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news italia e dal mondo

NEWS ITALIA E DAL MONDO Covid: 32.616 i contagi e 331 i decessi, numeri in calo. Ma anche meno tamponi

9 Novembre 2020, 08:46am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Napoli © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Allarme del responsabile del 118 del capoluogo campano: 'A Napoli ospedali in crisi'. Tutto l'Alto Adige diventa zona rossa Sono 32.616 i nuovi casi di positività al coronavirus nelle ultime 24 ore (7.195 in meno rispetto a sabato). Le vittime sono 331 (94 in meno rispetto a sabato). Sono stati 191.144 i nuovi tamponi effettuati, circa 40mila in meno. Lo riportano i dati diffusi dal ministero della Salute. Complessivamente sono 935.104 i contagiati, comprese vittime e guariti, mentre il totale dei morti è di 41.394. E' costante il rapporto tamponi/positivi, che resta a quota 17% circa, così come resta stabile l'aumento dei pazienti in terapia intensiva, secondo quanto emerge dal nuovo bollettino del ministero della Salute. Il numero degli attualmente positivi in Italia ha raggiunto quota 558.636 (+26.100). Di questi 26.404 sono ricoverati con sintomi (+1.331), 2.749 sono in terapia intensiva (+115) e 529.447 in isolamento domiciliare (+24.654). Dall'inizio della pandemia sono invece 335.074 le persone dimesse o guarite, con un incremento nelle ultime 24 ore di +6.183. Un allarme viene lanciato all'ANSA da Giuseppe Galano, responsabile del 118 a Napoli e coordinatore della rete regionale del soccorso d'emergenza: "Ci sono file di ambulanze e auto private in tutti gli ospedali di Napoli, Cotugno, Cardarelli, Ospedale del Mare sono tutti in crisi totale nel ricevere i pazienti covid". "Stiamo portando - spiega - pazienti anche all'ospedale Pellegrini e al San Paolo, perché ormai non riusciamo più a smaltire con i grandi ospedali. Ma anche queste strutture vanno in difficoltà perché hanno pochi posti riservati ai sospetti covid e si ingolfano velocemente. La situazione è questa a Napoli ma so che è molto difficile anche nelle Asl della provincia". Tutto l'Alto Adige, intanto, diventa zona rossa. "L'andamento epidemiologico con i numeri in costante crescita e il sempre maggior numero di comuni dichiarati zona rossa lo impongono. E' inutile ormai applicare due provvedimenti diversi", dice all'ANSA il governatore Arno Kompatscher, che nelle prossime ore firmerà l'ordinanza. Spostamenti tra i comuni saranno concessi solo per motivi di lavoro, salute, studio e urgenze inderogabili. Nelle ultime 24 ore si sono registrati 781 nuovi casi su 2998 tamponi e 4 decessi. Il ministro della Salute Roberto Speranza a Mezz'ora in piu' su Rai 3 condotta da Lucia Annunziata ha detto che 'non e' scritto nel cielo dove andremo a finire ma vedo una consapevolezza che non e' all'altezza del momento che stiamo vivendo. Si torni allo spirito di marzo quando il comportamento delle persone ha fatto la differenza'. "Non penso che sia lavoro sporco firmare un'ordinanza che impone delle restrizioni io penso che sia un lavoro nobilissimo", ha spiegato Speranza. "Se verifico che su un territorio, sulla base di dati scientifici, c'è un rischio non ho paura di firmare. Ho firmato ordinanze pesanti e sono pronto a firmarne ancora se sarà utile per il nostro Paese", ha detto il ministro sottolineando di firmare "a nome del Governo". "E' un lavoro a tutela della salute come diritto costituzionale e lo faccio a nome di tutto il Governo e in modo condiviso da tutti". "Il Dpcm che abbiamo approvato da cui derivano le ordinanze che io firmo è stato condiviso da tutto il Governo. Non è una firma a titolo personale. Io firmo a nome del Governo sulla base di un decreto del presidente del Consiglio dei ministri e in una piena sintonia e condivisione con il presidente del consiglio Conte e con tutti i ministri". ANSA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Covid, conto alla rovescia per la cabina di regia, la Campania rischia e A.Adige zona rossa Allarme per le Rsa in Toscana. Toti si sfila dalla possibile lista dei peggiori

9 Novembre 2020, 08:39am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Folla sul lungomare di Napoli nella prima domenica dopo l'entrata in vigore del Dpcm © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Tra poco si riunirà la cabina di regia per l'emergenza Covid, rinviata ieri su richiesta di alcune Regioni. E le anticipazioni sul rapporto settimanale dell'Istituto Superiore di Sanità sembrano preludere a cambiamenti nella mappa tricolore. La 'red list' incombe sulle regioni: Campania, Veneto e Toscana rischiano di abbandonare la zona gialla e l'Alto Adige in anticipo diventa già 'zona rossa'. E il governatore Giovanni Toti si sfila dalla possibile lista dei peggiori, spiegando: "i nuovi dati confermano quelli per zona gialla". A puntare il dito sono invece alcuni sindaci: per quello di Napoli, Luigi de Magistris, "proclamare la Campania zona rossa è una decisione purtroppo inevitabile, anzi è una decisione tardiva''. Per quello palermitano, Leoluca Orlando, "si va verso una strage annunciata", ma il commissario per l'emergenza Covid nella città, Renato Costa, assicura: "la situazione dei posti letto a Palermo è impegnativa, ma la affrontiamo in modo adeguato". In Toscana, invece, già si lavora ad un piano per far fronte all'aumento di positivi nelle Rsa, nodo da risolvere per eliminare uno degli elementi di rischio. In tutto il Paese i numeri sono in calo, con 32.616 i nuovi casi di contagio ieri e 331 vittime (rispettivamente 7.195 e 94 in meno rispetto agli aumenti del bollettino precedente) ma anche meno tamponi ('solo' 191mila): l'incidenza dei positivi sui tamponi rimane del 17%. Resta da sbrogliare la matassa dei dati. Al lavoro sulle cifre e sui 21 parametri che stabiliscono le tre aree di rischio ci sono il governo, la cabina di regia sul Covid e lo stesso Cts. Il "verdetto", con il consueto rapporto settimanale dell'Istituto Superiore di Sanità, slitta rispetto ai tempi annunciati. Nella fase di validazione dei dati da parte delle stesse regioni, per la quale è prevista una tempistica massima di 24 ore, alcune hanno chiesto più tempo e l'incontro della Cabina di regia ci sarà soltanto nelle prossime ore. In tutto il Paese i posti occupati in terapia intensiva hanno raggiunto quota 2.749 (+115) mentre sono 26.440 i malati ricoverati con sintomi (+1.331) negli ospedali. Secondo il trend dei dati emersi in questi giorni, Campania, Toscana e Veneto - finora zone gialle - potrebbero retrocedere verso la valutazione di rischio arancione o persino rossa nel prossimo report. In Toscana a preoccupare sono soprattutto gli ospiti delle Rsa, dove quasi un anziano su dieci risulta positivo. Su circa 12.500 pazienti delle oltre 300 strutture 1.103 risultano contagiati, con vari livelli di sintomaticità e di gravità, mentre tra gli operatori si registrano circa 100 casi, per questo la Regione sta predisponendo un apposito piano per separare i contagiati dai negativi.

DI LORENZO ATTIANESE ANSA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Casa Bianca. Kamala Harris, chi è la prima donna vicepresidente degli Stati Uniti

8 Novembre 2020, 11:13am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Kamala Harris, 55 anni

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Un profilo abbastanza a sinistra, che ha riavvicinato al ticket presidenziale gli elettori democratici che avevano sognato Bernie Sanders alla Casa Bianca. Un procuratore duro contro il crimine ma pragmatico nei confronti della polizia, tanto da chiudere gli occhi su alcuni abusi. Una paladina del movimento Black lives matter che ha conquistato la simpatia dell’avvocato della famiglia di George Floyd. Una donna di colore, che ha frequentato un’università afroamericana ma è cresciuta nel mondo accademico bianco dei suoi genitori. Una politica centrista che negli ultimi mesi ha abbracciato la sinistra del suo partito. Sono le varie identità di Kamala Harris, la prima vicepresidente di colore della storia americana. Avvocatessa 55enne nata a Oakland, in California, da padre di origine giamaicana e madre indo-americana, Harris è stata brevemente avversaria di Biden alle primarie democratiche. Ma la sua poco convincente campagna presidenziale non è stata la sua prima apparizione sulla scena politica. L’ex procuratore distrettuale ha fatto parlare di sé negli ultimi tre anni criticando le politiche di Trump in materia di immigrazione e mettendo alle strette nel corso di audizioni al Senato alcuni funzionari dell’Amministrazione repubblicana. Contraria alla pena di morte, l’avvocatessa ha promesso una riforma del sistema penale che eviti l’incarcerazione di massa, soprattutto di neri. Favorevole all’aborto e ai diritti dei gay, Harris caldeggia l’introduzione di un «terzo genere», oltre a maschile e femminile, sui documenti pubblici. In sanità ha parlato di voler abolire le assicurazioni private in favore di una mutua pubblica. Un profilo abbastanza a sinistra, insomma, che ha riavvicinato al ticket presidenziale gli elettori democratici che avevano sognato Bernie Sanders alla Casa Bianca. Ma anche una lunga carriera da tutrice dell’ordine in California che ha rassicurato le fasce moderate del partito. Ma è sicuramente l’identità di Harris, al Senato dal 2017, come donna di colore che ha aiutato maggiormente Biden, solidificando la sua tenuta fra i neri e le elettrici. Elena Molinari, AVVENIRE.IT

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Covid, vietati in tutta Italia i mercatini di Natale Le Faq sul sito del Governo legate all'ultimo Dcpm fanno chiarezza

8 Novembre 2020, 09:31am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Covid, vietati in tutta Italia i mercatini di Natale

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Iniziano a leggersi sul sito del Governo le risposte ai molti quesiti legati all'ultimo Dcpm, una di queste riguarda i Mercatini di Natale. "Le manifestazioni locali con prevalente carattere commerciale e anche quelle di natura fieristica, come nel caso dei cosiddetti mercatini di Natale, ma realizzate fuori dell'ordinaria attività commerciale in spazi dedicati ad attività stabile o periodica di mercato, sono da assimilare alle fiere e sono quindi vietate". Questo è quanto si legge sul sito del Governo, in merito alle domande frequenti sulle misure adottate nel Dpcm del 3 novembre scorso. La risposta è la stessa indipendetemente dalla zona di appertenza della regione (rossa, gialla o verde). IL CORRIERINO

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Elezioni Usa 2020, la vergogna di votare Trump e gli ispanici difficili da mappare: così i sondaggi hanno (di nuovo) sotto valutato il presidente

7 Novembre 2020, 20:14pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

inserito da Alessia Chianese

Se l’incapacità di prevedere l’ascesa di Trump nel 2016 era stata spiegata con la difficoltà di interpretare il nuovo fenomeno che rappresentava, la replica nel 2020 ha meno giustificazioni e per certi versi è più grave. Anche questa volta i sondaggi non hanno colto davvero il peso dei supporter del presidente, naturalmente diffidenti verso media e mondo accademico. Ma c'è tanto altro.

 

Quanto sono stati affidabili e accurati i sondaggi delle presidenziali 2020? Una risposta potrà venire solo tra qualche giorno, quando il quadro complessivo dei voti – quelli espressi per posta, quelli del voto anticipato e quelli in presenza il giorno delle elezioni – sarà definitivo. Per il momento, si può dire che ancora una volta i sondaggi hanno sottostimato la forza elettorale di Donald Trump. Con l’avvicinarsi del 3 novembre, gran parte dei sondaggi davano Joe Biden largamente favorito e Donald Trump con possibilità molto limitate. Quello che è successo nelle ore successive alla giornata elettorale dimostra quanto questa previsione si sia rivelata fallace.

 

Prendiamo il caso di tre stati già da tempo sotto stretta osservazione: Florida, North Carolina, Georgia. “FiveThirtyEight”, il sito di Nate Silver che fornisce analisi e proiezioni sui numeri elettorali, offriva nelle ore precedenti al 3 novembre una media calcolata sui sondaggi più affidabili. Biden era dato in vantaggio, rispettivamente, di 2,5, 1,8 e 1,2. La cosa si è rivelata errata soprattutto per quanto riguarda la Florida, che Trump vinse per 1,2 punti nel 2016 e che quest’anno il presidente ha riconquistato – grazie soprattutto al voto ispanico della contea di Miami-Dade – con un vantaggio superiore a 3 punti (per la precisione, 3,4, ma il conteggio non è ancora concluso). Questo significa che il margine d’errore, tra previsione e realtà del voto, è stato di almeno 5,5 punti.

 

Un discorso simile, ancora più clamoroso, può essere fatto per Wisconsin e Michigan. La media dei sondaggi offerta da “FiveThirtyEight” dava Biden in vantaggio di 8,4 punti in Wisconsin e di 7,9 in Michigan. La realtà è stata molto diversa. In Wisconsin, al momento in cui si scrive, Biden ha ottenuto lo 0,6 per cento di voti in più di Trump. Il Michigan è stato assegnato al democratico con uno scarto del 2,6. Altro caso piuttosto clamoroso riguarda l’Ohio. Nel 2016 il presidente aveva vinto lo Stato piuttosto facilmente (oltre l’8 per cento) e quest’anno il suo vantaggio era dato per molto risicato: intorno all’1 per cento. In realtà, l’Ohio è tornato piuttosto facilmente sotto il controllo di Trump, all’incirca con la stessa percentuale del 2016. Nessuna reale speranza per Biden e i democratici è poi venuta dal voto di Iowa, o del Texas, come diversi sondaggi prevedevano.

 

Proprio Nate Silver ha spiegato che, a conteggi completati, il margine d’errore delle previsioni rispetto al risultato finale sarà intorno al 3 per cento. Non si tratta, a dire il vero, di un gran risultato. Nel 2016 gli errori erano stati principalmente attribuiti all’incapacità di catturare davvero le attitudini di voto dei bianchi senza titolo di studio universitario, che avevano decretato la vittoria di Trump in almeno tre Stati essenziali: Pennsylvania, Michigan e Wisconsin. Oggi le ragioni degli errori possono essere diverse, a seconda degli Stati considerati. Per esempio, nel caso della contea di Miami-Dade in Florida, i sondaggi non hanno rilevato il ruolo importante che gli ispanici (soprattutto cubani e venezuelani) hanno avuto nella vittoria di Trump. Secondo alcuni, questo dipende soprattutto da una cosa. La maggiore difficoltà di mappare l’elettorato ispanico rispetto a quello bianco: più difficile da raggiungere telefonicamente, meno propenso a partecipare ai focus group, meno presente ai comizi che il presidente ha tenuto nello Stato. Eppure, alla fine, quel voto è andato in percentuali ben più alte del previsto a Trump, decidendo le sorti di uno Stato essenziale come la Florida.

 

 

 

FONTE IL FATTO QUOTIDIANO


 

 

NEWS ITALIA E DAL MONDO Elezioni Usa 2020, la vergogna di votare Trump e gli ispanici difficili da mappare: così i sondaggi hanno (di nuovo) sotto valutato il presidente

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Striscia la Notizia a Como: sul lago arriva l'inviata Rajae Bezzaz „Striscia la Notizia a Como: sul lago arriva l'inviata Rajae Bezzaz“ Potrebbe interessarti: https://www.quicomo.it/attualita/rajae-bezzaz-como-striscia-notizia.html?fbclid=IwAR01uJ7kJTYmzAIFozCf1cBjfg9a-aOHWjC6y_qcrTMjtD9T8XH2moVXDz0

7 Novembre 2020, 08:08am

Pubblicato da Miki Pappacoda

NEWS ITALIA E DAL MONDO Striscia la Notizia a Como: sul lago arriva l'inviata Rajae Bezzaz „Striscia la Notizia a Como: sul lago arriva l'inviata Rajae Bezzaz“  Potrebbe interessarti: https://www.quicomo.it/attualita/rajae-bezzaz-como-striscia-notizia.html?fbclid=IwAR01uJ7kJTYmzAIFozCf1cBjfg9a-aOHWjC6y_qcrTMjtD9T8XH2moVXDz0

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI „La puntata girata in zona Tempio Voltiano andrà in onda la prossima settimana“Rajae Bezzaz, l'inviata di Striscia la Notizia, è venuta a como con la sua troupe per realizzare un servizio che andrà in onda in una delle puntate della prossima settimana. Rajae, nota al grande pubblico per i numerosi servizi che si occupano di problematiche legate alle fasce della popolazione più debole, come ad esempio i migranti o le persone con disagi economici e sociali, è venuta sul lago per intervistare una donna comasca il cui caso, come detto, sarà oggetto di uno dei prossimi servizi di Striscia la Notizia. Non resta che attendere la messa in onda della puntata per scoprire di cosa si tratti.“ FONTE: https://www.quicomo.it

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Virus e batteri viaggiano anche in auto

6 Novembre 2020, 11:44am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Mani sul volante

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI L’emergenza COVID-19 ha cambiato la nostra quotidianità e ha riportato l’attenzione su igiene e pulizia. Sebbene l’invito più volte rinnovato da tutte le autorità è quello di stare in casa, tutti abbiamo delle necessità che ci obbligano, anche in questo periodo, ad utilizzare la nostra auto. Sorge quindi spontaneo chiedersi se quando andiamo al lavoro o a fare la spesa siamo al sicuro da virus e batteri all’interno del veicolo. La risposta è sì, ma come per le mani, l’igiene è necessaria.

L’auto non è un luogo pulito

Numerosi studi hanno dimostrato che l’auto non è assolutamente un luogo pulito. Da un’analisi promossa da carrentals.com emerge che in auto possono prosperare più di 700 tipi di batteri diversi. Quando hai lavato la tua auto l’ultima volta? Chiedendo ad un campione di 1000 persone le risposte sono state: il 32% ha dichiarato di pulire la propria auto dentro e fuori una volta l’anno, mentre il 12% ha dichiarato di non farlo mai.

Il volante è il punto più sporco all’interno di un’auto, mediamente quattro volte in più della tavoletta di un water pubblico. Altri punti dove germi e batteri si annidano sono le chiavi, le maniglie e i comandi delle portiere, le cinture di sicurezza, il regolatore del volume della radio e la leva del cambio. Da non sottovalutare anche l’impianto dell’aria condizionata dove, umidità e spazi stretti dei suoi condotti offrono terreno fertile per fughi e muffe.

Punti da igienizzare all'interno dell'abitacolo

Perchè pulire e igienizzare le superfici dell’abitacolo

Le superfici toccate più spesso sono quindi potenzialmente pericolose perchè, oltre a germi e batteri, possono ospitare un virus e questo potrebbe entrare nel nostro organismo quando dopo averle toccate, ci tocchiamo occhi, naso o bocca con la stessa mano. La domanda quanto può resistere il coronavirus su una superficie (che sia metallo, plastica, o altro) non ha trovato ancora una risposta definitiva, alcuni studi parlano di ore, altri di giorni. Sebbene la trasmissione principale avviene da una persona all’altra, la pulizia e l’igiene delle superfici può essere uno strumento di prevenzione in più.

Quindi è importante igienizzare l’abitacolo per abbattere il più possibile i rischi di contagio. Questa attività è importante per il guidatore e per i suoi passeggeri, ma anche per chi sale sul veicolo per svolgere il proprio lavoro.

Una semplice pulizia con un panno non è sufficiente, bisogna combinare azione chimica, temperatura, tempo di contatto e azione meccanica, così come spiegato dal dott. Herbert Sinner. L’utilizzo di sostanze a base di alcool (alcol etilico e alcol isopropilico) andrà a sciogliere lo strato adiposo del virus, evitando così il contagio.

L’impianto clima è un covo di batteri, la sostituzione del filtro non basta

Mamma al volante

Il filtro abitacolo è un importante alleato per proteggerci dall’aria poco salubre proveniente dall’esterno dell’auto: gas di scarico, polveri e sporcizia. Se questo è a carboni attivi ancora meglio, perché è in grado di catturare anche ossido di carbonio e di azoto. La sostituzione del filtro, anche se fatta regolarmente non è però sufficiente a garantire l’assenza di fughi, muffe e batteri nell’impianto dell’aria condizionata. Per questo TUNAP consiglia di igienizzare l’impianto clima almeno una volta all’anno. Attraverso la tecnologia airco well®, verrà effettuata una pulizia profonda dell’aria condizionata, andando così ad eliminare sporco, agenti contaminanti, pollini e allergeni. Esistono diversi prodotti e soluzioni fai da te sul mercato, ma non sono in grado di raggiungere la stessa efficacia di un trattamento effettuato da un professionista.

L’importanza di lavarsi le mani

Se sei un guidatore, la migliore soluzione per evitare il contagio in auto rimane lavarsi le mani il più spesso possibile. Lo stesso consiglio è altrettanto valido per gli operatorie del settore, oltre a quello dell’utilizzo dei dispositivi di protezione. Sono semplici attività che se trasformate in abitudini diventeranno ancor più efficaci per la nostra salute. Ricorda che se dovessi entrare in contatto con una superficie infetta, il volante ad esempio, lavarsi le mani correttamente con acqua e sapone è sufficiente a rimuovere il virus.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Elezioni Usa 2020, Biden verso la Casa Bianca. Trump: 'Prove di frode sui voti'- DIRETTA Tycoon minaccia una battaglia legale: 'Ci stanno rubando il voto'

5 Novembre 2020, 19:04pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Joe Biden (foto: AFP)

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Joe Biden è avanti in Nevada di 12.000 voti su Donald Trump. Lo riporta Cnn, sottolineando che il democratico sta allungando sul presidente. L'ultima
rilevazione infatti gli concedeva un vantaggio di 7.000 schede. Ora è a +1%.

Nella seconda lunga notte elettorale americana è sfida all'ultimo voto nei quattro stati chiave dove ancora si contano i voti e che di fatto con un bottino in palio di 57 grandi elettori decideranno la partita tra Donald Trump e Joe Biden. Ovunque è un sostanziale testa a testa che finora ha impedito di chiamare il vincitore. In Georgia e North Carolina Trump e' in vantaggio di un soffio, mentre in Pennsylvania guida di circa 3 punti. In Nevada invece avanti Biden, ma con uno scarto di appena 0,6 punti. Occhi anche sull'Arizona (11 grandi elettori), che Fox News e Ap hanno già assegnato a Biden nella notte dell'Election Day, ma non altri media come Cnn, Nbc e New York Times: qui il vantaggio del candidato democratico, man mano che procede lo spoglio delle ultime schede, si va assottigliando ma resta di circa 2 punti. Dopo aver vinto Michigan e Wisconsin Biden è a un passo dal raggiungere la soglia dei 270 grandi elettori necessari per conquistare la Casa Bianca. A seconda che si conti o meno l'Arizona ne ha ottenuti 264 o 253, contro i 213 di Trump.  In Arizona le schede ancora da contare sono 450.000, di cui 300.000 provenienti dalla Maricopa County, la contea più popolosa dello stato. Al momento le autorità non offrono alcuna previsione sui tempi del conteggio. Ma il segretario di stato dell'Arizona, Katie Hobb, spiega nel corso di un'intervista ai network americani di non prevedere alcun riconteggio visto che le regole vigenti nello stato prevedono una riconta nel caso in cui il margine di scarto fra i due candidati è pari o inferiore allo 0,1%. L'Arizona è uno degli stati chiave per la corsa alla Casa Bianca, Fox e l'Associated Press lo hanno assegnato a Joe Biden, mentre gli altri network non si sono ancora espressi.

 Centinaia di arresti a manifestazioni di protesta FOTO

Trump, frode elettorale, ci sono molte prove - "Tutti gli stati recentemente assegnati a Biden saranno sfidati legalmente per frode elettorale. Un mare di prove! Vinceremo!": lo scrive Donald Trump su Twitter. Le azioni legali della campagna di Donald Trump sono senza merito: sono solo un tentativo di
ritardare il risultato elettorale. Lo afferma la campagna di Joe Biden.  "I nostri dati mostrano che Joe Biden sarà il prossimo presidente". Lo afferma il manager della campagna di Joe Biden, Jen O'Malley Dillon che si dice fiducioso per la vittoria in Arizona e prevede una vittoria in Nevada.

Giudice della Georgia respinge l'azione legale di Trump - Un giudice della Georgia respinge l'azione legale avviata dalla campagna di Donald Trump sui voti. Nel ricorso Trump aveva chiesto di assicurare il rispetto delle leggi sui voti per corrispondenza. Con il risultato elettorale sempre più incerto via via che passavano le ore il genero e consigliere del presidente Donald Trump, Jared Kushner, si è messo al telefono alla ricerca di una figura alla James Baker in grado di condurre la battaglia legale per contestare l'esito del voto in vari Stati. Lo hanno riferito fonti del New York Times. Baker, ex segretario di Stato ed ex stratega elettorale di casa Bush, guidò con successo lo stuolo di avvocati assoldati dalla campagna di George W. Bush per 'la battaglia della Florida' del 2000 decisa alla fine dalla Corte Suprema.

Pennsylvania a Trump, i voti saranno contati - "La campagna elettorale è finita, i voti sono stati espressi ed ora è il momento di contarli e rispettare la volontà degli elettori. Non consentirò a nessuno di fermare il processo di conteggio. Si tratta di voti legali e saranno contati". Lo afferma il procuratore generale della Pennsylvania Josh Shapiro, respingendo l'azione legale della campagna di Donald Trump.


Il candidato democratico (il più votato di sempre) invita alla pazienza, chiedendo di contare ogni voto. Ma Trump torna ad agitare lo spettro dei brogli, e attacca minacciando di rivolgersi alla Corte Suprema. Lo staff di Biden giudica 'scandalose' le sue accuse: 'Rischia una sconfitta imbarazzante se ricorre alla Corte Suprema per le elezioni'.

Wall Street chiude in forte rialzo. Il Dow Jones sale dell'1,35% a 27.849,84 punti, il Nasdaq avanza del 3,85% a 11.590,78 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso del 2,21% a 3.443,53 punti.

 

 

 

Biden sorpassa Trump in Michigan. Tutte le schede in Wisconsin sono state conteggiate, secondo quanto riportano le autorità locali. Al momento, comunque, nessuno dei media americani ha dichiarato un vincitore nello stato. La commissione elettorale del Wisconsin, secondo quanto riportato da media, indica comunque un vantaggio di Joe Biden.

"E' chiaro che vinceremo abbastanza stati per ottenere i 270 voti elettorali per vincere", ha detto Joe Biden. "Non sono qui per dichiarare che abbiamo vinto ma per dirvi che quando il conteggio sarà finito riteniamo che saremo noi i vincitori". "Ieri è stato provato ancora una volta che la democrazia è il cuore di questa nazione. Anche in tempo di pandemia ha votato un numero di americani senza precedenti". "Se mai se ne sia dubitato, non si abbiano più dubbi: qui il potere è nelle mani del popolo ed è il popolo che determina chi è il presidente degli Stati Uniti", ha aggiunto. "Non ci saranno stati rossi o stati blu quando vinciamo. Ci saranno gli Stati Uniti d'America". "Nessuno ci strappa la nostra democrazia, né oggi né mai", ha detto ancora Biden.

BIDEN VIDEO 

 

Il tycoon è sorpreso - Trump su Twitter torna ad agitare lo spettro dei brogli, nel commentare probabilmente il recupero di Joe Biden in stati come il Michigan e il Wisconsin. "La scorsa notte - afferma - ero avanti, spesso saldamente, in molti stati chiave, in quasi tutti quelli governati e controllati dai democratici. Poi, ad uno ad uno, i vantaggi sono magicamente scomparsi, nel momento in cui sono state contate discariche di schede a sorpresa. Molto strano". Trump poi attacca i sondaggisti: "Ancora una volta hanno completamente sbagliato!". Poi in un altro tweet insiste: "Stanno trovando voti per Biden ovunque, in Pennsylvania, Wisconsin e Michigan. E' un male per il paese!".  
La campagna di Trump denuncia irregolarità in diverse contee del Wisconsin e annuncia che Donald Trump potrebbe richiedere il riconteggio delle schede e farlo "immediatamente". "Ci sono indicazioni di irregolarità in alcune contee del Wisconsin che sollevano seri dubbi sulla validità del risultato", afferma Bill Stepien, il manager della campagna di Trump.
Nel frattempo Twitter segnala il cinguettio di Trump.

Lo staff di Biden si mostra fiducioso. "Siamo fiduciosi sul fatto che Joe Biden sarà il prossimo presidente degli Stati Uniti". Lo afferma Jen O'Malley Dillon, il manager della campagna dell'ex vicepresidente. "Trump rischia una sconfitta imbarazzante se ricorre alla Corte Suprema per le elezioni", afferma la campagna democratica. E Biden avverte:  "Non avremo pace finche' ogni voto non sara' contato".

Joe Biden batte Barack Obama. L'ex presidente nel 2008 ha conquistato 69.498.516 voti, affermandosi come il candidato che ne ha raccolti di più nella storia delle presidenziali americane. Mentre lo scrutinio è ancora in corso, Biden ha già raccolto 69.589.840 voti, superando il suo ex capo. Biden è attualmente in testa su Donald Trump per il voto popolare, con il presidente che finora ha incassato 66.706.923 voti.

Braccio di ferro tra Repubblicani e Democratici nell'Election Night negli Usa che si chiude senza un vincitore ufficiale in attesa che in alcuni stati chiave vengano contati nei prossimi giorni le schede arrivate per posta. "Dobbiamo essere pazienti e aspettare che tutti i voti vengano contati", ha commentato Joe Biden, dicendosi fiducioso su una sua vittoria: "Siamo sulla strada giusta, ma non spetta ne a me ne' a Trump decidere chi ha vinto queste elezioni. Spetta a voi, alla gente".

Ma Donald Trump non ci sta, e lo ha fatto capire chiaramente presentandosi poco dopo le due del mattino (in Italia erano le 8.30) ai circa 250 sostenitori invitati alla Casa Bianca e assiepati nella East Room, con in prima fila la first family al completo: "Ringrazio gli americani, abbiamo vinto ovunque, siamo di fronte a risultati fenomenali", ha esultato. Poi ha puntato il dito contro gli stati dove continuerà lo scrutinio, dalla Pennsylvania al North Carolina, dal Wisconsin al Michigan: "Stanno tentando di rubarci le elezioni", ha detto, riecheggiando un tweet che poco prima era stato censurato dal social media come "controverso e fuorviante". "Questa è una frode per gli americani e un imbarazzo per il Paese. Andremo alla Corte Suprema", ha quindi promesso il presidente, ben consapevole che in tale ipotesi a giudicare sarà un'Alta Corte con sei giudici su tre di nomina conservatrice, grazie alla recente new entry di Amy Comey Barrett.

IL DISCORSO DI TRUMP

La deputata democratica Alexandra Ocasio-Cortez, appena rieletta, attacca le "premature" affermazioni di Donald Trump su una sua presunta vittoria definendole "illegittime, pericolose ed autoritarie". "Contiamo i voti e rispettiamo i risultati", scrive su Twitter. 

 

Ascolta "Dopo Trump? In ogni caso ancora Trump" su Spreaker.

 

 


Come nel 2016. La finalissima delle presidenziali americane si gioca nel Midwest: Michigan e Wisconsin decideranno chi guiderà la Casa Bianca nei prossimi quattro anni. Più di Pennsylvania, Georgia e North Carolina, gli altri Stati chiave in cui non è stato possibile dichiarare il vincitore nella lunga notte dell'Election Day. E dove ancora si contano i voti per posta con il rischio di andare avanti per giorni, con l'incubo di strascichi legali che tengano l'America col fiato sospeso per settimane. Quattro anni fa i due Stati della regione dei Grandi Laghi, compresi in quella Rust Belt dove domina il voto operaio, furono strappati ai democratici e a Hillary Clinton, che nella campagna di fatto li ignorarono finendo per decretare il trionfo a sorpresa di Donald Trump. Perché, a partire da Detroit e dall'industria dell'auto, la working class voltò le spalle al partito di quel Barack Obama che aveva votato nel 2008 e nel 2012, attratta invece dalle promesse di un Trump che si poneva come uomo nuovo contro gli interessi dell'establishment e della casta. E non è un caso se negli ultimi giorni della campagna elettorale Trump e Biden hanno battuto a tappeto proprio Michigan e Wisconsin. Una strategia che nella prima parte dell'Election Night è' sembrata premiare il presidente. Ma con il passare delle ore si è materializzato il sorpasso del candidato democratico. E se Biden dovesse vincere in entrambi gli Stati (dopo essersi imposto in Arizona ed aver confermato il Nevada), la vittoria finale sarà sua. Anche perdendo la sua Pennsylvania, dove dalle proiezioni dei principali media americani Trump appare al momento irraggiungibile, con un gap difficile da colmare anche contando tutti i voti per posta, tradizionalmente a larga maggioranza democratica.

 

Usa 2020: breve guida all'election day. Ma il risultato definitivo potrebbe slittare

 

 In realtà c'è anche una seconda strada attraverso cui l'ex vicepresidente potrebbe raggiungere la fatidica soglia dei 270 grandi elettori, seppur decisamente più stretta: vincere il fortino conservatore della Georgia intaccando il 'red wall' degli Stati del sud. Questo gli permetterebbe ancora di fare a meno della Pennsylvania, e a quel punto di vincere persino senza Michigan e Wisconsin. Trump in Georgia è avanti, ma per lui a differenza del rivale c'è solo un modo per vincere: fare il pieno degli Stati chiave in cui ancora si stanno decidendo le sorti di queste elezioni, dopo essersi ripetuto come quattro anni fa nell'impresa di conquistare Florida, Ohio e Iowa. E dopo aver scongiurato la resa della roccaforte conservatrice del Texas che Biden a tratti è sembrato in grado di espugnare. Una missione, quella di Trump, che non sembrava impossibile, fino alla rimonta di Biden nel conteso Midwest che ora complica i piani di rielezione del presidente. Il resto della mappa elettorale che via via sta emergendo dal voto non riserva particolari sorprese, con Biden che si è imposto nei tradizionali Stati democratici della East Coast (da New York alla Virginia), della West Coast (California, Oregon e Washington) e l'altro grande Stato della regione dei Laghi, l'Illinois. A Trump invece manca solo il mattone della Georgia per ricostruire il muro di Stati repubblicani del sud, mentre non hanno tradito le attese gli altri Stati del Midwest, quelli più rurali e meno popolosi come il North e South Dakota, il Nebraska, il Kansas, il Montana o l'Oklahoma.

ANSA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Coronavirus, 10 regioni a rischio chiusura totale: pronto il nuovo piano di emergenza

4 Novembre 2020, 18:40pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

 

inserito da Primula Galantucci Il Coronavirus spaventa l’Italia. Nelle ultime 24 ore è stato registrato un nuovo boom di contagi e con quasi 8000 casi. Una situazione precipita in meno di una settimana che sta spingendo il governo ad agire per evitare il diffondersi ulteriore della pandemia. In particolare, il ministro della Salute Roberto Speranza e il premier Giuseppe Conte stanno valutando alcune misure da prendere. Il Report del monitoraggio settimanale sul coronavirus di Iss e ministero della Salute parla chiaro: ben 10 regioni sono a un livello di rischio «moderato», ma «ad alta probabilità di progressione rapida». Ossia stanno scivolando velocemente verso quell’area rossa del rischio «alto», che fa poi scattare lockdown locali e chiusure progressive delle attività produttive. Come in Campania, dove il governatore De Luca ha imposto la chiusura delle scuole. Destino che potrebbe presto seguire anche l’Emilia Romagna, qualora l’indice di contagio dovesse crescere. Tra le misure da adottare per fermare la corsa del coronavirus si continua a parlare dell’incremento dello smart working per evitare che i lavoratori prendano d’assalto i mezzi pubblici. Limitazioni per quanto riguarda le feste private e anche le cerimonie come matrimoni e battesimi. I locali, come bar e pub, potrebbero chiudere prima del previsto la sera e ci sarebbe il divieto di vendita di alcolici da asporto dopo le 22. Ma c’è di più. Sul filo del rasoio stanno in questo momento camminando Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Puglia, Sardegna, Toscana, Umbria e Valle d’Aosta, quest’ultima con l’Rt più alto ( 1,53), seguita dal Piemonte con un Rt a 1,39. Del resto, come scritto nel Report coronavirus, oramai «si evidenzia una nuova fase epidemiologica con un sovraccarico dei servizi territoriali, che potrebbe riflettersi in breve tempo in un sovraccarico dei servizi assistenziali». Fino allo scorso 4 ottobre non si sono comunque segnalate grosse criticità per le terapie intensive, infatti soltanto la Liguria e la Sardegna occupavano rispettivamente l’11 e il 12% dei letti a disposizione. A scuola la situazione sembra reggere abbastanza bene perché i focolai sono 33, quindi solo il 2,5% della settimana dal 28 settembre al 4 ottobre. Ci sono però molti casi di Covid sconosciuti, nel senso che non è chiara l’origine del contagio. E questo preoccupa gli esperti. Poco fa intanto il capodelegazione del Pd al governo, il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini, ha chiesto al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, un vertice di maggioranza dedicato a nuove misure nazionali da adottare per contenere la diffusione del Coronavirus, d’intesa con le Regioni.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Elezioni Usa 2020, deciderà il voto per posta. Trump: "Ho vinto, frode in atto". Biden: strada giusta verso il successo

4 Novembre 2020, 15:08pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

NEWS ITALIA E DAL MONDO Elezioni Usa 2020, deciderà il voto per posta. Trump: "Ho vinto, frode in atto". Biden: strada giusta verso il successo

inserito da Alessia Chianese Elezioni Usa 2020 senza un vincitore. Almeno per ora, perché il verdetto se sarà Donald Trump o Joe Biden il prossimo presidente degli Stati Uniti resta in bilico. E in bilico resterà probabilmente per giorni, in attesa dello spoglio del voto per posta. E poi ci sarà da attendere l'esito degli eventuali ricorsi.

 

 

Gli Stati chiave

Sono 4 gli Stati chiave nei quali il voto postale sarà decisivo: Pennsylvania, Michigan, Wisconsin e North Carolina. E in questi Stati lo spoglio delle schede potrebbe protrarsi probabilmente per tutto il resto della settimana. Pennsylvania, Michigan, Wisconsin e North Carolina in totale assegnano 61 grandi elettori. E in questi Stati, secondo le proiezioni dei principali media, Donald Trumpè attualmente in vantaggio.

 

 

L'ora della verità

L'ora della verità è scoccata alle tre di questa mattina. In quel momento, un'ora dopo la chiusura dei seggi in Pennsylvania, si sarebbero chiarite due delle incognite principali che pendono di questa elezione: se Trump è riuscito a contenere la falla di voti che si profilava alla vigilia sul fronte della costa atlantica meridionale, e se il verdetto della Pennsylvania è talmente evidente da rendere superflua l'attesa dell'apertura delle ultime schede ancora in arrivo nello Stato. Se la risposta sarà positiva nel primo caso e negativa nel secondo, allora è segno che l'incertezza è destinata a durare, e che la partita che avrebbe dovuto chiudersi in nottata è destinata ai tempi supplementari. L'ipotesi in realtà era data per scontata da settimane, perlomeno dalle due squadre elettorali che si stavano preparando all'evenienza di un esito controverso del voto. Democratici e repubblicani hanno allestito da tempo squadre legali in ognuno dei 50 Stati, e il loro lavoro è iniziato quando le segreterie elettorali hanno iniziato a ad aprire le schede arrivate con il voto postale, e in alcuni casi a scannerizzarle immediatamente in attesa dello scrutinio ufficiale che è iniziato invece ieri mattina. Questa descrizione del processo pecca di una semplificazione estrema.

Lacune su lacune

In realtà l'intero iter elettorale sembra disegnato per moltiplicare le lacune, i possibili punti di contestazione, e sì, anche i varchi di accesso per chi vuole commettere frodi. Due dettagli su tutto. Le schede inviate in via postale in Michigan sono ricevute da 1500 segreterie distribuite in 83 contee, in ognuna delle quali un funzionario deve immetterle manualmente nello scanner che poi consolida i dati digitali. Questa operazione è consentita in anticipo rispetto alla data del voto in undici stati, dove potenzialmente le scelte dei votanti sono state visionate dagli scrutatori diversi giorni prima, fino a tre settimane prima del voto. Le denunce, le sentenze e gli appelli riguardo a casi sospetti si sono susseguite a ritmo incessante, prima ancora che lo spoglio venisse dichiarato aperto, e le relative cause potrebbero durare a lungo.

 


Sotto sequestro

In Texas due giorni fa l'ufficio elettorale aveva sequestrato 130.000 schede perché erano state raccolte in postazioni drive in approntate per limitare il rischio di contagio del coronavirus. I repubblicani sostenevano che erano state allestite in violazione della legge. Il giudice di primo grado ha riconosciuto la praticità della scelta, e un suo superiore a livello federale ha respinto l'immediato appello in quanto frivolo. Il caso continuerà comunque la sua marcia verso la corte suprema, mentre situazioni simili con grandi quantitativi di schede bloccate si stanno accumulando in ogni angolo del paese. La soluzione dei casi giudiziari chiederà tempo, e in caso di distacchi non decisivi il verdetto potrebbe essere rimandato insieme a loro. Di sicuro bisognerà attendere almeno fino a venerdì notte per conoscere lo spoglio finale dei voti postali in Pennsylvania, dove la scadenza per l'arrivo delle schede è stato posticipato di tre giorni, con grande rammarico di Trump che ha denunciato il fatto nelle ultime apparizioni pubbliche ieri.

 

Il dubbio è lecito

Il dubbio sull'esito è insito già nei regolamenti. In caso di scarti minimi, stati come la Florida, l'Ohio e la Pennsylvania prevedono ri-conteggi obbligatori; in altri i candidati possono farne richiesta. La scadenza per la designazione dei grandi elettori da parte di ogni Stato è fissata per l'8 di dicembre, quella del voto di questi ultimi per sancire l'elezione del nuovo presidente sei giorni dopo. Ancora una volta come è già successo nella sfida tra Bush e Gore nell'anno 2000, si rischia di arrivare a quella data senza la certezza dello spoglio, e con l'incubo che i grandi elettori siano scelti dalle loro rispettive assemblee politiche, e che possano finire con l'esprimere la propria preferenza personale per uno dei due candidati, invece di riflettere l'esito delle urne. La tensione è alta a Washington, e un paese già accampato sulle sponde opposte della polarizzazione politica, attende con ansia di sapere come andrà a finire.

FONTE IL MESSAGGERO

 

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