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campania news

BENEVENTO NEWS Benevento, rapine alle prostitute per finanziare lo spaccio di droga

12 Giugno 2016, 14:06pm

Pubblicato da Positanonews

BENEVENTO NEWS Benevento, rapine alle prostitute per finanziare lo spaccio di droga

di Enrico Marra Rapinavano le prostitute per investire i proventi in droga. Un attività delinquenziale che aveva portato a cinque rapine, ma i carabinieri l'hanno ricostruita e ieri mattina il blitz con 45 carabinieri, l'apporto di unità cinofile e di un elicottero. Sono finiti in quattro ai domiciliari e altri tre hanno avuto l'obbligo di firma. Ai domiciliari Roberto Franzese 23 anni, Luigi Francesca 27 anni, Giuseppe Gioacchino Ortolano 27 anni e Enzo Martinelli 36 anni tutti beneventani. Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Michele Petriella, 44 anni di Circello, Alfredo Mucci di 40 anni e Vincenzo D'Amore 42 anni beneventani. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip Gelsomina Palmieri su richieste del procuratore della Repubblica Giovanni Conzo e del sostituto procuratore della Repubblica Marilia Capitanio. Le indagini sono state svolte dai carabinieri della Compagnia di Benevento, diretta dal maggiore Sabato D'Amico e dal capitano Angelo D'Aiuto coordinate dal col. Pasquale Vasaturo. Le indagini hanno preso il via nel luglio del 2014, per il ferimento di uomo ad una gamba. I carabinieri indagavano e denunciavano a piede libero per questo ferimento Enzo Martinelli. Tutto sembrava scaturito per il mercato della droga. In realtà attraverso conversazioni telefoniche di alcuni degli indagati si appurava che, al fine di procurarsi il denaro necessario per l'acquisto di stupefacenti, mettevano a segno con inaudita violenza delle rapine, minacciando le vittime con pistole e coltelli. I colpi presso le abitazioni di alcune prostitute cinesi e domenicane, con appartamenti nel centro storico della città (zona Triggio e corso Garibaldi), che individuavano utilizzando siti internet. E nelle case delle prostitute prese di mira, quando non trovavano denaro, hanno portato via anche computer e telefonini. I proventi di questi colpi venivano poi utilizzati per acquistare stupefacenti venduti poi nelle piazze di spaccio che sono state individuate al rione Libertà, al rione Ferrovia, alla Pacevecchia e anche nel Fortore. In particolare l'eroina veniva spacciata a rione Libertà e Pacevecchia, al rione Ferrovia oltre all'eroina il metadone, e nel Fortore era possibile rifornirsi di hashish. Le varie piazze venivano gestite autonomamente perchè gli attuali imputati agivano senza collegamenti tra loro. I prezzi praticati per la vendita delle dosi andavano dai trenta ai cinquanta euro. «Una indagine accurata - ha commentato il maggiore Sabato D'Amico - come testimoniano anche i filmati e le intercettazioni. Indagini complesse perchè le vittime, sebbene in possesso di permessi di soggiorno, temendo ulteriori aggressioni non hanno dato un apporto alla identificazione degli autori dei colpi». «Crediamo di aver inferto un duro colpo allo spaccio e anche alle violenze ai danni di queste donne» ha aggiunto il capitano Angelo D'Aiuto. Infatti ci sono state anche alcune denunce a piede libero e segnalati 24 assuntori appartenenti ai ceti più svariati: dagli studenti e professionisti. Gli attuali imputati hanno nominato loro difensori Antonio Leone e Claudio Fusco. Gli interrogatori sono stati fissati per mercoledì prossimo dal Gip Gelsomina Palmieri. IL MATTINO.IT

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AVELLINO NEWS Avellino, l'ultimo saluto all'inventore del telefono a monete

12 Giugno 2016, 14:04pm

Pubblicato da Positanonews

AVELLINO NEWS Avellino, l'ultimo saluto all'inventore del telefono a monete

di Edoardo Sirignano Era l'uomo del telefono con le monetine. La comunità irpina saluta Marco De Feo, imprenditore di Mirabella Eclano scomparso all'età di 69 anni e noto per aver prodotto il telefono Rotor, apparecchio presente per decenni nelle cabine pubbliche della Sip e grazie a cui milioni di italiani hanno mantenuto le relazioni con i propri cari,in Italia e nel mondo. L'industriale, protagonista insieme ai fratelli Paolo e Carlo, del processo di sviluppo dell'Industria Politecnica Meridionale, cresciuto e legato alla comunità eclanese, dopo aver lasciato il paese di origine, contribuì a far ampliare e innovare il gruppo produttivo di Arzano, creato dal padre ex dipendente della Ericsson, Remo De Feo negli anni 50 e nato come un'officina per la riparazione dei telefoni, divenuta in breve tempo colosso da oltre duemila dipendenti.



Marco De Feo riuscì a capire che il vecchio telefono a gettoni era qualcosa di superato e grazie all'invenzione di una macchina in grado di prendere le monete di vari tagli, ottenne il monopolio con l'allora gestore nazionale e successivamente riuscì ad esportare tali apparecchiature anche oltre le Alpi, vendendo più di cinque milioni di aggeggi in sessanta paesi del mondo, dal Perù all'Austria, dal Marocco alla Germania, dal Sud Africa fino alla Malesia, al Portogallo e a tanti altri stati.

L'irpino, poco attento a farsi pubblicità, ma sempre impegnato a implementare il proprio know how, può essere considerato vero e proprio precursore dell'export legato alle comunicazioni e alla tecnologia. La passione per la ricerca fu una caratteristica dell'uomo, trasmessa al centro di eccellenza, dove nei periodi migliori lavoravano oltre duecento ingegneri, impegnati quotidianamente nell'aggiornamento e nella scoperta di dispositivi all'avanguardia. L'azienda, oltre a esser stata leader nel campo della telefonia fino agli anni ottanta, fu poi in grado di specializzarsi nella produzione di avveniristiche macchine che emettevano ticket e passaporti elettronici, sistemi di video broadcasting e sofisticati congegni per la comunicazione nel settore dei trasporti. Tra le commesse più importanti, infatti, va ricordata la partecipazione alla realizzazione della futuristica metropolitana di Dubai, i cui treni sono stati tra i primi al mondo a essere telecomandati e a viaggiare senza la presenza del conducente. Il gruppo industriale ha avuto una fase calante soltanto negli ultimi anni, quando a causa della cosiddetta rivoluzione dei telefoni cellulari, nonostante i ripetuti tentativi di riconversione, si è dovuto arrendere di fronte alla nuova concorrenza globale e soprattutto al cambiamento dei tempi, considerando la quasi scomparsa dei telefoni pubblici. Marco De Feo, però, oltre a essere stato un grande imprenditore si è sempre contraddistinto anche per il suo amore verso la cosa pubblica e per il forte legame con il territorio di origine.

Fu molto amato anche dai suoi dipendenti. Quando la ndrangheta rapì il fratello Carlo gli operai raccolsero parte del riscatto offrendo da uno a 14 milioni. Ricoprì ruoli di vertice in Confindustria Campania, manifestando profondo e vero attaccamento all'arte e alla cultura. Il mecenate eclanese per alcuni anni fu presidente nazionale del Fondo Ambiente Italiano. La predilezione per la natura e per i paesaggi suggestivi, caratterizzarono, in modo significativo, il suo essere, infatti, durante i momenti liberi, non perdeva mai occasione per tornare nella sua Mirabella ed in particolare nella villa situata in contrada Perrotta, località immersa nella tranquillità e nel verde, dove soleva incontrare i parenti e gli amici di sempre. Nessuno nella comunità natia ha poi mai dimenticato il contributo dato dall'imprenditore nel difficile periodo del post terremoto dell'ottanta. Allora non mancò di aiutare chi aveva più bisogno. La comunità della Media Valle del Calore si è stretta intorno alla famiglia, alla sorella Adele e ai fratelli Paolo e Carlo nel pomeriggio di ieri. Numerosi i ricordi e le testimonianze dei presenti che hanno voluto onorare un'eccellenza della propria terra.

IL MATTINO.IT

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CASERTA NEWS Maxi rissa in piazza, i carabinieri arrestano 4 persone

12 Giugno 2016, 14:00pm

Pubblicato da Positanonews

CASERTA NEWS Maxi rissa in piazza, i carabinieri arrestano 4 persone

INSERITO DA CARMELA MANICA CASERTA - Maxi rissa in piazza del Popolo a Parete. Nella tarda serata di ieri gruppi di stranieri hanno dato vita a una lite per futili motivi, che in poco tempo ha coinvolto qualche decina di persone. Ma l’intervento dei carabinieri della stazione di Parete e del Reparto operativo di Aversa ha riportato il clima alla calma, arrestando quattro persone. Tutto è cominciato dopo le 22, quando alcuni cittadini rumeni sono venuti alle mani, complice l’abuso di alcol. Hanno usato di tutto: oltre a schiaffi e pugni anche bottiglie di vetro e tutto quello che trovavano intorno. Immediato l’allarme dei residenti impauriti da tanta violenza in un sabato sera. Sul posto sono arrivati i militari dell’Arma, guidati dal comandante della stazione Vincenzo Pulicani, che hanno sedato la rissa, bloccando quattro rumeni, che avevano ferite su tutto il corpo. I quattro sono stati arrestati ed è tornato tutto sotto controllo. Continuano le ricerche per identificare gli altri protagonisti. Il fenomeno-immigrati è tenuto sotto stretta osservazione dai carabinieri e al di là dell’episodio non risultano allarmi specifici. Nei prossimi giorni saranno intensificati i controlli, in un’attività di prevenzione che viene incontro sempre più alle esigenze dei cittadini. IL MATTINO

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SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS TRAGEDIA SULLA CIRCUMVALLAZIONE Schianto mortale sulla Circumvallazione, fermato l'investitore: sottoposto al drug test

12 Giugno 2016, 13:29pm

Pubblicato da Positanonews

letto 6.609 volte

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA GIUGLIANO. Miete ancora vittime la Circumvallazione esterna. Questa volta, a perdere la vita è stato Giovanni Cappabianca, 24 anni di Santa Maria Capua Vetere, travolto da un'auto pirata. In fin di vita suo fratello gemello Paolo, ricoverato in condizioni critiche al San Giuliano di Giugliano. L'incidente è avvenuto nei pressi di Torre Carinati, in direzione Lago Patria. I due ragazzi erano a bordo della loro auto, un'Audi, quando hanno avuto un incidente con una Citroen. Paolo e Giovanni sarebbero scesi dalla vettura per controllarne le condizioni in seguito al sinistro. Non potevano mai immaginare cosa gli sarebbe accaduto di lì a poco. Un'automobile è sopraggiunta a folle velocità e li ha travolti. I due fratelli sono stati sbalzati in aria. Giovanni è morto sul colpo. Paolo è stato soccorso dai sanitari del 118 ed è ricoverato nel reparto di Rianimazione del nosocomio giuglianese. Come riferito poco fa dal Tg3 Campania, è stato sottoposto a fermo per eseguire gli esami tossicologici l'uomo che avrebbe investito i due fratelli.

di Mario Rispetto INTERNAPOLI

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CAMPANIA NEWS Napoli, scala l'obelisco e muore: «Aiutatemi, non riesco a scendere»

12 Giugno 2016, 13:23pm

Pubblicato da Positanonews

CAMPANIA NEWS Napoli, scala l'obelisco e muore: «Aiutatemi, non riesco a scendere»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Stava trascorrendo la serata con gli amici per il compleanno di uno di loro. Forse l'euforia di un brindisi o forse semplicemente una scommessa goliardica la cui vittoria andava mostrata sui social. Fatto sta che è notte fonda quando Emmanuele Pirozzi decide di staccarsi dal gruppetto dei quattro amici e di arrampicarsi sulla guglia alta oltre 25 metri. Scavalca l'inferriata di Piazza San Domenico Maggiore e inizia a risalire quasi senza difficoltà il grande basamento quadrangolare di piperno. Ad un certo punto gli amici hanno chiesto allo studente di scendere. Sono stati attimi terribili, mentre dalla piazza venivano chiamato i vigili del fuoco e il 118 e gli amici che gridavano giù, vieni giù. «Non ci riesco. Non riesco a scendere», questo ripeteva ai quattro amici una quindicina di metri più sotto come riferirà un testimone. Poi il tonfo fatale.Ora i carabinieri indagano vedendo quei filmati che mostrano l'ascesa e la tragedia, ascoltando testimonianze su quanto avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì in pieno centro.

IL MATTINO.IT

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CAMPANIA NAPOLI NEWS Autista aggredito da un passeggero L'Anm: «Nessun ritardo solo follia»

12 Giugno 2016, 13:18pm

Pubblicato da Positanonews

CAMPANIA NAPOLI NEWS Autista aggredito da un passeggero L'Anm: «Nessun ritardo solo follia»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA È stato ferito al volto con una bottiglia, che nell'impatto si è frantumata aggravando le conseguenze, l'autista dell'Azienda napoletana mobilità Vincenzo Lucchese, ricoverato in ospedale con prognosi di 30 giorni. L'aggressore, Vincenzo Visco di 56 anni, incensurato, ha agito al culmine di un diverbio: a quanto pare l'uomo, fermato dalla polizia, chiedeva che l'autista, già presente, facesse partire subito il bus R6, fermo allo stazionamento di piazzale Tecchio, mentre il conducente intendeva aspettare l'orario previsto dalla tabella di marcia. Tra i due sarebbero volate parole grosse, fino al brutale ferimento di Visco, che in ospedale ha ricevuto la visita del sindaco Luigi de Magistris e dell'amministratore dell'Azienda, Alberto Ramaglia. In una nota, l'Azienda Napoletana Mobilità puntualizza che l'episodio «non è da attribuirsi ad alcun ritardo del servizio, in quanto sulla linea in questione era stata effettuata la corsa programmata alle ore 21:30, mentre la successiva sarebbe partita regolarmente alle ore 22:00. Si tratta pertanto di un atto di violenza gratuita non ascrivibile a responsabilità di Anm e dei suoi lavoratori, ma al gesto folle di uno sconsiderato». IL MATTINO.IT

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Napoli, latitante preso in un residence di lusso in Penisola sorrentina

11 Giugno 2016, 21:09pm

Pubblicato da Alessia Chianese

NAPOLI - Ha fatto in tempo a festeggiare i 12 anni del figlio, Salvatore Maggio, 37 anni, ritenuto il reggente del gruppo camorristico di 'Ettore Bostì, attivo a Napoli nel quartiere Mercato e nella zona delle cosiddette «Case Nuove». Il latitante è stato arrestato stamattina, all'alba, in un lussuoso residence della Costiera sorrentina da 300 euro a notte. Maggio l'aveva prenotato, per due giorni, proprio in occasione della ricorrenza. Con lui c'era anche l'attuale compagna e un altro figlio di pochi mesi, avuto dalla donna. L'altro bambino, infatti, è frutto di una precedente relazione. Al blitz dei carabinieri, scattato al termine di un'intensa attività investigativa fatta di pedinamenti e intercettazioni, hanno preso parte una ventina di militari che hanno circondato la zona per precludere al latitante ogni via di fuga. Non era armato e non ha posto resistenza quando è stato ammanettato. Sequestrata dai militari della Compagnia Centro, guidata dal capitano Michele Centola, anche una vettura, una Fiat Panda, usata da Maggio per andare in Costiera senza destare sospetti.

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Scuole aperte, il grande flop nel quartiere del massacro

11 Giugno 2016, 21:05pm

Pubblicato da Alessia Chianese

A Ponticelli, teatro dell'ultimo duplice omicidio di camorra, pare che nessun istituto aderirà al progetto scuola aperte. Il grido d'allarme viene dal «maestro di strada» Cesare Moreno. «Ho scritto a tutte le scuole del territorio di Ponticelli e alla Municipalità 6 per partecipare al bando: non mi ha contattato nessuno. E non perché magari il contributo dell'associazione non interessi, ma perché hanno deciso di non aderire al progetto». Ma ci sono ancora dieci giorni per recuperare. Luisa Franzese, dirigente generale dell'Ufficio Scolastico regionale mantiene ottimismo. «Confido nel buonsenso, c'è ancora un margine di tempo per presentare la domanda di partecipazione».

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Torre Annunziata, scontro tra due motorini: perde la vita un uomo di 37 anni

11 Giugno 2016, 21:02pm

Pubblicato da Alessia Chianese

CRONACA Torre Annunziata, scontro tra due motorini: perde la vita un uomo di 37 anni Torre Annunziata, scontro tra due motorini: perde la vita un uomo di 37 anni Sabato 11 Giugno 2016 12:58 di Giovanna Sorrentino TORRE ANNUNZIATA. Non ce l'ha fatta Alfonso Lustri, un uomo di 37 anni che ieri sera è rimasto vittima di uno schianto fatale in via Roma a Torre Annunziata, nel centro cittadino. Quello che all'inizio sembrava essere stato un banale incidente, avvenuto tra due motorini, si è trasformato in una tragedia immane. Lo schianto è si è verificato in serata, mentre Alfonso usciva da piazza Imbriani, in direzione via Terragneta, con il suo motorino elettrico. Stando alle prime ricostruzioni, pare che la vittima abbia svoltato improvvisamente a sinistra, proprio mentre un'altra persona, un giovane di 20 anni, proveniva dal verso opposto, alla guida di un Sh, e non avrebbe avuto il tempo di fermarsi. Così il 37enne sarebbe caduto dal motorino, ma inizialmente era cosciente. Sul posto, un testimone poi ascoltato dai carabinieri, avrebbe assistito a tutta la scena ed avrebbe confermato la dinamica ricostruita. Alfonso è stato portato all'ospedale di Boscotrecase dai sanitari del 118. Mentre era nella sala d'attesa poi, la situazione si sarebbe complicata. Quindi è stato trasportato in sala operatoria per un intervento urgente. Ma non c'è stato nulla da fare: la povera vittima ha perso la vita durante la notte, in seguito a tentativi di rianimazione inutili. Se l'è cavata invece, con quattro giorni di prognosi, l'altro ragazzo coinvolto nell'incidente, il ventenne alla guida dell'Sh. Anche lui era stato portato al nosocomio di Boscotrecase per le cure mediche, ma per fortuna sta bene. Intanto, sono iniziate le indagini di rito dei carabinieri della compagnia di Torre Annunziata, che hanno già acquisito la cartella clinica della vittima. Anche la sua salma nelle prossime ore verrà sequestrata, su disposizione del magistrato di turno del Tribunale di Torre Annunziata, e portata all'obitorio di Castellammare di Stabia in attesa dell'autopsia.

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Benevento, rapine alle prostitute per finanziare lo spaccio di droga

11 Giugno 2016, 20:59pm

Pubblicato da Alessia Chianese

Rapinavano le prostitute per investire i proventi in droga. Un attività delinquenziale che aveva portato a cinque rapine, ma i carabinieri l'hanno ricostruita e ieri mattina il blitz con 45 carabinieri, l'apporto di unità cinofile e di un elicottero. Sono finiti in quattro ai domiciliari e altri tre hanno avuto l'obbligo di firma. Ai domiciliari Roberto Franzese 23 anni, Luigi Francesca 27 anni, Giuseppe Gioacchino Ortolano 27 anni e Enzo Martinelli 36 anni tutti beneventani. Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Michele Petriella, 44 anni di Circello, Alfredo Mucci di 40 anni e Vincenzo D'Amore 42 anni beneventani. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip Gelsomina Palmieri su richieste del procuratore della Repubblica Giovanni Conzo e del sostituto procuratore della Repubblica Marilia Capitanio. Le indagini sono state svolte dai carabinieri della Compagnia di Benevento, diretta dal maggiore Sabato D'Amico e dal capitano Angelo D'Aiuto coordinate dal col. Pasquale Vasaturo. Le indagini hanno preso il via nel luglio del 2014, per il ferimento di uomo ad una gamba. I carabinieri indagavano e denunciavano a piede libero per questo ferimento Enzo Martinelli. Tutto sembrava scaturito per il mercato della droga. In realtà attraverso conversazioni telefoniche di alcuni degli indagati si appurava che, al fine di procurarsi il denaro necessario per l'acquisto di stupefacenti, mettevano a segno con inaudita violenza delle rapine, minacciando le vittime con pistole e coltelli. I colpi presso le abitazioni di alcune prostitute cinesi e domenicane, con appartamenti nel centro storico della città (zona Triggio e corso Garibaldi), che individuavano utilizzando siti internet. E nelle case delle prostitute prese di mira, quando non trovavano denaro, hanno portato via anche computer e telefonini. I proventi di questi colpi venivano poi utilizzati per acquistare stupefacenti venduti poi nelle piazze di spaccio che sono state individuate al rione Libertà, al rione Ferrovia, alla Pacevecchia e anche nel Fortore. In particolare l'eroina veniva spacciata a rione Libertà e Pacevecchia, al rione Ferrovia oltre all'eroina il metadone, e nel Fortore era possibile rifornirsi di hashish. Le varie piazze venivano gestite autonomamente perchè gli attuali imputati agivano senza collegamenti tra loro. I prezzi praticati per la vendita delle dosi andavano dai trenta ai cinquanta euro. «Una indagine accurata - ha commentato il maggiore Sabato D'Amico - come testimoniano anche i filmati e le intercettazioni. Indagini complesse perchè le vittime, sebbene in possesso di permessi di soggiorno, temendo ulteriori aggressioni non hanno dato un apporto alla identificazione degli autori dei colpi». «Crediamo di aver inferto un duro colpo allo spaccio e anche alle violenze ai danni di queste donne» ha aggiunto il capitano Angelo D'Aiuto. Infatti ci sono state anche alcune denunce a piede libero e segnalati 24 assuntori appartenenti ai ceti più svariati: dagli studenti e professionisti. Gli attuali imputati hanno nominato loro difensori Antonio Leone e Claudio Fusco. Gli interrogatori sono stati fissati per mercoledì prossimo dal Gip Gelsomina Palmieri. 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