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SEZ.DISABILITà NEWS “Giocattoli di cura” per i bimbi a rischio di paralisi cerebrale

8 Ottobre 2016, 10:22am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ.DISABILITà NEWS “Giocattoli di cura” per i bimbi a rischio di paralisi cerebrale

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA È una grande speranza, per un futuro migliore dei bimbi con paralisi cerebrale, il progetto “CareToy” (letteralmente “Giocattolo per la cura”), avviato in corrispondenza della Giornata Mondiale per la Paralisi Cerebrale del 5 ottobre, da parte della Fondazione Stella Maris di Calambrone (Pisa), in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna e la Neonatologia dell’Università di Pisa. Si tratta di una “palestrina intelligente”, composta di giocattoli sensorizzati e controllati a distanza, che potrà consentire di curare a casa bambini molto piccoli, a rischio appunto di paralisi cerebrale

Sperimentazione con "CareToy"

Sperimentazione con “CareToy”

La paralisi cerebrale è ladisabilità fisica più frequente tra i bambini, dovuta a una lesione cerebrale avvenuta prima della nascita o subito dopo. Questa condizione ne ostacola i movimenti per tutta la vita. I numeri sono eloquenti: nei Paesi più sviluppati essa colpisce circa un bambino ogni 500 nati e in quelli in Via di Sviluppo più del doppio. In Italia sono 2.000 i nuovi casi di paralisi cerebrale diagnosticati ogni anno (un bambino che nasce ogni otto ore) e nel mondo si stima che le persone affette siano circa 17 milioni (più di 90.000 nel nostro Paese).
Chi ne è colpito, in sintesi, ha difficoltà a camminare, nei casi più gravi si muove in carrozzina, ha un uso difficoltoso delle mani e presenta problemi quali il doloredeficit di linguaggiointellettiviepilessia. Il costo di questa patologia in termini di qualità della vita è altissimo, così come elevatissimo è il costo sociale per l’assistenza. Il conto economico, inoltre, in termini di mancata produttività, è astronomico. Si calcola infatti un costo per le cure di circa 40.000 euro all’anno per persona e, sempre per persona e per anno, includendo tutti i costi diretti e indiretti, circa 100.000 euro. Sempre approssimativamente, si può dire che i due terzi di questi costi siano a carico della famiglia e un terzo a carico dello Stato. Per queste persone, dunque, c’è moltissimo da fare in termini sanitari, educativi, sociali.

Per tutto ciò esiste la Giornata Mondiale per la Paralisi Cerebrale, fissata quest’anno per il 5 ottobre e basata sul motto We are here (“Noi siamo qui”), evento che ha visto impegnati più di cinquanta Paesi, con l’obiettivo di promuovere la consapevolezza pubblica, i diritti civili delle persone colpite da paralisi cerebrale, la loro qualità della vita, l’educazione e la possibilità di offrire un contributo alla vita sociale, oltre a iniziative per arrivare a diagnosi e terapie sempre più precoci.
In questo evento si è inserito nei giorni scorsi anche CareToy, progetto di ricerca rivolto aibambini molto piccoli a rischio di paralisi cerebrale. «Se il cervello di un bambino viene stimolato nel modo giusto nei primi mesi di vita – spiega a tal proposito Giovanni Cioni, ordinario di Neuropsichiatria Infantile all’Università di Pisa, direttore scientifico della Fondazione Stella Maris di Calambrone (Pisa) e responsabile di CareToy – quando cioè il cervello stesso è più plastico, grazie a neurormoni e ad altri fattori, esso può “ripararsi” eridurre o cancellare i danni prodotti da una lesione, una di quelle che inducono lo sviluppo delle paralisi cerebrali infantili. Ma la stimolazione deve essere precoce, e quindi avvenire a partire dalle prime settimane di vita, attiva (e non passiva), piacevole (come un gioco), intensiva (molti minuti al giorno), deve coinvolgere la famiglia e pertanto va fatta a casa nell’ambiente del bambino. Deve essere infine continuamente monitorata da parte degli specialisti. Fare tutto questo è molto difficile e quindi purtroppo non viene quasi mai fatto!».
Sulla base dunque di questi obiettivi, la Fondazione Stella Maris, insieme alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, ha inventato e sperimentato il citato sistema CareToy(letteralmente “giocattolo per la cura”), vera e propria “palestrina intelligente” con moltissimi giocattoli sensorizzati simili in tutto a quelli con cui i bambini piccoli giocano quando sono in culla o in box.

«Il valore aggiunto di questa “palestrina” e dei suoi giochi – sottolinea Paolo Dario, direttore dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Sant’Anna di Pisa – sta nella tecnologia che racchiudono. La sfida che abbiamo raccolto era quella di utilizzare componenti high-tech altamente innovativi e di integrarli all’interno di un sistema rivolto ad una tipologia di utenza molto delicata. Grande attenzione è stata posta quindi sull’usabilità e l’accettabilità del sistema, mettendo sempre al centro durante le fasi di progettazione il genitore e il suo bambino. Siamo molto contenti della possibilità di estendere la nostra ricerca anche ai bambini con lesione e dimostrare quanto CareToy possa adattarsi ai bisogni dei piccoli pazienti».
Sono oltre duemila, in CareToy, i sensori che monitorano i parametri della postura e della manipolazione fondamentale per lo sviluppo dei bambini. Questi dati vengono trasmessi attraverso la rete al centro clinico, dove medici e terapisti seguono il loro andamento, sostenendo le attività di gioco più adeguate al loro sviluppo, che i genitori potranno svolgere quotidianamente con il bambino. In questo modo, a casa e semplicemente giocando con i genitori, sarà possibile per i bambini nati con dei problemi contribuire ad allontanare il rischio di sviluppo nel tempo di disturbi neurologici, o quantomeno ridurne la gravità.
La “palestrina”, nel corso di un progetto europeo triennale appena concluso, è stata sperimentata in cinquanta bambini nati fortemente prematuri a Pisa e a Copenaghen, e grazie all’uso a casa per un mese – un uso sempre monitorato via internet dagli specialisti – essi hanno dimostrato uno sviluppo più rapido nella capacità di muoversi e di vedere, e i loro genitori sono risultati più tranquilli e meno ansiosi.
Forti di questi risultati, due anni fa la Fondazione Stella Maris – insieme alla Scuola Superiore Sant’Anna e alla Neonatologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Pisa – ha presentato un nuovo progetto per sperimentare CareToy in un gruppo di bambini con lesioni cerebrali gravi. In questo caso CareToy verrà utilizzato dalle famiglie a casa per otto settimane nei primi mesi di vita, verificando poi a 12 mesi di vita se lo sviluppo motorio in questi bimbi – tutti purtroppo destinati a sviluppare una paralisi cerebrale – sarà migliore e, quindi, con migliori speranze per il loro futuro.
Per il bando del Ministero della Salute, che prevedeva 74 milioni di euro totali di finanziamento, sono stati presentati da Università, Ospedali ed Enti di ricerca italiani quasi tremila progetti, sottoposti a un processo di valutazione coordinato dal Ministero stesso, attraverso oltre tredicimila revisori internazionali, facenti parti di avanzati Centri di ricerca nel mondo. Solo duecentoventi progetti sono stati ammessi al finanziamento e tra questiCareToy è risultato il primo della sua categoria.

Il nuovo progetto, dunque, rivolto, come detto, a bimbi con lesioni cerebrali gravi, è partito proprio in questi giorni e durerà tre anni. «Si spera di utilizzare il sistema CareToy – si augura Cioni – non solo per i neonati che nasceranno a Pisa con lesioni cerebrali, ma anche per quelli che nasceranno presso la Neonatologia dell’Ospedale Meyer di Firenze».
Nel dettaglio, il primo anno sarà dedicato alla revisione tecnologica della “palestrina” a cura dei bioingegneri del Sant’Anna e prima dell’estate 2017 ci sarà la consegna e la sperimentazione dello studio con le famiglie.
Una grande speranza, quindi, frutto della ricerca pisana, del rapporto fra tre istituzioni di eccellenza, tra medici e bioingegneri, per assicurare un miglior futuro ai bambini con paralisi cerebrale. (R.R. e S.B.)

SUPERANDO

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SEZ.DISABILITà NEWS Politiche di genere che (finalmente) includano le donne con disabilità

8 Ottobre 2016, 10:17am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ.DISABILITà NEWS Politiche di genere che (finalmente) includano le donne con disabilità

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Studiare a fondo, creare le condizioni necessarie e produrre risultati – culturali, scientifici, tecnologici e anche legislativi – che portino a politiche di genere ove siano incluse anche le donne con disabilità: nasce per questo l’importante progetto scientifico quadriennale, denominato “RISEWISE” (“RISE Women with Disabilities in Social Engagement”, ovvero “Portare le donne con disabilità verso l’inclusione sociale”), che è stato presentato dall’Università di Genova e che annovera tra i propri partner anche la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap)

«Saranno le donne con disabilità le protagoniste di questo progetto»: è quanto emerso con chiarezza durante il meeting romano di presentazione del progettoRISEWISE (“RISE Women with Disabilities in Social Engagement”, ovvero “Portare le donne con disabilità verso l’inclusione sociale”) e la cornice nella quale esso si svilupperà sarà la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità in una lettura di genere.

Avevamo nelle scorse settimane proposto un ampio e dettagliato approfondimento suRISEWISE (di cui suggeriamo senz’altro la consultazione), importante progetto scientifico quadriennale promosso dall’Università di Genova, nato per affrontare ogni aspetto della disabilità attraverso un approccio olistico interdisciplinare. I vari àmbiti coinvolti, infatti, saranno la sociologia, la psicologia, l’informatica, il diritto, l’ingegneria e la politica, con riferimento al quadro normativo esistente e al sostegno delle attuali tecnologie assistive. E l’obiettivo sarà segnatamente anche quello di influenzare la politica pubblica verso le donne e le donne con disabilità. «Questa – ha spiegato la responsabile scientifica Cinzia Leone – è un’iniziativa all’avanguardia, per quanto riguarda donne, ricerca e disabilità, un’occasione importante per l’Università e anche per la sottoscritta, di fare ricerca e aiutare in un campo dove c’è tanto bisogno e molto disinteresse. Le donne e i ricercatori coinvolti nell’attività di studio, anche uomini, faranno visite presso le Università e le Piccole e Medie Imprese che parteciperanno al progetto tra Italia, Austria, Svezia, Spagna, Turchia e Portogallo, implementando buone prassi e apportando possibili migliorie per la loro vita sociale, lavorativa e familiare. Tutto quanto sopra attraverso lo scambio di periodi medio-lunghi di visite presso i partner coinvolti nell’iniziativa».

«È assai significativo – commenta Silvia Cutrera, presidente dell’AVI Roma (Agenzia per la Vita Indipendente), che ha partecipato alla presentazione di RISEWISE che l’inizio di questo progetto sia stato di poco successivo alle Osservazioni Conclusive al primoRapporto Ufficiale dell’Italia, prodotte dal Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, in riferimento all’attuazione dei princìpi e delle disposizioni contenute nellaConvenzione ONU, e alle tante preoccupazioni contenute in quelle Osservazioni, rispetto alle discriminazioni multiple cui sono sottoposte le donne con disabilità. Come noto, infatti, la Convenzione riserva un’attenzione speciale alle donne con disabilità e l’articolo 6 di essa (Donne con disabilità) riconosce che le multidiscriminazioni subite dalle donne con disabilitàne impediscono l’uguaglianza, ovvero quello che dovrebbe essere un principio fondamentale dei diritti umani. Numerosi altri articoli della Convenzione, inoltre, sono strettamente correlati al sesto, con uno spirito trasversale che è quello di rimuovere gli ostacoli che impediscono la parità di accesso delle donne con disabilità all’istruzione, all’occupazione, alla partecipazione politica e sociale, alla giustizia e all’assistenza sanitaria (compreso ciò che concerne la salute sessuale e riproduttiva), oltreché alla libertà di scelta su come, dove e con chi vivere». Insieme a Giampiero Griffo di DPI (Disabled Peoples’ International) – che sta fornendo un prezioso apporto a questa iniziativa – Cutrera rappresentava per l’occasione la FISH(Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), che in quanto partner del progettoparteciperà attivamente alle varie fasi di esso, analizzando le barriere esistenti negli altri Paesi partner, condividendo le proprie competenze e metodi di inclusione, studiando la condizione di disabilità delle donne attraverso una serie di interviste e infine elaborando i risultati che potranno essere utili per indirizzare politiche di genere in cui anche le donne con disabilità siano incluse.

A Roma era presente anche Gianni Vercelli del DIBRIS (Dipartimento di Informatica, Bioingegneria, Robotica e Ingegneria dei Sistemi) dell’Università di Genova, che ha voluto sottolineare come «il valore aggiunto di RISEWISE sia quello di avere un gruppo di Centri di Ricerca, Associazioni e Università che lavoreranno insieme nei prossimi anni, non solo per testare e provare le tecnologie abilitanti, le cosiddette Assistive Technologies, su persone che ne necessitano, come nel caso specifico le donne con disabilità, ma anche per vedere come poter favorire attraverso le ICT [“Information and Communication Technologies”, ovvero “Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione”, N.d.R.], il ricollocamento lavorativo, l’engagement [il “coinvolgimento”, N.d.R.] e quanto sostanzialmente sia necessario per tornare alla “normalità”. Ciò che è sicuramente fondamentale è che tramite questo progetto sarà possibile per i ricercatori e gli end-user [“utilizzatori finali”, N.d.R.], avere dei periodi di confronto, a livello europeo, su scenari e con tecnologie che altrimenti a livello locale sarebbe stato molto difficile poter conseguire».

Cristina Candito, infine, della Facoltà di Architettura dell’Ateneo genovese, ha spiegato come sia avvenuto il suo coinvolgimento nell’iniziativa: «I miei argomenti di ricerca – ha dichiarato – riguardano in generale la rappresentazione scientifica dello spazio nel piano (geometria proiettiva e descrittiva) nei suoi aspetti storici (disegni e immagini per la rappresentazione dell’architettura e storia della rappresentazione), con riguardo alle metodologie tradizionali e alle innovazioni digitali. In occasione di un PRIN (Progetto di Rilevante Interesse Nazionale) cui ho partecipato sulle Architetture Prospettiche, ho avuto modo di acquisire e impiegare della strumentazione (fotografica e informatica) per la realizzazione di foto sferiche effettuate allo scopo di studiare le relazioni tra spazio reale e illusorio. Sotto questo stimolo, dunque, ho cercato di individuare un’applicazione di questi stessi strumenti anche per la fruizione di luoghi di lavoro e di interesse artistico da parte delle persone con disabilità, in linea con alcune tendenze dell’impiego di elaborati grafici interattivi e immersivi per la diffusione della conoscenza dei beni culturali». (Stefano Borgato)

SUPERANDO.IT

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SEZ.DISABILITà NEWS Sindrome di Down: tu come mi vedi?

8 Ottobre 2016, 10:14am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ.DISABILITà NEWS Sindrome di Down: tu come mi vedi?

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «Il primo problema della mancata inclusione delle persone con sindrome di Down sta nel muro innalzato dai presunti “normodotati”, a partire dagli stereotipi che banalizzano fenomeni fisici e intellettivi»: lo dichiara Sergio Silvestre, presidente del CoorDown, il Coordinamento delle Associazioni di Persone con Sindrome di Down, che promuove ogni anno, la seconda domenica di ottobre, la Giornata Nazionale delle Persone con Sindrome di Down. Questa volta l’evento sarà il 9 ottobre, dedicato al tema “Tu come mi vedi?”, e centrerà l’attenzione anche su tante belle storie di autonomia realizzata

Elena e Spartaco sono una coppia di persone con sindrome di Down, che ha concretizzato il sogno di vivere insieme, grazie al progetto di autonomia abitativa Casa al Sole, curato a Pordenone dalla Fondazione Down FVG

La piena inclusione delle persone con sindrome di Down passa anche dallo sguardo degli altri, dai pregiudizi della società e dalle possibilità che vengono loro offerte: su questi temi si incentrerà la prossima Giornata Nazionale delle Persone con Sindrome di Down, promossa dal CoorDown(Coordinamento Nazionale Associazioni delle Persone con Sindrome di Down) e in programma per domenica 9 ottobre. Tale evento, lo ricordiamo, si celebra in tutta Italia ogni seconda domenica di ottobre, da oltre dodici anni, con l’obiettivo di promuovere una cultura della diversità, abbattere i pregiudizi, difendere i diritti delle persone con sindrome di Down e favorirne l’autonomia e la piena inclusione nel contesto sociale nel quale vivono. Con la campagna di quest’anno – il cui slogan è appunto Tu come mi vedi? – tutti potranno sostenere una migliore qualità della vita delle persone con sindrome di Down e contribuire a un futuro che riservi loro le possibilità di chiunque altro, a scuola, nel lavoro e nello sport. Il 9 ottobre, dunque, sarà possibile recarsi in una delle oltre duecento piazze in tutta Italia, in prossimità di chiese e centri commerciali, dove i volontari e le famiglie delle Associazioni aderenti al CoorDown offriranno un messaggio di cioccolato, realizzato con cacao proveniente dal commercio equo e solidale, in cambio di un contributo. In alcune città, per altro, la campagna di raccolta fondi inizierà già da sabato 8 e proseguirà anche nei giorni successivi. I fondi raccolti saranno utilizzati per finanziare i progetti di autonomia organizzati sul territorio e dedicati a giovani e adulti con sindrome di Down.

«Il primo problema della mancata inclusione delle persone con sindrome di Down – spiegaSergio Silvestre, presidente di CoorDown – sta nel muro innalzato dai presunti “normodotati”, a partire dagli stereotipi che banalizzano fenomeni fisici e intellettivi. I ragazzi e gli adulti con disabilità intellettiva hanno bisogno di persone intorno a loro agili e attive nell’accogliere e sviluppare il loro mondo interiore, coscienti che spesso le apparenze sono fuorvianti. Guardando all’esperienza di ciascuno, non possiamo non riconoscere che nessuno di noi è totalmente indipendente e autosufficiente e che tutti hanno limiti e capacità espressive e operative differenti. È proprio per questo motivo che i luoghi comuni in cui vengono spesso imprigionate le persone con disabilità rappresentano un grande limitealla realizzazione del loro progetto di vita attiva». Ecco dunque che la Giornata Nazionale 2016 è dedicata proprio a tutti quei ragazzi e a quegli adulti con sindrome di Down che – grazie al fondamentale supporto delle famiglie e della comunità nella quale vivono – riescono a realizzare, ciascuno secondo le proprie possibilità, una personale dimensione di autonomia e a condurre così una vita piena e ricca di significato. È il caso ad esempio del giovanissimo Francesco, persona con una forma a mosaico di sindrome di Down, diplomatosi nell’estate scorsa con 82/100 all’Istituto Professionale per i Servizi Alberghieri e Ristorazione di Vittorio Veneto (Treviso) e che ha da poco superato l’esame per il conseguimento della patente B; oppure di Alice, Gabriele, Simone e di tutti gli altri ragazzi che lavorano ormai stabilmente nel Bar “21 grammi” di Brescia; e ancora, diFrancesco, Gragor, Martina, Andrea e Laura, assunti a tempo indeterminato al Milleluci Café di Firenze; di Sara che lavora nello store Apple di Piazza della Repubblica a Firenze (su una popolazione in Italia di circa 25.000 adulti con sindrome di Down, si stima che solo il 12-13% eserciti un’attività lavorativa); e infine, l’esempio di Spartaco e Elena, una coppia che ha concretizzato il sogno di vivere insieme grazie al progetto di autonomia abitativaCasa al Sole, curato a Pordenone dalla Fondazione Down FVG. (F.D.C.V.)

È disponibile un approfondimento riguardante alcune storie di autonomia prese ad esempio dal CoorDown per la Giornata Nazionale 2016. L’hashtag ufficiale della stessa è#GNPD2016. Per essere sempre aggiornati sul calendario delle varie iniziative, basta accedere al sito del CoorDown, dove in questi giorni verranno via via segnalati tutti gli appuntamenti in programma, tra convegni, mostre e spettacoli teatrali e naturalmente tutte le piazze d’Italia coinvolte. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@coordown.it (Federico De Cesare Viola).

Il CoorDown Il Coordinamento Nazionale Associazioni delle Persone con Sindrome di Down nasce nel 2003, in occasione della prima Giornata Nazionale delle Persone con Sindrome di Down, e rappresenta oggi l’organismo ufficiale di confronto con tutte le Istituzioni, per quanto riguarda le problematiche e i diritti delle persone con la sindrome di Down. Esso ha lo scopo di attivare azioni di comunicazione sociale, per far conoscere le potenzialità e tutelare i diritti delle persone con sindrome di Down, favorirne l’integrazione nella scuola, nel lavoro e nello sport, condividere esperienze tra le singole Associazioni, individuare e mettere in atto strategie comuni rispetto a problemi politici condivisi. Le Associazioni aderenti al Coordinamento sono attualmente settantadue e ognuna mantiene la sua autonomia in relazione alle proprie attività e alla propria azione politica, avendo cura di non creare conflitto tra la propria azione e quella condivisa con il Coordinamento. L’azienda Deichmann Calzature rinnova ormai da sette anni il suo sostegno concreto al CoorDown, anche attraverso un progetto di integrazione nel mondo del lavoro, grazie al quale ragazzi e ragazze con sindrome di Down possono avere la preziosa opportunità di svolgere tirocini lavorativi o essere collocati in maniera stabile presso l’azienda. Così avviene, ad esempio, nelle filiali di Mestre e Cinisello Balsamo (Milano). Da ultimo, ma non certo ultimo, va ricordato che il CoorDown crede da sempre e investe nella comunicazione di qualità. Negli ultimi anni, in collaborazione con l’agenzia di pubblicità Saatchi & Saatchi, ha realizzato campagne innovative [delle quali si è di volta in volta puntualmente occupato anche «Superando.it», N.d.R.], che hanno ricevuto i più ambìti riconoscimenti. Gli ultimi cinque progetti, promossi in occasione della Giornata Mondiale sulla Sindrome di Down del 21 marzo, sono stati premiati con un totale di venti Leoni, di cui nove d’Oro, al Festival Internazionale della Creatività di Cannes, il più importante appuntamento sulla pubblicità. Nel marzo di quest’anno è stata lanciata la campagna internazionale How Do You See Me?, che ha avuto per protagoniste la giovane AnnaRose Rubright e la star di Hollywood Olivia Wilde. (tutte le campagne sono visibili nel sito di CoorDown o inYouTube). (F.D.C.V.)

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SEZ.DISABILITà NEWS Turismo accessibile: il primo Forum Regionale della Sardegna

8 Ottobre 2016, 10:10am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ.DISABILITà NEWS Turismo accessibile: il primo Forum Regionale della Sardegna

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Organizzazioni pubbliche e private hanno lavorato insieme ad alcune Associazioni di volontariato e di categoria, per proporre l’8 ottobre ad Olbia “Disabilità e Turismo”, Primo Forum Regionale sul Turismo Accessibile in Sardegna, evento che, dipanandosi tra sociale ed economia, fotograferà le attuali condizioni del turismo accessibile nell’Isola, proponendo anche una serie di progetti in divenire e tenendo ben presente che turismo accessibile non vuol dire “solo” pari opportunità per le persone con esigenze speciali, ma può essere anche un volano economico di particolare rilevanza

L’immagine scelta per illustrare la locandina del Forum di Olbia dell’8 ottobre

«Un evento che per la prima volta ha visto in Sardegna il lavoro sinergico diorganizzazioni pubbliche e privatesu un tema che si dipana tra sociale ed economia. Il tutto per avere l’opportunità di fotografare le attuali condizioni del turismo accessibilenell’Isola e di proporre progetti per il futuro che saranno monitorati e verificati nelle prossime edizioni del Forum. Non quindi un’iniziativa fine a se stessa, ma un percorso “in progress” che guarda al futuro di una fetta di turismo isolano dalle grandi opportunità economiche e sociali». Non si può che condividere la presentazione di Disabilità e Turismo, Primo Forum Regionale sul Turismo Accessibile in Sardegna, in programma per l’8 ottobre a Olbia(Aula Magna Robert F. Engle dell’Aeroporto Costa Smeralda, ore 9-13.30), sia guardando alle componenti coinvolte nell’organizzazione (l’Associazione sensibilMente-Tutela ed Integrazione Persone Autistiche; Confcommercio Nord Sardegna; il Polo di Olbia dell’Università di Sassari; GEASAR-Ente Gestore dell’Aeroporto Olbia Costa Smeralda; Federalberghi; ENAC-Ente Nazionale per l’Aviazione Civile; in collaborazione con l’ABC-Associazione Bambini Cerebrolesi; Meridiana; Village for all-V4A®; Eleva System; ASPO-Trasporti Pubblici Urbani Olbia), sia la qualità dei relatori regionali e nazionali che interverranno all’incontro.

Approfondendo quindi un elemento cui i promotori dell’iniziativa intendono dare particolare rilievo, «il turismo accessibile – viene spiegato nella presentazione – non significa solo pari opportunità, ovvero dare la possibilità alle persone con disabilità di essere turisti come tutti gli altri, ma è anche volano economico di particolare rilevanza. Esso, infatti, riguarda in Italia circa il 17% delle famiglie (10 milioni di persone), cosicché curare le esigenze del turismo con necessità diverse svilupperebbe un mercato stimato in 28 miliardi di euro con un impatto sul Prodotto Interno Lordo di 12 miliardi di euro». Come poi già accennato, al Forum di Olbia non si parlerà solo di mercato del turismo in ottica di accessibilità e fruibilità, ma anche di opportunità lavorative nel comparto turistico per le persone con disabilità, con un focus specificamente orientato sulla produttività e sull’inclusione sociale, che permetterà di accostare la visione partecipativa della disabilità al contesto sociale tramite appunto l’inserimento lavorativo. Un approfondimento, infine, riguarderà l’accessibilità aeroportuale e quella dei trasporti pubblici urbani.

Aperta dai saluti di Francesco Morandi, assessore della Regione Sardegna al Turismo, all’Artigianato e al Commercio, di Settimo Nizzi, sindaco di Olbia e di Marco Balata, assessore al Turismo del Comune di Olbia, l’incontro – moderato da Marco Espa, presidente nazionale dell’ABC e componente della Giunta Nazionale FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) – sarà aperto da Roberto Vitali, fondatore e presidente di Village for all (V4A®), la nota rete che conferisce il marchio internazionale dell’ospitalità accessibile (Il mercato del turismo accessibile e il suo possibile sviluppo), seguito da Giacomo Del Chiappa, docente dell’Università di Sassari (Lo sviluppo del turismo accessibile in Sardegna: minacce, opportunità e azioni), da Carlo Giacobini, direttore editoriale di «Superando.it» e responsabile del Servizio HandyLex.org (Il turismo come occasione di inclusione, tra turismo e buone prassi) e da Paolo Manca, presidente di Federalberghi Sardegna (Accessibilità strutture ricettive in Sardegna e progettualità futura). Sarà poi la volta della presentazione di una serie di progetti, da parte di Nadia Orsinidell’ENAC (I diritti delle persone con disabilità e a mobilità ridotta nel trasporto aereo.ProgettoAutismo, in viaggio attraverso l’aeroporto”), Nicola Deplano, responsabile della progettazione e manutenzione di GEASAR (Accessibilità dell’Aeroporto di Olbia per le persone con disabilità), Antonio Deiana di Deimur.it (Illustrazione App ipovedenti), Nadia Spano della Società ASPO, Veronica Asara, presidente dell’Associazione sensibilMente (Progetti di inserimento lavorativo nel comparto turistico per persone con disabilità) ePasquale Ambrosio, imprenditore e presidente di Concommercio Olbia (Resoconto dell’ inserimento lavorativo di un ragazzo nello spettro autistico). (S.B.)

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Mercoledì 8 ottobre 1958 (58 anni fa) Impiantato il primo pacemaker

8 Ottobre 2016, 10:03am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

NEWS ITALIA E DAL MONDO Mercoledì 8 ottobre 1958 (58 anni fa) Impiantato il primo pacemaker

DI MICHELE PAPPACODA Impiantato il primo pacemaker: Arne Larsson, colpito da arresto cardiaco a 43 anni, fu il primo uomo a vedersi impiantato un pacemaker, dispositivo elettrico in grado di regolare il battito del cuore. Lo stesso paziente ne ricevette altri 26 prima di morire a 86 anni.
A eseguire lo straordinario intervento fu il chirurgo svedese Ake Senning, che si avvalse della consulenza tecnica di Rune Elmqvist, progettista dei primi modelli di defibrillatori. Fu un momento decisivo nella storia della medicina, che aprì la strada a nuove scoperte nel campo della prevenzione delle patologie cardiache. I primi pacemaker, come quello impiantato nel petto di Larsson, utilizzavano batterie al nichel-cadmio, ricaricabili mensilmente, ed erano esterni. Ciò provocava non pochi disagi al paziente, sia per quanto riguarda le operazioni di ricarica delle batterie, sia per il rischio di infezioni. La svolta si ebbe con l'introduzione della miniaturizzazione, che consentì la realizzazione di dispositivi sempre meno invasivi e più affidabili, con una maggiore durata delle batterie.

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ALMANACCO DEL GIORNO ALMANACCO DEL 08.10.2016 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

8 Ottobre 2016, 09:58am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

A CURA DI MICHELE PAPPACODA  

Santi del Giorno
Santa Pelagia
San Deusdedit (Diodato, Deodato di Montecassino - Abate venerato a Sora)
San Donnino (o Donino di Città di Castello, Eremita)
San Gemino (Anacoreta)
San Gisleno (Gisileno), Lamberto e Bernero (Monaco)
Sant'Abramo (Patriarca d'Israele)
Santi Andronico e Atanasia (Sposi)
San Giovanni Leonardi (Sacerdote)
Accadde Oggi
1958 - Impiantato il primo pacemaker (58 anni fa): Arne Larsson, colpito da arresto cardiaco a 43 anni, fu il primo uomo a vedersi impiantato un pacemaker, dispositivo elettrico in grado di regolare il battito del cuore. Lo stesso paziente ne...
1930 - Volo del primo elicottero moderno (86 anni fa): Prima ancora di far sfrecciare sulle strade milioni di persone con la mitica Vespa, da lui brevettata nel 1946, Corradino D'Ascanio legò il proprio nome a un evento di cruciale importanza...
Nati in questo giorno
1970 - Matt Damon (46 anni fa): Nato a Cambridge, nello stato del Massachusetts, è una star del cinema made in USA, apprezzato per la versatilità di attore anche se l'unico Oscar lo ha vinto, insieme a Ben Affleck,...
1931 - Franco Cosimo Panini (85 anni fa): È il re delle figurine che lanciò insieme ai fratelli negli anni Sessanta, facendone un fenomeno sociale e culturale, prima che uno straordinario successo editoriale. Nato a...
1949 - Sigourney Weaver (67 anni fa): Dai malvagi alieni ai misteriosi abitanti "blu" di Pandora passando per bizzarri e improbabili spettri, sul set ha interpretato ruoli di donna sempre in lotta contro qualcosa o per un...
Nati... sportivi
1965 - Matt Biondi (51 anni fa): Nato a Palo Alto (California), è stato un campione di nuoto statunitense, capace di vincere, tra il 1984 e 1992, undici medaglie alle Olimpiadi (di cui ben otto ori) e altrettante ai...
1957 - Antonio Cabrini (59 anni fa): Nato a Cremona (Lombardia), è un allenatore di calcio, già terzino sinistro. È campione del mondo nel 1982. Da maggio 2012 è commissario tecnico della Nazionale italiana...
Eventi Sportivi
1994 - Pallavolo maschile campione del mondo (22 anni fa): In Grecia gli azzurri della pallavolo maschile si confermano campioni del mondo battendo per 3-1 in semifinale Cuba e in finale l’Olanda. Nella rosa, allenata dal CT Julio Velasco, ci sono...
2009 - L’Italia domina i Mondiali di scherma (7 anni fa): Si è concluso il campionato mondiale di scherma in Turchia. Alle 12 gare hanno partecipato 699 fra schermidori e schermitrici, di 82 nazioni diverse. L’Italia ha dominato questi...
I Doodle di Google
César Milstein: Chi è César Milstein? È un biochimico argentino, naturalizzato britannico, nato a Bahia Blanca (a sud-est di Buenos Aires) l'8 ottobre 1927 e morto a Cambridge nel 2002. Ma...
Il Mondo degli Animali
2014 - Babbuino verde (2 anni fa): Il babbuino verde o anubi, nome scientifico Papio anubis, è una scimmia appartenente alla famiglia dei Cercopithecidae. L'anubi appartiene a una delle cinque specie di babbuino. Può...
Scomparsi oggi
1803 - Vittorio Alfieri (213 anni fa): Figura di primo piano dell'illuminismo italiano, con il suo spirito inquieto e avverso ad ogni forma di tirannia fu un precursore del Romanticismo e un mirabile esempio per numerosi letterati, su tutti Ugo...

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SEZ. VANGELO E METEO VANGELO DEL 08.10.2016 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

8 Ottobre 2016, 09:51am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ. VANGELO E METEO VANGELO DEL 08.10.2016 A CURA DI MICHELE PAPPACODA
SEZ. VANGELO E METEO VANGELO DEL 08.10.2016 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

A CURA DI MICHELE PAPPACODA Santo(i) del giorno : S. Ugo da Genova, religioso Ordine di Malta (1148-1233), S. Reparata di Cesarea di Palestina, martire († s. III),

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 11,27-28.
In quel tempo, mentre Gesù stava parlando, una donna alzò la voce di mezzo alla folla e disse: «Beato il ventre che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!».
Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».

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SEZ. VANGELO E METEO METEO DEL 08.10.2016 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

8 Ottobre 2016, 09:46am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

A CURA DI MICHELE PAPPACODA 

 
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Valle d'AostaLombardiaPiemonteTrentino Alto AdigeVenetoFriuli Venezia GiuliaLiguriaEmilia-RomagnaToscanaMarcheUmbriaLazioAbruzzoMoliseCampaniaBasilicataPugliaCalabriaSiciliaSardegnaValle d'AostaLombardiaPiemonteTrentino Alto AdigeVenetoFriuli Venezia GiuliaLiguriaEmilia-RomagnaToscanaMarcheUmbriaLazioAbruzzoMoliseCampaniaBasilicataPugliaCalabriaSiciliaSardegna

Peggiora in Liguria, verso Toscana e Nordest con piogge e locali temporali. Entro sera peggiora sul Lazio e Marche settentrionali. Neve debole sulle Alpi da 1400 metri in nottata.

 

NORD

Molte nubi, piogge su Liguria, Emilia Romagna e irregolari sul Triveneto, maggiori schiarite altrove. Migliora presto in Liguria.

Temperature

In calo

CENTRO e SARDEGNA

Peggiora dopo metà giornata su Lazio e Marche settentrionali con piogge e locali temporali. Isolati temporali sulla Sardegna settentrionale.

Temperature

In calo.

SUD e SICILIA

Poco nuvoloso su tutti i settori; piogge in arrivo dalla serata sulla Campania.

Temperature

Stazionarie.

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VELASCA E VIMERCATE NEWS Martina Motta: miss Lombardia è brianzola

8 Ottobre 2016, 09:38am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

VELASCA E VIMERCATE NEWS Martina Motta: miss Lombardia è brianzola
VELASCA E VIMERCATE NEWS Martina Motta: miss Lombardia è brianzola

INSERITO DA MORENA MOTTA Albiate. E' brianzola la splendida ragazza che rappresenterà la Lombardia alla prossima edizione di Miss Italia. Martina Motta, 18 anni, 1.67 di altezza, vive ad Albiate e per oltre 10 anni ha praticato pallavolo. Ha conquistato la giuria con eleganza e con il verde dei suoi occhi. Già modella e fotomodella, sogna anche un futuro da avvocato. Il 10 settembre in diretta su La7, alle 21, sarà trasmessa la Finale Miss Italia 2016. Conduce Francesco Facchinetti.

FONTE VIMERCATEORG

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MONZA E BRIANZA NEWS Monza, ladri “affamati” fanno razzia di formaggio alla mensa della scuola

8 Ottobre 2016, 09:30am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

MONZA E BRIANZA NEWS Monza, ladri “affamati” fanno razzia di formaggio alla mensa della scuola

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ancora furti nelle scuole e questa volta a farne le spese è stata la scuola primaria di via Caravaggio, da dove i ladri hanno rubato formaggio e altro cibo dalla mensa. Ad accorgersi delle ruberie nella struttura sono stati i dipendenti, quando sono arrivati al lavoro. I ladri, secondo la ricostruzione della polizia di Stato intervenuta sul posto, hanno forzato una porta finestra e sono entrati in mensa e in cucina. Riempiti presunti borsoni di cibo, soprattutto forme di Grana e scatolame, i malviventi sono fuggiti via. Tra le confezioni rubate anche quelle di formaggini per bambini.

VALENTINA RIGANO http://www.mbnews.it/2016/10/monza-ladri-affamati-fanno-razzia-di-formaggio-alla-mensa-della-scuola/

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