Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
Piazza Libertàsovrastata dal fumo denso, nero, a macchiare il cielo azzurro. L'aria a tratti irrespirabile: nel primo pomeriggio, inCorsoVittorio Emanuele, dove era in corso il vertice d'urgenza inPrefettura, si faceva fatica a tenere gli occhi aperti, tra irritazioni e lacrimazioni, gradualmente sempre più percepibili. A pochi metri, latorre dell'orologioaffiancata da una scia asfissiante solo a vederla: una cartolina da brividi.Con il passare dei minuti, le strade sempre più vuote dopo l'invito a evitare spostamenti non indispensabili e a tenere debitamente chiuse porte e finestre delle abitazioni.Un paesaggio spettrale, animato solo dalla presenza di qualche passante. Le"mascherine" sono spuntate come funghi con l'andare delle ore, a testimonianza delle inevitabili difficoltà respiratorie e dela presa di coscienza del pericolo: lì, minaccioso e pericoloso; a pendere come una spada diDamoclesulle teste dei cittadini delcapoluogoirpino. IlcentrodiAvellinosi presentava così a poche ore daldisastro che ha mandato in fiamme laICS, aPianodardine.
Clicca sul pulsante “play” al centro della foto in apertura, per vedere il video.
909 libri. Comprati un mercoledì pomeriggio qualunque. E portati a casa con la macchina. «Ma non è niente di speciale, lo fanno in tantissimi». Il collezionista di libri che ha condiviso sul web la foto dell'auto da cui i testi sembrano uscire anche dai finestrini è il professore universitario della Sapienza Carlo Serafini. Insegna letteratura italiana contemporanea, ma la sua passione continua anche fuori dall'ateneo. «Le case di oggi sono molto più piccole di quelle di un tempo – racconta Serafini, che a casa ha circa 9mila libri – e diventa più difficile trovare lo spazio per tenerli. Ma ci si può organizzare. Basta mettere librerie fino al soffitto, sotto ai tavoli da pranzo e più file di libri per ogni scaffale».
Quello che, per il prof., è più complicato è tenere sotto controllo il proprio archivio personale. «Il problema è saperli ordinare – continua -. Diventa complicato ricordare dov'è ogni libro. Ho recentemente ricomprato “La noia” di Moravia perché ce l'avevo a casa, ma proprio non mi ricordavo dove. Bisognerebbe archiviarli, ma è un lavoro infinito. Bisognerebbe, ogni sera, classificare elettronicamente per titolo e autore cosa c'è in uno scaffale, così ritrovarlo diventa più semplice». Nell'epoca del digitale i collezionisti di libri hanno luoghi di nicchia dove ritrovarsi. «Io frequento spesso i bookCrossing – spiega –. Sono ovunque e si trovano libri meravigliosi. Accade spesso che la gente non riconosce o non dà peso a un testo con valore. Ho trovato la prima edizione di Pinocchio, con dedica dell'autore a pochissimi euro. E poi ormai ho un giro di conoscenze. Nella generazione precedente alla mia il libro era il mezzo più diffuso di ispirazione e di cultura. Con il passare del tempo i libri che erano importantissimi nell'epoca precedente non lo sono più per le nuove generazioni, che ad esempio Pinocchio lo leggono illustrato non nella prima edizione. È pieno, quindi, di persone che buttano i libri. E lì arrivo io, che seleziono quello che, per me, vale».
E poi, diciamocelo. Prima di arrivare a buttare un libro ci sono molte altre soluzioni da vagliare. «Ho spedito molti libri di critica letteraria in Albania, dove c'è una comunità italiana che apprezza. Ne ho dati molti alle biblioteche di paese, agli istituti e li ho regalati perché no, anche a studenti. Qualche volta, poi, ho fatto degli affari. Avevo un'edizione rara di una raccolta di Morante e Pasolini il cui valore era 500 euro. Purtroppo su internet c'è anche chi non comprende, pensa che se il prezzo dietro la copertina in lire è 35 euro, basta fare la metà in euro e lo vende a quella cifra. Ma il valore è un altro. Ho aspettato che venissero venduti quelli a prezzo fuori standard e ho messo il mio». Ma poi, il mondo dei libri «è un mondo divertente, ma anche faticoso. Acquistare 909 libri in un pomeriggio coinvolge anche il fisico. Occorre pensare a come trasportarli fino a casa e studiare due o tre trucchetti per non arrivare stesi».
È facile immaginare qual è la domanda che si è sentito ripetere più volte il prof: ma tutti questi libri, li ha letti tutti? «L'ho sempre trovata una domanda scema. Come posso aver letto 9mila libri. Ho una famiglia, un lavoro, dei figli. Molti non capiscono e credono che avere tutti questi libri ma non averli letti tutti sia una cosa inutile. Ma è un fatto di collezionismo, hanno un significato, servono a vedere il mondo in maniera diversa e poi trasmettono calore. C'è un rapporto fisico con i libri, che gli ebook possono sognarsi. Alla fine, quelli che hanno significato molto per me sono pochi, e li ho trattati malissimo. Sono rovinati e sgualciti». Ma, si può trasmettere questa passione? «Un padre o un professore deve sedurre e non imporre. Non si può trasmettere una passione a tutti. Si possono gettare dei semi che possono andare su un terreno fertile, o su un sasso. Se poi qualcuno torna indietro e ti racconta di quanto è stato importante il tuo contributo vuol dire che ha funzionato».
Il Governo Russo vuole occultare dei possibili disastri, derivati dal nucleare, in Europa? Tutti i dati su una nube tossica partita dalla Russia
Per approfondire http://www.meteoweb.eu/2019/09/disastro-nucleare-chernobyl-in-europa-mar-mediterraneo/1311650/#ULGsQZHKxTuLaSlj.99
Era il1986. Il nocciolo del reattore numero 4 esplose e, tra segreti e conseguenze disastrose al limite dell’impensabile,l’Unione Sovieticadovette fare i conti con il numero di vittime che la presunzione umana aveva causato, provando ad ergersi a Dio, a sopraelevarsi fino a delle particelle che avevano il potere di causare l’estinzione di massa. Questo disastro divenne noto come “Disastro di Chernobyl“. Molti dicono che la storia è il miglior insegnamento del reale, ma, purtroppo, c’è anche un lato più oscuro, che ci racconta di come i periodi si susseguano in una catena di tempo illimitata.
Infatti, una nube radioattiva ha creato non pochi timori nella popolazione, solcando i cieli dell’Europa con una velocità devastante: i test effettuati dagli esperti, dubbiosi e timorosi, ci dicono che si tratta di un valore pari a cento volte maggiore quello registrato durante il disastro diChernobyl. Si tratterebbe, tuttavia, di un incidente avvenuto nel 2017, quando le prime concentrazioni diRutenio-106sono state individuate nell’aria. Naturalmente, il prodotto della fissione nucleare è ancora presente nell’aria che tutte le persone respirano, ogni giorno, ogni minuto, ogni secondo. Questa nube, partita dalla centrale diMajak, la cui proprietaria èla società Rosacom,è un concentrato di valori così elevati a causa dell’incendio di un satellite precipitato nelle vicinanze. Gli studiosi del mondo di maggior spicco, invece, credono che si tratti di un incidente come quello dell’86. La questione delRutenio-106è molto dibattuta: c’è chi dice che non sia particolarmente dannoso per la salute e chi, addirittura, smentisce che le quantità elevate di esso siano partite dalla centrale diMajak. Eppure, non è questione del Rutenio in sé, quanto della possibilità che siano avvenuti incidenti di qualche tipo: si tratta, infatti, di un prodotto dellafissione nucleareall’interno di un reattore e può anche essere il risultato dell’utilizzo delle radiazioni in ambito medico.
Un ennesimo incidente è avvenuto lo scorso 8 agosto presso il poligono militare diNyonoksa, sulle coste delMar Bianco. Un’esplosione di portata devastante, avvertita anche a numerosi chilometri di distanza e che ha provocato la morte di 5 scienziati. Il Governo Russo, anche questa volta, non è stato esaustivo circa le cause dell’incidentee nemmeno le dinamiche, garantendo tuttavia che non ci fosse registrato un aumento della radioattività correlato all’evento. Eppure, i dati ci mostrano qualcosa di diverso, come seil Governo Russoavesse voluto occultare una verità potenzialmente pericolosa per l’Europa stessa: di fatto, la nube radioattiva si sta espandendo velocemente e senza treguain Europa e in Asia Centrale,pur non avendo colpito nessuna zona abitata della prima se non una porzione diMar Mediterraneoa sud della Turchia.
Con il passare delle ore diventa sempre più chiara la dinamica dell’omicidio di Elisa Pomarelli. Sulla base di quanto emerso dalle indagini, la giornalista de "Il Piacenza" Emanuela Gatti ricostruisce con minuzia le ultime ore della 28enne nonché tutti gli spostamenti di Sebastiani nelle fasi successive al delitto. Facendo emerge molte incongruenze rispetto a quanto inizialmente raccontato dal 45enne ai pm. Riavvolgiamo il nastro e torniamo al 24 agosto. La sera prima di essere uccisa - racconta Il Piacenza - Elisa era andata ad una festa con le amiche. Il giorno dopo aveva appuntamento con Massimo. L'ultimo incontro con l'uomo che la ucciderà. Quella mattina Sebastiani le manda un messaggio su Whatsapp alle 8.35: "Buongiorno taty io sto arandi un po’ (sto arando, ndr), 12 12 e trenta son da te ok". “
"Così ho ucciso Elisa": il racconto di Sebastiani, la lettera all'amico e la busta misteriosa
„
Alle 9 Sebastiani va al bar Le Cocorite di Castellarquato e dice alla titolare che avrebbe voluto andare al mare con la fidanzata più giovane di lui che però non aveva voluto. Alle 9.19 l’uomo scrive ad Elisa: "Ok sei in colazione ih ih. Sono stati contenti in colazione quelli della tenuta an fatto il matrimonio ieri. Oramai sei una professionista".
L'incontro con Elisa e l'omicidio
Alle 12.25 Sebastiani arriva a Piacenza dove a Leroy Merlin compra alcune assi per costruire la casetta (mai finita e posta davanti alla sua porta di casa a Campogrande),poi recupera Elisa a casa a Borgotrebbia evanno a Ciriano (alcune telecamere li riprendono: lei ha il braccio fuori dal finestrino e porta un braccialetto che ricorre in altre foto di lei pubblicate su Facebook). Dalle 13 alle 14 pranzano, poi vanno a casa di lui dove Elisa viene uccisa. Le telecamere riprendono i due amici che entrano nel pollaio alle 14.11 e dieci minuti dopo lui esce con il cadavere di Elisa in spalla.(In basso la foto del pollaio)
La sosta al distributore di benzina
Alle 14.42 Massimo prende l’auto e va verso Cadeo (butta il telefono di lei?), poi torna a casa alle 14.42. Alle 14.46 arriva alla Total Erg di Capaneto dove fa 20 euro di benzina (ha Elisa cadavere nel baule). "Volevo andare a fare un giro su in collina da queste parti con la mia ragazza ma non è voluta venire. Sa come sono le donne..." avrebbe detto Sebastiani al titolare della stazione di servizio (in basso il video dell'uomo ripreso dalle telecamere).
Volume 0%
Alle 14.55 l’uomo passa sotto le telecamere di Sariano. Alle 15.50compare a casa dell’amico Silvio Perazzi,il padre dell’ex compagna di Sebastiani che risulta indagato per favoreggiamento. I due bevono e parlano, poi Massimo va al bar di Celleri. Prima di andare dall’amico pare aver portato Elisa nella scarpata senza seppellirla, avrebbe corso a perdifiato nel bosco, sarebbe caduto più volte fino ad arrivare al punto dove l’ha nascosta.
Le telecamere della LM Mortari catturano Massimo alle 16.42mentre esce ed entra di nuovo dal pollaio.In quell’arco di tempo chatta con l’amica con la quale poi andrà a cena.
I messaggi inviati ad Elisa dopo averla uccisa
Poco dopo Sebastiani invia due messaggi suWhatsapp ad Elisachiedendole di farsi sentire. Alle 16.48 scrive: "Tsty (sta per Taty, appellativo con il quale la chiamava e l’aveva memorizzata nella rubrica ndr) be scusa se mi sin arrabbiato ma mettiti nei miei panni dai fatti sentire". Alle 18.37 l’ultimo messaggio, questa volta audio: "Taty va beh rispondi quando riesci". Un chiaro (e goffo) tentativo di depistare le indagini. Il tabulato del traffico dati del cellulare della giovane smette definitivamente di tracciare il telefono come se fosse spento già alle ore 16.34 (quando forse Massimo lo ha gettato via nei campi?).
Alle 12.25 Sebastiani arriva a Piacenza dove a Leroy Merlin compra alcune assi per costruire la casetta (mai finita e posta davanti alla sua porta di casa a Campogrande),poi recupera Elisa a casa a Borgotrebbia evanno a Ciriano (alcune telecamere li riprendono: lei ha il braccio fuori dal finestrino e porta un braccialetto che ricorre in altre foto di lei pubblicate su Facebook). Dalle 13 alle 14 pranzano, poi vanno a casa di lui dove Elisa viene uccisa. Le telecamere riprendono i due amici che entrano nel pollaio alle 14.11 e dieci minuti dopo lui esce con il cadavere di Elisa in spalla.(In basso la foto del pollaio)
La sosta al distributore di benzina
Alle 14.42 Massimo prende l’auto e va verso Cadeo (butta il telefono di lei?), poi torna a casa alle 14.42. Alle 14.46 arriva alla Total Erg di Capaneto dove fa 20 euro di benzina (ha Elisa cadavere nel baule). "Volevo andare a fare un giro su in collina da queste parti con la mia ragazza ma non è voluta venire. Sa come sono le donne..." avrebbe detto Sebastiani al titolare della stazione di servizio (in basso il video dell'uomo ripreso dalle telecamere).
Volume 0%
Alle 14.55 l’uomo passa sotto le telecamere di Sariano. Alle 15.50compare a casa dell’amico Silvio Perazzi,il padre dell’ex compagna di Sebastiani che risulta indagato per favoreggiamento. I due bevono e parlano, poi Massimo va al bar di Celleri. Prima di andare dall’amico pare aver portato Elisa nella scarpata senza seppellirla, avrebbe corso a perdifiato nel bosco, sarebbe caduto più volte fino ad arrivare al punto dove l’ha nascosta.
Le telecamere della LM Mortari catturano Massimo alle 16.42mentre esce ed entra di nuovo dal pollaio.In quell’arco di tempo chatta con l’amica con la quale poi andrà a cena.
I messaggi inviati ad Elisa dopo averla uccisa
Poco dopo Sebastiani invia due messaggi suWhatsapp ad Elisachiedendole di farsi sentire. Alle 16.48 scrive: "Tsty (sta per Taty, appellativo con il quale la chiamava e l’aveva memorizzata nella rubrica ndr) be scusa se mi sin arrabbiato ma mettiti nei miei panni dai fatti sentire". Alle 18.37 l’ultimo messaggio, questa volta audio: "Taty va beh rispondi quando riesci". Un chiaro (e goffo) tentativo di depistare le indagini. Il tabulato del traffico dati del cellulare della giovane smette definitivamente di tracciare il telefono come se fosse spento già alle ore 16.34 (quando forse Massimo lo ha gettato via nei campi?).
Gli spostamenti di Sebastiani in auto
Alle 18.53 Massimo parla con il vicino di casa, entrambi rimangono nelle rispettive proprietà, alle 18.57chiama il cellulare Elisamentre due minuti dopo l’auto di Massimo viene catturata lungo la provinciale 6 mentre va verso Ciriano, alle 19.30 si vede mentre torna indietro, ossia verso Carpaneto.
Ed è in questi video – racconta ancora Emanuela Gatti su Il Piacenza -che l’auto presenta due dettagli che prima non c’erano.Nel primo passaggio (18.57) nella parte posteriore il paraurti posteriore presenta una riga evidente poco a destra rispetto all’asse mediano con un andamento dall’alto verso il basso, da destra a sinistra.
Nel secondo passaggio (19.30) si vedeil distacco di una parte della minigonnain plastica sotto la carrozzeria nella parte sinistra. Entrambe le modificazioni devono per forza essere avvenute dopo le 14.55 quando l’auto viene rilevata verso Gropparello.Forse la vettura si è danneggiata quando stava portando Elisa nel bosco?In questo arco temporale (18.57-19.30) Sebastiani va in pizzeria Bellaria dove vede di nuovo Perazzi, poi si incontra con l'amica per andare a cena.
La cena con l'amica
L'amica di Sebastiani sapeva di Elisa e dell’ossessione di lui. Davanti ad una pizza a Vigostano di Castellarquato Massimo non le parla della giovane, però dice di non averla vista quella domenica. La donna avrebbe detto agli inquirenti che Massimo le era sembrato tranquillo, sereno, anche se nei giorni precedenti si era confidato con leidicendole di volersi togliere la vitaperché sentiva troppo forte il peso del fallimento amoroso.
Alle 21.20 Massimo la saluta perché deve andare - così dice - a mettere le galline nel pollaio, dovevano comunque vedersi in piazza per bere qualcosa ma Massimo non torna più indietro. Alle 22.42 anche il suo cellulare cessa la propria attività.Il 45enne ricompare a mezzanotte a piedi e zaino in spalla sulla provinciale 10:lo vede una conoscente che gli sfanala per salutarlo, alle 23.47 viene ripreso da una telecamera di sorveglianza a Sariano: sta tornando da Elisa.
La fuga di Sebastiani nei boschi
A mezzanotte cammina sul ciglio della strada. Nello zaino ha delle monete, un paio di pantaloni, forse una maglietta e un paio di scarpe pulite.Raggiunge Elisa:è ancora lì dove l’ha adagiata, d’altronde chi poteva mai trovarla? La prima notte la passa in un capanno,la seconda dorme accanto al suo corpo e le tiene la mano, la terza e la quarta pare averla trascorsa in mezzo a del fango in un campo, la quinta dorme in un bosco, mentre la sesta la passerebbe a casa di Silvio Perrazzi, padre della sua ex e amico. Si sarebbe introdotto nella sua abitazione quando l’amico non lo avrebbe potuto vedere. Così almeno sostiene la difesa.
La lettera lasciata nella cassetta della posta dell'amico Perazzi
Martedì 3 settembre Sebastiani scrive una lunga lettera a Perazzi che lascia nella cassetta della posta: l'amico la trova, la legge e chiama i carabinieri che quindi stringono il cerchio attorno a quell’area: hanno capito che Massimo vaga lì intorno. Tre giorni dopo Sebastiani realizza che non c’è più nulla da fare, la prende e la seppellisce poi, il 7 settembre stremato dalla fame si presenta davanti a casa di Perazzi a Costa Cerini che gli urla di andare via e chiama i carabinieri. Poi l’arresto di entrambi.
La busta misteriosa
Questo il resoconto dettagliato dei fatti. Anche sul movente (l’ossessione nutrita da Sebastiani nei confronti della 28enne) non sembrano esserci dubbi.
Resta però da accertarel’esistenza di una fantomatica bustadi cui Sebastiani parla nella lettera che scrive a Perazzi. "Era meglio che domenica venivo da te a fare la spaghettatt… domenica dopo aver pranzato eravamo alla casetta poi lei mi fa vedere una busta mi fa me l’an (me l'hanno, ndr) data sabato sera se la custodiamo ci danno molti soldi. Abbiamo avuto una discussione lei si e offesa e andata in strada a fatto l’autostop verso zena (cena, ndr) io alla sera quando son rientrato mentre entravo in casa ho sentito dove la roba. Io non trovato le chiavi sono scappato a piedi. Sono stato nascosto di qua e di la per quello".
Le ultime parole di Elisa: "Se va in porto quella cosa..."
Di questa busta Sebastiani parla anche al gip.Secondo l’uomo quel giorno Elisa gli avrebbe detto: "Se va in porto quella cosa non c’è nemmeno più la necessità di vederci così spesso per fare questi lavoretti". Queste sarebbero state le ultime parole di Elisa. Poi l'uomo avrebbe presa per il collo e l’avrebbe strozzata dentro il pollaio che avevano costruito insieme dopo il pranzo a Ciriano quella domenica. Avrebbe visto tutto buio, ma si sarebbe solo accorto di aver staccato un asse della casupola, ha raccontato alle Novate davanti al gip.
Con "quella cosa" Sebastiani pare faccia riferimento proprio a questa misteriosa busta, sulla quale sono in corso accertamenti da parte degli inquirenti. Con "lavoretti" s’intende che i due lavoravano insieme, lei imparava da lui come arare, tagliare l’erba, ristrutturare Vespe, guidare i trattori e intanto racimolavano qualche soldo da reinvestire. Non è chiaro se la busta esista o meno, ma quelle parole "non c’è neppure la necessità di vederci così spesso" avrebbero scatenato la reazione rabbiosa dell’uomo. Stando almeno alla versione di Sebastiani. In realtà non è ancora accertato che si sia trattato di un delitto di impeto.
(BELLUNO) - Ha perso il controllo dell'auto andando aschiantarsi contro un Fiat Ducato. È morta oggi, 11 settembre, l'automobilista bellunese di 22 anni,Vanessa Masarei,che era alla guida di una Citroen C3.
L'incidente è avvenuto alle 08,50 di ieri, 10 settembre, in località Le vale di Cencenighe agordino. Sul posto i carabinieri per i rilievi e i vigili del fuoco. La giovane è stata elitrasportata all'ospedale di Treviso. Le sue condizioni erano apparse subito gravissime e alla fine Vanessa non ce l'ha fatta. La giovanissimaex parrucchieralavorava comebarista.
FONTANAFREDDA (PORDENONE) - Un operaio di 56 anni, diCodognè(Treviso), è rimasto gravemente ferito in unincidentesul lavoro che si è verificato questa mattina, in un cantiere edile diFontanafredda(Pordenone).
Secondo una ricostruzione di Carabinieri e ispettori dell'Azienda sanitaria, l'uomo - dipendente di una ditta di Conegliano - è rimastoschiacciato da un manufatto in acciaio, dal peso di circamezza tonnellata, che stava sollevando con una gru. L'oggetto, dopo essersi improvvisamente sganciato dai fermi, lo ha travolto, provocandogli lo schiacciamento e la frattura del bacino. Il ferito è stato trasferito d'urgenza in ospedale a Pordenone: non sarebbe in pericolo di vita.
Un19ennediBrindisiè morto in ospedale dopo essere stato ferito la scorsa notte alla testa da almeno tre colpi di pistola. La vittima èGiampiero Carvone, con precedenti per furto. È accaduto nel rione Perrino di Brindisi, in via Tevere, nei pressi dell'abitazione del giovane. Indaga la Squadra mobile della questura. Il giovane è stato soccorso dal 118 che lo ha portato in ospedale dove è stato sottoposto a intervento chirurgico. Ma è morto subito dopo.
La Procura di Brindisi ha disposto l'autopsia ed ha avviato un'indagine per omicidio volontario. Il 19enne è stato assassinato con tre colpi di arma da fuoco sparati alla testa. Proiettili calibro 7.65 sono stati trovati anche sulla carrozzeria e sul parabrezza di una Mercedes parcheggiata nei pressi dell'appartamento in cui Giampiero Carvone abitava con i famigliari. Anche il portone d'ingresso è stato sfiorato dai proiettili. Sono stati proprio i parenti a dare l'allarme e a chiamare i soccorsi. Il padre del ragazzo ha poi scritto un post su Facebook lanciando un appello per la donazione del sangue. Ma per il 19enne non c'è stato nulla da fare.
Unnetturbino, Francesco Battaglia, di 38 anni, di Cefalù èmortooggi pomeriggio mentre lavorava a Polizzi Generosa (Palermo), colpito da unfulmine. L'uomo, che lavorava in una ditta per la raccolta dei rifiuti nelle Madonie, si trovava sul cassone del mezzo per la raccolta dell'immondizia quando sarebbe stato colpito dal fulmine. Per l'operaio non c'è stato niente da fare.
«Secondo le prime testimonianze - dice il comandante dei vigili urbani Gioacchino Lavanco - sembra che l' operaio sia stato colpito da un fulmine. Il mezzo è stato sequestrato e il corpo dell' operaio sta per essere portato nell'obitorio del cimitero». «Siamo stati investiti da una bomba d'acqua - aggiunge il sindaco Giuseppe Lo Verde - Siamo sconvolti per quanto successo»
Un’anziana è morta mentre stava raccogliendo le uova nel pollaio, colpita dal suo gallo su una gamba. È successo in Australia: la donna compiva quel gesto abitualmente e non si aspettava l’attacco dell’animale che con il becco le ha perforato una vena varicosa. Subito ha iniziato a perdere molto sangue e per lei non c’è stato nulla da fare. Un incidente che ha colpito molto l’opinione pubblica e ha acceso i riflettori sui rischi legati alle vene varicose.“Sto cercando di far curare le vene varicose agli anziani con una semplice operazione perché sono particolarmente vulnerabili alla rottura e la colpa non è assolutamente degli animali”, ha spiegato Roger Byard, professore di medicina legale dell’Università di Adelaide, ai microfoni di The Advertiser. Esperto di morti correlate agli animali, ha spiegato: “Più volte ci sono stati casi di persone morte a causa di un eccessivo sanguinamento dovuto ad un semplice colpo nella zona interessata, non solo a causa di attacchi di animali”.
Negli ambienti della mala napoletana era considerato una sorta di protetto dal destino.Era riuscito a scampare più volte ad agguati contro di lui. Una volta la pistola del killer si inceppò. Un'altra volta, invece, a novembre 2012 si salvò ma ad essere ucciso fu un bravo ragazzo, Lino Romano, vittima innocente dei clan, assolutamente estraneo alle logiche criminali, finito sulla traiettoria dei sicari. Questa volta, no. Domenico Gargiulo, appena 30 anni ma già consolidato negli equilibri criminali a Napoli, non si è salvato. Il suo cadavere è stato trovato nel bagagliaio di un'auto parcheggiata in un'area condominiale di via Zuccarini, nel quartiere di Scampia, a Napoli.
Insomma, non lontano dal luogo dove ieri, in maniera platealee col rischio che persone innocenti venissero coinvolte, era stato ucciso Giuseppe Sorrentino, 51 anni, ammazzato alla guida della sua auto sulla iper trafficata strada provinciale 500 dell'asse perimetrale Melito-Scampia, un anello che collega tutti i comuni della zona a nord di Napoli. Sorrentino, ritenuto elemento di spicco della fazione degli 'Scissionistì di Scampia, era alla guida della sua auto quando è stata avvicinato dai sicari che hanno fatto fuoco contro di lui. Ci sono collegamenti tra i due fatti? Toccherà agli investigatori scoprirlo.
L'auto in cui è stato ritrovato il cadavere è risultata rubata.A scoprire il corpo senza vita dell'uomo sono stati gli agenti di polizia nel corso di un controllo. Gargiulo è stato ritrovato avvolto in una coperta e con il capo sanguinante coperto da un asciugamano. Sull'episodio indagano ora polizia e Direzione Distrettuale Antimafia. Sul suo corpo verrà effettuata autopsia alla Seconda facoltà di Medicina. Sulle tracce dell'uomo gli investigatori sono finiti dopo che i familiari, non vedendolo rincasare ieri sera, ne avevano denunciato la scomparsa. Un eventuale collegamento tra i due omicidi potrebbe far ipotizzare la riesplosione di una faida per il controllo degli affari illeciti nel quartiere di Scampia che più volte nel corso degli anni ha provocato decine di morti.