Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
A CURA DI MIKI PAPPACODA Progettato all’insegna della produttività del trasporto, il CROSSWAY LE è un autobus che funziona perfettamente sia in città che negli spostamenti interurbani. La soluzione Low Entry offre inoltre un’accessibilità eccellente per tutti i passeggeri durante la salita e la discesa dal veicolo. La catena cinematica, basata sul collaudato CROSSWAY a pianale normale, consente un trasporto veloce ed economico su strade interurbane ad alta velocità e nel contesto urbano.
Versatilità
Versioni City e Intercity, disponibilità di 4 lunghezze e 3 trasmissioni
Sostenibilità
Il CNG permette di accedere a tutte le aree urbane senza limiti di circolazione, garantendo allo stesso tempo il TCO dei veicoli Intercity
3 assi: più passeggeri, massime prestazioni
Possibilità di accogliere un maggior numero di passeggeri a bordo con peso e lunghezza ottimizzati per le massime prestazioni, con il miglior raggio di sterzata della categoria (23,8 m).
Una vera storia di successo
Il CROSSWAY ha già venduto quasi 33.000 unità dal lancio, avvenuto oltre 10 anni fa.
INSERITO DA ANGELA CECERE Controlli movida nel quartiere Vomero Napoli. Nell'ambito dei servizi predisposti dalla questura di Napoli volti ad intensificare il controllo del territorio nelle aree della movida, personale della polizia dei commissariati Vomero, Chiaiano, Palazzo di Giustizia, divisione anticrimine, con personale della guardia di finanza, polizia locale, ispettorato del lavoro e dell’Asl Napoli 1 centro, ha effettuato controlli nel quartiere Vomero ed in particolare a San Martino, nelle vie Giordano, Falcone, Scarlatti e nelle piazze medaglie d’oro e Vanvitelli. In particolare, gli operatori hanno identificato 180 persone di cui 22 con precedenti di polizia e 14 sottoposte a varie misure di prevenzione, inoltre, sono stati controllati 57 veicoli contestando complessivamente 15 violazioni del codice della strada. Ancora, nel corso del servizio, gli operatori hanno controllato 17 esercizi commerciali ai cui titolari sono state imposte 9 prescrizioni di varia natura, elevando complessivamente sanzioni per un totale di circa 6.000 euro.
DI REDAZIONE La bellezza della Costiera Amalfitana, con i suoi panorami incantevoli e le iconiche curve della Statale 163, è diventata protagonista del nuovo spot della nuova Fiat 600 Hybrid. Azzurra come il mare che lambisce questa terra unica, l'auto sfreccia lungo i tornanti di una delle strade più suggestive al mondo per poi fare tappa nel cuore di Atrani, nella pittoresca Piazza Umberto I, simbolo di autenticità e tradizione. Equipaggiata con la tecnologia ibrida MHEV "P2", la Nuova Fiat 600 Hybrid rappresenta un'innovazione nel mondo dell'automotive. Questa tecnologia consente di ridurre le emissioni di CO2 fino al 15% rispetto ai motori tradizionali e garantisce una guida fluida e silenziosa. Anche a velocità inferiori ai 30 km/h, come spesso accade nei centri storici o sulle strade trafficate della Costiera, l'auto può muoversi in modalità elettrica, offrendo un'esperienza rispettosa dell'ambiente e del comfort. Le prestazioni sono un altro punto di forza: il motore a 3 cilindri da 1.2 litri, combinato con un motore elettrico da 21-kW, permette un'accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 11 secondi. La batteria agli ioni di litio da 48 Volt e il cambio elettrico a doppia frizione a 6 rapporti ottimizzano ulteriormente i consumi e le prestazioni, rendendo la Fiat 600 Hybrid un'auto ideale per chi vuole unire sostenibilità e piacere di guida. La scelta della Costiera Amalfitana come scenario non è casuale: il connubio tra l'innovazione tecnologica della Fiat 600 Hybrid e la bellezza naturale e culturale di questo territorio vuole sottolineare il legame tra mobilità sostenibile e valorizzazione dell'ambiente. Con emissioni tra 110 e 114 g di CO2, la Fiat 600 Hybrid si colloca ai vertici della sua categoria per efficienza e compattezza. Lo spot è anche un invito a scoprire un modo di viaggiare più consapevole e armonioso, nel rispetto di luoghi dal valore inestimabile come la Costiera Amalfitana. IL VESCOVADO
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un’epoca che si chiude. Dopo 76 anni l’Ape Piaggio non sarà più prodotta negli stabilimenti di Pontedera (Pisa). Un pezzo di storia che se ne va dall’Italia, ma non un addio in senso assoluto. La celebre tre ruote vivrà una seconda vita in India, dove è già prodotta da anni. Il primo modello dell’Ape fu progettato nell’immediato secondo dopoguerra dall’ingegnere aeronautico Corradino D’Ascanio che aveva inventato anche la Vespa, seguendo un’intuizione di Enrico Piaggio. A distanza di 76 anni la decisione dell’attuale proprietà di abbandonare la produzione, dovuta essenzialmente alle nuove norme dell’Unione europea sui veicoli, come fanno trapelare fonti vicine al gruppo industriale confermando quanto rivelato dai sindacati. L’Ape verrà fabbricata esclusivamente in India, per il mercato locale e per quello africano, dove i vincoli in materia di emissioni inquinanti non sono stringenti. Non si tratterebbe di una delocalizzazione all’estero, bensì di riconversione industriale. Piaggio si sta attrezzando per produrre a Pontedera il Porter elettrico, furgone che dovrebbe sostituire lo storico motocarro a tre ruote. La decisione è stata comunicata nei giorni scorsi ai sindacati che però non sono stati colti di sorpresa dall’annuncio. «Al di là dell’aspetto romantico del legame col territorio è una scelta in qualche modo obbligata. L’Ape è un Euro 4 a due tempi, immaginare un due tempi Euro 5 è una cosa complicata dal punto di vista della meccanica. Sarebbe necessario cambiare la motorizzazione ma a quel punto non sarebbe più un’Ape», le parole di Angelo Capone, segretario Fiom Pisa. Anche per Samuele Nacci, segretario provinciale Uilm, «con le attuali normative non ci sono più margini per produrre in Italia. Il nostro dispiacere è per un pezzo di storia di Pontedera che se ne va, con l’Ape che sarà ancora realizzata in altri stabilimenti di altri Paesi. Forse certe leggi sono state introdotte un pò frettolosamente, sembra che solo l’Europa si preoccupi dell’inquinamento, mentre al resto del mondo non frega nulla». Al momento non sembrano esserci particolari preoccupazioni per quanto riguarda le ricadute occupazionali, nonostante l’annuncio della cassa integrazione per tre settimane dal 2 dicembre per quasi 1.100 lavoratori dello stabilimento. Il dispiacere espresso dalle organizzazioni sindacali è anche per il lato "romantico", per la perdita di un simbolo italiano noto in tutto il mondo. Era già accaduto in occasione della dismissione del "Calessino", altro modello di Ape. «Quando ci hanno comunicato la notizia - sottolinea Flavia Capilli segretaria regionale Fim Cisl - c'è stata preoccupazione sul momento, però abbiamo avuto rassicurazioni sul fatto che ci sono altri modelli da sviluppare su cui investire, le linee saranno riorganizzate, anche se spiace per questo "pensionamento"». Tuttavia rimane «una cauta preoccupazione, che c'è sempre quando ci sono di mezzo gli ammortizzatori sociali. Tre settimane di cassa integrazione per 1.100 operai hanno comunque un impatto forte. Però il vero tema è sapere quanto prima su quali prodotti saranno fatti gli investimenti, come avverrà la riorganizzazione. Ancora non lo sappiamo». GAZZETTA DI PARMA
DI MIKI PAPPACODA Alfa Romeo Tonale Plug-In Hybrid Q4 è l’emblema della sportività efficiente. Combinando storia, design distintivo e innovazioni tecnologiche all’avanguardia, questo SUV compatto che segna l'ingresso di Alfa Romeo nel mondo dell'elettrico porta con sé il DNA inconfondibile del marchio unendo prestazioni eccezionali a un'efficienza senza compromessi.EFFICIENZA HYBRID PER LE TUE NECESSITÀ Con un'autonomia elettrica di oltre 80 km in città e un'autonomia complessiva fino a 600 km, Tonale Plug-In Hybrid Q4 si posiziona infatti come l'Alfa Romeo più efficiente di sempre, con emissioni di CO2 fino a soli 29g/km. Questo significa un accesso senza limitazioni ai centri urbani, garantendo una mobilità quotidiana sostenibile. A ulteriore riprova del fatto che si può essere più sostenibili senza rinunciare alla sportività e alle prestazioni, la potenza complessiva del sistema ibrido della Tonale Plug-In Hybrid Q4 raggiunge i 280 CV, assicurando una dinamica di guida e una sportività tipiche di Alfa Romeo. La combinazione avanzata dell'ibrido Alfa Romeo, con un motore elettrico posteriore da 90 kW e un motore turbo benzina 4 cilindri Multiair 1.3 litri da 180 cavalli sull'asse anteriore, garantisce una trazione integrale sicura e stabile, mentre la gestione "virtuale" dei due sistemi di propulsione rende Tonale Plug-In Hybrid Q4 leggera e maneggevole, assicurando così un'esperienza di guida eccezionale sia su strada sia in off-road e contribuendo a rendere questo SUV la versione più sportiva della sua categoria grazie alla sorprendente accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 6,2 secondi.
LA TECNOLOGIA AL TUO SERVIZIO, PERCHÉ IL CENTRO DI TONALE SEI TU
Alfa Romeo Tonale Plug-In Hybrid Q4 non si ferma alle prestazioni e all'efficienza: è anche all'avanguardia per quanto riguarda le innovazioni tecnologiche. Il selettore di guida Alfa D.N.A., riprogettato appositamente per ottimizzare l'efficienza e le prestazioni del veicolo, permette al guidatore di gestire la trazione Q4, l'intervento dell'elettronica di controllo e la sensibilità dei comandi in modo personalizzato, offrendo un'esperienza di guida coinvolgente. La connettività è un aspetto fondamentale della Tonale Plug-In Hybrid Q4, maAlfa Romeo ha voluto sottolineare la centralità del guidatore anche in questo progetto. Il sofisticato sistema di infotainment offre una delle migliori interfacce uomo-macchina della categoria, consentendo un'esperienza di guida connessa e immersiva. Il display touchscreen ad alta definizione posizionato al centro del cruscotto permette un facile accesso alle funzioni e alle informazioni dell'auto, dalla navigazione alla gestione delle chiamate e alla riproduzione di musica. La connessione ai dispositivi mobili tramite Bluetooth o Wi-Fi integrata consente l'utilizzo di servizi di streaming, l'accesso alle app e gli aggiornamenti software over-the-air. Nonostante questo, però, ogni tecnologia è stata sviluppata per non essere invasiva, privilegiando tutto quello che può rendere l’esperienza di guida memorabile; la perfetta ergonomia dei sedili e la notevole visibilità di cui gode il guidatore dall’abitacolo sono solo gli esempi più lampanti di una ricerca che riguarda ogni aspetto progettuale. La guida deve infatti essere priva di distrazioni, motivo per cui tutto ciò che interagisce con il guidatore è stato ridotto al minimo indispensabile. L'insieme di tutto questo ha consentito di rimettere l'individuo al centro dell'esperienza di guida per offrire il massimo del comfort e del coinvolgimento.Inoltre, Tonale Plug-In Hybrid Q4 introduce una grande componente tecnologica con l'implementazione della tecnologia NFT. Questa innovazione nasce dalla volontà di preservare e valorizzare la vita dell'auto. Grazie alla tecnologia NFT, la vettura è certificata e garantita, consentendo al futuro proprietario di conoscere la storia e le condizioni perfette dell'auto. Questo contribuisce ad aumentare il valore e la sicurezza dell'investimento per il cliente.
LA STORIA DI UN MARCHIO SCRITTA NELL’ICONICO DESIGN
Ciò che rende la Tonale Plug-In Hybrid Q4 davvero unica è il suo design distintivo. L'Alfa Romeo Tonale è un equilibrio perfetto tra eleganza, sportività e funzionalità, combinando l'eredità del marchio con uno stile originale e moderno. Le linee fluide e dinamiche si uniscono a dettagli unici per creare un'immagine raffinata e distintiva. L'attenzione ai dettagli è evidente nella cura delle finiture e nell'utilizzo di materiali pregiati come l'Alcantara negli interni, che conferisce un tocco di lusso contemporaneo all'abitacolo.
STORICA E MODERNA
La storia di Alfa Romeo è chiara nei dettagli estetici hanno sempre caratterizzato il brand. Il frontale è caratterizzato dal trilobo, col classico scudetto al centro della scena a simboleggiare la tradizione di un marchio unico al mondo. I gruppi ottici poi - ispirati al modello storico dell'SZ degli anni '90 - conferiscono alla Tonale una personalità unica. La fiancata, invece, prende in prestito dalla Giulia GT degli anni '60 la linea laterale utile a conferire un fascino senza tempo a questo SUV; anche i cerchioni sono iconici, grazie al motivo forato figlio di uno storico capace di unire generazioni di appassionati. Oltre che d'impatto emotivo assolvono nel miglior modo possibile al raffreddamento dei dischi e all’alleggerimento del componente stesso.
Alfa Romeo Tonale Plug-In Hybrid Q4 rappresenta un'evoluzione dello stile di Alfa Romeo, preservando il suo DNA storico. Il suo design distintivo, le caratteristiche tecniche avanzate e le soluzioni innovative di connettività e infotainment la posizionano all'avanguardia nel panorama dei SUV compatti coniugando l'eredità e il DNA distintivi di Alfa Romeo con le esigenze e le aspettative del futuro per creare un'esperienza di guida coinvolgente e gratificante per gli automobilisti di oggi e di domani.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il sito produttivo statunitense di Bmw, che sorge a Spartanburg nella Carolina del Sud, si conferma per il nono anno consecutivo il più grande esportatore di autoveicoli al mondo. Dalle linee di montaggio del Bmw Manufacturing Center sono usciti 416.301 veicoli nel 2022, molti dei quali diretti verso la Madre Patria Germania (15,5% del volume delle esportazioni), seguita da Cina (13,5%), Corea del Sud (12,8%), Canada (7,5%) e Gran Bretagna (5,6%). «Libero scambio e mercati aperti consentono crescita e prosperità.
BMW e la Carolina del Sudne sono un buon esempio», ha dichiarato Milan Nedeljković, membro del Consiglio di Amministrazione di BMW AG per la produzione. «Sono orgoglioso delle performance dello stabilimento di Spartanburg, che contribuisce al successo del BMW Group». Il 16,6% delle Bmw prodotte a Spartanburg nel 2022 sono state auto elettriche o ibride plug-in. I Suv hanno rappresentato poco più del 60% di tutti i veicoli BMW venduti negli Stati Uniti lo scorso anno. A partire da aprile, lo stabilimento inizierà la produzione della BMW X5 e della BMW X6 del 2024.
DI MIKI PAPPACODA Il governo frena sugli incentivi come unico strumento per rendere accessibili le auto elettriche. Per spingere le vendite bisogna abbassare anche i prezzi. Una risposta ai costruttori, come Stellantis, che chiedono un aiuto alla domanda per sostenere la diffusione delle e-car, ancora troppo costose per l’elevato prezzo delle materie prime. «Senza incentivi le auto elettriche sono ancora troppo costose per la classe media. La sfida è quanto velocemente si riuscirà a ridurre ii costi per venderle anche senza. Basta vedere quanto è successo in Germania: non appena sono stati sospesi gli incentivi, il mercato è crollato», ha detto l’amministratore delegato Carlos Tavares. «Quando le auto elettriche erano 6.000 il primo anno, 60mila il secondo anno, potevano starci degli incentivi statali, ma se entriamo in un’ottica di milioni o centinaia di migliaia di acquisti, probabilmente qualche effetto sul bilancio dello Stato gli incentivi ce l’avrebbero e diventa molto difficile», spiega il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto. «Nessuno mette in dubbio l’ auto elettrica, è un obiettivo da raggiungere - ha detto il ministro - anche se non completamente elettrica perché ci sono dei motori endotermici che possono usare biocarburanti, biometano, che possono funzionare. L’accompagnamento deve essere appaiato al fatto che l’industria deve avere un prezzo possibile a favore della collettività. Oggi l’ auto elettrica è fatta solo per i ricchi, noi abbiamo un parco auto di 40 milioni di auto, abbiamo ancora due milioni di auto Euro 1- Euro 2, pensare di sostituirle con l’elettrico è inimmaginabile in questo momento, è un percorso da fare ma bisogna essere più razionali ed equilibrati». L’Unrae, l’associazione delle case automobilistiche estere in Italia, mette in evidenza che il parco circolante invecchia inesorabilmente, la quota di auto elettrificate nel 2022 è diminuita, lo sviluppo della rete di infrastrutture di ricarica procede con lentezza. La transizione energetica comunque avanza e nel 2022 la quota dei motori a benzina è scesa dal 30% al 27,7% e quella dei diesel dal 22,1% al 19,6%, lasciando la leadership alle auto ibride che salgono al 34%. Le elettriche (pure e ibride plug-in) hanno però subito una drastica battuta d’arresto, perdendo 20.000 unità nel 2022 (-14,8%) e scendendo a quota 8,8% (soprattutto a causa della flessione delle elettriche pure), bloccando l’Italia all’ultimo posto fra i 5 maggiori mercati. L’Unrae prevede per il 2023 una ripresa a doppia cifra nella prima parte dell’anno, visto l’andamento depresso del primo semestre 2022 e una sostanziale stabilità nei mesi successivi, con una crescita complessiva nell’anno del 6,3% a 1,4 milioni di immatricolazioni.
A CURA DI MIKI PAPPACODA L'Austin Metro è un'automobile di segmento B prodotta dal 1980 al 1990 (dalla British Leyland fino al 1981, dal Gruppo Austin Rover fino al 1987 e in seguito dal Gruppo Rover). Fu commercializzata con il marchio Austin e il nome di Metro (anche se nei primi due anni di produzione il nome era miniMetro per problemi di marchio registrato), tranne le versioni più sportive, che avevano il marchio MG assumendo quindi il nome di MG Metro. Il progetto della Metro venne alla luce a metà degli anni Settanta, quando, dopo diversi tentativi di sostituire la Mini, emerse la necessità dell'azienda di essere rappresentata nel nascente e agguerrito segmento B. Concepita in un periodo di grande crisi per la British Leyland, alla progettazione della Metro fu rivolta una grande considerazione, anche durante il periodo di tagli e razionalizzazioni del 1978-80, e il suo riuscito debutto costituì una vitale "boccata d'ossigeno" per la casa automobilistica inglese. Il suo successo in madrepatria fu grande, al punto da divenire una delle automobili più vendute di sempre[3] oltre che la quarta vettura inglese per volume di produzione[1], anche se con il passare degli anni fu additata a stereotipo dell'automobile economica, povera e poco attraente. Fu sostituita nel 1990 dalla Rover serie 100, in parte derivata dalla Austin Metro dopo che diversi progetti per una vettura completamente nuova furono cancellati a causa della mancanza di finanziamenti.
Il prototipo della 9X di Issigonis, conservato nel museo Heritage Motor Centre di Gaydon[4]
Il progetto fu affidato adAlec Issigonis, il creatore della Mini, che nel 1968 sviluppò un progetto chiamato 9X. La proposta piacque alla dirigenza, ma non entrò mai in produzione, a causa dei timori da parte dell'azienda di affrontare un investimento così grande nel periodo in cui, dopo una forte crisi, stava confluendo nellaBritish Leyland.[5]
Dopo il passaggio societario, nel 1972 venne avviato un nuovo progetto siglatoADO74, con a capo Harry Webster. A causa delle idee poco chiare dei progettisti, però, il progetto portò alla produzione di un numero eccessivo di disegni e prototipi, nessuno dei quali completamente soddisfacente agli occhi della dirigenza, e in breve tempo finì per perdere di vista gli obiettivi iniziali, arrivando al progetto di un veicolo sensibilmente più grande.[6]Nel 1973 il nuovo presidente John Barber decise di cancellare il progetto, giudicando l'automobile inadatta a sostituire la Mini (perché troppo grande) e l'investimento di 130 milioni disterline, richiesto per la messa in produzione, troppo elevato.[7]
Nel 1974 fu compiuto un altro tentativo avviando un progetto siglato ADO 88, che però non riuscì a imboccare con decisione nessuna direzione finchéDavid Bachenon fu nominato capo progetto nell'autunno del 1975. Bache stabilì dei punti fissi (come il portellone posteriore) e focalizzò l'attenzione su tre proposte, che vennero presentate alla dirigenza il 3 novembre 1975;[8]quella che fu «approvata per ulteriore ridefinimento» dalla dirigenza era già molto simile alla versione finale, ma presentava una diversa maniglia delle portiere (simile a quella che verrà successivamente utilizzata nellaFiat Unoa 3 porte), un posteriore più verticale, con dei fanali diversi, e la linea del finestrino anteriore era leggermente curvata verso l'alto in corrispondenza dello specchietto anteriore.
Per il propulsore, la decisione fu quella di non svilupparne uno completamente nuovo, ma di utilizzare il già notoSerie Aalimentato acarburatore(che equipaggiava la Mini ed altri veicoli), dal momento che secondo alcuni test i suoi consumi e le sue performance erano migliori di quelle della concorrenza[9]; i progettisti si limitarono quindi ad apportare alcune modifiche volte a migliorarne l'affidabilità e a diminuire la necessità di manutenzione, dopo le quali il motore venne ribattezzatoSerie A+.
Nel 1978 fu deciso che il veicolo non avrebbe dovuto sostituire la Mini, ma essere di dimensioni maggiori e affiancarla: il nuovo obiettivo, quindi, era la realizzazione di un veicolo che rientrasse nel settore delleutilitarie, all'epoca in piena esplosione, contro avversarie comeFiat 127,Peugeot 104,Renault 5eVolkswagen Polo, e la data di lancio fu fissata per il salone dell'automobile britannico nell'autunno 1980[10]. Questa nuova direzione del progetto, che da ora prende il nome diLC8, fu fortemente voluta dal nuovo presidente dellaBritish LeylandMichael Edwardes e da Ray Horrocks[11], e consistette principalmente di un lavoro di restyling e riprogettazione della carrozzeria, mentre tutto il lavoro già fatto con la ADO 88 sulla meccanica e sul motore non fu perso e rimase invariato.
Dalla metà del 1979 la fase di testing poté essere condotta anche sul nuovo circuito di prova della British Leyland aGaydon[12]. In totale, nella fase di test vennero percorse 2 milioni di miglia (circa 3 200 000 chilometri) in 5 diverse nazioni[13].
Il propulsore era ilSerie A+alimentato acarburatore; nonostante non fosse tra i più moderni, venne presentato come affidabile ed economico tanto nei consumi quanto nei costi di manutenzione. Questi ultimi erano ridotti grazie ad alcuni accorgimenti (come una migliorata puleggia della trasmissione a cinghia, punti autopulenti, candele e filtro dell'olio di lunga durata, spia per l'usura delle pastiglie dei freni integrata nel quadro strumenti e un numero ridotto di punti di ingrassaggio[2]), che permettevano alla Metro di richiedere un controllo ogni 12 000 miglia (circa 19 300 chilometri) o 1 anno, quando tutte le concorrenti richiedevano controlli più frequenti[14][15]; il carburatore, inoltre, funzionava in congiunzione con un termostato[2]per evitare sprechi di benzina e per migliorare l'avvio a freddo.
Ilcambioera manuale a 4 marce; l'impianto frenante eramisto(condischidavanti etamburidietro), mentre lesospensionierano leHydragas(già utilizzate nellaAustin Allegro), con un sistema di sofisticati elementi idro-pneumatici a ruote indipendenti, piuttosto anticonvenzionali rispetto alla maggior parte delle auto della categoria.
Il corpo vettura aveva uncoefficiente di resistenza aerodinamica(Cx) pari a 0,41[10][16], anche grazie alla presenza di uno spoiler anteriore su tutti i modelli, e comprendeva ampie superfici vetrate, che secondo il produttore garantivano una visibilità a 360° dell'88%[2]. La carrozzeria era a 3 porte e includeva un portellone posteriore; il bocchettone di rifornimento (con sportellino su tutti i modelli) era posizionato in basso per aumentare la sicurezza (anche se questa posizione rendeva il rifornimento più scomodo).
DI MIKI PAPPACODA 6 CURIOSITA’ su Mercedes, l’auto tedesca che ha cambiato il mondo….oggi la prima ” Karl Benz ha costruito la prima automobile del mondo ” Questo non è certo un segreto: l’invenzione dell’automobile è generalmente accreditata a Karl Benz, uno dei futuri soci fondatori della Mercedes-Benz. L’ingegnere tedesco nel 1886 mise a punto il primo “veicolo alimentato a petrolio” della storia, ovvero la prima automobile, la Benz Patent Motorwagen. Curiosamente, nello stesso periodo anche l’altro futuro fondatore della Mercedes-Benz Gottlieb Daimler stava mettendo a punto un suo veicolo a motore, ignaro del lavoro di Benz: destino volle che i due padri dell’automobile finissero a lavorare insieme
DI MIKI PAPPACODA Dicono che in Svizzera la benzina costi poco, ma la sete di una e21 323i è tanta...
La BMW 323i, con motore sempre a 6 cilindri ma da 2315 cm³ ed in grado di erogare fino a 143 CV. Raggiungeva i 100kmh in soli 9,3" e toccava i 192kmh. Fortemente criticata per il cambio a sole 4 marce e i rapporti troppo corti, mediamente percorreva 7,6km con un litro di benzina.
A causa della cilindrata superiore ai 2 litri, pagava l'IVA al 38% e costava 12,4 milioni, contro le 7,3 della 320i. #bmw #e21 #3er