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Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

news italia e dal mondo

NEWS ITALIA E DAL MONDO Alitalia, sciopero di venerdì rinviato al 6 settembre

25 Luglio 2019, 10:13am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

Alitalia, sciopero rinviato da venerdì 26 luglio a venerdì 6 settembre. L'agitazione di piloti e assistenti di volo proclamato da Anpac, Anpav e Anp è stato differito. Durerà 24 ore. Lo hanno deciso le sigle professionali dei piloti e assistenti di volo, alla luce dell'invito del Garante degli scioperi e dell'Ordinanza del Ministero dei trasporti. Ieri il Dicastero aveva già ridotto l'astensione a 4 ore, dalle 24 indette dai sindacati.

Codacons
Il rinvio al 6 settembre dello sciopero dei piloti e assistenti di volo di Alitalia è «una buona notizia per quegli utenti che il prossimo 26 luglio avrebbero dovuto partire per le vacanze» con la compagnia aerea. Lo afferma il Codacons, commentando la decisione di Anpac, Anpav e Anp che - spiega il presidente Carlo Rienzi - «conferma in modo evidente come lo sciopero dei trasporti di oggi poteva essere differito, e i disagi per gli utenti evitati». «I sindacati di piloti e assistenti di volo hanno infatti accolto le richieste del Garante e del Codacons, cosa che non hanno fatto le altre sigle sindacali che hanno incrociato oggi le braccia, aggravando la propria posizione» aggiunge. Il Codacons sottolinea come spetterà ora alla Procura di Roma, che ha ricevuto oggi l'esposto dell'associazione, valutare sul piano penale il comportamento dei sindacati «ribelli» e accertare fattispecie penalmente rilevanti.

IL MATTINO

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NEWS ITALIA E DAL MONDO La fuga dai vigili finisce sul tetto, che cede: ferito

25 Luglio 2019, 10:10am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

NEWS ITALIA E DAL MONDO La fuga dai vigili finisce sul tetto, che cede: ferito

 

di Barbara Pappacoda. Bergamo Motociclista ignora l’alt, poi abbandona il mezzo (rubato) e si lancia nel vuoto, sfonda una copertura e «atterra» in un magazzino.Era in sella a una moto rubata e con targa contraffatta e per sfuggire ai controlli dei vigili si è lanciato nel vuoto da un cavalcavia, sfondando il tetto del magazzino sottostante, nella zona industriale di Bagnatica. Nell’impatto il motociclista, 47 anni, di Gorlago, già noto alle forze dell’ordine, si è procurato un trauma cranico. È accaduto martedì 23 luglio nel tardo pomeriggio, verso le 18. L’uomo ora è ricoverato in gravi condizioni nell'ospedale di Bergamo, persona conosciuta alle forze dell'ordine , che per evitare il sequestro dell'abitacolo, denuncia penale perche targa contraffatta ha preferito lanciarsi nel vuoto ..danni irreversibili che si porterà per tutta la vita in attesa che si risvegli per raccontare in merito ai fatti..

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Titoli falsi per tornare a casa, scatta l’inchiesta sui prof di Salerno

25 Luglio 2019, 09:56am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

 di Barbara Pappacoda Titoli di precedenza dichiarati per avere un trasferimento assicurato a casa, magari dalle regioni più lontane come la Toscana o la Lombardia. L’Ufficio scolastico avvia controlli mirati su alcuni casi “sospetti” di dichiarazioni di titoli di riserva e precedenza presentati da docenti salernitani richiedenti trasferimento o avvicinamento annuale a Salerno. Il sospetto è che alcuni insegnanti abbiano presentato nella domanda di trasferimento alcuni titoli di riserva non esistenti, oppure non aggiornati e decaduti. 
 


È il nuovo filone di indagine sui furbetti della scuola che piomba in piena estate, alla vigilia delle operazioni di immissione in ruolo. Ma i fatti fanno riferimento alla tornata annuale della mobilità che ha visto centinaia di docenti salernitani ritornare in provincia di Salerno da fuori regione o che si sono trasferiti dalla provincia di Salerno a quella di Napoli. L’inchiesta - a quanto si apprende - sarebbe alle battute iniziali. Nel mirino sarebbero finiti almeno sette casi sospetti. Ma gli accertamenti proseguono. «Si stanno facendo i dovuti riscontri documentali con verifiche incrociate tramite Inps», conferma un funzionario dell’amministrazione scolastica. 

Sembra che nei giorni scorsi alcuni docenti abbiano presentato istanze di accesso agli atti ma anche esposti per sospetti su presunti titoli di riserva inesistenti dichiarati da alcuni docenti. Chi ha denunciato il fatto è stato danneggiato, quindi non ha ottenuto il trasferimento da fuori provincia o fuori regione. Da qui la segnalazione all’Ufficio scolastico che adesso vuole vederci chiaro. Chi ha paventato dubbi e sospetti sui colleghi è stato scavalcato in graduatoria per la mobilità. L’ipotesi dell’amministrazione scolastica, che ha aperto una indagine, fa riferimento alla dichiarazione di titoli di riserva di alcuni docenti in base alla legge 104 del 1992 sull’assistenza a familiare disabile o per patologie invalidanti personali. L’Ufficio scolastico di Salerno collabora con quelli di altre province come Torino, Milano e Roma, ma anche Firenze, dove i docenti sospettati erano in servizio. Nel mirino degli accertamenti anche i titoli di precedenze come quella del ricongiungimento a figlio minore.

Fonte Il mattino

 

 

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NEWS ITALIA E DAL MONDO “Mi sento male”, crolla mentre è a cena con genitori e amici: morta a 16 anni

24 Luglio 2019, 18:16pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

“Mi sento male”, crolla mentre è a cena con genitori e amici: morta a 16 anni

inserito da Barbara Pappacoda La corsa contro il tempo per soccorrere una sedicenne che aveva avuto un malore in un locale e tutte le procedure d’emergenza tentate dai soccorritori non sono bastate per salvarle la vita. È morta così, venerdì sera, mentre veniva trasportata in ospedale, la piccola Giada, sedici anni appena, stroncata da un arresto cardiaco. Mancava poco alle 23 quando la giovane si è accasciata perdendo i sensi. Era ad una festa, insieme alla sua famiglia. Spensierata, una serata in pizzeria all’aria aperta, a pochi chilometri da Taranto, sulla litoranea salentina, in località Saturo. Si divertiva con la mamma, il papà, il fratellino più piccolo in quel locale dove alla cena si poteva alternare qualche ballo all’aria aperta. Non si poteva di certo immaginare che quel malore che sembrava passeggero, magari dovuto alla stanchezza, era invece un infarto che ha stroncato la sua giovanissima vita. Il cuore di Giada si è fermato. L’allarme alla centrale operativa del 118 è arrivato alle 23 e, dopo pochi minuti, sul posto è arrivata la prima ambulanza con due soccorritori a bordo che hanno iniziato le manovre rianimatorie. Nel frattempo, da Taranto, è partito un altro mezzo con medico a bordo che ha supportato l’équipe precedente. Le concitate e drammatiche fasi dei soccorsi sono avvenute sotto lo sguardo perso e incredulo dei familiari e degli amici della ragazza. Un trattamento con il defibrillatore avrebbe permesso al cuore di ripartire. È stato quello il momento in cui si è accesa la speranza tra i soccorritori e gli amici. La sedicenne è stata così caricata in ambulanza che è partita con codice rosso diretta all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto. Nel tragitto è successo l’irreparabile. Il cuore affaticato si è nuovamente fermato facendo ripartire le manovre rianimatoria che questa volta non hanno dato i risultati che tutti speravano. Il massaggio cardiaco è durato a lungo, più del solito considerata la giovane età della vittima ma poi tutti si sono dovuti arrendere di fronte all’ineluttabilità della morte. Come tutte le morti giovani anche quella della sedicenne tarantina è dura da accettare, impossibile per i parenti che hanno dovuto arrendersi alla morte della loro piccola. Non è stata aperta un’inchiesta, né disposta l’autopsia perché purtroppo si è trattato di una morte naturale, per quanto possa essere inappropriato un aggettivo simile accostato alla morte di una ragazza così giovane, poco più che bambina. Grande la commozione per la perdita della piccola Giada in città. La comunità tarantina è scossa dall’accaduto ed è vicina alla famiglia, al papà e alla mamma della piccola, al fratellino minore di Giada. Il suo sorriso resta impresso nelle tante foto che attraverso i social testimoniano il dolore lancinante di chi conosceva e amava questa ragazza. Oggi l’ultimo saluto alla piccola e l’abbraccio alla famiglia potrà essere tributato nel rito funebre. La cerimonia si svolgerà alle ore 17 nella chiesa dello Spirito Santo, nel quartiere periferico di Taranto 2.

FONTE https://www.howtodofor.com/mi-sento-male-crolla-mentre-e-a-cena-con-genitori-e-amici-morta-a-16-anni/

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Sindaco Tropea,no fiori freschi cimitero

24 Luglio 2019, 14:09pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

NEWS ITALIA E DAL MONDO Sindaco Tropea,no fiori freschi cimitero

TROPEA (VV) - Il sindaco di Tropea, Giovanni Macrì, ha emesso un'ordinanza con la quale vieta di portare fiori freschi per le tombe del cimitero cittadino. Macrì afferma che il divieto si rende necessario "in quanto, durante i mesi estivi, con l'innalzarsi delle temperature, occorre porre in essere provvedimenti per la prevenzione di fenomeni di inquinamento, nocivi per la salute dei cittadini. La presenza di fiori freschi nel cimitero comunale rappresenta una potenziale causa di inquinamento per la rapida decomposizione determinata dal caldo intenso".
Il sindaco Macrì ha anche disposto il divieto di utilizzare l'acqua per i portafiori nel cimitero.
Entrambi i divieti, secondo quanto é stabilito nell'ordinanza, resteranno in vigore fino al prossimo 30 settembre. Per i trasgressori è prevista una sanzione da 25 a 500 euro.
Nei giorni scorsi lo stesso sindaco Macrì aveva vietato di girare in costume da bagno o a torso nudo nel centro storico cittadino "per rispetto del decoro".

FONTE ANSA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Ladri "disperati", rubano una borsetta e un panino al prosciutto „Ladri "disperati", rubano una borsetta e un panino al prosciutto“

24 Luglio 2019, 10:36am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

Ladri "disperati", rubano una borsetta e un panino al prosciutto
„“
Ladri "disperati", rubano una borsetta e un panino al prosciutto

 


 di Barbara Pappacoda  Un furto da "disperati" quello messo a segno nella mattinata di venerdì a Riccione che ha visto i carabinieri del Radiomobile arrestare due malviventi entrambi residenti a Modena. Intorno alle 12, secondo quanto ricostruito, nel parcheggio del Conad City di via Catullo le vittime avevano parcheggiato il loro furgoncino per poi allontanarsi e, al loro ritorno, fare l'amara sorpresa. Qualcuno aveva forzato la portiera e, dopo aver rovistato nell'abitacolo, aveva rubato la borsa di una ragazza e un panino al prosciutto.

Sul posto è intervenuta una pattuglia del Radiomobile e, mentre i militari dell'Arma stavano ascoltando i proprietari del mezzo svaligiato, alcuni passanti hanno dato l'allarme indicando ai carabinieri due individui che, poco prima, stavano girando intorno al mezzo con fare sospetto. 

Ladri "disperati", rubano una borsetta e un panino al prosciutto
Ad essere fermati sono stati due italiani di 36 e 46 anni, entrambi già noti alle forze dell'ordine e residenti a Modena. Perquisiti, nelle loro tasche sono spuntati gli oggetti personali della ragazza custoditi nella borsa, tra cui 45 euro in contanti e un cellulare, oltre al panino al prosciutto che sono stati restituiti ai legittimi proprietari. I ladri, invece, sono stati ammenttati e portati in caserma dove si trovano in stato di fermo per furto aggravato e saranno processati per direttissima.

 

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Auto precipita sui binari e viene travolta da un treno merci: morta coppia di anziani, ferito il macchinista

21 Luglio 2019, 10:46am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

DI MICHELE PAPPACODA Tragedia a Castelveccana, nel varesotto: un'auto con due persone a bordo è stata travolta da un treno merci e i due passeggeri sono entrambi morti. Le vittime sarebbero due anziani coniugi, un uomo e una donna, di circa 80 anni. La vettura, per cause ancora da accertare, è precipitata su via Europa da una strada sovrastante ed è stata travolta dal treno che stava sopraggiungendo proprio in quel momento: sul posto diversi mezzi dei vigili del fuoco e i soccorritori del 118 con due ambulanze, un'eliambulanza e un'automedica.L’incidente è avvenuto poco dopo le gallerie di Laveno Bombello intorno alle 19: l’auto avrebbe sbandato su una strada che costeggia dei binari ferroviari, la SP69, precipitandovi sopra dopo una caduta di circa sei metri proprio mentre passava il convoglio. Proprio in quel momento, il treno merci stava percorrendo quel tratto di ferrovia in velocità e il macchinista non avrebbe fatto in tempo a frenare. Ferito il macchinista del treno, mentre gli operatori del 118 hanno soccorso altre persone che hanno avuto un malore: in sette sono ricorsi alle cure dei sanitari. La circolazione ferroviaria è stata bloccata, con conseguenti disagi sulla linea. Trenord ha attivato un servizio di autobus sostitutivi tra Laveno e Luino. I vigili del fuoco di Varese stanno intervenendo con tre automezzi, un'autopompa, un mezzo polivalente e un'autogru. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco che hanno messo in sicurezza l'area, sono intervenuti il 118 e i carabinieri della compagnia di Luino. La linea ferroviaria è chiusa al traffico e si registrano forti disagi per il traffico delle automobili.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO - Come andammo sulla Luna 50 anni fa: dietro Apollo 11 anni di studi e sacrifici

20 Luglio 2019, 10:10am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

NEWS ITALIA E DAL MONDO - Come andammo sulla Luna 50 anni fa: dietro Apollo 11 anni di studi e sacrifici

inserito da Leone Buongiorno 


di Juanne Pili
Il 21 luglio di 50 anni fa due uomini camminarono per la prima volta nella Storia su un altro Mondo

Quel piccolo passo sulla regolite che copre la superficie lunare, che Neil Armstrong ha definito «un balzo gigante per l’umanità» sembra ormai lontano secoli. Invece da quel 21 luglio 1969 sono passati appena 50 anni.

Dopo di lui Buzz Aldrin, soprannominato Dottor rendezvous, per la sua conoscenza approfondita della tecnica che permetteva di raggiungere nello Spazio due veicoli lanciati separatamente.

Una tecnica fondamentale messa a punto dalla Nasa, senza la quale Michael Collins, rimasto ad attenderli sull’orbita lunare, non avrebbe potuto riportare i suoi compagni a casa.

La corsa allo Spazio
Sono questi tre colleghi, amici e persino vicini di casa durante il periodo delle missioni Apollo, i primi a piantare una bandiera americana sulla Luna.

Sì, perché tutti gli astronauti del progetto vennero fatti trasferire assieme alle famiglie in abitazioni vicine tra loro, vivendo insieme le glorie ma anche le tragedie che questo genere di avventure comporta.

Ma nel badge che simboleggia la missione Apollo 11 non compaiono i loro nomi, per sottolineare l’importanza dello sforzo compiuto da tecnici, scienziati e altri astronauti prima di loro, senza i quali avrebbero potuto fare ben poco.


Quando nel 1957 l’Unione sovietica lanciò nello spazio il primo satellite artificiale Sputnik 1 per gli americani fu un trauma. Solo tre anni dopo Jurij Gagarin sarà il primo uomo a viaggiare in orbita attorno alla Terra.

La superiorità sovietica nello Spazio aveva delle implicazioni terribili in piena Guerra fredda: degli oggetti inviati da una potenza nemica passavano indisturbati sopra gli Stati Uniti. Bisognava fare qualcosa. Fu così che il primo ottobre 1958 fu creata su richiesta del presidente Dwight Eisenhower l’Agenzia spaziale americana (Nasa).

Con l’aiuto di Wernher von Braun (uno dei tanti scienziati nazisti che si spartirono Stati Uniti  e Unione Sovietica dopo la Seconda guerra mondiale), si tentò di compensare la distanza tecnologica rispetto ai rivali, con i lanci dei primi satelliti Vanguard ed Explorer, mentre da tutta la nazione vennero selezionati piloti e ingegneri collaudatori per sperimentare i velivoli X-15: tra questi c’era anche Neil Armstrong e altri futuri astronauti.

Così dalla tecnologia nazista dei razzi V2, concepiti da von Braun e altri colleghi per bombardare a distanza le città nemiche – soprattutto Londra – si arrivò alle basi fondamentali per i voli spaziali. 

Con l’aereo ipersonico a propulsione X-15 Nasa e Usaf (Aeronautica militare americana) cominciarono a raggiungere i confini tra cielo e Spazio, sperimentando gli effetti sui piloti e addestrandoli per farli diventare i primi astronauti della Nasa e delle missioni che porteranno alcuni di loro sulla Luna, nel giro di appena 10 anni.


Finché si cercava di eguagliare i sovietici era praticamente impossibile raggiungerli. L’Agenzia spaziale malgrado i progressi acquisiti coi primi lanci delle missioni Mercury (dal 1958 al 1963) continuava a mangiare la polvere.

Bisognava spostare l’asticella della sfida fino a un punto in cui anche i sovietici avrebbero dovuto trovarsi al punto di partenza. Fu così che nel 1962 il presidente J. F. Kennedy pronunciò un discorso che spiazzò tutti, compresi i dirigenti della Nasa.


Kennedy si convinse che entro dieci anni dal momento in cui pronunciava il suo discorso, gli americani avrebbero portato un equipaggio sulla Luna, riportandolo sulla Terra sano e salvo. E da quel momento gli americani avrebbero fatto altre cose straordinarie, «non perché sono facili ma perché sono difficili».

Fino a quel discorso la Nasa era riuscita con le missioni Mercury a totalizzare qualche decina di minuti nello Spazio, ora il presidente sosteneva che avrebbero mandato astronauti sulla Luna entro la fine degli anni ’60.

Fu così che venne data una grossa spinta al progetto Gemini (dal 1961 al 1966), con cui vennero sperimentate permanenze più lunghe in orbita e diverse manovre che saranno fondamentali per le missioni Apollo. Contemporaneamente si cominciava a studiare la costruzione dei primi razzi Saturn V.

Saturn V: il razzo delle missioni Apollo
Il Saturn V è stato il razzo più potente mai costruito, concepito appositamente per il programma Apollo. Alto 111 metri e pesante 2,8 milioni di chilogrammi, venne costruito presso il Marshall Space Flight Center della Nasa nei suoi tre stadi principali.

In principio von Braun aveva concepito un razzo ancora più grande, compreso il modulo di allunaggio, mentre prevalse alla fine l’idea di dividere il mezzo in razzi intermedi.

Il primo stadio era costituito da cinque motori in grado di consumare fino a 13 tonnellate di cherosene e ossigeno liquido al secondo, avrebbe dato la spinta iniziale verso i confini dell’atmosfera fino a 70 chilometri di quota. A quel punto finito il carburante, veniva espulso e si accendevano i motori del secondo stadio.


Il terzo stadio trasportava il modulo lunare (Lem), quello di servizio che avrebbe riportato gli astronauti a casa e quello di comando: una capsula che sarebbe stata anche l’unico piccolissimo pezzo del Saturn V a far ritorno sulla Terra. In questo modo si poteva progressivamente accelerare riducendo man mano il peso, ottimizzando il carburante, costituito da combustibili liquidi che dovevano essere tenuti a bassissime temperature. 

Il Saturn V rischiò di far sospendere l’intero programma fin dalla prima missione, che di fatto non avvenne mai: quella dell’ Apollo 1. Durante un test nel modulo di comando gli astronauti Grissom, White e Chaffee morirono carbonizzati in pochi secondi a seguito di un incendio che divampò a causa di una scintilla, velocemente, visto che per farli respirare veniva immesso nell’abitacolo ossigeno puro. Un errore che non venne più commesso.

Il Saturn V venne lanciato per la prima volta completo di tutti i suoi stadi nel novembre 1967, con la missione non umana Apollo 4 (appena due anni prima di Apollo 11). Con l’ultimo test non umano dell’Apollo 6 venne studiato un altro problema che avrebbe potuto compromettere le missioni umane, uccidendo gli equipaggi: il cosiddetto “Effetto pogo”.

A causa di sbalzi nell’erogazione del propellente ai motori, poteva generarsi una oscillazione eccessiva del razzo. L’Effetto pogo venne poi risolto applicando degli appositi ammortizzatori meccanici. Per il resto nelle giunture tra uno stadio e l’altro erano presenti vari sensori e giroscopi in grado di tenere stabile il Saturn V, attraverso piccole correzioni di rotta.

Nell’ottobre 1968 con Apollo 7 ricominciano le missioni umane. L’equipaggio era formato da Eisele, Schirra e Cunningham. Sperimenteranno in orbita terrestre le operazioni di rendezvous e docking del Lem, ovvero il suo aggancio al modulo di comando.

Nel dicembre dello stesso anno avvenne un’altra tappa fondamentale: la missione Apollo 8 infatti è stata il primo viaggio nello Spazio profondo da parte di un equipaggio, raggiungendo la Luna. 

Gli astronauti a bordo Borman, Lovell e Anders non poterono scendere sulla superficie, ma scattarono una foto destinata a diventare storica: quella della Terra che sorge oltre l’orizzonte lunare.


Le ragioni di tutte queste tappe intermedie, nonostante la fretta di superare i sovietici, stava anche nel fatto che dopo la tragedia di Apollo 1 si doveva testare ogni tappa del viaggio, raccogliendo più informazioni possibili su altri eventuali imprevisti.

Per questo le missioni intermedie Apollo 9 e 10 dovettero limitarsi a testare il Lem, rispettivamente in volo nell’orbita terrestre e in quella lunare. In quest’ultimo caso venne ridotto il combustibile agli astronauti, prevenendo che all’ultimo momento decidessero di disobbedire agli ordini tentando l’allunaggio.

Il Saturn V raggiunse nuovamente la Luna nelle sei missioni successive, da Apollo 11 al 17. Fatta eccezione per Apollo 13 che ebbe un incidente durante il viaggio, tutte vennero condotte con successo.

Nessuna fu uguale all’altra, ogni volta vennero apportate modifiche e aggiunti elementi, come l’introduzione del rover, con cui gli astronauti poterono ampliare le loro esplorazioni. Dopo Apollo 17 il programma venne sospeso per mancanza di badget, nonostante fossero previste altre tre missioni.

Gli ultimi Saturn V vennero impiegati per il lancio della prima Stazione spaziale americana Skylab (1973) e nella missione congiunta coi sovietici Apollo-Soyuz (1975).


Il viaggio di andata
Il 16 luglio 1969 Armstrong, Aldrin e Collins partirono col Saturn V dalla rampa 39A del Kennedy Space Center, dando il via alla missione Apollo 11. Dopo essersi separata dai primi due stadi la missione entra in orbita.

Nelle prime ore del 17 luglio il modulo di comando e quello di servizio – che servirà per compiere il resto del viaggio – ruotano in modo da poter agganciare ed estrarre il Lem, che si trova alla base del terzo stadio. Tutto è pronto per dare una nuova spinta dei motori verso la Luna.

Il 20 luglio Apollo 11 entra nell’orbita lunare. In quattro giorni venne coperta la distanza di 393.417 chilometri. A questo punto Armstrong e Aldrin si trasferiscono nel modulo lunare, mentre Collins resterà ad attenderli in orbita.


Sono le 19:44 in Italia quando il Lem comincia la sua discesa verso la superficie lunare. Per diversi momenti dalla Terra si teme il peggio. Armstrong che pilota il mezzo vede passare sotto di lui punti geografici in largo anticipo rispetto al previsto, indice del fatto che si stanno muovendo troppo velocemente.

A un certo punto dal display del computer di bordo compaiono dei codici di errore che fortunatamente vengono decodificati in pochi secondi dal controllo missione: si trattava di un sovraccarico di dati: fu sufficiente riavviarlo per non avere più problemi.

Il tempo stringe e il carburante sta per finire. Armstrong vede sotto di sé fino all’ultimo un terreno aspro non adatto all’allunaggio, finché finalmente trova un punto ideale. Sotto le gambe del Lem ci sono dei cavi che quando entrano a contatto con la superficie danno il segnale per spegnere i motori.

Per questo motivo a un certo punto Aldrin comunica al Controllo missione «luci di contatto», ma i motori non vengono ancora spenti, cosa che si temeva avrebbe potuto causare una esplosione. Per fortuna tutto andò per il meglio.


OPEN/Vincenzo Monaco/Apollo 11: il viaggio verso la Luna 
1. Lancio dalla rampa 39A
2. Separazione del primo stadio
3. Separazione del secondo stadio
4. Il terzo stadio entra in orbita
5. Il modulo di comando ruota di 180° per effettuare il docking col Lem
6. Separazione del Lem
7. Allunaggio
Il viaggio di ritorno
Armstrong battezza il sito dell’allunaggio «Base della tranquillità». In Italia sono le 22:17, i giornalisti Tito Stagno e Ruggero Orlando polemizzano sul momento esatto in cui il Lem «ha toccato».

Dopo essersi riposati per sei ore, gli astronauti sono pronti a uscire dal Lem nelle prime ore del 21 luglio. Il primo come noto sarà Armstrong in qualità di comandante della missione, pronunciando, quando tocca per la prima volta il suolo, la storica frase:

«Un piccolo passo per un uomo, un balzo gigante per l’umanità».

Forse non tutti sanno che le immagini più iconiche del “primo uomo sulla Luna” non sono di Armstrong ma del secondo a mettervi piede, Aldrin. Di Armstrong abbiamo solo una foto di spalle.

Dopo aver piantato la bandiera americana e raccolto alcuni campioni gli astronauti tornano a bordo del Lem, dove devono fare i conti con la regolite che aderisce per elettrostatica alle tute. Si teme soprattutto che un brusco contatto con l’ossigeno la renda infiammabile.


Così Armstrong e Aldrin fanno entrare l’ossigeno nel loro abitacolo con molta prudenza, constatando che non vi fosse pericolo. Purtroppo però li attendeva ancora una brutta sorpresa. La levetta che doveva innescare la reazione che avrebbe spinto la parte superiore del Lem nello Spazio si era rotta.

Aldrin porta ancora con se nei convegni la penna che salvò la vita a lui e al suo collega. Con essa infatti riuscirono ad azionare il meccanismo per avviare la propulsione del Lem, che si separò dalla base. In realtà ogni procedura della missione aveva più di un “piano B”.

Nel caso non avesse funzionato il comando, Armstrong avrebbe ricevuto istruzioni per attivarlo scendendo dal Lem e maneggiando da fuori alcuni sistemi. Ma non sapremo mai se quel piano di riserva avrebbe funzionato.

Tornati in orbita attorno alla Luna gli astronauti si riagganciarono al modulo di comando dove li attendeva Collins. Questa manovra non avveniva per la prima volta, fu affinata – come abbiamo già visto – durante le missioni Apollo 7, 9 e 10, solo quella precedente però venne sperimentata in orbita lunare.


OPEN/Vincenzo Monaco/Apollo 11: Il ritorno verso la Terra
1. Allunaggio nella «Base della tranquillità»
2. L’ultima parte del Lem si separa dalla base
3. Docking tra quel che resta del Lem e il modulo di comando
4. Armostrong e Aldrin si riuniscono a Collins. Il Lem viene sganciato
5. Si riaccendono i motori e si parte verso la Terra
6. Vengono effettuate alcune correzioni di rotta
7. Il modulo di comando si separa da quello di servizio
8. L’atmosfera frena la caduta della capsula
9. Si aprono i paracadute
10. Ammaraggio nell’Oceano Pacifico
 

fonte Open 

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Allerta terrorismo a Roma, ricercato un siriano. Intercettato: «Domani sarò in paradiso»

20 Luglio 2019, 06:57am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

Terrorismo a Roma, ricercato un siriano. Al telefono: «Domani andrò in paradiso»

Una telefonata intercettata. L’uomo dice al cellulare: «Domani sarò in Paradiso». È allerta a Roma per un siriano che, parlando al telefono, avrebbe lasciato intendere di essere pronto a immolarsi per la causa. La comunicazione definita urgentissima è del 19 luglio. Si cerca “un soggetto pericoloso”, di origine siriana, con un’età che si aggira sui trent’anni.


 





La nota è corredata di nome e foto, la persona è stata individuata anche attraverso i profili che ha sui social network. Le indicazioni della questura di Romaagli uomini del reparto volanti sono di prestare massima attenzione in caso l’uomo venga rintracciato e di avvertire immediatamente la digos.

di Cristiana Mangani  IL MATTINO

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NEWS ITALIA E DAL MONDO: MILANO, 28ENNE TROVATO MORTO NELLA NOTTE NELLA PISCINA COMUNALE DI VIA SANT'ABBONDIO

19 Luglio 2019, 15:29pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

NEWS ITALIA E DAL MONDO: MILANO, 28ENNE TROVATO MORTO NELLA NOTTE NELLA PISCINA COMUNALE DI VIA SANT'ABBONDIO

inserito da Alessia Chianese Un ragazzo milanese di 28 anni, Marco Scarcella, è stato trovato morto nella notte tra giovedì e venerdì in una piscina pubblica di Milano. L'allarme è stato dato verso le 3.20 con una chiamata al 112. Al telefono una giovane donna, molto agitata, che poi è risultata essere la fidanzata. Quando i soccorritori sono arrivati sul posto, la vasca esterna dell'impianto della Milanosport di via Sant'Abbondio, alla periferia sud della città, zona via dei Missaglia, hanno trovato soltanto il corpo di Marco, nell'acqua, con addosso un paio di slip, nessuna traccia di violenza.

La polizia ha rintracciato la ragazza che ha fatto la chiamata anonima durante la notte. A quanto raccontato da un amico e coetaneo di Marco, la giovane coppia aveva scavalcato la recinzione, come non di rado accade: diverse volte i residenti dei palazzi vicini hanno segnalato schiamazzi notturni provenienti dall'area della piscina scoperta. Per accedervi i ragazzi di solito scavalcano la cancellata, dopo essersi arrampicati sul muretto di recinzione. Non è difficile, dato che nelle vicinanze ci sono una centrale elettrica in disuso e un edificio occupato dal Collettivo Zam, del quale comunque la vittima non faceva parte.

"Sono un suo caro amico. Ieri sera lo avevo sentito e mi fa "guarda che sto uscendo con la ragazza, ci sentiamo dopo". Non l'ho più sentito. Stamattina mi ha chiamato la mamma e mi ha pregato: "informati, informati". Poi ho letto i giornali...", ha raccontato il coetaneo. "Non era rientrato a casa da ieri sera, Qua venivamo solo di giorno", continua il ragazzo, parlando del luogo del ritrovamento del cadavere. "Da quanto so io ieri sera era con la sua ragazza. Erano usciti fuori a mangiare, e dopo erano andati a bere qualcosa. Ed erano andati loro due" in piscina. Secondo l'amico è possibile che i due avessero deciso di "farsi un bagno romantico di notte". In mattinata la piscina è rimasta chiusa per i rilievi della polizia. Sul caso indaga la squadra mobile, guidata da Lorenzo Bucossi. Sul corpo è stata disposta l'autopsia.

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