PUGLIA CALABRIA NEWS Stipendi d’oro alla Cdc di Foggia, per la Ragioneria vanno restituiti
INSERITO DA ANNA DI DOMENICO
Contestata anche la consulenza utilizzata per difendersi Nel mirino gli aumenti di segretario generale e dirigenti FOGGIA - Gli stipendi d’oro della Camera di commercio di Foggia vanno restituiti. L’ente è stato «depauperato» e le carte sotto accusa sono ora nelle mani della magistratura. Il dipartimento della Ragioneria generale dello Stato non fa alcun passo indietro rispetto ai rilievi mossi con l’ispezione ministeriale del 2010 e poi con gli addebiti dell’ottobre scorso; smonta punto per punto la difesa contenuta in una delibera che l’ente camerale di via Dante ha inviato a Roma a febbraio 2013 per rispondere ai pesanti rilievi della Procura della Corte dei conti. Una delibera, quella della Camera di commercio, «più consona — si legge — alla difesa dei destinatari che non alla tutela del patrimonio dell’ente». Sono questi alcuni passaggi della relazione di 10 pagine firmata dall’ispettore generale capo del dipartimento della Ragioneria generale dello Stato che da fine marzo è sul tavolo del presidente Eliseo Zanasi e del segretario generale, Matteo Di Mauro. La nuova relazione del ministero sulla verifica amministrativo-contabile all’ente è stata inviata anche alla Procura regionale della Corte dei Conti e al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. Non è chiaro se i vertici camerali abbiamo informato in queste settimane la giunta e il Consiglio camerale. Sicuramente, comunque, lo faranno lunedì quando è convocato il Consiglio camerale e l’argomento è all’ordine del giorno. Ad ottobre scorso la Corte dei conti notificò un provvedimento di addebito ai componenti della giunta che nel settembre del 2008 avevano approvato l’aumento dello stipendio al segretario generale, Di Mauro (da 118.387,36 a 220 mila euro di retribuzione base), a due dirigenti di area (rispettivamente da 36.735,53 a 51.735 euro e da 48.097,54 a 69.097,53 euro) e al personale non dirigente («recupero di ulteriori 506.543,44 euro»). La Camera di commercio ha poi incaricato un consulente esterno, un avvocato di Bari, per «ulteriori approfondimenti del quadro normativo ed eventuali iniziative da assumere». E ora il dipartimento contesta anche questa consulenza sostenendo che non ce n’era bisogno in quanto valutare le norme e le leggi «rientra a pieno nelle competenze e professionalità del ruolo dirigenziale del vertice di Camera di commercio»; che il costo della consulenza è stato posto a carico dell’ente camerale che la Procura «presume danneggiato». E che se proprio era indispensabile la Camera di commercio poteva «avvalersi gratuitamente» di organismi dello Stato. Il Dipartimento ribadisce che gli aumenti di stipendio non trovano alcuna giustificazione, che sono stati «violati» i vincoli e i criteri della contrattazione integrativa, che mancano gli indicatori di «efficienza, efficacia e qualità dei servizi svolti». Ad ottobre nell’inchiesta condotta dal Corriere del Mezzogiorno si evidenziò che gli stipendi della Camera di commercio di Foggia apparivano sproporzionati rispetto a quelli di manager che guidavano colossi come Aeroporti di Puglia ma anche nel confronto con le Camere di commercio di Bari, Torino, Milano
CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
11.05.2013
/image%2F1394276%2F20210111%2Fob_9cffcd_1.jpg)