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primo piano e anteprima

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA BIMBO DI 7 ANNI MORSO SUL PENE DAL COMPAGNO DI CLASSE: STAVA DIFENDENDO L'AMICHETTA

16 Giugno 2015, 14:07pm

Pubblicato da www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA BIMBO DI 7 ANNI MORSO SUL PENE DAL COMPAGNO DI CLASSE: STAVA DIFENDENDO L'AMICHETTA
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA BIMBO DI 7 ANNI MORSO SUL PENE DAL COMPAGNO DI CLASSE: STAVA DIFENDENDO L'AMICHETTA

INSERITO DA ANGELA CECERE Una lite con un compagno di classe alla fermata del bus per difendere l'amichetta. Scoppia la rissa e uno di loro finisce all'ospedale con un morso sul pene.La storia è ancora più sconvolgente perché vede protagonisti due bimbi di 7 anni. Il più sfortunato dei due è ricoverato e rischia di rimanere sterile. È successo in cina a Xi'an, nella provincia di Anhui. “Gli ho visto mordere le parti intime di quel bambino attraverso i calzoncini” ha detto il papà di un altro bimbo, che si trovava nei dintorni per aver accompagnato il figlio alla fermata. E l'uomo si è scagliato contro il maestro che "invece di sorvegliare i bambini era distratto dal suo telefono cellulare e non ha visto svolgersi l'incidente”.Tesi respinta con forza dalla scuola. Il maestro si è difeso sostenendo di non aver visto la scena perché già salito sul bus. La scuola ha aperto una propria indagine interna sull'incidente mentre i genitori sono pronti alla battaglia legale.

LEGGO.IT

16.06.2015. 15.07

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Latina, omicidio avvocato Mario Piccolino: un fermo

16 Giugno 2015, 09:57am

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 INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il 71enne blogger antimafia venne ucciso nel suo studio di Formia, con un colpo di pistola alla testa

 - La polizia ha fermato a Latina una persona presumibilmente coinvolta nell'omicidio dell'avvocato Mario Piccolino. Il 71enne blogger antimafia è stato ucciso nel suo studio di Formia, con un colpo di pistola alla testa, il 29 maggio. Si tratta di Michele Rossi. imprenditore incensurato di 59 anni, fermato in Campania, intorno alle 16. Esclusa quindi la pista mafiosa da parte degli inquirenti.

Latina, omicidio avvocato Mario Piccolino: un fermo

Alcuni anni fa Rossi aveva avuto una lite per una grotta di tufo a Ventotene con un cliente di Piccolino che appunto avrebbe difeso alcune persone che nella causa si opponevano al presunto killer.

Michele Rossi, originario di Cellole (Caserta), avrebbe fatto fuoco contro Piccolino con una pistola calibro 22 detenuta illegalmente. E' stato individuato grazie alla descrizione sommaria fornita da un testimone presente nello studio al momento dell'omicidio. La polizia ha poi esaminato le immagini delle videocamere di sorveglianza nella zona, individuando un uomo compatibile con quello descritto. Il sospetto, immortalato in altre immagini a bordo di un pick up, è stato identificato attraverso la targa del mezzo. Il testimone ha riconosciuto Rossi nelle foto. Un controllo nei fascicoli dell'archivio di Piccolino ha permesso di trovare il collegamento e il movente del delitto.

Rossi aveva avuto infatti un acceso contenzioso con Piccolino, il quale aveva rappresentato la controparte in una causa per il possesso di una grotta, in realtà un'abitazione scavata nel tufo, sull'isola di Ventotene (Latina). La vicenda si concluse nel 2003 con una sentenza della Cassazione che reintegrava gli assistiti di Piccolino nel possesso della grotta. Ma la causa era finita in una denuncia penale contro Rossi, che avrebbe sviluppato un forte rancore. Il 22 settembre scorso Piccolino aveva pubblicato sul suo blog un articolo con precisi riferimenti a Rossi.

TGCOM24

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Morto il generale Piccinno, comandante dei Nas

14 Giugno 2015, 09:21am

Pubblicato da www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Morto il generale Piccinno, comandante dei Nas
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Morto il generale Piccinno, comandante dei Nas

M.P. È morto la notte scorsa a Milano, dopo una lunga malattia, il generale dei Carabinieri Cosimo Piccinno, comandante dei Nas, Nuclei antisofisticazione e sanità. Piccinno, originario di Somma Vesuviana, era malato da tempo. Profondo cordoglio è arrivato dal mondo istituzionale e politico, ma anche da quello ambientalista e sanitario, visto l'impegno in prima linea di Piccinno sui temi della salute.

Naturalmente il comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, Tullio Del Sette, ha voluto essere vicino la famiglia di Piccinno.
«Nella notte il Generale Piccinno - ha ricordato Del Sette - ha dovuto cedere ad un male incurabile, a cui, nonostante tutto, non ha mai consentito di tenerlo lontano dall’Arma, dal servizio e dai suoi impegni istituzionali. Fra pochi giorni avrebbe compiuto 65 anni e raggiunto il congedo. Siamo profondamente addolorati per questo lutto. Ciascun Carabiniere insieme a me, stringe in un abbraccio fatto di sentimenti veri e di vicinanza assoluta i suoi familiari. Numerosi gli incarichi ricoperti dal Generale Piccinno in oltre 40 anni di vita nell’Arma. Le Compagnie di Montesarchio (BN) e di Santa Maria Capua Vetere (CE), il Gruppo di Palermo, il Comando Provinciale di Milano, gli Uffici dello Stato Maggiore, tutti assolti con estrema competenza e grande dedizione. E negli ultimi 7 anni, il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, che sotto la sua guida illuminata ha raggiunto risultati eccezionali.
Il Generale Piccinno resterà sempre nel cuore di ognuno di noi».

IL MATTINO.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Milano choc, donna decapitata in casa e la testa lanciata nel cortile: arrestato un trans di 20 anni

14 Giugno 2015, 09:15am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Milano choc, donna decapitata in casa e la testa lanciata nel cortile: arrestato un trans di 20 anni

 M.P. MILANO - Orrore a Milano, dove una donna è stata decapitata. La testa della vittima è stata trovata nel cortile. Per il delitto, avvenuto intorno alle due in una casa popolare in via Amadeo, è stato arrestato il giovane transessuale originario dell'Ecuador che era rimasto a sua volta ferito durante l'aggressione. Sarebbe stato lui a scaraventare la testa in cortile dopo aver ucciso la donna. La vittima è una cinquantaduenne. Il corpo è stato trovato in un appartamento, mentre la testa nel cortile interno del palazzo. La donna uccisa viveva nell'appartamento in via Amadeo. Tra il ferito, che ha 20 anni, e la vittima, sarebbe scoppiata una furibonda lite. IL MATTINO.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA SCHIAVA SESSUALE DEL PADRE PER 27 ANNI: DAGLI STUPRI NASCONO QUATTRO BIMBI

13 Giugno 2015, 12:57pm

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA SCHIAVA SESSUALE DEL PADRE PER 27 ANNI: DAGLI STUPRI NASCONO QUATTRO BIMBI
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA SCHIAVA SESSUALE DEL PADRE PER 27 ANNI: DAGLI STUPRI NASCONO QUATTRO BIMBI

INSERITO DA ANGELA CECERE Un orrore senza fine cominciato quando Katherine era una tredicenne bella e bionda, piena di talento artistico e con una mente brillante e promettente. Tutto si spezzò quel giorno in cui tornò a casa da scuola a Victoria's Latrobe Valley, vicino Melbourne, in Australia e il padre alcolizzato le disse di andare con lui in camera da letto e la spogliò. Dopo averla violentata, le disse: «Ora sei stata violata: nessuno ti vorrà mai». L'incubo era appena cominciato: da allora diventò la schiava sessuale di un padre violento che picchiava lei, gli altri figli e la moglie e che la portò a letto migliaia di volte nell'arco di 27 anni, soggiogandola fisicamente e psicologicamente, fino a convincerla che tutto quello che succedeva fosse normale. Salvo, poi, ordinarle con le minacce di non parlarne con nessuno. Intorno, una famiglia che non vedeva o, chissà, magari preferiva non sapere: né la madre, né i tre fratelli maschi. Quando ebbe l'occasione di parlare con assistenti sociali parlò delle violenze subite, ma nei confronti del genitore non fu mai avviato nessun procedimento. Per Katherine le visite dei nonni materni e il tempo passato a scuola erano gli unici momenti in cui si sentiva al sicuro Nel frattempo il padre la mise incinta quattro volte, ma nessuno dei figli porta il suo nome. Lei, che in tutti quegli anni non aveva mai trovato il coraggio di denunciarlo, prima per le minacce fisiche e poi per timore che le portasse via i bambini, solo a 40 anni trovò il coraggio di farlo. Si confidò con una dottoressa che la aveva in cura per la sua epilessia e le raccontò tutto: insieme cominciarono a pianificare una via di fuga. E così, una notte, una squadra di polizia è andata a prelevarla da casa per portarla lontano, in un luogo protetto, per poi salvare i bambini dall'"orco" che era in casa e che loro chiamavano "papà". Katherine all'inizio era in uno stato di fragilità assoluta e sono serviti mesi di consulenza per tranquillizzarla. Alla fine, però, si è rafforzata al punto di riuscire a fare quello che avrebbe dovuto fare tanto tempo prima: raccontare alla polizia tutto quello che aveva subito in 27 anni . Il suo racconto fu sufficiente. Quando gli agenti bussarono alla porta del padre per leggergli le accuse, lo trovarono impassibile, privo di emozioni e di rimorsi. Dal 2010 è in carcere per scontare una condanna a 22 anni. Una storia raccolta dalla giornalista Sue Smethurst nel libro "Behind close doors" (Dietro le porte chiuse), in cui la protagonista viene chiamata con lo pseudonimo di Katherine X per salvaguardarne la privacy. Dopo la pubblicazione della storia sono stai moltissimi i messaggi di auguri e solidarietà inviati a "Katherine" via mail per esprimere solidarietà. «E' rimasta molto colpita - dice Sue - Dopo quello che ha vissuto non riusciva a credere che esistessero persone così gentili che si preoccupavano di lei. E' stata traumatizzata, ma ha tanto amore per i suoi figli. E' una donna spiritosa e luminosa: chissà che vita avrebbe potuto avere se non fosse stata vittima di quell'orrore?». Katherine, vittima di una storia incredibile in cui non sono secondarie le responsabilità delle autorità, ha inoltre citato in giudizio il governo dello Stato di Vittoria per non aver compiuto il suo dovere nel proteggerla: quando lei raccontò le violenze subite agli assistenti sociali il caso fu sottovalutato. Nessuna cifra potrà mai ripagare la sua vita spezzata, ma comunque le è stato riconosciuto il risarcimento

LEGGO.IT

13.06.2015 13.57

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA BIMBO DI 2 ANNI INTRAPPOLATO IN AUTO SOTTO AL SOLE. "LA MAMMA HA LASCIATO LE CHIAVI DENTRO"

13 Giugno 2015, 11:57am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA BIMBO DI 2 ANNI INTRAPPOLATO IN AUTO SOTTO AL SOLE. "LA MAMMA HA LASCIATO LE CHIAVI DENTRO"
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA BIMBO DI 2 ANNI INTRAPPOLATO IN AUTO SOTTO AL SOLE. "LA MAMMA HA LASCIATO LE CHIAVI DENTRO"

INSERITO DA ANGELA CECERE MONTEGROTTO - Sfiorato il dramma ieri mattina a Montegrotto. Un bimbo di due anni rimasto chiuso in un auto parcheggiata al sole salvo per l'intervento del padre che ha lacerato la capotta della vettura. Il fatto è accaduto intorno alle 11 in viale Stazione davanti alla tabaccheria Bertin. Una giovane mamma ha parcheggiato una Mini cabrio nera su cui viaggiava anche il piccolo di circa due anni. La donna doveva sbrigare una veloce commissione in un negozio vicino ed è scesa lasciando le chiavi in auto. Non è chiaro come, ma ad un certo punto è scattato il blocco delle portiere. Quando la mamma è tornata è stata presa dal panico: c'era il sole a quell'ora del mattino, l'auto non era all'ombra e la temperatura all'interno dell'abitacolo saliva rapidamente. Il piccolo è stato salvato dall'intervento del padre che ha lacerato la capotta della vettura.

LEGGO.IT

13.06.2015.12.57

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA ADDIO PICCOLA VIOLA, IL SUO CUORE HA SMESSO DI BATTERE A SOLI 22 MESI

13 Giugno 2015, 11:47am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA ADDIO PICCOLA VIOLA, IL SUO CUORE HA SMESSO DI BATTERE A SOLI 22 MESI
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA ADDIO PICCOLA VIOLA, IL SUO CUORE HA SMESSO DI BATTERE A SOLI 22 MESI

INSERITO DA ANGELA CECERE MANSUE' (TREVISO) - Ha vissuto soli 22 mesi la piccola Viola. Neppure due anni, circondata dall'immenso amore e dalle cure assidue di mamma Lara Bagolin, impiegata in una vetreria di San Polo, e papà Paolo Biasi, impiegato in un’azienda del posto. Mercoledì ha cessato di battere il suo cuoricino, che già aveva manifestato anomalie quando ancora la piccola era nel grembo materno. I genitori, che vivono in centro a Mansuè, sapevano tutto, sapevano che era grave e che la vita sarebbe stata una lotta. Ma non gli importava. Anzi, se possibile, si sono stretti ancora di più alla loro bambina. Sono stati 22 mesi di gioia, di vita, di esperienze. Durante i quali Viola ci ha dato moltissimo - racconta il papà Paolo -. Malgrado quest'epilogo tristissimo, possiamo dire che questi ventidue mesi sono assolutamente valsi la pena».

LEGGO.IT

13.06.2015. 12.47

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Torino, sequestrano e stuprano una disabile: arrestati tre africani

12 Giugno 2015, 11:01am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La giovane era scomparsa per 30 ore il 27 maggio dopo essere uscita da casa. Le indagini hanno portato a individuare un somalo e un ghanese 26enni e un nigeriano 30enne

Tre africani sono stati arrestati dalla polizia di Torino per avere sequestrato e violentato una ventenne italiana con problemi psichici. La giovane era scomparsa per 30 ore il 27 maggio dopo essere uscita da casa per andare a scuola. Era stata ritrovata da un familiare vicino a casa, e aveva raccontato di avere subito violenza da tre uomini di colore. Le indagini hanno portato a individuare un somalo e un ghanese 26enni e un nigeriano 30enne.

Torino, sequestrano e stuprano una disabile: arrestati tre africani

I tre arrestati abitano da abusivi nelle palazzine dell'ex Villaggio Olimpico che, alla periferia meridionale della città, da due anni è occupato da centinaia di stranieri. I presunti violentatori sono stati riconosciuti dalla vittima. 

Raccolte le prove, gli agenti hanno aspettato che i tre uscissero, uno alla volta, dal complesso abitativo per evitare di compiere un blitz che avrebbe potuto provocare tensioni, e li hanno arrestati. Il ghanese aveva chiesto asilo politico, il nigeriano era invece già stato colpito da un'ordine di espulsione.

Nei confronti dei tre il pm Patrizia Gambardella, che ha coordinato le indagini, ha ipotizzato i reati di sequestro di persona e violenza sessuale di gruppo.

Lega, proposta shock: castrazione chimica - "Il disgusto e lo sdegno certo non bastano. La bestialità di individui che abusano di una disabile è al di là dell'immaginabile e del commentabile. Per questo è essenziale passare ai fatti: si discuta subito in Senato la mia proposta di legge sulla castrazione chimica. Non ci sono altre soluzioni per chi compie reati così brutali". Lo dichiara Gian Marco Centinaio, capogruppo della Lega Nord al Senato.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Saluti sulla Stazione Spaziale, Sam pronta a tornare Gli astronauti nella navetta, 'E' ora di andare a casa'

11 Giugno 2015, 08:38am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Saluti sulla Stazione Spaziale, Sam pronta a tornare Gli astronauti nella navetta, 'E' ora di andare a casa'

INSERITO DA GIULIA NARDONE Samantha Cristoforetti e il suoi due compagni di equipaggio, l’americano Terry Virts e il russo Anton Shkaplerov, hanno salutato i colleghi prima di entrare nella navetta Soyuz che alle 15,43 (ora italiana) di oggi li porterà di nuovo sulla Terra, con un atterraggio nella steppa del Kazakhstan. Dopo le ultime foto ricordo, gli abbracci e gli auguri di ‘buona fortuna!’, il portello della navetta, da 200 giorni agganciata alla Stazione Spaziale, è stato chiuso.

Da questo momento i tre astronauti si preparano ai 200 ‘incredibili’ minuti del viaggio di rientro. Il distacco della Soyuz dalla Stazione Spaziale è previsto alle 12,20 italiane. Sono le ultime battute della missione Futura, la seconda di lunga durata dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), durata complessivamente 200 giorni: quasi un mese più del previsto a causa della riorganizzazione del calendario dei voli imposta dall’incidente al cargo russo Progress del 29 aprile scorso.

Saluti dall’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) anche via Twitter: ‘’Il giorno 200 nello spazio è cominciato molto presto. E’ stato un viaggio entusiasmante e grazie della compagnia! Adesso è ora di tornare a casa sulla Terra’’. Non poteva mancare, poi, un saluto ispirato ad uno dei libri preferiti di Sam, la ‘’Guida galattica per autostoppisti’’ di Douglas Adams: ‘’Arrivederci … e grazie per tutto il pesce!’.

Una foto dell'Italia e delle sue luci, nella notte: Samantha Cristoforetti saluta così il suo Paese alla vigilia della partenza. Tra poche ore lascerà infatti la Stazione Spaziale Internazionale al termine della missione Futura, la seconda di lunga durata dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), nella quale l'astronauta ha trascorso complessivamente 200 giorni in orbita.

 


E' tranquilla, Samanthai, per il viaggio di rientro. Risolto il problema tecnico per il quale, durante un test, si sono accesi per errore i motori della Soyuz, l'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) è pronta ad affrontare il viaggio. "Correremo verso la Terra a bordo della nostra affidabile Soyuz'' ha scritto su Twitter.

 

Nel frattempo ha salutato l'Italia: ''Un'ultima immagine dell'Italia di notte'', ha scritto l'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa), pubblicando la foto su Twitter. Nella foto si distingue l'Italia settentrionale, con l'arco disegnato dalle luci, fra le quali spiccano quelle delle città più grandi, come Milano e Torino, e si distingue anche la sua Trento. Nessuna preoccupazione, quindi, per i problemi rilevati nelle scorse ore, quando i motori della Soyuz agganciata alla Stazione Spaziale si sonoaccesi inaspettatamente durante un test del sistema radio della navetta.

 

L'accensione dei motori ha quindi spostato la Stazione Spaziale rispetto all'orbita prevista ed è stata necessaria una manovra per riportarla nella posizione corretta. Lo ha reso noto l'agenzia spaziale russa Roscosmos, precisando che non sono previsti ritardi per il volo di rientro dell'astronauta italiana e dei suoi colleghi, l'americano Terry Virts e il russo Anton Shkaplerov.


 ANSA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Azzollini: Oggi si calendarizza richiesta arresto. Pd non esclude sì Secondo il segretario Dem garantisti ma caso va valutato nel merito

11 Giugno 2015, 08:35am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Azzollini: Oggi si calendarizza richiesta arresto. Pd non esclude sì Secondo il segretario Dem garantisti ma caso va valutato nel merito

INSERITO DA ELSA COPPA Potrebbe essere messa a breve in calendario la data della discusssione sulla richiesta d'arresto per il senatore di Ncd Antonio Azzollini avanzata a Palazzo Madama dalla procura di Trani nell'ambito dell'inchiesta del crac della Divina Provvidenza. Il presidente della Giunta Dario Stefano (Sel) ha infatti convocato per oggi alle 14 l'ufficio di presidenza per calendarizzare. Intanto la vicenda è sul tavolo del premier, segratrio del Pd e non è escluso un ok da parte dei Dem

Renzi valuta caso, no a difesa a oltranza

(di Cristina Ferrulli) Matteo Renzi non ha intenzione di tenere la contabilità di avvisi di garanzia e richieste di arresti che potrebbero mettere a rischio il Pd e la stabilità di governo. Ha dato mandato a Raffaele Cantone e, nel caso di Roma, ai vertici del Pd di rafforzare "l'opera di pulizia". Ma non vuole farsi distrarre da polemiche e inchieste. E così, davanti alla "tegola" Azzollini, ha fatto sapere ai suoi che la linea è sempre uguale: il Pd è garantista ma una richiesta d'arresto andrà valutata nel merito e, se ci sono elementi, il Pd voterà sì perchè su queste vicende "non vale il colore politico come dimostra il nostro sì all'arresto di Genovese". Il premier, a quanto si apprende, non ha avuto negli ultimi giorni un faccia a faccia con Angelino Alfano. Un chiarimento dopo i casi Castiglione e Azzolini ma soprattutto per capire la rotta di Ncd, sempre più in balia di divisioni e frizioni contrarie, con effetti che si ripercuotono sulle votazioni a Palazzo Madama. Il ministro dell'Interno, spiegano fonti di maggioranza, avrebbe dato garanzie di tenuta al premier che d'altra parte sembra più impegnato a cercare di ricompattare i dem in vista dell'avvio del voto sulla riforma della Scuola. Sui casi giudiziari, d'altra parte, il presidente del consiglio non ritiene di doversi consultare con l'alleato di governo. Su Giuseppe Castiglione Renzi stesso è stato chiarissimo nei giorni scorsi: "Siamo e restiamo garantisti, non chiediamo le dimissioni per un avviso di garanzia perchè crediamo nello stato di diritto". Altra faccenda è, invece, la richiesta d'arresto per il presidente della commissione Bilancio del Senato. La decisione spetterà alla giunta per le autorizzazioni ma la bussola del Pd sarà la valutazione nel merito. "Se ci sarà elementi che motivano la richiesta della magistratura, voteremo per l'arresto, non vanno sovrapposti i piani politici e quelli giudiziari", sostengono i renziani davanti alla levata di scudi degli alleati di Ncd stretti a difesa del loro senatore. Pur non strettamente legato all'inchiesta di Trani, è cominciato al vertice del Pd il lavoro per chiudere entro fine mese l'avvicendamento alle presidenze di commissione, previsto a metà mandato. Così come la prossima settimana dovrebbe risolversi la vicenda del capogruppo Pd alla Camera con l'elezione di Ettore Rosato. Il ricambio ai vertici delle commissioni serve a motivare deputati e senatori, che hanno dimostrato di credere nelle riforme del governo, e anche a mandare in archivio le larghe intese visto che, a quanto si apprende, Fi dovrà lasciare gli scranni delle presidenze di commissione. "I dati Inps dimostrano che le riforme servono, dobbiamo andare avanti tutta", è la spinta che Renzi dà ai suoi, fiducioso che i provvedimenti del governo avranno effetti positivi per "far tornare l'Italia ad essere leader". Per questo il metodo di governo non cambia: "Bisogna ascoltare tutti ma poi si deve decidere".

Il nodo dei numeri

In realtà, oltre il caso Azzollini, a preoccupare la maggioranza sono soprattutto i numeri del Senato. E non solo perché il governo è stato battuto altre due volte in Aula, sia pure senza conseguenze per il voto finale, su un testo come quello che introduce l'omicidio stradale.

Ma soprattutto per l'equilibrio precario che c'è ormai in alcune commissioni come la Lavoro dove il rapporto tra maggioranza e opposizione è di 13 a 13. E' vero che in Aula non è stata colpa delle assenze (come sulla scuola che mancavano i 3 di Ncd) ma di una "maggioranza trasversale" che ha detto no ad alcune misure del ddl che inasprisce le pene per i pirati della strada, ma i rapporti di forza esistenti in Parlamento, si afferma tra i Dem, "devono essere ripristinati in tutte le commissioni". Per diversi motivi, come quello che a inizio legislatura FI era nella maggioranza e che alcuni senatori di Gal si sono spostati all'opposizione, la geografia degli organismi parlamentari ora è piuttosto complessa, a cominciare dagli Affari Costituzionali dove "non possono restare due esponenti di Gal". Per cui uno dei due, Mario Mauro o Giovanni Mauro, se ne deve andare. Problematica è anche la commissione Istruzione, dove il rapporto è di 15 a 11 a favore della maggioranza, con Mineo e Tocci ( entrambi del Pd) però contrari al Ddl scuola, e con il sottosegretario D'Onghia (rimasta con il governo nonostante l'uscita dei popolari dalla maggioranza) che dovrà essere sostituita da uno di maggioranza (o Naccarato o Davico) perché il precedente sostituto di Gal, Salvatore Di Maggio, ora è con i fittiani. In questi giorni la presidenza del Senato sarà chiamata a rimettere ordine nel puzzle delle commissioni visto che in altre due (Agricoltura e Industria) lo scarto tra i due fronti è di appena un voto. Per non parlare della Bilancio dove per ora la proporzione è di 13 a 10.

Ma, tornando ad Azzollini, ci sono due aspetti che agitano il Pd. La prima è che lui, in attesa che la Giunta si pronunciasse nel 2014, tenne sospeso il parere su Italicum e Jobs Act lasciando sulle spine il governo (li diede solo dopo il no ai magistrati). E non si vorrebbe che si ripetesse il bis con la Scuola o le altre riforme ora al Senato. La seconda, è il paragone che si fa con il 2008 quando l'Udeur dell'allora Guardasigilli Mastella, coinvolto in un' inchiesta giudiziaria con la moglie, non ottenendo solidarietà dal governo, votò contro la fiducia chiesta da Prodi.

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