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primo piano e anteprima

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA È morta Carla Fracci, la regina della danza Avrebbe compiuto 85 anni il prossimo 30 agosto

27 Maggio 2021, 14:21pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA È morta Carla Fracci, la regina della danza Avrebbe compiuto 85 anni il prossimo 30 agosto

 

INSERITO DA MIKI PAPPACODA E' morta a Milano Carla Fracci. Avrebbe compiuto 85 anni il prossimo 20 agosto.  'Una figura storica e leggendaria, che ha lasciato un segno fortissimo', così la ricorda il teatro alla Scala di Milano. Il presidente della Repubblica Mattarella: 'Ha onorato il Paese con la sua eleganza e il suo impegno artistico, frutto di intenso lavoro'.
La camera ardente di Carla Fracci sarà allestita nel foyer del teatro milanese, domani dalle 10:30 alle 18. "Faremo una camera ardente alla Scala, una cosa che è stata fatta pochissime volte" ha annunciato il sovrintendente Dominique Meyer. Cosa rara "ma trattandosi di Carla Fracci..." ha aggiunto sottolineando che " è stata la ballerina più importante del teatro dell'ultimo secolo ma anche una stella importantissima nella danza internazionale". "Dobbiamo inchinarci davanti alla carriera di Carla Fracci - ha osservato - che è nata qui facendo la scuola di ballo".

La regina della danza italiana. Nata nel 1936 a Milano, costruì la parte centrale della sua carriera studiando nella scuola di ballo della Scala, di cui poi ne diventò étoile. Al teatro era rimasta (con qualche alto e basso) sempre legata, tanto che il 28 e 29 gennaio scorso aveva tenuto una masterclass con i protagonisti del balletto Giselle andata in streaming sui profili della Scala e disponibile anche su Raiplay. Del 1955 il suo debutto sul palco del Piermarini che era stato un trampolino per i teatri più famosi del mondo.

Figlia di un tramviere, cominciò a danzare a 10 anni alla scuola della Scala e ha tra i maestri Vera Volkova, diplomandosi nel 1954 e diventando, seguiti alcuni stage internazionali, prima ballerina tre anni dopo. Eppure l'inizio fu "per caso, su suggerimento di una coppia di amici dei genitori, che avevano un parente orchestrale appunto alla Scala di Milano. All'inizio non capivo il senso degli esercizi ripetuti, del sacrificio, dell'impegno totale mentale e fisico sino al dito mignolo" come raccontava, riferendosi al giorno in cui, affascinata dalla danza di Margot Fonteyn, aveva visto in una pausa il coreografo avvicinarsi e correggerle la posizione appunto del dito mignolo.

Fino agli anni '70 aveva danzato con varie compagnie straniere, dal London Festival Ballet al Royal Ballet, dallo Stuttgart Ballet al Royal Swedish Ballet, essendo dal 1967 artista ospite dell'American Ballet Theatre. Dagli anni '80 diresse il corpo di ballo del San Carlo, poi dell'Arena di Verona, infine dell'Opera di Roma, dove era rimasta sino al 2010, fedele anche alla amata attività didattica, di attenzione alle giovani leve. La sua notorietà artistica si legava principalmente alle interpretazioni di ruoli romantici come Giulietta, Swanilda, Francesca da Rimini e soprattutto Giselle, cui aveva dato una moderna impronta personale, con i capelli sciolti e un leggerissimo tutù, danzandola con compagni di gran fama, anche se era quella con Erik Bruhn a essere rimasta indimenticabile, tanto che nel 1969 ne venne realizzato un film. Al suo fianco grandi partner sono stati Rudolf Nureyev, Vladimir Vasiliev, Henning Kronstam, Mikhail Baryshnikov, Amedeo Amodio, Paolo Bortoluzzi.

Una fama sempre crescente, una grande popolarità sempre viva. Non è un caso che a lei dedicò una poesia Eugenio Montale, 'La danzatrice stanca', e ancora la fermavano per strada non più per un autografo, ma per un selfie, cui non si sottraeva, sempre presente al suo tempo, piena di vitalità e spirito.

FONTE ANSA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Funivia Mottarone, la cabina senza freni da un mese. Tre arrestati: sapevano del rischio

27 Maggio 2021, 08:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

 PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Funivia Mottarone, la cabina senza freni da un mese. Tre arrestati: sapevano del rischio

INSERITO DA ANGELA CECERE Non è stata una fatalità. Non è stato un errore umano. I forchettoni che hanno impedito alle ganasce di frenare la cabina sono stati inseriti apposta: una manomissione volontaria. Quattordici persone sono morte sotto il Mottarone per una scelta consapevole e condivisa tra più persone, fatta in nome del guadagno. Quei ferri rossi era stati messi per evitare i continui blocchi della funivia, che avrebbero fatto perdere corse proprio quando l'Italia usciva dal lockdown e i turisti tornavano a Stresa. I forchettoni erano là già dal 26 aprile, primo giorno di riapertura. Una roulette russa accettata dal gestore e dai suoi dipendenti: tanto il cavo non si spezzerà mai, pensavano. E invece è accaduto. La procura di Verbania ha agito in fretta. E in 48 ore è arrivata a una verità agghiacciante. GLI ARRESTATI. Nella serata di martedì 10 tecnici sono entrati nella caserma dei carabinieri di Stresa come persone informate dei fatti. Alle 3,57 la procuratrice capo Olimpia Bossi firma l'arresto di tre persone. «Hanno ammesso che il freno non era stato attivato volontariamente», ha detto il tenente colonnello Alberto Cicognani, comandante provinciale di Verbani. Sono stati trasferiti in carcere di Pallanza, in tre differenti celle. Sono il titolare delle Ferrovia del Mottarone Luigi Nerini, 56 anni; Enrico Perocchio, 51, biellese, direttore del servizio e dipendente della Leitner di Vipiteno, società che ha fornito le cabine e manutentore del servizio; Gabriele Tadini, capo operativo del servizio, che avrebbe messo materialmente i forchettoni e ha tirato in ballo gli altri due. Nerini è il gestore della funivia: la sua famiglia gestisce la linea da un secolo, quando ancora era una cremagliera a salire da Stresa al Mottarone. «Mi spiace per le vittime, la collaborazione con gli inquirenti è iniziata da subito» ha dichiarato domenica pomeriggio, mentre ancora i soccorsi cercavano di recuperare i cadaveri. E invece sapeva dei freni disabilitati. I FRENI. Uno dei due forchettoni è rimasto agganciato al relitto della cabina, l'altro è stato trovato ieri nel bosco, sparato lontano dall'urto. Sono i dispositivi che impediscono alle ganasce di frenare. «C'erano malfunzionamenti nella funivia - ha spiegato il comandante Cicognani - è stata chiamata la manutenzione, che non ha risolto il problema, o lo ha risolto solo in parte. Per evitare ulteriori interruzioni del servizio, hanno scelto di lasciare i forchettoni». Una pratica consolidata, a quanto pare. Inserirli è stata «una scelta deliberata e assolutamente consapevole, una scelta condivisa e non limitata a quel giorno: lo hanno ammesso. Lo hanno fatto per superare i problemi che avrebbero dovuto essere risolti con interventi più decisivi e radicali» ha detto la procuratrice Bossi. Ora si tratta di capire se altri dipendenti sapessero. A breve potrebbero esserci altri indagati. IL CAVO TRANCIATO. Ancora da chiarire se i due eventi - la rottura del cavo e il il disinserimento dei freni - siano collegati. In entrambi i casi, per gli inquirenti «la chiave è nella manutenzione».

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Mamma uccide la figlia di 4 anni, il corpo trovato nel giardino di casa sua

27 Maggio 2021, 08:30am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Mamma uccide la figlia di 4 anni, il corpo trovato nel giardino di casa sua

INSERITO DA ANGELA CECERE Uccide la figlia di 4 anni e la seppellisce nel giardino. Malikah Diane Bennett, 31 anni, è stata accusata di omicidio e arrestata dopo aver finto per mesi che la figlia fosse scomparsa, quando, in realtà, era stata lei a ucciderla. La donna aveva denunciato la scomparsa della bambina e sono subito iniziate le indagini, ma solo dopo 4 mesi si è scoperto che la piccola era nel cortile di casa sua, ormai cadavere. Il corpo di Migellic Young, è stato scoperto nel blocco 3700 di Braden Drive a Charlotte, nella Carolina del Nord. Le analisi sul corpo hanno mostrato che la piccola era vittima di ripetute violenze fisiche ma i medici non sono ancora stati in grado di capire quale sia stata la causa effettiva del decesso. La mamma da subito ha finto di essere preoccupata per la figlia, si è subito offerta di partecipare alle indagini  e di essere interrogata. Poi le indagini sono arrivate a un punto cruciale e la polizia, come ripirta Metro, ha introdotto i cani nel giardino della donna che hanno poi rilevato la presenza del corpicino. La mamma è stata arrestata e ora in attesa di processo rischia la condanna all'ergastolo. 

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Sparatoria alla riunione sindacale, 8 morti e diversi feriti: l'aggressore si è suicidato. Orrore nella Silicon Valley

27 Maggio 2021, 08:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Sparatoria alla riunione sindacale, 8 morti e diversi feriti: l'aggressore si è suicidato. Orrore nella Silicon Valley

INSERITO DA ANGELA CECERE Erano da poco passate le sette del mattino quando in uno scalo ferroviario di San Josè, in California, si è scatenato l'inferno. Dalle poche informazioni finora trapelate, un uomo ha aperto il fuoco nel corso di una riunione sindacale compiendo una strage: almeno otto le vittime, ha reso noto la polizia, e molti i feriti. Tutti dipendenti della Valley Transportation Authority (Vta), l'autorità di controllo dei trasporti pubblici della contea di Santa Clara, nel cuore della Silicon Valley. Il killer, il cui movente al momento rimane sconosciuto, si sarebbe suicidato. Si tratterebbe di un uomo sui 50 anni già identificato: all'interno della sua abitazione sarebbe stato rinvenuto un vero e proprio arsenale, con molte armi da fuoco e diverse munizioni. L'uomo era un collega delle vittime, ma dagli investigatori per ore non trapelano altri dettagli, compresa l'arma o le armi usate per la carneficina. «Si è resa necessaria un'operazione di salvataggio per far evacuare tutti dall'area interessata dai fatti», si è limitata a spiegare la polizia. Area dove, ironia della sorte, si trova anche l'ufficio dello sceriffo della contea di Santa Clara, proprio accanto allo scalo ferroviario e di fronte all'aeroporto. La regione di San Josè, capitale economica e politica della Silicon Valley con la più alta concentrazione di milionari e miliardari degli Stati Uniti, è sconvolta. La Vta, nella cui struttura è accaduta la tragedia, gestisce le tre linee ferroviarie e le 70 linee di autobus che ogni giorno trasportano l'enorme massa di pendolari che dall'area metropolitana si sposta per andare a lavorare nelle migliaia di aziende hitech della regione e in quelle dell'indotto. Molte le Big Tech che hanno mantenuto il loro quartier generale proprio nell'area di San Josè, come Cisco Systems, eBay, Hewlett Packard Enterprise, PayPal e Samsung. La città, dove il prezzo medio di un'abitazione è arrivato a superare il milione di dollari, il mercato immobiliare più costoso del paese, è però interessata da un aumento impressionante della violenza. Mentre a livello nazionale nel 2021 si sono già registrate negli Stati Uniti 230 sparatorie di massa, per definizione quelle con oltre quattro persone colpite. Quelle mortali, con almeno 4 morti, sono state 14, stando ai dati del Gun Violence Archive. Un'epidemia, come l'ha definita il presidente americano Joe Biden, che però non è ancora riuscito a imprimere una vera e propria svolta sul fronte della diffusione delle armi da fuoco in America. «Quello che è chiaro è che stiamo soffrendo una epidemia di violenza da armi da fuoco», ha detto la vice portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre, al suo debutto nel briefing con i giornalisti, commentando la sparatoria che la presidenza «sta monitorando».

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Schianto tra auto e moto in prossimità del casello, Andrea muore a 25 anni

26 Maggio 2021, 09:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Schianto tra auto e moto in prossimità del casello, Andrea muore a 25 anni

INSERITO DA ANGELA CECERE Un ragazzo di 25 anni è morto oggi dopo essere stato vittima di un incidente in prossimità del casello della A14, nel territorio comunale di Vasto. Andrea Santini, questo il nome del giovane, era in sella alla sua moto quando un'automobile gli ha tagliato la strada. Lo schianto è avvenuto questa mattina nei pressi del casello Vasto Nord dell'autostrada A14. Andrea Santini, di Casalbordino (Chieti), mentre percorreva la strada provinciale 54 si è visto tagliare la strada da una Hyundai Cona guidata da un 57enne, che stava svoltando per imboccare il casello autostradale. Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri di Ortona, l'automobile proveniva dal senso opposto e avrebbe invaso la carreggiata per svoltare verso l'autostrada. Andrea Santini, che lavorava nell'azienda agricola di famiglia ed era un grande appassionato di moto, era in sella alla sua Honda Hornet di colore blu. Trasportato all'ospedale di Pescara con l'elisoccorso, il ragazzo è morto qualche ora dopo: troppo gravi le lesioni riportate alla testa.

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COSTIERA AMALFITANA NEWS AMALFI INTERVISTA AD ANDREA CRETELLA SUL DISSESTO IDROGEOLOGICO VIDEO E FOTO

26 Maggio 2021, 08:57am

Pubblicato da Miki Pappacoda

COSTIERA AMALFITANA NEWS AMALFI INTERVISTA AD ANDREA CRETELLA SUL DISSESTO IDROGEOLOGICO VIDEO E FOTO
COSTIERA AMALFITANA NEWS AMALFI INTERVISTA AD ANDREA CRETELLA SUL DISSESTO IDROGEOLOGICO VIDEO E FOTO
COSTIERA AMALFITANA NEWS AMALFI INTERVISTA AD ANDREA CRETELLA SUL DISSESTO IDROGEOLOGICO VIDEO E FOTO
COSTIERA AMALFITANA NEWS AMALFI INTERVISTA AD ANDREA CRETELLA SUL DISSESTO IDROGEOLOGICO VIDEO E FOTO

di Michele Pappacoda e Pasquale Greco

Nella giornata di ieri, 25 maggio, Michele Pappacoda Direttore del Giornale Vettica di Amalfi online, e il giornalista Pasquale Greco, si sono recati ad Amalfi per intervistare Andrea Cretella, Presidente dell'Associazione Nazionale Mani pulite e del Tribunale dei Diritti del Malato. L’intervista si è svolta a Lone di Amalfi, nelle vicinanze del bivio per Positano e Agerola, dove è stata segnalata più volte la pericolosità del costone roccioso lungo la SS163. Già il 2 luglio 2020 l’Associazione Nazionale Mani Pulite, fece un esposto ai Carabinieri, al Sindaco di Amalfi e alla Procura della Repubblica di Salerno, dove veniva segnalata la pericolosità proprio dove si è verificata la frana del 2 febbraio 2021, che miracolosamente non ha registrato feriti o morti. Nella zona furono effettuati i lavori per la messa in sicurezza, con una spesa di oltre 1000.000 euro, come dichiarato dal Sindaco di Amalfi in un articolo. I controlli andrebbero effettuati regolarmente, visto che la Costiera Amalfitana è stata dichiarata ad alto rischio idrogeologico. Eventi drammatici simili, dopo le piogge torrenziali, si sono già verificati, come ad esempio la frana di Cetara e a Capo d'Orso. La situazione dovrebbe essere costantemente monitorata dagli Enti che hanno competenza sul territorio, ma, come nella maggioranza dei casi si aspetta la tragedia prima di correre ai ripari. Nel punto in cui ci troviamo per l’intervista, si trova una fermata della Sita e la gente ignora che sopra di loro c'è un pericolo costante. Le reti di protezioni esistenti non sarebbero più in grado di fermare eventuali frane, perché si sono allentate negli anni. Si chiede ai cittadini aiuto nelle segnalazioni, ma poi si fa poco o nulla. Si aspetta la tragedia, si aprono fascicoli giudiziari, anni di processi e alla fine niente di fatto. Andrea Cretella è una persona sempre in prima linea, che si spende con responsabilità per la comunità, nonostante i continui attacchi che gli vengono rivolti proprio per il suo senso civico

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Investito in bici da un'auto, morto il pediatra Roberto Festa: un'intera comunità in lutto

26 Maggio 2021, 08:57am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Investito in bici da un'auto, morto il pediatra Roberto Festa: un'intera comunità in lutto

INSERITO DA ANGELA CECERE Un'intera comunità piange la tragica scomparsa del suo storico pediatra. Roberto Festa aveva 69 anni, viveva a San Salvo (Chieti) ed è morto dopo essere stato investito da un'auto mentre percorreva in bici la strada statale 16. Roberto Festa era in sella alla sua bici che, per cause in corso di accertamento, si è scontrata con una Fiat Punto guidata da un concittadino 29enne. Lanciato l'allarme, sul posto è subito arrivato il 118, intervenuto anche con l'eliambulanza partita da Pescara, ma per il 60enne non c'è stato nulla da fare. Dei rilievi si stanno occupando i Carabinieri. La tragedia arriva a poche ore da un'altra drammatica morte, avvenuta a pochi chilometri di distanza, quella del giovane Andrea Santini, schiantatosi in moto nei pressi di Vasto contro un'auto. La morte del pediatra Roberto Festa ha sconvolto l'intera comunità di San Salvo, a cominciare dalla sindaca Tiziana Mignacca: «Perdiamo un punto di riferimento, a cui diverse generazioni della nostra città hanno affidato la salute dei figli. Era una persona gentile e disponibile, pronto a rincuorarci ma anche a riprendere con durezza noi mamme per le nostre ossessioni e ansie materne». Tanti concittadini hanno espresso il loro dolore per un medico che, nel corso della sua lunga carriera, si era fatto apprezzare per le doti professionali ma anche per quelle umane.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Torino, abusi sessuali su due bambini di sei e otto anni: arrestato noto professionista 50enne. Trovati 9mila video

26 Maggio 2021, 08:50am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Torino, abusi sessuali su due bambini di sei e otto anni: arrestato noto professionista 50enne. Trovati 9mila video

INSERITO DA ANGELA CECERE Operazione contro la pedopornografia: arrestato noto professionista torinese. L'uomo, autore di ripetuti abusi sessuali su due bambini e produttore di materiale di pornografia minorile, è stato arrestato dopo una complessa attività d’indagine svolta sotto copertura sul Dark Web dagli investigatori del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni - Centro Nazionale per il Contrasto della Pedopornografia Online (Cncpo), coordinata dal sostituto procuratore Eugenio Albamonte della Procura di Roma. L’operazione è stata condotta con la collaborazione del Compartimento Polizia Postale di Torino e grazie alla cooperazione internazionale di polizia con altre Agenzie investigative estere attivata da Europol. L’uomo abusava in via continuativa di due minori di 6 e 8 anni: avvalendosi delle sue capacità manipolatorie, era riuscito a carpire l’affetto e la totale fiducia dei bambini e, in soli due anni, ha filmato le violenze ai loro danni per un totale di circa 9.000 video. In virtù della fiducia in lui riposta da parenti e amici, riusciva a ottenere la disponibilità dei minori anche per diversi giorni. Tale circostanza metteva in condizione il 50enne torinese di pianificare scrupolosamente gli abusi, spingendosi sempre oltre nelle violenze perpetrate, che si sarebbero senz’altro protratte senza l’intervento della Polizia Postale e delle Comunicazioni. Gli investigatori undercover del Cncpo, anche in questa occasione, sono intervenuti 'chirurgicamente' negli ambienti pedofili mettendo a frutto l’esperienza di investigazioni atipiche nella sfera virtuale e riuscendo a smascherare abusi reali.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Funivia Stresa-Mottarone, il freno emergenza non ha funzionato

24 Maggio 2021, 09:30am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Funivia Stresa-Mottarone, il freno emergenza non ha funzionato

INSERITO DA MORENA MOTTA Oltre alla rottura del cavo, l'inchiesta della Procura di Verbania dovrà stabilire perché non abbia funzionato il freno di emergenza della cabina precipitata dalla funivia dello Stresa-Mottarone. "Sono tutte supposizioni, ma credo ci sia stato un doppio problema - dice il responsabile provinciale del Soccorso alpino, Matteo Gasparini -: la rottura del cavo e il mancato funzionamento del freno di emergenza.

Non sappiamo perché non si sia attivato, mentre nella cabina a valle ha funzionato". La mancata attivazione del freno, spiega, "ha fatto sì che la cabina, dopo la rottura del cavo, abbia preso velocità, iniziando a scendere, finendo così catapultata fuori dai cavi di sostegno". La chiamata di emergenza è stata lanciata, intorno alle 12.15, da una persona che si trovava in zona e che ha assistito alla caduta della cabina della funivia, avvenuta un centinaio di metri a valle della stazione che sorge sulla cima del Mottarone, a 1492 metri di quota. Il tecnico del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese nella Centrale Operativa del 118 piemontese, in stretto coordinamento con il personale sanitario, ha inviato sul luogo due elicotteri del Servizio Regionale di Elisoccorso dalle basi di Borgosesia e Alessandria, mentre l'elicottero 118 della base di Torino veniva inviato a Borgosesia e mantenuto in stand by. Le equipe elitrasportate sul posto hanno individuato i due superstiti e hanno proceduto con le manovre di rianimazione cardiopolmonare prima di stabilizzare i due pazienti, entrambi minorenni, e trasferirli in eliambulanza all'ospedale Regina Margherita di Torino, dove uno è poi morto. Nel frattempo sono arrivate sul posto le squadre a terra del Soccorso Alpino che hanno proceduto con il recupero delle salme, con l'estrazione di quelle ancora presenti nella cabina e le hanno consegnate alle autorità di Polizia Giudiziaria per le operazioni di riconoscimento. Sono intervenuti anche carabinieri, Soccorso Alpino della guardia di finanza, vigili del fuoco e Protezione Civile.

Intanto restano gravi le condizioni del bambino di 5 anni unico sopravvissuto all'incidente della funivia del Mottarone. Ricoverato all'ospedale infantile Regina Margherita di Torino, dopo l'intervento di ieri la prognosi resta riservata. Al momento il piccolo è intubato e sedato. In ospedale, nella tarda serata di ieri, è arrivata la zia del bambino, sorella del padre che nell'incidente è morto con la moglie e con l'altro figlio di due anni. La famiglia, di origini israeliane, viveva nel Pavese.

"Ho saputo cos'era successo dai messaggi di Whatsapp. Ho cominciato a ricevere tanti 'mi dispiace' e non capivo perché...". Così, fuori dall'ospedale infantile Regina Margherita di Torino, Aya Biran, zia del bimbo unico sopravvissuto all'incidente della funivia del Mottarone in cui, tra le 14 vittime, ci sono i genitori e il fratellino. La donna ha raggiunto Torino nella tarda serata di ieri. Medico in un carcere del Pavese, non si sbilancia sulle condizioni del nipotino che restano critiche. "Non sappiamo quale sarà la direzione, il trauma subito include un trauma cranico, bisogna vedere come evolverà la situazione", si limita a dire. Quando è arrivata a Torino, all'ospedale infantile Regina Margherita, era notte fonda. Aya Biran è la zia del bambino di cinque anni unico sopravvissuto nella tragedia della funivia di Stresa-Mottarone, dove sono morti la mamma, il padre e il fratellino di due anni del bambino. Una famiglia di origini israeliane residente nel Pavese, dove la zia è medico in un carcere. Dopo i messaggi su Whatsapp, "ho chiamato mio fratello che non mi ha risposto, così anche mia cognata - racconta la donna -. Due ore dopo abbiamo ricevuto la conferma dei carabinieri e capito che mio nipote era vivo perché il suo nome non era nell'elenco delle vittime". "Ho perso mio fratello, mia cognata, un altro nipotino - dice - e con loro sono morti anche i nonni di mia cognata, che dopo aver ricevuto il vaccino in Israele avevano deciso di venire in Italia per stare un po' con i nipoti dicendo 'cosa mai può succedere in Italia'".

FONTE ANSA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Tragedia a Stresa: precipita una cabina della funivia: muoiono 13 persone e due bambini feriti

23 Maggio 2021, 17:10pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Tragedia a Stresa: precipita una cabina della funivia: muoiono 13 persone e due bambini feriti

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Sono tredici le vittime dell’incidente che è avvenuto questa mattina lungo la linea della funivia Stresa-Alpino Mottarone, da poco rimessa in funzione, dove è caduta una cabina su cui c’erano quindici turisti. 

La fune dell’impianto ha ceduto quasi in vetta (a 100 metri prima dell’ultimo pilone) in uno dei punti più alti, dove la funivia corre più staccata da terra. Sul posto dalle 12,30 i vigili del fuoco e personale del Soccorso alpino che si sono trovati di fronte subito uno scenario apocalittico. La cabina dopo l'impatto è rotolata sbalzando fuori alcuni corpi che al momento dei primi soccorsi non erano stati visti. Cinque salme sono state recuperate nella cabina e otto nel bosco. I feriti sono due bambini che sono stati portati con l’elicottero in gravi condizioni all’ospedale Regina Margherita di Torino.  

Secondo le prime indiscrezioni ci sarebbero dei turisti tedeschi tra le vittime come ha spiegato Matteo Gasparini, responsabile del soccorso alpino della provincia di Verbania.  

 

La procura di Verbania ha disposto il sequestro della funivia del Mottarone. Lo ha reso noto il tenente colonnello Giorgio Santacroce, comandante del Nucleo operativo dei carabinieri di Verbania. «Le operazioni di recupero delle vittime sono in corso, come le attività tecniche di repertamento propedeutiche alle indagini", spiega l'ufficiale

 

Precipita funivia Stresa-Mottarone, i soccorsi nei pressi della cabina caduta

 

Un camion dei vigili fuoco si è ribaltato mentre saliva in vetta, ma non ci sono feriti. Le strade che portano in vetta sono state chiuse per permettere ai soccorsi di intervenire più celermente. In vetta si è lavorato contro il tempo in un’atmosfera surreale con il rumore delle sirene dei mezzi dei vigili del fuoco e le pale degli elicotteri. Due bambini in gravi condizioni sono stati trasportati con l’elicottero all’ospedale Regina Margherita di Torino. 

 

Crollo funivia di Stresa, l'arrivo dell'elisoccorso sul Mottarone

 

Dal Piazzale Lido, in frazione Carciano di Stresa, in riva al lago di fronte all’Isola Bella, la funivia con un tragitto della durata di 20 minuti, raggiunge quota 1491 metri. Chiusa nel 2014 per garantirne una revisione generale, il 13 agosto 2016 è stata inaugurata la riapertura della funivia: i lavori sono costati 4 milioni di euro e sono stati eseguiti dalla ditta Leitner di Vipiteno. La manutenzione straordinaria ha previsto una serie di interventi tra cui la sostituzione dei motori, dei quadri elettrici, dell'apparato elettronico, dei trasformatori.

IVAN FOSSATI-BEATRICE ARCHESSO LA STAMPA

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