Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
Nonostante l'atmosfera sull'Italia sia ancora distampo prettamente estivo, i numerositemporaliche si sono registrati in questi ultimi giorni, sono la chiara testimonianza che lealte pressioninon godono più diottima salute;non riescono più a garantirci quella totale stabilità atmosferica che le contraddistingue nel cuore dellastagione estiva. Ad ulteriore conferma di ciò, ecco che nel corso dellasettimanaarriverà unimprovviso guasto: unvorticedi origine atlantica farà il suo ingresso sulla scena italia e inagguatotorneranno non solo itemporali, ma anche iltanto temuto fenomeno dellagrandine grossa. Vediamo nel dettagliole regioni più colpiteda questo peggioramento.
Mercoledìilvortice depressionario,meglio strutturato alle quote alte dell'atmosfera, porterà unamaggior ingerenza temporalescasu diversi settori del nostro Paese: sotto stretta osservazione sarà soprattutto laSardegna,dove è attesauna fase a tratti perturbata, con frequenti piogge, rovesci temporaleschi e anche qualche grandinata. A seguire iltempopeggiorerà anche alNordovest: attenzione aiforti temporali che potranno essere accompagnati da grandine. A rischio soprattutto laLiguria, ilPiemonte, laLombardiae in seguito l'Emilia Occidentale. I fenomeni continueranno tuttavia a prediligere le aree montuose. Qualcherovescio temporalescosi spingerà anche sulle dorsale appenninica delCentro,specie su quellatoscanaedumbro-marchigiana. Il quadro meteorologico andrà poimigliorandodalla serata, quando peraltro potranno insistere deirovescisulla parte più settentrionale dellaSardegna.
Dagiovedìe fino a tutto il prossimoweekend, ilvortice di bassa pressionesi isolerà sul basso Tirreno e continuerà a condizionare negativamente il tempo mantenendo per tutto il periodo, con elevato il rischio ditemporali pomeridianisui rilievi, in particolare quelli delCentro-Sud e delle due Isole maggiori.Anche l'arco alpino, tuttavia, non sarà esente da qualcherovescio pomeridiano, specie quello orientale. Sul resto del Paese lo scenario meteorologico si manterrà invece piùtranquilloe soprattutto ancorapiuttosto caldo ed afoso per il periodo. Letemperaturecontinueranno infatti a rimaneresopra la media climatologica.
Articolo del 28/08/2019 ore 0:35 diStefano RossiMeteorologo
Itemporaligià in atto in queste ore su alcuni tratti del Nord Ovest ci indicano come la situazionemeteosia nuovamente condizionata dalla formazione di unmoderato vortice di bassa pressionein avvicinamento all'Italia. NellePROSSIME OREil quadro meteorologico sarà dunque destinato ulteriormente a peggiorare sul alcune zone del Paese dove tornerannoforti piogge e temporali.
Sulla base delle previsioni disponibili, laProtezione Civiled’intesa con le regioni coinvolte, ha emesso un avviso diORDINARIA CRITICITA' PER RISCHIO TEMPORALI / ALLERTA GIALLA su Piemonte, Marche. Umbria e Sardegna. Su quest'ultima è stata emessa anche un'ORDINARIA CRITICITA' PER RISCHIO IDROGEOLOGICO / ALLERTA GIALLA:Su queste zone risulterà alto il rischio diforti temporali accompagnati da intensa attività elettrica, abbondanti rovesci, grandinate e pericolose raffiche di vento.Ilbollettinodi allerta è comunque consultabile direttamente all'interno del Sito della protezione Civile.Emessa Allerta Gialla della Protezione Civile per 4 Regioni
Si ricorda che Il quadro meteorologico e delle criticità previste sull'Italia è aggiornato quotidianamente in base alle nuove previsioni e all'evolversi deifenomeni, ed è disponibile anch'esso sulsito del Dipartimento della Protezione Civile. Le informazioni sui livelli diallerta regionali, sulle criticità specifiche che potrebbero riguardare i singoli territori e sulle azioni di prevenzione adottate sono gestite dalle strutture territoriali diProtezione Civile, in contatto con le quali il Dipartimento seguirà l’evolversi della situazione.
Articolo del 28/08/2019 ore 7:32 diMarco CastelliMeteorologo
inserito da Leone Buongiorno Un aereo della compagnia aerea egiziana AMC Airlines, con a bordo 122 turisti italiani, è stato costretto ad un atterraggio di emergenza all'aeroporto del Cairo dopo essere partito da Sharm el Sheikh, diretto a Napoli, a causa di un guasto tecnico. Lo riferiscono fonti delle autorità aeroportuali della capitale egiziana. Le stesse fonti affermano che tutti i 122 passeggeri sono stati fatti evacuare e ripartiranno sullo stesso volo, una volta effettuate le riparazioni necessarie, o su un velivolo diverso.
PORDENONE - All’ennesimo cassonetto bruciato, con un provvedimento firmato, il vicesindaco Eligio Grizzo ha disposto il Tso (trattamento sanitario obbligatorio) per la 25enne piromane di Pordenone alla quale sono stati addebitati gli incendi di venti cassonetti di carta e plastica. È giunta così all’epilogo, grazie alla sinergia tra amministrazione comunale, Azienda sanitaria, polizia locale, polizia di stato e carabinieri, una vicenda che, iniziata l’8 agosto, cominciava a destare non poca preoccupazione tra i cittadini. La giovane donna, che ha ammesso tutte le responsabilità, ma che continuava ad appiccare le fiamme in orario notturno, domenica notte è stata condotta dalla polizia direttamente in Questura dov’è stata nuovamente denunciata. Poi il ricovero coatto in psichiatria.
Unbimbo di 2 anni si trova ricoverato in gravi condizioni nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale pediatrico Meyer di Firenzedopo esser stato vittima, per cause in corso di accertamento, di un principio di annegamento mentre si trovava nella piscina di un residence nel Volterrano. IL 118 lo ha trasportato con l'elisoccorso a Firenze. Secondo quanto appreso da fonti sanitarie, la prognosi è riservata e sul piccolo stanno proseguendo gli accertamenti e le cure dei medici. Il piccolo, straniero, era arrivato in Italia nei giorni scorsi con la famiglia per trascorrere le vacanze estive.
Era riuscito a evadere dal carcere di Poggioreale con una fuga da film, ma la sua latitanza è durata meno di 48 ore. Robert Lisowski, il polacco condannato per omicidio e fuggito dal carcere, è stato catturato ieri sera.L'uomo, 32 anni, non si era allontanato da Napoli ed è stato catturato con un blitz congiunto di polizia e carabinieri. Gli investigatori, che già erano sulle sue tracce, lo hanno intercettato per strada, in zona Borgo Loreto, nei pressi di piazza Mercato, a pochi chilometri dal carcere.
Robert Lisowski, condannato per omicidio e considerato molto pericoloso, era riuscito ad evadere ieri mattina da Poggioreale calandosi all'esterno con una fune. L'evasione dell'uomo era stata la prima nell'ultracentenaria storia della casa circondariale oggi intitolata all'ex direttore Giuseppe Salvia.
Preghiamo questa sera ai nostri Santi Patroni, i martiri Ciro e Giovanni, per quattro ragazzi di Vico Equense: un ragazzo e tre ragazze, che si stavano recando a Gallipoli, in Puglia, per una settimana di vacanza e relax. Un colpo di sonno ha rovinato tutto... sono partiti questa mattina presto ma un grave incidente sulla strada statale 406 Basentana, tra le provincie di Matera e Potenza in Basilicata, all'altezza dello svincolo di Tricarico, ha rovinato tutti i piani. La loro Lancia Musa bianca è andata a finire direttamente nel guardrail, tranciandola a metà. Trasportati all'ospedale San Carlo di Potenza dal personale del 118 intervenuto anche con un'eliambulanza, due dei quattro occupanti l'auto sono in gravi condizioni. La situazione è questa: l’incidente è stato serio, grave, però per fortuna per come stanno è andata molto bene... i più gravi sono l’autista e la ragazza affianco avanti con lui. Il maschio ha il bacino e le braccia lesionate, la ragazza ha un trauma toracico. Sono tutti e due in rianimazione per tenerli sotto controllo. Sono fortunatamente tutti, lucidi, anche l’autista, anche se un po’ confuso, ma ha capito la gravità dell’incidente. Fate una preghiera che presto tutti insieme possiamo riabbracciarli a casa.
Attentatodavanti alpalazzo VescovilediAvellinodove uno squilibrato ha posizionato un ordigno rudimentale. La bomba artigianale era composta da tre bombolette di gas da campeggio: l'attentatore, un uomo di 43 anni, poi bloccato, ha innescato l'ordigno prima di tentare la fuga. Secondo le prime ricostruzioni, sarebbe esplosa prima una sola bombola, attirando l'attenzione di chi era presente all'interno del Vescovato, tra cui il direttore della Caritas,Carlo Mele, e una pattuglia dei vigili urbani di servizio nella zona. Poi, le altre due. Nel tentativo di avvicinarsi al pacco, Carlo Mele, un vigile e una terza persona, sono rimasti lievemente feriti in seguito a un'altra piccola deflagrazione. Sul posto si sono portate subito le volanti della Polizia, i Vigili del Fuoco, la Municipale e la Scientifica. Il sospettato è stato fermato poco dopo l'esplosione in una traversa nei pressi del Vescovato. Ad individuare l'uomo è stata una seconda pattuglia della Municipale. L'uomo è stato condotto presso il Comando dei Vigili per essere interrogato.
L'attentatore è un uomo disoccupato originario della provincia diSalerno, residente inIrpinia,già noto alle forze dell'ordine e frequentatore della mensa dei poveri diAvellino,diretta dalla Caritas. Al momento dell'esplosione il vescovo, monsignorArturo Aiello,era in sede. Si è detto «molto rammaricato» per l'episodio e si è accertato delle condizioni delle persone ferite. Sul posto gli agenti della Polizia scientifica, Vigili urbani e Vigili del Fuoco. Il sindaco,Gianluca Festa, si è recato nella Curia per manifestare solidarietà a monsignor Aiello e ai feriti.
IL RACCONTO DELL'ESPLOSIONE
«All'inizio pensavamo avessero incendiato il portone, poi abbiamo scoperto che si trattava di un
ordigno».Carlo Mele,direttore dellaCaritasdiAvellino,ricostruisce così gli attimi dell'esplosione nel palazzo Vescovile in cui è rimasto lievemente ferito. «Io, un agente della Polizia Municipale e un passante che stava provando a spegnere le fiamme, ne abbiamo pagato le conseguenze», racconta Mele.
Secondo la sua ricostruzione, il fatto è avvenuto mentre il Vescovo si preparava ad uscire: «Eravamo venuti a prenderlo, poi abbiamo visto le fiamme e quindi aperto mezzo portone. A quel punto c'è stata l'esplosione. Per fortuna l'altra anta del portone non si è aperta, altrimenti sarebbe potuta andare peggio».
Un episodio del genere non si era mai verificato ad Avellino e lo stesso Mele non riesce a darsi una spiegazione: «È strano anche l'orario dell'attentato, alle ore 17, quando Piazza Libertà è piena di gente. Questo mi fa pensare che abbia voluto esternare una sofferenza. Non provo risentimento verso di lui, anzi sono pronto ad incontrarlo
per ascoltare le sue ragioni».
Ad inchiodare l'attentatore ci sarebbero alcune testimonianze dirette oltre ai filmati delle telecamere di sorveglianza presenti davanti al Palazzo Vescovile e in piazza Libertà. Gli investigatori stanno verificando se l'uomo avesse avuto qualche contrasto con la Caritas nella frequentazione della mensa dei poveri.
LA DICHIARAZIONE DEL SINDACO
«Massima solidarietà e piena vicinanza a sua Eccellenza il Vescovo Arturo Aiello e alla Curia. Ovviamente un
augurio di pronta guarigione al direttore della Caritas, Carlo Mele. Sindaco, amministrazione e l'intera comunità sono al loro fianco. Il gesto di uno sconsiderato non deve né intimidirci né fermarci, anzi deve farci andare ancora avanti con maggiore impegno». Lo ha dichiarato il sindaco di Avellino,Gianluca Festa,che, dopo l'attentato al palazzo Vescovile, si è recato subito sul posto per seguire in prima persona la vicenda.
«Un ringraziamento va alla Polizia Municipale in particolare all'agente Pironti, rimasto ferito nel tentativo di evitare il peggio, ma voglio ringraziare anche la Mobile, il vice Questore Elio Iannuzzi, la Scientifica e i Vigili del Fuoco».Il primo cittadino, inoltre ha sottolineato anche l'importanza della collaborazione dei cittadini a cominciare da «Antonio D'Agostino, che ringrazio per il nobile gesto che ha compiuto. È stato il primo ad intervenire cercando di spegnere
le fiamme sul portone e rimanendo ferito. Molto importante è stata anche la collaborazione di altri cittadini che hanno aiutato gli agenti della Municipale ad individuare e fermare l'attentatore» leggo.it
Le strade deserte, le curve che si insinuano su per il fianco delle colline. Poi, d’improvviso, le macerie. Chi oggi percorre la Salaria e decide di inerpicarsi verso l’interno, versoArquata del Tronto, non potrà fare a meno di incontrare questo spettacolo prima o poi. E così appaiono le Sae, soluzioni abitative di emergenza, ora residenze per centinaia di persone che tre anni fa hanno perso la loro casa. Per chi non conosce questo territorio i vari borghi Sae, piccole periferie sparse intorno alle macerie dei paesi che furono, sembrano deserti silenziosi. Finché un gatto rosso non attraversa la strada di corsa, a testimonianza che vita c’è. E così ci si rende conto che i vari borghi sono ancora vivi. Scoraggiati, forse, ma vivi.
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La popolazione in questi luoghi si è dimezzata. In molti sarebbero voluti rimanere, altri non hanno potuto invece fare altro: «Tanti sono andati via perché non avevano altro modo, e la costruzione delle casette di emergenza ha avuto tempi abbastanza lunghi» raccontaFederica Angelucci, la cui famiglia ha un ristorante aTrisungo, frazione diArquata del Tronto. Anche la clientela del ristorante è cambiata: «Durante l’emergenza venivano in molti a mangiare qui, poi subito dopo sono cominciate ad arrivare le persone che passavano per dare una mano, magari per spendere dei soldi qui dopo il sisma. Ora la clientela sta tornando ad essere meno che prima del sisma». In una delle sale del locale, è esposta una mappa dell’Italia, con tutte le targhette delle compagnie dei Vigili del Fuoco che hanno prestato servizio in zona. «Era cominciato per gioco con i pompieri di Bologna, e poi abbiamo continuato», racconta la27ennesecondo cui, a tre anni dal sisma la situazione rimane ancora complicata. «Se prima eravamo già messi in disparte perché non eravamo di Amatrice, adesso sembra come ci stessero tutti mettendo nel dimenticatoio». E ad oggi, nonostante la determinazione nel voler far ripartire un intero territorio, c’è solo un concetto: «Quello che viene, viene».
La rassegnazione. C’è stato il tempo del dolore, della paura, della rabbia, della voglia di darsi da fare. Perfino il periodo del timore è passato sulle teste e sulle vite delle popolazioni colpite dalterremoto del centro Italia. Ora, a tre anni di distanza, una nuova sensazione passa su molti di coloro che hanno cercato di non abbandonare le loro città e i loro paesi. Unarassegnazioneche forse è anche più evidente sui volti di quegli stessi terremotati che oggi si sentono terremotati di serie B:Arquata del Tronto, Pescara del Tronto e tutte le loro diverse frazioni, abbandonate e quasi messe nel dimenticatoio dall’Italia. Amatrice è la città-simbolo del sisma del 2016, anche per i suoi 239 morti, ma altre città marchigiane hanno subito più danni rispetto ai vicini laziali. E per questo in molti si sentono su un piano inferiore rispetto ai vicini. «Le luci ora si riaccenderanno per poche ore. Poi torneremo nel buio per un altro anno». Don Nazzareno Gasperi, ilparroco di Arquata, non usa mezzi termini per rappresentare vividamente la situazione che i suoi parrocchiani vivono. «Quando sono arrivato qui, nel 2017, sentivo la disperazione della popolazione di Arquata: il dolore per la perdita di persone care, che si sente ancora di più nelle piccole comunità come la nostra, unita allo choc di aver perso la propria casa ha distrutto le vite e gli animi della zona», racconta. Secondo Don Nazzareno dall’anno scorso poco è cambiato: «Tutto si era fermato e tutto è ancora fermo: qui dobbiamo ancora togliere le macerie. Quando ho sollecitato, mi hanno risposto “Adesso lo faremo, che fretta c’è?”». E la conferma della percezione: «Noi non ci sentiamo terremotati di serie B, noi lo siamo: pensi che l’anno scorso è venuto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte solo all’ultimo momento, e in teoria si sarebbe dovuto fermare solo ad Accumoli e ad Amatrice». Secondo il parroco di Arquata del Tronto, proprio la cittadina laziale è riuscita ad avere un maggiore impatto mediatico e per questo «Quando si parla del sisma del centro Italia si parla del terremoto di Amatrice, e per questo loro sono più avanti di noi» nel riprendere la vita quotidiana: «Le macerie le debbono levare anche lì, e la ricostruzione è ferma così come è qui da noi, ma almeno loro hanno il polo commerciale e dei ristoranti, che attraggono un sacco di gente».
Per quanto riguarda il futuro, per tutti regna l’incertezza.Don Nazzarenofa fatica a capire come sarà il domani diArquata: «Sicuramente ci sarà un futuro, ma ancora non si sa come saranno ricostruiti questi borghi. Io immagino una comunità compatta e allargata, pur sapendo consapevolmente che le cose qui non torneranno mai com’erano prima. Alcuni poi non torneranno più: chi ha figli in età scolare che magari si sono trasferiti ad Ascoli o sulla riviera difficilmente torneranno qui». Le necessità principali? «La casa. La tua casa: le Sae non saranno mai una vera casa. Qui c’erano tutte case grandi, con orti, aie e spazi verdi. Ci mancano i nostri spazi», sospiraDon Nazzareno. Anche la concezione del futuro stesso in queste zone è cambiata: «Avendo vissuto un evento come questo- racconta Federica -sai che tutto può finire in un momento. Devi cercare di vivere al meglio la giornata, sperando che la gente torni qui».
E mentre le diverse frazioni vengono smembrate nei vari villaggi Sae, cercando di ricostruire una parvenza di vita normale accanto alla via Salaria, il segno del sisma rimane anche nei cuori e negli occhi di chi ha vissuto una vita in queste zone: «Pretare e tutte quelle zone vicino Arquata- racconta una signora anziana ad Acquasanta Terme -erano i luoghi di villeggiatura estivi. Io sono cresciuta lì, ma dopo il terremoto non sono più tornata. Troppo dolore».
Carlo Delle Piane è mortoa Roma all'età di 83 anni. A dare notizia della morte dell'attore è la moglie, Anna Crispino. L'attore aveva da poco festeggiato i 70 anni di carriera, durante i quali aveva lavorato con alcuni dei più importanti registi e attori, ricordando i molteplici successi al fianco di Alberto Sordi, Aldo Fabrizi, Totò, De Sica e molti altri ancora, fino al fortunatissimo decennio conPupi Avati.
Carlo Delle Piane, proprio recitando con Pupi Avati, era entrato nell'immaginario collettivo grazie al film Regalo di Natale dove interpretava l'avvocato Santelia; nel film, che racconta di una lunga partita a poker tra amici proprio la notte di Natale, recita anche Diego Abatantuono. Una straordinaria interpretazione quella di Delle Piane che gli valse anche la Coppa Volpi alla mostra del Cinema di Venezia del 1986. Fu un film che segnò una svolta per la carriera di entrambi, sia per Abatantuono che trovò una nuova carriera dopo gli esordi legati alla comicità, sia per Delle Piane che grazie a quel film fu conosciuto anche dal grandissimo pubblico.
Ancora provato dall'emorragia cerebrale che lo ha colpito nel gennaio 2015 e che lo aveva portato fino al coma, aveva festeggiato con l'amorevole moglie, la cantante Anna Crispino, i 70 anni di carriera lo scorso anno allamostra del cinema di Pesaro. 110 film all'attivo, di cui una quindicina sotto la direzione del suo grande amico Pupi Avati,Delle Pianeaveva realizzato il suo primo film quando aveva solo 12 anni. «Ero alle medie al Pio XI di Roma e lì arrivarono gli assistenti del regista Duilio Coletti che cercavano tra gli alunni i ragazzi per il film Cuore. Io, che ero sempre all'ultimo banco e non andavo troppo bene a scuola, non capivo chi fossero, pensavo che stessero per interrogarmi e quasi mi nascondevo. Ma fui scelto, anche se allora sembravo un extraterrestre piccolo e con le gambe sottili sottili. Da allora mi ritrovai a lavorare con grandi artisti, ma non davo loro importanza, per me il cinema era un modo per non andare a scuola e mettermi qualche soldo in tasca», raccontava.
Un film dietro l'altro per lui, in genere commedie brillanti ed ha recitato con tutti, Sordi, Totò, Gassman, Fabrizi, diretto da De Sica, Vadim, Steno, Monicelli, Polanski e Corbucci. Ma il suo grande amico è stato Aldo Fabrizi, «uno non troppo amato dai colleghi per la sua schiettezza. Ho fatto con lui La famiglia Passaguai e poi Rugantino di Garinei e Giovannini. Mi ricordo poi che Fabrizi usava svuotare un rosetta e riempirla di rigatoni al sugo. Era fatto così». Suo attore di riferimento Buster Keaton: «Volevo essere come lui. Mi piaceva la sua asciuttezza nella recitazione, la sua maniacalità nel sottrarre». Infine perCarlo Delle Pianela terapia per tutto, anche per la sua idiosincrasia nell'essere toccato, stava nel lavoro: «Quando sono sul set faccio tutto tocco abbraccio apro le porte».