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primo piano e anteprima

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA UCCIDE MOGLIE E FIGLIOLETTA, LA TELEFONATA CHOC DEL KILLER AL 112: "PRONTO? LE HO AMMAZZATE"

17 Aprile 2015, 11:57am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA UCCIDE MOGLIE E FIGLIOLETTA, LA TELEFONATA CHOC DEL KILLER AL 112: "PRONTO? LE HO AMMAZZATE"
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA UCCIDE MOGLIE E FIGLIOLETTA, LA TELEFONATA CHOC DEL KILLER AL 112: "PRONTO? LE HO AMMAZZATE"

INSERITO DA ANGELA CECERE Dopo l'orrore per il duplice omicidio commesso viene alla luce la prima telefonata fatta da Abdelhabi Lahmar, il marocchino di 39 anni che martedì notte ha ucciso la moglie Touria, di 30 anni, a colpi di accetta, e la figlioletta, di soli sei anni e mezzo, sgozzandola. «Pronto, buonasera ho ammazzato mia moglie e mia figlia»: la chiamata arriva al 112 e l'operatore, alle 2.50 della notte, pensa forse a un mitomane. Ostenta, tuttavia, tranquillità e prende tempo lasciando in attesa il presunto assassino. A quel punto, passa la comunicazione ai colleghi del 113 - competenti sull'ordine pubblico in quel tratto di città -: mentre il secondo operatore, questa volta della Questura, richiede nuovamente i dati al marocchino, già una Squadra della Volante è praticamente fuori casa, mentre gli esperti della Squadra Mobile, coordinati dal commissario Massimo Olivotto, stanno lasciando la Questura a sirene spiegate. Nella seconda parte della telefonata, Lahmar dice che non sa il motivo per cui ha ucciso i congiunti - «non mi ricordo nulla » - e confessa di averlo fatto con un coltello e un altro attrezzo di cui, tuttavia, non conosce il nome in italiano. Quando riaggancia, invitato a farlo dall'operatore, che prima si è fatto dare il numero di telefono, per prendere ulteriore tempo, il marocchino si trova di fronte la prima pattuglia, a cui si consegna senza opporre resistenza.

LEGGO.IT

17.04.2015. 12.57

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA In arrivo altre ondate di profughi e Treviso studia una tendopoli

16 Aprile 2015, 09:53am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA In arrivo altre ondate di profughi e Treviso studia una tendopoli
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA In arrivo altre ondate di profughi e Treviso studia una tendopoli

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA TREVISO - Arriva una nuova ondata di profughi nel Veneto: saranno settecento, i primi cento dei quali attesi tra la notte scorsa e le prossime ore, e le polemiche riesplodono. Il fronte più caldo per il momento è a Treviso, dove è spuntata anche l'idea di realizzare una tendopoli come centro di accoglienza.

di Paolo Calia TRATTO DA IL GAZZETTINO.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Padre in fuga col figlioletto di 15 giorni, è in crisi depressive: «Scappato in Francia»

16 Aprile 2015, 09:49am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Padre in fuga col figlioletto di 15 giorni, è in crisi depressive: «Scappato in Francia»
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Padre in fuga col figlioletto di 15 giorni, è in crisi depressive: «Scappato in Francia»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA TORINO - E' scappato martedì sera con il figlio neonato, di appena 15 giorni, e di lui si sono perse le tracce. Sono ancora senza esito le ricerche del padre, un impiegato torinese di 39 anni. Nelle operazioni sono impegnati i carabinieri del Comando provinciale di Torino e la gendarmeria francese.

L'ultimo avvistamento al traforo autostradale del Frejus: le telecamere di sorveglianza hanno ripreso la Fiat Freemont dell'uomo viaggiare in direzione della Francia. L'uomo, la cui scomparsa è stata denunciata dalla moglie di 32 anni, soffre di crisi depressive. Ha portato via il bambino mentre la donna si trovava in un supermercato a Rivalta.

«Mio marito è scappato in macchina con nostro figlio di 15 giorni e non è più tornato», è stata la denuncia che la madre del piccolo ha fatto ai carabinieri di Orbassano, comune della prima cintura del capoluogo piemontese, dove vivono.

IL GAZZETTINO.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA PEDIATRA MILANESE PER 11 ANNI HA STUPRATO E SEVIZIATO 11 BAMBINI: A GIUDIZIO

15 Aprile 2015, 14:27pm

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA PEDIATRA MILANESE PER 11 ANNI HA STUPRATO E SEVIZIATO 11 BAMBINI: A GIUDIZIO
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA PEDIATRA MILANESE PER 11 ANNI HA STUPRATO E SEVIZIATO 11 BAMBINI: A GIUDIZIO

INSERITO DA ANGELA CECERE MILANO - Un pediatra che lavorava a Milano avrebbe abusato di 11 bambini, tutti minori di 14 anni e uno anche di appena 2 anni, in 10 anni e fino all'anno scorso. L'uomo, iscritto all'Albo dei medici ma anche sedicente psicologo, era stato arrestato nel 2014 per un caso, ma poi dalle
indagini del commissariato Lorenteggio e della Squadra mobile, coordinate dal procuratore aggiunto Pietro Forno e dal pm
Cristian Barilli, sono emersi altri episodi e sevizie. Ora è imputato con rito abbreviato. A fine maggio del 2014 il pediatra, Maurizio L., 55 anni e che lavorava in una clinica a Milano, era stato fermato per violenza sessuale su un bambino di 12 anni, produzione e detenzione di materiale
pedopornografico e stalking per aver tempestato di sms la sua giovane vittima (l'inchiesta era partita proprio da una denuncia dei genitori per atti persecutori). In questi mesi sono, però, proseguite le indagini con rogatorie anche in Svizzera, dove
l'uomo, difeso dal legale Fabio Liotta, aveva una casa, e con le analisi di una serie di filmati sequestrati nei quali si vedevano bimbi costretti a subire atti sessuali e «sevizie». Dalle immagini gli investigatori sono risaliti all'identità delle vittime e il
pediatra - il quale, benchè avesse alle spalle un richiamo disciplinare e una condanna definitiva per detenzione di materiale pedopornografico, continuava ad esercitare - è ora a processo con rito abbreviato per una lunga serie di imputazioni (11
vittime in totale) davanti al gup di Milano Giuseppe Gennari.
L'uomo, tuttora detenuto, tra il 2003 e il 2014 avrebbe costretto bambini «in età preadolescenziale», con problemi
comportamentali perchè cresciuti in famiglie problematiche, a subire abusi sessuali nell'ambito, come si legge negli atti, di «rituali asseritamente 'esclusivì». Con i piccoli il medico «instaurava rapporti confidenziali anche mediante attribuzione di
nomignoli quali cioccolatino magico, folletto, cherubino», poi «denigrava» i loro genitori e induceva i bimbi a compiere atti sessuali chiedendo loro di «mantenere il 'loro segretò».

LEGGO.IT

15.04.2015. 15.27

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA UCCIDE CON UN'ACCETTA LA MOGLIE E LA FIGLIA, POI CHIAMA LA POLIZIA: MAROCCHINO ARRESTATO VIDEO

15 Aprile 2015, 13:57pm

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PRIMO PIANO E  ANTEPRIMA UCCIDE CON UN'ACCETTA LA MOGLIE E LA FIGLIA, POI CHIAMA LA POLIZIA: MAROCCHINO ARRESTATO VIDEO
PRIMO PIANO E  ANTEPRIMA UCCIDE CON UN'ACCETTA LA MOGLIE E LA FIGLIA, POI CHIAMA LA POLIZIA: MAROCCHINO ARRESTATO VIDEO

INSERITO DA ANGELA CECERE Ha ucciso la moglie e la figlia di 7 anni con un'accetta, poi ha chiamato la polizia e si è fatto arrestare. Il fatto è accaduto attorno alle 3 della notte scorsa in un'abitazione di via San Vito a Pordenone. A quanto si è appreso, l'uomo sarebbe di nazionalità non italiana. L'uomo è stato portato in Questura, dove da ore è in corso un interrogatorio. Secondo quanto si è appreso non avrebbe ancora spiegato la ragione del duplice omicidio. Quando la polizia e il personale del 118 sono giunti sul posto la donna e la bambina erano già morte e nell'abitazione c'era un lago di sangue. È il secondo duplice omicidio in un mese in una città solitamente molto tranquilla come Pordenone: il 17 marzo scorso, all'esterno del Palazzetto dello Sport, sono stati uccisi a colpi di pistola i fidanzati Trifone Ragone e Teresa Costanza; il killer non è ancora stato individuato.LA FAMIGLIA È MAROCCHINA La famiglia protagonista della tragedia è composta da persone originarie del Marocco. La donna, secondo le prime notizie, aveva circa 30 anni. L'uomo, immigrato regolare, era al momento disoccupato. L'assassino si chiama Abdelhadi Lahmar, di 40 anni, e vive in Italia da anni. Incensurato, l'uomo ha svolto numerosi lavori molti dei quali saltuari; attualmente è disoccupato. Lahmar è stato di recente nel proprio Paese per un viaggio. La moglie si chiamava Touria Errebaibi, di 30 anni, ed oltre ad occuparsi della famiglia, in passato ha lavorato come cameriera in alcuni ristoranti del centro. La piccola, di sette anni, si chiama invece Hiba.I SOCCORRITORI: "UNA MATTANZA" Una mattanza. Così gli uomini dei soccorsi hanno definito la scena all'interno dell'appartamento di San Vito di Pordenone, dove un uomo ha ucciso la moglie e la figlia. Secondo una prima ricostruzione degli investigatori della Polizia, che si sono avvalsi della collaborazione del medico legale Lucio Bomben, l'uomo avrebbe dapprima ucciso la moglie e poi la piccola. La donna sarebbe stata afferrata e spinta sul letto nella camera da letto matrimoniale, poi colpita con un'accetta per una decina di volte. Subito dopo l'uomo è andato nella cameretta dove dormiva la bimba e l'ha sgozzata nel sonno utilizzando un coltello. Secondo quanto si è appreso come gesto di pietà nei confronti della figlia, l'assassino avrebbe preso un lenzuolo e con quello le avrebbe coperto il volto. UN RAPTUS DOPO L'ENNESIMA LITE Un raptus sopravvenuto al culmine dell'ennesima lite familiare. Sarebbe questa, secondo quanto si è appreso, la causa che ha portato Abdelhadi Lahmar ad uccidere con oltre una decina di fendenti di accetta la moglie e subito dopo a sgozzare la figlioletta di sette anni. È quanto lo stesso omicida avrebbe riferito al pubblico ministero Federico Facchin che in questura lo ha interrogato per ore. L'uomo alle 2.55 dopo aver compiuto il duplice omicidio è andato nella sala da pranzo del suo appartamento dove ha telefonato al 118 per denunciare la tragedia e dove ha atteso l'arrivo delle forze dell'ordine alle quali si è consegnato senza opporre resistenza.

LEGGO.IT

15.04.2015. 14.57

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PRIMO PIANO E ANTEPRMA Cancro, arriva la super risonanza che brucia le cellule maligne

15 Aprile 2015, 13:43pm

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PRIMO PIANO E ANTEPRMA Cancro, arriva  la super risonanza che brucia le cellule maligne
  • INSERITO DA ANGELA CECERE Una “super” risonanza magnetica combinata con un macchinario che emette ultrasuoni ad altissima intensità focalizzandoli in un punto in modo da “bruciare” con precisione, in modo non invasivo e con l’assenza quasi totale di effetti collaterali le cellule maligne. È l’innovativo macchinario che verrà inaugurato domani presso l’Irst (Istituto scientifico romagnolo per la cura dei tumori). Una realtà all’avanguardia non solo in Italia ma in Europa “e che consentirà – sottolinea Dino Amadori, direttore scientifico dell’Ircs – di dare al via ad una piano di ricerca per la diagnosi e cura dei tumori unico nel panorama internazionale”.Per i prossimi tre anni saranno portati avanti tre progetti sperimentali per valutare l’accuratezza diagnostica, sicurezza, tollerabilità, comfort e costo-efficacia di questo tipo d’indagine, la capacità della risonanza nell’individuare i danni procurati al fegato dai farmaci chemioterapici e l’utilizzo degli ultrasuoni focalizzati ad alta intensità nel trattamento dalle metastasi ossee e del dolore. «La particolarità di questo strumento – spiega Amadori – chiamato Rm 3Tesla con sistema Hifu (High-Intensity Focused Ultrasound), è di avere una potenza doppia rispetto alla risonanza “standard” e ciò permette di “vedere” lesioni tumorali di solo un millimetro quando in genere sotto i 5 millimetri non sono monitorabili. Non solo, è possibile analizzare meglio i tessuti compresi quelli molli”.L’innovativo macchinario è inoltre in grado di registrare gli aspetti di funzionamento degli organi. “Per esempio – continua – studiando il cervello si possono vedere le reazioni delle diverse aree al dolore e se ne può monitorare l’intensità. Ciò ci consentirà di curarlo meglio”. Sarà poi possibile studiare le alterazioni che fegato e cuore subiscono a causa della tossicità dei chemioterapici e correggere i dosaggi prima che si verifichi un danno permanente. E ancora osservare il flusso del sangue e come i farmaci si diffondono nei vari organi. Grazie all’Hifu sarà poi possibile “bruciare” il tumore in un’area definita e limitata pianificando e monitorando in tempo reale l’andamento del trattamento. “Questo nuovo trattamento – conclude Amadori – non è invasivo ed è più tollerabile e senza gli effetti collaterali negativi della chemio e della radioterapia”. Il super macchinario entrerà a pieno regime ad aprile e vi potrà avere accesso chiunque ha i requisiti per la sperimentazione.

    RETENEWS

    15.04.2015. 14.43

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA ROMA FEDERICA, LA BALLERINA 17ENNE CHE SI OPERA PER SCOLIOSI E RESTA PARALIZZATA PER SEMPRE

14 Aprile 2015, 16:07pm

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA ROMA FEDERICA, LA BALLERINA 17ENNE CHE SI OPERA PER SCOLIOSI E RESTA PARALIZZATA PER SEMPRE
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA ROMA FEDERICA, LA BALLERINA 17ENNE CHE SI OPERA PER SCOLIOSI E RESTA PARALIZZATA PER SEMPRE

INSERITO DA ANGELA CECERE ROMA - Una storia triste quella di Federica, ballerina di 17 anni che ha visto infrangersi il suo sogno di calcare il palcoscenico della Scala. Laragazza si era sottoposta ad un intervento chirurgico per curare una scoliosi, ma qualcosa è andato storto e ora Federica è costretta per sempre a stare su una sedia a rotelle: ha la gamba destra paralizzata. Il medico del policlinico di Tor Vergata, dove si svolse l'operazione, è accusato di lesioni gravissime ed è stato citato in giudizio. Il dottore, secondo la procura, è responsabile di "aver prodotto una lesione della corda midollare a livello delle vertebre D2D3 e di non aver applicato correttamente due viti transpeduncolari a livello delle D3D4". I fatti risalgono al 26 giugno del 2012, quando Federica, giudicata da tutti come un astro nascente della danza classica, viene sottoposta al terribile intervento chirurgico che le cambierà la vita. Al risvegliodall'anestesia sentiva che qualcosa era andato storto. Dopo una risonanza magnetica arriva la drammatica notizia: il midollo spinale di Federica è lesionato e la sua gamba destra rimarrà paralizzata per sempre.

LEGGO.IT

14.04.2015. 17.07

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA "È POSSEDUTO DAL DEMONIO". SENZA CIBO PER 25 GIORNI, IL BIMBO MUORE. MA POI... -VIDEO CHOC

14 Aprile 2015, 14:57pm

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA "È POSSEDUTO DAL DEMONIO". SENZA CIBO PER 25 GIORNI, IL BIMBO MUORE. MA POI... -VIDEO CHOC
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA "È POSSEDUTO DAL DEMONIO". SENZA CIBO PER 25 GIORNI, IL BIMBO MUORE. MA POI... -VIDEO CHOC

INSERITO DA ANGELA CECERE "È posseduto dal demonio". Dicono di un bimbo texano di 2 anni, lo lasciano senza cibo né acqua per 25 giorni per liberarlo. Il bimbo muore. Poi la cerimonia choc per la resurrezione, filmata e diffusa sul web. Come racconta il DailyMail una donna, Aracely Meza, è finita in carcere e ora rischia una dura condanna per le conseguenze delle loro pratiche spirituali. Moglie del "pastore" Daniel Meza, non la madre del bimbo, è ripresa mentre prega, invocando anche Gesù, e cospargendo il corpo senza vita del piccolo, nel tentativo estremo di riportarlo in vita.Una cerimonia del tutto inutile per il piccolo Benjamin e per la sua famiglia. I pastori della chiesa sostenevano che il bimbo fosse posseduto dal demonio sin da quando era ancora nella pancia della madre. Una convinzione che ha portato alla morte del bimbo, lasciato senza nutrimento per 25 giorni.

LEGGO.IT

14.04.2015. 15.57

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Dragano il fiume e spunta un vecchio furgone: dentro c'è un morto

14 Aprile 2015, 11:11am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Dragano il fiume e spunta un vecchio furgone: dentro c'è un morto
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Dragano il fiume e spunta un vecchio furgone: dentro c'è un morto

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA ROSOLINA (ROVIGO) - Un furgone distrutto con all’interno lo scheletro di una persona. È la macabra scoperta effettuata ieri pomeriggio nell’Adige.

Nel tratto di fiume tra Cavanella d’Adige e Rosolina in questi giorni è al lavoro la draga di una ditta specializzata per l’escavo dell’alveo. L’operatore - azionando l’escavatore - ha toccato con una benna qualcosa di consistente e subito si è reso conto che si trattava di un automezzo. Così i lavori sono stati sospesi e sono stati allertati i Carabinieri.La delicata operazione è iniziata intorno alle 16 e quando il mezzo è stato trasportato sull’argine del fiume è iniziato a delinearsi quello che sembra diventare un giallo. All’interno dell’abitacolo, seduto al posto di guida, è stato ritrovato lo scheletro di una persona. Il mezzo, distrutto per il lungo periodo che deve’essere rimasto nell’acqua e forse bruciato prima di finire in Adige, è risultato essere un Fiat Scudo.

I primi accertamenti effettuati dai carabinieri, dal numero di telaio del furgone vista che le targhe erano distrutte, hanno permesso di scoprire che è stato rubato un paio d’anni fa.

DI GANNINO DIAN IL GAZZETTINO

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Il giallo delle gambe ritrovate: sono della stessa persona, una donna «Qualcuno gliele ha segate»

14 Aprile 2015, 11:05am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Il giallo delle gambe ritrovate: sono della stessa persona, una donna «Qualcuno gliele ha segate»

 INSERITO DA MICHELE PAPPACODA ROSOLINA (ROVIGO) - Sono della stessa persona le due gambe recuperate in acqua tra dicembre e febbraio nella Laguna della Marinetta a Rosolina sulla spiaggia di Boccasette. Il primo arto era stato avvistato da un pescatoreil secondo scoperto da un cane.

Il sospetto c'era già da tempo, ma la matematica sicurezza è arrivata nei giorni scorsi grazie all'esame del Dna che era stato disposto dal sostituto procuratore Monica Bombana. Ora i due fascicoli a lei assegnati saranno accorpati in uno unico, sempre per omicidio volontario. Anche gli accertamenti medico legali hanno consentito di ottenere nuovi riscontri: gli arti inferiori sono stati staccati dal corpo all'altezza del bacino, tramite una lama seghettata, da qualcuno che non aveva una profonda conoscenza dell'anatomia. Perlomeno, non a livello di un medico. Per il taglio infatti è stata scelta una zona nella quale l'osso è particolarmente resistente. L'operazione deve essere stata lunga e faticosa. Pochi centimetri più sotto e il tutto sarebbe stato molto più agevole.

Sull'identità della persona, che si deve presumere morta, alla quale appartenevano le gambe, nessuna certezza.Dovrebbe trattarsi di una donna tra i 25 e i 30 anni, in buona salute e stato di forma, il cui genoma proviene dalla cosiddetta «vecchia Europa». Altro non si sa. Al momento né in Polesine, né in Veneto, in Italia o in Europa sono state trovate segnalazioni di scomparsa compatibili. E migliore fortuna non hanno avuto i tentativi condotti in Basso Polesine, con l'ausilio dei cani di carabinieri e Finanza, di individuare il resto del corpo. Il mistero è ben lungi dall'essere chiarito.

LORENZO ZOLI IL GAZZETTINO.IT

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