Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Napoli. Che cosa succede ai figli delle vittime di femminicidio e crimini domestici? Qual è la loro sorte quando si spengono i riflettori della cronaca e resta da fare i conti con la vita e i problemi della quotidianità? In che modo possono chiedere e ricevere supporto, esiste una rete intorno a loro? È a queste ed altre domande che si proverà a dare una risposta nel corso della tavola rotonda interistituzionale in programma il prossimo giovedì 16 novembre alla Sala dei Baroni del Maschio Angioino dalle 10 alle 12. L'evento, organizzato dalla cooperativa sociale Irene '95 e dal consorzio Co.Re in collaborazione con il Comune di Napoli e Coordinamento nazionale comunità di accoglienza (Cnca), è realizzato nell'ambito del progetto Respiro (REte di Sostegno per Percorsi di Inclusione e Resilienza con gli Orfani speciali) che si occupa dell'anello più debole della catena composta da chi resta dopo un crimine così efferato come il femminicidio: gli orfani. Respiro, al secondo anno di operatività, è realizzato dalla cooperativa Irene '95 in collaborazione con una rete di 13 partner dell'area sud Italia e isole, ed è stato selezionato da Con i Bambini nell'ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Nel corso della tavola rotonda, verrà anche fatto il punto della situazione relativamente ai numeri dei casi trattati dal progetto in Campania. "L'obiettivo di questa tavola rotonda è quello di mettere insieme tutte le istituzioni che in qualche modo hanno a che fare con la storia e vicende degli orfani speciali. Vogliamo passare da quelle che possiamo chiamare le 'buone intenzioni' alle procedure istituzionali". Così Fedele Salvatore, presidente della cooperativa Irene '95 e responsabile del progetto Respiro. "Abbiamo già siglato - ricorda - molti protocolli d'intesa con la maggior parte degli enti coinvolti in questi lavori, adesso vogliamo lavorare per scrivere insieme una procedura condivisa e standardizzata, che resti nel tempo e serva in tutti i casi di femminicidio. Per intenderci, dobbiamo rispondere alla domanda: quando succede un femminicidio e nei mesi successivi, chi interviene e cosa deve fare? Da qui parta il lavoro condiviso di presa in carico degli orfani fin dal momento dell'emergenza".
INSERITO DA ANGELA CECERE Torre del Greco. Aveva l'obbligo di soggiorno nel comune di Napoli, ma si trovava a Torre del Greco quando è stato sorpreso dai carabinieri. Per evitare la cattura un 32enne di Ponticelli ha deciso di tuffarsi in mare. Dopo alcuni minuti è stato ripescato e arrestato dai militari dell'Arma. Si è chiusa, quindi, con l'arresto la sortita fuori città da parte dell'uomo, sorvegliato speciale con l'obbligo di soggiorno nella città di residenza. Il 32enne è stato individuato a via Litoranea dai carabinieri della stazione Capoluogo e del nucleo operativo e radiomobile. Accortosi dell'arrivo degli uomini in divisa, ha deciso di raggiungere la spiaggia gettandosi in acqua. Dopo una trattativa andata a vuoto e un primo tentativo di resistenza, i carabinieri, tuffatisi in mare per l'arresto, l'hanno riportato sulla terra ferma per poi ammanettarlo. L'uomo è stato trasferito in carcere in attesa di giudizio.,
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Giovedì prossimo il conferimento dell’incarico, l’appuntamento dinanzi al gip Giovanni De Angelis. Che, in precedenza, aveva respinto la richiesta di archiviazione per i sei indagati dopo la scomparsa di Sara Castigliola
Si svolgerà giovedì 16 novembre il conferimento dell’incarico ai periti per l’incidente probatorio nell’ambito del processo per la morte della giovane Sara Castigliola. Il Gip del Tribunale di Napoli dottor Giovanni De Angelis ha fissato dunque per giovedì prossimo alle ore 13.15 alla Torre B del Centro Direzionale il momento in cui i dottori Gaetano Buonocore, Giuseppe Botta, Oscar Nappi e Michele Chiariello compariranno davanti al gip per accettare l’incarico. L’evento era atteso, sin da quando alcuni mesi fa il Gip aveva respinto la richiesta di archiviazione avanzata dal p.m., accogliendo l’opposizione dell’avvocato Francesco Pero, nell’ambito del procedimento relativo alla morte della 31enne deceduta nell’ottobre 2021 all’ospedale Rizzoli dopo aver partorito il suo primo figlio. Una tragedia per la quale sono risultate indagate sei persone: Francesco Rando, Domenico Loffredo, Mariantonia Galano, Silvia Galletti, Marcella Marino e Roberto Buonanno.
Il 16 novembre sarà conferito l’incarico ai dottori Gaetano Buonocore, Giuseppe Botta, Oscar Nappi e Michele Chiariello per l’incidente probatorio nell’ambito del processo per la morte della 31enne
Come alcuni ricorderanno, la donna intorno alle 7.30 del 30 ottobre 2021 aveva partorito una bambina presso l’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno, ma purtroppo si verificarono subito delle complicazioni. Era venuta al mondo una bellissima bambina, eppure qualcosa non andò per il verso giusto. Si disse che la paziente sarebbe stata colpita da una atonia post partum che le avrebbe provocato una grave emorragia. Di fatto l’atonia uterina (altrimenti detta ipotonia uterina) è la perdita patologica di tono muscolare dell’utero che rende impossibile la contrazione dopo il parto. Si tratta di una condizione seria e grave, perché può creare problemi durante il parto e aumentare il rischio di emorragie post parto, come verosimilmente accaduto nel caso di specie. Sara fu trasferita nel reparto di rianimazione ma purtroppo la morte sopravvenne nel pomeriggio dopo che tutti i tentativi per strapparla ad un atroce destino erano risultati vani. Sei mesi fa la camera di consiglio vide gli opponenti, rappresentati dall’avvocato Francesco Pero, produrre alcuni elementi su cui il penalista sollecitò una accurata indagine, chiedendo inoltre l’acquisizione della cartella neonatologica per conoscere l’indice di massa corporea della nascitura, e producendo una chat tra la povera Sara e la madre. In quella occasione, a tali posizioni si era accodato anche l’altro difensore opponente, l’avvocato Giuliano Di Meglio, mentre il pubblico ministero si era riportato ancora una volta alla richiesta di archiviazione del suo ufficio. Poi era toccato agli avvocati discutere delle singole posizioni dei propri assistiti.
L’avvocato Francesco Pero
Adesso, la perizia dovrà accertare, come indicato nell’ordinanza, “se nel determinismo causale che ha condotto alla morte della Castigliola, siano ravvisabili profili di imprudenza, imperizia ovvero negligenza nella condotta dei sanitari che ebbero in cura la persona offesa nell’arco temporale tra l’arrivo in ospedale e il momento in cui la stessa veniva sottoposta n taglio cesareo che portava alla nascita della bambina, tenendo conto della situazione patologica pregressa di cui era affetta la vittima: segnatamente obesità, anemia e minacce pregresse di aborto. in particolare, tenuto conto di tutta la documentazione sanitaria in atti, si accerti l’idoneità della struttura sanitaria (precisamente il presidio ospedaliero A Rizzoli di Lacco Ameno) a poter far fronte ad un intervento cesareo, quale quello cui è stata sottoposta la vittima, affetta da una seria anemia, alla luce delle riserve di plasma di cui era dotato il citato nosocomio; si accerti l’adeguatezza dell’approccio terapeutico e chirurgico posto in essere dai sanitari che ebbero in cura la donna nella successiva evoluzione dell’operazione chirurgica tenendo conto di tutte le circostanze che hanno condotto al secondo intervento chirurgico, fino al decesso della vittima. In particolare, si chiarisca se le complicanze che hanno condotto al successivo intervento chirurgico siano ascrivibili o meno ad errori diagnostico- terapeutici dei medici ovvero se fossero da costoro prevedibili ed evitabili nel rispetto delle linee guida in ambito ginecologico e delle buone pratiche clinico- assistenziali. In particolare, se l’intervento in laparoscopia, cui veniva sottoposta Sara Castigliola, sin stato l’approccio chirurgico più adeguato allo stato di salute della stessa, alla luce della obesità della donna e della progressiva e costante diminuzione della emoglobina in atto; si accerti se l’emorragia, manifestatasi n seguito del primo intervento chirurgico, sia stata trattata dai sanitari con tempestività e correttezza tecnica: in particolare, si chiarisco se il quantitativo di sangue somministrato per emotrasfusione alla paziente fosse adeguato rispetto alla grave anemia della donna […] si accerti altresì se, oltre alla adeguatezza terapeutica nel ripristino della volemia e nella terapia trasfusionale, l’emorragia post-partum fu gestita dai sanitari adeguatamente dal punto di visto dei trattamenti chirurgici. In caso di valutazione negativa, e quindi di accertata negligenza ed imperizia, occorrerà ancora verificare se le insorgenze negative, qualora fossero state correttamente e tempestivamente riscontrate, avrebbero potuto interrompere il decorso causale che ha portato alla morte della paziente”. Il Gip ha infine disposto la comunicazione al p.m. e la notifica agli indagati, alla persona offesa e al difensore, dell’avviso del giorno, dell’ora e del luogo in cui si procederà all’incidente probatorio, almeno due giorni prima della data fissata.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il SuperEnalotto bacia Napoli. Centrato un “cinque” da 64 mica euro in provincia. Esattamente la giocata vincente è stata effettuata in una tabaccheria di Terzigno. L’altro “cinque” del concorso dello scorso 10 novembre è stato realizzato in provincia di Venezia. La speranza è che sia stato premiato un giocatore che abbia davvero bisogno della somma vinta. Intanto nel comune di Terzigno è festa grande.di Massino Gardini -POSITANONEWS
INSERITO DA ANGELA CECERE Autoarticolato non si ferma all'alt della polizia, concitata fuga e inseguimento per 9 km... Napoli. Gli agenti della polizia stradale hanno intimato l’alt al conducente di un autoarticolato che, alla loro vista, ha effettuato una manovra di sorpasso vietata iniziando una pericolosa fuga durante la quale, ha tentato di speronare il veicolo di servizio. Ne è nato un inseguimento, durato per 9 km e che dalla SS162 si è protratto sia sull’autostrada A1 che sulla strada provinciale Sp 1 fintantoché, grazie ad altre unità giunte in ausilio alla pattuglia, non è stato rallentato il traffico veicolare scongiurando così il rischio di incidenti con gli altri utenti della strada. In quei frangenti, i poliziotti hanno esploso alcuni colpi d’arma da fuoco, diretti agli pneumatici del mezzo pesante, riuscendo, così, ad arrestare la concitata fuga dell’autoarticolato. Per tali motivi, l’autista del mezzo è stato denunciato all’autorità giudiziaria e gli sono state contestate numerose violazioni del codice della strada. L’attività di vigilanza stradale della polizia è finalizzata a garantire la sicurezza degli automobilisti che si muovono sulle strade ma anche ad intensificare i controlli di legalità particolarmente sensibili e sentite dalla collettività
INSERITO DA ANGELA CECERE Napoli. L'Italia - si sa - è un paese di santi, poeti e navigatori. Tutte meritevolissime attività, se non fosse per il fatto che una buona parte dei suoi abitanti è anche inesorabilmente colpita da una affezione (in apparenza) non contagiosa, ma con una qualche misteriosa trasmissione genetica, il tifo per il calcio. Da ciò discendono due immediate conseguenze, la prima è che ogni malato ne capisce più degli altri, che si tifi per la stessa squadra o meno, e la seconda è che ogni aspetto della sua vita personale e sociale finisce con l'esserne permeato. Ci sono infine gli ultrà, i supermalati, i grandi diffusori di umori torbidi e incontinenti (dicendola alla moda degli infettivologi), quelli che devono gridare le loro doglianze, in pubblico più che in privato, per una patologia - va riconosciuto - così perniciosa. E nel farlo ogni tanto sconfinano nella stupidità e, perfino nella violenza. Accade che nel naturale svolgersi di un torneo internazionale di calcio, il Napoli, squadra da sempre specchio, anche torbido, dell'eterno amore e delle remote - non so se anche giuste - rivendicazioni di un popolo, si trovi ad affrontare una compagine tedesca proveniente dalla bifronte Berlino, quella dei trionfali nazisti e del vergognoso muro. Città asimmetrica e ferita che porta ancora con sé il peso di un ermafroditismo dolente e cupo. I suoi tifosi, perciò, anche perché memori non già degli oltraggi perpetrati dai loro padri sulle altrui terre, compresa la nostra meravigliosa Partenope, ma degli scontri qui avvenuti una stagione prima con i loro degni compari di Francoforte, erano giunti più agguerriti di un plotone di implacabili incursori in tempi di guerra (di cui, a dirla tutta, di questi tempi, non ne sentivamo proprio il bisogno). Nasce da qui la lotta armata con le forze dell'ordine italiane dei nuovi barbari a via Medina, al Rettifilo e a piazza Garibaldi. Non erano esattamente le agognate conquiste dell'impero romano di Attila o le infiltrazioni nottetempo di Brenno e dei suoi uomini, non c'erano campidogli da conquistare od oche da zittire, ma altre sacralità quotidiane, già brutalmente violate non tanti anni addietro, erano ancora alla mercé dei nuovi vandali travestiti (in beige) da tifosi. Dimentichi delle precedenti esperienze (le forze dell'ordine) e pentiti per aver vietato l'arrivo di cotanti gentiluomini nei mesi passati (questori e politicanti), la miglior prova di sé l'hanno data gli ultrà locali che non sono proprio scesi in piazza, consci com'erano che con i tedeschi le scaramucce (come quelle trascorse) erano tediose e se si cominciava a guerreggiare seriamente era per cacciarli per sempre dalla città e dai suoi confini.
INSERITO DA ANGELA CECERE Verifiche di carabinieri e corte dei conti su anni di morosità accumulata. Scandalo a Napoli... A seguito di attività di indagine esperita dal nucleo Operativo della compagnia carabinieri di Napoli Vomero e coordinata dalla procura regionale per la Campania presso la corte dei conti, è stato notificato a diversi dirigenti del comune di Napoli, della società Napoli Servizi e del 36° circolo didattico statale di Napoli “L. Vanvitelli”, un invito a dedurre con cui vengono contestate delle condotte negligenti che hanno cagionato un danno erariale per complessivi euro 92.349,69. I fatti contestati riguardano la scuola dell’infanzia e primaria “L. Vanvitelli – plesso Caccavello”, ubicata in un fabbricato di proprietà privata e condotto in locazione dal Comune di Napoli, al cui interno è presente un alloggio destinato al custode dell’edificio, ormai deceduto da oltre dieci anni ed indebitamente occupato dai suoi eredi. L'inchiesta Le indagini hanno permesso di acclarare una colpevole inerzia della pubblica amministrazione nell’intraprendere le doverose iniziative finalizzate alla liberazione dell’alloggio che, per la sua particolare ubicazione, permette agli occupanti “abusivi” l’accesso nei locali scolastici a qualsiasi ora del giorno e della notte, con evidenti ripercussioni negative sulla sicurezza delle scolaresche in giovane età, nonché l’utilizzo indiscriminato della fornitura idrica che serve l’istituto. L’occupazione di tali locali ha recato nocumento anche all’offerta didattica, stante l’impossibilita di reimpiegare gli stessi per sopperire al fabbisogno di aule. Gli elementi raccolti hanno altresì rilevato che un’ingente quota del credito risarcitorio vantato dall’ente locale nei confronti degli occupanti abusivi, già richiesto in misura notevolmente sottostimata rispetto al valore di mercato dell’immobile, è stata falcidiata dalla prescrizione a causa di condotte ascrivibili a diversi Dirigenti del Comune di Napoli e della Napoli Servizi s.p.a., società quest’ultima deputata alla corretta emissione delle diffide di pagamento. Nell’invito a dedurre della magistratura contabile viene evidenziata la gravità della vicenda alla luce delle già disastrate finanze comunali, che recentemente hanno ricevuto ingenti finanziamenti statali con il c.d. “Patto per Napoli”, il quale è condizionato, tra l’altro, proprio alla corretta gestione del patrimonio immobiliare ed alla dismissione dei “fitti passivi” da parte dell’ente locale: è infatti emerso che la morosità nei rapporti di utenza del patrimonio del Comune di Napoli ha raggiunto la vertiginosa cifra di oltre 133 milioni di euro e sono anche emerse importanti discrasie nell’attività di bollettazione nei confronti degli occupanti. Nel caso del plesso “Caccavello”, allo stato sussiste l’impossibilità di dismettere il fitto passivo proprio a causa della presenza di occupanti abusivi all’interno del cespite. Al momento sono in corso ulteriori approfondimenti al fine di vagliare eventuali profili di responsabilità in relazione all’occupazione abusiva di altri allogùgi “ex custode” presso istituti scolastici ed edifici pubblici della Municipalità 5, problematica che recentemente è anche assurta agli onori della cronaca.
INSERITO DA ANGELA CECERE Napoli, Il Comitato interministeriale sull'edilizia carceraria ha stanziato oggi, 14 milioni per il carcere napoletano di Poggioreale. Tra i 166 milioni assegnati, Napoli è tra i cinque penitenziari italiani ad aver ottenuto gli stanziamenti maggiori per "interventi importanti riguardanti la sicurezza degli istituti e il miglioramento delle condizioni di vivibilità, nonché l'adeguamento funzionale". "Tra le misure approvate - dichiara il Sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro delle Vedove - ci sono anche 13.949.052,45 per il carcere di Poggioreale. In un contesto economico lacrime e sangue, abbiamo trovato le risorse necessarie per finanziare quegli interventi necessari per garantire maggior sicurezza e condizioni migliori a chi lavora in carcere e a chi vi è detenuto. Per questo ringrazio il Viceministro Galeazzo Bignami. Per la sinistra il sovraffollamento si affrontava con provvedimenti svuota carcere, per noi lavorando seriamente sull'edilizia penitenziaria e il risultato di oggi ne è la riprova". "Il nuovo passo sull'edilizia penitenziaria è garanzia di maggiore sicurezza per uomini e donne della Polizia Penitenziaria, maggiore sicurezza per i cittadini e migliori condizioni per i detenuti, fermo restando la certezza della pena'', sottolinea e il deputato Michele Schiano di Visconti, coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia a NapoliI. ''Il MIT, guidato dal ministro Matteo Salvini, ha messo a disposizione quasi 14 milioni di euro per Poggioreale - afferma il senatore campano della Lega Gianluca Cantalamessa - risorse importanti per la struttura perché con gli interventi edilizi si andranno a migliorare le condizioni di lavoro della Polizia penitenziaria, del personale e dei reclusi".
DI MIKI PAPPACODA Alle 7 di questa mattina dalla nave Life Support di Emergency sono sbarcati a Napoli i 76 migranti soccorsi in acque internazionali in zona SAR maltese, la sera di venerdì 11 agosto. I 76 naufraghi soccorsi provengono da Egitto e Siria, Etiopia ed Eritrea, Paesi colpiti da conflitti, instabilità politica ed economica, e insicurezza alimentare. Tra di loro 7 donne e 24 minori, di cui 16 non accompagnati e una bambina di 7 mesi.
INSERITO DA ANGELA CECERE Napoli. Il Tribunale del Riesame di Napoli ha confermato il carcere per Vincenzo Di Lauro, il boss di Secondigliano (Napoli) arrestato dai carabinieri del Ros per investimenti illeciti del clan. I giudici, accogliendo in parte le istanze degli avvocati Antonio Abet e Andrea Lucchetta, non ha ritenuto sussistenti l'ipotesi relativa all'esistenza di un'associazione autonoma finalizzata alla turbativa d'asta e due su quattro reati relativi agli stupefacenti, ma resta dentro perche' ritenuto il vertice della cosca fondata dal padre Paolo e per i traffici di sigarette di contrabbando, di droga e nel reimpiego dei fondi frutto di quelle attivita' in attivita' lecite e illecite.