Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Perquisita ad Avellino la sede del centro di riabilitazione sanitaria gestito dalle onlus Aias e «Noi con Loro» presieduto da Annamaria De Mita, moglie dell'ex premier Ciriaco De Mita. I militari della Guardia di Finanza, su iniziativa della procura del capoluogo irpino, hanno visionato e acquisito atti e documenti relativi ai debiti che il centro ha con istituti previdenziali e con il fisco.
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INSERITO DA BARBARA PAPPACODA SAN SALVATORE - Il corpo di Maria, la bambina di dieci anni, trovata morta nella piscina di un resort a San Salvatore Telesino, nel giugno del 2016, sarà riesumato il prossimo 13 dicembre. Lo ha deciso la Procura della Repubblica che sta continuando nelle indagini, su questo caso che resta un giallo. Ieri la notifica del provvedimento ai difensori dei due indagati. Ma gli avvocati di fronte a questa decisione della Procura, probabilmente avanzeranno la richiesta di incidente probatorio, che comporta una valutazione sulla necessità della riesumazione, da parte del Giudice del indagini preliminari.L’ultimo provvedimento su questo caso è giunto nello scorso mese di ottobre. La Corte di Cassazione infatti aveva respinto, giudicandolo inammissibile, il ricorso della Procura della Repubblica, che contestava le conclusioni a cui era prevenuto il Gip Flavio Cusani e il Tribunale del Riesame, che non avevano concesso gli arresti dei rumeni Daniel Ciocan di 21 anni per omicidio e violenza, e della sorella Maria Cristina Ciocan di 30 anni per concorso in omicidio. Nel dire il suo no all’arresto dei due rumeni il Tribunale del riesame aveva infatti affermato che il ricorso si fondava «su ipotesi indimostrate e che non possono ragionevolmente escludersi ipotesi alternative perfino quelle dell’evento accidentale».
Nel mese di settembre proprio la Procura della Repubblica con il capo Aldo Policastro, con l’aggiunto Giovanni Conzo e il sostituto procuratore della Repubblica Maria Scamarcio, avevano deciso di ripartire con nuove indagini ed avevano nominato un nuovo perito il professor Francesco Introna, dell’istituto di medicina legale di Bari. In questa prima fase il perito ha esaminato le ferite rilevate sul corpo della bambina, attraverso le fotografie e alcuni vetrini. Ora è giunto alla conclusione di riesumare il corpo della bambina.
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INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Tre milioni di euro distratti dal patrimonio aziendale a danno dei creditori, con cinque persone finite ai domiciliari. È il bilancio dell'indagine della Procura della Repubblica di Napoli Nord che ha portato all'emissione da parte del Gip dei provvedimenti restrittivi a carico dell'imprenditore edile di Arzano (Napoli) Gennaro Pedato, dei suoi tre figli e da una quinta persona che ha svolto il ruolo liquidatore della loro società fallita nel 2015. Le indagini sono partite proprio dopo il fallimento dell'azienda dei Pedato, operante nel settore edile, e sono state realizzate dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Napoli.Gli inquirenti hanno accertato come Gennaro Pedato, dominus e vero regista di ogni manovra, avesse creato con i figli un sistema che, attraverso operazioni societarie e finanziarie il cui unico scopo era quello di impoverire il patrimonio societario, avesse di fatto portato alla bancarotta la società accumulando un passivo di oltre 5 milioni di euro, a fronte di un patrimonio sociale ammontante a tre milioni di euro. Dagli accertamenti documentali è emerso che il fallimento sarebbe maturato soprattutto per debiti tributari per quasi 6,5 milioni di euro, che Pedato e i figli avrebbero maturato tra il 2008 e il 2012 mediante condotte che avrebbero sistematicamente svuotato le casse sociali, come cessioni di beni o di quote ad un valore inferiore a quello reale, bonifici o emissioni di assegni circolari nei confronti di prestanome orbitanti nella sfera delle società gestite dalla medesima famiglia.
Tra gli acquisti contestati, quello di un immobile di pregio a Napoli, comprato per tre milioni di euro provenienti dalle casse sociali, che Pedato ha poi intestato ai figli. Il Gip di Napoli Nord ha anche ordinato il sequestro delle quote per un valore di 900mila euro possedute dagli indagati e relativa ad un holding riferibile ai Pedato, con sede a Vitulazio ( Caserta), che nel tempo avrebbe acquisito le quote della società fallita ad un prezzo più basso rispetto a quello di mercato.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SALERNO - Auto sbanda a causa della pioggia e sbatte contro la pensilina dell'autobus in via San Leonardo, per fortuna nessuno dei sette feriti è grave. Sul posto la Croce Bianca e il Vopi: alcuni dei feriti, che hanno riportato un trauma cranico, sono stati portati in ospedale al San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Erano stati condannati in primo grado a 46 anni e due mesi (complessivi) di reclusione per il peggiore dei reati: abusi sessuali su minori. Aggravati, nel caso di due degli imputati (P.Z) e (M.B.) dal fatto che erano loro i genitori dei tre bimbi costretti a sevizie, violenze e atti sessuali con il padre, tra di loro e con due amici del padre (R.L. e P.D.M.). Il presidente della Corte d’Appello (Francesco Verdoliva (a latere Sergio De Luca e Massimiliano De Simone) hanno ieri mattina deciso per il rinnovo dell’istruttoria dibattimentale chiedendo al tribunale dei Minori tutti gli atti del fascicolo. I fatti avvennero nella casa familiare di Montecorvino Rovella da gennaio a dicembre 2011. Nel collegio difensivo gli avvocati Agostino Quaranta, Massimo Ancarola, Mario Pastorino e Luigi Capaldo. In primo grado il padre fu condannato a tredici anni, la madre a dodici anni e sei mesi, gli altri due uomini ciascuno a dieci anni e quattro mesi di reclusione. I tre fratellini sono stati invece allontanati dalla famiglia e inviati in una casa famiglia.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA L'allerta meteo diramata nel pomeriggio dalla Protezione Civile della Regione Campania, ha spinto gran parte dei sindaci delle città dell'Agro nocerino a chiudere le scuole domani. Lezioni sospese a Nocera Inferiore e Pagani oltre che a Sarno e Angri. Lezioni regolari, invece, a Nocera Superiore. Il sindaco di Nocera Inferiore ha invitato i cittadini a non sostare in prossimità dei corsi d’acqua, nei sottopassi, negli alvei strada, nei piani seminterrati e nei piani terra prossimi ai corsi d’acqua per le prossime 24 ore, invitandoli a mettere in sicurezza gli autoveicoli. Attenzione particolare per chi abita nelle aree a bassa pendenza e depresse o comunque soggette a fenomeni di alla gamento con particolare riguardo alle aree frequentemente interessate da eventi alluvionali in località Villanova, San Mauro e Casarzano, nonché lungo i corsi d’acqua, l'Alveo Comune Nocerino, Solofrana, Cavaiola.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA A seguito del bollettino meteo della Protezione Civile regionale, che ha segnalato lo stato di allerta meteo codice arancione per rischio idrogeologico e idraulico dalle ore 18.00 di oggi fino alle ore 18.00 di domani giovedì 30 novembre, il Sindaco Vincenzo Servalli, dopo aver convocato il Coc (Centro Operativo Comunale) ed alla luce anche degli orientamenti degli altri Comuni viciniori, ha emesso ordinanza di chiusura di tutte le scuole cittadine di ogni ordine e grado per domani 30 novembre. Tutti i cittadini che sono residenti nelle aree a rischio così come individuate dal Piano di Protezione Civile (consultabile sul sito http://www.cittadicava.it nella sezione albo/Protezione Civile , tramite la App "Librarisk" scaricabile dalla apposita sezione del sito internet e collegandosi al link: http://urbanistica.cittadicava.it/default.php?codice=pianourb&id=1&art=179) dovranno osservare le seguenti norme comportamentali: - allontanarsi dalle abitazioni solo in caso di necessità; - evitare l'uso dell'auto; evitare di stazionare all'esterno delle abitazioni ed in prossimità di alvei e ponticelli; - evitare di stazionare nei piani seminterrati e interrati; durante eventi meteorologici di particolare intensità portarsi ai piani alti delle abitazioni (superiori al piano terra se disponibili); - seguire l'evoluzione della situazione meteorologica a mezzo dei canali informativi esistenti (Tv locali, sito internet del Comune (www.cittadicava.it), sala operativa della Protezione Civile (numero verde 800 225 156) Comando di Polizia Locale (numero verde 800 279 221), App "Librarisk"
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INSERITO DA MORENA MOTTA Oltre 30 agenti e 15 veicoli della Polizia locale sono stati impegnati nelle attività di controllo stradale: sono questi i numeri dell’operazione organizzata questa mattina dal nuovo comandante,Piero Romualdo Vergante.
I posti di blocchi
Dalle 9 alle 12, i posti di blocco sono stati disposti a raggiera in varie zone della città: viale Libertà, via Bosisio, via Vittorio Veneto, via Boccaccio, via Visconti, via Buonarroti, Via Turati, piazza Castello.
Controlli e violazioni
Durante l’operazione sono stati dunque controllati 336 veicoli, per un totale di 362 persone controllate e identificate. Sono stati verificati 603 documenti, è stato disposto un fermo amministrativo e sono state rilevate 64 violazioni al Codice della strada, di cui 27 relative alle norme di comportamento.
Pattuglie di notte
Gli agenti sono intervenuti in via Vittorio Emanuele, dove un uomo, in stato di ebbrezza, stava danneggiando gli arredi urbani. All’arrivo di una pattuglia, ha opposto resistenza ferendo un agente che, dopo le cure mediche, è stato dimesso con una prognosi di tre giorni. L’uomo, arrestato, è stato sottoposto questa mattina a processo per direttissima, con una condanna per 8 mesi.
Il commento
“Prosegue il lavoro di presidio costante del territorio – spiega infine l’assessore alla Polizia locale,Federico Arena– con l’obiettivo di dare più sicurezza ai nostri cittadini”.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La Provincia dichiara guerra agli incivili.
Abbandono di rifiuti lungo la Sp13
La Provincia e il Cem danno la caccia agli incivili. Un giro di vite contro i continui abbandoni di rifiuti lungo la Sp13, la provinciale che da Caponago porta ad Agrate. Un tratto di strada da anni ridotto ad una vera e propria discarica a cielo aperto. Montagne di rifiuti di ogni genere che invadono in particolare le piazzole di sosta. Le due amministrazione comunali le hanno provate tutte. Anche la Provincia di Monza e Brianza, prima timidamente e poi con azione sempre più concrete, ha cercato di combattere il fenomeno. Diversi gli interventi di pulizia delle aree soste liberate da quintali di rifiuti. Pochi giorni e la situazione torna puntualmente come prima.
Caccia ai colpevoli
Ora, come detto il presidente della Provincia Roberto Invernizzi e i vertici del Cem (la società che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti per gran parte dei Comuni del nostro territorio, Caponago e Agrate compresi) ha deciso di aggiungerle un’altra arma nella battaglia.
Polizia provinciale alla ricerca di indizi per risalire ai colpevoli
Oggi, mercoledì (azione che verrà ripetuta con cadenza mensile) agenti della Polizia provinciale ed operatori del Cem hanno incominciato ad aprire i sacchi e a rovistare tra la spazzatura abbandonata lungo la Sp13 per scovare scontrini, corrispondenza o altri indizi che possano far risalire agli autori dello scempio, con l’obiettivo naturalmente di sanzionarli pesantemente.
Il presidente Invernizzi
“Dopo solo un mese dall’ultima pulizia ci ritroviamo nella stessa situazione di degrado con la presenza di una nuova discarica a cielo aperto nelle aree appena ripulite – ha spiegato il presidente Invernizzi – Abbandonare i rifiuti in questo modo non è solo segno di inciviltà ma dimostra anche di disprezzo del Codice della strada, visto che si creano problemi seri di sicurezza alla circolazione dei mezzi. Io credo che i cittadini debbano rendersi conto che siamo difronte ad una vera emergenza e che non basta tenere monitorate le piazzole per risolvere il problema dell’abbandono dei rifiuti che è sempre più indicatore della mancanza di senso di appartenenza ad una comunità. Voglio ricordare che ogni intervento di pulizia costa alla collettività circa 2.000 euro: risorse che potrebbero essere spese diversamente e in modo più utile per tutti. Ringrazio Cem che ha accettato la nostra proposta di collaborazione: mi auguro che passi finalmente il messaggio che tutti dobbiamo fare la nostra parte per rispettare l’ambiente che ci ospita”.
In arrivo anche le telecamere
Le azioni di raccolta dei rifiuti e di sanzionamento degli autori sono due delle mosse messe in campo. Presto, ha annunciato sempre Invernizzi, se ne aggiungerà anche una terza: ossia il posizionamento lungo la provinciale di telecamere di videosorveglianza che dovrebbero entrare effettivamente in funzione dalla prossima estate.
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INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Non rispetta l’Alt della Polizia municipale di Modena e fugge, prima in auto urtando altri due veicoli, e poi a piedi. La sua fuga termina però con sanzioni per diverse migliaia di euro e due denunce penali.
È accaduto ieri dopo le 14.40 quando un automobilista a bordo di una vecchia Alfa Romeo 147, in transito su via Pico della Mirandola, non si è fermato all’Alt intimato dagli agenti la Municipale. L’auto è fuggita verso viale Caduti in Guerra dove ha tamponato una vettura Kia e speronato un altro veicolo, una Fiat Panda che proveniva in direzione opposta. Ferite lievi per le persone coinvolte, mentre l’automobilista in fuga ha abbandonato il suo veicolo ed è fuggito a piedi. Gli agenti della Municipale lo hanno rincorso fino ai Giardini ducali e fermato proprio davanti alla palazzina Vigarani. È un cittadino tunisino residente a Castelfranco, senza patente, sprovvisto dell’assicurazione auto e con uan dose di eroina ad uso personale. Per lui multa per migliaia di euro e denuncia per resistenza a pubblico ufficiale e per inottemperanza a un provvedimento personale emesso dai Carabinieri. fonte Gazzetta di Modena