Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

benevento news

BENEVENTO NEWS Colpi di pistola esplosi contro un'auto in sosta a Montesarchio

12 Marzo 2022, 10:24am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Momenti di paura nella notte in via San Martino. Veicolo intestato a una donna, indagano carabinieri Benevento. Inquietante episodio la scorsa notte in via San Martino a Montesarchio dove qualcuno ha esploso cinque colpi di arma da fuoco contro l'auto di una donna. L'allarme è scattato intorno alle 3 quando alcuni residenti hanno udito i botti. Nel mirino la Fiat 500 che una donna aveva lasciato in sosta lungo la strada. Sul posto sono accorsi i carabinieri della Compagnia di Montesarchio che hanno effettuato i rilievi ed ascoltato la proprietaria del veicolo centrato più volte. Durante i rilievi, infatti, gli investigatori hanno trovato cinque fori. Al termine del sopralluogo la 500 è stata sequestrata. Avviate le indagini si cerca ora di fare luce sul grave episodio. Come sempre in questi casi, nessuna ipotesi viene tralasciata dagli investigatori. Proprio ieri, Montesarchio è stata l'ultima tappa della giornata nel Sannio di don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera contro tutte le mafie. L'attivista italiano, ispiratore e fondatore dapprima del Gruppo Abele era arrivato a Benevento in mattinata, dove ha incontrato studenti, cittadini e istituzioni all'Istituto industriale, presso la chiesa Santa Maria della Verità al Rione Triggio e al Centro la Pace per ricordare Don Emilio Matarazzo. Visite accompagnate dal coordinamento di Libera Benevento che si erano poi concluse a San Martino Valle Caudina e in serata proprio a Montesarchio, nell'aula magna dell’Istituto Fermi. Don Ciotti proprio da San Martino, teatro di un duplice tentato omicidio, seguito, dopo una settimana da un efferato omicidio nella vicina Cervinara, ha lanciato un accorato appello a istituzioni e cittadini affinchè si faccia rete contro il malaffare e per aiutare i giovani “che stanno vivendo un momento difficile”. Riaffermare la cultura della legalità, dunque, “con l'aiuto e l'impegno di tutti e non dei singoli”. Si torna a sparare in Valle Caudina, a Montesarchio, come si ricorderà, nel pomeriggio del 13 gennaio, due persone erano rimaste ferite dai colpi di pistola esplosi da un commerciante, arrestato e poi rimesso in libertà. In quel caso si era trattato di contrasti con una ditta concorrente su chi dovesse caricare per prima la frutta. di Alessandro Fallarino OTTOPAGINE

Leggi i commenti

BENEVENTO NEWS Dammi i soldi che hai, se no ti incendio l'auto. E lui gli consegna 1500 euro Benevento. Presunta estorsione, chiusa l'indagine a carico di un 26enne

11 Marzo 2022, 11:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

BENEVENTO NEWS Dammi i soldi che hai, se no ti incendio l'auto. E lui gli consegna 1500 euro Benevento. Presunta estorsione, chiusa l'indagine a carico di un 26enne

INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. L'episodio risale a due anni fa: è finito al centro di una indagine diretta dal sostituto procuratore Donatella Palumbo, che ora l'ha conclusa, chiamando in causa, per una presunta estorsione, Eduardo Musco, 26 anni, di Benevento. Difeso dagli avvocati Antonio Leone e Luca Russo, il giovane è ritenuto il responsabile di quanto sarebbe accaduto in città il 3 marzo del 2020, quando avrebbe minacciato una persona per farle tirare fuori una somma di denaro. “Dammi i soldi che tieni se no ti incendio l'auto”, avrebbe detto al malcapitato - è assistito dall'avvocato Fabio Russo-, che gli avrebbe consegnato i 1500 euro di cui era in possesso. A seguire, la denuncia e l'avvio di una inchiesta, affidata ai carabinieri, che adesso è terminata. L'indagato ha ora venti giorni a disposizione per chiedere di essere interrogato o depositare memorie difensive; esaurita questa fase, il Pm potrà procedere all'eventuale richiesta di rinvio a giudizio nei suoi confronti, sulla quale dovrà pronunciarsi il Gup al termine dell'udienza preliminare.

OTTO PAGINE

Leggi i commenti

BENEVENTO NEWS Blitz antidroga della Dda, nessun sannita coinvolto Dieci misure cautelari, gli indagati sono dell'area vesuviana. Un obbligo di dimora a Benevento

10 Marzo 2022, 10:30am

Pubblicato da Miki Pappacoda

BENEVENTO NEWS Blitz antidroga della Dda, nessun sannita coinvolto Dieci misure cautelari, gli indagati sono dell'area vesuviana. Un obbligo di dimora a Benevento

INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento.  Non c'è nessun sannita tra le dieci persone – tutte dei comuni vesuviani- chiamate in causa da una indagine antidroga della Dda e dei carabinieri della Compagnia di Nola. Il Gip ha disposto quattro custodie cautelari in carcere, una ai domiciliari, un divieto di dimora a San Gennaro Vesuviano, un obbligo di dimora a Benevento per un uomo di Somma Vesuviana, e tre obblighi di firma. Le ipotesi di reato a vario titolo: associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio e detenzione illegale di armi. Le indagini, condotte dalla Stazione carabinieri di Palma Campania, avrebbero permesso di documentare un’attività di spaccio di cocaina, marijuana e hashishnei comuni di San Gennaro Vesuviano, Palma Campania, Poggiomarino, Benevento e aree limitrofe.

OTTO PAGINE

Leggi i commenti

BENEVENTO NEWS Abbiamo litigato, ero nervoso perchè auto si era rotta ed ero rientrato a piedi Interrogato il 30enne di Pontelandolfo arrestato per maltrattamenti alla convivente

9 Marzo 2022, 10:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

BENEVENTO NEWS Abbiamo litigato, ero nervoso perchè auto si era rotta ed ero rientrato a piedi Interrogato il 30enne di Pontelandolfo arrestato per maltrattamenti alla convivente

INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. Non ha negato i comportamenti che gli sono stati contestati, ma ha attribuito agli stessi un tenore diverso da quello ricostruito nell'ordinanza, qualificandoli come la conseguenza di un rapporto litigioso. Lo ha fatto rispondendo alle domande del gip Maria Di Carlo, che lo ha spedito in carcere, il 30enne di Pontelandolfo arrestato ieri dai carabinieri per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali alla convivente. Collegato a distanza dalla casa circondariale di contrada Capodimonte, il giovane, difeso dall'avvocato Claudio Fusco, ha precisato di lavorare come operaio in una ditta di Ponte Valentino – il suo legale ha esibito il contratto e la busta paga -, fornendo la sua interpretazione dei fatti accaduti nell'ultimo giorno del 2021. Ha sostenuto che quella sera era rientrato molto nervoso perchè, per un guasto dell'auto, aveva dovuto percorrere una decina di chilometri a piedi. Una volta arrivato, aveva avuto un diverbio con la donna che gli aveva chiesto il motivo del ritardo. Ha poi aggiunto che, mentre si trovava vicino alla cucina, aveva lasciato il coltello che stava usando per tagliare la carne, essendosi accorto che lei, che nel frattempo si era avvicinata, era impaurita. E ancora: secondo la sua versione, i due si sarebbero spintonati - erano soli tra le mura domestiche, la loro bimba era dai nonni -, poi l'indagato l'avrebbe morsa ad una braccio perchè non voleva che gli strappasse dalle mani una carta di credito. Una ricostruzione alla quale ha offerto anche un altro tassello: il ritorno a casa della ragazza e della piccola - sono rappresentate dall'avvocato Carmen Gerarda Vetrone- dopo aver lasciato la struttura nella quale erano state trasferite dopo la denuncia

OTTO PAGINE

Leggi i commenti

BENEVENTO NEWS Minaccia la ex: "Sei il niente, ti devo scannare e diffondere quei video sex..."

8 Marzo 2022, 16:29pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

minaccia la ex sei il niente ti devo scannare e diffondere quei video sex

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Divieto di avvicinamento per un 26enne di Benevento. Indagine della Squadra mobile di Enzo Spiezia Benevento. L'avrebbe molestata e minacciata dopo la fine della loro relazione. Condotte che gli sono costate il divieto di avvicinamento alla parte offesa, e ai luoghi che frequenta, applicato dal gip Loredana Camerlengo a carico di un 26enne di Benevento, già noto alle forze dell'ordine, difeso dall'avvocato Antonio Leone. Per lui una ipotesi di reato di stalking, contenuta in una ordinanza adottata in una indagine condotta dalla Squadra mobile, avviata dopo la denuncia presentata dalla ragazza. E' relativa a fatti che vanno dal febbraio del 2018 al febbraio del 2022: un arco temporale nel corso del quale il giovane, che già in precedenza, secondo quanto raccontato da lei, avrebbe manifestato un carattere violento e prevaricatore, l'avrebbe tormentata. Il loro rapporto era andato avanti dal febbraio del 2018 all'agosto del 2020, poi, una volta interrotto, lui le avrebbe inviato via whatsapp una marea di messaggi, anche vocali di tono offensivo ("Sei una nullità, una poco di buono, lurida p..., cornuta che non sei altro...") e intimidatorio ("Ti devo scannare, ti voglio vedere in una pozza di sangue, ti stupro e poi ti ammazzo..."), questi ultimi anche con riferimenti ai familiari della malcapitata. Inoltre, l'avrebbe strattonata, colpita con schiaffi e pugni al volto e non solo, e l'avrebbe minacciata di diffondere video a contenuto sessuale con la presenza della donna, che aveva dato il suo consenso perchè quei momenti venissero filmati. Materia di lavoro per gli investigatori della Mobile, con l'escussione anche di due dottoresse di un centro anti violenza alla quale lei si era rivolta; poi, la richiesta del divieto di avvicinamento avanzata dalla Procura ed accolta dal Gip. OTTOPAGINE

Leggi i commenti

BENEVENTO NEWS Selfie in Tribunale, "entrato senza green pass": avvocato indagato, in silenzio Contestata la diffusione di notizie false, interrogato dai carabinieri

7 Marzo 2022, 10:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

BENEVENTO NEWS Selfie in Tribunale, "entrato senza green pass": avvocato indagato, in silenzio Contestata la diffusione di notizie false, interrogato dai carabinieri

INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. Quella 'bravata' gli è costata l'iscrizione nel registro degli indagati e l'avvio di una inchiesta affidata ai carabinieri. Diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose per le quali possa essere turbato l'ordine pubblico: questa l'ipotesi di reato, contemplata dall'articolo 656 del Codice penale, prospettata a carico dell'avvocato caudino che a metà gennaio, dopo essersi fatto un selfie al primo piano del Tribunale, lo aveva pubblicato su facebook, sostenendo di di essere entrato nel palazzo di giustizia senza 'green pass' o tampone; dunque, aggirando i controlli, Un gesto che ovviamente non era passato inosservato sia agli occhi del Consiglio dell'Ordine forense, che lo aveva immediatamente convocato – il post era poi stato rimosso –, sia della Procura, alla quale era stato segnalato Punto di partenza di una indagine ora scandita dall'interrogatorio del professionista. Che, invitato dai militari della sezione di Pg presso l'ufficio inquirente, ed assistito dall'avvocato Ettore Marcarelli, ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere alla contestazione avanzata nei suoi confronti. L'iniziativa del legale, che tantissime persone avevano commentato in forme diverse sui social, aveva inevitabilmente destato clamore. Una provocazione, il modo di esprimere dissenso contro le norme vigenti, uno scherzo? Gli interrogativi si erano rincorsi in quei giorni, complicato trovare una risposta ad un caso diventato materia giudiziaria.

OTTO PAGINE

Leggi i commenti

BENEVENTO NEWS Il Fatebenefratelli diventa centro nazionale qualificato nel trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna

6 Marzo 2022, 11:26am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MORENA MOTTA L’Ospedale Sacro Cuore di Gesù Fatebenefratelli di Benevento è stato certificato come centro nazionale qualificato nel trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna con green laser (laser a luce verde). La certificazione assegnata alla storica struttura sanitaria beneventana conferma l’eccellenza del reparto di Urologia, diretto dal dott. Aniello Russo coadiuvato dai dott.ri Giovanni Castelluzzo e Dante Di Domenico, che da anni, grazie alla tecnica green laser, risolve definitivamente l’ipertrofia prostatica benigna. “Rispetto all’intervento chirurgico tradizionale (TURP e/o adenomectomia a cielo aperto)”, spiega il dott. Russo,questa metodica si effettua in via endoscopica, senza uso di bisturi o elettrobisturi. Al Fatebenefratelli di Benevento operiamo in sicurezza, grazie al green laser, anche pazienti ad alto rischio emorragico, quelli con malattie cardiovascolari e di coagulazione e quelli che seguono una terapiaanticoagulante e/o antiaggregante. L’azione del laser al tribolato di litio, infatti, vaporizza con precisione millimetrica l’eccesso di tessuto prostatico nebulizzando, senza provocare sanguinamento, incontinenza urinaria e impotenza – ha concluso il direttore dell’U.O. di Urologia Aniello Russo. Soddisfazione è stata espressa per questo importante riconoscimento dal Superiore Fra Gianmarco Languez, dal direttore sanitario Giovanni Guglielmucci e dal direttore amministrativo Giovanni Carozza che al termine delle celebrazioni in onore di San Giovanni di Dio fondatore dell’Ordine dei Fatebenefratelli programmate per martedì 8 marzo p.v., consegneranno la certificazione all’ U.O. di Urologia quale centro nazionale qualificato nel trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna con green laser (laser a luce verde). FONTE https://www.ntr24.tv/2022/03/05/il-fatebenefratelli-diventa-centro-nazionale-qualificato-nel-trattamento-dellipertrofia-prostatica-benigna/

Leggi i commenti

BENEVENTO NEWS Auto in fiamme nella notte a Pannarano, indagano i carabinieri Non si esclude il dolo: danneggiata una Fiat Panda

5 Marzo 2022, 11:39am

Pubblicato da Miki Pappacoda

auto in fiamme nella notte a pannarano indagano i carabinieri

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Benevento. Fiat Panda in fiamme nella notte a Pannarano dove, probabilmente nel mirino di qualcuno, è finita la Panda di una donna. L'allarme è scattato intorno alle 4 quando i residenti hanno notato il rogo avvolgere il veicolo. Sul posto sono accorsi i vigili del fuoco del distaccamento di Bonea e i carabinieri di Montesarchio. Spente le fiamme, i pompieri e i militari hanno effettuato un sopralluogo per cercare di capire le cause che hanno scatenato l'incendio. Non si esclude che si possa trattare di un incendio doloso. di Alessandro Fallarino OTTOPAGINE

Leggi i commenti

BENEVENTO NEWS La Digep e i tributi che non avrebbe versato al Comune: chiesta una condanna Il Pm ha proposto 3 anni per peculato per un rappresentante della società e l'assoluzione di altri 3La Digep e i tributi che non avrebbe versato al Comune: chiesta una condanna Il Pm ha proposto 3 anni per peculato per un rappresentante della società e l'assoluzione di altri 3

4 Marzo 2022, 11:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

BENEVENTO NEWS La Digep e i tributi che non avrebbe versato al Comune: chiesta una condanna Il Pm ha proposto 3 anni per peculato per un rappresentante della società e l'assoluzione di altri 3La Digep e i tributi che non avrebbe versato al Comune: chiesta una condanna Il Pm ha proposto 3 anni per peculato per un rappresentante della società e l'assoluzione di altri 3

INSERITO DA ANGELA CECERE Chiesta la dichiarazione di prescrizione per la turbativa di gara e l'abuso d'ufficio. Sentenza il 7 aprile Benevento. Ha chiesto una condanna per peculato e, poi, assoluzioni per lo stesso addebito e la dichiarazione di intervenuta prescrizione delle accuse di abuso d'ufficio e turbativa di gara. Sono le conclusioni alle quali è giunto il pm Licia Fabrizi nel processo a carico di quattro persone tirate in ballo dall’inchiesta, avviata dal sostituto procuratore Antonio Clemente e condotta dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria, sulla Digep srl, la società che fino ad alcuni anni fa si occupava per il Comune di Benevento della riscossione dei tributi. La condanna a 3 anni per peculato è stata proposta per Massimo Manzerra, 79 anni, l'assoluzione per Cristina Manzerra, 51 anni, Giovanna Asta, 71 anni, di Pisa, Pasquale Froio, 66 anni, nato a Benevento ma residente in provincia di Genova, chiamati in causa come soci, amministratori di fatto e/o di diritto, rappresentanti legali della Digep. Nel mirino degli inquirenti l'appropriazione di non meno di 350mila euro che non sarebbero stati versati nelle casse comunali.La richiesta di prescrizione è stata invece avanzata per le imputazioni di turbativa di gara - secondo la Procura, la gara per l’aggiudicazione sarebbe stata effettuata sulla base di un preventivo accordo che avrebbe permesso alla Digep di vincere l’appalto, affidato con lo strumento dell’offerta segreta, con una percentuale che risultava esattamente la stessa racchiusa nella busta segreta – e abuso d'ufficio, quest'ultima prospettata rispetto a quanto non sarebbe stato fatto in relazione ai mancati versamenti della Digep. A seguire, gli interventi degli avvocati Danilo Romagnino, Tiziana Franceschi e Fabio Russo, per Froio e Asta, mentre il 7 aprile è in programma l'arringa dell'avvocato Domenico Russo, per i due Manzerra, cui seguirà la sentenza del Tribunale. Per il Comune di Benevento, parte civile, l'avvocato Vincenzo Catalano. Come si ricorderà, nell'indagine erano rimasti coinvolti anche un dirigente ed una funzionaria di Palazzo Mosti che il gup Roberto Melone, al termine di un rito abbreviato, aveva assolto, perchè il fatto non sussiste, dalle accuse di turbativa di gara ed abuso d'ufficio. L’appalto per la riscossione dei tributi, ottenuto dalla Digep dopo una gara espletata nel maggio del 2011, era stato annullato da Palazzo Mosti per una serie di inadempienze come il mancato versamento delle somme dovute alle prescritte scadenze. Per questo motivo, dopo la rescissione, con la stessa delibera siglata dall'assessore alle Finanze, Cosimo Lepore, il Comune aveva affidato la gestione del servizio alla Gosaf Spa, che si era classificata al secondo posto, e che aveva contestato, anche con un ricorso al Tar, le modalità di aggiudicazione della gara.

OTTO PAGINE

Leggi i commenti

BENEVENTO NEWS Uccise il figlioletto di 4 mesi: 14 anni a Loredana, seminferma di mente Sentenza della Corte di assise per la 37enne di Campolattaro, sordomuta. Il Pm aveva chiesto 21 anni

3 Marzo 2022, 10:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

BENEVENTO NEWS Uccise il figlioletto di 4 mesi: 14 anni a Loredana, seminferma di mente Sentenza della Corte di assise per la 37enne di Campolattaro, sordomuta. Il Pm aveva chiesto 21 anni

INSERITO DA ANGELA CECERE Le parti civili avevano proposto il carcere a vita, la difesa l'assoluzione per la totale incapacità di intendere e di volere. Il dramma nel 2019 Benevento.  Quattordici anni. E' la condanna stabilita dalla Corte di assise (presidente Fallarino, a latere Rotili, più i giudici popolari), esclusa l'aggravante della crudeltà, e riconosciuta la seminfermità mentale, per Loredana Morelli, 37 anni, di Campolattaro, sordomuta ed affetta da una forma psicopatologica, che il 15 settembre del 2019 aveva ucciso Diego, il figlioletto di 4 mesi. Prima che i giudici si ritirassero in camera di consiglio, dove sono rimasti circa tre ore, la requisitoria del pm Maria Gabriella Di Lauro, che aveva proposto la pena di 21 anni dopo aver riconosciuto il vizio parziale di mente e l'equivalenza tra attenuanti e aggravanti (aveva escluso quella della crudeltà), mentre l'avvocato Antonio Zobel, legale del compagno della donna e dei familiari, parti civili, si era espresso per la dichiarazione di responsabilità dell'imputata, spingendosi a chiedere per lei il carcere a vita. Gli avvocati Matteo De Longis e Michele Maselli, difensori di Loredana, avevano, dal canto loro, ripercorso le tappe del disagio psichico in cui la loro assistita versava già prima del gesto, puntando l'attenzione, De Longis in particolare, sulle nove consulenze e perizie psichiatriche disposte per verificare lo stato di salute della donna, di cui avevano sollecitato l'assoluzione perchè totalmente incapace di intendere e di volere, e dunque non imputabile. Poi, intorno alle 17, la decisione di primo grado su una storia terribile. Per Loredana anche il risarcimento dei danni, da liquidarsi in separata sede, in favore delle tre parti civili, e il pagamento di una provvisionale di 10mila euro al compagno, e di 5mila euro per ciascuna delle altre due persone. Il giorno in cui si era verificato il dramma, Loredana, che da mesi è ospite di una struttura per l'incompatibilità tra le sue condizioni e la detenzione in carcere, si era allontanata con Diego da Quadrelle, il centro irpino nel quale abitava, a bordo di una Opel Corsa. Ossessionata dai sospetti, voleva raggiungere la sua famiglia a Campolattaro. Per non farsi fermare dai carabinieri, che la cercavano dopo la denuncia del convivente, aveva imboccato la Benevento -Caianello, giungendo all'altezza di Solopaca, dove la Corsa era finita contro la barriera. Era scesa, aveva preso tra le braccia il figlio, rimasto ferito, come dimostrerebbero le tracce di sangue sul seggiolino e nell'abitacolo, e l'aveva lanciato di sotto, certa che in quel punto scorresse il fiume. Poi, intenzionata a farla finita, aveva fatto altrettanto, restando impigliata tra i rovi, come il bimbo. Lo aveva raggiunto e colpito alla testa con un pezzo di legno, ammazzandolo. Per un anno era rimasta chiusa in un silenzio che aveva rotto prima di essere spedita a giudizio. Quando, supportata da una esperta del linguaggio dei segni, aveva raccontato la sua sconvolgente versione dei fatti, ammettendo di aver ucciso Diego.  Una volta espiata la pena, la 37enne sarà sottoposta alla libertà vigilata, per almeno un anno, in una struttura psichiatrica, per seguire il programma terapeutico predisposto.

OTTO PAGINE

Leggi i commenti