SALERNO E PROVINCIA NEWS Caos doppia fila, ira dei residenti gogna web per i furbetti della sosta
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SALERNO - «Dalle nostre parti lo Street control è un flop», è la denuncia lanciata dai residenti di via Luigi Guercio e via Mobilio. A mezzo Facebook c’è chi da ieri ha cominciato a mettere a nudo cosa non va della mobilità quotidiana. Tante, troppe volte ormai la sosta selvaggia riesce a farla franca, sfuggendo ai temuti controlli elettronici dello Street control utilizzato dalla polizia municipale per stanare i furbetti della doppia e tripla fila. Ma evidentemente qualcosa non sta andando per il verso giusto su via Luigi Guercio, dove l’implacabile occhio elettronico non ha sortito la cura sperata negli ultimi mesi. E’ una ricca galleria postata su Facebook da Pietro Abate, portavoce dei residenti di via Guercio, ad evidenziare le tante violazioni al codice della strada compiute ormai quotidianamente lungo la nota strada del quartiere Irno. Con o senza lo Street control, la situazione è diventata intollerabile secondo i residenti. «Il sistema non sta funzionando – denuncia Abate – oppure dalle nostre parti non c’è un controllo adeguato e sistematico, chiediamo un potenziamento della sorveglianza con più vigili a piedi».
Parlano da sole le foto rese pubbliche sul noto social network nelle ultime ore. Automobili parcheggiate davanti ai passi carrabili. Occupazioni di zone di sosta per disabili. Veicoli bloccati in prossimità delle fermate dei pullman. Scene di ordinaria violazione stradale che hanno dato la stura alla rivolta dei residenti con le ronde fotografiche. I residenti sentinella puntano il dito contro le sbavature dello Street control che non ha frenato l’impennata della sosta irregolare a qualsiasi ora del giorno. Come noto, a fine dicembre scorso, ammonta a 20 mila multe il bilancio dei controlli telematici dei vigili attuato nel periodo luglio-dicembre 2016: le sanzioni hanno riguardato indistintamente le zone di Torrione, Pastena e centro con un sensibile miglioramento dello scorrimento veicolare soprattutto in centro su Corso Garibaldi. «Se in centro qualcosa è migliorato – obietta Abate – dimostriamo che su via Guercio non si può dire lo stesso».
GIANLUCA SOLLAZZO IL MATTINO
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SALERNO - Tra i beni confiscati a Salerno c’è «La casa di Valeria», centro polifunzionale diurno ad Ogliara. Ma tra i segnali inquietanti, di come sia sistematico il coinvolgimento di esponenti della criminalità organizzata locale negli ambienti istituzionali, c’è proprio l’intitolazione della struttura. Nella relazione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, si fa riferimento proprio «all’intitolazione - avvenuta verosimilmente grazie all’intervento di un amministratore comunale - di un bene confiscato alla camorra a nome della moglie del camorrista destinatario del provvedimento ablativo». Prima la «Casa di Valeria» era «Villa Valeria» dal nome della consorte del capoclan Raffaele Viviani. E, per come si legge nella relazione, «l’intitolazione è avvenuta verosimilmente grazie all’intervento di un amministratore locale». Bisogna ricordare che il centro polifunzionale diurno è stato inaugurato, a febbraio 2015, alla presenza non solo degli amministratori locali ma anche dell’allora questore oltre che di altre autorità con l’affidamento dello spazio all’associazione «Quartiere Ogliara», attiva dal 1994 ed operante nella frazioni collinari per impegnare i ragazzi in attività ludiche e non solo. Il nome Valeria, quindi, era pubblico e chiunque - tra gli organi competenti - avrebbe potuto suggerire che «probabilmente non era il caso di intitolare lo spazio funzionale con quel nome». Ma non è andata così.
DI MICHELE PAPPACODA 28/01/2017
DI MICHELE PAPPACODA SALERNO. Da questa mattina, venerdì 27 gennaio, alle ore 9.00, l’Assessore all’Urbanistica e alla Mobilità Mimmo De Maio darà il via alle operazioni per il ripristino del vecchio senso di circolazione all’altezza del ponte ferroviario che collega via Torrione con via Settimo Mobilio.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «Perché? Perché lo hai fatto? Dimmelo, dimmelo...». Fortuna Russo nella camera ardente dell’ospedale “Luigi Curto” di Polla piange, si dispera e chiede il perché di quel gesto estremo e atroce al compagno. Perché Antonello Fortunato si è suicidato gettandosi da un terrazzo, dall’altezza di circa 15 metri, con in braccio il loro figlio e togliere la vita a se stesso e al piccolo. “Perché ha fatto questo?”, urla.Impossibile consolare la donna originaria di Afragola ma da tempo residente nel Vallo di Diano (a Polla aveva vissuto per diversi anni con il suo primo marito). Al suo fianco alcuni amici, la psicologa dell’Asl e soprattutto un vuoto immenso. Quello lasciato dalla perdita del figlio, del piccolo Samuele trascinato in un tragico destino dal padre che si è tolto la vita gettandosi dal terrazzo stringendolo al petto. Un volo di 15 metri che ha causato numerose fratture all’uomo e lesioni interne al piccolo. Ferite letali per entrambi. «Non potevo saperlo, non poteva immaginarlo», continua a dire e a dirsi la donna. Lo ha detto ai carabinieri alla presenza del tenente Davide Acquaviva durante il colloquio che si è tenuto nella caserma di Padula, lo ha detto alle persone a lei vicina nelle ore successive al dramma.«Non era la prima volta che litigavamo e lui andava a dormire a casa della mamma al secondo piano insieme a nostro figlio. E’ successo già – ha ribadito agli inquirenti -, cosa doveva farmi pensare a una cosa diversa, a una decisione del genere? Come potevo pensare che voleva togliersi la vita e portare con sé suo figlio». Fortuna Russo non si da pace, è sotto choc, ma nel momento di atroce dolore ha espresso il pensiero di far seppellire insieme padre e figlio, Antonello e Samuele. Emergono, poi, ulteriori particolari, sulla vicenda anche dal racconto della donna. “Certo litigavamo ma mai Antonello ha minacciato di fare del male al bambino”. Così dopo il litigio avvenuto al primo piano della palazzina nei pressi di piazza Umberto I a Padula (dove abitavano), il padre ha rotto una vetrina di un mobile in casa ed è salito dalla madre al secondo piano portando con sé il figlio.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA PONTECAGNANO. Trentaquattro lavoratori del Carrefour di Pontecagnano, e le loro famiglie, sono ancora in apprensione per il proprio futuro. È del 21 gennaio la notizia che riguarda la decisione di Carrefour della “revisione del modello organizzativo di 30 ipermercati identificati sul territorio nazionale italiano”. Sono queste le parole scritte in un ulteriore comunicato stampa, inviato dalla società dopo la richiesta di chiarimenti riguardo il futuro dell’ipermercato ubicato nel centro commerciale Maximall, nella periferia di Pontecagnano.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SALERNO. Salgono a 202 i dipendenti del Ruggi d’Aragona per i quali la Procura ha formulato ulteriori richieste di rinvio a giudizio dopo avere ottenuto, lo scorso ottobre, l’avvio del processo per i primi quattordici indagati. Dopo aver depositato nei giorni scorsi due richieste, rispettivamente per 49 e 68 ospedalieri, il sostituto procuratore Francesco Rotondo ne ha protocollata una terza per altri 85 tra infermieri e personale ausiliario.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA CAVA DE' TIRRENI - Continuano a migliorare le condizioni di Antonio, il bambino di Cava de’ Tirreni, di quasi quattro anni, colpito da menigite e ricoverato da venerdì scorso nel reparto di terapia intensiva del Cotugno di Napoli. I genitori ieri hanno potuto vederlo, anche se per pochi minuti. Il piccolo può muovere le braccia e le gambe e non presenta la rigidità nucale, tipica della fase acuta della malattia. I medici hanno infatti sospeso la terapia cortisonica e se tutto proseguirà bene nella giornata di martedì il piccolo potrà lasciare la Rianimazione ed essere trasferito in reparto per un’altra settimana: se tutto andrà bene, poi, sarà finalmente dimesso e potrà tornare a casa. 
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SALERNO. Riapre il cantiere di Porta Ovest. In settimana, infatti, sono cominciati i carotaggi sui quattro fronti di scavo (uno ogni trenta metri) prescritti dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Salerno, Stefano Berni Canani, nell'ordinanza di dissequestro del 26 giugno scorso. Il gip aveva infatti chiesto che venissero svolte nuove indagini sul terreno anche per capire se c’erano state difformità rispetto al progetto iniziale e verificarne la stabilità. Ad effettuare i sondaggi, che dureranno almeno 1 mese, è una ditta di Caserta. E, in base ai risultati delle verifiche, si saprà se potranno partire i nuovi lavori in galleria, che sono stati affidati in subappalto alla Lsi (Lavori stradali ed idraulici) di Lagonegro.
