in attività ludiche e non solo. Il nome Valeria, quindi, era pubblico e chiunque - tra gli organi competenti - avrebbe potuto suggerire che «probabilmente non era il caso di intitolare lo spazio funzionale con quel nome». Ma non è andata così.

Ora, sempre nella relazione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, nel capitolo che parla del settore delle misure di prevenzione, si legge che la procura ha recentemente attuato - in sinergia con la sezione del tribunale che si occupa di ciò, con la Corte di appello, con l’agenzia nazionale beni sequestrati e confiscati alla criminalità e con il nucleo di supporto costituito in Prefettura - un’attività di costante monitoraggio della fase dell’esecuzione dei provvedimenti di confisca in sede penale e di prevenzione dei beni, confiscati nell’ambito di procedure ablative. Il monitoraggio è finalizzato anche ad una concreta attività di gestione e successiva destinazione a finalità pubbliche dei beni confiscati che, come si legge nella relazione, «è spesso connotata da ritardi ed inefficienze e ciò al fine di scongiurare il rischio di dispersione o deterioramento o, peggio, di riacquisizione o mantenimento della disponibilità, dei stessi beni da parte dei soggetti ai quali erano stati confiscati».

Grazie all’attività di monitoraggio «è stato già possibile», si legge sempre nella relazione, «individuare e risolvere situazioni dalle quali erano emerse abusi od omissioni da parte delle amministrazioni locali o degli enti ai quali i beni erano stati assegnati o da parte dei custodia e amministratori giudiziari alle cui cure i beni erano stati affidati». L’intitolazione scomoda, che per gli inquirenti potrebbe costituire un omaggio al boss, rientra nel monitoraggio costante che l’ufficio di procura sta facendo sui beni confiscati? Al momento la cosa è stata definita solo come uno dei «recenti ed inquietanti segnali...» ma se c’è altro, magari un’inchiesta sull’intitolazione e sul presunto pressing, non è ancora venuto fuori.

IL MATTINO

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SALERNO E PROVINCIA NEWS In fiamme l'auto del sindaco di Eboli (Salerno), la vettura era parcheggiata sotto casa del primo cittadino. Gli inquirenti non escludono la natura dolosa

28 Gennaio 2017, 10:15am

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SALERNO E PROVINCIA NEWS In fiamme l'auto del sindaco di Eboli (Salerno), la vettura era parcheggiata sotto casa del primo cittadino. Gli inquirenti non escludono la natura dolosa

DI MICHELE PAPPACODA 28/01/2017 - Intorno alle 4 della scorsa notte è andata in fiamme l'auto del sindaco di Eboli (Salerno), Massimo Cariello. La vettura (una Audi A4) - che è andata quasi completamente distrutta - era parcheggiata sotto l'abitazione del primo cittadino, in via Pio IX. Le fiamme hanno danneggiato anche altre tre vetture che sostavano nelle vicinanze. Ancora in corso d'accertamento le cause dell'incendio: i carabinieri non escludono le cause accidentali ma le ritengono meno probabili rispetto alla natura dolosa delle fiamme. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco. Sul luogo dell'incendio non sono state rinvenute taniche di benzina: in ogni caso i militari della compagnia di Eboli eseguiranno i rilievi sulla carrozzeria proprio per verificare l'eventuale presenza di liquido infiammabile.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Viabilità Torrione-via Mobilio, si torna all'antico

27 Gennaio 2017, 09:42am

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Viabilità Torrione-via Mobilio, si torna all'antico

DI MICHELE PAPPACODA SALERNO. Da questa  mattina, venerdì 27 gennaio, alle ore 9.00, l’Assessore all’Urbanistica e alla Mobilità Mimmo De Maio darà il via alle operazioni per il ripristino del vecchio senso di circolazione all’altezza del ponte ferroviario che collega via Torrione con via Settimo Mobilio.
Il dispositivo di traffico, che entrerà in vigore entro lunedì 30 gennaio, darà nuovamente la possibilità per chi viene da Torrione di svoltare a destra in via Mobilio, così come avveniva in passato.
LA CITTA DI SALERNO

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Fortuna, urlo e strazio «Perché l’hai fatto?»

26 Gennaio 2017, 09:38am

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Fortuna, urlo e strazio «Perché l’hai fatto?»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA  «Perché? Perché lo hai fatto? Dimmelo, dimmelo...». Fortuna Russo nella camera ardente dell’ospedale “Luigi Curto” di Polla piange, si dispera e chiede il perché di quel gesto estremo e atroce al compagno. Perché Antonello Fortunato si è suicidato gettandosi da un terrazzo, dall’altezza di circa 15 metri, con in braccio il loro figlio e togliere la vita a se stesso e al piccolo. “Perché ha fatto questo?”, urla.Impossibile consolare la donna originaria di Afragola ma da tempo residente nel Vallo di Diano (a Polla aveva vissuto per diversi anni con il suo primo marito). Al suo fianco alcuni amici, la psicologa dell’Asl e soprattutto un vuoto immenso. Quello lasciato dalla perdita del figlio, del piccolo Samuele trascinato in un tragico destino dal padre che si è tolto la vita gettandosi dal terrazzo stringendolo al petto. Un volo di 15 metri che ha causato numerose fratture all’uomo e lesioni interne al piccolo. Ferite letali per entrambi. «Non potevo saperlo, non poteva immaginarlo», continua a dire e a dirsi la donna. Lo ha detto ai carabinieri alla presenza del tenente Davide Acquaviva durante il colloquio che si è tenuto nella caserma di Padula, lo ha detto alle persone a lei vicina nelle ore successive al dramma.«Non era la prima volta che litigavamo e lui andava a dormire a casa della mamma al secondo piano insieme a nostro figlio. E’ successo già – ha ribadito agli inquirenti -, cosa doveva farmi pensare a una cosa diversa, a una decisione del genere? Come potevo pensare che voleva togliersi la vita e portare con sé suo figlio». Fortuna Russo non si da pace, è sotto choc, ma nel momento di atroce dolore ha espresso il pensiero di far seppellire insieme padre e figlio, Antonello e Samuele. Emergono, poi, ulteriori particolari, sulla vicenda anche dal racconto della donna. “Certo litigavamo ma mai Antonello ha minacciato di fare del male al bambino”. Così dopo il litigio avvenuto al primo piano della palazzina nei pressi di piazza Umberto I a Padula (dove abitavano), il padre ha rotto una vetrina di un mobile in casa ed è salito dalla madre al secondo piano portando con sé il figlio.
PASQUALE SORRENTINO IL MATTINO

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SALERNO E PROVINCIA NEWS A rischio 34 dipendenti di Carrefour

25 Gennaio 2017, 09:36am

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SALERNO E PROVINCIA NEWS A rischio 34 dipendenti di Carrefour

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA PONTECAGNANO. Trentaquattro lavoratori del Carrefour di Pontecagnano, e le loro famiglie, sono ancora in apprensione per il proprio futuro. È del 21 gennaio la notizia che riguarda la decisione di Carrefour della “revisione del modello organizzativo di 30 ipermercati identificati sul territorio nazionale italiano”. Sono queste le parole scritte in un ulteriore comunicato stampa, inviato dalla società dopo la richiesta di chiarimenti riguardo il futuro dell’ipermercato ubicato nel centro commerciale Maximall, nella periferia di Pontecagnano.
I giornali del 21 gennaio riportavano, in particolare, la notizia della prossima chiusura di tre ipermercati, due di Borgomanero e Trofarello (comuni piemontesi) e il terzo a Pontecagnano. La multinazionale francese della grande distribuzione ha smentito tale notizia, asserendo che, per quanto riguarda l’ipermercato salernitano, l’unica linea ufficiale resta quella già manifestata pubblicamente lo scorso 10 novembre, in una nota in cui si parlava esclusivamente di “riduzione della superficie di vendita”. Insomma sembra ci sia da stare tranquilli secondo l’azienda, eppure la posizione ufficiale di Carrefour Italia sembra del tutto discordante con le notizie che trapelano da altre fonti.
Le organizzazioni sindacali hanno annunciato in blocco uno sciopero venerdì 27 e sabato 28 gennaio, mobilitazione a cui hanno aderito anche i sindacati territoriali di Salerno e che coinvolgerà quindi anche l’ipermercato di Pontecagnano. «Appena pochi giorni fa, il 20 gennaio, a Bologna, si è tenuto un incontro tra le organizzazioni sindacali nazionali di Cgil, Cisl e Uil e i rappresentanti dell’azienda Carrefour Italia; noi non eravamo presenti all’incontro come organizzazione territoriale di Salerno perché eravamo sicuri di un iter ben diverso dalla chiusura per la struttura di Pontecagnano», dichiara Maria Rosaria Nappa, di Filcams Cgil. Eppure, in quella sede, l’azienda sembra aver esternato ben altre intenzioni dalla semplice riduzione di superficie per Pontecagnano.
L’ipermercato in provincia di Salerno ha già subìto una riduzione da 9mila a 3mila metri quadrati di superficie di vendita, vedendo la messa in mobilità di oltre una decina di lavoratori, uno dei quali ci racconta che «si sapeva della chiusura già dallo scorso 6 luglio 2016, io come altri sono stato messo in mobilità e ora ho dovuto svoltare e andare avanti».
La stessa versione dell’annunciata chiusura viene confermata anche dall’organizzazione sindacale Uil, la quale, in un comunicato stampa a firma del segretario nazionale di Uil-Tucs, Paolo Andreani, annuncia che nell’incontro tenutosi a Bologna in data 20 gennaio 2017 «la multinazionale ha annunciato una ristrutturazione che coinvolgerà 500 lavoratori considerati in esubero; i punti vendita di Borgomanero, Trofarello e Pontecagnano sono annunciati in chiusura».
Insomma le notizie sembrano discordanti eppure i lavoratori e le diverse organizzazioni sindacali sembrano convergere sull’ormai preannunciata chiusura della struttura di Pontecagnano. La volontà dell’azienda Carrefour può essere comprensibile nel non voler rilasciare notizie certe nel rispetto del principio di mercato della concorrenza, ma tra tutta questa incertezza, come capita sempre più frequente, chi si muove

all’insaputa di tutto sembrano essere i lavoratori e le loro famiglie. Non resta che attendere nei prossimi giorni o nelle prossime settimane altri chiarimenti da Carrefour Italia. Lo stato di agitazione per il prossimo fine settimana resta.
Marco Giordano LA CITTA

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Assenteisti al Ruggi, altri 85 verso il processo

24 Gennaio 2017, 09:20am

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Assenteisti al Ruggi, altri 85 verso il processo

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SALERNO. Salgono a 202 i dipendenti del Ruggi d’Aragona per i quali la Procura ha formulato ulteriori richieste di rinvio a giudizio dopo avere ottenuto, lo scorso ottobre, l’avvio del processo per i primi quattordici indagati. Dopo aver depositato nei giorni scorsi due richieste, rispettivamente per 49 e 68 ospedalieri, il sostituto procuratore Francesco Rotondo ne ha protocollata una terza per altri 85 tra infermieri e personale ausiliario.
L’udienza preliminare è prevista per i primi giorni di marzo davanti al gup Piero Indinnimeo, che ha già fissato per il 27 gennaio e il 22 febbraio le udienze sulle altre posizioni. Alcune si chiuderanno con un rito abbreviato, che parte dei difensori ha già preannunciato, preferendo chiudere la vicenda allo stato degli atti, senza le lungaggini del dibattimento e con la possibilità di accedere, in caso di condanna, a uno sconto di pena. Nella prima tornata, quella di ottobre, questa scelta fu fatta da una sola dei quattordici imputati, condannata alla pena sospesa di sei mesi, mentre per tutti gli altri fu disposto il rinvio a giudizio. Le loro posizioni erano quelle più gravate, con episodi di assenteismo documentati talora dalle videocamere della Guardia di Finanza,tant’è che in sei sono già stati licenziati prima del decreto di rinvio a giudizio.
La Procura ha poi continuato a lavorare sulle altre centinaia di condotte segnalate dai finanzieri del Gruppo, arrivando la scorsa estate alla notifica di tre avvisi di conclusione delle indagini sfociati adesso in richieste di rinvio a giudizio per la quasi totalità dei coinvolti. Tra loro anche quattro medici, in organico al reparto della Chirurgia pediatrica, per i quali il giudice dell’udienza preliminare deciderà il 22 febbraio.
Per tutti le accuse vanno dalla truffa allo Stato (per le quote di stipendio percepite nei momenti di assenza) alla violazione della legge sul pubblico impiego, che impone tra l’altro di provvedere alla timbratura del badge in entrata e in uscita dal luogo di lavoro. Per molti la linea difensiva punterà sulla dequalificazione delle presunte condotte di assenteismo a meri ritardi di pochi minuti, legati molto spesso alle difficoltà nel trovare parcheggio. Anche questi ritardi, inoltre, figurerebbero secondo alcuni solo sulla carta, in quanto il badge sarebbe stato affidato a un collega proprio per evitare di tardare nell’arrivo in reparto.

Anche questi elementi saranno dal 27 gennaio saranno al vaglio del giudice. Non sono state ancora depositate, invece, le richieste di archiviazione per gli indagati (215 secondo le indiscrezioni) le cui condotte non sono state ritenute penalmente rilevanti.

FONTE LA CITTA DI SALERNO

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Antonio sta reagendo alle cure la meningite è stata sconfitta

23 Gennaio 2017, 09:24am

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Antonio sta reagendo alle cure la meningite è stata sconfitta

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA CAVA DE' TIRRENI - Continuano a migliorare le condizioni di Antonio, il bambino di Cava de’ Tirreni, di quasi quattro anni, colpito da menigite e ricoverato da venerdì scorso nel reparto di terapia intensiva del Cotugno di Napoli. I genitori ieri hanno potuto vederlo, anche se per pochi minuti. Il piccolo può muovere le braccia e le gambe e non presenta la rigidità nucale, tipica della fase acuta della malattia. I medici hanno infatti sospeso la terapia cortisonica e se tutto proseguirà bene nella giornata di martedì il piccolo potrà lasciare la Rianimazione ed essere trasferito in reparto per un’altra settimana: se tutto andrà bene, poi, sarà finalmente dimesso e potrà tornare a casa. 
Il papà di Antonio, anche se molto provato, ha voluto ringraziare, attraverso un messaggio vocale nella chat whatsapp dei genitori dei compagni di scuola di suo figlio, le famiglie per la vicinanza e la solidarietà che hanno dimostrato. Compagni che questa mattina potranno ritornare regolarmente in classe nell’istituto scolastico dell’Epitaffio. 

SIMONA CHIARILLO IL MATTINO

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO Porta Ovest, nei tunnel si torna al lavoro Iniziati i carotaggi nelle quattro gallerie. E la Procura di Catania ha chiesto la restituzione della Tecnis ai titolari

22 Gennaio 2017, 10:16am

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO Porta Ovest, nei tunnel si torna al lavoro Iniziati i carotaggi nelle quattro gallerie. E la Procura di Catania ha chiesto la restituzione della Tecnis ai titolari

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SALERNO. Riapre il cantiere di Porta Ovest. In settimana, infatti, sono cominciati i carotaggi sui quattro fronti di scavo (uno ogni trenta metri) prescritti dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Salerno, Stefano Berni Canani, nell'ordinanza di dissequestro del 26 giugno scorso. Il gip aveva infatti chiesto che venissero svolte nuove indagini sul terreno anche per capire se c’erano state difformità rispetto al progetto iniziale e verificarne la stabilità. Ad effettuare i sondaggi, che dureranno almeno 1 mese, è una ditta di Caserta. E, in base ai risultati delle verifiche, si saprà se potranno partire i nuovi lavori in galleria, che sono stati affidati in subappalto alla Lsi (Lavori stradali ed idraulici) di Lagonegro.

E stavolta, a meno che gli esiti dei controlli non facciano emergere difformità o pericoli, non dovrebbero esserci ulteriori impedimenti che possano ritardare la ripresa dell’opera, vitale sia per lo sviluppo del porto commerciale che per la viabilità urbana. Anche perché, nel frattempo, sembra sgonfiarsi l’inchiesta che ha interessato la Tecnis Spa, la societa siciliana che si aggiudicò l’appalto per la costruzione delle gallerie di “Salerno porta ovest” e che finì implicata in un’inchiesta antimafia.

La Procura di Catania, infatti, ha chiesto al Tribunale di prevenzione la restituzione della società ai proprietari, gli imprenditori Mimmo Costanzo e Concetto Bosco Lo Giudice. Secondo i pm Antonino Fanara e Agata Santonocito ad essere pericolosi non sarebbero stati gli imprenditori, ma le società, particolarmente appetibili alla mafia, che erano state sequestrate nel febbraio 2016 dai carabinieri del Ros nell’ambito di un’inchiesta della Procura etnea.

Dunque anche su questo fronte tutti i tasselli del puzzle vanno mettendosi al loro posto, favorendo il completamento degli appalti in corso della Tecnis, tra cui appunto anche Porta Ovest, finanziata per 150 milioni di euro dall’Unione europea, che collegherà con un sistema di gallerie il porto commerciale allo svincolo autostradale della Napoli-Salerno e Della Salerno-Reggio Calabria.

Se l’esito dei carotaggi non farà emergere anomalie e sarà positivo, gli interventi di scavo potranno riprendere a ritmo serrato, in modo tale da poter completare opera. E, di conseguenza, con la riapertura del cantiere, ci sarà la possibilità di lavoro anche per gli operai edili locali. Perché, a conti fatti, per i lavori che dureranno circa 2 anni e si svolgeranno su più turni, ci sarà bisogno perlomeno di 60 operai. Perciò Patrizia Spinelli, segretaria provinciale della Feneal Uil, precorre i tempi e chiede che venga impiegata manodopera locale, tenendo pure conto che in città e in provincia ci sono figure professionali altamente specializzate che, a causa della crisi, sono costretti ad incrociare le braccia da diversi mesi. «Il comparto edile – evidenzia Spinelli – sta attraversando un periodo difficilissimo. Tanti investimenti sono al palo e pochissimi sono i cantieri aperti. Per rendersi conto di come la situazione sia veramente al limite della sopportazione, basta fare il conto delle opere incompiute».

Finora, però, a detta della sindacalista, ci sono stati solo proclami e appelli, ma nessuno ha affrontato seriamente il problema. «Si deve necessariamente passare dalla fase del dire a quella del fare – precisa Spinelli – e proprio Porta Ovest potrebbe essere l’occasione giusta per sancire quel cambio di rotta che da tempo stiamo auspicando». «Per il momento – conclude la rappresentante della Uil – si sono sprecati appelli e programmazioni, senza mai arrivare al dunque. E il particolare

più grave e inquietante è che non c’è alcun cenno di dialogo con le istituzioni, per far sì che si preveda un confronto operativo con le organizzazioni sindacali, per capire dove intervenire per accelerare le procedure e sbloccare i cantieri fermi al palo».

LA CITTA DI SALERNO

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Meningite, bimbo di 4 anni colpito a Cava de' Tirreni (Salerno) ricoverato in terapia intensiva all'ospedale Cotugno di Napoli. Avviata la profilassi

21 Gennaio 2017, 10:10am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SALERNO E PROVINCIA NEWS Meningite, bimbo di 4 anni colpito a Cava de' Tirreni (Salerno) ricoverato in terapia intensiva all'ospedale Cotugno di Napoli. Avviata la profilassi

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA 21/01/2017 - Un bambino di quattro anni è stato colpito da meningite a Cava de' Tirreni (Salerno), e si trova ricoverato in terapia intensiva nell'ospedale Cotugno di Napoli. La prognosi è riservata, ma secondo quanto si apprende il piccolo non sarebbe considerato in pericolo di vita. Il sindaco di Cava, Vincenzo Servalli, ha disposto l'immediato avvio della profilassi per tutti i soggetti interessati, in particolare per i bambini che frequentano la stessa scuola dell'infanzia. Il plesso scolastico domani sarà oggetto di una pulizia straordinaria.

 

 

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