CAMPANIA NEWS Tangenti negli appalti all'ospedale di Caserta: operazione della Dia di Napoli, eseguite 7 misure cautelari. Coinvolti dirigenti e funzionari oltre ad imprenditori

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA 25/07/2017 - Gli agenti della Direzione Investigativa Antimafia di Napoli hanno portato a termine, tra Napoli e Caserta, un provvedimento restrittivo della libertà personale nei confronti di 7 persone, disposto dal GIP del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della locale Procura della Repubblica. Gli arrestati sono dirigenti e funzionari della direzione sanitaria dell’ospedale “S. Anna e S. Sebastiano” di Caserta oltre che diversi imprenditori napoletani e casertani, titolari di importanti aziende nel settore dei servizi sanitari ed ospedalieri.
L’indagine riguarda l’affidamento e gestione degli appalti all’interno della struttura sanitaria pubblica casertana e ha permesso di accertare, secondo la ricostruzione accusatoria, la manipolazione di varie gare di appalto per decine di milioni di euro, a fronte di tangenti di somme denaro o altre utilità. Contestate, inoltre, innumerevoli falsità in atti pubblici che sono risultate commesse, per omettere i controlli sul corretto svolgimento dei servizi da parte dalle ditte affidatarie ed eludere le attività investigative in corso senza “il benché minimo interesse per la tutela della salute dei pazienti e la tutela degli interessi dell’Ospedale di Caserta”, secondo quanto scrive il GIP.
Figura centrale viene ritenuta Carmine Iovine, già Direttore della Direzione Medica di Presidio Ospedaliero dell’Azienda Sanitaria di Caserta e, successivamente, dell’Unità Operativa Complessa Programmazione e Pianificazione Sanitaria della Azienda Sanitaria, cugino del più noto Antonio Iovine, già temuto killer e vertice della omonima fazione del clan dei Casalesi, oggi collaboratore di giustizia.
"Le concrete modalità delle condotte poste in essere e i complessivi esiti del monitoraggio ambientale delineano, quanto a Carmine Iovine, una personalità assolutamente allarmante, spregiudicata e incline al crimine. Questi, peraltro, - scrive la Dia in un comunicato - faceva evidente mercimonio di posti di lavoro sia presso l’ospedale che presso le stesse ditte affidatarie dei servizi, secondo una logica clientelare".
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