Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
inserito da Alessia Chianese Scossa diterremotoalle 15 e 18 chiaramente avvertita aRieti. L'Istituto azionale di geofisica e vulcanologia stima al momento la suaintensità in 3.5in un'area della provincia a nord della città. L'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia stima la sua intensità in 3.5 conepicentroaCittarealee profondità di 12 chilometri. Tra i comuni più vicini all'epicentro anche Accumolie Cascia. Il sisma è stato anticipato da un boato, udito chiaramente nell'area vicino all'epicentro. La scossa è stata avvertita chiaramente anche adAmatricee in centri più lontani come Teramo. Immediata replica alle 15.20, scossa di magnitudo 2.4 nella stessa area.Non si registrano al momento danni a persone o cose.
inserito da Alessia Chianese «Non ci sono parole per descrivere il sentimento. So solo che è la cosa più ingiusta che una mamma possa provare, so che devo essere forte perché ho altri due bambini e lo farò». Così ai microfoni del Tg dell'emittente privata sarda VideolinaErika Mulas, la madre del bambino di 7 anni,Davide Agus, morto ieri sera in un incidente stradale aNurri, in provincia diCagliari, mentre era in macchina con il nonno. Il bambino, invece di sedere sul seggiolino posteriore per i bambini, era seduto sul sedile anteriore enon indossava le cinture di sicurezza. Per questo motivo dopo l'urto è stato sbalzato violentemente contro il parabrezza.
La donna, 38 anni, tecnico di Radiologia all'ospedale di Lanusei, dove vive la famiglia Agus, ricorda il suo bimbo e la passione per la campagna: ieri sera stava rientrando con il nonno nella casa di Nurri, dove il piccolo stava trascorrendo un periodo di vacanza, dopo che insieme avevano raccolto i fichi d'india.
«Lui voleva fare l'agricoltore, il mestiere di mio padre - racconta la mamma - la sua passione erano gli animali, la natura. Adorava il nonno e il nonno adorava lui, la cosa peggiore è che sia morto proprio con mio padre. Io penso, però, che il bambino fosse felice di morire col nonno e io ho detto a mio padre di non farsi una colpa di quello che è successo, perché lui colpe non ne ha».
«Davide sarà sempre il nostro angelo - prosegue la donna - Quando gli chiedevo: 'ma tu l'amore di chi sei Davide? Lui mi diceva: 'Di tutti mamma, di tuttì. Si faceva voler bene e sono contenta di aver avuto un bambino così».
È largo 290 metri e lungo 650 l'asteroide che 'sfiorerà' il nostro Pianeta il 14 settembre 2019. '2000 QW7', questo il nome del corpo celeste, si avvicinerà alla Terra a una distanza minima di 5.3 milioni di chilometri, viaggiando a una velocità di 23.100 chilometri orari. La distanza, anche se può sembrare enorme, in realtà non lo è: si tratta di 0,03564 unità astronomiche (un'unità astronomica è la distanza media della Terra dal Sole e corrisponde a circa 150 milioni di chilometri). Un divario per cui l'asteroide è considerato un NEO (Near Earth Object, un oggetto del sistema Solare che passa vicino alla Terra). Ma 2000 QW7 è classificato anche come "oggetto potenzialmente pericoloso" perché misura più di 150 metri di diametro e si avvicina alla Terra a meno di 0,5 unità astronomiche. Ciononostante non c'è pericolo che ci cada addosso.
Non è la prima volta che '2000 QW7' ci è passato accanto: nel 2000 si era avvicinato a una distanza più o meno simile a quella prevista per il 14 settembre. Il prossimo passaggio è previsto per il 19 ottobre 2038, ma sarà più lontano. Attualmente di questa classe di oggetti quello che desta più 'preoccupazione' è 99942 Apophis, che ha un diametro di oltre 300 metri e nel 2029 ci passerà davvero vicino, ad appena 37.000 chilometri, un decimo della distanza tra la Terra e la Luna.
Scontro tra un pulmino che trasportava disabili e un'auto, cinque donne ferite. È accaduto stamani in località Ponte alla Chiassa nel comune di Arezzo. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco, le ambulanze del 118 e la polizia locale per i rilievi. I feriti sono tutte donne disabili che venivano trasportate per varie necessità. Una 48enne è stata portata in codice rosso all'ospedale fiorentino di Careggi per un forte trauma cranico commotivo. Le altre in codice giallo all'ospedale Dan Donato di Arezzo. Sul posto anche l'elisoccorso Pegaso.
inserito da Alessia Chianese Forse per risparmiare qualche euro, imarinai di uno yacht di 75 metri ormeggiato alla fonda a Portofino, hanno scaricato di nascosto la spazzatura di bordo su una banchina del porto della vicina Santa Margherita Ligure ma sono stati scoperti e multati.
Pensavano difarla franca scaricando al mattino i sacchi neri della spazzaturada un barchino tender in piazzale Cagni e allontanandosi verso lo yacht ormeggiato a Portofino ha spiegato oggi il Comune di Santa Margherita in una nota, ma grazie alla segnalazione di un cittadino che ha assistito alla scena e grazie alle telecamere di sorveglianza gli agenti della Polizia Locale con la Capitaneria di Porto e i vigili di Portofino, li hanno individuati e sanzionati con una multa di 200 euro.
I due marinai, in servizio sullo yacht di un armatore straniero, hanno subito saldato la multa. L'equipaggio di questo yacht si era già reso protagonista di un fatto analogo qualche tempo addietro sulla banchina di Portofino spiegano i vigili urbani.
inserito da Alessia Chianese Il procuratore della Repubblica di Lodi, Domenico Chiaro, ha appena annunciato che aprirà un'inchiesta conoscitiva sul decesso di Andrea Zamperoni, il 33enne chef lodigiano trovato morto a New York avvolto in una coperta in un ostello del Queen's vicino a casa sua. «Si tratta - come spiega Chiaro - di un atto dovuto. Attendiamo poi anche di capire quale è stato l'esatto motivo della morte. Il fascicolo verrà aperto oggi».
«È comprensibile che i genitori vogliano assolutamente sapere come siano andati esattamente i fatti».Lo ha spiegato il sindaco di Casalpusterlengo (Lodi), Elia Delmiglio, dopo aver incontrato i genitori di Andrea Zamperoni, lo chef trovato morto a New York. Il primo cittadino ha anche deciso che proclamerà il lutto cittadino nella giornata in cui si terranno i funerali del giovane. Il sindaco è da poco andato a fare visita alla famiglia, impietrita dal dolore, nella frazione di Zorlesco, e uscendo dalla villetta di famiglia ha spiegato che «l'amministrazione comunale ha portato tutta la propria vicinanza interpretando anche la volontà dei cittadini. Per noi è un grande dolore».
«Per me mio nipote si è trovato al posto sbagliato nel momento sbagliato».Così si è espresso Renato Dosi, zio di Andrea Zamperoni, lo chef di Cipriani Dolci trovato morto in un ostello a New York. Un amico del giovane, poi, ha raccontato: «L'ho visto l'ultima volta quando è tornato in Italia. Lo diceva che era un pò stanco del lavoro, ma lui non ha mai fatto pesare queste cose».
inserito da Alessia Chianese Le strade deserte, le curve che si insinuano su per il fianco delle colline. Poi, d’improvviso, le macerie. Chi oggi percorre la Salaria e decide di inerpicarsi verso l’interno, versoArquata del Tronto, non potrà fare a meno di incontrare questo spettacolo prima o poi. E così appaiono le Sae, soluzioni abitative di emergenza, ora residenze per centinaia di persone che tre anni fa hanno perso la loro casa. Per chi non conosce questo territorio i vari borghi Sae, piccole periferie sparse intorno alle macerie dei paesi che furono, sembrano deserti silenziosi. Finché un gatto rosso non attraversa la strada di corsa, a testimonianza che vita c’è. E così ci si rende conto che i vari borghi sono ancora vivi. Scoraggiati, forse, ma vivi.
La popolazione in questi luoghi si è dimezzata. In molti sarebbero voluti rimanere, altri non hanno potuto invece fare altro: «Tanti sono andati via perché non avevano altro modo, e la costruzione delle casette di emergenza ha avuto tempi abbastanza lunghi» raccontaFederica Angelucci, la cui famiglia ha un ristorante aTrisungo, frazione diArquata del Tronto. Anche la clientela del ristorante è cambiata: «Durante l’emergenza venivano in molti a mangiare qui, poi subito dopo sono cominciate ad arrivare le persone che passavano per dare una mano, magari per spendere dei soldi qui dopo il sisma. Ora la clientela sta tornando ad essere meno che prima del sisma». In una delle sale del locale, è esposta una mappa dell’Italia, con tutte le targhette delle compagnie dei Vigili del Fuoco che hanno prestato servizio in zona. «Era cominciato per gioco con i pompieri di Bologna, e poi abbiamo continuato», racconta la27ennesecondo cui, a tre anni dal sisma la situazione rimane ancora complicata. «Se prima eravamo già messi in disparte perché non eravamo di Amatrice, adesso sembra come ci stessero tutti mettendo nel dimenticatoio». E ad oggi, nonostante la determinazione nel voler far ripartire un intero territorio, c’è solo un concetto: «Quello che viene, viene».
La rassegnazione. C’è stato il tempo del dolore, della paura, della rabbia, della voglia di darsi da fare. Perfino il periodo del timore è passato sulle teste e sulle vite delle popolazioni colpite dalterremoto del centro Italia. Ora, a tre anni di distanza, una nuova sensazione passa su molti di coloro che hanno cercato di non abbandonare le loro città e i loro paesi. Unarassegnazioneche forse è anche più evidente sui volti di quegli stessi terremotati che oggi si sentono terremotati di serie B:Arquata del Tronto, Pescara del Tronto e tutte le loro diverse frazioni, abbandonate e quasi messe nel dimenticatoio dall’Italia. Amatrice è la città-simbolo del sisma del 2016, anche per i suoi 239 morti, ma altre città marchigiane hanno subito più danni rispetto ai vicini laziali. E per questo in molti si sentono su un piano inferiore rispetto ai vicini. «Le luci ora si riaccenderanno per poche ore. Poi torneremo nel buio per un altro anno». Don Nazzareno Gasperi, ilparroco di Arquata, non usa mezzi termini per rappresentare vividamente la situazione che i suoi parrocchiani vivono. «Quando sono arrivato qui, nel 2017, sentivo la disperazione della popolazione di Arquata: il dolore per la perdita di persone care, che si sente ancora di più nelle piccole comunità come la nostra, unita allo choc di aver perso la propria casa ha distrutto le vite e gli animi della zona», racconta. Secondo Don Nazzareno dall’anno scorso poco è cambiato: «Tutto si era fermato e tutto è ancora fermo: qui dobbiamo ancora togliere le macerie. Quando ho sollecitato, mi hanno risposto “Adesso lo faremo, che fretta c’è?”». E la conferma della percezione: «Noi non ci sentiamo terremotati di serie B, noi lo siamo: pensi che l’anno scorso è venuto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte solo all’ultimo momento, e in teoria si sarebbe dovuto fermare solo ad Accumoli e ad Amatrice». Secondo il parroco di Arquata del Tronto, proprio la cittadina laziale è riuscita ad avere un maggiore impatto mediatico e per questo «Quando si parla del sisma del centro Italia si parla del terremoto di Amatrice, e per questo loro sono più avanti di noi» nel riprendere la vita quotidiana: «Le macerie le debbono levare anche lì, e la ricostruzione è ferma così come è qui da noi, ma almeno loro hanno il polo commerciale e dei ristoranti, che attraggono un sacco di gente».
Per quanto riguarda il futuro, per tutti regna l’incertezza.Don Nazzarenofa fatica a capire come sarà il domani diArquata: «Sicuramente ci sarà un futuro, ma ancora non si sa come saranno ricostruiti questi borghi. Io immagino una comunità compatta e allargata, pur sapendo consapevolmente che le cose qui non torneranno mai com’erano prima. Alcuni poi non torneranno più: chi ha figli in età scolare che magari si sono trasferiti ad Ascoli o sulla riviera difficilmente torneranno qui». Le necessità principali? «La casa. La tua casa: le Sae non saranno mai una vera casa. Qui c’erano tutte case grandi, con orti, aie e spazi verdi. Ci mancano i nostri spazi», sospiraDon Nazzareno. Anche la concezione del futuro stesso in queste zone è cambiata: «Avendo vissuto un evento come questo- racconta Federica -sai che tutto può finire in un momento. Devi cercare di vivere al meglio la giornata, sperando che la gente torni qui».
E mentre le diverse frazioni vengono smembrate nei vari villaggi Sae, cercando di ricostruire una parvenza di vita normale accanto alla via Salaria, il segno del sisma rimane anche nei cuori e negli occhi di chi ha vissuto una vita in queste zone: «Pretare e tutte quelle zone vicino Arquata- racconta una signora anziana ad Acquasanta Terme -erano i luoghi di villeggiatura estivi. Io sono cresciuta lì, ma dopo il terremoto non sono più tornata. Troppo dolore».
Settembre si avvicina e ilcaldo africanoa breve sarà solo un ricordo: il tempo sul nostro Paese sta infatti cambiando gradualmente, e diventeranno sempre pù frequenti temporali, tuoni, fulmini e grandinate già dal weekend. Aria più fresca dall'atlantico comincia a minare la stagione estiva che nella prossima settimana entrerà in crisi.LE PREVISIONI METEO
Il team del sitoilMeteo.it avvisa che sebbene i valori di pressione saranno elevati sul Bel Paese, la presenza di una goccia fredda in quota sulle regioni centrali nella giornata di sabato 24 agosto condizionerà il tempo su tutta Italia. Al mattino si potranno verificare temporali localmente forti con grandine in Pianura Padana (soprattutto sull'area centro-orientale) e nelle ore più calde violenti episodi d'instabilità su Alpi, Appennini, Toscana, Umbria, Sardegna e rilievi siciliani. Le temperature si manterranno di qualche grado al di sopra della media del periodo e sulla maggior parte del territorio senza afa.
La giornata didomenica 25sarà quasi fotocopia della precedente, a parte l'assenza dei temporali sulla Pianura Padana. Nelle ore pomeridiane grandinate e raffiche di vento improvvise sono attese su tutti gli Appennini, in Toscana, in Sardegna e sulle zone interne della Sicilia. Il team del sitoilMeteo.it avverte inoltre che dalla prossima settimana l'estate sarà in declino. Continueranno ad essere presenti numerosi temporali su tutti i rilievi e localmente sulle zone di pianura, le temperature scenderanno gradualmente fino a rientrare nella media del periodo; l'atmosfera insomma si preparerà ad accogliere l'arrivo dell'autunno meteorologico che comincerà sabato 1 settembre.
Era tra le mura di casa - ancora una volta - l'orco che sarebbe responsabile di una tremenda storia di violenza ai danni di un minore: una bambina di soli due anni e mezzo sarebbe stata violentata dal padre, un 46enne, che per guadagnarci anche dei soldi postava poi sul dark web i video degli atti sessuali, ad uso delle chat per pedofili. L'uomo si è tradito da solo: pensava che con i video visti nei pc e negli smartphone dell'Australia - paese dove faceva più 'affarì - sarebbe rimasto al sicuro.
Invece l'ha incastrato proprio la polizia australiana, che scandagliando il peggio di internet è incappata in quei filmati, ha notato alcuni frame in cui il violentatore mostrava il volto, parlava in italiano, si lasciava scappare l'immagine della targa di un'auto. Così l'ha segnalato ai colleghi italiani. Si sono messi in moto la Polizia postale, la Procura della Repubblica di Venezia, la squadra mobile, che nei giorni scorsi ha notificato al 46enne, residente in un paese del trevigiano, l'ordinanza di custodia in carcere, firmata dal gip Massimo Vicinanza su richiesta dei pm Giorgio Gava e Roberto Terzo. L'uomo, in prigione a Treviso, è accusato di violenza sessuale aggravata e commercio di materiale pedopornografico. È il padre biologico della bambina. Viveva da solo con lei, dopo che la madre aveva lasciato l'abitazione. L'indagine ha preso avvio alcuni mesi fa. Gli abusi e le violenze documentati nei video risalirebbero invece a 3-4 anni fa. La vittima adesso ha sei anni. L'uomo utilizzava una telecamera amatoriale per riprendere le violenze, poi metteva i filmati in vendita nelle chat frequentate dai pedopornografi. In Australia la polizia era già impegnata in una vasta indagine sulla pedofilia su internet, quando, fra centinaia di video con minorenni, si è soffermata su uno dei più turpi: c'era una bambina di neppure tre anni, ed un adulto, che parlava in italiano, mostrava ad un certo punto il suo voltoIl resto, incrociando i dati della targa e l'accento veneto, l'ha fatto la Polizia italiana. L'uomo è in carcere a Treviso. La bambina, per la quale ora si dovrà valutare l'affido a parenti o, con più probabilità, ad una comunità protetta, deve ancora essere sentita dagli inquirenti. «È una notizia disgustosa: non scrivete padre, è un verme, un infame, non una bestia, le bestie non fanno queste cose», ha twittato il leader della Lega Matteo Salvini. Duri i commenti anche da chi si occupa per motivi professionali di violenza sui bambini, come la criminologa Antonella Cortese, vicepresidente dell'Accademia italiana scienze di polizia investigativa e scientifica«Niente più di umano c'è in chi va a caccia sul web di pedofilia e pedopornografia online, niente più di umano per chi violenta donne e bambine», afferma Cortese, lanciando un avvertimento: «la prima regola è non condividere (e non far condividere) foto dei propri figli sui social media o controllare sempre il livello di privacy dei contenuti multimediali». IL MESSAGGERO
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Ilbambino di 10 annisoccorso in unapiscina comunale a Villafranca Lunigianaè morto all'ospedale pediatrico Opa diMassa(Massa Carrara) dove era ricoverato in prognosi riservata. Il bimbo ieri aveva avuto unmalore mentre era nella vasca della piscinae le sue condizioni erano apparse subito gravi. Stasera il decesso in ospedale. La procedura di accertamento di morte cerebrale era iniziata nel pomeriggio. È il terzo bambino morto in Toscana dal 17 luglio per incidenti in piscina.
Abitava coi genitori a Licciana Nardi (Massa Carrara), centro della Lunigiana a pochi chilometri dalla piscina comunale di Villafranca, teatro della tragedia, il bambino di dieci anni morto oggi all'Opa di Massa dopo il malore accusato ieri nellavasca olimpica.Irreversibili i danni cerebralicausati probabilmente dal troppo tempo che il ragazzino ha trascorso sott'acqua prima diessere issato a bordo vasca dai coetaneie quindi dal personale della piscina comunale di Villafranca, complesso che richiama centinaia di persone e gestito da una società.
Oggi alle 15 è stata attivata la Commissione accertamento morte cerebrale (Cam), che è terminata alle 22. Intanto per domani alle 17, alla chiesa di Bicchio a Viareggio (Lucca), si svolgeranno i funerali di Tommaso, il bambino di due anni e mezzo morto sabato scorso sempre all'ospedale pediatrico apuano di Massa: vi era stato ricoverato l'1 agosto, in condizioni gravissime, dopo essere stato soccorso, a Torre del Lago, nella piscina del giardino dell'abitazione di famiglia, dove era caduto sfuggendo per un brevissimo lasso di tempo al controllo dei genitori. La famiglia del piccolo ha dato il consenso alla donazione degli organi, andati a tre bambini, e ha chiesto non fiori ma donazioni per la Fondazione Monasterio dell'Opa di Massa. Gli stabilimenti balneari della Versilia sono stati invitati a tenere le bandiere a mezz'asta si aoggi che domani. Sempre all'Opa, il 17 luglio, era deceduta Sofia, una dodicenne di Parma, soccorsa quattro giorni prima in una piscina idromassaggio in uno stabilimento balneare di Marina di Pietrasanta.