SALERNO E PROVINCIA NEWS Bimbo morto, indagati medico e ostetrica
INSERITO DA MORENA MOTTA NOCERA INFERIORE. Due indagati all’atto dell’autopsia per scoprire le cause del decesso del neonato morto nella fase del parto all’ospedale di Nocera Inferiore, con l’inchiesta guidata dal procuratore capo vicario Amedeo Sessa: la madre del bimbo, una donna di Angri, aveva denunciato l’accaduto ai carabinieri subito dopo, dando il via alle ricostruzioni. Due giorni fa, in mattinata, il parto era finito male, con il decesso del neonato per ragioni ora al vaglio del medico legale, Giovanni Zotti. Da un primo esame esterno non si evincono dati evidenti, con l’attesa per i risultati dell’esame istologico entro due mesi per individuare la causa della morte.
Sotto inchiesta, come previsto dall’iter, sono finiti il ginecologo e l’ostetrica dell’ospedale “Umberto I” di Nocera Inferiore, che hanno eseguito l’assistenza per il parto nelle fasi del travaglio. Al momento non c’è una chiara sofferenza del feto, con la denuncia raccolta dai carabinieri del reparto territoriale agli ordini del tenente colonnello Francesco Mortari, il successivo, immediato sequestro della cartella clinica della paziente e le verifiche tecniche. La gravidanza della donna è andata avanti in modo regolare, senza intoppi o segnali di sorta, con le visite svolte che avevano individuato piccoli problemi per la signora tali da consigliare un parto cesareo.
Secondo quanto riferito dalla donna, qualcosa sarebbe andato storto nelle fasi della nascita, con le verifiche affidate agli investigatori guidati dalla Procura. La difesa dei coinvolti, con il medico assistito dal legale Michele Alfano, riporta l’applicazione in piena regola dei protocolli medici previsti nel caso. La Procura parte dal quadro clinico della signora con le precedenti visite ginecologiche svolte seguendo lo sviluppo della gravidanza, mettendo insieme lo stato di salute pregresso, l’eventuale presenza di problemi sottovalutati, le indicazioni e le relative documentazioni, tra esiti e indicazioni dei medici che l’hanno seguita. Dopo l’arrivo in ospedale, nel reparto di ginecologia, l’iter del parto è andato avanti seguendo le tappe di rito, tra l’esecuzione dei previsti tracciati e il percorso per arrivare alla nascita, effettuata con iter naturale perché, anche nella fase critica, non c’era il tempo per poter seguire la tecnica del parto cesareo.
Non c’è ancora la certezza sul decesso: il bambino potrebbe essere morto durante o appena dopo la fase più delicata, con le motivazioni affidate
alla relazione necroscopica, effettuata in presenza dei consulenti di parte nominati dalla difesa. Il doppio avviso di garanzia, in questa fase iniziale dell’indagine, rappresenta una prassi seguita per tutti gli accertamenti irripetibili.
FONTE LA CITTA' DI SALERNO - di Alfonso T. Guerritore
/image%2F1394276%2F20210111%2Fob_9cffcd_1.jpg)


INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SALERNO - Scontro tra auto in tangenziale, nei pressi dello svincolo della zona industriale. Paura per i due conducenti e traffico. Sul posto le ambulanze dell'Humanitas per soccorrere i feriti. Il più grave è uno dei due automobilisti che avrebbe riportato un sospetto trauma cranico e una lesione all'arcata sopraccigliare. 
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA 09/02/2017
DI MICHELE PAPPACODA Eboli. Urla e botte da orbi. . Molti residenti, ieri alle 16, in centro riposavano. Quando si sono affacciati al balcone, sulla piazza , hanno visto una giovane a terra. Con diverse ferite sanguinanti. "I soccorsi sono arrivati dopo mezz'ora" Il giovane è stato ferito in una lite con un altri giovanI. L'uomo ha riportato una ferite e contusioni multiple non gravi. Dopo le medicazioni e le visite al pronto soccorso, il giovane è stato dimesso dall'ospedale di Eboli.

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Intervento provvidenziale dei carabinieri di Eboli, che hanno salvato quattro cuccioli di cane, chiusi in una busta nei pressi di via Cupe, in località Serracapilli. I quattro cuccioli, sono stati rinvenuti dal radiomobile dei carabinieri agli ordini del comandante Luca Geminale. I carabinieri incuriositi da quel sacchetto lasciato nell'area di un noto centro commerciale, si sono fermati ed hanno notato che all'interno vi erano i quattro cagnolini. Erano da poco trascorse le sedici e trenta, quando le forze dell'ordine hanno liberato gli animali e adesso stanno cercando tramite le telecamere di risalire all'autore di tale vile gesto. Adesso i cuccioli sono stati affidati al servizio veterniario.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SALERNO - «Mia figlia non ha avuto alcun rapporto sessuale con quell’uomo. Ho fatto quelle telefonate solo perché avevo bisogno di soldi ma lui non l’ha mai toccata». Si difende così, nell’ufficio del gip Stefano Berni Canani, la 31enne di Pontecagnano accusata di aver venduto la figlia di dodici anni ad un anziano. A volte anche solo per 5 euro. La donna, accompagnata dalla polizia penitenziaria a palazzo di giustizia, è assistita dall’avocato Antonio Malzone. È stata portata in manette nella stanza del gip. Capelli neri, legati in una coda, tuta nera, non aveva sul volto alcun segno di disagio. 
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «Vieni, mi hai convinto... la proviamo». È una delle frasi che ha lasciato senza parole gli inquirenti. Una delle frasi che quell’anziano uomo, convinto dalla madre della ragazzina, pronuncia al telefono. Sono decine e decine le telefonate che la donna fa all’uomo per convincerlo ad avere rapporti con la figlia di soli dodici anni. E quando lui le risponde che non ha soldi, lei non esita a dirgli: «Porta 5, 10, 15 euro... Porta ciò che hai, ci divertiamo un po’». Nel fascicolo dell’inchiesta viene riportata anche una circostanza particolare in cui l’uomo, che non ha voglia di rapporti sessuali, la asseconda e le dice: «Vabbene, magari facciamo come la volta scorsa... Stiamo sul letto e io vi tocco». Frasi che hanno gelato gli inquirenti e che lascerebbero presupporre che l’uomo potesse aver avuto anche un menage a tre, con la mamma e la figlia insieme. Nel corso delle indagini, i carabinieri del capitano Erich Fasolino hanno seguito la donnna e hanno visto che la stessa aveva portato la piccola nei pressi della casa dell’uomo. Sempre a Pontecagnano. In genere era lei a spostarsi. Tant’è che in una intercettazione lei insiste, ha bisogno di soldi, e quel giorno vuole a tutti i costi portargli la bambina. Lui taglia corto, arrabbiandosi: «Oggi no, ti ho detto che non è cosa... Non puoi venire ci sono i miei figli». Una storia agghiacciante le affonda le radici in un contesto sociale degradato e povero. Lei, 31 anni appena, avrebbe avuto la prima figlia giovanissima restano presto vedova. Quindi avrebbe trovato un compagno, dal quale avrebbe avuto la seconda figlioletta di tre mesi, ma l’uomo è ora in carcere per reati gravi. Così lei, per arrotondare, si sarebbe prostituita e, trovato terreno fertile in un uomo di oltre 70 anni, avrebbe deciso di «vendere» anche la figlia. Aveva capito che l’anziano era attratto dalla piccola così, per indurlo a cedere, in più di un’occasione gli avrebbe anche passato la ragazzina al telefono. «Mamma mi ha spiegato tutto - gli avrebbe detto una volta la piccola - non ti preoccupare». Telefonate che avvenivano quasi sempre di ritorno da scuola, ad ora di pranzo. In qualche circostanza, vedendolo titubante, avrebbe lei stesso finto di essere la figlia, simulando la voce della bambina.Il profilo che emerge dalle indagini è quello di una donna senza alcuna remora, spregiudicata, pronta a «vendere» le sue figlie senza alcun scrupolo. E tutto per poche decine di euro, a volte anche meno.