Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MORENA MOTTA Un uomo ha aggredito, ferendole, sei persone in un supermercato di Aukland, in Nuova Zelanda, prima di essere ucciso dalla polizia. Lo hanno riferito i media locali, precisando che tre dei feriti sono in condizioni critiche. In video pubblicati sui social si vedono alcuni clienti del supermercato lanciare sull'allarme per la presenza di "qualcuno con un coltello" e si sentono i colpi di arma da fuoco esplosi dalla polizia.
Nel corso di una conferenza stampa convocata dopo l'incidente, la leader del governo neozelandese, Jacinda Ardern, ha parlato esplicitamente di attacco terroristico. "Questo pomeriggio, intorno alle 14.40, un estremista violento ha compiuto un attacco terroristico contro innocenti neozelandesi al New Lynn Countdown di Auckland", ha dichiarato. L'uomo, dello Sri Lanka, era "ispirato dall'Isis, ha spiegato Ardern, ed era noto alle forze di sicurezza come possibile minaccia.
DI MIKI PAPPACODA Appena uscito dal McDonald's di Spinea (Venezia) con un sacchetto di patatine e una bibita in mano, era salito di nuovo sul suo skateboard. Era da solo, a 16 anni, in una mattinata come tante che di colpo, attorno a mezzogiorno, poteva trasformarsi in una tragedia senza fine. Alcuni metri percorsi con lo skate sul marciapiede di via Palladio, un quartiere residenziale di Spinea, e poi la caduta a terra. Arresto cardiaco, il referto dei medici del Suem che sono intervenuti chiamati da alcuni passanti e che l’hanno portato all'ospedale di Mirano. Lo rivela Il Gazzettino. Ora è ricoverato in terapia intensiva. Il giovane residente a Chirignago lotta tra la vita e la morte. La prognosi è riservata. La situazione è ancor più drammatica per il fatto che il 16enne sarebbe rimasto alcuni istanti senza ossigeno.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Silvio Berlusconi ancora ricoverato al San Raffaele di Milano. Il leader di Forza Italia, secondo quanto si apprende da fonti della coalizione, è tornato in ospedale questa mattina per dei controlli ma si è trattenuto solo brevemente nella struttura ed è stato dimesso dopo poco. La scorsa settimana, di ritorno dalla Sardegna, il Cav aveva passato una notte nell’ospedale milanese. LA PRESSE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Mentre il dibattito si concentra sul Green Pass rimangono varie incertezze pregresse, come i test e il sovraffollamento di aule e trasporti Lunedì 13 settembre in molte regioni italiane riapriranno le scuole di ogni ordine e grado, e tutte le lezioni saranno in presenza: non ci sarà la didattica a distanza che durante l’ultimo anno scolastico era stata introdotta più volte per evitare la trasmissione dei contagi. Nelle ultime settimane si è parlato soprattutto dell’introduzione dell’obbligo di Green Pass per tutto il personale scolastico, dei possibili controlli e delle eventuali sanzioni per chi non ce l’ha. I giornali ne hanno scritto molto, anche se quasi tutti gli insegnanti si sono vaccinati, mentre è stato dato meno risalto a tutti gli altri problemi che non sono stati risolti: il sovraffollamento delle classi, la mancanza degli insegnanti, le capienze sui mezzi di trasporto, i test e il tracciamento per gli studenti.
Sono tutti temi che esistono da un anno, da quando cioè ricominciò il primo anno scolastico parzialmente in presenza in tempi di pandemia, e l’opinione condivisa di molti addetti ai lavori – dirigenti scolastici e sindacalisti – è che ci siano ancora troppe incertezze sulle misure per garantire la sicurezza all’interno delle aule. Qualcosa è cambiato, però: ci sono i vaccini, che garantiscono una significativa protezione contro la COVID-19 e consentono di guardare ai prossimi mesi con più ottimismo rispetto allo scorso anno.
Dal primo settembre il Green Pass è obbligatorio per il personale scolastico: maestri, professori, bidelli, personale tecnico e amministrativo, segretari, dirigenti scolastici. In assenza di Green Pass scatterà la sospensione del rapporto di lavoro e dello stipendio dopo cinque giorni di assenza ingiustificata.
I controlli verranno eseguiti dai collaboratori scolastici ogni mattina verificando i certificati uno a uno, come già avviene nei ristoranti, fino a quando non sarà disponibile una nuova app a cui sta lavorando il ministero dell’Istruzione. Secondo gli ultimi aggiornamenti dovrebbe essere attivata lunedì 13 settembre, il giorno di riapertura, anche se la sottosegretaria Barbara Floridia ha spiegato che ci sarà qualche disagio: «Siamo un po’ in ritardo, ma è davvero questione di pochi giorni».
Le parole della segretaria non hanno tranquillizzato i presidi, che in più occasioni hanno sottolineato il rischio di dedicare molto tempo ai controlli, togliendolo alle lezioni. Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi (ANP), spiega che fino a quando non sarà messa a disposizione la nuova app si dovrà fare tutto a mano. «Se in una scuola si dovranno controllare cinquanta o sessanta Green Pass, si perderà molto tempo all’inizio delle lezioni», dice. «Con il nuovo sistema applicativo, invece, si potrà fare tutto in sede amministrativa: speriamo arrivi in tempo».
Nonostante le preoccupazioni, i dati pubblicati dal governo dicono che sono pochi gli operatori scolastici non ancora vaccinati e quindi senza Green Pass, a meno di fare tamponi ogni due giorni per tutto l’anno: secondo l’ultimo report governativo, il 90,4 per cento degli operatori scolastici ha ricevuto almeno la prima dose del vaccino. Gli insegnanti e i collaboratori scolastici non vaccinati sono 138mila, il 9,5 per cento del totale: tra loro ci sono persone dichiaratamente contrarie alla vaccinazione, persone che hanno deciso di aspettare e non faranno in tempo a ottenere il Green Pass entro l’inizio delle lezioni, e anche insegnanti vaccinati ma contrari ideologicamente alla certificazione.
Lunedì mattina Marco Meotto, docente di storia e filosofia all’istituto Natta di Rivoli, in provincia di Torino, membro del coordinamento provinciale Cub (Confederazione Unitaria Di Base), ha preso parte al presidio organizzato sotto l’Ufficio scolastico regionale contro un obbligo che definisce discriminatorio e umiliante. «Gli insegnanti hanno fatto la loro parte e si sono vaccinati, io per primo», dice Meotto, che pur essendo vaccinato ha dichiarato di non voler esibire il certificato andando incontro alle sanzioni previste. «Non si fa altro che parlare del Green Pass, e tutto resta come prima: già lo scorso anno ci hanno detto che le scuole erano sicure. Invece non sono stati fatti gli investimenti promessi su un piano per l’edilizia scolastica, i trasporti e il personale».
Quando un insegnante non avrà il Green Pass, il dirigente scolastico dovrà trovare un supplente, ovviamente con il certificato. Il meccanismo di sostituzione non è ancora chiaro: un supplente potrebbe essere chiamato la mattina stessa per sostituire il collega senza Green Pass, senza certezze sui tempi di permanenza nella scuola. Potrebbe ottenere l’incarico per un solo giorno. «Scopriremo tutto tra le 7.30 e le 8 del mattino, con tutti i problemi che ne conseguono per noi dirigenti», spiega Giannelli. «La scuola dell’infanzia e la scuola primaria potrebbero avere meno problemi, mentre nella scuola secondaria sarà molto complicato trovare qualche docente disponibile per una supplenza di un giorno. Anche in questo caso, con una notevole perdita di tempo. Tutti questi problemi non ci saranno quando tutti saranno vaccinati».
Ma i problemi della riapertura non si limitano all’organizzazione degli insegnanti. In molte scuole le aule hanno dimensioni contenute, che aumentano il rischio di sovraffollamento e di trasmissione dei contagi, soprattutto tra gli studenti con meno di 12 anni – quattro milioni – che non hanno accesso al vaccino. Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha spiegato che il problema delle classi con troppi studenti riguarda il 2,9 per cento del totale: «Abbiamo la conoscenza millimetrica del problema e ci stiamo lavorando con interventi mirati». Il governo ha stanziato 50 milioni di euro per le scuole statali e paritarie, 22 milioni del decreto Sostegni Bis per le scuole che hanno più di 5 classi con oltre 26 studenti (primarie e medie) o 27 studenti (scuole superiori), infine 70 milioni per l’affitto di spazi aggiuntivi.
Secondo i sindacati, considerare il sovraffollamento solo nei casi limite, oltre i 27 studenti per classe, significa sottovalutare le possibili conseguenze dell’epidemia dopo l’arrivo della variante delta. «Siamo contentissimi di riprendere le attività in presenza», dice Graziamaria Pistorino, della segreteria nazionale FLC Cgil. «Ma bisogna fare i conti con la realtà: la variante delta è molto più contagiosa e colpisce anche in fasce d’età che non sono vaccinate. Bisogna capire se ci siano davvero le condizioni per garantire le attività in presenza».
Il 14 agosto il ministero e sindacati hanno firmato un protocollo di sicurezza che prevede un nuovo piano di test per la popolazione scolastica solo a campione, un piano di intervento sui sistemi di aerazione, una corsia preferenziale per la vaccinazione del personale scolastico, una maggiore collaborazione con le aziende sanitarie per il tracciamento dei contagi e un’analisi costante dei dati epidemiologici delle scuole: verranno sottoposti a tamponi rapidi salivari 54mila studenti ogni quindici giorni appartenenti a istituti chiamati “sentinella”.
Il comitato tecnico scientifico ha raccomandato di rispettare una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, non più obbligatoria come lo scorso anno. La mascherina chirurgica, invece, è obbligatoria per tutti gli studenti con più di 6 anni. Se verrà trovato un caso di coronavirus, verrà riattivata la didattica a distanza per la classe: gli studenti vaccinati se asintomatici staranno in quarantena sette giorni, i non vaccinati dieci. La capienza massima sui mezzi di trasporto pubblico, dove non è obbligatorio presentare il Green Pass, è stata portata all’80 per cento.
INSERITO DA MORENA MOTTA Picchiata in strada dal suo ex e dalla sua nuova fidanzata. I Carabinieri della Stazione di Aragona hanno concluso le indagini scaturite dalla denuncia presentata lo scorso 26 agosto da una casalinga di 32enne del posto. A seguito dell’aggressione la ragazza aveva subito lesioni giudicate guaribili in 10 giorni, come refertato di sanitari dell’Ospedale di Agrigento, dove la donna si era rivolta per le cure del caso. Sono stai denunciati a piede libero alla Procura della Repubblica di Agrigento, l’ex compagno della vittima, un 32enne del posto e la sua attuale compagna una donna di origine marocchina di 23 anni. La lite pare sia scaturita per vecchi rancori legati alla pregressa relazione sentimentale tra la denunciante ed il ragazzo. I due dovranno rispondere delle ipotesi di reato di lesioni personali in concorso e minaccia. I carabinieri di Aragona in via cautelativa hanno proceduto anche al temporaneo ritiro delle armi legalmente detenute dall’uomo.
INSERITO DA MORENA MOTTA Sono 37.882.252 le persone che hanno completato il ciclo vaccinale in Italia pari al 70,14 % della popolazione over 12. È quanto emerge dal report quotidiano sui vaccini anti Covid della struttura commissariale all'emergenza coronavirus, guidata dal generale Francesco Paolo Figliuolo. In totale in Italia sono state somministrate 77.840.987 dosi.
INSERITO DA ANGELA CECERE Papa Francesco ha rivelato a proposito della sua recente operazione al colon che "un infermiere gli ha salvato la vita" e che questa è la seconda volta che accade. Il Pontefice lo dice in un'intervista alla radio spagnola Cope che andrà in onda mercoledì prossimo. In un breve estratto dell'intervista andata in onda oggi, si sente il Papa scherzare sulla sua salute rispondendo - alla domanda 'Come sta?' - che è "ancora vivo" e racconta: "mi ha salvato la vita un infermiere, un uomo con molta esperienza. È la seconda volta nella mia vita che un infermiere mi salva la vita. La prima è stata nell'anno '57". La prima volta fu una suora italiana che, opponendosi ai medici, cambiò la medicazione che dovevano somministrare al Papa, allora giovane seminarista in Argentina, per curarlo dalla polmonite di cui soffriva, come ha raccontato più volte Francesco. Nell'intervista, secondo quanto ha anticipato Cope, si affrontano le speculazioni sulla salute del Pontefice e persino sulle sue possibili dimissioni - indiscrezione pubblicata da un quotidiano italiano - e alle quali Francesco replica: "Quando un Papa è malato, si alza un vento o un uragano di Conclave". Il Pontefice, 84 anni, è stato operato il 4 luglio al Policlinico Gemelli per una stenosi diverticolare con segni di diverticolite sclerosante, intervento in cui gli è stata rimossa una sezione del colon, rimanendo ricoverato per 10 giorni. Nelle sue apparizioni recenti, il Papa - che il prossimo 12 settembre partirà per un viaggio di quattro giorni che lo porterà Budapest e in Slovacchia - è apparso completamente ristabilito, anche se nell'udienza di venerdì scorso con i parlamentari cattolici ha iniziato il suo discorso scusandosi di non poter parlare in piedi, "ma ancora sono nel periodo post-operatorio e devo farlo da seduto. Scusatemi", ha detto.
INSERITO DA ANGELA CECERE Un colpo da circa 500mila euro. In gioielli. Proprio così, quasi mezzo milione di euro. Ammontare che si raggiunge se si possiedono monili in oro e soprattutto in pietre preziose, a partire da brillanti, rubini, smeraldi, zaffiri. E il valore aumenta ancor più se si tratta di oggetti realizzati da maison orafe prestigiose e di orologi per veri appassionati del genere. Certo passioni costose e per chi se le può permettere. Un rientro dalle vacanze a dir poco choccante per una intera famiglia, genitori e figli. L'episodio è avvenuto in provincia di Venezia, a Carpenedo. La famiglia, genitori settantenni e figlia, si è accorta del furto una volta rientrata dalle ferie a inizio settimana. I tre hanno trovato la casa completamente a soqquadro, con le due casseforti forzate con il flessibile e completamente svuotate. Spariti brillanti, rubini, smeraldi, zaffiri. Per la famiglia non è rimasto altro che chiamare il 113. Il sofisticato impianto di allarme dell'abitazione non sarebbe nemmeno scattato.
INSERITO DA ANGELA CECERE Una variante Covid, rilevata per la prima volta in Sudafrica «potrebbe essere più contagiosa» di altre mutazioni e avere il potenziale per «eludere i vaccini»: lo hanno scoperto alcuni scienziati. Il ceppo C.1.2, che è collegato alla «maggiore trasmissibilità», è più lontano dalle mutazioni del virus originale visto a Wuhan, hanno scritto gli esperti dell'Istituto nazionale per le malattie trasmissibili del Sudafrica. Ciò che preoccupa gli scienziati, scopritori della nuova variante del Coronavirus sudafricana, è che la variante possa essere più infettiva ed eludere i vaccini anti Covid. VARIANTE COVID SUDAFRICA: DI COSA SI TRATTA Secondo quanto riportato dal “Jerusalem Post” la preoccupazione che la nuova variante Sud Africana possa essere più infettiva ed eludere i vaccini, secondo un nuovo studio prestampato dell’Istituto nazionale per le malattie trasmissibili del Sudafrica e la piattaforma per l’innovazione e il sequenziamento della ricerca KwaZulu-Natal. Lo studio è in attesa di revisione paritaria. Gli scienziati hanno rilevato per la prima volta C.1.2 nel maggio 2021, scoprendo che discendeva da C.1, che gli scienziati hanno trovato sorprendente poiché C.1 era stato rilevato l’ultima volta nel gennaio 2021. La nuova variante è “mutata sostanzialmente” rispetto a C.1 e è più mutazioni lontano dal virus originale rilevato a Wuhan rispetto a qualsiasi altra variante di preoccupazione o variante di interesse rilevata finora in tutto il mondo.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA L’incidente è avvenuto verso le 10,40 di sabato 28 agosto nel territorio di Canossa, in via Matilde di Canossa, una delle strade lungo il quale corre il rally, nella frazione di Borsea. Secondo quanto fin qui ricostruito dai carabinieri di San Polo, l’auto che ha investito i due spettatori, un ragazzo di 21 anni di Reggio Emilia e un uomo di 33 di Lama Mocogno in provincia di Modena, sarebbe stata una Peugeot 208. Il pilota avrebbe perso il controllo del mezzo e sarebbe finito su un terrapieno che avrebbe fatto da rampa di lancio, proiettando l’auto su una collinetta, a lato della strada. AMALFINOTIZIE