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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Quando occupare un parcheggio disabili è reato penale

10 Aprile 2017, 13:25pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Quando occupare un parcheggio disabili è reato penale

INSERITO DA MORENA MOTTA In Italia, parcheggiare l’auto in un posto riservato a un disabile è reato penale. Si tratta, infatti, di una violazione di legge, in particolare dell’articolo 610 del c.p. (violenza privata). Per questo motivo la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato contro una precedente condanna per aver posteggiato il proprio veicolo nello spazio assegnato a un portatore di handicap. I Supremi Giudici hanno fatto presente che, qualora l’area fosse stata genericamente dedicata al posteggio dei disabili, la condotta illecita sarebbe stata punita semplicemente con una sanzione amministrativa. Ma, nel caso in questione, trattandosi di un parcheggio “espressamente riservato a una determinata persona, per ragioni attinenti al suo stato di salute, alla generica violazione della norma sulla circolazione stradale si aggiunge l’impedimento al singolo cittadino a cui è riservato lo stallo di parcheggiare lì dove solo a lui è consentito lasciare il mezzo”.

FONTE di Roberta Lunghini WEST INFO

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SEZ. RICETTE La tavola di Pasqua in Costa d’Amalfi, tra casatielli dolci e agnello brodettato

10 Aprile 2017, 10:08am

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SEZ. RICETTE La tavola di Pasqua in Costa d’Amalfi, tra casatielli dolci e agnello brodettato

A CURA DI MICHELE PAPPACODA Anche a Pasqua la Costa d’Amalfi porta la tradizione a tavola. Alcune delle ricette, che ancora oggi si elaborano nella maggior parte delle case, sono tra le più antiche. Secoli di storia, riti e tradizioni che contaminano ancora le usanze degli abitanti della zona.

Molte di queste sono nate dalla fantasia e dalla laboriosità delle massaie che, fino alla Pasqua, detenevano il mestolo d’oro considerato che le attività di cucina nei giganteschi e prodigiosi locali dei conventi della Costiera, tutti formati da cappe smisurate collocate a qualche metro dai fornelli e da enormi rastrelliere per le teglie, erano ridotte all’osso per ovvi motivi legati ai dogmi della Chiesa.

Già, perché la Quaresima un tempo si trascorreva tra preghiera e privazioni. Anche nelle case dove si pativa il «supplizio» degli odori di «noglie», «pezzenti» e «insaccati» messi a maturare in attesa della grande abbuffata di Pasqua. Tempi di digiuno, sofferenza e rinuncia durante i quali la genialità gastronomica gravava interamente sulle povere massaie.

E se i riti penitenziali frenavano la laboriosità di monache e frati cistercensi, dalla tradizione popolare ecco spuntare zuppe di verdure e di legumi ma anche prelibati dolcetti come ad esempio i «quaresimali». Si tratta di piccoli biscotti fatti di mandorle e nocelle, impastate con solo olio. Questi dolcetti che avevano la forma di numeri o di lettere dell’alfabeto, si preparavano nei giorni prima di Pasqua. E ancora oggi, intinti nel vino, risultano essere prelibati.

Ma una volta trascorse le cinque settimane di digiuno, utili ad assolvere i peccati di gola, ecco la grande liberazione pasquale. A primeggiare sulle tavole imbandite era il «condimentum», ovvero strutto e carne di maiale presenti sia nella «minestra ammaritata» che nel «tortano ca ‘nzogne e pepe».

Una tradizione tipicamente costiera che sopravvive tutt’ora al tempo e all’insidia di nuove mode. Ma partiamo dal cosidetto tortano, una produzione tipica della zona e totalmente diverso da quello napoletano. Tale alimento, di forma tonda e ricoperto di lardo salato ed erbe aromatiche come il rosmarino, si consumava caldo.

Poi l’estro culinario della zona ha creato i tortani, impastati con sugna, cigoli, pepe che, con l’aggiunta di qualche uovo incastrato sulla superficie, arricchiscono ancora oggi gli antipasti pasquali fatti di formaggi e soppressate. Ma il piatto forte della tradizione costiera è senza dubbio l’agnello brodettato, meglio conosciuto come «’o beneritto».

Presente da secoli nel banchetto pasquale di contadini e padroni, l’agnello a zuppa continua ad essere una costante delle tavole imbandite e assume questo nome per la presenza delle foglie di alloro aggiunte a cottura ormai ultimata. Questi animali costituivano il dono che i coloni offrivano ai padroni in occasione della Pasqua. Ed è assai probabile che le loro donazioni abbiano influito nell’accreditare la tradizione culinaria, ancora oggi in uso in moltissime famiglie, di consumare a Pasqua l’agnello brodettato e speziato. L

a preparazione di questo piatto è estremamente semplice: dopo aver fatto soffriggere la cipolla nella sugna si aggiunge l’agnello tagliato a pezzi, preceduto da un dito d’acqua salata. Portare a ebollizione e aggiungere se occorre altra acqua bollente. A cottura ultimata sollevare la teglia dal fuoco e completare l’opera unendo uova sbattute, caciotta e caciocavallo grattugiati, pepe e foglie d’alloro.

Per la minestra di Pasqua, detta «maritata» il «condimentum» in Costiera Amalfitana varia addirittura di borgo in borgo. Già, perché l’usanza di questi luoghi vuole che alle delicate verdure romaniche si aggiungano diverse varietà di carni come noglie, pezzenti, stomaco e gamboncello.

E ciascuna di queste ancora oggi conserva una sua paternità geografica riconducibile alle rivalità tra comuni, la più nota delle quali era in atto tra Maiori e Tramonti. E mentre all’epoca si litigava su come maritare la minestra, c’era chi pensava a far durare fino all’estate quei nobili antenati del cotechino fatti con carni sanguinolente e cartilagini. Tutte conservate con sale, pepe e semi di finocchio selvatico.

E’ questo il caso di Scala dove almeno uno dei gamboncelli, doveva durare almeno fino al 10 di agosto, giorno della festa patronale di San Lorenzo. La pietanza d’occasione, manco a dirlo, era la minestra ammaritata, così come nel giorno di Pasqua. Ma se le carni finivano per logorarsi, allora occorreva accontentarsi del solo supporto in legno che in cottura sprigionava tutti i sapori della stagionatura.

Semplici e deliziosi sono poi i «casatielli» pasquali, morbidi dolcetti fatti di leggero pan di spagna glassato con zucchero e minuscoli confetti colorati detti «diavolilli», prodotti ancora oggi dalla storica pasticceria Pansa ad Amalfi. E’ questo, ormai da qualche secolo, il dolce tipico della Costiera, insieme con le pecorelle di zucchero da divorare durante le scampagnate del lunedì dell’Angelo.

Stando a quanto raccontava il compianto archeologo del gusto, Ezio Falcone, quello della Pasquetta è il giorno del timballo di maccheroni fatto con ragù di cularda di manzo e maiale, polpettine, mozzarella, salame, uova, sugna e bucatini. Il tutto raccolto in una pasta frolla da un centimetro. A goderselo sono in tanti, durante le scampagnate del lunedì tra i sentieri della «Terra della Sirene». Questo a Pasqua. E nei giorni di digiuno? 

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MONZA E BRIANZA NEWS Maxi-bliz venditori abusivi. Merce sequestrata e multa salata Nei guai sono finiti due persone originarie del Senegal.

10 Aprile 2017, 09:48am

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INSERITO DA MORENA MOTTA Ammonta a 6mila euro la multa comminata ai venditori abusivi di piazza Castello a Monza.

Guerra ai venditori abusivi

Vendevano accendini, cinture, bracciali, occhiali e altri oggetti senza le necessarie autorizzazioni. Per questo mercoledì mattina in piazza Castello, proprio davanti alla stazione, due cittadini del Senegal sono stati multati. Gli agenti della Polizia Locale non ci sono andati tanto per il sottile. A ciascuno dei due “venditori” è stata appioppata una multa di 3mila euro ciascuno.

Stranieri regolari

I due senegalesi finisti nei guai hanno rispettivamente 35 e 29 anni. Entrambi sono risultati regolari sul territorio italiano. Oltre alla multa i due si sono visti sequestrare anche tutta la merce che avevano in esposizione. La denuncia invece non è scattata in quanto gli oggetti esposto, circa 350 pezzi, non erano contraffatti. Un terzo venditore ambulante, invece, alla vista degli agenti, è fuggito facendo perdere le tracce.

Controlli costanti

Il fenomeno della vendita abusiva da parte di sedicenti ambulanti rappresenta purtroppo una piaga molto diffusa in tutto il nostro Paese. Basta scorrere rapidamente le principali notizie pubblicate da Google inserendo come parole chiave “venditori abusivi” per scoprire un sommerso sconfinato. Le azioni delle forze dell’ordine sono ormai all’ordine del giorno. A Monza la Polizia Locale è impegnata nel controllo di questo fenomeno.

Scritto da: Gianluca.Papa IL GIORNALE DI MONZA 

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Storia del pittore Lee Jung Seob

10 Aprile 2017, 09:45am

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Storia del pittore Lee Jung Seob

di Michele Pappacoda Il pittore Lee Jung Seob: Una vita tormentata e in gran parte da esule quella vissuta dal pittore Lee Jung Seob, tra i protagonisti della scena artistica sudcoreana, e non solo, della prima metà del Novecento. Formatosi alla prestigiosa scuola d'arte Teikoku in Giappone, lavorò come artista a Parigi dove entrò in contatto con la corrente pittorica "fauvista", che riprese nel suo stile mescolandola con i temi della sua terra.

La morte del primo figlio e lo scoppio della guerra tra le due Coree (che lo separò per sempre dalla sua famiglia) segnarono la sua produzione, rappresentata per lo più da dipinti a olio. Al suo quadro più noto, "Ox" ("bue", conservato al Museum of Modern Art di New York), si richiama il doodle locale (visibile in Corea del Sud), pubblicato da Google nel 2012, per ricordare il 96° della nascita dell'artista.

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SEZ. VARIE NEWS Disastro Moby Prince mercoledì 10 aprile 1991 (26 anni fa)

10 Aprile 2017, 09:08am

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SEZ. VARIE NEWS Disastro Moby Prince mercoledì 10 aprile 1991 (26 anni fa)

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Disastro Moby Prince: «Siamo incendiati! Ci è venuta una nave addosso!» Nel cuore della notte un disperato allarme arriva alla capitaneria di Porto di Livorno, che allerta i soccorsi. Tutti in salvo gli uomini della petroliera Agip Abruzzo ma è troppo tardi per l'altra nave, ridotta ormai a un groviglio di lamiere in fiamme. A distanza di oltre vent'anni, sui fatti di quella tragica notte gravano contraddizioni e omissioni.

Sono le 22.03 di mercoledì 10 aprile 1991, il traghetto di linea Moby Prince (proprietà della compagnia di navigazione privata Nav.Ar.Ma) parte da Livorno con direzione Olbia. A bordo 140 persone, 76 passeggeri e 65 membri dell'equipaggio, agli ordini del comandante Ugo Chessa. Il clima è disteso e molti sono raccolti nella sala bar, a guardare in Tv il big match Barcellona vs Juventus, semifinale di andata di Coppa delle Coppe.

Circa venti minuti dopo il traghetto percorre la rada che poi immette in mare aperto. In quel tratto avviene l'irreparabile: la nave passeggeri finisce con la prua nella pancia della petroliera Agip Abruzzo, nei cui serbatoi sono stipati 2.700 tonnellate di petrolio Iranian Light. In pochi attimi il mare attorno si trasforma in una larga macchia nera che inizia a prendere fuoco, avvolgendo la prua della nave passeggeri.

Alle 22.25 arriva il "may day" del marconista della Prince, seguito dieci minuti dopo dall'allarme dato via radio dal comandante dell'Agip Renato Superina, che conferma la collisione parlando erroneamente di una bettolina (piccola imbarcazione utilizzata all'interno dei porti). Ciononostante i soccorsi raggiungono il luogo dell'impatto verso le 23, traendo in salvo i 18 occupanti della petroliera. Dell'altra nave se ne sono perse le tracce.

Soltanto alle 23,35, e per puro caso, due ormeggiatori s'imbattono nella Moby Prince che nel frattempo, come impazzita, si è messa a girare in circolo. Davanti ai loro occhi c'è un inferno di fuoco, in mezzo al quale viene colto un unico segno di presenza umana: attaccato al parapetto, il mozzo di origini napoletane Alessio Bertrand è riuscito ad evitare le fiamme e su esortazione dei due ormeggiatori si lancia in mare. Sarà l'unico sopravvissuto di quella notte.

In quegli attimi sopraggiunge una motovedetta della Capitaneria di Porto livornese che, dopo aver indugiato per mezz'ora, fa ritorno alla base. L'amara constatazione dei fatti, confermata durante i processi, dice che il primo soccorritore a mettere piede sulla Prince è il marinaio Giovanni Veneruso, incaricato di agganciare la nave per trainarla con un rimorchiatore all'interno del porto. Il tutto avviene alle 3,30 del mattino quando ormai del traghetto resta poco più di un relitto spettrale di fumo e lamiere.

L'opinione pubblica è sconvolta dalle prime immagini trasmesse dai telegiornali ma ricostruzioni troppo frettolose, confermate da esponenti del governo centrale, parlano di "errore umano" dovuto alla presenza di nebbia. L'ipotesi della nebbia viene confermata in sede giudiziaria nei due processi: il primo per omissione di soccorso e omicidio colposo, il secondo per manomissione a bordo, che non portano ad alcuna condanna avvalorando indirettamente la tesi dell'errore umano.

Una verità processuale che scontenta i familiari delle vittime, che si appellano alla contraddittorietà di alcuni aspetti, a cominciare dall'enorme ritardo dei soccorsi. In più molti testimoni, tra cui ufficiali di marina e semplici cittadini, confermano che in quelle ore non c'è stata alcuna nebbia e le fiamme erano ben visibili dal porto. A confermarlo è anche un video amatoriale trasmesso dal TG1, nelle sere successive al disastro.

Alcune perizie dimostrano che i passeggeri della nave sono sopravvissuti per diverso tempo dopo l'impatto. Dal ritrovamento dei corpi emerge che la maggior parte è stata raccolta nel salone De Lux, circondato da paratie che avrebbero impedito per oltre mezz'ora la propagazione del fuoco. I test tossicologici, inoltre, confermano la presenza di monossido di carbonio nel sangue delle vittime, segno evidente del fatto che sono rimasti in vita per ore.
Negli anni a seguire, per mantenere vivo il ricordo, il Comune di Livorno dedica una piazza alle vittime, mentre in via Molo Mediceo pone una targa con i loro nomi.

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ALMANACCO DEL GIORNO DEL 10.04.2017 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

10 Aprile 2017, 09:00am

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ALMANACCO DEL GIORNO DEL 10.04.2017 A CURA DI MICHELE PAPPACODA
Santi del Giorno
San Terenzio e compagni (Martiri di Cartagine)
Sant'Ezechiele (Profeta)

San Fulberto di Chartres (Vescovo)
San Palladio di Auxerre (Vescovo)
Sant'Apollonio (Martire)
Accadde Oggi
1991 - Disastro Moby Prince (26 anni fa): «Siamo incendiati! Ci è venuta una nave addosso!» Nel cuore della notte un disperato allarme arriva alla capitaneria di Porto di Livorno, che allerta i soccorsi. Tutti in salvo gli...
1925 - Fitzgerald pubblica "Il grande Gatsby" (92 anni fa): «Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato» è l'amara riflessione con cui Francis Scott Fitzgerald conclude il suo capolavoro...
Nati in questo giorno
1847 - Joseph Pulitzer (170 anni fa): Pioniere dell'editoria della carta stampata, la sua fervida e lungimirante impresa dischiuse un nuovo orizzonte alla professione giornalistica. Nato a Makò, piccola città dell'Ungheria...
1946 - Caterina Caselli (71 anni fa): Celebrata, per circa un decennio, come il casco d'oro della musica italiana, dalla metà degli anni Settanta opera come talent scout e dalla sua scuderia sono usciti artisti del calibro di...
1964 - Nancy Brilli (53 anni fa): Volto noto del piccolo e grande schermo italiano, all'anagrafe è registrata come Nancy Nicoletta Lina Ortensia Brilli. Romana doc, debutta al cinema a vent'anni con il regista Pasquale...
1990 - Valerio Scanu (27 anni fa): Giovane cantante sardo, è uno dei talenti sfornati dalla "fabbrica" di Amici di Maria De Filippi. Nato a La Maddalena, in provincia di Olbia-Tempio, deve tantissimo alla TV, dove...
Nati... sportivi
1983 - Mauro Sarmiento (34 anni fa): Nato a Casoria (in provincia di Napoli), è un taekwondoka di 195 cm che gareggia per il Centro Sportivo dell'Esercito Italiano, nella categoria 80 kg. Nel 2008 si classifica terzo ai...
1986 - Fernando Gago (31 anni fa): Nato a Ciudadela (Argentina), è un calciatore di origini italiane. Fernando Rubén Gago dal 2013 gioca nel Boca Juniors, nelle cui giovanili è cresciuto, mentre in precedenza ha...
Eventi Sportivi
1896 - Spiridon Louis vince la maratona della I Olimpiade (121 anni fa): Lo spirito di Olimpia è rinato con il ritorno dei Giochi Olimpici ad Atene nell'aprile 1896. Nel programma olimpico dell'atletica leggera è inserita una gara di corsa denominata...
I Doodle di Google
Il pittore Lee Jung Seob: Una vita tormentata e in gran parte da esule quella vissuta dal pittore Lee Jung Seob, tra i protagonisti della scena artistica sudcoreana, e non solo, della prima metà del Novecento....
Scomparsi oggi
1919 - Emiliano Zapata (98 anni fa): Nato ad Ayala, in Messico, è stato un capo rivoluzionario, politico e guerrigliero, protagonista insieme a Pancho Villa della Rivoluzione messicana. Dopo essere entrato in politica per difendere i...

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SEZ. VANGELO E METEO METEO DEL 10.04.2017 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

10 Aprile 2017, 08:56am

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A CURA DI MICHELE PAPPACODA 

 
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APPROFONDIMENTO

Sole e bel tempo prevalente. sull'Italia Qualche temporale sulle Prealpi centro orientali, sul Sud Emilia e, occasionali, sul Centro Appennino.

NORD

Bel tempo soleggiato sulla gran parte dei settori. Al pomeriggio, locali addensamenti con qualche temporale sulle Prealpi centro orientali e sulle aree meridionali emiliane, soprattutto in prossimità di rilievi appenninici.

Temperature

Stazionarie.

CENTRO e SARDEGNA

Bel tempo prevalente, salvo qui qualche addensamento con locali temporali pomeridiani sui rilievi, specie tra Toscana e Nord Umbria e tra Lazio e Abruzzo.

Temperature

Stazionarie.

SUD e SICILIA

Alta pressione con sole e bel tempo ovunque. 

Temperature

Stazionarie.

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SEZ. VANGELO E METEO VANGELO DEL 10.04.2017 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

10 Aprile 2017, 08:45am

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SEZ. VANGELO E METEO VANGELO DEL 10.04.2017 A CURA DI MICHELE PAPPACODA
SEZ. VANGELO E METEO VANGELO DEL 10.04.2017 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

A CURA DI MICHELE PAPPACODA Santo(i) del giorno : S. Maddalena di Canossa, vergine e fondatrice (1774-1835),  S. Miguel de los Santos, sacerdote O.SS.T. (1591-1625)

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 12,1-11.
Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti.
Equi gli fecero una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali.
Maria allora, presa una libbra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso, cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì del profumo dell'unguento.
Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che doveva poi tradirlo, disse:
«Perché quest'olio profumato non si è venduto per trecento denari per poi darli ai poveri?».
Questo egli disse non perché gl'importasse dei poveri, ma perché era ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro.
Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché lo conservi per il giorno della mia sepoltura.
I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».
Intanto la gran folla di Giudei venne a sapere che Gesù si trovava là, e accorse non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti.
I sommi sacerdoti allora deliberarono di uccidere anche Lazzaro,
perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Psicologo scomparso a Meta, analisi del Dna

10 Aprile 2017, 08:42am

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INSERITO DA MORENA MOTTA Il Dna dei familiari di Giuseppe Di Meglio, lo psicologo 42enne scomparso a Meta nel mese di giugno del 2015, sarà comparato con quello delle salme non identificate della banca dati nazionale. Dopo tante battaglie per la ricerca dell’uomo, in seguito a un decreto del pm Maria Benincasa del Tribunale di Torre Annunziata, la madre e il fratello nei giorni scorsi hanno depositato ai carabinieri campioni di Dna che saranno inviati a Roma, analizzati dai Ris e comparati con i cadaveri degli obitori italiani riportati dalla banca dati.

“È una svolta – ha detto Andrea, fratello di Giuseppe – ma restano molti dubbi perché il Dna sarà comparato con una parte (coincidente per sesso ed età) dei quasi 2000 presenti nella banca dati e, soprattutto, non antecedenti al 2016, mentre mio fratello è scomparso nel 2015. Il commissario straordinario per le persone scomparse dovrà attuare la legge e occuparsi anche degli scomparsi prima del 2016”. In Campania sono 76 i soggetti iscritti nel registro.

MAX SORRENTO PRESS 

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Domenica delle Palme in spiaggia tra Maiori, Amalfi e Positano

10 Aprile 2017, 08:36am

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Domenica delle Palme in spiaggia tra Maiori, Amalfi e Positano

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Col primo vero caldo di stagione ecco che le spiagge della Costa d'Amalfi tornano a trasformarsi in un nuovo grande spazio di aggregazione e relax. Famiglie per la classica giornata fuori porta, ma anche giovani ed anziani, amanti dello sport, della musica, della fotografia, tutti sugli arenili, da Maiori ad Amalfi, fino a Positano, per godersi il sole della Domenica delle Palme per la prima tintarella.

Le foto scattate a Positano da Laura Accongiagioco sono vere e proprie cartoline per la Costa d'Amalfi dalla costa che si rispecchia nel suo mare cristallino. E non sono stati pochi coloro che hanno addirittura azzardato il primo salutare tuffo di stagione nonostante le basse temperature del mare. L'estate sta arrivando!

IL VESCOVADO DI RAVELLO 

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