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salerno e provincia news

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SALERNO E PROVINCIA NEWS PELLEZZANO Paura nella notte, auto in bilico sul dirupo Tragedia sfiorata in via Fravita, nella frazione Capezzano

1 Marzo 2017, 09:32am

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SALERNO E PROVINCIA NEWS PELLEZZANO Paura nella notte, auto in bilico sul dirupo Tragedia sfiorata in via Fravita, nella frazione Capezzano

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA  PELLEZZANO. Tragedia sfiorata ieri sera intorno alle 23.40, in via Fravita, nella frazione Capezzano. di Pellezzano, dove un automobilista ha perso il controllo della vettura rischiando di finire in un dirupo. Tempestivo l’arrivo dalla prima squadra del comando provinciale dei vigili del fuoco, che sono riusciti a trarre in salvo il conducente rimasto intrappolato nella vettura in bilico.
LA CITTA DI SALERNO

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Ruggi, blitz dei Nas nel reparto ortopedia Secondo indiscrezioni sembra che sia stata inviata ai militari una lettera anonima riguardante lo stato delle sale operatorie

28 Febbraio 2017, 10:04am

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Ruggi, blitz dei Nas nel reparto ortopedia Secondo indiscrezioni sembra che sia stata inviata ai militari una lettera anonima riguardante lo stato delle sale operatorie

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SALERNO. Ispezione dei carabinieri dei Nas ieri mattina nel reparto ortopedia del plesso ’Ruggi d’Aragonà a Salerno per verificare la situazione. Lo riferisce in una breve nota la direzione generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria competente. Subito dopo una breve visita, il comandante dei militari intervenuti. si è recato in Direzione generale dove il direttore Nicola Cantone ha illustrato gli interventi strutturali relativi a detto reparto che erano stati già programmati. Sembra secondo indiscrezioni, che sia stata inviata ai militari una lettera anonima riguardante lo stato delle sale operatorie.

LA CITTA DI SALERNO

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SALERNO E PROVINCIA NEWS In viaggio come il nonno di Up: automobilista sulla statale 18 con i palloncini

27 Febbraio 2017, 10:19am

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SALERNO E PROVINCIA NEWS In viaggio come il nonno di Up: automobilista sulla statale 18 con i palloncini

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Come il nonno di Up, coi palloncini caricati sull'automobile in viaggio lungo la strada statale 18. È avvenuto nei pressi di Battipaglia, in provincia di Salerno, dove un'automobilista ha deciso di trasportare il carico appendendolo all'esterno dell'automobile. Curiosità per i tanti passanti e qualche coda causata dalla lentezza del mezzo.

 




Il viaggio è avvenuto sabato mattina, lungo l'importante arteria, nei pressi di Mulino Braggio. L'automobilista, incurante del traffico, viaggiava con un vistoso quantitativo di palloncini appesi all'esterno dell'automobile. Una grossa massa azzurra, che fuoriusciva dal finestrino del passeggero. Il guidatore, che pur restava accostato sulla destra, ha continuato a essere sorpassato dagli altri veicoli. Ciò ha provocato qualche coda, non fosse altro per la curiosa scena che ha fatto rallentare più di un'automobilista.

di Marco Di Bello IL MATTINO

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Pisano, Napoli chiama i comitati «Alle Fonderie priorità salute»

25 Febbraio 2017, 10:49am

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Pisano, Napoli chiama i comitati «Alle Fonderie priorità salute»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La risposta è stata così celere da spiazzare il comitato Salute e vita. E dopo solo un paio di giorni dalla richiesta di colloquio, la data dell’incontro è già stata fissata. Enzo Napoli incontrerà Lorenzo Forte e gli attivisti di Fratte il 2 marzo. Del resto, dopo aver ricevuto a palazzo di città Ciro Pisano, il manager delle omonime fonderie, il sindaco di Salerno lo aveva detto: «Io ascolto tutti». Giovedì prossimo, dunque, toccherà agli abitanti della Valle dell’Irno esporre al primo cittadino le proprie ragioni. «Apprezziamo molto la tempestiva risposta del sindaco Napoli», commenta Forte. Tanto più che il primo destinatario della missiva del comitato, datata 21 febbraio, è il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. È a lui che Forte e il movimento si rivolgono, dopo aver più volte vanamente chiesto di essere ricevuti. Tanto da preannunciare la «volontà di mettere in campo una decisa protesta pubblica presso gli uffici della Regione Campania» per manifestare una «esasperazione» maturata negli anni. «Sì, la lettera è rivolta soprattutto a De Luca, ma l’abbiamo inviata pure al sindaco Napoli perché è anche con lui che vogliamo parlare», precisa Forte. Tra i destinatari, infatti, compaiono anche il vicepresidente della Regione, Fulvio Bonavitacola, il primo cittadino di Salerno e l’assessore comunale all’ambiente, Angelo Caramanno. Non solo: al centro della missiva c’è proprio l’incontro svoltosi a palazzo di città lunedì scorso tra la proprietà Pisano e l’amministrazione, definito da Forte uno «squallido tentativo di riabilitazione dei Pisano agli occhi dei cittadini salernitani». Da qui l’immediata risposta del primo cittadino. «A Napoli chiederemo anche di preparare un incontro con il governatore De Luca – aggiunge Forte - Siamo determinati a conoscere le ragioni della politica, soprattutto di quella regionale, perché la Regione Campania è in questa fase l’attore principale, sia per la delocalizzazione che per quanto riguarda l’iter amministrativo per il rilascio alle Fonderie Pisano delle autorizzazioni Via e Aia». Il tutto, in attesa di scendere in piazza, oggi pomeriggio, per il corteo «Mai più fonderie».

IL MATTINO.IT 

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SALERNO E PROVINCIA NEWS BATTIPAGLIA La moglie è malata, si spara un colpo al volto e muore L'anziano ha utilizzato un fucile per compiere l'estremo gesto

24 Febbraio 2017, 10:09am

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SALERNO E PROVINCIA NEWS BATTIPAGLIA La moglie è malata, si spara un colpo al volto e muore L'anziano ha utilizzato un fucile per compiere l'estremo gesto

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA BATTIPAGLIA. Tragedia questa mattina a Battipaglia. Un uomo 79enne si è tolto la vita, sparandosi con un fucile in pieno volto, all’interno della propria abitazione in viale della Libertà dove viveva con la moglie. L’uomo ha compiuto il folle gesto in seguito alla malattia della sua compagna di vita che avrebbe provocato nell'anziano un profondo stato di depressione.
I soccorritori sono stati allertati intorno alle 9:30 da un vicino di casa, che sentendo il colpo è andato a controllare l'accaduto. I sanitari, non hanno potuto fare a meno di verificare la morte dell'uomo. Sul caso sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Battipaglia.

LA CITTA DI SALERNO

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Maxi operazione dei carabinieri: arrestato un politico di Pontecagnano

23 Febbraio 2017, 09:21am

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Maxi operazione dei carabinieri: arrestato un politico di Pontecagnano

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ci sarebbe anche un consigliere comunale di Pontecagnano Faiano fra i destinatari di misure restrittive eseguire dai Carabinieri di Battipaglia. Gli uomini guidati dal capitano Erich Fasolino, infatti, questa mattina hanno condotto una vasta operazione contro i reggenti e gli affiliati del clan Pecoraro-Renna. In tutto, le persone raggiunte da misura cautelare sono quattordici, delle quali 13 in carcere, nei confronti di altrettante persone accusate di associazione per delinquere di stampo camorristico ed estorsione aggravata dal metodo mafioso.Tra questi, anche un politico del Comune di Pontecagnano, Antonio Anastasio, già dirigente di Fratelli d'Italia e consigliere provincale con incarichi nell'aeroporto Costa d'Amalfi. 



È Antonio Anastasio, eletto nella lista di Fratelli d'Italia ma poi passato alla lista di centrosinistra «Davvero centro», per la quale si era candidato anche al Consiglio provinciale, il consigliere comunale di Pontecagnano-Faiano arrestato nell'ambito dell'inchiesta «Perseo», iniziata nel dicembre 2015 dai Carabinieri della compagnia di Battipaglia. Nell'ambito dell'operazione sono state raggiunte da misure restrittive 16 persone (14 in carcere, una ai domiciliari ed una destinataria di interdizione ad assumere incarichi direttivi per 12 mesi). Tra loro i reggenti, referenti di zona ed affiliati del clan camorristico Pecoraro-Renna. Proprio ad alcuni di questi - secondo quanto emerso dalle indagini - si era rivolto Anastasio per far minacciare, più volte, un consigliere di maggioranza, Luigi Bellino («Moderati - Durantes Vincunt»), che, però, non si è lasciato intimorire ma ha denunciato i malviventi.

Il consigliere arrestato, mediante pressioni e minacce da parte di alcuni uomini del clan, voleva costringere Bellino a non partecipare a una riunione del consiglio comunale, decisiva per l'approvazione del bilancio, con l'obiettivo di determinare lo scioglimento del Consiglio. Anastasio deve rispondere di violenza privata e attentato contro i diritti politici del cittadino con le modalità tipiche delle associazioni mafiose.

Antonio Iannone, presidente regionale di Fdi, ha reso noto che Anastasio «da anni non è iscritto a Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale e alle ultime elezioni provinciali (8 Gennaio 2017) è stato candidato in una lista di centro sinistra denominata «Davvero Centro», risultando il primo dei non eletti.

«È una vicenda delicata che merita la massima chiarezza possibile. È necessario fare piena luce su una storia che tocca direttamente Istituzioni e Città»: così, il sindaco di Pontecagnano Ernesto Sica, commenta l'operazione «Perseo». «In questo momento - afferma il primo cittadino - mi sento soltanto di esprimere la necessità che la magistratura, con il proprio operato, faccia davvero piena luce su ogni aspetto di una storia che tocca così direttamente le Istituzioni e, dunque, l'intera città di Pontecagnano Faiano».

IL MATTINO .IT

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Maxi operazione dei carabinieri di Battipaglia contro il clan Pecoraro-Renna: arrestato anche un consigliere comunale di Pontecagnano

22 Febbraio 2017, 10:28am

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Maxi operazione dei carabinieri di Battipaglia contro il clan Pecoraro-Renna: arrestato anche un consigliere comunale di Pontecagnano

DI MICHELE PAPPACODA 22/02/2017 - Ci sarebbe anche un consigliere comunale di Pontecagnano Faiano fra i destinatari di misure restrittive eseguire dai Carabinieri di Battipaglia. Gli uomini guidati dal capitano Erich Fasolino, infatti, questa mattina hanno condotto una vasta operazione contro i reggenti e gli affiliati del clan Pecoraro-Renna. In tutto, le persone raggiunte da misura cautelare sono tredici, tutte rispondenti per i reati di 416 bis - associazione mafiosa - e per il reato di estorsione. Fra questi, anche un politico del Comune di Pontecagnano. A quanto pare, questi sarebbe accusato di attentato contro i diritti politici del cittadino con l'aggravante mafiosa. Tutti, con l'eccezione di uno accusato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, destinato ai domiciliari, sono stati tradotti in carcere.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS «La tangentopoli salernitana svelata con un software»

21 Febbraio 2017, 10:55am

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SALERNO E PROVINCIA NEWS «La tangentopoli salernitana svelata con un software»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SALERNO. Tangentopoli non esiste; o meglio, esistono tante tangentopoli, episodi di corruzione o di malaffare che emergono ciclicamente dal fiume carsico della Pubblica amministrazione, che si intrecciano con interessi privati e collusioni, che si nutrono dei flussi di denaro pubblico succhiando la linfa vitale del Paese. Un reato invisibile dice oggi il giudice della Terza sezione penale della Corte di Cassazione Vito Di Nicola, protagonista 25 anni fa, da pm, di quella che fu chiamata la tangentopoli salernitana. Inchieste sui reati nella pubblica amministrazione (dai falsi alle turbative d’asta, passando per la corruzione e la concussione) che erano iniziate molto prima che il “mariuolo” Mario Chiesa fosse pizzicato ad intascare una mazzetta dagli agenti inviati al Pio Albergo Trivulzio dal pm milanese Antonio Di Pietro. Una storia che inizia nel ’91 quando Di Nicola, dopo una breve parentesi da giudice a Potenza, torna a Salerno da pm. «Avevo già lavorato in procura dal 1985 al 1989, per me fu un ritorno alle origini».
E così inizia la stagione delle inchieste sui reati legati alla pubblica amministrazione...
In realtà già avevamo avviato, prima della mia parentesi a Potenza, delle indagini in questo specifico settore. Nei nostri uffici arrivavano esposti anonimi ma anche denunce per presunte irregolarità nella Sanità, negli appalti pubblici gestiti da vari comuni, dalla Provincia, dalla Regione, dai Consorzi. Non avevamo un vero e proprio pool, non c’erano come avviene oggi le assegnazioni tabellari: il procuratore affidava a propria discrezione i vari fascicoli.
Fascicoli e dati da mettere insieme...
Sì, recuperai il lavoro già fatto tra l’ ’85 e l’ ’89 incrociandolo con altri dati più recenti sugli appalti pubblici e ci accorgemmo che c’erano dei problemi legati alla scelta dei contraenti nelle gare, agli affidamenti della progettazione e alla nomina dei progettisti. Circostanze che potevano avere una rilevanza investigativa. A spese nostre ci dotammo di pc e, ricorrendo ad esperti di ingegneria informatica, fu elaborato un programma software capace di incrociare tutte le informazioni in nostro possesso. Con questo strumento iniziammo ad esplorare le varie vicende investigative arrivate al nostro Ufficio. Attingevamo informazioni non solo dai nostri fascicoli ma anche dagli articoli di giornale quando il Procuratore riteneva di aprire nuovi fascicoli: dall’affidamento di un appalto ad una ditta, una denuncia di malasanità... Insomma, tutto quello che poteva essere utile al nostro lavoro. Pensi che l’inchiesta sulla Fondovalle Calore, successivamente curata da me e dal collega Luigi D’Alessio sia nella fase preliminare che in quella dibattimentale fino alla sentenza di primo grado, prese spunto dalla denuncia di un’associazione ambientalista che vedeva in quell’opera pubblica una minaccia per l’ecosistema della zona ed in particolare per la sopravvivenza della lontra...
Formaste, in sostanza, una vera e propria banca dati da cui attingere informazioni...
Sì, esatto, tanto che alcune nostre inchieste sulla Pubblica amministrazione sono nate e si sono sviluppate ben prima dell’inizio della stagione di Mani pulite...
Queste informazioni dovevano però essere verificate sul campo, attraverso gli strumenti investigativi...
Certo, la tecnica usata fu quella tradizionale: acquisizione degli atti presso enti pubblici, perquisizioni, anche intercettazioni quando era consentito. E poi il ricorso a consulenti esperti nelle varie materie.
E poi gli arresti, le custodie cautelari: secondo lei c’è stato un abuso di questo strumento nelle indagini di Mani pulite, come da più parti si afferma?
Può essere che ci siano state delle forzature nell’uso dello strumento della custodia cautelare nel corso delle indagini di quel periodo sulla Pubblica amministrazione. Ma bisogna esaminare caso per caso, non generalizzare. Mi permetto solo di sottolineare che la necessità di acquisire gli elementi di prova non ha niente a che vedere con la libertà personale. Per intenderci: “se parli esci altrimenti resti in carcere”. Mi è stato insegnato che “il mezzo è il fine” ed un fine giusto si persegue soltanto con un mezzo giusto. Ricordo ancora un articolo di Luigi Ferrajoli, uscito proprio nel 1993, nel quale il noto giurista sottolineava come una forzatura sul tema della libertà personale potesse avere una diretta conseguenza in negativo sull’esercizio della giurisdizione, sul lavoro stesso dell’organo inquirente e soprattutto sulla sua indipendenza dal potere esecutivo.
Dunque un problema sulla carcerazione preventiva c’è stato...
Non è escluso, ma va comunque esaminato in quel particolare contesto: sicuramente in alcuni casi c’è stato, ma nel contempo la magistratura aveva anche a che fare con un sistema di potere che mirava all’arricchimento indebito e selvaggio. Un vero e proprio intreccio tra Pubblica amministrazione e interessi privati. E poi le regole del processo, profondamente cambiate nel corso degli anni. Pensi all’utilizzabilità ai fini della prova degli interrogatori resi nella fase preliminare nel dibattimento. Le regole imposte dal nuovo Codice nel 1989, mutarono improvvisamente nel 1992, dopo la strage di Capaci. La dichiarazione poteva comunque essere acquisita al fascicolo del dibattimento anche se il teste negava, al giudice toccava il compito di valutarne l’attendibilità dell’una e dell’altra. Nel 2000, con le regole del “giusto processo”, nuovo cambio nel senso dell’inutilizzabilità come prova delle dichiarazioni rese nel corso delle indagini preliminari, quando ormai quei processi erano già in corso...
C’è chi afferma che l’esplosione delle indagini di “Mani Pulite” a Milano abbia provocato nelle varie procure un effetto emulativo, che cioè i pm di tutta Italia, all’improvviso, si siano accorti che nel nostro Paese esistevano la corruzione e la concussione...
Tra le indagini di Milano e quelle fatte a Salerno c’era comunque una differenza. Certo, anche noi abbiamo assistito in quel periodo al fenomeno degli imprenditori che, accompagnati dai loro legali, bussavano alla nostra porta per essere sentiti. Di solito accadeva quando sui giornali veniva fuori la notizia dell’apertura di un fascicolo relativo ad indagine su un appalto o un’acquisizione di atti presso un Ente pubblico. A differenza di Milano, però, noi avevamo già raccolto grazie al nostro software una serie di informazioni tali da avere già un quadro della vicenda. Quindi non abbiamo fatto un grande uso delle prove dichiarative, comunque necessarie ovviamente.
Nel ’94 lei lascia la procura per approdare alla Distrettuale antimafia...
E lì ho avuto a che fare con un altro aspetto ancora più devastante, l’infiltrazione del crimine organizzato negli appalti pubblici e le relative interferenze con la Pubblica amministrazione. Del resto il boss della Nuova famiglia, Carmine Alfieri, aveva imposto ai vari capizona di lasciar perdere il traffico di droga e di concentrare gli sforzi criminali proprio nel settore delle tangenti negli appalti pubblici, imponendo i subappalti e consentendo agli imprenditori di creare fondi neri con la tecnica delle sovraffatturazioni. Anzi proprio da Milano ci arrivarono notizie di questo fenomeno: le grandi imprese del Nord costrette a fare i conti coi clan locali. Una circostanza poi confermata dai vari collaboratori di giustizia, tra cui lo stesso Alfieri.
Era finita l’era di tangentopoli e si apriva una nuova stagione investigativa?
Lei crede? Secondo me le cose stanno diversamente. Lei crede che con la fine della stagione di Mani pulite sia finito anche il fenomeno delle tangenti? O il fenomeno corruttivo o concussivo resta purtroppo sottotraccia? La realtà è che tangentopoli non è mai finita. E continuerà ad esistere fino a quando non si comprenderà che il potere pubblico è un servizio reso alla comunità e non un affrancamento dalle regole della legalità. L’imprenditore deve denunciare chi gli chiede una tangente, il cittadino deve ribellarsi alla logica della raccomandazione, il professionista deve rispettare le regole deontologiche. Ma soprattutto la scuola, deputata alla creazione di una nuova classe dirigente: bisogna formare un cittadino

con la cultura della legalità, capace di affrancarsi dalle scorie del servilismo e della schiavitù di chi pensa che il consenso ed il successo possa essere basato solo sul favoritismo e sul collateralismo. Solo allora potremo dire che tangentopoli è finita...

LA CITTA 

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SALERNO E PROVINCIA NEWS RAPINA Assalto con sparatoria ad un portavalori sul raccordo Sa-Av E' successo intorno alle ore 8,30. Traffico paralizzato

20 Febbraio 2017, 09:48am

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SALERNO E PROVINCIA NEWS RAPINA Assalto con sparatoria ad un portavalori sul raccordo Sa-Av E' successo intorno alle ore 8,30. Traffico paralizzato

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA FISCIANO. Assalto e rapina questa mattina da parte di un commando di banditi ad un mezzo blindato della Cosmopol, che stava consegnando plichi di denaro ad alcune banche. L’assalto è avvenuto intorno alle 8:30, tra Montoro e Fisciano, e sarebbero stati esplosi anche dei colpi di pistola. Ancora da quantificare il bottino dell’assalto portato via dai rapinatori che dopo aver messo a segno il colpo hanno fatto perdere le proprie tracce. Sul posto sia i carabinieri che la Polizia per le indagini del caso.Il traffico è letteralmente paralizzato.

di Veronica Iezza LA CITTA DI SALERNO

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO «Quella ragazzina non l’ho sfiorata»

18 Febbraio 2017, 10:30am

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO «Quella ragazzina non l’ho sfiorata»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «Non l’ho mai toccata, quei messaggini non sono miei. Mi hanno teso un tranello». Nega tutto il 37enne D.S., in carcere da martedì con l’accusa di avere violentato per mesi la figlia della compagna, una ragazzina di soli 12 anni. Interrogato dal giudice delle indagini preliminari Stefano Berni Canani, l’uomo ha riconosciuto solo parte di quella messaggistica telefonica che per gli inquirenti testimonia mesi di abusi e stupri ripetuti. Il resto, i testi più scabrosi, il 37enne ha detto di non averli mai inviati. Come è possibile che risultino dalle intercettazioni? La spiegazione fornita al giudice è quella di una trappola, organizzata dalla madre della bambina con la complicità della figlia. «È capitato che lei mi prendesse il telefonino – ha raccontato D.S. – Lo faceva spesso, credevo lo usasse per giocare. Deve essere stato in quei momenti che lo ha usato per mettere in atto il piano della madre, con cui da tempo non andavo più d’accordo.
I testi intercettati dai carabinieri sono inquietanti: «Sei una porcellona, ti prenderei a morsi ora»; e ancora: «Appena ti prendo sotto ti... Ti piace, dì la verità». Materiale ricostruito nero su bianco nelle quaranta pagine di ordinanza che hanno disposto la custodia cautelare in carcere. Un elenco di intercettazioni che si aggiunge alla denuncia circostanziata dell’ex compagna e ai filmati che riprendono l’uomo entrare più volte, di notte, nella stanza della bimba. Lui sostiene che andava a controllare se dormisse, che la considerava come una figlia e che lei stessa lo chiamava spesso papà. Proprio quelle assenze notturne dalla camera da letto hanno invece insospettito la mamma della dodicenne, che nel giugno dello scorso anno l’ha seguito e lo ha sorpreso a baciare ripetutamente la piccola su una guancia. La bambina le avrebbe poi confessato di quel rapporto segreto e lei aa sporto denuncia. Pochi giorni dopo il sostituto procuratore Roberto Penna ha ottenuto che i telefoni fossero messi controllo e che nell’appartamento, in zona collinare, fossero installate le telecamere. «In casa c’era anche mia madre – ha precisato ieri il D.S. – come avrei potuto fare tutto quello che dicono? E comunque a quella ragazzina non avrei mai fatto del male, anzi ero io a occuparmi di lei più di quanto facesse la madre». Dichiarazioni che sono ora al vaglio del gip. Il 37enne, intanto, è stato trasferito dal carcere di Salerno a quello di Vallo della Lucania.
di Clemy De Maio LA CITTA DI SALERNO 

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