Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
DI ANGELA CECERE Ha pubblicato sul suo profilo Facebook le foto del volto tumefatto, con le ferite suturate dai medici dell'ospedale San Giovanni di Dio. La denuncia pubblica di una venticinquenne cagliaritana, L. M., seguita a quella fatta in Questura, rivela l'ennesimo caso di violenza di genere: ai poliziotti ha raccontato di essere stata seguita dall'ex fidanzato all'uscita dal lavoro, bloccata e ferita dopo l'esplosione della furia del giovane. Avrebbe preso a pugni i vetri dell'auto dove la giovane si era barricata, facendoli esplodere: i frammenti si sono trasformati così in lame taglienti che le hanno ferito il viso. Il fatto - su cui adesso indagano gli agenti della Questura - sarebbe avvenuto nei giorni scorsi e non sarebbe la prima volta che tra i due ex fidanzati esplode la violenza.
DI ANGELA CECERE Non ce l'ha fatta. È morta al Policlinico di Modena la bambina marocchina di 7 anni che da domenica scorsa era ricoverata in gravissime condizioni dopo aver accusato un malore nella piscina comunale di Campogalliano. La piccola, con i genitori a poca distanza, era entrata nella vasca nella parte con il livello dell'acqua più basso, circa 90 centimetri, e improvvisamente si era sentita male accasciandosi sul fondo.
DI MICHELE PAPPACODA Con la tappa Parigi-Lione inizia nel 1903 il primo Tour de France, classica competizione ciclistica su strada che, ogni anno nel mese di luglio, fatta eccezione per i due periodi bellici, calamita l'attenzione di atleti e sportivi di tutto il mondo.
Dopo sei tappe, dal 1° al 19 luglio e per un percorso di 2428 km, il vincitore della prima edizione è Maurice Garin, giunto al traguardo per primo in tre tappe. Sono 21 i corridori che concludono il Giro, sugli iniziali 60.
di Alessia Chianese Un ragazzo di 14 anni di origine macedone è morto annegato dopo essere caduto nelle acque di un canale a Meduna di Livenza, nel Trevigiano. Il giovane, nel tardo pomeriggio di mercoledì, stava giocando con alcuni coetanei quando è scivolato in acqua, venendo trascinato via dalla corrente. Gli amici hanno immediatamente dato l'allarme. A niente sono serviti i soccorsi: il giovane è stato ritrovato, ormai senza vita, dopo quattro ore dall'incidente.
DI ALESSIA CHIANESE È entrato in banca, ha minacciato i cassieri con un taglierino e si è fatto consegnare il denaro in cassa, circa 7.000 euro, ma mentre guadagnava l'uscita è stato affrontato da un agente della polizia stradale fuori servizio che è riuscito ad immobilizzarlo e a bloccarlo con nastro adesivo. È accaduto a Trani dove un 20enne del posto, Alessandro Russo, con precedenti penali, è stato arrestato per rapina aggravata. Il poliziotto ha affrontato il giovane e, dopo una breve colluttazione, lo ha immobilizzato con del nastro adesivo, in attesa che arrivassero i suoi colleghi del locale commissariato.
DI ANGELA CECERE LONDRA - "Ho ucciso la mia bambina, sono salito sopra di lei": sono le parole piene di disperazione di un papà britannico, Richard Bell, che ha ucciso in un incidente la figlia di tre anni. L'uomo, che non sapeva di essere stato seguito dalla piccola e di averla accanto in mezzo alla strada, ha urtato il marciapiede con il suo furgone e l'ha investita. La morte della bambina risale al 21 febbraio scorso, ma solo ora e, dopo un'inchiesta, le autorità hanno dichiarato che si è trattato di morte accidentale. Quando l'uomo ha realizzato quanto era accaduto ha portato la figlia in ospedale; le lesioni erano troppo gravi e la bambina ha perso la vita un'ora dopo, nonostante i disperati tentativi di salvarla. Il papà ha ricordato gli ultimi istanti, ha raccontato che quando è uscito per comprare le sigarette non ha visto la bambina in casa, ma non se n'è preoccupato.
DI ANGELA CECERE È l'invasione degli imbecilli». L'imbecillità in questione, però, preoccupa più di altre perché contagia dei ragazzi. Chi ricorda il documentario «Processo per stupro» girato nel 1979 da Loredana Rotondo e trasmesso dalla Rai, confrontando le invettive corse oggi sul web contro la ragazza stuprata con le argomentazioni della difesa dei quattro violentatori di quel caso, potrà rilevare dove ci stia portando il «passo del gambero». Se però sbaglieremmo senz'altro a dare alla rete tutta la colpa dell'imbarbarimento emerso dai commenti dei ragazzi, di certo questa storia insegna come l'apparente intensificazione dei contatti propiziata dal web non giova né alla socialità né al senso di comunità. Servirebbe una sorta di educazione dei sentimenti, che includesse il rispetto delle donne e la conoscenza della sessualità come piena esperienza di amore e fosse asse portante di un robusto senso critico da incoraggiare nei giovani, anche attraverso la mediazione filosofica e letteraria. Quando Flaubert scriveva «L'educazione sentimentale», voleva mettere a fuoco la mediocrità della giovane borghesia francese della seconda metà dell'800, la «passione inattiva» che considerava tipica di quel tempo.
I vicini sentono odore e chiamano i pompieri che scoprono il corpo nudo di Bernardetta Fella, 55 anni Armando Canò, 50 anni, è stato rintracciato e nella notte ha confessato l’omicidio avvenuto giorni fa
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA MODENA. Un femminicidio, due persone malate, disturbate, conviventi da quasi sette anni, come si legge nella loro “pratica”, perché sono riuscite ad avere una casa grazie ai contributi del Sert e del Centro salute mentale che li segue da anni. Due persone che vivono ai margini, che fanno correre le forze dell’ordine per i loro continui alterchi, per le botte e il sangue, per i Trattamenti sanitari obbligatori nei momenti di esplosione delle crisi. Eppure nella vita di lei c’era tanto, c’era una vita vissuta per sé e per gli altri: era stata una maestra di asilo, faceva volontariato presso un’associazione, aveva amiche, lottava contro la depressione e soprattutto denunciava. Aveva denunciato le violenze più volte alle forze dell’ordine, diceva che aveva paura di morire, che quell’uomo prima o poi l’avrebbe uccisa.
Uccisa e chiusa nel frigo: le testimonianze delle vicine sui maltrattamenti subitiIl racconto drammatico delle vicine sulle violenze subite dalla vittima, Bernadette Fella, conosciuta anche come Elisabetta: da tempo era vittima di violenze da parte del convivente, Armando Canò, ripetutamente aveva denunciato la situazione, poi l'ultima lite degenerata in tragedia (video di Luigi Esposito).Leggi l'articolo
Tre anni fa la polizia dovette intervenire proprio perché aveva cercato di strangolarla. In quella occasione la donna riuscì a chiedere aiuto in tempo, e poi, forse travolta dagli eventi e dalle sue crisi, ritirò la denuncia. Ma quest’ultima volta non ha nemmeno potuto chiamare qualcuno, attaccarsi alla solita telefonata dicendo che quell’uomo che lei non voleva più era tornato in casa per picchiarla.
Bernardetta Fella, 55 anni, è stata trovata morta, senza vestiti, dentro ad un frigorifero, un normale frigorifero da cucina sdraiato in orizzontale sul pavimento, in disuso da tempo, nella cantina della sua abitazione. Lunedì sera, verso le 20, dopo che da qualche giorno, con la temperatura che si era impennata, c’era un odore disgustoso che permeava al piano terreno, i residenti della palazzina in strada nazionale per Carpi, al civico 101, avevano chiamato i vigili del fuoco e la polizia municipale. Pensavano che ci fosse una fuga di gas. Ma non era così.
Maltrattata e uccisa alla Madonnina, l'allarme dei vicini e il ritrovamento del cadavereTanta rabbia tra i conoscenti e gli amici di Bernardette Fella, conosciuta anche come Elisabetta, vittima di violenze e poi uccisa dal convivente nella sua casa alla Madonnina, all'inizio di strada Nazionale per Carpi. Il corpo è stato ritrovato in una cantina, nascosto in un frigorifero. A dare l'allarme i vicini e le attività commerciali della zona, insospettite dall'odore che proveniva dall'ingresso del palazzo. La rabbia è tanta, perché tante volte aveva denunciato i maltrattamenti, poi è finito tutto in tragedia (video Luigi Esposito). Leggi l'articolo
«Abbiamo indicato loro la cantina - spiega Anna De Simona - e i vigili del fuoco hanno forzato la porta. C’era un mucchio di vestiti sopra a quel congelatore, hanno alzato lo sportello è hanno trovato la signora “Betta”. Erano giorni che non la vedevamo, forse un po’ più di una settimana. Capitava che non si facesse vedere a casa, così come del resto anche il suo compagno. Lui poi non veniva quasi mai».
Sul posto arriva la Polizia Scientifica, arrivano gli agenti della squadra Mobile e scattano le indagini. Bernardetta è una persona nota alle forze dell’ordine, proprio per i vari interventi, proprio per le chiamate, proprio perché aveva avuto ripetutamente bisogno del loro interventi. In breve i poliziotti fanno una lista di persone e di contatti e il cerchio si chiude ineluttabilmente: nel mirino finisceArmando Canò, il convivente di 50 anni.
Un uomo alto un metro e ottanta, pure lui in cura al Centro salute mentale: era da un po’ che non viveva più con la sua compagna. Ne aveva trovata un’altra, pure lei in cura al Centro salute mentale e probabilmente, hanno pensato gli investigatori, lui era proprio da lei.
E così la polizia è andata a Castelfranco, si sono presentato all’abitazione della “amica” di Armando e lo hanno trovato. Da quanto si è saputo l’uomo sia già a Castelfranco sia in questura, ha confessato subito l’omicidio. Avrebbe dichiarato che quella donna continuamente lo molestava, continuamente chiedeva a lui di tornare con lei, che non voleva darsi pace e ritenere che la loro relazione fosse finita.
L'ORRIBILE DELITTO L’omicidio risale a circa una settimana fa: Armando Canò era andato da lei per prendere le sue cose e le stava recuperando, ammucchiandole nella cantina. Bernardetta lo avrebbe seguito in cantina e lì sarebbe scoppiata la lite, furibonda. Armando l’ha presa per il collo e l’ha strangolata, uccidendola. Questo è, in sintesi, ciò che avrebbe raccontato il cinquantenne agli inquirenti.
Il sostituto procuratore di turno Katia Marino, ritenendo di avere tutti gli elementi necessari, ha pertanto emesso un provvedimento di fermo di indiziato di delitto.
Un provvedimento che è in attesa di convalida da parte del giudice. Nel frattempo Canò è in carcere al Sant’Anna per le accuse di omicidio e occultamento di cadavere. Prima dell’interrogatorio era stato portato sul luogo del delitto, dove i condomini della vittima lo avevano riconosciuto come la persona che l'aveva frequentata negli ultimi mesi.
L'AUTOPSIA. Ora il corpo di Bernardetta Fella si trova presso l’istituto di Medicina legale del Policlinico di Modena, in attesa che venga effettuato l’esame autoptico: il corpo, per il fatto che era almeno da un settimana in quel frigorifero spento, era già in stato di decomposizione. La donna aveva avuto dall’ex marito due figli, Davide di trenta e Simone di venticinque anni, e lascia due sorelle e due fratelli.
DI ANGELA CECERE MODENA - Il cadavere di una donna di 55 anni, Betta Fella, è stato trovato dentro un frigorifero in una cantina di una palazzina in via Nazionale per Carpi, a Modena. Sono stati i vicini a chiamare i vigili del fuoco avvertendo un odore acre nell'edificio. I pompieri hanno perlustrato lo stabile fino alle cantine. Qui hanno forzato la porta di quella di proprietà della donna, che abitava sola, scoprendo il corpo, trovato nel frigo aperto e rovesciato. La polizia indaga per omicidio.
DI ANGELA CECERE Sono rinchiusi in carceri minorili nelle province di Milano, Torino e Bologna tre minorenni accusati di violenza sessuale di gruppo commessa nei confronti della fidanzatina, straniera appena maggiorenne, di uno di loro. Lo scrivono il Secolo XIX e La Stampa. Il fidanzatino aveva detto di aver portato a casa della ragazza due amici e poi tutti e tre avrebbero abusato di lei. La ragazza si è presentata in caserma dei Carabinieri un paio di giorni dopo la violenza e i medici hanno certificato una prognosi di dieci giorni per i lividi sul corpo.