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primo piano e anteprima

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Ikaria: l'isola dove la gente non muore mai

15 Marzo 2017, 11:43am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Ikaria: l'isola dove la gente non muore mai

INSERITO DA MORENA MOTTA Una piccola isola al centro dell'Egeo che prende il nome dal leggendario Icaro e che sta diventando famosa, non per la storia e il mare, ma per la longevità dei suoi abitanti. Quale segreto si nasconde in questo elisir di lunga vita?
Ikaria: l'isola dove la gente non muore mai
Ci sono dei posti nel mondo dove la gente vive più che altrove, muore di vecchiaia e non si ammala mai. Uno di questi luoghi è Ikaria, isola greca situata nell'Egeo centro orientale (tra Mikonos e Samos) famosa non tanto per le sue spiagge (che comunque sono molto belle), quanto perché qui l'età media della popolazione supera i 90 anni e tumori e malattie cardiovascolari sono molto rare. Perciò ricercatori di tutto il mondo hanno avviato degli studi per scoprire il segreto di questo luogo.Perché a Ikaria non ci si ammala?
La scrittrice Diane Kochilas nel suo libro “Cucina Greca Mediterranea”, in seguito a numerose ricerche effettuate da studiosi di tutto il mondo, ha elencato i 6 principali alleati della longevità degli abitanti di quest'isola.


Alimenti a Km 0
Il primo ingrediente dell'elisir di lunga vita di coloro che vivono a Ikaria è l'alimentazione: le persone mangiano solo verdure del loro orto, pesce pescato nel loro mare e la carne solo due volte al mese.
Attività motoria
Altra cosa essenziale che permette agli abitanti dell'isola di vivere sani e a lungo è il movimento; qui le persone si spostano soprattutto a piedi con qualunque condizione meteorologica!
Dormire tanto
Ad Ikaria la gente dorme almeno 10 ore a notte e non manca mai di fare la siesta pomeridiana.
Niente ansie 
Gli abitanti di qui seguono i propri ritmi, non hanno fretta e non si fanno cogliere dal panico; l'ansia non appartiene proprio al loro stile di vita!
Pochi farmaci
Un altro segreto per vivere tanto e senza malattie è usare pochi farmaci; quando le persone dell'isola non stanno bene, preferiscono assumere rimedi naturali, proprio come facevano i loro antenati centenari!
Farsi i fatti propri
C'è un detto : “ Chi si fa i cavoli propri, vive cent'anni” e sembra che ad Ikaria abbiano proprio deciso di seguire questo consiglio. Qui, infatti, la gente rispetta gli altri, non giudica, è accomodante e paziente.
Di Bianca Fracas, http://www.amando.it/societa/notizie-curiose/ikaria-l-isola-dove-la-gente-non-muore-mai.html

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Perde il controllo della moto, morto 52enne a Rubano (Padova)

14 Marzo 2017, 11:29am

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DI MICHELE PAPPACODA 14/03/2017 - Un 52enne, Federico Michelon, è morto in un incidente stradale mentre viaggiava a bordo della sua moto a Rubano (Padova). Secondo un a prima ricostruzione l'uomo avrebbe perso il controllo del mezzo al termine di un sorpasso finendo fuori strada e contro un palo posizionato a bordo strada. Il motociclista è morto all'istante. Sul posto sono subito intervenuti i medici del Suem e i carabinieri della locale stazione.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Muore a 28 anni Veronica Sogni finalista nel 2009 a Miss Italia

14 Marzo 2017, 11:28am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Muore a 28 anni Veronica Sogni finalista nel 2009 a Miss Italia

DI MORENA MOTTA 14/03/2017 - "Un angelo dai capelli corti, con la testa piena di sogni, come il suo cognome, è volato in cielo". Con queste parole il sito di Miss Italia annuncia la scomparsa della modella Veronica Sogni. Se n'è andata a soli 28 anni a causa di un tumore al seno che ha scoperto nel dicembre 2012. "Gli amici - si legge nel sito di Miss Italia - si erano abituati da allora a vederla con la testa completamente rasata, comprese le sopracciglia, 'Sembro una guerriera masai', diceva". Milanese, era nata il 10 giugno 1988 ed era tra le finaliste di Miss Italia nel 2009, quando vinse il titolo di Miss Sasch Modella Domani. Diplomata al liceo scientifico, lavorava come modella, ma le piaceva anche cantare, partecipando quest’anno a X Factor. Ha preso parte anche al programma di Rai1 'I soliti ignoti': era uno dei personaggi da individuare. Il concorso di Patrizia Mirigliani e la stessa patron piangono la scomparsa di una ragazza "dolce e sfortunata" e si stringono alla sua famiglia e ai suoi amici.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Addio a Geatano Gargano. Per molti, nella sua Amalfi, era ancora «il sindaco»

14 Marzo 2017, 10:35am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA  Addio a Geatano Gargano. Per molti, nella sua Amalfi, era ancora «il sindaco»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Tutto è accaduto in poche ore. Poche maledette ore: il malore, il ricovero tempestivo al presidio di Castiglione, la corsa verso la torre cardiologica del Ruggi. Ed è qui che è spirato ieri sera Gaetano Gargano: il preside, il sindaco, l’amico, il confidente.Un signore d’altri tempi che ha saputo incarnare nella sua lunga militanza politica, sempre nella Democrazia Cristiana, i valori di solidarietà e di impegno civile. Con Gaetano se ne va un altro pezzo di storia politica di Amalfi e della Costiera Amalfitana dopo la scomparsa recente di Andrea Amendola, e quella più datata (1992) del compianto onorevole Francesco Amodio.E non fu un caso, se dopo quest’ultimo, proprio Gaetano Gargano ebbe ruoli importanti nel panorama politico provinciale. Prima da sindaco di Amalfi (nella prima giunta Dc-Pci) dal 1983 al 1985, poi da vice presidente della provincia di Salerno. E fu nel periodo in cui Gaetano Gargano (poi rieletto nel 1990) fece parte dell’amministrazione provinciale che si cominciò insistentemente a parlare ad Amalfi di strada di circumvallazione.Il primo progetto venne, infatti, realizzato, proprio su input di «don» Gaetano dall’ufficio tecnico della Provincia allora guidato dall’ingegnere Bove. Un canovaccio dal quale col tempo nacquero poi nuove idee e nuove proposte progettuali.Stile, eleganza, umanità, caparbietà, rigore. Sono sostantivi non buttati lì a caso. Ma che d’istinto, al di là dell’affetto e della triste contingenza, si associano perfettamente alla figura di Gaetano e al suo vissuto di uomo delle istituzioni.Un grande educatore, ma soprattutto anima del grande processo di riqualificazioni dei ruoli e dei quadri lavorativi nel sistema della gastronomia e della ricettività turistica. E se questo segmento ha compiuto un grande balzo in avanti, dopo l’istituzione di una scuola che formasse chef e personale di bureau e di sala, questo lo si deve anche a Gaetano Gargano che seppe cogliere l’importanza di una svolta nell’approccio e nei metodi. Preside dell’istituto alberghiero di Salerno, dove è rimasto in carica fino alla metà del 2000, Gaetano Gargano è stato un punto di riferimento per intere generazioni. Soprattutto di alunni molti dei quali oggi sono interpreti della grande rivoluzione gastronomica che ha fatto della nostra regione una delle prime per qualità e utilizzo sapiente delle materie prime. E proprio da preside dell’Ipsar di Salerno, volle fortemente l’intitolazione della scuola a Roberto Virtuoso, primo assessore al turismo della Regione Campania. Nella seduta del 26 febbraio 1987, il Consiglio d’Istituto recepì la sua proposta di intitolare l’istituto a Virtuoso, nel decennale della sua morte.La cerimonia ufficiale e lo scoprimento di una targa ricordo avvennero il 21 marzo 1987 in memoria di un grande educatore ed uomo politico che ebbe tra l’altro la felice intuizione di istituire in Campania le aziende di cura, soggiorno e turismo.Con Gaetano se ne va una persona per bene, un amico. L’ultimo, certamente, di una grande scuola di politica e di cui fu tra i protagonisti indiscussi per più di un ventennio.L’unico rammarico resta quello di non aver dato ulteriore dignità alla sua stoffa di politico di razza quando per pochi voti, nel 1994, non riuscì ad approdare al Senato sotto il cartello del Patto per L’Italia che aggregava il Partito Popolare di Mino Martinazzoli e la nuova formazione politica di Mario Segni.Un salto che Gaetano avrebbe pienamente meritato per spessore morale e culturale e per storia personale.Oggi è un giorno triste per tutti. Per la città che commossa attende si dargli l’ultimo saluto e per gli amici di sempre. Ma soprattutto per la famiglia, un punto fermo nella sua vita.A Gabriella, sua moglie, ed agli amici Annino e Antonella va un forte abbraccio. Sincero. Gaetano col suo sorriso, la sua signorilità il suo modo garbato e affabile di uomo d’altri tempi animerà il ricordo. Ciao preside, ciao sindaco.

LO STAFF DI VETTICA DI AMALFI ONLINE SI STRINGE AL DOLORE DELLA FAMIGLIA GARGANO SENTITE CONDOGLIANZE

AMALFINOTIZIE

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Clochard bruciato vivo a Palermo, interrogatorio per l'assassino: "E' stato un raptus, mi pento"

13 Marzo 2017, 11:00am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Clochard bruciato vivo a Palermo, interrogatorio per l'assassino: "E' stato un raptus, mi pento"

DI MICHELE PAPPACODA 13/03/2017 - Verrà interrogato oggi in carcere a Palermo Giuseppe Pecoraro, il benzinaio di 45 anni che ha confessato di avere bruciato vivo Marcello Cimino, il clochard che dormiva nel suo giaciglio sotto i portici della mensa di via Cappuccini. Già sabato sera, dopo l'arresto, parlando con gli uomini della Squadra mobile aveva detto di avere agito "in un momento di follia" mostrandosi pentito per quel gesto. "E' stato un raptus, non lo rifarei. Mi pento", aveva detto al termine dell'interrogatorio Giuseppe Pecoraro. Un pentimento arrivato solo dopo che gli uomini della Squadra mobile, guidati da Rodolfo Ruperti, gli hanno mostrato le immagini del video in cui si vede l'uomo che getta addosso la benzina al clochard. Pecoraro, durante l'interrogatorio, ha detto che con Cimino c'era un rapporto di conoscenza. "Era venuto pure a casa mia, alla Zisa, a mangiare, qualche volta - ha detto Pecoraro, che è difeso dalle avvocate Carolina Varchi e Brigida Alaimo - Pure i miei genitori lo conoscevano". Ma la sera prima del delitto Pecoraro e Cimino sarebbero arrivati alle mani per gelosia. Perché il benzinaio temeva che Cimino gli insidiasse la donna con cui aveva una relazione. Intanto, l'avvocato Giuseppe Giamportone si è detto disponibile di assistere gratuitamente le figlie e la moglie di Cimino. L'inchiesta è coordinata dal Procuratore aggiunto Claudio Corselli e dai pm Maria Forti e Alfredo Gagliardi. I funerali di Marcello Cimino saranno celebrati oggi, alle 12, proprio mentre si terrà l'interrogatorio dell'assassino, nella Chiesa dell'Annunciazione del Signore, in via Verdinois, nella zona di Medaglie d'oro a Palermo. La chiesa si trova nel quartiere in cui l'uomo aveva vissuto per molti anni con la ex moglie e le due figlie minorenni. Padre Cesare Rattoballi, che lo conosceva bene, dice che "Marcello Cimino era una persona tormentata ma buona. Molti qui abbiamo cercato di aiutarlo, senza riuscirci. Siamo addolorati per quello che è accaduto".Intanto ieri sera in centinaia hanno partecipato alla fiaccolata organizzata per ricordare la vittima. Prima della fiaccolata, le centinaia di persone presenti si sono radunate nella Chiesa dei Cappuccini dove padre Domenico Spatola ha voluto ricordare la figura di Marcello Cimino. Presenti la ex moglie, Iolanda, e le due figlie minorenni. Oltre al sindaco Leoluca Orlando, il vicesindaco Emilio Arcuri e diversi assessori, tra cui Giovanna Marano, Andrea Cusumano. "ci speravo che venisse tanta gente", ha detto padre Spatola ai giornalisti. "Penso che sia un segno di coscienza civica, collettiva dinnanzi a un fatto che ci ha letteralmente costernati, qualcosa di orripilante pensare di uccidere un uomo inerme, senza dargli la possibilità di una replica. E' il senso del niente. Chi fa questo non ha niente nella mente, il vuoto. Arrivati sotto i portici, luogo dell'omicidio, c'è stato un lungo applauso al nome di 'Marcello', mentre le due figlie minori di Cimino hanno appeso una lettera aperta al padre: "Ciao vita mia del mio cuore - scrivono - Permettici l'ultima volta di salutarti. Non pensavamo che ci lasciassi così presto, non pensavamo che finisse così. Mi manchi da morire vita mia anche se ne abbiamo passate tante rimarrai il mio amico, vero amore, il mio uomo, il mio Re. Ti porteremo per sempre nel nostro cuore. Proteggici da lassù, ma soprattutto dacci la forza per andare avanti papà. Ti amiamo più di ogni altra cosa al mondo". Il sindaco Leoluca Orlando, che prima della fiaccolata ha a lungo parlato con i familiari di Marcello Cimino, ha ribadito che il Comune "si costituirà parte civile nel processo che ci sarà". E sulla presenza di tante persone, il primo cittadino ha detto: "E' la condanna per un atto di violenza disumana". Intanto stasera, alle 21, l'arcivescovo Corrado Lorefice parteciperà a un momento di raccoglimento nella chiesa dei Cappuccini.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Quattro anni fa Bergoglio diventava Papa Francesco Sempre più allo scoperto le resistenze alle sue riforme

13 Marzo 2017, 10:55am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Quattro anni fa Bergoglio diventava Papa Francesco Sempre più allo scoperto le resistenze alle sue riforme

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA  Il quarto anno del pontificato di Francesco, che si conclude lunedì 13 marzo con l'anniversario della "fumata bianca" in Piazza San Pietro, è quello in cui sono più venute allo scoperto le opposizioni alle riforme del Papa "venuto dalla fine del mondo" e al suo modo di intendere la Chiesa e la stessa testimonianza cristiana. Ed è stato l'atto d'inizio di quella delicatissima - e decisiva - fase in cui si misurerà quanto l'innovazione, per non dire la "rivoluzione" portata dal Pontefice, ormai ottantenne, riuscirà ad attecchire nel profondo, non solo nelle gerarchie cattoliche, dove tuttora sì annidano le maggiori resistenze, ma in tutta la comunità ecclesiale. Il vero momento di svolta per quanto riguarda l'atteggiamento, ormai non più soltanto strisciante, della "fronda" anti-Bergoglio è stata la pubblicazione, l'8 aprile di un anno fa - nel pieno del Giubileo straordinario della Misericordia -, dell'esortazione apostolica "Amoris Laetitia", in cui Francesco ha elaborato le sue conclusioni a partire dai due Sinodi da lui convocati sulla pastorale familiare. E in cui ha sancito la sua apertura sulla "vexata quaestio" dei sacramenti ai divorziati risposati, rimuovendo nella prassi pastorale il vecchio divieto e affidando ai vescovi, in rapporto con i confessori, la possibilità di decidere caso per caso attraverso il necessario "discernimento" e "accompagnamento", nel segno dell'accoglienza e, appunto, della misericordia.

Un'innovazione contro cui s'erano battuti, prima, durante e dopo i due Sinodi, i cardinali e vescovi più conservatori, e che ha portato allo scatenarsi di una vera e propria battaglia da parte di siti e blog tradizionalisti, allarmatissimi nel denunciare la "confusione" e lo "smarrimento" in cui sarebbero caduti i fedeli e i sacerdoti in tutto il mondo. Fino all'aperta opposizione di quattro anziani cardinali (Raymond Burke, Carlo Caffarra, Walter Brandmueller e Joachim Meisner) che hanno scritto nel settembre scorso al Papa i loro "dubia" su quelli che ritenevano attentati alla dottrina cattolica (soprattutto la possibilità che ricevessero la comunione coppie di risposati senza l'obbligo della continenza sessuale), senza però ricevere da lui alcuna risposta. Il che, oltre alla pubblicazione della lettera, ha spinto il card. Burke a minacciare il Papa di un atto formale di "correzione". Lo stesso Burke è stato al centro di un altro caso: l'inedita ribellione del vertice dell'Ordine di Malta, di cui è tuttora cardinale patrono, contro la decisione del Papa di istituire una commissione d'inchiesta sul'estromissione del gran cancelliere Albrecht von Boeselager.

Vicenda poi conclusasi con la destituzione da parte di Francesco del gran maestro Matthew Festing (quindi l'indizione di nuove elezioni), il reintegro di Boeselager, la nomina di un delegato papale nella persona di mons. Angelo Becciu e, di fatto, l'esautoramento di Burke, poi spedito sull'isola pacifica di Guam a indagare su un caso di pedofilia. Nonostante le opposizioni, nonostante i manifesti anonimi che lo hanno preso di mira a Roma, nonostante le critiche, o le tesi sull'esistenza di "due Papi", Francesco va avanti sulla sua strada: segna momenti storici come l'incontro a Cuba col patriarca di Mosca Kirill o la partecipazione a Lund, in Svezia, alle celebrazioni per i 500 anni della Riforma (anche la 'riabilitazione' di Lutero gli ha attirato violenti attacchi), ricuce i rapporti con l'università sunnita di Al-Azhar, spinge ancora per l'attuazione della riforma economica, per una Curia sempre più sobria, per una lotta senza quartiere verso gli abusi sessuali e chi li copre. Ma anche qui, le recenti dimissioni della ex vittima Marine Collins dalla Commissione pontificia anti-pedofilia, hanno clamorosamente dimostrato che dentro e fuori le mura vaticane Bergoglio ha ancora tanto lavoro da fare. 

ANSA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Pavullo, trovato morto in auto con la gola tagliata: è mistero

12 Marzo 2017, 15:29pm

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Pavullo, trovato morto in auto con la gola tagliata: è mistero

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA PAVULLO. Un uomo canadese di 77 anni è stato trovato morto all’interno del bagagliaio della sua Micra bianca nel garage di casa, con una profonda ferita alla gola. La scoperta è stata fatta ieri, venerdì 10 marzo, poco dopo mezzogiorno. A dare l'allarme è stata la donna delle pulizie che da tempo lavorava per l'uomo, Anthony Collinssplatt, il quale viveva a Pavullo da una ventina d'anni.
Il canadese era celibe, presto arriverà in Italia il fratello, che vive all'estero e risulta essere l’unico parente diretto, per il riconoscimento del corpo. La Polizia ha ascoltato più testimoni per cercare di ricostruire l'esatto accaduto. Sul caso, finora, regna il mistero: non si esclude nessuna ipotesi sulla morte del 77enne.

LA GAZZETTA DI MODENA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Guerriglia a Napoli Fuorigrotta: scontri tra forze dell'ordine e manifestanti mascherati staccatisi dal corteo anti-Salvini. Gli antagonisti lanciano molotov e petardi, gli agenti caricano con idranti. Il leader della Lega: "Denuncio de Magistris"

12 Marzo 2017, 15:28pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Guerriglia a Napoli Fuorigrotta: scontri tra forze dell'ordine e manifestanti mascherati staccatisi dal corteo anti-Salvini. Gli antagonisti lanciano molotov e petardi, gli agenti caricano con idranti. Il leader della Lega: "Denuncio de Magistris"

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "In una democrazia è fondamentale che ognuno abbia il diritto di parola e ancora più fondamentale chi è più lontano da noi. La forza della democrazia è che anche l'avversario più radicale e lontano da noi possa esprimere le sue opinioni", afferma il ministro dell'Interno Marco Minniti dal Lingotto. "E' importante che i diritti costituzionali siano garantiti per tutti - aggiunge - ed è altrettanto che sia chiaro che in democrazia c'è un confine non valicabile: la violenza. Chi pratica la violenza è contro le nostre libertà e non può pensare di zittire l'altro".

La giornata di ieri, Fuorigrotta a ferro e fuoco - Il corteo pacifico e colorato contro l'arrivo di Matteo Salvini a Napoli è terminato alle 17.30 di ieri quando bandiere, musica e cori che avevano caratterizzato fino ad allora la manifestazione, hanno lasciato la scena a molotov, sassi e lacrimogeni. Finisce con il quartiere Fuorigrotta ostaggio della guerriglia urbana per 45 minuti, ridotto a un campo di battaglia con macchine devastate, segnali stradali divelti, cassonetti dei rifiuti dati alle fiamme, la gente presa dal panico che si rifugia nei palazzi e nei negozi, tre persone arrestate e tre denunciate tra gli attivisti dei centri sociali e trentaquattro feriti (28 tra polizia e carabinieri, 6 tra i manifestanti) per un pomeriggio di violenza che a Napoli non si ricordava da tempo, dalla riunione della Bce a ottobre 2014. Scontri annunciati da giorni di polemiche e ora tutti a dire che c'era da aspettarselo dopo che la sede del comizio, la Mostra d'Oltremare, occupata l'altro ieri dai centri sociali, è stata prima negata e poi riassegnata d'ufficio al leader leghista nel giro di poche ore su disposizione del ministro dell'Interno Minniti.

Salvini a Napoli, scontri tra manifestanti e polizia IL VIDEO



E dopo che le polemiche a distanza tra il sindaco di Napoli de Magistris e lo stesso Salvini sono andate avanti per settimane. I riflettori erano puntati proprio sul sindaco De Magistris: il sindaco in mattinata si era schierato contro la prefettura che aveva ordinato la concessione della Mostra d'Oltremare per la manifestazione di Salvini ("respingiamo il provvedimento del governo") e aveva sostenuto che "Lo Stato ha fatto prevalere il capriccio di Salvini". La presenza di De Magistris al corteo fino all'ultimo è stata in dubbio. Alla fine non è andato. Tuttavia l'associazione che fa capo a lui, Dema, è ben rappresentata dalla moglie Mariateresa Dolce. E in piazza scende anche mezza giunta comunale con gli assessori Gaeta, Clemente, Borriello e Palmieri. Con loro anche il presidente del Consiglio Comunale Sandro Fucito. Nel corteo c'e' un po' di tutto. Ci sono i centri sociali e gli attivisti politici di Dema, ma anche Verdi e Sinistra Italiana. Ci sono i precari, i movimenti di lotta per il lavoro, i collettivi studenteschi e i neoborbonici, ma c'e' chi riconosce anche alcune frange di ultrà del Napoli. Ci sono tanti giovani, ma anche adulti in età matura. La rappresentazione di questa galassia cosi' composita è data dai cori che si susseguono. A Bella Ciao, storico inno del partigiano, si sovrappone 'Un giorno all'improvviso' leit motiv dei successi del Napoli al San Paolo e negli stadi di tutta Italia. 

La violenza scatta quando la marea di manifestanti (oltre 5 mila per gli organizzatori, tra le due e le tremila unità per le forze dell'ordine) arriva davanti a quello che dovrebbe essere il capolinea del corteo, piazzale Tecchio, a poche decine di metri dall'ingresso della Mostra d'Oltremare dove nel frattempo è arrivato il leader della Lega. Agenti in assetto anti sommossa sbarrano le vie d'accesso all'ente fieristico. E' a quel punto che giovani incappucciati o con i caschi in testa prendono in mano il corteo e parte qualche petardo, seguito da alcuni fumogeni, all'indirizzo della polizia assiepata davanti alla Mostra. Un altro cordone di forze dell'ordine è alla fine della strada, all'incrocio tra piazzale Tecchio e via Diocleziano. Dal corteo si stacca un gruppo di violenti che fa il giro della piazza e sorprende le forze dell'ordine alle spalle con il lancio di molotov e pietre. Un mezzo dei carabinieri, colpito da una bottiglia incendiaria, per un attimo prende fuoco. Seguono minuti di vera e propria guerriglia urbana davanti alla stazione dei Campi Flegrei, con le forze dell'ordine costrette a indietreggiare prima di riorganizzarsi e respingere i facinorosi con l'aiuto di idranti e lacrimogeni per oltre un chilometro. Ciò che resta del corteo deve rinculare lungo viale Giulio Cesare per poi disperdersi definitivamente a via Consalvo. In tutto gli scontri durano 45'. L'aria irrespirabile e le macerie per terra sono cio' che resta di un pomeriggio di battaglia che non serve a spegnere le polemiche, anzi, se possibile le rinfocola. "Colpa di chi non ha voluto ascoltare il messaggio di buon senso - spiega il sindaco de Magistris - che avevamo lanciato suggerendo di organizzare in un luogo che non fosse riconducibile all'Amministrazione la manifestazione di un politico che ha fatto della sua vita un atto di fede contro Napoli". Dalla Mostra Salvini non le manda a dire: "Complimenti a de Magistris. Sta tirando su una bella gioventù. Quattro delinquenti che non sono Napoli. La prossima volta la organizziamo a piazza del Plebiscito e cosi' vediamo". Per poi prendersela con i centri sociali, "conigli che hanno paura di scendere in piazza contro la camorra forse perché hanno qualche mamma o papà che con i clan ci campa".

De Luca, Salvini ha diritto parola, è libertà  - "Esprimo a nome del Pd la nostra solidarietà a Matteo Salvini.In questo momento sono in corso a Napoli scontri alimentati dai centri sociali che non lo fanno parlare, io la penso esattamente al contrario di Salvini ma lui ha diritto di parlare dove e come crede, il diritto di parola è il diritto alla libertà di tutti noi. Esprimo solidarietà anche alle forze di polizia". Lo afferma il governatore della Campania Vincenzo De Luca parlando al Lingotto.

ANSA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Villasanta: cadavere di un 50enne lungo la ferrovia Si tratta di un probabile suicidio, linea interrotta

11 Marzo 2017, 10:57am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Villasanta: cadavere di un 50enne lungo la ferrovia Si tratta di un probabile suicidio, linea interrotta

INSERITO DA MORENA MOTTA Il cadavere di un uomo di 50 anni è stato rinvenuto poco dopo le 7 di oggi, sabato, lungo i binari all'altezza di via Fratelli Bandiera, a Villasanta. Si sarebbe tolto la vita impiccandosi ad un palo lungo la linea ferroviaria.   Sul posto il 118, la Polizia ferroviaria e i carabinieri. La linea è interrotta.

IL GIORNALE DI MONZA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA A Ferrara tornano le pecore per brucare l’erba in città

11 Marzo 2017, 10:56am

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INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Torna nei prossimi giorni a Ferrara il gregge di circa seicento pecore del pastore Massimo
Freddi che, per circa un mese, pascolerà nell’intero sottomura cittadino per poi ritornare agli alpeggi estivi. Anche quest’anno, infatti, come già nella primavera del 2016,
l’Amministrazione comunale di Ferrara ha accolto positivamente la richiesta di permanenza in città avanzata dal pastore. Il gregge proveniente dall’argine del Po ha ottenuto anche
quest’anno il nulla osta dell’unità operativa attività veterinarie dell’Usl di Ferrara – finalizzato alla verifica dello stato fitosanitario – richiesto per il pascolo vagante. La transumanza del gregge come tutti gli anni è iniziata nel mese di settembre 2016 partendo dalle montagne della Val Trompia
per poi proseguire verso il lago di Garda, il fiume Mincio, la sponda veneta del Po e attraversare infine il ponte tra Ficarolo e Stellata.

di 

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