CARPI NEWS Non ce l’ha fatta la dottoressa Matteo: Carpi perde una grande professionista

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INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Tante mamme la ricordano con affetto e commozione. Carpi perde una grande professionista. La Redazione di Tempo porge le più sentite condoglianze alla famiglia. Il funerale si terrà il 17 settembre, alle 9,30, nella Chiesa di Campogalliano, in Piazza Vittorio Emanuele. Oggi e domani la salma sarà presso le camere ardenti del Policlinico di Modena. Non ce l’ha fatta la dottoressa Maria Lucia Matteo: si è spenta dopo una lunga malattia a soli 53 anni. Ginecologa amatissima a Carpi, da vent’anni a questa parte, ha fatto nascere all’Ospedale Ramazzini centinaia di bambini, con umanità e competenza, seguendo innumerevoli donne con gravidanze a rischio. Tante mamme la ricordano con affetto e commozione. Carpi perde una grande professionista. Anche l’Azienda Usl di Modena esprime profondo cordoglio per la scomparsa prematura della dottoressa, stimata e apprezzata dai colleghi e dalle pazienti per la competenza e la professionalità sempre dimostrata e per le spiccate doti umane. Originaria della provincia di Brindisi, era all’AUSL dal 2000: in servizio come dirigente medico presso la Struttura complessa di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Carpi, da dieci anni era titolare di incarico professionale altamente qualificato per la diagnosi prenatale. “Amava profondamente la sua professione – è il ricordo delle colleghe e dei colleghi di reparto – e si dedicava alle pazienti con grande abnegazione: anche nella gestione dei casi più complessi riusciva sempre a confortarle e rassicurarle. Da anni era una guida per i colleghi più giovani ai quali ha insegnato moltissimo, un supporto anche per i più anziani, è sempre stata una figura di riferimento per tutto il personale. Sempre disponibile a un sorriso, una parola di conforto, un consiglio. Una cara amica che mancherà a tutti”. “Lucia mi mancherà in primo luogo come cara amica. Ho iniziato il mio percorso professionale assieme a lei a Carpi, – afferma Maria Cristina Galassi, direttrice del Dipartimento di Ostetricia, Ginecologia e Pediatria dell’Azienda USL di Modena – condividendo i tanti aspetti che il nostro bel mestiere ci offre. In questi mesi in cui è mancata al lavoro sono state tante le dimostrazioni di interesse espresse dalle donne, che più volte l’hanno cercata sperando in un suo imminente rientro ed evidenziando come la sua professionalità e umanità fossero divenute per le donne e le loro famiglie un punto di riferimento. Da parte mia nutrirò sempre un grandissimo affetto e una profonda stima”. Il funerale si terrà il 17 settembre, alle 9,30, nella Chiesa di Campogalliano, in Piazza Vittorio Emanuele. Oggi e domani la salma sarà presso le camere ardenti del Policlinico di Modena. FONTE IL TEMPO
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formazione non solo per gli aspetti pratici legati alle norme igienico – sanitarie. Occorre rincuorare i genitori che ci affidano i loro figli e rassicurarli che percorso di crescita dei bambini non è compromesso da questa nuova situazione. Li abbiamo incontrati per spiegare loro quali sarebbero state le novità che non devono rappresentare un limite ma stimolano noi insegnanti a elaborare strategie nuove per condividere gli spazi e crescere insieme. Vivremo la collettività in modi differenti ma giorno per giorno modalità che oggi sono nuove diventeranno elementi della vita quotidiana. Se le famiglie si rendono conto che si può fare e ci affiancano in questa responsabilità il gioco è fatto. I bambini avevano una voglia enorme di rientrare a scuola e riprendere quello che avevano lasciato, si adattano più di noi e hanno recepito al volo il fatto di avere una responsabilità nei confronti dell’altro. Ognuno, insomma, sta facendo la sua parte e non c’è nessun bambino in crisi di pianto quest’anno.
Liana
l’attesa per la ri-partenza della scuola, che ci ri-consegnerà una quotidianità scuola-famiglia che abbiamo dimenticato con il lockdown, un periodo in cui i bambini sono rimasti a digiuno di relazioni sociali. I genitori raccontano che il fatto di essere costretti a casa ha permesso di vivere un’intimità senza fretta e concitazione ma si è sentita l’assenza forzata della scuola come alleata educativa nella crescita e sviluppo dei propri figli. Quest’anno, ancor più, sono entusiasti e motivati nel fare iniziare i loro bambini con la consapevolezza che scuola e famiglia sono indissolubilmente legati dallo stesso intento: uno sviluppo sereno, equilibrato e armonico del proprio bambino”. “Tornare è stato molto bello – aggiunge

















