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primo piano e anteprima

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA MONACO, I 10 MORTI QUASI TUTTI GIOVANISSIMI. IL KILLER È ALI SONBOLY, 18ENNE

23 Luglio 2016, 10:17am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA MONACO, I 10 MORTI QUASI TUTTI GIOVANISSIMI. IL KILLER È ALI SONBOLY, 18ENNE
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA MONACO, I 10 MORTI QUASI TUTTI GIOVANISSIMI. IL KILLER È ALI SONBOLY, 18ENNE

DI ANGELA CECERE Secondo quanto riportato dalla tv pubblica bavarese BR, quasi tutte le vittime della sparatoria di Monaco sono giovani. Questa volta tocca allaGermania con dieci morti, 16 ricoverati in ospedale (tre gravi e 13 leggeri, ha detto il capo della polizia Hubertus Andrae, confermando fra i feriti anche «bambini» e «adolescenti») e una grande incertezza sulla matrice di un attacco che comunque la polizia tedesca definisce sicuramente come atto di terrorismo.

23.07.2016 12.17

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA UCCIDE I COINQUILINI E CUCINA LE LORO TESTE

23 Luglio 2016, 10:07am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA UCCIDE I COINQUILINI E CUCINA LE LORO TESTE
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA UCCIDE I COINQUILINI E CUCINA LE LORO TESTE

DI ANGELA CECERE Ha ucciso i coinquilini, ha bollito le loro teste e poi ha gettato alcune parti dei loro corpi nel wc. A finire nei guai è un 64ene di San Pietroburgo che avrebbe ucciso in questo modo così efferato una coppia composta da marito e moglie. Secondo quanto riporta il Daily Mail, l'uomo sarebbe stato arrestato a seguito di una segnalazione da parte degli idraulici. L'uomo, ispirato da alcuni film horror ha prima bollito le teste delle vittime sul gas e poi ha gettato altri pezzi dei cadaveri nel wc dove hanno provocato degli intasamenti negli scarichi del condominio. Gli idraulici a lavoro hanno notato delle parti sospette e hanno sporto denuncia

23.07.2016 11.07

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA 17enne scomparso nel fiume: ritrovato il corpo senza vita

21 Luglio 2016, 13:21pm

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA 17enne scomparso nel fiume: ritrovato il corpo senza vita
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA 17enne scomparso nel fiume: ritrovato il corpo senza vita

DI MORENA MOTTA Era scomparso ieri nelle acque del fiume Tagliamento, in Friuli Venezia Giulia e nella tarda mattinata di oggi è stato ritrovato il corpo senza vita di Emanuele Lo Castro di Colloredo di Prato. Il ragazzo si era tuffato per un bagno con gli amici e, forse, un gorgo gli è risultato fatale. Il corpo senza vita del ragazzo è stato trovato a Dignano (UD).

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Gran Sasso: ritrovarti i corpi dei 2 escursionisti precipitati

21 Luglio 2016, 13:08pm

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Gran Sasso: ritrovarti i corpi dei 2 escursionisti precipitati
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Gran Sasso: ritrovarti i corpi dei 2 escursionisti precipitati

DI MORENA MOTTA Sono stati ritrovati i corpi dei 2 escursionisti che sono precipitati dalla parete nord del monte Camicia (Gran Sasso). Le due vittime sono Roberto Iannilli, 60 anni di Ladispoli e Luca D'Andrea, 23enne di Sulmona. I due erano alpinisti esperti, partiti ieri per una arrampicata complessa, che dovevano tornare in serata, ma non hanno più dato notizie a familiari ed amici. Questa mattina alle 8.30 l'elicottero dei soccorsi ha avvistato i due corpi. Le salme sono state portate a Teramo, presso l'ospedale Mazzini.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA 17ENNE VIOLENTATO DA UOMINI MATURI, DIETRO IL CENTRO BENESSERE LA VERGOGNA DELLA PEDOFILIA

20 Luglio 2016, 11:47am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA 17ENNE VIOLENTATO DA UOMINI MATURI, DIETRO IL CENTRO BENESSERE LA VERGOGNA DELLA PEDOFILIA
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA 17ENNE VIOLENTATO DA UOMINI MATURI, DIETRO IL CENTRO BENESSERE LA VERGOGNA DELLA PEDOFILIA

INSERITO DA ANGELA CECERE Cava de' Tirreni - C'erano le maschere, c'erano le parrucche, c'era pure il cartello con la festosa accoglienza della scritta «Benvenuto tra noi»: un bieco carnevale di sesso e sopraffazione è quello che ha rovinato la vita del 17enne di Cava de' Tirreni, per mesi prima con un amico, poi da solo vittima di un gruppo di pedofili. E la città accoglie la notizia in un silenzio accordato con l'aria sospesa e canicolare di questa estate segnata da un'orrenda storia. Una storia che straccia la quiete da decoro borghese, da composta misura cui questa comunità ha sempre tenuto: appena sotto il velo della pubblica virtù, vien fuori lo squallido vizio privato. Via Talamo è il luogo dove si sono consumate le violenze sessuali sul lettino del centro benessere. Talamo, sì: ci si mette pure lo stradario ad aggiungere un riferimento che suona crudele e beffardo. La crudeltà e la beffa di questo cupo carnevale della sottomissione, dell'ignominia, a danno di un soggetto debole, già segnato da una personale fragilità e sbandato sulla via greve del ricatto. È accaduto tutto in uno di questi interni, su questa strada in salita che accoglie l'edilizia popolare nella parte alta e le abitazioni bene del Parco Beethoven giù, dove essa comincia. Non siamo nel degrado della periferia ma in una zona centrale, dove il decoro, il coltivato decoro, ancora lui, della città borghese si esprime in file discrete di case senza impennate ed esibizioni architettoniche, concedendosi giusto qualche evasione modernista, da parco milanese, al Beethoven. Per il resto è la provincia appartata e senza mode a disegnare questo pezzo di città, che scopre un grembo avvelenato di viltà sepolte nel silenzio. Silenzio complice? Non si conoscono del tutto i dettagli, anche se i sussurri su questa casa privata trasformata in centro massaggi dicono che fosse ben nota nel giro degli scambi omosessuali, frequentata dalla gente bene, si parla di professionisti e persone conosciute del posto. Dopotutto le due persone mascherate che sono sfuggite all'identificazione del video pornografico fatto nel corso della violenza ci raccontano simbolicamente proprio questo: un vizio tenuto nascosto, riparato da ogni evidenza, eppure brutalmente perseguito. Via Talamo non è il luogo dell'abbandono, del margine della comunità: via Talamo è nel centro della comunità. E questo rende perfino più inquietante la vicenda. Il Comune è a poche centinaia di metri; a poche centinaia di metri, dalla parte opposta, c'è il commissariato di polizia. C'era il tribunale qui, oggi gli uffici del giudice di pace, nello stesso stabile anche qualche ufficio dei servizi sociali del Comune. C'è la Metellia Servizi, la società municipale che si occupa sei servizi pubblici, dai parcheggi ai rifiuti. C'è la biblioteca comunale, l'istituto per ragionieri, il mercato coperto col centro per l'impiego. La topografia è impietosa: è Cava, nel suo cuore stesso, a essere colpita da questa storia, è Cava a restarne ammutolita, nella rabbia repressa del suo sindaco, Vincenzo Servalli, che si dice «sconvolto» per questa vicenda che ha rotto «la tranquillità della città», mentre nei corridoi del Comune esplode un assessore, Enrico Polichetti, delegato al Centro storico e ai grandi eventi, che invoca «la castrazione chimica» per i responsabili. I responsabili. Erano quattro a praticare violenza orale e anale sul ragazzo bloccato sul lettino. Dei due arrestati, Simone Criscuolo e Giuseppe Alfieri, quest'ultimo era anche il titolare. Diffondeva su internet le qualità del suo centro massaggi: un luogo di benessere, per il quale decantava «le virtù del massaggio». Un percorso verso la felicità corporale attraverso multiple tappe: «il potenziamento del sistema immunitario», «l'eliminazione delle tossine e delle cellule morte», «l'assorbimento di elementi che nutrono la pelle». «Accarezzati e coccolati» è - alla luce dei fatti - l'inquietante messaggio di réclame che chiude l'elenco dei benefici. I due ragazzi adescati erano stati chiamati proprio per fare delle fotografie per sponsorizzare le attività del centro. Appena più avanti, si è aperto per loro il baratro della violenza. Che spicca con ancora più forza navigando tra le pagine pubblicitarie del centro, tratteggiate con colori rassicuranti. Un'immagine tenue e tranquilla di ribaltamento ipocrita della realtà. Alfieri si presenta come «massaggiatore muscolare ad indirizzo terapeutico, tecnico della musicoterapia, incaricato Forever Aloe Vera». Tra i contatti, solo un generico riferimento alla città di Cava de' Tirreni col cap, e un numero di telefono cellulare. È l'aloe vera l'elemento chiave del suo benessere. Sul prodotto c'è anche il link per la vendita on-line dei prodotti: lì si acquisiscono ulteriori, scarne informazioni. Una G puntata segnala un secondo nome, non dichiarato. La sezione «i miei appuntamenti» è vuota. C'è anche un blog, che raccoglie una serie di testimonianze di clienti, più donne che uomini, dei prodotti commercializzati: bevande, integratori, cosmetici. Un luogo virtuale per fare business, la faccia presentabile della feccia più riprovevole, di un circuito della perversione, tappeto steso sopra una montagna di sporcizia. Internet era l'arma della minaccia: se il ragazzo non si fosse prestato alle voglie degli adulti, i filmati degli incontri precedenti e registrati sarebbero finiti in rete, il 17enne additato come omosessuale da tutti i suoi amici. Gli stupri e le minacce avvenivano secondo una sorta di rito iniziatico, una pratica di gruppo che potrebbe non limitarsi a Cava de' Tirreni: gli inquirenti ipotizzano infatti un grosso giro di pedofilia. Gli aguzzini violentavano a turno e a turno riprendevano le drammatiche sequenze di violenza. «Devi stare fermo e zitto» gli dicevano, prima di palpeggiarlo e costringerlo a consumare rapporti sessuali. Il catalogo è contenuto nell'imponente materiale cartaceo ed elettronico sequestrato ad Alfieri. Il telefonino in particolare sembra contenere le peggiori immagini di questa domestica Sodoma: ci sono centinaia di foto in cui sono riprese pratiche omosessuali con giovanissimi dall'apparente età di 15 anni ma anche uomini maturi. Al momento però c'è solo la denuncia del 17enne: il suo amico, e compagno di classe, vittima di palpeggiamenti, non ha voluto formalizzare alcuna querela. Decisiva è stata l'iniziativa della madre: lei si è accorto del comportamento sempre più complicato del ragazzo. Dal suo telefonino ha tratto elementi che potessero far pensare a qualcosa che non andava. Rivolgersi alle autorità è stato un atto conseguente, nonostante l'incredulità sempre più tragica in cui le si chiariva il quadro: la donna conosceva quell'uomo, lei stessa si recava in quel centro estetico per fare dei trattamenti. L'orrore era a un passo, celato appena sotto la normalità del quotidiano.

LEGGO.IT

20.07.2016 12.47

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Caso Cucchi: nuova assoluzione in Appello per i 5 medici

19 Luglio 2016, 08:07am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Caso Cucchi: nuova assoluzione in Appello per i 5 medici
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Caso Cucchi: nuova assoluzione in Appello per i 5 medici

DI MICHELE PAPPACODA 19/07/2016 - È stata confermata in Appello l'assoluzione dei 5 medici che hanno avuto in cura Stefano Cucchi nell'ospedale Pertini di Roma. Lo ha deciso la terza Corte di Assise d'appello della capitale. È durata oltre tre ore la camera di consiglio che ha portato alla conferma dell'assoluzione di Aldo Fierro (primario del reparto detenuti dell'ospedale 'Pertinì di Roma) e dei medici Stefania Corbi, Flaminia Bruno, Luigi De Marchis Preite e Silvia Di Carlo. I cinque erano stati condannati in primo grado per omicidio colposo e poi assolti in appello; è stata la Corte di Cassazione che nel dicembre scorso annullò quelle assoluzioni, disponendo un appello-bis.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Strage di Nizza: la rete dell'assassino Bouhlel porta a Bari, tre dei sette fermati risultano legati all'Italia

19 Luglio 2016, 08:05am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Strage di Nizza: la rete dell'assassino Bouhlel porta a Bari, tre dei sette fermati risultano legati all'Italia
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Strage di Nizza: la rete dell'assassino Bouhlel porta a Bari, tre dei sette fermati risultano legati all'Italia

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA 19/07/2016 - Tra i sette fermati due giorni fa e sottoposti ad accertamenti, ci sono almeno tre nomi che portano in Italia. Il primo è quello di C.C. un cittadino tunisino di trentasette anni ma titolare di un permesso di soggiorno in Francia. Le autorità francesi hanno chiesto all'Antiterrorismo italiano di fare delle verifiche sul suo conto, ora affidate alla Digos di Bari perché l'uomo è tra coloro che hanno continuato a scambiarsi messaggi e telefonate con Mohamed Lahouaiej Bohulel fino alla mattina dell'attentato, lo scorso 14 luglio. C. C. è l'ultimo dei sette interrogati ormai da più di ventiquattro ore ad essere stato intercettato. La polizia francese l'ha rintracciato in Rue Mollis, non lontano dalla stazione di Nizza, la sera di domenica, ed è possibile che stesse andando in stazione proprio per spostarsi ancora, magari in Italia. Le leggi antiterrorismo francesi consentono di fermare i sospettati fino a 72 ore, anche non continuative, senza obbligo di formalizzare accuse. I sette garde à vue sono stati portati a Parigi per essere sentiti dall'antiterrorismo.

E contemporaneamente sono partite le verifiche in tutta Europa. Nel nostro paese, i controlli toccano non solo C. C. ma anche la coppia albanese che secondo la ricostruzione della polizia francese avrebbe venduto la pistola a Bohulel. Stando ai primi accertamenti anche loro avrebbero passato un certo periodo in Italia. La figura di C. C. però sembra essere più interessante: senza precedenti penali e con un permesso di soggiorno francese, l'uomo, che ha sei anni più di Bohulel, è venuto a lavorare a Bari a gennaio dello scorso anno. Era stato nel nostro paese anche tre anni fa, poi però era tornato a Nizza per poi spostarsi nuovamente in Puglia. E' rimasto nel nostro paese per circa sei o sette mesi, quindi fino a pochi giorni prima dell'attentato di Nizza. Poi, misteriosamente, è tornato dall'altro lato delle Alpi. E per tutto questo tempo ha mantenuto i contatti con l'uomo che nel frattempo aveva deciso di togliersi la vita portando decine di persone con se. Sicuramente, la mattina del 14 i due si sono scambiati messaggi e persino una telefonata. (FONTE: IL MATTINO)

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Germania: 17enne afghano attacca con un'ascia i passeggeri di un treno ferendo 4 persone. Aggressore ucciso dalla polizia

19 Luglio 2016, 08:01am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Germania: 17enne afghano attacca con un'ascia i passeggeri di un treno ferendo 4 persone. Aggressore ucciso dalla polizia
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Germania: 17enne afghano attacca con un'ascia i passeggeri di un treno ferendo 4 persone. Aggressore ucciso dalla polizia

DI MICHELE PAPPACODA 19/07/2016 - Attimi di terrore ieri sera in Germania dove un afghano di 17 anni ha aggredito con un'ascia i passeggeri di un treno in viaggio verso Wuerzburg ferendone 4, di cui 3 gravemente, prima di essere ucciso dalla polizia mentre tentava di darsi alla fuga. Oltre ai feriti, 14 persone a bordo del treno, come riferisce la Dpa, hanno ricevuto cure per lo choc. Il ragazzo, che era arrivato in Germania senza i suoi genitori come minore non accompagnato, ha vissuto in una casa di rifugiato in Ochsenfurt nella zona di Wuerzburg e più recentemente era stato affidato a una famiglia. Il treno dei pendolari era in viaggio da Treuchtlingen a Wuerzburg al momento dell'attacco.

Alla domanda se la violenza possa essere stata alimentata da motivazioni islamiste, il ministro degli Interni bavarese Joachim Herrmann ha detto che il 17enne ha gridato qualcosa in connessione con l'attacco, ma che l'indagine è ancora in corso. Sulla base di testimonianze, la polizia, ha aggiunto Herrmann, ritiene che il ragazzo abbia agito da solo.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Apre la bara della figlioletta morta e scopre che è viva

18 Luglio 2016, 12:36pm

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Apre la bara della figlioletta morta e scopre che è viva
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Apre la bara della figlioletta morta e scopre che è viva

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA È un vero è proprio miracolo quello che è accaduto a Quibdo, nello stato colombiano del Choco, sul Pacifico. Due giovani genitori hanno dovuto affrontare lo strazio della perdita della loro figlia. Jenny Hurtado, questo il nome della madre, era incinta di sole 27 settimane quando ha iniziato ad avere dei fortissimi dolori ed era stata trasportata con la massima urgenza al St. Francis hospital. I medici viste le gravi condizioni in cui versava la donna decidono di far nascere la bimba, che purtroppo non è riuscita a sopravvivere ed era stata data per morta.

Non appena le condizioni della moglie sono migliorate così da poter tornare a casa, il marito si è recato all’obitorio per recuperare i poveri resti della loro bimba in modo da darle una degna sepoltura, e qui fa una scoperta sconvolgente.

Entrato nelle gelide stanze dell’obitorio, il povero papà, si è avvicinato alla piccola bara che conteneva il corpicino inerte della sua piccolina, ha sollevato il coperchio per darle un ultimo saluto e scopre che è ancora viva, la bimba dava inconfondibili, seppur lievissimi, segni di vita.

L’uomo non poteva credere ai suoi occhi, erano passate ben 10 ore dacché, 35 minuti dopo la nascita prematura, la figlia era stata dichiarata clinicamente morta.

Ha immediatamente allertato i sanitari che, dopo averle prestato i primi soccorsi, l’hanno trasportata d’urgenza con un aereo presso la clinica di Bogotà Santa Teresita del Nino Jesus, dove è tenuta sotto attenta osservazione. Vigila su di lei la zia Reyes Hines. Mentre la madre è rimasta a Quibdo, dove sta recuperando le forze dopo il parto, e i diversi choc che ne sono seguiti.

La nuova nata, viste le straordinarie circostanze della sua nascita è stata chiamata “Milagros”, miracolo.

Il dottor Javier Zagarra, uno dei ginecologi più noti della Colombia, ha spiegato al Mirror che “in alcuni casi i battiti del cuore di un bimbo appena nato non sono percepiti, anche se il piccolo è vivo”. Quello accaduto non è stato un caso unico.

La letteratura medica conosce altri casi di decessi “accertati”, seguiti da una “resurrezione”.

Leggete la storia che ha commosso il web, quella del piccolo Ward che è nato prematuro e ha rischiato di non farcela a causa di un’emorragia cerebrale.

FONTE http://www.postvirale.it/apre-bara-scopre-figlioletta-viva/nggallery/image/luz-milagros-miracle-baby-7/

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Roma: 16enne denuncia violenza sessuale

18 Luglio 2016, 09:16am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Roma: 16enne denuncia violenza sessuale
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Roma: 16enne denuncia violenza sessuale

DI MORENA MOTTA Una ragazza di 16 anni ha denunciato di essere stata violentata ieri sera nel parco di Villa Ada a Roma. La Polizia sta ora vagliando le sue dichiarazioni per ricostruire l'accaduto. La ragazza era scappata da Firenze arrivando a Roma. Raggiunta dagli agenti a Villa Ada, la giovane ha raccontato di essere stata violentata da due egiziani. La ragazza è stata così affidata alle cure del 118 mentre i due egiziani, rintracciati nel parco, sono stati denunciati per violenza sessuale su minore in concorso.

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