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campania news

CAMPANIA NEWS TROVATO CADAVERE AL MERCATO ORTOFRUTTICOLO AL CENTRO DIREZIONALE DI NAPOLI

3 Agosto 2017, 08:02am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA NAPOLI,  - "La polizia municipale, accogliendo anche il nostro appello dopo il sopralluogo di ieri, martedì, ha fatto un blitz nell'area dell'ex mercato ortofrutticolo, alle spalle del centro direzionale, trovando addirittura un cadavere". A darne notizia è il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, che ieri, nel corso della diretta con La radiazza di Gianni Simioli, aveva fatto un sopralluogo nell'area chiedendo "un intervento immediato per evitare che i rom si stanziassero in quegli spazi dove c'erano diversi pericoli per le pessime condizioni igienico sanitarie e per le strutture pericolanti dove stavano cominciando a sistemare i materassi". "Ora sono in corso gli accertamenti dovuti per capire se il decesso sia avvenuto per cause naturali o meno" ha aggiunto Borrelli ribadendo che "se vogliono vivere nella nostra comunità, i rom devono rispettare la legge, per garantire a loro condizioni di vita degne di un Paese civile e per impedire quei contatti con la malavita locale che sono alla base di tante illegalità di cui sono spesso protagonisti, a cominciare dall'accensione dei roghi per distruggere i rifiuti". "In questo modo riusciremo a disinnescare il razzismo e il populismo su cui soffiano, irresponsabilmente, alcune forze politiche" ha concluso Borrelli chiedendo "interventi straordinari in tutti i campi rom della regione per ristabilire la legalità". (ANSA).

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CAMPANIA NEWS Napoli nella morsa del caldo: sopravvivere in città a 50 gradi (e sentirli addosso)

2 Agosto 2017, 09:11am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

CAMPANIA NEWS Napoli nella morsa del caldo: sopravvivere in città a 50 gradi (e sentirli addosso)

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SudaNapoli, Napoli luciferina, Napoli abbafata nei 49 gradi percepiti dai Decumani a Ponticelli, dal Lungomare a Chiaiano. Lo ripetiamo ogni estate: mai così caldo. Ma stavolta, nella morsa dell'afa che arriva dal Sahara, siamo schizzati nel bel mezzo dei record. Secondi solo a Capo San Lorenzo in Sardegna. Incendi, siccità e mo' pure il bafuogno che durerà, prevede il meteorologo, fino a venerdì e oltre. I gradi reali sarebbero 35, ma l'umidità li fa lievitare di altri 14. Basta che l'umidità oscilli tra il 65 e il 70 per cento ed ecco la tramortente botta di calore. «La temperatura percepita, quella che una persona sente addosso» spiega Vincenzo Capozzi del Centro Meteorologico dell'Università Parthenope di Napoli «nasce dalla combinazione tra i gradi reali e l'umidità relativa». Un rapporto che nelle aree costiere fa impazzire il barometro personale. Mentre invece nelle zone interne campane se la temperatura reale è finanche più alta, facciamo 41 gradi, quella percepita è pressoché simile. E all'afa appiccicosa si sostituisce il caldo torrido che opprime e ammoscia di meno. A Napoli, ieri, il picco c'è stato nelle ore attorno a mezzogiorno e nel primissimo pomeriggio. Che fare? Basta non uscire. Consiglio secco che in molti hanno seguito. Per una volta tanto alle vecchiette ha fatto comodo la lunga attesa alle Poste, godendo della boccata rigenerante del condizionatore. Per qualche ora in città è parso di rivivere la grande stagione degli esodi. Certo, i turisti hanno scarpinato per il Centro Antico, con la bottiglia d'acqua d'ordinanza riempita a ogni fontanella pubblica, ma solo qualcuno s'è spinto fino a via Caracciolo che era davvero liberata. Semmai qualcuna tra le più fortunate, in biancheria intima, dal balcone di un albergo, immortala l'orizzonte con un selfie. Tutto immobile, pure i panfili alla fonda erano immobili, nave dipinta su golfo dipinto. Chi si avventurava fuori degli scogli era a torso nudo. Più panze che addominali, comunque. Ma il forchettone del Lucifero climatico ha in parte svuotato il lido Mappatella e la spiaggetta della Colonna Spezzata. Come se solo in pochi avessero avuto la forza, la voglia e il coraggio di affrontare la padella rovente che faceva quasi sciogliere la suola delle scarpe, attaccandola all'asfalto o al piperno bollente dei parapetti. Non c'era nemmeno la possibilità di sfruttare le vasche delle due fontane della Rotonda Diaz. Una era vuota, nell'altra l'acqua era così poca che lo scugnizzo non avrebbe potuto galleggiare. Il mare, in un'apoplessia meridiana, sembrava una bestemmia senza voce e nei vicoli tra il Carmine e la Sanità si respirava cenere dopo il fuoco. Lungo via Toledo le zaffate di aria condizionata che i negozi con l'aria condizionata sparavano fuori ad altezza polpaccio e ginocchio sono state le uniche forme di sollievo, autentici refoli postmoderni. Perché quelli veri si percepivano solo ai piani alti, nell'angolo giusto del terrazzino, se il terrazzino c'era. «Poca gente in giro» s'è lamentata Carolina la storica acquafrescaia di piazza Trieste e Trento, mentre spaccava a metà dei giallissimi limoni goethiani facendone una montagnella, accanto allo spremitore. «Sono tutti chiusi dentro o se ne sono fuiuti da Napoli. Da stamattina ho faticato poco, qualche turista, ma ve li raccomando quelli. Comprano una granita e se la scucchiaiano in quattro». Tra le merci più richieste il ventaglio. All'angolo di vico della Tofa il pakistano ne aveva davanti un tavolino pieno, di tutti i colori: «Li comprano, li comprano». Sollievo al calore, per chi non può ricavare sollievo al dolore, affollando gli stabilimenti di Posillipo. Sasà aggiusta scooter a via Speranzella in un'officina che è un mezzo basso, si è spostato appena di qualche metro per andare a dare una sbirciata a Atletico Madrid-Napoli sullo schermo del bar di fronte: «Mo' si sta un po' meglio. Ma qui, per fortuna il sole batte appena tra la mezza e l'una e mezza». Il vicolo tiene i vantaggi suoi. L'aria si ferma, si mummifica ma poi riparte con carezze e soffi di bizzarri folletti. Solo le vecchiette, immobili figure mitologiche (donna e sedia), ne conoscono i percorsi segreti e gli angoli da presidiare: «Tra poco arriva a refola, giuvinò, assettateve nu poco». Mai visto un caldo così. Quarantanove gradi. Che cosa fa nella Smorfia il 49? Rituccia, 85 anni, lo sa: «'A carne, o piezzo e carne». Bisogna giocarselo. Ma nella cabala napoletana ogni numero è polivalente. A sfogliare il Libro dei Sogni si scopre che 49 fa pure la percezione. Percepire fa 49, vedi la combinazione. So' nummeri, effettivamente: 8 agosto, 35 i gradi reali e 49 quelli percepiti. Un terno ci rinfrescherà.

PIETRO TRECAGNOLI IL MATTINO.IT

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CAMPANIA NEWS Delitto gay, il macabro piano di Ciro garage affittato prima dell’omicidio

1 Agosto 2017, 08:51am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

CAMPANIA NEWS Delitto gay, il macabro piano di Ciro garage affittato prima dell’omicidio

INSERITO DA MORENA MOTTA Ha tagliato il tronco con una motosega, all’altezza dell’ombelico, spezzando in due il corpo. Poi ha decapitato Vincenzo e ha nascosto chissà dove il braccio sinistro e la testa. «Modalità mafiosa» per far scomparire un corpo, tuonano dalla Procura di Napoli nord che sta coordinando le indagini sulla morte di Vincenzo Ruggiero, il ragazzo gay di 25 anni di Parete. Ma c’è ben altro. Ciro Guarente, l’omicida di Vincenzo, ha seguito un rito macabro che ripercorre le scene del vecchio film «Non aprite quella porta» del regista Tobe Hooper. In tutti i sequel compare la motosega.
Anche la devastazione del corpo della vittima è simile nelle scene del film. Analoga la modalità del sezionamento. I resti sono stati poi messi in una vasca e coperti di rifiuti e abiti. In un buco al centro della vasca topi e ragni avevano costruito una tana. Accanto, la polvere di cemento e le mattonelle comprate il giorno 8 luglio da Ciro per cercare di coprire tutto. Finzione che si mescola a realtà. Al centro, la vita di un giovane attivista dell’Arcigay finito in una storia più grande di lui. Domenica, la svolta. Con il ritrovamento dei resti di Vincenzo a Ponticelli.

«La puzza che proveniva dal garage era insopportabile», spiegano ora gli inquirenti, coordinati dal capo della Procura, Francesco Greco. Ma perché tanto accanimento sulla vittima? Si chiedono i carabinieri in queste ore. Ciro, l’ex militare di Marina, voleva farla franca. Facendo sparire il corpo avrebbe «inventato» la dinamica di un omicidio preterintenzionale con relativo sconto di pena. Il cardine della storia è lei, Heven Grimaldi, la trans polacca con la quale era fidanzato ormai dal 2010: Heven doveva essere sua e basta. La bella e bionda polacca però aveva ospitato Vincenzo a casa sua da circa tre mesi e questo faceva saltare i nervi a Ciro: «Mi dà fastidio vederlo qui, deve andar via da casa».

Vincenzo, prestante commesso del negozio Carpisa del centro commerciale Campania, aspettava di trovare una nuova sistemazione prima di lasciare per sempre l’appartamento di via Boccaccio. Aveva litigato con il fratello, non poteva rientrare a Parete. Ma questo Ciro non voleva capirlo. La bella trans - che compare come escort con il nome di Eva Petrova su alcuni siti internet per scambisti - aveva cominciato a prestare attenzioni a Vincenzo. E Ciro, che sui siti pare si prostituisse anche lui con il nome di Lino, aveva pianificato la morte del concorrente in amore.

Il movente dell’omicidio è la gelosia. Il giorno prima del 7 luglio l’ex marinaio aveva affittato il garage di via Scarpetta a Ponticelli - rione dove è cresciuto - dal gestore di un autolavaggio abusivo di una palazzina popolare. Il venerdì aveva atteso il rientro di Vincenzo a casa in via Boccaccio ad Aversa per circa due ore. L’avrebbe colpito alla testa forse con un bastone o una zappa, appena rientrato a casa. Scartata l’ipotesi che sia nata prima una discussione - così come aveva raccontato l’assassino ai carabinieri di Aversa il 28 luglio - Ciro si sarebbe disfatto del corpo portandolo nel garage, approfittando di un’assenza temporanea di Heven, a Bari per lavoro. Ha mentito, infatti, raccontando di aver disperso il cadavere nel mare di Licola.

FONTE di Marilù Musto IL MATTINO

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CAMPANIA NEWS Napoli, incidente mortale su corso S. Giovanni, un centauro muore travolto da un'auto.

27 Luglio 2017, 12:40pm

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INSERITO DA MICHELE  PAPPACODA 27/07/2017 - Incidente mortale questa notte su corso San Giovanni a Teduccio, dove ha perso la vita un centauro. La vittima, Giorgio Sasso, 26enne di San Giorgio a Cremano, si trovava a bordo del suo scooter modello «People» quando s'è schiantato contro un’auto, una lancia Ypsilon guidata da un 24enne napoletano che stava effettuando una manovra. La dinamica dell’impatto tra i due mezzi è al vaglio della sezione infortunistica della polizia municipale comandata da Enrico Fiorillo, che ha proceduto al sopralluogo e in queste ore è al lavoro per ricostruire esattamente la dinamica dell’incidente grazie all’aiuto delle immagini delle telecamere della zona e alle testimonianze raccolte. Lo schianto è avvenuto poco prima dell’una di notte, molto probabilmente l’auto stava facendo delle manovre quasi al centro della carreggiata per entrare nel cortile di un palazzo mentre lo scooter procedeva in direzione di Portici ma non c’è ancora una ricostruzione precisa di quanto accaduto.

Sul posto è stato ritrovato il casco del centauro che è stato soccorso dall’ambulanza con un codice di massima urgenza per i gravi politraumi riportati soprattutto al torace e all’addome. Il 26enne, che lascia una compagna e un figlio di poco più di un anno, è morto poche ore dopo il suo ricovero ospedaliero. L’autista della Lancia Ypsilon è rimasto illeso ed entrambi i veicoli sono stati posti sotto sequestro, così come su indicazione del magistrato di turno, la salma dell’uomo è stata trasferita nel dipartimento di medicina legale del Policlinico federiciano in attesa degli esami autoptici.

(fonte Il Mattino)

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CAMPANIA NEWS Napoli choc, una donna denuncia: «Io, stuprata da tre uomini a Chiaia»

26 Luglio 2017, 10:32am

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CAMPANIA NEWS Napoli choc, una donna denuncia: «Io, stuprata da tre uomini a Chiaia»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «Erano in tre, mi hanno bloccata e stuprata in un palazzo a Chiaia. Ma non ho denunciato, perché non servirebbe a nulla». Camilla Z., 37 anni, di origini siciliane, a Napoli per un breve soggiorno, scrive così sul suo profilo Facebook all’indomani della violenza sessuale che avrebbe subito nella tarda serata di lunedì nell’androne di un condominio della Napoli bene. Una storia di violenza, l’ennesima, che si sarebbe consumata nello stabile al civico 24 di via San Pasquale a Chiaia e che per ora è un mistero. Una storia che la presunta vittima ha raccontato nei minimi particolari alle responsabili del collettivo «Non una di meno», ma che non ha voluto - almeno per ora - riferire alle forze dell’ordine. Un elemento che lascia ancora tanti punti interrogativi: perché la donna ha scelto di non andare in ospedale? Perché non ha voluto denunciare i suoi aguzzini, anche se non li conosceva?

A rispondere è lei stessa in un infuocato post sulla sua pagina Facebook: «Non me la sono sentita, da sola, di andare dai carabinieri e poi in ospedale, dove mi avrebbero visitato, fatto tamponi e dove avrei dovuto rispondere a tante domande. È inutile che in questo momento mi parliate di statistiche - scrive rivolgendosi ai tanti che hanno lasciato commenti sulla sua pagina - di altre possibili violenze che potrebbero avvenire perché questa è la mia pelle. Non sono un numero. Sono una persona. Ferita, umiliata, violentata». Parole dure come macigni, che esprimono tanta rabbia di fronte all’oltraggio subito. Poi l’affondo e la sfiducia verso le forze dell’ordine: «Se sporgere denuncia servisse, se grazie a questo quei tre maledetti potessero essere fermati, nulla mi avrebbe trattenuto».

FONTE di Giuliana Covella IL MATTINA

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CAMPANIA NEWS Tangenti negli appalti all'ospedale di Caserta: operazione della Dia di Napoli, eseguite 7 misure cautelari. Coinvolti dirigenti e funzionari oltre ad imprenditori

25 Luglio 2017, 09:45am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA 25/07/2017 - Gli agenti della Direzione Investigativa Antimafia di Napoli hanno portato a termine, tra Napoli e Caserta, un provvedimento restrittivo della libertà personale nei confronti di 7 persone, disposto dal GIP del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della locale Procura della Repubblica. Gli arrestati sono dirigenti e funzionari della direzione sanitaria dell’ospedale “S. Anna e S. Sebastiano” di Caserta oltre che diversi imprenditori napoletani e casertani, titolari di importanti aziende nel settore dei servizi sanitari ed ospedalieri. 
L’indagine riguarda l’affidamento e gestione degli appalti all’interno della struttura sanitaria pubblica casertana e ha permesso di accertare, secondo la ricostruzione accusatoria, la manipolazione di varie gare di appalto per decine di milioni di euro, a fronte di tangenti di somme denaro o altre utilità. Contestate, inoltre, innumerevoli falsità in atti pubblici che sono risultate commesse, per omettere i controlli sul corretto svolgimento dei servizi da parte dalle ditte affidatarie ed eludere le attività investigative in corso senza “il benché minimo interesse per la tutela della salute dei pazienti e la tutela degli interessi dell’Ospedale di Caserta”, secondo quanto scrive il GIP. 
Figura centrale viene ritenuta Carmine Iovine, già Direttore della Direzione Medica di Presidio Ospedaliero dell’Azienda Sanitaria di Caserta e, successivamente, dell’Unità Operativa Complessa Programmazione e Pianificazione Sanitaria della Azienda Sanitaria, cugino del più noto Antonio Iovine, già temuto killer e vertice della omonima fazione del clan dei Casalesi, oggi collaboratore di giustizia. 
"Le concrete modalità delle condotte poste in essere e i complessivi esiti del monitoraggio ambientale delineano, quanto a Carmine Iovine, una personalità assolutamente allarmante, spregiudicata e incline al crimine. Questi, peraltro, - scrive la Dia in un comunicato - faceva evidente mercimonio di posti di lavoro sia presso l’ospedale che presso le stesse ditte affidatarie dei servizi, secondo una logica clientelare". 

TELECAPRINEWS
 

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Suicida alla Reggia di Caserta: architetto si lancia dal tetto

18 Luglio 2017, 18:33pm

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Choc alla Reggia di Caserta per il suicidio di una donna, una 44enne architetto residente a Napoli.

Un custode ha visto la donna mentre si gettava dalla terrazza ed ha avuto un malore. Secondo le prime ricostruzioni effettuate dagli investigatori della Questura di Caserta, la 44enne, che già due giorni fa era venuta alla Reggia, questa mattina si è recata negli uffici della Sovrintendenza posti nel secondo cortile interno sulla destra del cannocchiale; ha fatto il pass allo sportello a pian terreno, dicendo di dover andare in biblioteca. Ha quindi preso l'ascensore, è arrivata al terzo piano dove ci sono gli sia uffici amministrativi della Sovrintendenza che la stessa biblioteca.

Uscendo dall'ascensore non si è diretta verso il posto che aveva indicato, ma è stata vista da un custode parlare animatamente a telefono e dirigersi verso una vicina finestra che dava sul cortile; a questo punto la donna ha scavalcato e si è lanciata, nonostante il tentativo disperato del custode di fermarla.

IL VESCOVADO DI RAVELLO

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CASTELLAMARE E PAESI VESUVIANI NEWS Torre del Greco, l’incendio raggiunge le case e l’ospedale. Paura per i residenti

17 Luglio 2017, 14:00pm

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CASTELLAMARE E PAESI VESUVIANI NEWS Torre del Greco, l’incendio raggiunge le case e l’ospedale. Paura per i residenti

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Migliora la situazione a Torre del Greco in zona Montedoro, nei pressi dell’ospedale Maresca. Da oggi pomeriggio vigili del fuoco e volontari si stanno adoperando per domare le fiamme. Fumo e fuoco sembrano diminuire, ma la situazione rimane critica. Le abitazioni interessate pare non abbiano subito danni, ma si continua a presidiare. I residenti sono stati evacuati. Per fortuna il vento sta perdendo intensità, lasciando ben sperare.

IL GAZZETTINO VESUVIANO

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CAMPANIA NEWS VESUVIO: il prof. Nakada Setsuya, massimo esperto dell'Università di Tokyo, denuncia come le istituzioni italiane nascondono il problema eruzione e non hanno preso iniziative

14 Luglio 2017, 11:27am

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CAMPANIA NEWS VESUVIO: il prof. Nakada Setsuya, massimo esperto dell'Università di Tokyo, denuncia come le istituzioni italiane nascondono il problema eruzione e non hanno preso iniziative

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA - L’esperto Nakada Setsuya, professore di vulcanologia presso la Tokyo University ha confermato il pericolo costituito dal Vesuvio, suggerendo alle istituzioni di affrontare il problema, piuttosto che nasconderne i pericoli alla popolazione. Il professor Setsuya in patria è considerato il più importante esperto giapponese. Le sue parole – “Il Vesuvio erutterà di sicuro” – possono apparire una profezia apocalittica, ma in realtà la previsione non ha nulla di nuovo, essendo noto che il vulcano napoletano, seppur dormiente, è sempre attivo. Tuttavia le affermazioni del prof. Setsuya, pronunciate alla XII conferenza mondiale dei geoparchi di Ascea nel Cilento, non presentano alcuna velleità sensazionalistica. L’avvertimento dell’esperto è serio, pacato e di carattere più che altro politico, laddove afferma che le istituzioni non solo si attardano ad elaborare credibili piani di evacuazione, ma evitano anche di parlare alla popolazione del pericolo costituito dal vulcano. Pertanto, se “il Vesuvio erutterà di sicuro”, osserva il vulcanologo nipponico, “gli italiani farebbero meglio a parlarne e a prepararsi, così da avere un piano per gestire la situazione”. Setsuya precisa ancora una volta che non è possibile conoscere in anticipo il momento dell’eruzione di un vulcano. Tuttavia è possibile osservare alcuni segnali, quale la comparsa di sbuffi di gas dai crateri (anche periferici) o la comparsa di rigonfiamenti sulla superficie del Vulcano. Si tratta comunque di segnali che talora precedono di poche ore il momento dell’eruzione e che dunque potrebbero non essere utili a dare un allarme utile ad elaborare “ex novo” un piano di evacuazione. Il messaggio politico dell’esperto giapponese è stato raccolto dai Verdi che, attraverso le parole del responsabile regionale Francesco Emilio Borrelli, osservano che “Tutto il mondo è preoccupato e lancia allarmi per i vulcani del napoletano. Solo la Protezione Civile nazionale continua a dormire sogni beati rinviando di anno in anno il piano dei Campi Flegrei e non aggiornando quello del Vesuvio. Una condotta a nostro avviso scellerata che pagheranno sicuramente le popolazioni del vesuviano e dei Campi Flegrei. Semplicemente non sappiamo a quale generazione toccherà pagare il conto”. Le popolazioni a rischio sono aumentate anche nelle indicazioni date dalla Regione Campania sul Bollettino Ufficiale. L’istituzione locale ha infatti ampliato la cosiddetta “zona rossa”, ovvero quella parte di territorio immediatamente interessata dall’eruzione del gigante napoletano. I cittadini compresi nella zona rossa sono passati da 500mila soggetti a 700mila. Circa il più remoto – ma potenzialmente più distruttivo – pericolo costituito dai Campi Flegrei, la cui attività all’inizio dell’anno è aumentata, la Protezione civile si deve scontrare con la difficoltà costituita dall’elevata espansione dell’area e dalla forte densità abitativa.

(bassairpinia.it)

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CAMPANIA NEWS Inferno sul Vesuvio: individuato il primo piromane

12 Luglio 2017, 20:39pm

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CAMPANIA NEWS Inferno sul Vesuvio: individuato il primo piromane

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Sarebbe stato incastrato grazie alle immagini di una telecamera. A 48 ore dall'inizio dell'inferno sul Vesuvio e su altre montagne della Campania sarebbe stato fermato il primo responsabile degli incendi. Anche a Benevento è stato fermato un piromane in flagranza di reato. La notizia è stata diffusa dal ministro dell'Ambiente Galletti pochi minuti prima del summit ai piedi del Vesuvio.

FONTE IL VESCOVADO DI RAVELLO

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