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CAMPANIA NEWS Aldo, in cattedra a 22 anni: è di Bracigliano il prof di ruolo più giovane d'Italia

5 Agosto 2017, 08:51am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

CAMPANIA NEWS Aldo, in cattedra a 22 anni: è di Bracigliano il prof di ruolo più giovane d'Italia

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Quando ai primi di maggio del 2016 ha sostenuto la prova scritta del suo primo concorso nella scuola, si è sentito ancora più piccolo della sua età. In mezzo a colleghi ultra quarantenni e trentenni, Aldo Botta, prof salernitano di Bracigliano, si è sentito per qualche minuto fuori posto. «Ero il più piccolo, e con me erano candidati alla prova colleghi molto più grandi», racconta. Dopo un anno Aldo, 22 anni, è il più giovane vincitore del concorso a cattedra bandito l’anno scorso in Campania. Insegnerà strumento musicale alle scuole superiori. Lui, musicista preparato ed esperto di concerti, insegnerà agli studenti delle superiori come suonare il clarinetto. La scuola che gli è stata assegnata come prima nomina è l’istituto Galizia di Nocera Inferiore. «Ho sacrificato molte uscite con gli amici - racconta Aldo - ma ne è valsa la pena, sono un docente di ruolo». Saper fare e saper spiegare è il motto del baby prof. Dopo il diploma conseguito in sette anni di studio al conservatorio avellinese, si è tuffato subito nella esperienza dell’insegnamento.

IL MATTINO.IT

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CAMPANIA NEWS Napoli: attivista gay ucciso e fatto a pezzi, ritrovata la mano sinistra nel garage dell'orrore. La trans Heven cinque ore in Procura

4 Agosto 2017, 08:26am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net



DI MICHELE PAPPACODA 04/08/2017 - Per cinque ore ha risposto alle domande del pubblico ministero Vittoria Petronella della Procura di Napoli nord ad Aversa. Heven Grimaldi, la bionda trans proveniente dalla Polonia, ma residente ad Aversa, ha spiegato, alla presenza del suo avvocato, alcune circostanze che erano sembrate poco chiare agli inquirenti. Come quella, ad esempio, del ritrovamento degli asciugamani bagnati in casa al suo rientro da Bari l'8 luglio, giorno successivo alla morte di Vincenzo. Possibile che non abbia sospettato di nulla?

 

Ha parlato e pianto per cinque ore, Heven, nella saletta del pm al quarto piano del palazzo aragonese di Aversa - sede della Procura - nello stesso momento in cui i Ris di Roma ritrovavano un altro pezzo del corpo della vittima: la mano sinistra e alcune dita di Vincenzo.

 

L'arto era stato nascosto in un tombino del garage di Ponticelli in via Scarpetta e murato con della calce. Da qualche giorno, prima del ritrovamento del cadavere, gli abitanti avevano lamentato la puzza che proveniva proprio dal tombino. Non è stata trovata ancora la testa del povero ragazzo di Parete, ucciso e sepolto in un anonimo garage abusivo di Ponticelli dal suo assassino Ciro Guarente.

 

L'omicida continua a non voler parlare con gli inquirenti, rinchiuso nella sua cella d'isolamento del carcere di Santa Maria Capua Vetere. La Procura diretta dal Francesco Greco, però, anche senza il suo aiuto, è sulla buona strada. C'è un movente, la gelosia di Ciro Guarente per Vincenzo, l'attivista gay, commesso del negozio Carpisa del centro commerciale Campania, entrato in casa di Heven tre mesi fa per essere ospitato prima di un'altra sistemazione. E c'è anche il corpo della vittima.

 

Ieri sono stati eseguiti i vari sopralluoghi dai carabinieri del Ris alla presenza dei legali difensori dell'indagato principale. Anche la famiglia della vittima ha nominato l'avvocato Luca Cerchia su disposizione di Maria Esposito, la madre di Vincenzo. Il primo sopralluogo è avvenuto nella casa di via Boccaccio ad Aversa. Il secondo, nel deposito giudiziario di autovetture sempre ad Aversa dove si trova la vettura di Guarente sequestrata dalle forze dell'ordine. Terza tappa: il box auto del quartiere Ponticelli a Napoli, divenuto la tomba di Vincenzo.

 

L'inchiesta va avanti anche oggi con gli esami sul telefono cellulare dell'assassino eseguiti da Carmine Testa, consulente dell'organo inquirente. Testa ha già dimostrato la sua professionalità seguendo il caso di Tiziana Cantone, la 31enne che si è suicidata a Mugnano dopo essere rimasta vittima della diffusione sul alcuni siti web dei suoi video privati. Testa è stato colui che - assieme ai carabinieri del reparto informatico di Napoli - ha sbloccato il telefono della Apple di Tiziana. I tempi stringono e le perizie procedono spedite.

 

«Siamo entrati in una fase più riservata delle indagini», dice il procuratore della Repubblica di Napoli Nord, Francesco Greco che due giorni fa ha descritto la seconda parte dell'inchiesta sull'omicidio di Vincenzo Ruggiero.

 

Dopo aver raccolto la confessione di Guarente, risultata in parte non veritiera, e aver ritrovato parte dei resti del cadavere della vittima, la Procura sta cercando ora di identificare il complice di Guarente sentendo a più riprese amici e parenti dell'indagato e di Ruggiero.

 

Heven Grimaldi, con la denuncia presentata il martedì precedente all'arresto di Guarente, aveva spiegato di aver avuto sospetto sul compagno, ma per ben venti giorni pare non si fosse confidata con nessuno. Salvo poi scrivere su Facebook la sua versione dei fatti in un lunghissimo post del 29 luglio, giorno dell'arresto del compagno.

 

L'appartamento di via Boccaccio ad Aversa, a un passo da viale Kennedy, è ancora sotto sequestro, con gli investigatori alla ricerca di tracce che possano fornire indicazioni utili su come Ruggiero sia stata ucciso.

 

Ma dagli accertamenti medico-legali sui resti di Vincenzo, eseguiti dal consulente nominato dalla Procura, Antonio Palmieri, all'istituto di medicina legale del Policlinico di Napoli, i carabinieri sono riusciti a ricostruire tutta la dinamica dell'omicidio. Si aspetta ora una confessione reale dell'assassino, l'ex militare poi spostato nel settore civile della Marina Militare a Roma. «Mister 25 tatuaggi» non avrebbe mostrato segni di pentimento nelle ultime ore. Nè ha fatto sapere alla Procura di voler rendere dichiarazioni. Infine, per questa sera è prevista una fiaccolata a Ponticelli organizzata dall'Arcigay per ricordare Vincenzo. (Il Mattino)

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CAMPANIA NEWS TROVATO CADAVERE AL MERCATO ORTOFRUTTICOLO AL CENTRO DIREZIONALE DI NAPOLI

3 Agosto 2017, 08:02am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA NAPOLI,  - "La polizia municipale, accogliendo anche il nostro appello dopo il sopralluogo di ieri, martedì, ha fatto un blitz nell'area dell'ex mercato ortofrutticolo, alle spalle del centro direzionale, trovando addirittura un cadavere". A darne notizia è il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, che ieri, nel corso della diretta con La radiazza di Gianni Simioli, aveva fatto un sopralluogo nell'area chiedendo "un intervento immediato per evitare che i rom si stanziassero in quegli spazi dove c'erano diversi pericoli per le pessime condizioni igienico sanitarie e per le strutture pericolanti dove stavano cominciando a sistemare i materassi". "Ora sono in corso gli accertamenti dovuti per capire se il decesso sia avvenuto per cause naturali o meno" ha aggiunto Borrelli ribadendo che "se vogliono vivere nella nostra comunità, i rom devono rispettare la legge, per garantire a loro condizioni di vita degne di un Paese civile e per impedire quei contatti con la malavita locale che sono alla base di tante illegalità di cui sono spesso protagonisti, a cominciare dall'accensione dei roghi per distruggere i rifiuti". "In questo modo riusciremo a disinnescare il razzismo e il populismo su cui soffiano, irresponsabilmente, alcune forze politiche" ha concluso Borrelli chiedendo "interventi straordinari in tutti i campi rom della regione per ristabilire la legalità". (ANSA).

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CAMPANIA NEWS Napoli nella morsa del caldo: sopravvivere in città a 50 gradi (e sentirli addosso)

2 Agosto 2017, 09:11am

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CAMPANIA NEWS Napoli nella morsa del caldo: sopravvivere in città a 50 gradi (e sentirli addosso)

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SudaNapoli, Napoli luciferina, Napoli abbafata nei 49 gradi percepiti dai Decumani a Ponticelli, dal Lungomare a Chiaiano. Lo ripetiamo ogni estate: mai così caldo. Ma stavolta, nella morsa dell'afa che arriva dal Sahara, siamo schizzati nel bel mezzo dei record. Secondi solo a Capo San Lorenzo in Sardegna. Incendi, siccità e mo' pure il bafuogno che durerà, prevede il meteorologo, fino a venerdì e oltre. I gradi reali sarebbero 35, ma l'umidità li fa lievitare di altri 14. Basta che l'umidità oscilli tra il 65 e il 70 per cento ed ecco la tramortente botta di calore. «La temperatura percepita, quella che una persona sente addosso» spiega Vincenzo Capozzi del Centro Meteorologico dell'Università Parthenope di Napoli «nasce dalla combinazione tra i gradi reali e l'umidità relativa». Un rapporto che nelle aree costiere fa impazzire il barometro personale. Mentre invece nelle zone interne campane se la temperatura reale è finanche più alta, facciamo 41 gradi, quella percepita è pressoché simile. E all'afa appiccicosa si sostituisce il caldo torrido che opprime e ammoscia di meno. A Napoli, ieri, il picco c'è stato nelle ore attorno a mezzogiorno e nel primissimo pomeriggio. Che fare? Basta non uscire. Consiglio secco che in molti hanno seguito. Per una volta tanto alle vecchiette ha fatto comodo la lunga attesa alle Poste, godendo della boccata rigenerante del condizionatore. Per qualche ora in città è parso di rivivere la grande stagione degli esodi. Certo, i turisti hanno scarpinato per il Centro Antico, con la bottiglia d'acqua d'ordinanza riempita a ogni fontanella pubblica, ma solo qualcuno s'è spinto fino a via Caracciolo che era davvero liberata. Semmai qualcuna tra le più fortunate, in biancheria intima, dal balcone di un albergo, immortala l'orizzonte con un selfie. Tutto immobile, pure i panfili alla fonda erano immobili, nave dipinta su golfo dipinto. Chi si avventurava fuori degli scogli era a torso nudo. Più panze che addominali, comunque. Ma il forchettone del Lucifero climatico ha in parte svuotato il lido Mappatella e la spiaggetta della Colonna Spezzata. Come se solo in pochi avessero avuto la forza, la voglia e il coraggio di affrontare la padella rovente che faceva quasi sciogliere la suola delle scarpe, attaccandola all'asfalto o al piperno bollente dei parapetti. Non c'era nemmeno la possibilità di sfruttare le vasche delle due fontane della Rotonda Diaz. Una era vuota, nell'altra l'acqua era così poca che lo scugnizzo non avrebbe potuto galleggiare. Il mare, in un'apoplessia meridiana, sembrava una bestemmia senza voce e nei vicoli tra il Carmine e la Sanità si respirava cenere dopo il fuoco. Lungo via Toledo le zaffate di aria condizionata che i negozi con l'aria condizionata sparavano fuori ad altezza polpaccio e ginocchio sono state le uniche forme di sollievo, autentici refoli postmoderni. Perché quelli veri si percepivano solo ai piani alti, nell'angolo giusto del terrazzino, se il terrazzino c'era. «Poca gente in giro» s'è lamentata Carolina la storica acquafrescaia di piazza Trieste e Trento, mentre spaccava a metà dei giallissimi limoni goethiani facendone una montagnella, accanto allo spremitore. «Sono tutti chiusi dentro o se ne sono fuiuti da Napoli. Da stamattina ho faticato poco, qualche turista, ma ve li raccomando quelli. Comprano una granita e se la scucchiaiano in quattro». Tra le merci più richieste il ventaglio. All'angolo di vico della Tofa il pakistano ne aveva davanti un tavolino pieno, di tutti i colori: «Li comprano, li comprano». Sollievo al calore, per chi non può ricavare sollievo al dolore, affollando gli stabilimenti di Posillipo. Sasà aggiusta scooter a via Speranzella in un'officina che è un mezzo basso, si è spostato appena di qualche metro per andare a dare una sbirciata a Atletico Madrid-Napoli sullo schermo del bar di fronte: «Mo' si sta un po' meglio. Ma qui, per fortuna il sole batte appena tra la mezza e l'una e mezza». Il vicolo tiene i vantaggi suoi. L'aria si ferma, si mummifica ma poi riparte con carezze e soffi di bizzarri folletti. Solo le vecchiette, immobili figure mitologiche (donna e sedia), ne conoscono i percorsi segreti e gli angoli da presidiare: «Tra poco arriva a refola, giuvinò, assettateve nu poco». Mai visto un caldo così. Quarantanove gradi. Che cosa fa nella Smorfia il 49? Rituccia, 85 anni, lo sa: «'A carne, o piezzo e carne». Bisogna giocarselo. Ma nella cabala napoletana ogni numero è polivalente. A sfogliare il Libro dei Sogni si scopre che 49 fa pure la percezione. Percepire fa 49, vedi la combinazione. So' nummeri, effettivamente: 8 agosto, 35 i gradi reali e 49 quelli percepiti. Un terno ci rinfrescherà.

PIETRO TRECAGNOLI IL MATTINO.IT

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CAMPANIA NEWS Delitto gay, il macabro piano di Ciro garage affittato prima dell’omicidio

1 Agosto 2017, 08:51am

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CAMPANIA NEWS Delitto gay, il macabro piano di Ciro garage affittato prima dell’omicidio

INSERITO DA MORENA MOTTA Ha tagliato il tronco con una motosega, all’altezza dell’ombelico, spezzando in due il corpo. Poi ha decapitato Vincenzo e ha nascosto chissà dove il braccio sinistro e la testa. «Modalità mafiosa» per far scomparire un corpo, tuonano dalla Procura di Napoli nord che sta coordinando le indagini sulla morte di Vincenzo Ruggiero, il ragazzo gay di 25 anni di Parete. Ma c’è ben altro. Ciro Guarente, l’omicida di Vincenzo, ha seguito un rito macabro che ripercorre le scene del vecchio film «Non aprite quella porta» del regista Tobe Hooper. In tutti i sequel compare la motosega.
Anche la devastazione del corpo della vittima è simile nelle scene del film. Analoga la modalità del sezionamento. I resti sono stati poi messi in una vasca e coperti di rifiuti e abiti. In un buco al centro della vasca topi e ragni avevano costruito una tana. Accanto, la polvere di cemento e le mattonelle comprate il giorno 8 luglio da Ciro per cercare di coprire tutto. Finzione che si mescola a realtà. Al centro, la vita di un giovane attivista dell’Arcigay finito in una storia più grande di lui. Domenica, la svolta. Con il ritrovamento dei resti di Vincenzo a Ponticelli.

«La puzza che proveniva dal garage era insopportabile», spiegano ora gli inquirenti, coordinati dal capo della Procura, Francesco Greco. Ma perché tanto accanimento sulla vittima? Si chiedono i carabinieri in queste ore. Ciro, l’ex militare di Marina, voleva farla franca. Facendo sparire il corpo avrebbe «inventato» la dinamica di un omicidio preterintenzionale con relativo sconto di pena. Il cardine della storia è lei, Heven Grimaldi, la trans polacca con la quale era fidanzato ormai dal 2010: Heven doveva essere sua e basta. La bella e bionda polacca però aveva ospitato Vincenzo a casa sua da circa tre mesi e questo faceva saltare i nervi a Ciro: «Mi dà fastidio vederlo qui, deve andar via da casa».

Vincenzo, prestante commesso del negozio Carpisa del centro commerciale Campania, aspettava di trovare una nuova sistemazione prima di lasciare per sempre l’appartamento di via Boccaccio. Aveva litigato con il fratello, non poteva rientrare a Parete. Ma questo Ciro non voleva capirlo. La bella trans - che compare come escort con il nome di Eva Petrova su alcuni siti internet per scambisti - aveva cominciato a prestare attenzioni a Vincenzo. E Ciro, che sui siti pare si prostituisse anche lui con il nome di Lino, aveva pianificato la morte del concorrente in amore.

Il movente dell’omicidio è la gelosia. Il giorno prima del 7 luglio l’ex marinaio aveva affittato il garage di via Scarpetta a Ponticelli - rione dove è cresciuto - dal gestore di un autolavaggio abusivo di una palazzina popolare. Il venerdì aveva atteso il rientro di Vincenzo a casa in via Boccaccio ad Aversa per circa due ore. L’avrebbe colpito alla testa forse con un bastone o una zappa, appena rientrato a casa. Scartata l’ipotesi che sia nata prima una discussione - così come aveva raccontato l’assassino ai carabinieri di Aversa il 28 luglio - Ciro si sarebbe disfatto del corpo portandolo nel garage, approfittando di un’assenza temporanea di Heven, a Bari per lavoro. Ha mentito, infatti, raccontando di aver disperso il cadavere nel mare di Licola.

FONTE di Marilù Musto IL MATTINO

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CAMPANIA NEWS Napoli, incidente mortale su corso S. Giovanni, un centauro muore travolto da un'auto.

27 Luglio 2017, 12:40pm

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INSERITO DA MICHELE  PAPPACODA 27/07/2017 - Incidente mortale questa notte su corso San Giovanni a Teduccio, dove ha perso la vita un centauro. La vittima, Giorgio Sasso, 26enne di San Giorgio a Cremano, si trovava a bordo del suo scooter modello «People» quando s'è schiantato contro un’auto, una lancia Ypsilon guidata da un 24enne napoletano che stava effettuando una manovra. La dinamica dell’impatto tra i due mezzi è al vaglio della sezione infortunistica della polizia municipale comandata da Enrico Fiorillo, che ha proceduto al sopralluogo e in queste ore è al lavoro per ricostruire esattamente la dinamica dell’incidente grazie all’aiuto delle immagini delle telecamere della zona e alle testimonianze raccolte. Lo schianto è avvenuto poco prima dell’una di notte, molto probabilmente l’auto stava facendo delle manovre quasi al centro della carreggiata per entrare nel cortile di un palazzo mentre lo scooter procedeva in direzione di Portici ma non c’è ancora una ricostruzione precisa di quanto accaduto.

Sul posto è stato ritrovato il casco del centauro che è stato soccorso dall’ambulanza con un codice di massima urgenza per i gravi politraumi riportati soprattutto al torace e all’addome. Il 26enne, che lascia una compagna e un figlio di poco più di un anno, è morto poche ore dopo il suo ricovero ospedaliero. L’autista della Lancia Ypsilon è rimasto illeso ed entrambi i veicoli sono stati posti sotto sequestro, così come su indicazione del magistrato di turno, la salma dell’uomo è stata trasferita nel dipartimento di medicina legale del Policlinico federiciano in attesa degli esami autoptici.

(fonte Il Mattino)

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CAMPANIA NEWS Napoli choc, una donna denuncia: «Io, stuprata da tre uomini a Chiaia»

26 Luglio 2017, 10:32am

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CAMPANIA NEWS Napoli choc, una donna denuncia: «Io, stuprata da tre uomini a Chiaia»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «Erano in tre, mi hanno bloccata e stuprata in un palazzo a Chiaia. Ma non ho denunciato, perché non servirebbe a nulla». Camilla Z., 37 anni, di origini siciliane, a Napoli per un breve soggiorno, scrive così sul suo profilo Facebook all’indomani della violenza sessuale che avrebbe subito nella tarda serata di lunedì nell’androne di un condominio della Napoli bene. Una storia di violenza, l’ennesima, che si sarebbe consumata nello stabile al civico 24 di via San Pasquale a Chiaia e che per ora è un mistero. Una storia che la presunta vittima ha raccontato nei minimi particolari alle responsabili del collettivo «Non una di meno», ma che non ha voluto - almeno per ora - riferire alle forze dell’ordine. Un elemento che lascia ancora tanti punti interrogativi: perché la donna ha scelto di non andare in ospedale? Perché non ha voluto denunciare i suoi aguzzini, anche se non li conosceva?

A rispondere è lei stessa in un infuocato post sulla sua pagina Facebook: «Non me la sono sentita, da sola, di andare dai carabinieri e poi in ospedale, dove mi avrebbero visitato, fatto tamponi e dove avrei dovuto rispondere a tante domande. È inutile che in questo momento mi parliate di statistiche - scrive rivolgendosi ai tanti che hanno lasciato commenti sulla sua pagina - di altre possibili violenze che potrebbero avvenire perché questa è la mia pelle. Non sono un numero. Sono una persona. Ferita, umiliata, violentata». Parole dure come macigni, che esprimono tanta rabbia di fronte all’oltraggio subito. Poi l’affondo e la sfiducia verso le forze dell’ordine: «Se sporgere denuncia servisse, se grazie a questo quei tre maledetti potessero essere fermati, nulla mi avrebbe trattenuto».

FONTE di Giuliana Covella IL MATTINA

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CAMPANIA NEWS Tangenti negli appalti all'ospedale di Caserta: operazione della Dia di Napoli, eseguite 7 misure cautelari. Coinvolti dirigenti e funzionari oltre ad imprenditori

25 Luglio 2017, 09:45am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA 25/07/2017 - Gli agenti della Direzione Investigativa Antimafia di Napoli hanno portato a termine, tra Napoli e Caserta, un provvedimento restrittivo della libertà personale nei confronti di 7 persone, disposto dal GIP del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della locale Procura della Repubblica. Gli arrestati sono dirigenti e funzionari della direzione sanitaria dell’ospedale “S. Anna e S. Sebastiano” di Caserta oltre che diversi imprenditori napoletani e casertani, titolari di importanti aziende nel settore dei servizi sanitari ed ospedalieri. 
L’indagine riguarda l’affidamento e gestione degli appalti all’interno della struttura sanitaria pubblica casertana e ha permesso di accertare, secondo la ricostruzione accusatoria, la manipolazione di varie gare di appalto per decine di milioni di euro, a fronte di tangenti di somme denaro o altre utilità. Contestate, inoltre, innumerevoli falsità in atti pubblici che sono risultate commesse, per omettere i controlli sul corretto svolgimento dei servizi da parte dalle ditte affidatarie ed eludere le attività investigative in corso senza “il benché minimo interesse per la tutela della salute dei pazienti e la tutela degli interessi dell’Ospedale di Caserta”, secondo quanto scrive il GIP. 
Figura centrale viene ritenuta Carmine Iovine, già Direttore della Direzione Medica di Presidio Ospedaliero dell’Azienda Sanitaria di Caserta e, successivamente, dell’Unità Operativa Complessa Programmazione e Pianificazione Sanitaria della Azienda Sanitaria, cugino del più noto Antonio Iovine, già temuto killer e vertice della omonima fazione del clan dei Casalesi, oggi collaboratore di giustizia. 
"Le concrete modalità delle condotte poste in essere e i complessivi esiti del monitoraggio ambientale delineano, quanto a Carmine Iovine, una personalità assolutamente allarmante, spregiudicata e incline al crimine. Questi, peraltro, - scrive la Dia in un comunicato - faceva evidente mercimonio di posti di lavoro sia presso l’ospedale che presso le stesse ditte affidatarie dei servizi, secondo una logica clientelare". 

TELECAPRINEWS
 

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Suicida alla Reggia di Caserta: architetto si lancia dal tetto

18 Luglio 2017, 18:33pm

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Choc alla Reggia di Caserta per il suicidio di una donna, una 44enne architetto residente a Napoli.

Un custode ha visto la donna mentre si gettava dalla terrazza ed ha avuto un malore. Secondo le prime ricostruzioni effettuate dagli investigatori della Questura di Caserta, la 44enne, che già due giorni fa era venuta alla Reggia, questa mattina si è recata negli uffici della Sovrintendenza posti nel secondo cortile interno sulla destra del cannocchiale; ha fatto il pass allo sportello a pian terreno, dicendo di dover andare in biblioteca. Ha quindi preso l'ascensore, è arrivata al terzo piano dove ci sono gli sia uffici amministrativi della Sovrintendenza che la stessa biblioteca.

Uscendo dall'ascensore non si è diretta verso il posto che aveva indicato, ma è stata vista da un custode parlare animatamente a telefono e dirigersi verso una vicina finestra che dava sul cortile; a questo punto la donna ha scavalcato e si è lanciata, nonostante il tentativo disperato del custode di fermarla.

IL VESCOVADO DI RAVELLO

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CASTELLAMARE E PAESI VESUVIANI NEWS Torre del Greco, l’incendio raggiunge le case e l’ospedale. Paura per i residenti

17 Luglio 2017, 14:00pm

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CASTELLAMARE E PAESI VESUVIANI NEWS Torre del Greco, l’incendio raggiunge le case e l’ospedale. Paura per i residenti

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Migliora la situazione a Torre del Greco in zona Montedoro, nei pressi dell’ospedale Maresca. Da oggi pomeriggio vigili del fuoco e volontari si stanno adoperando per domare le fiamme. Fumo e fuoco sembrano diminuire, ma la situazione rimane critica. Le abitazioni interessate pare non abbiano subito danni, ma si continua a presidiare. I residenti sono stati evacuati. Per fortuna il vento sta perdendo intensità, lasciando ben sperare.

IL GAZZETTINO VESUVIANO

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