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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Accordo Regione-armatori, abbonamenti gratis per gli studenti

13 Ottobre 2016, 08:29am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Accordo Regione-armatori, abbonamenti gratis per gli studenti

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SORRENTO. “Sono entusiasta di poter annunciare che è ufficiale: gli studenti della penisola sorrentina potranno viaggiare gratis anche via mare”. Lo dice il sindaco di Sant’Agnello, Piergiorgio Sagristani, dopo che dalla Regione Campania è arrivata la nota con la quale si comunica la firma dell’accordo con le compagnie di navigazione.

“Voglio ringraziare -prosegue Sagristani – Loredana Raia per l’impegno profuso e la disponibilità ad ascoltare la voce dei nostri studenti. Con una pronta azione politica e la pressione dal basso dei nostri giovani siamo riusciti a ripristinare il diritto a viaggiare gratis anche per gli studenti che vivono in penisola sorrentina, inserendo nella convezione anche il trasporto marittimo”.

Ovviamente va ringraziato anche il comandante Salvatore Di Leva, ad dell’Allilauro Grouson che ha deciso di abbassare i costi degli abbonamenti per gli studenti equiparandoli a quelli dell’Eav in modo che la Regione potesse praticare le agevolazioni senza esborsi superiori a quanto stabilito.

L’intesa tra la Regione Campania e le compagnie di navigazione Lauro.it, NGL e Navigazione Libera del Golfo per estendere l’agevolazione dell’abbonamento gratuito anche ai giovani della costiera, che, per motivi di studio, utilizzano la tratta Sorrento-Napoli è stata siglata ieri.

“Abbiamo risposto immediatamante alla sollecitazione degli studenti peninsulari che, supportati dal sindaco di Sant’Agnello, chiedevano di poter utilizzare, alla stegua dei coetanei residenti nelle isole, il trasporto via mare, gratuitamente, nell’ambito dell’iniziativa promossa dalla giunta del presidente De Luca”. È il commento della consigliera regionale Pd Loredana Raia.

“Grazie allo stanziamento di 15, 6 milioni di euro, abbiamo dato un aiuto concreto alla quasi totalità delle famiglie – ha spiegato la consigliera -, consentendo, in questo modo, ai figli dagli 11 ai 26 anni di viaggiare, per il percorso casa/scuola, gratuitamente”.

“Il presidente della Commissione Trasporti, Luca Cascone, si è adoperato per addivenire all’intesa, cosi da permettere agli studenti l’utilizzo dei mezzi marittimi, gratuitamente, nel piu breve tempo possibile. Un altro esempio di buona politica e di amministrazione attenta e pronta a rispondere ai bisogni dei cittadini”, ha concluso Raia.

FRANCESCA VANACORE SORRENTOPRESS

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ALMANACCO DEL GIORNO ALMANACCO DEL 13.10.2016 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

13 Ottobre 2016, 08:23am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

A CURA DI MICHELE PAPPACODA 

Santi del Giorno
San Comgano (Abate)
Sant'Edoardo (Re)
Santa Parasceve la giovane (Eremita)

San Teofilo di Antiochia (Vescovo)
Santa Chelidonia di Subiaco (Solitaria)
San Geraldo D'Aurillac
Accadde Oggi
1884 - Istituito il meridiano di Greenwich (132 anni fa): Individuare il meridiano "fondamentale" per sincronizzare gli orologi di tutto il mondo, in base a un Tempo Universale. Con quest’obiettivo 41 delegati di 25 nazioni si ritrovarono...
1792 - Inizia la costruzione della Casa Bianca (224 anni fa): Nessuna festa né cerimonia ufficiale per l’inizio dei lavori della residenza presidenziale più nota al mondo, la Casa Bianca, che avvenne il 13 ottobre del 1792. Disegnata su...
Nati in questo giorno
1925 - Margaret Thatcher (91 anni fa): Le cronache giornalistiche la ricordano come The Iron Lady, la "lady di ferro", per l'intransigenza e la determinazione con cui portò avanti le sue idee politiche, spesso...
1964 - Marco Travaglio (52 anni fa): È la penna più sferzante del giornalismo italiano contemporaneo. Formatosi nell'orbita del grande Indro Montanelli, che lo indicò come suo erede, è anche uno scrittore di...
1964 - Dario Ballantini (52 anni fa): Come volto del principale tg satirico strappa molti sorrisi con le sue imitazioni, lontano dalle telecamere miete consensi con la trentennale attività di pittore. Toscano di Livorno, Dario...
Nati... sportivi
1982 - Ian Thorpe (34 anni fa): Nato a Sydney è un campione di nuoto australiano, in particolare nello stile libero. Ai Giochi Olimpici ha conquistato cinque medaglie d'oro, record assoluto per lo sport del suo paese, tre...
1977 - Antonio Di Natale (39 anni fa): Nato a Napoli, è un calciatore, attualmente svincolato. Dal 2004 al 2016 è un attaccante dell'Udinese, indossando anche la fascia di capitano. In precedenza ha militato nell'Empoli (158...
1987 - Elisa Blanchi (29 anni fa): Nata a Velletri (in provincia di Roma), è un'ex ginnasta del Centro Sportivo dell'Aeronautica Militare e della Nazionale italiana di Ginnastica Ritmica. Il suo medagliere è molto ricco....
Eventi Sportivi
2002 - L’Italvolley quinta ai Mondiali (14 anni fa): La Nazionale italiana, campione in carica da tre edizioni consecutive, ha concluso al quinto posto il XV campionato mondiale di pallavolo maschile. Nella finale per il quinto posto ha sconfitto per...
Angolo Lettura
2013 - Il quaderno di Maya (3 anni fa): Questa volta il nostro consiglio di lettura settimanale è il romanzo della famosa scrittrice cilena Isabelle Allende, intitolato Il quaderno di Maya. La protagonista è Maya Vidal una...

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SEZ.VANGELO E METEO METEO DEL 13.10.2016 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

13 Ottobre 2016, 08:14am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

 
 
 
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A CURA DI MICHELE PAPPACODA 

Graduale peggioramento su tutte le regioni del Nord, entro sera, con rovesci e temporali diffusi, forti su Piemonte e Liguria. Al mattino, nubi irregolari e locali piogge anche sulle aree tirreniche un po' tutte, poi migliora su quelle centro-meridionali. Qualche pioggia su Est Sardegna, più sole su aree adriatiche. Neve fino a 1100/1200 m su Alpi centro-occidentali. 

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SEZ.VANGELO E METEO VANGELO DEL 13.10.2016 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

13 Ottobre 2016, 08:08am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ.VANGELO E METEO VANGELO DEL 13.10.2016 A CURA DI MICHELE PAPPACODA SEZ.VANGELO E METEO VANGELO DEL 13.10.2016 A CURA DI MICHELE PAPPACODA


A CURA DI MICHELE PAPPACODA Santo(i) del giorno : S. Romolo di Genova, vescovo - Patrono di Sanremo -, BB. 522 Martiri spagnoli († 1936-1939)

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 11,47-54.
In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi.
Così voi date testimonianza e approvazione alle opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite loro i sepolcri.
Per questo la sapienza di Dio ha detto: "Manderò a loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno;
perché sia chiesto conto a questa generazione del sangue di tutti i profeti, versato fin dall'inizio del mondo,
dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccaria, che fu ucciso tra l'altare e il santuario". Sì, vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione.
Guai a voi, dottori della legge, che avete tolto la chiave della scienza. Voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare l'avete impedito».
Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo ostilmente e a farlo parlare su molti argomenti,
tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Minori, singolare proposta di matrimonio. Un flash mob sul lungomare

13 Ottobre 2016, 08:03am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

COSTIERA AMALFITANA NEWS Minori, singolare proposta di matrimonio. Un flash mob sul lungomare

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un flash mob per chiedere la mano alla sua fidanzata. E’ accaduto stasera sul lungomare di Minori, dove Paolo, un giovane originario di Ravello ha deciso di avanzare in maniera assai originale la proposta di nozze alla sua Alessia. E così, nonostante la riservatezza della ragazza, Paolo ha deciso di fare le cose in grande lasciando organizzare a Chic & Fabulous di Francesca Lucibello una proposta di matrimonio “indimenticabile”. L’originale iniziativa è andata in scena stasera dove per le vie del paese hanno risuonato le note di “Ti Porto via con me” di Jovanotti, che Paolo ha deciso di dedicare alla sua fidanzata. Paolo conobbe Alessia, i cui genitori sono originari di Minori seppur trapiantati da tempo a Mantova, nel 2006 durante le vacanze pasquali in Costiera. E il loro incontro avvenne in maniera alquanto particolare. Già, perché si materializzò di giovedì santo mentre Paolo percorreva le vie del paese indossando la tunica da battente.

Fu allora che scattò la scintilla e dopo tre anni di “amore” a distanza, Alessia decise di trasferirsi all’università di Salerno accorciando così le distanze. Dopo dieci anni da quel colpo di fulmine l’originale proposta di matrimonio con 15 persone che hanno iniziato a ballare intorno alle 18.45 sul lungomare di Minori sventolando tanti cuoricini ciascuno con una lettera dell’alfabeto. Insieme componevano la frase “L’amore conta”. E come se conta. Auguri a Paolo e Alessia.

AMALFINOTIZIE

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Scoperta a Praiano piantagione di canapa indiana

13 Ottobre 2016, 07:54am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

COSTIERA AMALFITANA NEWS Scoperta a Praiano piantagione di canapa indiana

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un terrazzamento di circa 12 metri quadrati, completamente nascosto fra la fitta vegetazione, adibito a coltura di Canapa Indiana. È stato scoperto in Costiera Amalfitana nel corso della notte dai Carabinieri del nucleo operativo della Compagnia di Amalfi, durante un mirato servizio teso all’individuazione di aree rupestri utilizzate per scopi illeciti. I militari dell’Arma hanno battuto tutta l’area montuosa che dalla località marina “Praia” si sviluppa fino alla parte più alta del territorio comunale di Praiano denominata “Gravillo”.

Ed è qui che hanno scoperto un terrazzamento di circa 12 mq, completamente nascosto fra la fitta vegetazione, adibito a coltura di Canapa Indiana. Al momento del ritrovamento erano presenti 6 piante di marijuana in fiore alte dagli 80 cm fino 1 mt e mezzo, oltre ad una serie di altre piazzole già vuote per un plausibile precedente raccolto. Sul posto anche strumenti per la coltivazione e concime. I militari hanno poi scoperto un enorme sistema di irrigazione: dalla piazzola infatti partiva un tubo di gomma per l’irrigazione, dotato di timer e vari rubinetti, interrato completamente nella boscaglia che si inerpicava per circa 100 metri più su fino a giungere alle tubazioni di via Gradillo, dove in maniera illecita era stato creato un allaccio abusivo alla rete pubblica tramite il quale veniva rubata e deviata l’acqua utile alle piantagione. Il tutto, per un ingente valore, è stato sottoposto a sequestro dai militari dell’arma che stanno proseguendo le loro indagini.

AMALFINOTIZIE

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Accoltella il nuovo compagno della ex, arrestato. L'uomo ha atteso la coppia sotto casa

13 Ottobre 2016, 07:49am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Accoltella il nuovo compagno della ex, arrestato. L'uomo ha atteso la coppia sotto casa

DI MICHELE PAPPACODA Ha atteso la sua ex sotto casa e quando è arrivata col nuovo compagno ha insultato la donna ed ha ferito con una coltellata l'uomo. Per questo un uomo di 48 anni, Giuseppe Castagnaro, è stato arrestato, e posto ai domiciliari, dagli agenti del Commissariato di Paola della Polizia di Stato. I poliziotti, nella tarda serata di ieri, erano in servizio di controllo del territorio quando la loro attenzione è stata richiamata, con fare concitato, da un uomo ed una donna. Una volta avvicinati, gli agenti si sono accorti che l'uomo aveva una ferita al fianco con copiosa fuoriuscita di sangue per cui hanno portato i due in ospedale. Successivamente, gli investigatori hanno sentito uomo e donna ed hanno ricostruito quanto era successo. I due hanno raccontato di avere trovato Castagnaro, ex convivente della donna, che li aspettava sotto casa. Gli agenti hanno poi rintracciato l'uomo nella propria abitazione dove è stato trovato anche il coltello usato per il ferimento.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Roma, partorisce in strada, due militari dell'Esercito "ostetrici" per caso

13 Ottobre 2016, 07:46am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Roma, partorisce in strada, due militari dell'Esercito "ostetrici" per caso

DI MICHELE PAPPACODA - Urlava e chiedeva aiuto in strada finché due militari dell'Esercito dell'operazione Strade Sicure, impegnati in servizio di vigilanza, si sono avvicinati e l'hanno aiutata a partorire. E' successo la notte scorsa a Roma, in Piazza San Bartolomeo. La pattuglia del 17° reggimento Artiglieria Controaerei stava presidiando un obiettivo sensibile sul Lungotevere, all'altezza dell'isola Tiberina. Il capo pattuglia si è adoperato per far nascere la bambina, che è venuta al mondo dopo qualche minuto dal soccorso, in perfetta salute e sotto gli occhi increduli di qualche passante. La neonata per alcuni minuti è rimasta tra le mani del militare, in attesa dell'arrivo del personale del 118, che successivamente ha provveduto a recidere il cordone ombelicale della piccola. La donna, visibilmente emozionata e felice per l'esito dell'evento, ha "benedetto" i militari, ringraziandoli di tutto. "Non so neanche io come ho fatto. Non ho neanche figli...." queste le parole dell'incredulo militare al termine dell'intervento. La bimba e la madre sono successivamente stati trasportati dal personale sanitario in buone condizioni al più vicino ospedale.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Samsung sospende le vendite di Galaxy Note 7. Giù in Borsa Stop dopo ultimi incidenti per dispositivo che prende fuoco

11 Ottobre 2016, 08:13am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Samsung sospende le vendite di Galaxy Note 7. Giù in Borsa Stop dopo ultimi incidenti per dispositivo che prende fuoco

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Samsung sospende la vendita del Galaxy Note7. Lo riporta la stampa americana. Il colosso sudcoreano chiede ai partner, dalle compagnie telefoniche ai rivenditori, di non vendere lo smartphone mentre vanno avanti le indagini sui recenti incidenti. Il Note7 e' stato richiamato nelle ultime settimane negli Usa dopo denunce sul fatto che il dispositivo va a fuoco. "Restiamo impegnati a lavorare diligentemente con le autorità per assumere tutte le misure necessarie a risolvere la situazione", afferma Samsung.

Le autorita' americane plaudono alla scelta di Samsung di sospendere le vendite e le sostituzioni del Galaxy Note7. ''E' la giusta mossa'' afferma Elliot Kaye, il presidente della Commissione per la sicurezza dei prodotti. Le indagini proseguono e nel frattempo i proprietari del Note7 dovrebbero spegnerlo e non usarlo.

Samsung pesante in Borsa dopo la sospensione delle vendite del Galaxy Note7: i titoli del colosso sudcoreano arrivano a perdere fino al 5%.

Aviazione Usa, tenere Note7 spenti e non in stiva - L'Amministrazione dell'aviazione federale (Faa) americana mette in guardia i passeggeri su uso e trasporto del Galaxy Note7, che la Samsung a ritirato dalle vendite dopo gli ultimi incidenti di combustione. "Alla luce dei recenti avvenimenti e delle preoccupazioni sollevate da Samsung sui suoi Note7, la Faa consiglia vivamente ai passeggeri di non attivare o ricaricare questi dispositivi a bordo di aerei e non stivarli in alcun bagaglio", si legge in un comunicato pubblicato dall'aviazione Usa sul suo sito web. Le restrizioni, specifica la Faa, valgono anche per i dispositivi richiamati e ripristinati. ANSA

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SEZ.DISABILITà NEWS Accessibilità e Programma d’Azione: criticità e priorità

8 Ottobre 2016, 10:25am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ.DISABILITà NEWS Accessibilità e Programma d’Azione: criticità e priorità

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nonostante quanto sancito nel 2013 dal primo Programma di Azione Biennale per la Promozione dei Diritti e l’Integrazione delle Persone con Disabilità, la situazione nel nostro Paese, in tema di accessibilità, barriere architettoniche e progettazione universale, è rimasta sostanzialmente ferma, in particolare dal punto di visto culturale e legislativo, confermando un quadro “antico” e assai poco in linea con la Convenzione ONU. Con questo ampio approfondimento curato da Fabrizio Mezzalana, in vista del nuovo Programma di Azione Biennale, delineiamo le varie criticità e anche alcune imprescindibili priorità

Volume pubblicatao dalla Regione Lazio nel 1990, sulle barriere architettoniche

Figura 1: la copertina di uno dei quattro volumi pubblicati dall’Assessorato all’Ambiente della Regione Lazio nel 1990, a seguito degli Studi di ricerca e sperimentazione delle barriere architettoniche

Il primo Programma di Azione Biennale per la Promozione dei Diritti e l’Integrazione delle Persone con Disabilità [DPR del 4 ottobre 2013, N.d.R.], elaborato a seguito della quarta Conferenza Nazionale sulle Politiche della Disabilità, tenutasi a Bologna nel luglio del 2013, aveva individuato tre priorità di intervento in materia di accessibilità e abbattimento delle barriere architettoniche:
° la riattivazione della Commissione di Studio Permanente, originariamente prevista dall’articolo 12 del Decreto Ministeriale 236/89;
° la revisione e l’aggiornamento dei regolamenti tecnici in attesa di un complessivo riordino e aggiornamento normativo in tema di accessibilità;
° l’adeguamento dei programmi didattici scolastici ed universitari con l’attivazione degli insegnamenti della progettazione universale e accessibilità.
Oggi, dunque, ci troviamo a dover fare un bilancio su quanto è stato attuato e a definire le priorità delle azioni in tema di accessibilità, alla luce del secondo Programma di Azione Biennale, presentato nei giorni scorsi alla Conferenza Nazionale di Firenze.
Ebbene, nei documenti preparatori di quest’ultima, il bilancio che emerge è netto e inequivocabile: «Nel biennio di riferimento del Programma Biennale tali indicazioni non hanno fatto registrare alcun avanzamento». Ovvero, in tema di accessibilità, barriere architettoniche e progettazione universale, la situazione è rimasta ferma, immobile e non c’è stato quindi alcun miglioramento, in particolare per quanto riguarda l’accessibilità architettonica.

Vale la pena ricordare a questo punto che sia quanto indicato nel primo Programma di Azione, sia quanto definito nel secondo Programma, sono le azioni che lo Stato Italiano si è impegnato e si impegnerà a intraprendere a seguito della ratifica della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (Legge 18/09). Su questo processo di individuazione delle criticità e delle conseguenti azioni per implementare i concetti di inclusione e antidiscriminazione della Convenzione, l’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità (1) predispone il rapporto dettagliato per l’Italia sulle misure adottate ai sensi dell’articolo 35 (I rapporti degli Stati Parti) della Convenzione stessa, che viene inviato alle Nazioni Unite.
L’analisi, dunque, operata dal sesto Gruppo di Lavoro dell’Osservatorio (2) ci dice chiaramente che «lo stato complessivo dell’attuazione in Italia degli articoli 9 e 21 della Convenzione (accessibilità e mobilità, accesso all’informazione e alla comunicazione) appare fragile, disorganico, poco sviluppato e soprattutto poco considerato». Si sottolinea inoltre «l’assenza di indirizzi, di supporti nonché di una politica organica promossa dal livello nazionale a quello locale» e «la scarsa conoscenza della progettazione universale da parte dei tecnici».
La progettazione universale – strumento indicato dalla Convenzione per conseguire l’accessibilità – rappresenta il punto di svolta tecnico e ancor prima culturale per il superamento del concetto di barriera architettonica, così come è presente nell’impianto normativo vigente.
Come sancito dalla Convenzione, è tramite la progettazione universale – e i cosiddetti “adattamenti ragionevoli” – che si ottiene l’accessibilità e quindi la possibilità di «assicurare alle persone con disabilità, su base di eguaglianza con gli altri, l’accesso all’ambiente fisico, ai trasporti, all’informazione e alla comunicazione, compresi i sistemi e le tecnologie di informazione e comunicazione, e ad altre attrezzature e servizi aperti o offerti al pubblico, sia nelle aree urbane che nelle aree rurali».

Normativa vigente e riferimenti tecnici
Attualmente ci troviamo ad operare in un contesto tecnico normativo obsoleto e decisamente non in linea con il concetto di non discriminazione e accessibilità contenuti nella Convenzione ONU. La normativa vigente, infatti, si basa su tre livelli di accessibilità(accessibilitàvisitabilità e adattabilità), determinati aprioristicamente su parametri teorici che si traducono in prescrizioni che consentono alla persona con disabilità un’accessibilità condizionata, limitata solo ad alcuni ambienti e non contemplano l’esigenza di progettare un luogo pienamente accessibile dove tutti possano – su base di uguaglianza – esprimere la propria autonomia.

Sperimentazione di accessibilità per un giovane adulto paraplegico in carrozzina

Figura 2: immagini della sperimentazione dove un giovane adulto paraplegico in carrozzina determina, alzando il braccio accanto a pannelli graduati, le altezze per la raggiungibilità e la manovrabilità degli impianti

Questo approccio è stato chiaramente superato dalla Convenzione, la quale si pone l’obiettivo di promuovere, proteggere e garantire il pieno e uguale godimento di tutti i diritti umani e di tutte le libertà fondamentali da parte delle persone con disabilità.
Se ci soffermiamo sulle indicazioni/prescrizioni tecniche tuttora vigenti (contenute nel già citato Decreto Ministeriale236/89), appare evidente l’enorme distanza con la realtà attuale. I minimi prescrittivi riguardanti pendenze, larghezze di porte e passaggi, raggiungibilità di terminali elettrici ecc. sono il frutto di ricerche effettuate intorno alla prima metà degli Anni Ottanta. Questi studi, come ad esempio quello effettuato dall’Assessorato ai Lavori Pubblici della Regione Lazio, in collaborazione con il Dipartimento di Disegno Industriale della Facoltà di Architettura dell’Università La Sapienza di Roma di Roma (3), di cui proponiamo la copertina nella figura 1, mostrano oggi dei limiti che non sono compatibili con l’approccio culturale e i princìpi della Convenzione e con il concetto di progettazione universale.
Innanzitutto sono focalizzati esclusivamente sulle disabilità motorie, e in particolare sulle persone in carozzina: le sperimentazioni dirette, infatti, vedono coinvolta una sola persona con disabilità motoria, un giovane adulto, maschio, paraplegico in carrozzina (figura 2). Inoltre, viene individuato un modello di sedia a ruote con misure “standard”, la «più adatta e la più usata», partendo da un’analisi di mercato dei prodotti all’epoca in commercio (figura 3).
Questi studi – comunque importanti per l’epoca – hanno prodotto quindi indicazioni per disabili “standard” e sono proprio queste a far parte del corpus normativo e regolamentale vigente. Tutto ciò mentre il resto del mondo – e anche quello del mercato degli ausili – si è mosso verso una sempre maggiore personalizzazione delle soluzioni e dei prodotti, in modo tale da rispondere alle specifiche esigenze della singola persona con disabilità.
Oggi è consolidato il concetto che la misura di una sedia a ruote dipenda innanzitutto dalle dimensioni e dalle caratteristiche della persona che la userà e poi da quale tipo di utilizzo ne farà (come per le scarpe: chi ha il piede più grande sceglierà il numero di scarpe più grande).
E ancora, enormi sono stati i miglioramenti tecnologici, ad esempio nel campo delle sedie a ruote elettroniche, con sistemi di comando altamente tecnologici, che permettono oggi un’autonoma mobilità a persone che trent’anni fa sarebbero state completamente dipendenti da un assistente, così come sono sempre più efficaci (e attenti all’estetica) gli ausili per i bambini con disabilità.

Vecchi ausili

Figura 3: le carrozzine prese in esame dalla sperimentazione citata in precedenza (quella condotta su un giovane adulto con paraplegia), attraverso una ricerca di mercato sugli ausili dell’epoca (primi Anni Ottanta), ovvero su sedie a ruote che appaiono antiche e obsolete, se paragonate a quelle odierne

Tutta questa diversità (solo nel campo delle disabilità motorie), che trova oggi spazio e ricerca, accessibilità e autonomia, non è conosciuta né contemplata dagli strumenti normativi vigenti.
Un esempio su tutti: con i regolamenti vigenti, il bagno accessibile ha dimensioni e spazi di manovra “standard”, a prescindere che si trovi in una scuola elementare (dove forse potrà andare bene per il maestro su sedia a ruote, ma non certamente per lo studente con disabilità) o in una stazione ferroviaria.

Da ultimo, ma non ultimo, mentre per le persone con disabilità motoria i minimi prescrittivi nei regolamenti vigenti sono ormai vecchi e superati, per quelle con altri tipi di disabilità non esistono proprio indicazioni per la realizzazione di spazi ed edifici accessibili adatti alle loro esigenze: ad esempio, sono trascurabili e ridotte a poco più che un accenno le indicazioni per il superamento delle barriere percettive per le persone con disabilità visiva, del tutto assenti i riferimenti tecnici per l’accessibilità per le persone con disabilità uditiva (figura 4), per non parlare delle persone con disabilità intellettive e relazionali per le quali esistono diversi studi che mettono in relazione le loro risposte funzionali e relazionali con le caratteristiche dell’ambiente che le circonda.

Contributi per l’abbattimento delle barriere negli edifici esistenti
È nel campo dei contributi per l’abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici esistenti che, purtroppo, si registrano addirittura dei passi indietro rispetto agli anni passati.
La Legge 13/89 (Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati) aveva previsto che la persona con disabilità potesse richiedere contributi a fondo perduto per realizzare opere finalizzate all’eliminazione delle barriere architettoniche nell’abitazione ove ha «stabile dimora». E tuttavia, oltre ai continuiproblemi di finanziamento (complicati dalla sovrapposizione di competenze Stato-Regioni), molti sono stati anche i problemi interpretativi, soprattutto da parte dei Comuni con i quali il cittadino con disabilità è entrato in contatto per presentare la richiesta e ottenere l’erogazione del contributo.

Convegno FIADDA "Mi riguarda, c'è una persona sorda", Roma, 1-4 settembre 2016

Figura 4: una foto scattata durante il convegno intitolato Mi riguarda, c’è una persona sorda, organizzato a Roma, dal 1° al 4 settembre 2016, dalla FIADDA (Famiglie Italiane Associate per la Difesa dei Diritti degli Audiolesi). Vi si notano diversi giovani in platea con disabilità uditive sui quali sono visibili apparecchi acustici e impianti cocleari.

La Commissione di Studio Permanente (4), in particolare dalla fine del 2009 all’estate del 2012, aveva preso in esame molti quesiti inoltrati dai Comuni italiani, elaborando pareri di indirizzo sull’interpretazione normativa, che chiarivano diversi aspetti sulle modalità di richiesta e di ottenimento dei contributi. Ad esempio, si era chiarito che la persona con disabilità che non avesse ancora la residenza nell’abitazione nella quale realizzare le opere di abbattimento delle barriere architettoniche – caso classico di chi acquista una nuova casa e deve rimuovere le barriere per poterci andare a vivere – potesse inoltrare la domanda e che questa venisse accettata dal Comune il quale avrebbe avuto la possibilità di verificare l’«effettiva e stabile dimora» prima di erogare il contributo.
Allo stesso modo la Commissione aveva chiarito che – visti i tempi molto lunghi tra la richiesta e l’ottenimento del contributo (5) (si veda anche la figura 5) – anche gli eredi di persone con disabilità che ne avessero fatto richiesta e che fossero decedute prima dell’ottenimento del contributo potessero beneficiarne. I pareri emessi erano stati poi pubblicati su una pagina apposita del sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e messi a disposizione dei cittadini e delle istituzioni locali.
Questo lavoro di analisi dei quesiti inviati dai Comuni ha consentito in quegli anni di dare un’interpretazione ragionevole e coerente in tutto il territorio nazionale, superando le discrasie derivanti da interpretazioni parziali e locali.
Nel 2012, però, pur non comportando costi, la Commissione è stata sciolta (dal Governo Monti), insieme ad altre centinaia di Commissioni Ministeriali. Da quel momento è stata anche cancellata la pagina web con quei pareri e – chiaramente – non c’è più un punto di riferimento istituzionale per orientare gli Enti Locali nell’interpretazione delle norme vigenti.
Pur chiarendo che la Commissione non aveva un potere vincolante, ma di orientamento, il suo ruolo di punto di riferimento nel raccogliere i dubbi interpretativi degli Enti Locali risultava determinante da un lato per dare un’interpretazione aggiornata e più legata alle condizioni attuali delle persona con disabilità e dall’altro per elaborare proposte di aggiornamento e di modifica normativa (compito questo attribuito ad essa, come accennato in precedenza, già dall’articolo 12 del Decreto Ministeriale 236/89).
In questa totale assenza di un organismo ufficiale e autorevole di riferimento su una materia così complessa, accade che ad esempio vengano respinte le domande per la richiesta dei contributi per tutti quelli che non abbiano la «stabile dimora» nell’appartamento nel quale, se non rimuovono le barriere, non possono andarci a vivere.
Dietro questi rifiuti come “non avente titolo”, non è difficile riconoscere un’idea vecchia, discriminante e ghettizzante della persona con disabilità che possiamo concepire come rinchiuso e confinato nella propria abitazione o in un istituto (e in questi casi gli si riconosce il diritto di accedere al contributo pubblico…), ma a cui la Legge sembra quasi non riconoscere la possibilità di essere un cittadino come gli altri che possa addirittura comprarsi una nuova casa e andarci ad abitare. Magari anche da solo! Altro che pieno ed uguale godimento dei diritti della Convenzione!

Accessibilità e istruzione
Altro tema dolente è il rapporto tra disabilità e il mondo della scuola e dell’università. Ancora oggi, infatti, sono pochissime le università dove, nelle facoltà tecniche, si trattino sia pure limitatamente temi specifici sulla progettazione universale e l’accessibilità. E nelle scuole tecniche superiori la situazione è la stessa.
Le sporadiche esperienze di professori e insegnanti che affrontano il tema dell’accessibilità avviene sempre in un contesto marginale, di iniziative personali mosse da passione e interessamento diretto, a volte sopportato e più spesso osteggiato dall’istituzione scolastica  nel suo complesso.

Schermata dal sito del Comune di Roma

Figura 5: schermata del sito del Comune di Roma sullo stato dei finanziamenti dei contributi ex Legge 13/89: vi si legge che nel 2013 stati accreditati i fondi per liquidare le domande presentate tra il 2006 ed il 2007…

Negli anni scorsi ci sono stati alcuni Disegni di Legge che si sono mossi in tal senso, ma che, per vari motivi, non sono approdati a nulla di buono.
La critica che viene mossa a coloro che richiedono che la progettazione universale sia parte integrante del curriculum scolastico di un tecnico è sempre la stessa: tutti vorrebbero che gli argomenti che stanno loro a cuore venissero insegnati nelle scuole e nelle università. Occorre però tenere sempre presente che l’accessibilità impatta con il corpo e la vita di milioni di persone, che la mancanza di vera accessibilità ha costi economici e sociali enormi, che la progettazione universale può essere un’importante opportunità individuale e collettivae – soprattutto – che la ratifica della Convenzione ONU significa avere scelto consapevolmente di affrontare questo tema in termini di diritti umani.
In sostanza, la costruzione e la diffusione di un sapere efficace e condiviso non può non passare attraverso il coinvolgimento delle Istituzioni preposte all’educazione.

Accessibilità e partecipazione
Tra gli obblighi generali contenuti nella Convenzione ONU che gli Stati si impegnano ad attuare, c’è anche il coinvolgimento attivo delle persone con disabilità attraverso le loro organizzazioni rappresentative: «Articolo 4. Obblighi generali. […] 3. Nell’elaborazione e nell’attuazione della legislazione e delle politiche da adottare per attuare la presente Convenzione, così come negli altri processi decisionali relativi a questioni concernenti le persone con disabilità, gli Stati Parti operano in stretta consultazione e coinvolgono attivamente le persone con disabilità, compresi i minori con disabilità, attraverso le loro organizzazioni rappresentative […]».
Questo concetto di partecipazione attiva è un tema a lungo promosso (6), che nel 2003diventò lo slogan dell’Anno Europeo delle Persone con Disabilità: Niente su di noi, senza di Noi. La filosofia di base che sta dietro a tale motto è che nessuno meglio di chi vive una certa condizione è capace di descriverla e di esprimere bisogni e necessità ad essa correlati.
Ma non solo. Niente su di noi senza di Noi, infatti, è un metodo e un contenuto nel cammino della promozione dei diritti: la società inclusiva si può realizzare solo coinvolgendo le persone escluse nelle decisioni che le riguardano, proprio come sancito dall’articolo 4, comma 3 della Convenzione. Una partecipazione attiva e responsabile che non deve essere limitata allo scambio di informazioni o all’accettazione di decisioni già prese da altri, mapresente e operante in ogni fase del processo, tale da consentire alle persone con disabilità e alle loro organizzazioni di contribuire alla pianificazione, applicazione, supervisione e valutazione di tutte le attività.
In questo modo le persone con disabilità affermano con forza di ritenersi “esperti di se stessi”, di non avere bisogno di tutori legali, politici, tecnici o esperti esterni ai quali delegare le questioni che riguardano la propria esistenza.
A ben vedere questo concetto di partecipazione ha un fondamento anche tecnico: se guardiamo infatti anche al recente passato – accanto a un sostanziale disinteresse delle Istituzioni deputate alla ricerca scientifica e tecnologica – è stato proprio grazie all’attività delle Associazioni che sono stati compiuti grande miglioramenti e passi avanti nel campo degli ausili, delle tecniche riabilitative, delle tecnologie assistive, delle soluzioni per l’accessibilità e l’autonomia. Si è creato così un sapere tecnico e una capacità di approccio al tema dell’inclusione delle persone con disabilità che risulta oggettivamente non riscontrabile altrove.
Tutti gli interlocutori politici, istituzionali, tecnici e professionali devono sapere chiaramente che le persone con disabilità e le loro Associazioni sono mature e in grado di garantire opzioni tecniche dello spessore necessario ad affrontare le questioni più complesse. Questo significa possedere conoscenza, esperienza e competenza non riscontrabile altrove: il beneficio della modalità partecipativa si estende quindi anche alla possibilità di sviluppare e accrescere conoscenze e competenze nei diversi settori tecnici e sociali.

Realizzazione grafica dedicata all'Universal Design

Realizzazione grafica dedicata all’“Universal Design” (“progettazione universale”), accompagnata dal testo “Making design accessibile to everyone in society”, ovvero “Rendere la progettazione nella società accessibile a tutti”

Dal 2003 questo concetto è stato assorbito dagli interlocutori istituzionali che hanno cominciato a costruire forme di partecipazione di concerto con le Associazioni, prevedendo all’interno del concetto generale di stakeholder[“portatori d’interesse”, N.d.R.] la presenza di referenti privilegiati, portatori di competenze ed esperienze non presenti altrove: esempio concreto è lo stesso Osservatorio stesso, la composizione del Comitato Tecnico Scientifico e quella dei diversi Gruppi di Lavoro di esso.
A questo processo si è affiancato negli anni un cammino di maggiore consapevolezza delle Associazioni di persone con disabilità, di responsabilizzazione rispetto alle diverse disabilità al loro interno e di capacità di interlocuzione e di sintesi delle necessità e delle soluzioni proposte.

A questo punto va detto che negli ultimi anni questo riconoscimento di competenze e questo approccio di partecipazione attiva e consapevole sembra subire qualche preoccupante indebolimento. Sono sempre più numerosi – sia a livello locale che nazionale – esempi di partecipazione che si limitano all’adozione dello strumento della “partecipazione on-line”. Va detto anche che il ricorso alla consultazione online non è di per sé negativo, se inteso come strumento di un processo più strutturato basato sul reciproco riconoscimento e sulla condivisione dell’obiettivo comune dell’effettiva inclusione. E in tal senso esistono anche dellebuone prassi nelle quali la consultazione online ha effettivamente arricchito e rafforzato il confronto, la partecipazione e la qualità dei contenuti. Ma ciò, purtroppo, non sempre accade, perdendo così queste potenzialità.
Un gruppo di esperti, ad esempio, elabora un documento tecnico che poi viene caricato su una pagina web per un periodo di tempo limitato, durante il quale il cittadino può esprimere la propria opinione, proporre modifiche o integrazioni scrivendo una mail. Chiusa la fase di consultazione pubblica, il gruppo di esperti (secondo modalità che spesso non è dato sapere) accoglierà le modifiche che riterrà opportune prima di licenziare il testo.
Cosa non va in questo processo?
Il concetto di “uno vale uno” può portare a delle storture e criticità significative:
° tutti i cittadini possono partecipare a definire misure che riguardano solo una parte di essi e questo appare particolarmente pericoloso a fronte di una società che ancora oggi è alla ricerca del pieno riconoscimento dei diritti delle persone con disabilità (e per questo decide di ratificare la Convenzione ONU, impegnandosi nell’applicarla);
° l’approccio iniziale (ad esempio nella stesura del documento tecnico) viene comunque affidato ad un “esperto” che può non avere le appropriate competenze e produrre già nelle primissime fasi del processo un documento che poi risulta difficile da migliorare con dei semplici emendamenti;
° spesso il gruppo di esperti contatta informalmente persone con disabilità in modo non strutturato e in base a criteri estemporanei (la conoscenza diretta, la disponibilità personale in un dato momento ecc.): la capacità di queste persone di parlare per sé e per gli altri, magari con esigenze diverse da quelle proprie, non è chiaramente riscontrabile in alcun modo;
° con questa modalità si perde l’opportunità di scambio – su base di reciproco riconoscimento – di competenze e approcci che nei gruppi di lavoro più strutturati e paritari rappresentano il vero valore aggiunto del processo di partecipazione.
Se prevalgono queste storture, si perde l’opportunità di scambio – su base di reciproco riconoscimento – di competenze e approcci che nei gruppi di lavoro più strutturati e paritari rappresentano il vero valore aggiunto del processo di partecipazione.
In sintesi, non va confuso lo strumento della consultazione online – che è appunto uno strumento – con la partecipazione attiva, che rimane al tempo stesso un principio e un criterio.

In conclusione: alcune imprescindibili priorità
Come detto inizialmente, i problemi di implementazione dei princìpi di accessibilità della Convenzione presenti nel primo Programma di Azione non sono stati affrontati in questi anni.
Il giudizio negativo espresso dal Gruppo di Lavoro dell’Osservatorio impone dunque di definire le priorità di intervento per il prossimo biennio e di richiederne con urgenza la loro applicazione, nella consapevolezza che sarà un percorso non facile, da incardinare però su alcuni punti chiave imprescindibili. Limitandoci qui ai temi della progettazione universale e all’accessibilità di spazi ed edifici occorre innanzi tutto:
1. elaborare una strategia nazionale sul tema dell’accessibilità, che dovrà prevedere l’ammodernamento complessivo della normativa di riferimento in materia di accessibilità e barriere architettoniche e senso-percettive;
2. ricostituire un organismo paritetico che, sul modello della Commissione già prevista dal Decreto Ministeriale 236/89, sia in grado di interloquire con i diversi livelli di gestione e soggetti interessati, attuando un necessario coordinamento interistituzionale, di promuovere e coordinare le iniziative di adeguamento normativo e tecnico, fornendo azioni di supporto e di orientamento alle amministrazioni pubbliche e ai privati per l’attuazione della normativa, anche attraverso l’elaborazione di linee guida tecniche;
3. implementare lo studio della tecnica e della tecnologia atte a realizzare la progettazione universale e l’accessibilità nei programmi didattici delle scuole secondarie di secondo grado a indirizzo tecnico e nell’àmbito degli insegnamenti impartiti presso le università;
4. definire e applicare metodi e processi di partecipazione chiari, strutturati ed efficaci con le persone con disabilità, attraverso le loro Associazioni.
Queste priorità dovranno costituire gli assi portanti sui quali basare le azioni specifiche di tipo legislativo, amministrativo (programmatorio ed operativo) da attuare.

Architetto, consulente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap).

Note:
(1) 
L’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità, istituito dalla Legge 18/09, ha funzioni consultive e di supporto tecnico-scientifico per l’elaborazione delle politiche nazionali in materia di disabilità, con la finalità di fare evolvere e migliorare l’informazione sulla disabilità nel nostro Paese e, nel contempo, di fornire un contributo al miglioramento del livello di efficacia e di adeguatezza delle politiche. In particolare, l’Osservatorio opera in ordine: alla promozione dell’attuazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità;, siglata a New York il 13 dicembre 2006; alla predisposizione di un Programma di Azione Biennale per la Promozione dei Diritti e l’Integrazione delle Persone con Disabilità, in attuazione della legislazione nazionale e internazionale; alla promozione della raccolta di dati statistici e della realizzazione di studi e ricerche sul tema; alla predisposizione della relazione sullo stato di attuazione delle politiche sulla disabilità.
L’Osservatorio è presieduto dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, o dal Sottosegretario delegato. Si avvale del supporto di una Segreteria Tecnica, costituita nell’àmbito delle ordinarie risorse umane e strumentali della Direzione Generale per l’Inclusione e le Politiche Sociali del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Ha funzioni consultive e di supporto tecnico-scientifico per l’elaborazione delle politiche nazionali in materia di disabilità.
Nell’àmbito dell’Osservatorio, inoltre, è istituito un Comitato Tecnico Scientifico con finalità di analisi e di indirizzo scientifico e vi operano Gruppi di Lavoro, con il compito di approfondire particolari tematiche.
Il Regolamento dell’Osservatorio è stato disciplinato con il Decreto Ministeriale 167/10. L’organismo si è dotato di un proprio Regolamento Interno, approvato il 16 dicembre 2010.

(2) Al fine di approfondire particolari tematiche, l’Osservatorio ha costituito, al proprio interno, aree tematiche che coprono tutti i principali àmbiti di riferimento indicati dalla Convenzione ONU. Qui il riferimento è al Gruppo 6 (L’accessibilità (informazione mobilità, servizi) nella prospettiva dell’Universal Design).

(3) Studio di ricerca e sperimentazione affidato ad Istituti Universitari nell’àmbito del programma di interventi disposti dall’articolo 10 della Legge Regionale del Lazio 1/82. Lo studio è stato affidato – nelle sue articolazioni – tramite le seguenti Deliberazioni della Giunta Regionale del Lazio: 1370/82, 1371/82, 8090/83, 9116/84 e 1329/85. Le ricerche sono state pubblicate dall’Assessorato all’Ambiente della Regione Lazio in quattro volumi nel 1990, dopo la pubblicazione del Decreto Ministeriale 236/89.

(4) Già istituita in attuazione dell’articolo 12 del Decreto Ministeriale 236/89 e riattivata con Decreto n. B3/1/792 del 15 ottobre 2004 del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze e con quello del Lavoro e delle Politiche Sociali. La Commissione è stata ricostituita su base paritetica tra lo Stato e le Regioni e Province Autonome e ne facevano parte rappresentanti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (3), del Ministero dell’Economia e delle Finanze (1), del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (1), della Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome (5), con la partecipazione – in qualità di esperti – dei rappresentanti delle maggiori Associazioni di categorie interessate (FISH-Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap e FAND-Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità). La Commissione è stata sciolta dal Governo Monti nel 2012 insieme ad altre Commissioni Ministeriali.

(5) Ad oggi – preso come esempio il Comune di Roma – le informazioni ufficiali sulla liquidazione dei contributi sono aggiornate al mese di aprile del 2013, quando sono state liquidate un totale di 26 richieste presentate tra gli anni 2004 e 2006, per un totale di 158.450,94 euro.

(6) Si veda in «Superando.it»: Giampiero Griffo, Fu il primo a dire al mondo “Niente su di Noi senza di Noi, 22 gennaio 2016.

Per ulteriori approfondimenti e documentazione: f.mezzalana@gmail.com.

di Fabrizio Mezzalana SUPERANDO

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