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primo piano e anteprima

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Vigile del fuoco morto a Ivrea: incidente stradale con l'autopompa mentre andava a spegnare un incendio, feriti due colleghi La vittima​ si chiamava Massimo Viglierco e aveva 55 anni, era in servizio a Ivrea

20 Luglio 2023, 08:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA  Vigile del fuoco morto a Ivrea: incidente stradale con l'autopompa mentre andava a spegnare un incendio, feriti due colleghi La vittima​ si chiamava Massimo Viglierco e aveva 55 anni, era in servizio a Ivrea

INSERITO DA ANGELA CECERE Un vigile del fuoco del distaccamento di Ivrea (Torino) è morto dopo essere rimasto gravemente ferito mercoledì sera in un incidente stradale di Castellamonte, sulla provinciale 222, che ha coinvolto l'autopompa su cui viaggiava. La vittima si chiamava Massimo Viglierco e aveva 55 anni, viveva a Cuorgnè. La dinamica dell'incidente Era alla guida di un camion dei pompieri che stava viaggiando per un intervenire per un incendio in un alloggio quando è finito fuori strada tra Castellamonte e Baldissero Canavese. Feriti due colleghi, trasportati all'ospedale di Ivrea. Si è trattato, secondo gli accertamenti dei carabinieri di Castellamonte, di un incidente autonomo. Corpo dei vigili del fuoco in lutto «È purtroppo deceduto nell'ospedale San Giovanni Bosco di Torino il vigile del fuoco coordinatore Massimo Viglierco, 55 anni, in servizio nel distaccamento di Ivrea. Ha perso la vita a seguito del terribile incidente stradale avvenuto poco prima delle 19 di oggi a Castellamonte (TO), mentre alla guida dell'autopompa raggiungeva il luogo dove era stato segnalato un incendio. Feriti gli altri due colleghi che viaggiavano a bordo. Alla sua famiglia il cordoglio del Capo Dipartimento Laura Lega, del Capo del Corpo Carlo Dall'Oppio e dei colleghi vigili del fuoco di tutta Italia», si legge in una nota.

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PRIMO PIANO E ANTEPIMA Incinta di 8 mesi perde il suo bambino: è il terzo caso in pochi mesi a Lampedusa. La rabbia del marito

19 Luglio 2023, 08:17am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPIMA Incinta di 8 mesi perde il suo bambino: è il terzo caso in pochi mesi a Lampedusa. La rabbia del marito

INSERITO DA ANGELA CECERE Francesco, il marito della donna e papà della creatura che non è venuta alla luce, adesso attende di acquisire le cartelle cliniche. E non appena le avrà, denuncerà Un dramma che lascia senza parole quella di una ragazza di 30 anni di Lampedusa, che è anche consigliera comunale, incinta di 8 mesi, che ha perso il suo bambino. Una tragedia. L'ennesima che si verifica a Lampedusa dove, da gennaio, ci sono già stati tre casi analoghi. Incinta di 8 mesi, perde il bambino La trentenne ieri è stata due volte al Poliambulatorio dell'isola: nella prima occasione, alle 9 circa, è stata rassicurata dai medici. Ma dopo un'ora e mezza, la donna - che è anche consigliere comunale - ha fatto ritorno nella struttura sanitaria dove è stato accertato che i battiti cardiaci del piccolo erano lenti. Con l'elisoccorso del 118, la lampedusana ha lasciato l'isola alle ore 13, quando forse era ormai troppo tardi. È stata trasferita all'ospedale «Civico» di Palermo dove i medici hanno accertato che il piccolo era morto. La rabbia del marito Francesco, il marito della donna e papà della creatura che non è venuta alla luce, adesso attende di acquisire le cartelle cliniche. E non appena le avrà, denuncerà. «Non ci devono essere altri Giacomo, Fortunato e Alessandro che non sono riusciti a nascere - dice - . Se mia moglie fosse stata trasferita subito dopo il primo accesso al Poliambulatorio, forse mio figlio ci sarebbe ancora». «Per i soccorsi dell'elicottero del 118, il protocollo prevede che si debba attendere, nel caso in cui stiano arrivando migranti, se ci sono feriti, malati o partorienti. Non è possibile che non vi siano attrezzature adeguate, e questo vale sia per i lampedusani che per i tanti migranti che sbarcano sulla nostra isola. Lampedusa è una realtà dove, in proporzione al numero di abitanti, ci sono più concepimenti che altrove. Solo che a Lampedusa non si nasce, lo si fa ad Agrigento o a Palermo».

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Bimbo di due anni azzannato al volto da un pitbull: è gravissimo. L'aggressione dopo che la mamma ha aperto la porta di casa

19 Luglio 2023, 08:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Bimbo di due anni azzannato al volto da un pitbull: è gravissimo. L'aggressione dopo che la mamma ha aperto la porta di casa

INSERITO DA ANGELA CECERE Il cane si trovava con un conoscente della madre: quando la donna ha aperto la porta, il cane ha aggredito il piccolo Un bimbo di due anni è stato azzannato al volto da un pitbull nel primo pomeriggio nell'Imperiese. Secondo quanto ricostruito sembra che il cane si trovasse con un conoscente della madre. Quest'ultimo ha bussato alla porta di casa e quando la donna ha aperto, l'animale si sarebbe scagliato contro il bimbo piccolo. Bimbo trasferito in codice rosso Sul posto il personale sanitario e i carabinieri. Il bambino è stato trasferito in codice rosso al Gaslini di Genova. Arrivato al Pediatrico Gaslini alle 17, il piccolo è stato immediatamente sottoposto a intervento chirurgico per la «revisione di importanti lesioni al volto» ma, secondo quanto appreso da fonti interne al Pediatrico genovese, non è in pericolo di vita. È la seconda aggressione di un pitbull nel giro di pochi giorni. Venerdì scorso è stata aggredita, sempre nell'Imperiese, una donna di 34 anni che ha riportato ferite a un braccio e al torace.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Neonata trovata morta in un cassonetto per i vestiti usati

18 Luglio 2023, 06:36am

Pubblicato da Miki Pappacoda

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il corpo di una bambina appena partorita è stato trovato ieri sera all'interno di un cassonetto per la raccolta di vestiti usati all'angolo tra via Botticelli e via Cesare Saldini, in zona Città studi a Milano. Sull'episodio stanno indagando gli agenti della Squadra mobile. Sul posto anche gli operatori del 118, avvertiti da un cittadino che stava depositando dei vestiti. ANSA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Ciclista travolto e ucciso mentre scendeva dal Passo del Vivione: Damiano aveva 37 anni

17 Luglio 2023, 08:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Ciclista travolto e ucciso mentre scendeva dal Passo del Vivione: Damiano aveva 37 anni

INSERITO DA ANGELA CECERE Damiano Bianchi, appassionato di bici, faceva parte di una comitiva di corridori. E' stato portato via d'urgenza d un elisoccorso ma non c'è stato nulla da fare Amava andare in bicicletta nei momenti liberi dal lavoro, Damiano Bianchi, 37 anni, autista di autobus nel bresciano, che questa mattina stava facendo una lunga pedalata a Schilpario, nella Bergamasca, quando lungo il percorso si è schiantato contro un'auto, scrive Il Giorno. Contro un'auto Il ciclista, che faceva parte di una comitiva, intorno alle 10 del mattino stava scendendo con la propria bici dal Passo del Vivione, quando si è scontrato con una utilitaria che stava svoltando, forse per parcheggiare. Secondo le testimonianze il 37enne sarebbe morto sul colpo, ed a nulla è valso l'intervento del personale del 118 arrivato anche con l'elisoccorso da Bergamo. Era la sua passione La vittima era un grande appassionato di ciclismo, tanto che ogni settimana saliva in sella e macinava chilometri su chilometri che documentava sui suoi profili social. La strada che gli è stata fatale era molto conosciuta e l'aveva percorsa più volte, per cui si è trattato di un incidente dettato da una tragica fatalità.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Incidente in moto, coppia di giovanissimi cade sull'asfalto: grave una ragazza di 16 anni Alla guida un ragazzo 22enne che è rimasto ferito ma in condizioni non gravi

17 Luglio 2023, 07:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA  Incidente in moto, coppia di giovanissimi cade sull'asfalto: grave una ragazza di 16 anni Alla guida un ragazzo 22enne che è rimasto ferito ma in condizioni non gravi

INSERITO DA ANGELA CECERE Brutto incidente in Friuli dove un ragazzo di 22 anni e una ragazza di 16 sono rimasti feriti dopo essere caduti sull'asfalto mentre viaggiavano a bordo di una moto. La giovane è stata trasportata in volo all'ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine in condizioni serie. Nessun altro mezzo sarebbe rimasto coinvolto nell'incidente. L'incidente in Friuli Il sinistro è avvenuto lungo la viabilità in prossimità del coronamento della diga di Vajont, nel territorio di Erto Casso (Pordenone). Sul posto sono giunti i carabinieri della compagnia di Spilimbergo per i rilievi. Dopo la chiamata di aiuto giunta al Numero di emergenza Nue112, gli operatori hanno transitato la telefonata alla Struttura operativa regionale emergenza sanitaria, che ha inviato l'equipaggio di un'ambulanza proveniente da Cimolais, l'elisoccorso del Friuli Venezia Giulia e quello di Pieve di Cadore. Il 22enne è stato trasportato in volo all'ospedale di Belluno in codice giallo.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Tragedia nel salernitano: muore 27enne al nono mese di gravidanza Nulla da fare per la giovane e la bambina che portava in grembo: due comunità a lutto

13 Luglio 2023, 08:17am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Tragedia nel salernitano: muore 27enne al nono mese di gravidanza Nulla da fare per la giovane e la bambina che portava in grembo: due comunità a lutto

INSERITO DA ANGELA CECERE La donna è spirata all'ospedale Ruggi D'Aragona Sant'Arsenio. Non ce l'ha fatta la 27enne, originaria di Sassano, coinvolta in un drammatico incidente stradale nel salernitano. La giovane, al nono mese di gravidanza, è deceduta a causa delle gravi ferite riportate. Non si è salvata neppure la bambina che portava in grembo. Il sinistro è avvenuto in viale dello Sport a Sant'Arsenio. I dettagli La 27enne, per cause ancora non chiare, si è scontrata contro un furgone, illeso il conducente del mezzo. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i carabinieri per i rilievi del caso. Le condizioni della donna sono parse subito disperate. E' spirata all'ospedale Ruggi D'Aragona dove era stata elitrasportata, nonostante i tentativi dei sanitari di salvarle la vita. Sconvolta la comunità di Sant'Arsenio colpita dalla tragedia, l'ennesima sulle strade della provincia di Salerno

OTTO PAGINE

 

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Incidente in moto, morto un ragazzo: Enrico aveva 27 anni. I residenti: «Andava velocissimo, una scena terribile»

13 Luglio 2023, 08:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Incidente in moto, morto un ragazzo: Enrico aveva 27 anni. I residenti: «Andava velocissimo, una scena terribile»

INSERITO DA ANGELA CECERE Tragico schianto in moto per un ragazzo di 27 anni che è morto sul colpo. Un testimone: "Andava fortissimo, non ha visto il furgone avanti a lui" Un ragazzo di 27 anni, Enrico Allione, è morto in un tragico incidente in via Pertile a San Pietro di Stra, in provincia di Venezia, intorno alle 13.30 di oggi. Secondo le prime ricostruzioni, scrive il quotidiano Il Gazzettino, il giovane si trovava a bordo della sua moto quando ha superato un veicolo ed è andato a sbattere contro un furgone. La moto, una Suzuki 1000, avrebbe urtato la ruota posteriore destra del furgone per poi schiantarsi contro una Punto. Il centauro, che abitava non lontano dal luogo dell'incidente, è morto sul colpo.   La dinamica dell'incidente «Credo che il ragazzo non si sia accorto del furgone che era ormai quasi del tutto entrato nella stradina», ha detto un testimone, un autista che si trovava dietro all'auto colpita dalla moto al Corriere della Sera.« Andava a una velocità tale che forse anche se lo avesse visto in tempo non avrebbe fatto in tempo a frenare». «Ogni giorno sentivamo il rombo della sua moto - spiegano alcuni residenti - sfrecciava a una velocità spaventosa, speravamo sempre che non gli accadesse nulla». La scena, dicono al Corriere, è stata terribile. «Abbiamo sentito un boato e abbiamo visto il ragazzo e la moto volare al di sopra della macchina».

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Si uccide a 14 perché non vuole essere una ragazza, la mamma: «Mio figlio aveva paura del giudizio dei compagni di scuola»

11 Luglio 2023, 09:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Si uccide a 14 perché non vuole essere una ragazza, la mamma: «Mio figlio aveva paura del giudizio dei compagni di scuola»

INSERITO DA ANGELA CECERE La donna racconta in modo straziante le paure del figlio e il suo rifiuto dello sviluppo, che lo ha portato all'anoressia e alla depressione Suo figlio trans si è ucciso a 14 anni e la mamma ha deciso di raccontare la triste storia che ha portato al suicidio del giovanissimo. Uno sfogo che ha fatto il giro del mondo e che sta accendendo i riflettori su un tema ancora molto delicato come quello dell'accettazione del proprio corpo in relazione a una società ancora troppo chiusa... Si uccide a 14 anni: «Non voleva essere una ragazza» La triste storia, come riporta il Daily Mail, è quella di Noah che, in realtà all'anagrafe era Lily. Il giovane trans non si è mai riconosciuto come una ragazza e, la scorsa estate, si è fatto coraggio e ha annunciato ai genitori, con una lettera, di non voler più essere una ragazza. Poi, dopo soli sei mesi, da quella che per Noah è stata una vera e propria liberazione, il tristissimo episodio. A gennaio ha deciso di togliersi la vita e, adesso, mamma Lauren ha deciso di raccontare la devastante perdita del figlio. Il motivo del gesto estremo? Aveva paura di tornare a scuola, dopo le vacanze, e del giudizio dei suoi compagni di classe e degli amici. «Noah ha iniziato a non mangiare più per ritardare il suo sviluppo, non accettava l'arrivo della pubertà. Noah è stato ricoverato in ospedale perché non mangiava più e per ricevere un supporto psicologico legato alle questioni di genere», rivela mamma Lauren. «Ho telefonato a decine di dottori, ho cercato aiuto ovunque per il mio Noah, ma nessuno ci ha aiutati. È stato ricoverato di nuovo per anoressia, tutti erano concentrati sul curare i suoi disturbi alimentari, ma mai nessuno ha capito realmente il perché di quei disturbi e ha cercato di risolvere il vero problema», prosegue la donna in lacrime. «Ogni volta che si avvicinava il rientro a scuola dopo le vacanze, le sue preoccupazioni e l'ansia erano alle stelle. Sentiva che sarebbe stato giudicato dagli altri e la situazione degenerava all'improvviso. Poi è arrivato il momento in cui Noah non ce l'ha più fatta e ha deciso di fare quel gesto... non mi perdonerò mai il fatto di non essere riuscita ad aiutarlo».

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Donna muore legata nel letto dalla figlia: non voleva che scappasse. La telefonata ai carabinieri: «Mi madre è morta per colpa mia, venite»

11 Luglio 2023, 09:17am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Donna muore legata nel letto dalla figlia: non voleva che scappasse. La telefonata ai carabinieri: «Mi madre è morta per colpa mia, venite»

INSERITO DA ANGELA CECERE  Madre e figlia vivevano insieme in una casa isolata e in pessime condizioni igieniche Una donna di 60 anni è stata arrestata per maltrattamenti aggravati e sequestro di persona. L'arresto è stato eseguito dopo che la donna ha telefonato al 112 dicendo «Venite subito, mia madre è morta è colpa mia… è colpa mia»! È successo ieri a Stella, nel savonese. Subito dopo la telefonata i carabinieri sono andati in un'abitazione isolata. Fin da subito la situazione è apparsa difficile tanto da rendere necessario l'intervento sul posto del sostituto procuratore Giovanni Battista Ferro e di personale specializzato dei Carabinieri di Savona. La casa in pessime condizioni igieniche Gli inquirenti una volta in casa hanno trovato una situazione di evidente e grave degrado. La casa, abitata dall' anziana deceduta e dalla figlia di 60 anni, era in precarie condizioni igieniche. La madre viveva in una stanza di pochi metri quadrati Secondo quanto accertato, la figlia faceva vivere l' anziana madre in una stanza di pochi metri quadrati, ingombra di ogni genere di oggetto e il letto in cui l'anziana dormiva era in pessime condizioni igieniche. La donna, a suo dire per evitare che la madre potesse incorrere in incidenti domestici, la legava al letto con cordini e collari canini in tessuto e metallici. Infine, per evitare che la madre potesse uscire dalla stanza di notte, la donna bloccava la porta con una sbarra di ferro. La sera prima del decesso era stata legata al letto Secondo la prima ricostruzione dei fatti, l' anziana, fortemente debilitata, anche la sera prima del decesso era stata legata al letto, immobilizzandole anche le mani. Probabilmente ha tentato di alzarsi ed è morta, forse per un malore. La figlia, in preda al panico, ha tagliato la corda che la legava al letto e ha tentato inutilmente di rianimarla. Poi ha chiamato i soccorsi. I carabinieri, constatata la situazione, non potevano fare altro che dichiarare la donna in arresto per sequestro di persona e maltrattamenti in famiglia aggravati.

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