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news italia e dal mondo

NEWS ITALIA E DAL MONDO Come funziona Immuni e come si scarica l’app per tracciare i contagi da Coronavirus

6 Ottobre 2020, 18:35pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

inserito da Primula Galantucci “Immuni” è la nuova applicazione non obbligatoria di contact tracing per il Coronavirus in Italia. L’app, che funziona tramite Bluetooth è stata progettata da Bending Spoons ed è disponibile per il download dal primo giugno su iOS e Android. Finora l’applicazione è stata scaricata da 7.036.898 persone e ha inviato 5.870 notifiche. Dal 17 ottobre inizierà a dialogare con le sue omologhe europee.

Immuni è l'app di contact tracing per i contagi da Coronavirus in Italia. Progettata gratuitamente da Bending Spoons e scelta dalla ministra dell’Innovazione Paola Pisano insieme al ministro della Salute Roberto Speranza, l'app Immuni servirà per il tracciamento dei casi di Covid-19 nel nostro Paese ed è disponibile per il download gratuito per iOS, Android e telefoni Huawei e Honor che utilizzano il sistema operativo di Google. Lanciata il 15 giugno scorso, ha fatto registrare 500mila download nel primo giorno e due milioni in una settimana, ma ci ha messo vari mesi per crescere. Per incentivare il download dell'app, negli ultimi giorni è stata lanciata una vera e propria mobilitazione del mondo dei media e delle istituzioni a scaricare l'app, che terminerà l'11 ottobre, visto l'aumento dei contagi che si sta registrando dalla fine dell'estate. Al 5 ottobre, sono così diventati quasi 7 i milioni di download in Italia. "Scarica l'App Immuni. Aiutateci a tenere bassa la pressione sugli ospedali. Aiutateci a garantire le cure anche ai malati non Covid-19". è l'appello del sindacato nazionale dei medici ospedalieri Anaao-Assomed. Dal 17 ottobre, inoltre, Immuni inizierà a dialogare con le sue omologhe europee. Uno strumento in più per tracciare i positivi in un momento in cui il virus corre anche negli altri Paesi.

Si ricordi che la app è disponibile in tutta Italia dopo una fase di test avviata in quattro regioni italiane lo scorso 8 giugno: Abruzzo, Liguria, Puglia e Marche. "Gli italiani sono ancora scettici sull'uso di Immuni", aveva affermato lo scorso 22 giugno Giovanni Galgano, managing director di Public Affair Advsors, committente di un sondaggio realizzato da EMG in relazione alla disponibilità da parte dei cittadini a scaricare l'applicazione sul proprio smartphone. Non si può dire che l'app Immuni sia stata un flop, considerate le percentuali di download di applicazioni analoghe in altri Paesi del mondo; è tuttavia che un'applicazione di contact tracing sia tanto più efficace quanto più installata da un numero elevato di utenti. Lo strumento dell'app è comunque poco utile, in sè e per sè, senza una campagna capillare di test del tampone. Vediamo come funziona l'app Immuni e come scaricarla e utilizzarla in modo corretto.

SOMMARIO
1
In quanti hanno scaricato l'app Immuni
2
Come e dove scaricare l'app Immuni
3
Come funziona Immuni: istruzioni per l'uso
4
Cosa sono le notifiche di esposizione e come funzionano
5
A cosa serve l'app Immuni
6
La tutela della privacy e il modello decentralizzato
7
Immuni non è un'app obbligatoria
8
Il codice sorgente di Immuni
9
La software house Bending Spoons e gli altri finalisti
10
App Immuni, le schermate per capire come funzionerà
In quanti hanno scaricato l'app Immuni

Stando alle ultime rilevazioni effettuate, al 4 ottobre, secondo i dati del ministero della Salute riportati dal sito ufficiale dell'applicazione, gli utenti che hanno scaricato il sistema per il tracciamento dei contagi da Coronavirus, sono 7.036.898, circa 350mila in più rispetto all'ultima rilevazione del primo ottobre quando erano quasi 6.700.00. Finora l'applicazione ha inviato 5.870 notifiche e al momento 357 utenti positivi hanno caricato i codici permettendo di avvisare le persone entrate in contatto con loro.

Come e dove scaricare l'app Immuni
Al momento è possibile scaricare l'app Immuni sui due principali sistemi operativi mobile, iOS e Android. L'app è infatti disponibile sui due store online di Apple e Google, il Play Store e l'App Store, da cui è possibile scaricare l'applicazione Immuni. Sarà rilasciata anche su App Gallery, lo store di Huawei, ma successivamente. Nel frattempo i telefoni Huawei e Honor usciti prima del 2019 (prima del Mate 30 Pro) possono già scaricare l'app direttamente dal Play Store: grazie all'aggiornamento dei Play Services Immuni è regolarmente funzionante. Scaricarla è semplicissimo: vi basterà aprire lo store digitale sul vostro smartphone (Play Store se avete un telefono Android o App Store se siete su iPhone) e cercare nella barra di ricerca "Immuni". Una volta individuata l'app, non dovrete fare altro che aprirla e seguire le istruzioni per la configurazione.

Come funziona Immuni: istruzioni per l'uso
La app Immuni si può scaricare liberamente, nessuno è obbligato ad installarla, ma il download è solo su base volontaria. È composta da due parti. La prima è un sistema di tracciamento dei contatti che sfrutta la tecnologia Bluetooth Low Energy, una versione a basso consumo del  normale Bluetooth attraverso cui rilevare la vicinanza tra due smartphone nell'ordine di un metro. In questo modo, la app conserva sul dispositivo di ciascun cittadino una lista di codici identificativi anonimi di tutti gli altri dispositivi ai quali è stata vicino entro un certo periodo. Nel caso in cui si venga sottoposti a test per Coronavirus, con un codice il cittadino può caricare su un server in cloud le stringhe alfanumeriche inviate dalla sua app agli altri smartphone. Il server a sua volta invia a tutte le app in circolazione queste stringhe e sono i singoli smartphone a calcolare per ogni identificativo il rischio di esposizione all'infezione sulla base di parametri come la vicinanza fisica e il tempo, generando una lista degli utenti più a rischio ai quali è possibile inviare una notifica sullo smartphone. Il server, quindi, non ha mai conoscenza degli incontri intercorsi tra gli utenti. Ma la app presenta anche, ed è questa la seconda funzione che arriverà in seguito, una sorta di diario, nel quale a ciascun utente verranno chieste alcune informazioni rilevanti riguardanti anche la propria salute e che dovrebbe essere aggiornato tutti i giorni con eventuali sintomi.

Cosa sono le notifiche di esposizione e come funzionano
Immuni si basa sul sistema di notifiche di esposizione messi in piedi da uno sforzo congiunto tra Apple e Google, i due principali sviluppatori dei sistemi operativi per smartphone attualmente in circolazione. Il sistema, attivo sugli ultimi iPhone e telefoni Android, consentirà di notificare gli utenti di eventuali contatti ravvicinati con un caso positivo di coronavirus. Di fatto rappresenta la spina dorsale del sistema di Immuni, in grado di gestire sia lo scambio di codici alfanumerici tra dispositivi che l'invio delle notifiche. Il sistema si basa su un modello decentralizzato, quindi basato sull'analisi dei codici direttamente sugli smartphone e non in un server remoto.

A cosa serve l'app Immuni
L'app Immuni serve per andare a tracciare i contagi da Coronavirus Covid-19 in Italia. Oltre alla sezione dedicata al controllo vero e proprio degli spostamenti, all'interno dell'app ci sarà una parte dedicata a una sorta di cartella clinica virtuale degli individui. Quest'ultimo elemento, però, non è inizialmente disponibile ma sarà rilasciato successivamente. Per effettuare il tracciamento, l'app Immuni si serve del Bluetooth Low Energy e non del GPS, in ottemperanza alle linee guida europee e con il fine di tutelare maggiormente la privacy degli individui.

La tutela della privacy e il modello decentralizzato
In seguito ad alcuni dubbi sulla compatibilità dell'app Immuni con la tutela della privacy degli utenti, il sistema mediante cui Immuni funziona è stato modificato e allineato a quelle che sono le linee guida di Apple e Google. Rispetto al modello Pepp-Pt viene infatti utilizzato il modello DP-3T, acronimo di "Decentralised Privacy-Preserving Proximity Tracing". Si parla dunque di uno schema maggiormente decentralizzato, rispetto al modello precedentemente identificato.

Ma cosa vuol dire, in pratica, questo cambiamento? In modo semplificato, potremmo dire che mentre prima le informazioni sugli utenti venivano conservate su un server esterno, adesso queste ultime saranno agglomerate solo ed esclusivamente sui dispositivi mobili degli individui. Questo vuol dire che i server non sono in grado di identificare gli utenti, ma che sono soltanto gli utenti stessi a essere identificati mediante notifica push. Sono infatti gli smartphone dei singoli utenti a inviare, ricevere e immagazzinare le chiavi anonime – sono stringhe alfanumeriche – delle persone incontrate per strada, mentre il server riceverà solamente le stringhe inviate dal telefono di un paziente positivo quando questo indica la sua positività. A quel punto il server le rigira a tutte le app in circolazione: se viene trovato un “match” dall’applicazione (un processo che quindi avviene sullo smartphone), il sistema dovrebbe fornire istruzioni in base alla tipologia di contatto (la durata, la distanza, etc).

La decisione di adottare un modello decentralizzato rispetto al modello centralizzato scelto in precedenza non è data solo da motivazioni afferenti alla tutela della privacy, ma anche alla necessità di garantire la funzionalità dell'applicazione anche in background: Google e Apple potranno fornire delle API ad hoc al fine di garantire il corretto funzionamento dell'app anche quando essa non è attiva, con l'obiettivo di rendere efficiente il tracciamento ed evitare casi di falsi positivi o negativi.


Immuni non è un'app obbligatoria
L'app Immuni non è obbligatoria, ma volontaria: lo hanno confermato sia il commissario straordinario Domenico Arcuri che il presidente del consiglio Giuseppe Conte durante il suo intervento al Senato. Arcuri ha dichiarato che scaricare l'app non sarà obbligatorio ma consigliato, mentre il premier Conte ha escluso la possibilità di limitare gli spostamenti per coloro che decideranno di non effettuare il download.

Il codice sorgente di Immuni
Pochi giorni prima del lancio ufficiale, su Github è stata pubblicata la prima parte del codice sorgente di Immuni. Non si parla ancora della versione completa, ma il Governo sta aggiornando la lista di documenti ogni giorno e probabilmente continuerà a farlo fino al rilascio definitivo. Attualmente online è stato pubblicato il codice frontend, cioè quello che caratterizza l'esperienza degli utenti. Il backend, ovvero l'infrastruttura di server che riceve e custodisce i dati inviati dai singoli utenti per poi trasformarli in informazioni utili per la comunità, non è ancora stato pubblicato. Ovviamente si parla della parte più importante, perché legata strettamente alla privacy.

La software house Bending Spoons e gli altri finalisti
Immuni ha superato la concorrenza dell'altra finalista, Covid-app, che fa parte del CoronavirusOutbreak Control, progetto nato dal lavoro di 35 esperti di sei paesi diversi. Entrambe rispettavano i criteri pubblicati dalla Commissione europea per la realizzazione della app, e cioè volontarietà del download, temporaneità dell'utilizzo, rispetto della normativa europea sulla privacy e tecnologia Bluetooth per evitare l'invasività delle geolocalizzazioni. Tuttavia, la decisione del governo è infine ricaduta sulla app di Bending Spoons che, secondo quanto rivelato dal Foglio, si è avvalsa della supervisione tecnica tra gli altri di John Elkann, presidente di FCA. Tutto il progetto sarà realizzato pro bono.

App Immuni, le schermate per capire come funzionerà
Ad anticipare l'arrivo vero e proprio dell'applicazione ci avevano pensato le schermate del software, rilasciate dal Governo – per mano del CEO di Bending Spoons Matteo Danieli – su Github, popolare repository per codici sorgente. Ecco, in questo rilascio parziale è mancato inizialmente proprio il codice sorgente, cioè quell'elemento che consente a chiunque di analizzare l'app e scoprire se, per esempio, il Governo dice che non invia dati a un server e invece il software lo fa. Quello di immuni dovrebbe essere rilasciato in modalità open source, in modo da consentire a tutti l'analisi dello stesso. Inizialmente il Governo aveva pubblicato solamente le schermate che confermano il funzionamento già anticipato del software. Con un'unica piccola novità: come anticipato, l'app non chiederà i dati personali, ma solamente la regione e la provincia in cui si vive.

Fontewww.fanpage.it

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Coronavirus, negli Usa oltre 210 mila morti e 7,45 milioni casi

6 Ottobre 2020, 08:46am

Pubblicato da Miki Pappacoda

NEWS ITALIA E DAL MONDO Coronavirus, negli Usa oltre 210 mila morti e 7,45 milioni casi

INSERITO DA MORENA MOTTA Ha superato quota 210 mila il numero di decessi per coronavirus negli Stati Uniti, secondo il conteggio dell'università americana John Hopkins.
I casi di contagio registrati ufficialmente negli Stati Uniti sono stati finora oltre 7,45 milioni, rende noto la stessa fonte. Gli Usa restano il paese al mondo più colpito in termini assoluti dalla pandemia, seguiti da India e Brasile.

Impennata di nuovi contagi e decessi per coronavirus in Messico. Il Ministero della Salute messicano ha reso noto ieri un balzo di 2.789 morti e 28.115 casi, ben oltre il precedente record giornaliero di 1.092 decessi e 9.556 contagi. Il Messico ha superato così quota 80 mila morti per coronavirus (81.877) e si avvicina agli 800 mila casi totali (789.780), sempre secondo il conteggio dell'università americana Johns Hopkins.

Il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha approvato l'erogazione di nuovi fondi d'emergenza per 28 dei paesi più poveri al mondo, per aiutarli a ridurre il loro debito e affrontare meglio l'impatto della pandemia di Covid-19. L'annuncio, che segue una stessa misura decretata a metà aprile per 25 paesi. I 28 che beneficiano di questa seconda tranche di aiuti sono Afghanistan, Benin, Burkina Faso, Burundi, Repubblica Centrafricana, Ciad, Comore, Repubblica Democratica del Congo, Gibuti, Etiopia, Gambia, Guinea , Guinea-Bissau, Haiti, Liberia, Madagascar, Malawi, Mozambico, Nepal, Niger, Ruanda, Sao Tomé e Principe, Sierra Leone, Isole Salomone, Tagikistan, Tanzania, Togo e Yemen.

FONTE ANSA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Coronavirus, il governo: 'Non ci saranno coprifuoco, sì alle mascherine all'aperto'

6 Ottobre 2020, 08:38am

Pubblicato da Miki Pappacoda

NEWS ITALIA E DAL MONDO Coronavirus, il governo: 'Non ci saranno coprifuoco, sì alle mascherine all'aperto'

INSERITO DA MORENA MOTTA Il governo potrebbe indire per questa sera il Consiglio dei ministri chiamato a dare il via libera alla proroga dello stato di emergenza, al momento in scadenza il 15 ottobre. La riunione potrebbe anche slittare a mercoledì sera ma, secondo l'ipotesi prevalente in queste ore, lo schema sarebbe quello di convocare il Cdm per domani sera e a seguire passare alla firma del nuovo Dpcm per nuove misure restrittive anti-Covid.
Intanto fonti di Palazzo Chigi sottolineano che "non c'è nessuna intenzione da parte del governo di chiudere ristoranti, bar e locali come si legge su alcune testate, né di anticiparne l'orario di chiusura introducendo di fatto un coprifuoco". 
La conferma di tutte le misure anti contagio finora previste, con l'introduzione dell'obbligo delle mascherine all'aperto. E, per ora, nessuna nuova stretta alle attività produttive. E' in sostanza quanto prevederà il nuovo dpcm sul Covid, secondo quanto avrebbero riferito i ministri Roberto Speranza e Francesco Boccia alle Regioni, i Comuni, le Province. I ministri hanno ribadito un percorso di massima condivisione in ogni passaggio: ci si tornerebbe a confrontare se in futuro si rendesse necessaria una stretta agli orari di apertura dei negozi o ad altre attività, ma il nuovo dpcm, hanno spiegato i ministri, non prevederà nessuna limitazione in tal senso.

Il nuovo dpcm con le misure anti Covid dovrebbe avere una durata di trenta giorni. E' quanto avrebbe detto, a quanto si apprende, il ministro della Salute Roberto Speranza nell'incontro con il ministro Francesco Boccia con gli enti locali. Il dpcm, ha sottolineato Speranza, arriverà solo dopo il confronto con le Camere in programma domani e un nuovo passaggio con i rappresentanti di Regioni, Comuni e Province. Per quanto riguarda lo stato di emergenza l'orientamento resta quello di prorogarlo al 31 gennaio. Poi si procederà, come nella prima fase dell'epidemia, con l'aggiornamento periodico dei dpcm.

In caso di un pericoloso aggravamento dei contagi da Covid 19 il Governo potrebbe optare per delle "chiusure selettive", si legge nella bozza della NaDef che approderà in cdm. "Nello scenario di rischio, a differenza di quanto ipotizzato nello scenario tendenziale, la ripresa dei contagi osservata a partire da agosto si aggraverebbe sensibilmente nei mesi finali del 2020, portando anche al raggiungimento di livelli di guardia in termini di ricoveri ospedalieri. Ciò - si legge nel paragrafo dedicato al cosiddetto 'scenario avverso' - indurrebbe il Governo a reintrodurre chiusure selettive di alcuni settori e misure di distanziamento sociale".

"Escludiamo" nuovi lockdown, "ma per escluderli dobbiamo evitare i contagi. Proprio perché l'obiettivo è non dover tornare a nuovi lockdown, dobbiamo mettere un surplus di attenzione e rigore nel contenimento del virus", ha detto il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri a RaiNews24. 

"La scuola non ha avuto un impatto su aumento contagi se non residuale: nelle prime due settimane il personale docente contagiato è lo 0,047 per cento del totale, gli studenti lo 0,021 per cento, personale Ata 0,059%. I contagi nelle scuole sono casi sporadici e sono stati contratti per lo più fuori dalle scuole. E' convinzione di tutti che serve molta più prudenza nella fasi che riguardano il pre e il post scuola". Così la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina. "Restiamo molto prudenti ma al momento i dati sono positivi e questo ovviamente è confortante per tutti", ha detto ancora al termine di una riunione con l'Istituto Superiore di Sanità e il Comitato Tecnico Scientifico, in cui è stato tracciato un primo bilancio sulla riapertura delle scuole. 

"Il virus sta tornando, ma noi siamo più forti, lo abbiamo già dimostrato - ha scritto su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio -. E per questo motivo non dobbiamo abbassare la guardia. Usiamo le mascherine e rispettiamo tutte le norme anti Covid. Dimostriamo al mondo chi siamo. Anche perché grazie al senso civico e all'atteggiamento responsabile degli italiani abbiamo superato già una volta questa crisi sanitaria".

La ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, rispondendo a una domanda sui trasporti nel prossimo Dpcm ha detto che "valuteremo se ci saranno delle modifiche da fare anche alla luce delle evidenze di questi giorni, soprattutto sul trasporto pubblico locale". E alla domanda se potrà cambiare la capienza degli autobus risponde "no", a margine di un convegno nella sede della Cgil.

Un appello a tutta la popolazione di Milano e in particolare ai giovani ad indossare la mascherina in questo momento in cui i contagi stanno risalendo. A lanciarlo dalle sue pagine social è il sindaco, Giuseppe Sala. "La prima domanda che dobbiamo farci è cosa possiamo fare noi sindaci, cittadini e la parola del giorno è mascherina - ha detto -. Io vi prego utilizzate la mascherina, tutti, lo dico in particolare ai giovani cercando di essere sempre vicino e comprensivo, ma utilizzatela perché è assolutamente importante". Sala ha poi aggiunto, parlando del momento storico, che " è chiaro che questa è una vita, una società anomala, ma è vita e ve lo dice uno che è passato anche in momenti più difficili e forse per questo apprezza di più questa vita anomala. Proteggiamola". 

FONTE ANSA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Maltempo: sesto cadavere avvistato in Liguria. Gualtieri: "Investimenti sul dissesto idrogeologico" Il corpo davanti a Borgo Prino, a Imperia

5 Ottobre 2020, 10:00am

Pubblicato da Miki Pappacoda

La zona di Imperia © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA  Il cadavere di una donna è stato avvistato in mare, questa mattina, davanti a Borgo Prino, a Imperia. Si tratta del sesto cadavere trovato in mare o sulle spiagge del ponente ligure dopo l'ondata di maltempo che ha devastato la val Roya. Sul posto è presente la guardia costiera.

    Gli altri cadaveri, tutti uomini, sono stati rinvenuti a Sanremo; nel fiume Roya a Ventimiglia e a Santo Stefano Al Mare (Imperia).
    In Liguria non risultano dispersi. I morti dovrebbero essere tra i dispersi segnalati in Francia.

   "Sapete che abbiamo chiesto lo stato di calamità naturale. Mi auguro, ho sentito diversi Ministri in queste ore, che già nel Consiglio dei ministri di questa sera alle 21 venga ovviamente approvato", ha detto Giovanni Toti, Presidente della Regione Liguria, ad Agorà Rai Tre.

Il recovery plan italiano destinerà "molte" risorse all'ambiente e "ci saranno investimenti aggiuntivi" per il dissesto idrogeologico", ha detto il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri a RaiNews24.

ANSA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Coronavirus in Italia: 2844 positivi (345 più di ieri) e 27 morti nelle ultime 24 ore. Mai così tanti dal 24 aprile

4 Ottobre 2020, 10:10am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Covid in Italia. in Italia. Continuano a salire i contagi per Covid 19 in Italia. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 2.844 nuovi casi. Un numero così alto non si verificava dallo scorso 24 aprile quando se ne registrarono 3.021. Sono 118.932 i tamponi effettuati, circa 1.300 in meno rispetto a ieri. Il totale dei contagiati dall'inizio dell'emergenza sale a 322.751. In lieve aumento il numero delle vittime: 27 in un giorno, per un totale di 35.968 (ieri erano state 23).

 

La regione con più casi è Campania, con 401, seguita da Lombardia (393), Piemonte (279), Veneto (276) e Lazio (261). Due regioni a zero, il Molise e la Valle d'Aosta. Il numero dei malati attuali cresce di altre 1.569 unità, e sono ora 55.566. Sempre in crescita i ricoveri: quelli in regime ordinario aumentano di 63 unità (ieri di 45), per un totale di 3.205, mentre le terapie intensive aumentano di 3, come ieri, e arrivano a 297. Infine, sono 52.064 i pazienti in isolamento domiciliare, 1.503 più di ieri. LEGGO.IT

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NEWS ITALIA E DAL MONDO È morto Luciano Ghezzi, storico bassista e collaboratore di Ligabue. Il saluto del cantante su Facebook

4 Ottobre 2020, 10:00am

Pubblicato da Miki Pappacoda

È morto Luciano Ghezzi, storico bassista e collaboratore di Ligabue. Il saluto del cantante su Facebook

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Luciano Ghezzi, storico bassista e collaboratore di Ligabue, è morto. Il musicista, che fu fondatore del gruppo ClanDestino, era noto anche per diverse collaborazioni con Luciano Ligabue, si è spento improvvisamente all'età di 57 anni. 

A salutarlo sui social è lo stesso Ligabue con un lungo post su Facebook in cui mostra una foto di loro due insieme e ricorda il loro recente ultimo incontro avvenuto appena un mese fa. «Hai occupato tutte le frequenze. Dalla profondità del suono devastante del tuo basso fino alla tua vocina acuta, adatta per le armonie dei Beatles. A sdrammatizzare ci hai sempre pensato tu. Quando è stato il momento di scegliere fra famiglia e musica, hai fatto presto a decidere: la famiglia altroché. Ma sei sempre stato quello che ricordava meglio e più di ogni altro quello che ci era successo. Circa venti giorni fa abbiamo fatto insieme a tutti gli altri una “urlando contro il cielo” che avrebbe dovuto essere di fronte a tanta gente, ma il virus non ce l'ha permesso. E' stato bello almeno essere insieme. E' stato bello vederti più in forma che mai. Le tue battute, la tua allegria. Ci mancherai davvero tanto, Luciano». Sono state queste le parole del cantante in ricordo dell'amico.

Ghezzi ha iniziato la sua carriera musicale negli anni '70 con il chitarrista Max Cottafavi e il batterista Gigi Cavalli Cocchi. Fu quest'ultimo a coinvolgerlo nel 1989 nel progetto dell'esordiente Luciano Ligabue, che cercava una band per l'incisione del suo primo disco. Ghezzi ha inciso le parti di basso dei primi 4 dischi di Ligabue ed è presente anche nel best of "Primo tempo" e ha suonato per tutto il "Neverending tour". Con Ligabue ha aperto i concerti degli U2 a Torino e Napoli nel 1993. Nel 2011 e nel 2015 aveva preso parte alle edizioni di Campovolo. 

LEGGO.IT

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Crolla ponte sul Sesia, era appena stato riaperto dal sindaco in diretta Facebook

4 Ottobre 2020, 09:08am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Maltempo, il crollo del ponte sul Sesia riaperto da meno di 2 ore. «È  venuto giù tutto» - Corriere.it

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il ponte che collega Romagnano Sesia e Gattinara, che passa sopra il fiume Sesia, è crollato. A darne notizia, poco fa, la Provincia di Vercelli. Si tratta di un viadotto di competenza della Provincia di Novara ed è un'arteria fondamentale per il traffico diretto in Alta Valsesia e di collegamento con i paesi della Bassa Valle, in particolare Gattinara. Sconcerto tra gli amministratori locali: il tratto di strada era stato riaperto alle 12 ed era stata fatta una diretta Fb dei due sindaci, Alessandro Carini di Romagnano e Daniele Baglione di Gattinara, proprio sopra il viadotto. «Mai - ha scritto il sindaco di Borgosesia, Paolo Tiramani, postando l'immagine del ponte in frantumi - avrei pensato di vedere questo».

leggo.it

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Venezia, Mose si alza per la prima volta contro acqua alta. Piazza San Marco all'asciutto

4 Ottobre 2020, 08:59am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Piazza San Marco senza acqua alta © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Procuratore: 'La Basilica è asciutta, asciutta. E' la prima volta ed è un dato importantissimo' Emerse dall'acqua le barriere del Mose, che oggi si è alzato per la prima volta a proteggere Venezia dall'alta marea. Piazza San Marco è sino ad ora all'asciutto: l'entrata in funzione del Mose ha permesso per ora al 'salotto buono' della città di evitare il fenomeno dell'acqua alta. "La Basilica è asciutta, asciutta. E' la prima volta ed è un dato importantissimo", ha detto all'ANSA il Primo Procuratore di San Marco a Venezia, Carlo Alberto Tesserin. "Abbiamo azionato - ha aggiunto - le pompe per evitare le infiltrazioni che arrivano da sotto nel nartece, e hanno funzionato in sicurezza. A 90 centimetri di marea avremmo dovuto affrontare l'acqua che arriva dalla piazza, ma non è arrivata perché esclusa dal Mose", ha concluso. Il Mose è chiuso, e dentro la Laguna di Venezia la marea non sta crescendo. Alle ore 10.00 sono stati misurati alla Diga Sud del Lido 119 centimetri, a Punta Salute, dove si registra il 'medio mare' 69. "Il test è andato bene": lo dice all'ANSA il Provveditore alle opere pubbliche Cinzia Zincone in relazione all'innalzamento stamane delle paratoie del Mose a Venezia. "Si apprezza una consistente differenza - spiega - di altezza dell'acqua tra la parte difesa dal Mose e quella che non lo è". Un test giudicato positivamente: "non filtra acqua" conclude Zincone. "Ci spiace che altre parti d'Italia siano flagellate dal maltempo, consoliamoci con Venezia, visto che in mare siamo arrivati a 129 centimetri e in città a 73", ha siegato Zincone. "Il test è andato bene - aggiunge - stiamo raccogliendo tutti i dati, maggiori rispetto al previsto, per la messa a punto del sistema". ANSA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO „In Svizzera il salario minimo più alto del mondo, a Ginevra sarà portato a 3.800 euro al mese“

3 Ottobre 2020, 12:14pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Svizzera | Il salario minimo più alto del mondo „ Il salario minimo più alto del mondo sarà in Svizzera, nello specifico a Ginevra, dove sarà portato a 4.086 franchi svizzeri al mese, pari a circa 3.800 euro. Lo hanno deciso i 500mila aventi diritto al voto del Cantone nel referendum di domenica scorsa, in cui il 58% delle preferenze è andato a favore della proposta voluta dai partiti della sinistra, dopo che la stessa riforma era stata respinta più volte in passato dagli elettori svizzeri. Il testo prevede una remunerazione di 23 franchi l'ora (poco più di 21 euro) per 41 ore settimanali di lavoro, il che lo rende il salario minimo più alto del mondo. La Svizzera non impone un salario minimo a livello nazionale e Ginevra diventa così il terzo cantone ad adottarne uno dopo quelli di Giura e Neuchatel dove è di 20 franchi l'ora. La misura era particolarmente attesa da sindacati e partiti di sinistra visto che Ginevra è una delle città più care al mondo (e cara è in generale la vita nel paese), al punto tale che più di 300mila lavoratori svizzeri vivono nella vicina Francia, dove i costi sono inferiori. Il cantone di Ginevra è molto dipendente dal turismo, e in particolare dall'afflusso di viaggiatori che arrivano per ragioni d'affari o diplomatiche, in quanto la città ospita il secondo quartier generale dell'Onu, per questo la regione ha particolarmente sofferto della crisi legata alla pandemia soprattutto per le restrizioni ai viaggi, e sempre più famiglie ricorrono alle distribuzioni di cibo per strada. Michel Charrat dell'European Cross-Border Group, associazione che sostiene i lavoratori transfrontalieri, ha detto alla televisione France 3 che il risultato del voto ha segnato un "movimento di solidarietà" con i poveri che aiuterebbe a "ristabilire un certo equilibrio tra la gente della Grande Ginevra" . La riforma entrerà in vigore il 17 ottobre e andrà a beneficio di circa 30mila lavoratori a bassa retribuzione, due terzi dei quali donne, molti impiegati come addetti alle pulizie o in ristoranti o parrucchieri. “ FONTE https://www.quicomo.it/guida/lavoro/svizzera-salario-minimo-piu-alto-del-mondo-ginevra-3-800-euro-mese.html

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Maltempo: Un disperso nel Vercellese. Mose per prima volta contro acqua alta

3 Ottobre 2020, 10:48am

Pubblicato da Miki Pappacoda

La statale, che da Cuneo sale fino al traforo stradale del Colle di Tenda © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Su regionale valle del Lys crollato ponte di Gaby. Notte di paura in Piemonte, situazione critica. Venezia alza per la prima volta le dighe del Mose per fronteggiare l'acqua alta. Le 58 paratoie mobili si sono sollevate per un'ora e 17 minuti nella prova-test. 'Il test è andato bene', dice all'ANSA il Provveditore alle opere pubbliche Cinzia Zincone. Ed è critica la situazione del maltempo in Piemonte, con Limone di fatto isolata, e dove si registra un secondo disperso, un ragazzo che in auto stava percorrendo la strada tra Doccio e Crevola, nel Vercellese, in parte crollata. Un disperso anche tra Italia e Francia, dove la provincia di Cuneo confina con la Val Roja. Gravi i danni causati a Limone Piemonte (Cuneo) dall'esondazione del torrente Vermegnano. La località turistica è isolata in seguito alla chiusura della statale da Vernante. A Garessio e Ceva è esondato il Tanaro, che a Ormea ha battuto i valori dell'alluvione del 1994 e del 2016, prima di rientrare sotto i livelli di pericolo. Alluvione a Borgosesia, nel Vercellese, dove l'onda di piena da record del Sesia, che ha raggiunto gli 8,54 metri, ha causato esondazioni diffuse. Chiusi tutti i ponti da ieri sera, le auto parcheggiate sono andate sott'acqua in diversi punti della cittadina. Allagate anche le abitazioni. Allagamenti a Mergozzo, nel Verbano Cusio Ossola, a Candoglia dove secondo i dati dell'Arpa sono caduti oltre 214 mm di pioggia nelle ultime 12 ore. Disagi anche nel Biellese, dove si registrano frane e blackout. Non sta più piovendo a Torino, dove i livelli del Po sono cresciuti nella notte, con valori però al di sotto delle soglie, mentre incrementi più consistenti si registrano per la Dora Baltea. E un vigile del fuoco volontario di Arnad è morto a causa del maltempo. Secondo quanto si è appreso una pianta gli è crollata addosso durante un intervento di soccorso nel paese della bassa Valle d'Aosta. In tutta la regione - allerta idrogeologica arancione - sono segnalate problematiche legate alle intense precipitazioni: sulla strada regionale della valle del Lys è crollato il ponte di Gaby. Il fiume Roya ha rotto gli argini ed è esondato a Ventimiglia, allegando diverse strade. Un autobus è rimasto bloccato in via Cavour con l'acqua fino ai finestrini. Molti i danni a locali allagati: un evento che non si ricorda a memoria d'uomo. A provocare lo straripamento sono le copiose piogge scese durante la giornata in val Roya, martoriata dal maltempo soprattutto sul versante francese, dove si segnala il crollo della strada nella zona di Vievola, sulla RD6204 (così prende il nome la statale 20, quando attraversa il tratto francese); una frana nei pressi di Saint Dalmas de Tende, che ha comportato la chiusura della strada per motivi di sicurezza e, a quanto si apprende in serata, dalle parti di Tenda è anche crollato un ponte. Situazione critica pure in valle Arroscia, al confine con il Piemonte. In serata era anche scattata la ricerca di alcuni migranti, che si pensava fossero accampati nelle feritoie del ponte ferroviario, ma alla fine si è rivelato un falso allarme. Li hanno cercati i vigili del fuoco con la polizia. Si è conclusa l'allerta meteo rossa in tutta la Liguria, con il Levante (Tigullio, spezzino e valli genovesi) tornato dalle 8 all'allerta arancione (fino alle 16) e l'allerta declassata nel Ponente e le valli savonesi (resta in vigore allerta arancione fino alle 10). La zona più colpita dalle piogge è stata il ponente ligure, in particolare Ventimiglia dove il Roja è esondato in più punti, il Torrente Bevera in piena ha trascinato alcune auto e nell'entroterra si sono registrate frane, smottamenti e strade interrotte. Tra queste anche quelle che conducono a Triora e Molini di Triora, rimaste isolate. Fortunatamente nessuna persona risulta ferita o dispersa e la Prefettura di Imperia ha anche smentito la notizia di alcuni migranti trascinati nel Roja. Nel Tigullio una forte mareggiata ha provocato allagamenti tra Rapallo, Santa Margherita e Portofino ma anche in questo caso senza feriti. ANSA

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