Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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Tragedia familiare in Croazia: un uomo ha ucciso sei persone, tra cui la ex moglie e un bambino di 10 anni, in casa a Zagabria, poi si è suicidatoper sfuggire all'arresto. A renderlo noto sono state le autorità locali, precisando che i corpi senza vita delle vittime, tre donne, due uomini e un bambino, sono stati trovati dalle forze di sicurezza intervenute sul posto dopo una segnalazione.
Secondo i media, tra le vittime figurano anche il compagno e la sorella della ex moglie dell'omicida. L'unico superstite è un bimbo di 10 mesi, figlio dell'autore della strage e di una delle sue vittime, uscito illeso dal dramma, secondo quanto riportato dall'emittente Hrt. Il responsabile della strage, un tassista trentaseienne, è stato localizzato dagli agenti impegnati in una gigantesca caccia all'uomo. Si è tolto la vita prima di essere arrestato.
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DI MICHELE PAPPACODA FOGGIA – Spegne oggi 116 candeline sulla torta, Maria Giuseppa Robucci, nata a Poggio Imperiale in Provincia di Foggia il 20 marzo 1903 nella fiorente età giolittiana quando la lira faceva aggio sull’oro. Ad oggi l’anziana donna vanta il ragguardevole (doppio) primato di essere non solo la persona più anziana d’Italia ma anche d’Europa. Ed ancora (altro primato) e’ la terza persona più longeva di sempre nata in Italia (la quinta in Europa), dopo Emma Morano e Giuseppina Projetto. E’ stata sempre molto religiosa, ha conosciuto Padre Pio al quale è molto devota. La donna, vedova da molti anni, in passato si è occupata del bar del paese assieme al marito Nicola Nargiso, morto nel 1982. Ha avuto 5 figli, tre maschi e due femmine, tra cui suor Nicoletta delle Suore Sacramentine di Bergamo, che si è trasferita presso la casa di riposo di San Severo per accudire la madre, 9 nipoti e 16 pronipoti. Maria Giuseppa Robucci, che nel 2003 al compimento dei 100 anni è stata invitata alla trasmissione su Rai Uno La Vita in Diretta, in età molto avanzata ha avuto due ospedalizzazioni importanti, una nel 2014 quando a 111 anni è stata operata al femore che si era rotto dopo una brutta caduta e l’altra nel 2017 con un’operazione al seno. Dal 2017 è socia onoraria dell’Associazione Italiana Risparmiatori. Nel 2012 viene insignita del titolo di sindaco onorario del Comune di Poggio Imperiale. Il segreto della longevità (?!) : mangiare poco e sano, mai un bicchiere di vino e mai una sigaretta in bocca. Ieri ha festeggiato l’onomastico a casa della figlia Filomena Nargiso ad Apricena, è intervenuto anche l’Assessore alle politiche sociali. L’evento è stato allietato da una serenata a lei dedicata. Oggi festeggerà nella sua città natia, con i familiari e gli amici e le Autorità cittadine.
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inserito da Alessia Chianese Decapitatacon unamannaiada un filippinoludopaticonel suo negozio: l'uomo accusava latabaccaiadi truffarlo. C'è un fermo per l'omicidio diMariella Rota, la tabaccaia di 66 anniuccisa a coltellate ieri nell'androne del palazzo in cui abitava, in via Melacrino, aReggio Calabria. Si tratta di un cittadino filippino di 43 anni. L'uomo sarebbe un cliente abituale della rivendita in cui andava a giocare al Lotto.
La donna, secondo una prima ricostruzione, l'avrebbe sorpreso mentre stava cercando di introdursi nella tabaccheria passando dall'androne. Alcuni vicini hanno sentito le grida della donna, poi il silenzio.
Sul posto è intervenuta lapoliziache ha condotto le indagini. L'omicida, secondo quanto riferito da un investigatore, avrebbe accoltellato la donna con «particolare violenza».
È stato unomicidio volontario e premeditato quello di Mariella Rota, la tabaccaia uccisa ieri a Reggio Calabria. L'uomo fermato, Billi Jay Sicat, di 43 anni, di origini filippine, in Italia regolarmente da 5 anni, secondo quanto riferito dagli inquirenti,soffriva di ludopatia e accusava la donna di truffarloper giustificare la mancanza di vincite. L'uomo hapraticamente decapitato la donna con una mannaiacolpendola poi altre volte. L'omicidio è avvenuto all'interno della tabaccheria.
LA VICENDA La ricostruzione dell'omicidio è stata fatta in una conferenza stampa dal procuratore diReggio CalabriaGiovanni Bombardieri, dall'aggiunto Gerardo Dominijanni, dal questore Maurizio Vallone e dal capo della Squadra mobile Francesco Rattà. L'uomo, secondo quanto accertato, è entrato nella tabaccheria poco prima delle 13 dalla porta principale posta sulla strada, ha chiuso la serranda dietro di se ed ha estratto unamannaia. La donna ha provato a difendersi, ma il primo colpo le ha praticamente staccato le dita di una mano, poi il colpo mortale al collo al quale hanno fatto seguito altri colpi.Sicatsi è quindi cambiato la maglietta sporca di sangue indossandone una pulita e poi ha tolto l'hard disk da un computer pensando fosse collegato alla videosorveglianza. Quindi è uscito dalla porta sul retro che da nell'androne nel quale si pensava fosse avvenuto ildelitto.
Nel pomeriggio alcuni familiari della donna, vedendo ilnegozio chiusohanno chiamato la polizia che ha scoperto il cadavere. Lavideosorveglianza, però, non era collegata all'hard disk prelevato dall'uomo e gli investigatori hanno visto le riprese dell'omicidio. Grazie alla videosorveglianza esterna, poi, gli investigatori sono giunti fino a casa di Sicat, che abita a circa un chilometro di distanza insieme alla moglie. Decisivo per l'identificazione anche ungrosso tatuaggio sull'avambracciodestro dell'uomo. Quando è stato prelevato dalla polizia, è stato detto dagli investigatori, l'uomo si stava preparando a partire. Sicat era senza lavoro e secondo quanto riferitospendeva al Lotto tutti i soldi guadagnati dalla moglie.
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Scomparso l'imprenditore Luciano Vinella: era presidente di Sita
„83 anni, putignanese trapiantato a Castellana, era lo storico patron della società di trasporti“
Si è spento all'età di 83 anni l'imprenditore Luciano Vinella. Putignanese, trapiantato a Castellana, era lo storico patron di Sita Sud, la società di trasporti del gruppo Finsita operativa tra Puglia, Campania e Basilicata.
I funerali saranno celebrati nella Chiesa Madre di Castellana Grotte, lunedì 29 luglio alle ore 15.
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È ritornato in carcere dove sconterà otto anni, in esecuzione della sentenza definitiva di Cassazione che ha confermato le sue responsabilità rispetto agli abusi psicologici e sessuali compiuti sulla figlia minorenne. È l’epilogo di una brutta storia di violenze in famiglia denunciata nel 2012. G.L., oggi 56 anni, fu accusato allora dalla figlia, 14enne all’epoca dei fatti, per una serie di abusi subiti tra le mura domestiche. Un racconto dai dettagli raccapriccianti quello che emerse dalla denuncia della ragazzina, la quale trovò il coraggio di rivolgersi ai carabinieri per uscire dall’incubo in cui da anni era stata costretta a vivere.
L’arresto dell’uomo fu solo l’inizio di un lungo procedimento penale, conclusosi nei giorni scorsi con la definitiva sentenza di Cassazione che ha confermato il carcere per il 56enne di Scafati, condannandolo ad otto anni di reclusione. D’altro canto il racconto della ragazzina lasciava, già allora, ben pochi margini di dubbio rispetto alle responsabilità del padre. Troppo chiara e dettagliata la testimonianza che, all’atto della denuncia, la 14enne era riuscita a fornire agli inquirenti, facendo emergere un contesto familiare degradato in cui il capofamiglia trattava moglie e figli come persone di sua proprietà. Era, in particolare, sulla ragazzina che l’uomo sfogava i suoi istinti e la sua rabbia, trattandola come un soggetto inferiore, ritenendola come un oggetto da gestire «perché non era una fonte di guadagno».
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«A due mesi di vita mia figlia ha rischiato di morire, in ospedale, a causa di una disidratazione. E tutto questo perché il Ruggi di Salerno non ha le attrezzature necessarie per poter assistere i piccoli pazienti... Neanche gli aghi per le flebo...». È amaro lo sfogo di Raffaele Citro, il papà della piccola Sofia Rosa. La sua bimba quasi le moriva davanti agli occhi mentre lui tentava di reidratarla spruzzandole acqua e sali minerali con una siringa nelle piccola bocca. Il calvario della sua piccina è durato sei giorni prima che, ormai collassata e con pochi minuti ancora di vita, i medici del San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona «si sono decisi a trasferirla a Battipaglia, in ambulanza, nel suo passeggino... quello stesso passeggino dove è stata adagiata per tutto il tempo del ricovero».
Ieri Sofia Rosa è stata trasferita dalla Rianimazione pediatrica al reparto ma dovrà ancora restare in ospedale, a Battipaglia, per degli accertamenti, per capire se il suo calvario possa averle creato altre disfunzioni. «Abbiamo lottato contro i secondi - ammette il pediatra Antonio Pisapia che ha rianimato la piccina al suo arrivo a Battipaglia - siamo stati costretti a mettere una flebo intraossea perché le sue vene era tutte chiuse e la piccola piena di ecchimosi provocate dai continui tentativi di infilarle un ago nelle vene». «Perché - aggiunge il papà - a Salerno l’hanno martoriata per trovarle le vene e hanno utilizzato aghi non adatti ad una piccina di due mesi, provando anche sulla testa. Alla terapia intensiva neonatale non l’hanno accettata perché li si lavora con i bimbi fino ad un mese di vita... E a me e a mia moglie hanno fatto credere che ci fosse la rianimazione pediatrica».
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inserito da Leone Buongiorno
Ecco come sono stati trovati i due presunti assassini di Cerciello Rega, il vicebrigadiere ucciso a Roma nella notte fra il 25 e il 26 luglio
I presunti assassini del vicebrigadiere dei Carabinieri Cerciello, Natale Hjorth e Elder Lee (l’autore materiale dell’omicidio sarebbe il secondo), sono stati trovati in poco più di 24 ore e sono accusati di omicidio e tentata estorsione.
Decisive – come racconta Silvia Mancinelli su Adnkronos – sono state le testimonianze: la più insospettabile, quella del pusher a cui i due americani avevano rubato il borsello.
Si chiama Sergio Brugiatelli, è ai domiciliari da stanotte. Elder e Natale, 19 anni l’uno, 20 l’altro, hanno provato a ricattarlo: «Cento euro e 1 grammo di coca per riavere il tuo borsello», lui ha allertato i cc e ha fornito una descrizione dettagliata dei due americani con i quali aveva avuto a che fare poche ore prima.
Altrettanto decisivo, il racconto del portiere e di un facchino dell’hotel Prati dove i due americani avevano trovato rifugio e dove, secondo gli inquirenti, stavano preparando la loro fuga dall’Italia: il facchino, in particolare, ha raccontato agli inquirenti di aver visto entrare nell’albergo con passo veloce due ragazzi, descrivendo minuziosamente il loro abbigliamento.
Fondamentale la testimonianza di Varriale, il carabiniere che la notte tra il 25 e il 26 luglio si è presentato all’appuntamento con i due insieme a Cerciello e al posto del pusher derubato: secondo quanto riportato sul decreto di fermo, appena i due carabinieri si sono qualificati Elder – l’americano col coltello – ha ingaggiato una colluttazione con Cerciello; Natale si è scagliato contro Varriale e gli ha impedito di soccorrere il suo collega prima che le coltellate lo trafiggessero più volte.
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inserito da Leone Buongiorno Carabiniere ucciso nel centro di Roma: otto coltellate mentre era in servizio. In fuga i ladri che stava arrestando
Gli agenti erano intervenuti nel quartiere Prati per un presunto "cavallo di ritorno" di una borsa, rubata poco prima da due uomini, secondo le prime informazioni di origine nordafricana. Intercettati, uno di loro ha estratto l'arma e ha colpito il vice brigadiere Mario Rega Cerciello, di 35 anni. Inutile la corsa in ospedale
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Un carabiniere, il vice brigadiere Mario Rega Cerciello, di 35 anni, è stato ucciso a Roma nella notte con otto coltellate mentre era in servizio. È accaduto in via Pietro Cossa, nel quartiere Prati. Dalle prime informazione sembra sia stato colpito da un uomo, probabilmente nordafricano, bloccato insieme a un altro perché ritenuti responsabili di furto e estorsione.
L’agente, secondo le prime ricostruzioni, è stato colpito da sette coltellate, delle quali una al cuore, che hanno permesso al malvivente di fuggire. Il fatto è successo poco dopo le 3 di notte, quando un gruppo di agenti della stazione di piazza Farnese è intervenuto in via Pietro Cossa, nel centro di Roma, per un presunto “cavallo di ritorno” di una borsa, rubata poco prima dai due uomini.
Bloccati dai militari, uno dei due ha estratto un coltello con il quale ha pugnalato il carabiniere colpendolo sette volte. Trasportato d’urgenza al Santo Spirito, è morto intorno alle 4 dopo un tentativo di rianimazione.
L’Arma dei Carabinieri, su Facebook, dà maggiori informazioni sull’agente e sulla dinamica dell’omicidio: “Nella sua nuda essenza anche la tragedia più grande è fatta di numeri – scrivono – Il Vice Brigadiere Mario Cerciello Rega aveva 35 anni, era sposato da 43 giorni e 13 ne erano passati dal suo ultimo compleanno. È morto stanotte a Roma per 8 coltellate, inferte per i 100 euro che i due autori di un furto pretendevano in cambio della restituzione di un borsello rubato. In gergo si chiama ‘cavallo di ritorno’. Ma quei numeri non sono freddi, sono il conto di un’esistenza consacrata agli altri e al dovere, di una dedizione incondizionata e coraggiosa, di un amore pieno di speranze e di promesse. E la tragedia reca la cifra più alta: l’infinito. Il più vivo dolore per una mancanza che affligge 110 mila Carabinieri. Il più vivo cordoglio ai Suoi cari, che stringiamo in un immenso, unico abbraccio”.
Si cercano ora i due nordafricani, alti circa 1,80, magri, uno con felpa nera, l’altro viola, uno dei due ha i capelli con delle mèches. Sul posto la sezione rilievi del reparto operativo e la prima squadra del nucleo radiomobile che riceverà il cambio da squadra montante della prima sezione.
Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha commentato la vicenda: “Caccia all’uomo a Roma, per fermare il bastardo che stanotte ha ucciso un carabiniere a coltellate. Sono sicuro che lo prenderanno, e che pagherà fino in fondo la sua violenza. Lavori forzati in carcere finché campa“.
Mentre il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, il generale Giovanni Nistri, ha voluto incontrare i familiari per esprimere loro vicinanza, il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, ha voluto mandare le proprie condoglianze alla famiglia e ha chiesto tolleranza zero per i responsabili: “Mi stringo in un forte abbraccio alla moglie e alla mamma del vice brigadier Mario Cerciello Rega e all’Arma dei Carabinieri. Chiedo tolleranza zero per i delinquenti autori del vile atto”.
Messaggio simile a quello lanciato dal vicepremier Luigi Di Maio: “Nella notte, a Roma, un giovane vice brigadiere dei Carabinieri è stato ucciso a coltellate da un rapinatore. Aveva solo 34 anni. Il mio abbraccio alla famiglia del militare e a tutta l’Arma. È un momento di grande dolore per lo Stato”. Poi, in diretta a SkyTg24, il leader del Movimento 5 Stelle aggiunge che “se dovessero essere persone non italiane ad aver ucciso il carabiniere, spero che il carcere se lo facciano a casa loro e non qui. Se sono irregolari non dovevano essere qui, col sistema di rimpatri dobbiamo agire con più forza”.
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Una donna di 67 anni ha subito l'amputazione della gamba sbagliata. Entrata in sala operatoria lunedì sera in seguito all'aggravarsi del diabete, la signora Magdalena sapeva che avrebbe perso la gamba destra dove le era già stato amputato un dito. Al risveglio dopo l'intervento, la mattina successiva, la figlia ha alzato la coperta e ha visto l'errore.Il chirurgo aveva tagliato la gamba sinistra.
È successo in un centro medico Nuovo Sanatorio Berazategui, nel sud di Buenos Aires in Argentina. Dopo la scoperta la donna è stata trasferita in una clinica di Quilmes. La procura ha aperto un'indagine per «lesioni colpose». Le autorità della clinica non hanno ancora rilasciato dichiarazioni in riferimento al caso.
La figlia Mayra si è scagliata furiosa contro il chirurgo, lo stesso che aveva provveduto al primo intervento. «Il chirurgo mi ha detto che era andato tutto bene. Ma la gamba da amputare era la destra come scritto nella cartella clinica, non so cosa sia successo. Quando siamo entrati nella stanza ci siamo immediatamente resi conto dell'errore», ha detto la donna alClarin.
«Quando ho sollevato le lenzuola ho visto che era stata amputata la gamba sinistra», ha aggiunto Mayra che dopo aver notato l'incredibile errore è corsa in sala operatoria.«Lì ho trovato il chirurgo, ero molto nervoso. Il dottore si chiama Cardozo (Gonzalo). Non aveva parole, non sapeva cosa dirmi. È lo stesso medico che aveva amputato il dito della gamba sinistra. Il piede era bendato, dovevano toglierla e procedere su quella stessa gamba», le sue parole.
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Milano è nella bolla di caldo africano da ieri. Giornate roventi da bollino arancione fino a domani. A far scattare l'allarme sono le temperature che toccheranno da oggi i 36-37 gradi, ma il corpo ne percepirà fino a 40 gradi. Il mix di afa e umidità, con un tasso oltre il 53 percento, rende l'aria opprimente e mette a rischio la salute delle persone più fragili, sia anziani che bambini. Ma nemmeno i giovani sono immuni da malori. «L'anticiclone africano non mollerà nelle prossime ore - spiega Samantha Pilati della Fondazione osservatorio meteorologico Milano Duomo - le minime non si abbassano nemmeno di notte: sono ferme a 26,5 gradi con un tasso di umidità notevole. Un connubio che provoca un forte disagio». I milanesi sono madidi di sudore giorno e notte. «Bisogna pazientare fino al weekend - prosegue Pilati - da sabato un ciclone atlantico porterà aria instabile con temporali che abbasseranno le temperature portandole a circa 28 gradi». Qusta è la seconda ondata di calore torrido che ha investito le città italiane, tra cui Milano. E secondo le previsioni meteo non sarà l'ultima dell'estate. Per ora, però, si pensa ad affrontare le prossime 48 ore. Dall'Arpa arriva l'appello a prestare molta attenzione «evitando il più possibile le attività all'aria aperta nelle ore di maggiore insolazione, dalle 12 alle 16». In allerta gli operatori del 118, con la centrale operativa dell'Areu che si prepara al superlavoro per l'afflusso di chiamate dovute a malesseri. Anche Palazzo Marino ha avvertito i servizi sociali di prestare molto attenzione agli anziani, soprattutto quelli che vivono soli e lancia un appello a tutti i milanesi «di chiamare l'800 777888 per segnalare le persone in difficoltà». La città boccheggia. Turisti e cittadini e sono a caccia di un po' di fresco: c'è chi mette i piedi a mollo nella fontana di piazza Castello, chi si bagna e si schizza con i giochi d'acqua di piazza Gae Aulenti. E chi getta la testa sotto le fontanelle. La speranza è che queste ore trascorrano velocemente.
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