Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA A seguito delle imprecise notizie riportate stamattina da un quotidiano, circa la sospensione delle corse da parte di BUS Italia, l’Assessore ai trasposti, Antonella Garofalo chiarisce che quanto riportato è inesatto e non riferibile a sue dichiarazioni. “In ossequio ai rapporti intercorrenti fra l’Amministrazione e Busitalia – afferma l’Assessore Garogalo – è doveroso rettificare quanto pubblicato stamane. La comunicazione apparsa sul sito di Bus Italia di sospensione delle corse era dovuta al fatto che vi era stato un intoppo nella procedura di liquidazione dei compensi per i servizi aggiuntivi erogati sul territorio cavese, per la mancanza di un elemento (codice simog), previsto dalla recente normativa. L’Amministrazione, per il tramite dell’assessorato ai trasporti, ha quindi provveduto a risolvere tempestivamente la problematica che impediva la regolare emissione di fatture, così garantendo, grazie anche alla disponibilità di Busitalia, la continuità del servizio di trasporto per i cittadini. Nessun cambio di idea da parte di Bus Italia quindi, ma solo la risoluzione di una problematica amministrativa”. DI MONICA DI MAURO TVOGGISALERNO
Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Trasformare un rituale quotidiano come la prima colazione in un grande rito collettivo. È la sfida che la Centrale del latte di Salerno ha deciso di lanciare con l’evento “Festa del latte – Tutti insieme per la colazione da record”, per celebrare il suo 90° compleanno e la Giornata mondiale del latte. Questa mattina nel tratto pedonale del Lungomare da Piazza della Concordia alla Camera di Commercio è stata allestita una grande tavolata dove, con l’ausilio dei ragazzi dell’Istituto Alberghiero “Virtuoso” e di quelli dell’ Istituto Turistico “Giovanni XXIII”,è stata servita una prima colazione a base di latte fresco, caffè, cornetti e frutta fresca. Una grande festa per tutti con laboratori creativi, aree fitness e sport con dimostrazioni di lezioni di pallavolo, fitwalking e altre discipline. L’Ordine dei Medici di Salerno ha fornito prestazioni diagnostiche e consigli per una sana e corretta alimentazione e la Fondazione Umberto Veronesi con Anicav ha promosso una raccolta fondi a sostegno della ricerca scientifica d’eccellenza nel campo dell’oncologia pediatrica.
Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Con la sfilata del corteo storico è partita ufficialmente la 64esima edizione della Regata delle Antiche Repubbliche Marinare in programma domani a Venezia.
Gli splendidi costumi delle delegazioni di Amalfi, Genova, Pisa e Venezia, hanno sfilato alle 17.30 di oggi da Piazza San Marco lungo la Riva degli Schiavoni e fino a via Garibaldi tra gli applausi e la meraviglia dei tantissimi turisti che affollano la Serenissima in questi giorni di fine marzo.
A sfilare per Amalfi tantissimi ragazzi che in questi giorni hanno raggiunto Venezia per supportare la loro città in quella che viene vista in tutto e per tutto come una gara di finale di coppa.
Tra le strade di Venezia si è fatto largo il corteo di Amalfi che riproduce il corteo nuziale degli sposi Sergio III,figlio del duca di Amalfi Giovanni I e nipote del duca Mansone I, e Maria, figlia delprincipe di Benevento e Capua Pandolfo II. E poi il corteo di Genova, di Pisa e quello di Venezia,
Alle 19.45 all’Esedra di via Garibaldi la cerimonia di presentazione degli equipaggi dei Galeoni di Amalfi, Genova, Pisa e Venezia. Per l’armo amalfitano saliranno sul palco della presentazione il timoniere Vincenzo Di Palma, dal capovoga Luigi Lucibello e dai canottieri Luigi Proto, Fabio Infimo, Alberto Bellogrado, Salvatore Monfrecola, Nunzio Di Colandrea, Andrea Maestrale, Leonardo Apuzzo, affiancati dalle riserve Riccardo De Riso e Giovanni Bottone.
Per qunato riguarda invece la giornata di domani, sabato 1 giugno, in mattinata si celebrerà il tradizionale gemellaggio delle Anpas delle 4 Antiche Repubbliche Marinare.
Alle 18.50 la diretta di Rai2 ci porterà sul campo di regata, con la più affascinante delle sfide storiche che comincerà alle 19.00 nel bacino di San Marco su un percorso di 2.000 metri: dai Giardini di S. Elena lungo il Bacino di San Marco fino al traguardo al Campo della Salute di Canal Grande. A seguire la premiazione degli equipaggi in Campo della Salute.
Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Attimi di forte tensione questo pomeriggio ad Amalfi quando un ausiliare del traffico è stato aggredito da un gruppo di motociclisti a piazza Flavio Gioia. Secondo le prime ricostruzioni, intorno le 17.00 i motociclisti, di nazionalità tedesca, avrebbero parcheggiato le proprie moto alla Darsena. L’ausiliare avrebbe riferito loro che quello non era il posto adatto alla sosta dei veicoli e questo sarebbe bastato a scatenare l’ira del gruppo. Ad avere la peggio è stato proprio l’ausiliare A. T. che sarebbe stato colpito al volto. Immediato l’intervento di una autoambulanza, che ha trasportato il malcapitato al presidio ospedaliero di Castiglione di Ravello e delle forze dell’ordine, dei Carabinieri e della Polizia Locale di Amalfi. I motociclisti sono stati quindi trasferiti alla caserma dei Carabinieri di Amalfi per l’identificazione in attesa delle immagini delle telecamere di videosorveglianza che potrebbero ricostruire l’esatta dinamica dei fatti.
Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «I cani da assistenza per persone con disabilità sono ormai tanti e sono fondamentali per l’autonomia. C’è il cane per la disabilità motoria, per il diabete, per l’epilessia, per l’Alzheimer, per la sordità e ipoacusia grave, per l’autismo ecc.»: partendo da questo assunto, Blindsight Project ha organizzato un convegno per il 7 giugno a Roma, per promuovere una Legge che garantisca l’accesso in ogni luogo aperto al pubblico ai cani addestrati che accompagnano persone con disabilità. Vi parteciperanno i rappresentanti di importanti Federazioni e Associazioni di persone con disabilità.
La Fiat 500, popolarmente chiamata "Topolino", è senza dubbio fra leautomobiliitaliane più famose. Nel1930Benito Mussoliniaveva convocato il senatoreGiovanni Agnelliper informarlo della "inderogabile necessità" di motorizzare gli italiani con una vettura economica, che non superasse il costo di 5 000lire.
Fu un'idea di grande impatto propagandistico cheAdolf Hitler, non appena elettoCancelliere del Reich, si affrettò a copiare convocandoFerdinand Porscheed intimandogli di realizzare un'automobile dal costo non superiore ai 1 000marchi, quella che sarebbe divenuta famosa in Italia con il nome diMaggiolino.[1]
Preoccupato per il difficile incarico, cui avrebbe volentieri rinunciato, Agnelli rimise la questione ai progettisti dell'ufficio tecnico dellaFIATche si divisero in due opposte correnti di pensiero. La prima riteneva possibile raggiungere lo scopo contecnologiee schemi già utilizzati dalla FIAT, risparmiando all'osso su dotazioni e materiali. La seconda, valutando che l'aziendatorinesenon fosse in grado di fornire un prodotto adeguato in tempi brevi, proponeva di affidare il progetto aOreste Lardone, un estroso tecnico allievo diGiulio Cesare Cappa, che aveva già realizzato un interessante prototipo di piccola vettura economica per l'Itala.
All'inizio, la direzione aziendale Fiat decise di sperimentare entrambe le soluzioni: incaricò l'ufficio tecnico di procedere alla progettazione del modello con standard aziendali e, contemporaneamente, assunse Oreste Lardone, assegnandogli un piccolo gruppo di tecnici ed operai con il quale sviluppare le proprie teorie meccaniche.
Le idee di Lardone erano semplici e chiare: la nuova automobile avrebbe dovuto disporre di quattro posti e di unpropulsorebicilindrico di 500cm³raffreddato ad aria e dotata ditrazione anteriore.
Era l'estate del1931quando ilprototipodella "500 – tutto avanti" fu pronto per la sua prima uscita con a bordo il collaudatore, il progettista ed il senatore Agnelli, impaziente di verificare il prodotto e telegrafare la buona notizia aMussolini. L'automobilina uscì dalLingottoe percorse alcuni chilometri, ma sulla salita diCavorettoun incendio del motore costrinse gli occupanti a saltare fuori. L'incidente era probabilmente dovuto ad una banale fuoriuscita dicarburante, ma Agnelli ordinò che la trazione anteriore fosse bandita per sempre dalla FIAT, mentre Lardone fu licenziato.
La progettazione della piccola vettura proseguì senza entusiasmo fino alla visita di Mussolini alla FIAT dell'ottobre1932, che rammentò ad Agnelli l'impegno assunto.
In realtà i "mostri sacri" dell'ufficio progettiFIAT,Antonio FessiaeTranquillo Zerbi, erano convinti che l'idea giusta fosse quella "proibita" di Lardone e non si sentivano di procedere ad un progetto palesemente sbagliato solo per assecondare il pregiudizio del senatore. Fu lo stesso Fessia che girò l'incarico aDante Giacosa- un giovane ingegnere già suo assistente nella progettazione della "Balilla" - consapevole che fosse l'uomo adatto.
Dante Giacosa prese le redini del progetto e dopo mesi di febbrili disegni e calcoli ne uscì una copia in dimensioni ridotte della "Balilla"[2]. Introdusse innovazioni tese a risparmiare peso e costi: il radiatore era sopra il motore per risparmiare la pompa dell'acqua, secondo il principio che l'acqua calda va in alto e quella fredda in basso (circolazione atermosifone); il telaio aveva due travi a V dall'anteriore al posteriore; il motore a 4 cilindri aveva valvole laterali. Ulteriori elementi di risparmio nella progettazione del motore furono l'alimentazionedella benzina a gravità (eliminazione della pompa d'alimentazione) e la lubrificazione con una rudimentale pompa dell'olio avente mera funzione di portata, col lubrificante distribuito ai vari organi meccanici per sbattimento, ovvero dal movimento degli organi stessi.
La dirigenza FIAT, soddisfatta, autorizzò la realizzazione di prototipi della "500".
Il prototipo definitivo fu collaudato su strada, il 7 ottobre1934, da Giacosa e Fessia che si alternarono alla guida sull'accidentato percorso Torino - Ivrea - La Serra - Vestigné - Borgomasino - Cigliano - Torino, percorrendo molti chilometri di strade sterrate per testare le sospensioni. Nell'ultimo tratto autostradale, raggiunsero la velocità di 82 km/h.
Per la nuova vettura era stata scelta la denominazione "Fiat Topolino", sull'onda del successo che l'omonimo personaggio, ideato daWalt Disney, aveva ottenuto inEuropa. Poco prima della messa in vendita e in seguito alle "inique sanzioni", alcune indiscrezioni giornalistiche ventilarono il nuovo nome di "Fiat Ginevra". Il 10 giugno 1936, aVilla Torlonia, la nuova "ultra utilitaria" fu presentata al Duce e alla Stampa, svelando la denominazione definitiva di "Fiat 500".
Il 15 giugno1936fu posta in vendita laFiat 500(ribattezzata "500 A", progenitrice delle "500 B" e "500 C"), sin dalla sua apparizione popolarmente chiamata ugualmente "Topolino". Una vetturetta modesta per tecnica e prestazioni, il cui prezzo era di 8 900 lire: venti volte lo stipendio medio di un operaio specializzato e ben oltre le preventivate 5 000 lire. Nel 1936 Porsche aveva già realizzato i prototipi definitivi della "Maggiolino" messa in "prevendita" a 990 Marchi, cinque volte lo stipendio di un operaio specializzato.
Tuttavia, grazie alla "fame di automobile degli Italiani", la Fiat 500 riuscì ad avere un discreto successo. Infatti, nell'Italia del 1936 circolavano solo 222 000 automezzi (di ogni tipo, compresi quelli pubblici e militari) per oltre 42 milioni di abitanti, un veicolo ogni 200 persone. Un rapporto dieci volte inferiore a quello dellaFranciae quaranta volte inferiore a quello degliStati Unitinello stesso anno.
La vettura veniva venduta in due allestimenti: la normale "Berlina due porte" e la "Berlina due porte trasformabile", con tetto apribile, e a 9 750 lire. Dalla fine del1936fu allestita anche una versione "Furgone", con portata di 300 kg e principalmente destinata alRegio Esercito. Alcuni casi di cedimento del piano di carico nella parte posteriore, dovuti all'eccessiva lunghezza dello sbalzo esterno ai puntoni, fecero modificare le sospensioni. Il primo lotto di "500" a balestra corta cessò con il numero di telaio 046000, nella seconda metà del1938.
Per ovviare ai problemi di carico del furgone militare, si studiò un allungamento del telaio mediante sostituzione delle mezze balestre con balestre intere. Per l'impossibilità di avviare due distinte linee d'assemblaggio, si unificò la produzione sul nuovo telaio. Vista l'immutata denominazione, la prima versione fu popolarmente definita "balestra corta" e la seconda "balestra intera" o "balestra lunga". In tutte le sue versioni la "500" a valvole laterali fu costruita pressoché immutata fino all'inizio del1948, in oltre 110 000 esemplari.
Nella primavera del 1948 fu presentata la "500 B", piuttosto simile alla precedente ma con sostanziali modifiche tecniche. Il motore aveva una nuova testata inghisacon valvole in testa comandate da aste e bilancieri e aumentato nella potenza a 16,5CV(pari a 12,1 kW), che consentiva una velocità massima di 95km/he consumi inferiori. Fortemente rivista anche la parte telaistica con molte piccole migliorie e con l'adozione della barra trasversale stabilizzatrice posteriore e degli ammortizzatori idraulici telescopici sulle quattro ruote. Ilcomfortinvernale risultò migliorato dall'adozione dell'impianto di riscaldamento, su richiesta.
La novità più importante e gradita fu l'introduzione della versione "Giardiniera" che proponeva una piccolafamiliarecon quattro posti e un portellone posteriore, che dava accesso al considerevole vano di carico, aumentabile tramite il ribaltamento in avanti dello schienale posteriore.
La nuova versione, che riproduceva in formato ridotto la geniale soluzione di "carrozzeria funzionale" ideata nel1946daMario Revelliper laCarrozzeria Viotti, era caratterizzata da lussuose fiancate realizzate con listelli difrassinoemasonite, sullo stile dellewoodieamericane e poteva essere impreziosita con tinte metallizzate. La "Giardiniera" fu la prima automobile al mondo di tipostation wagoncostruita in grande serie.
Il termine originale "Giardinetta" non si poteva utilizzare perché depositato dalla Carrozzeria Viotti e si scelse il termine "Giardiniera" che oltre ad avere assonanza con lafuoriseriedi Viotti, riprendeva l'omonima denominazione dei carri sui quali gli ortolani trasportavano ai mercati i loro prodotti, ancora in largo uso nel primo miserabile dopoguerra.
La "500 B" rimase in produzione per poco più di un anno, con oltre 21 000 esemplari costruiti.
Prodotta a partire dal1949, la "500 C" fu il 100º modello di autovettura FIAT. Per sottolineare le importanti innovazioni tecniche, fu deciso unrifacimento della carrozzeriaper renderla più moderna. Il frontale fu modificato incassando i fari nei parafanghi; dalla coda scomparve la classica ruota di scorta a vista, tipicamente anteguerra.
Dal punto di vista tecnico fu abbandonata la ghisa per la testata, sostituita con l'alluminio. Per unificare la produzione, la versione "Berlina trasformabile" fu resa di serie, mentre la berlina con tetto in lamiera si poteva avere a richiesta, con lunghe attese.
Nel1951la "Giardiniera Legno" abbandonò le fiancate in legno e faesite, costruite a mano dallaSezione Carrozzerie Speciali, in favore della "Belvedere", con nuovi lamierati metallici realizzati a stampaggio. L'innovazione portava grandi vantaggi dal punto di vista pratico e le vendite aumentarono considerevolmente. La produzione della "Topolino Berlina" cessò nel1954, lasciando il posto allaFiat 600, mentre quella della "Belvedere" si protrasse a tutto il1955.
La "Topolino" fu prodotta, su licenza, anche in stabilimenti consociati alla FIAT o mediante la creazione di appositejoint venture. Con limitate differenze esteriori, più o meno rilevanti, era assemblata inPoloniadallaPolski Fiat, inAustriadallaSteyr-Puch, inGermaniadallaNSU-Fiat Neckare inIndiadallaPremier. Grande fu il successo delle versionifrancesiprodotte dallaSimcacon i modelli "Cinq" e "Six": oltre 50 000 esemplari, dal1937al1950.
Nell'ambito degli accordi tra FIAT eNash Motorsper realizzare anche aTorinoautomobili con scocca autoportante, nel1948le duecasepresero accordi per produrre negli Stati Uniti una versione spider della "Topolino", con autotelaio fornito dalla FIAT e carrozzeria Nash, disegnata daBill Flajole. Dopo la presentazione alla stampa del prototipo "NXI", nel1949, l'accordo tra Nash e FIAT sfumò.
Gli autotelai della "Topolino" furono utilizzati praticamente da carrozzieri italiani ed esteri, per realizzare versioni speciali di tipo sportivo, commerciale o da competizione. Degne di nota le topolino "belvedere"Garavini, le Siata Amica, cabriolet, le Fiat Giannini 750 sport (berlinetta "Mille Miglia", 500 C Furgone Abarth e un esemplare unico di 500 C berlina carrozzata Pitton del 1955.
Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA
MARANELLO. La rivoluzione aveva preso le mosse tre anni fa, con la benedizione di Sergio Marchionne. Venne deciso che la Ferrari avrebbe dovuto aumentare la produzione (nel corso del 2019 saranno cinque le novità di Maranello) e proporre auto sempre più avanzate, innovative, prestazionali, capaci di andare oltre le aspettative, persino oltre i sogni dei suoi abituali clienti, come ha detto Louis Camilleri, l’attuale presidente di questa fabbrica di automobili che può anche permettersi di prendere sberle in Formula 1 senza per questo perdere un’oncia della sua straordinaria reputazione. In una sfavillante cornice di effetti speciali, l’erede di Marchionne ha presentato dunque il nuovo gioiello del glorioso Cavallino, consapevole di andare incontro a un ennesimo sold out: tante ne produco, e tante ne vendo, qualunque sia il prezzo e qualunque l’attesa (si prevedono tempi ancora lunghi).
La nuova supercar si chiama SF90 Stradale, omaggio alla Scuderia Ferrari nata giusto 90 anni fa, quando il mitico Enzo, prim’ancora di diventare costruttore, gestiva le Alfa Romeo da corsa. E’ effettivamente un’auto che segna una svolta epocale nel Made in Maranello: se è vero che LaFerrari prodotta in tiratura limitata di 500 esemplari sperimentava già la tecnologia ibrida, questa appena svelata a Fiorano è infatti la prima supercar di serie con tecnologia ibrida plug-in, ovvero ricaricabile anche alla spina; è anche la prima con trazione integrale, la prima con quattro motori, uno termico (sistemato in posizione posteriore/centrale) e tre elettrici (due davanti e uno dietro), la prima con cambio F1 a 8 marce.
Soprattutto, è la Ferrari stradale più potente e più veloce di sempre, con una dotazione di 1000 cavalli, 780 assicurati dal pluripremiato V8 turbo di 3990 cc, e 220 forniti dai motori elettrici: motori a zero emissioni grazie ai quali - udite udite - sarà possibile percorrere fino a 25 chilometri in città con accesso libero anche nelle ZTL. Ciò detto, vale la pena ricordare che al di là delle inedite qualità ecologiche, la nuova Ferrari è una supercar stradale con prestazioni eccezionali. Basti dire che sulla pista di Fiorano, dove l’hanno testata anche Vettel e Leclerc, ha girato più veloce de LaFerrari e che sono stati omologati valori strabilianti: 340 km/h di velocità massima e accelerazione 0-100 in 2,5 secondi (6,7 sui 200 metri). “Sono i nuovi punti di riferimento della categoria” ha sottolineato con orgoglio Camilleri, non senza ricordare, prima davanti alla stampa internazionale, poi davanti ai clienti più fedeli arrivati da mezzo mondo, che “questo evento di lancio vuole essere anche un omaggio alla memoria di Niki Lauda, uomo di talento e di coraggio, una leggenda della Ferrari”. Per raggiungere questi livelli di prestazioni si è lavorato, com’è facile immaginare, non solo sulla motorizzazione, ma anche sull’aerodinamica e sui materiali, attribuendo un ruolo decisivo al contenimento del peso, che è di 1570 kg a secco (45% all’anteriore, 55% al posteriore). Ciò grazie a un telaio e ad una scocca costruiti utilizzando multimateriali come il carbonio, l’alluminio, il magnesio e il titanio (in buona parte forniti dal colosso Adler di Paolo Scudieri).
Soprattutto spiccano i valori del rapporto peso/potenza (1.57 kg/cv e 390 kg di carico aerodinamico a 250 km/h), come ha tenuto a sottolineare Flavio Manzoni, capo del Centro Stile di Maranello, che ha firmato un autentico capolavoro. Al di là della penetrazione aerodinamica e della deportanza, la SF90 Stradale è infatti un’auto bellissima, ammaliante, capace di coniugare al meglio stile ed efficienza. Ovviamente è una due posti secchi, con un abitacolo che ricorda una cabina aerospaziale e una posizione di guida studiata per rispettare una regola mutuata dalla Formula 1: occhio alla strada e mani sul volante, sempre. Per questo è stato studiato un rivoluzionario sistema digitale, incentrato su un cockpit aeronautico che prevede un unico schermo ad alta definizione da 16 pollici, curvato verso il guidatore. I comandi sono tutti a sfioramento, con un’unica eccezione: il manettino che regola le diverse modalità di guida, irrinunciabile ormai su tutte le Ferrari. La produzione della nuova SF90 Stradale avrà inizio nella seconda metà dell’anno, mentre le prime consegne avranno inizio nel 2020. Il prezzo non è stato ancora annunciato, ma il responsabile della direzione commerciale, Enrico Galliera, ha anticipato che “costerà meno de LaFerrari (1.240.000 euro) e che non raggiungerà il milione di euro”. Qualcosa in più costerà la versione speciale denominata Assetto Fiorano, destinata a una clientela ancora più esigente e per questo dotata di una maggiore dotazione di carbonio (anche per i cerchi ruota) e di una aerodinamica ancora più sofisticata. Inutile dire che a Maranello sono già arrivate prenotazioni “al buio”.
Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un autista di un bus di linea ha provato ad investire un passante a Roma. Una provocazione, forse una di troppo. Un litigio, una discussione come molte ce ne sono ogni giorno nel traffico della Capitale. Protagonisti dell'alterco sono il conducente di un bus di linea e un passante, che dopo una discussione ha rischiato di essere investito dal pilota del mezzo. Un inquilino riprende dalla finestra del suo appartamento quello che sta accadendo: inizialmente si comprende poco. Il bus, il 786, è fermo in mezzo alla strada, in prossimità del capolinea Reduzzi, a Roma, vicino alle case popolari. Un uomo sembra bloccarne il transito. Per qualche secondo va avanti questa scena fino a quando il pedone non si allontana con fare provocatorio, procede qualche passo davanti al bus e si pone di fronte al mezzo a sbarrare la strada. L'autista del bus però non sembra più sopportare questo atteggiamento e procede, accelerando in direzione dell'uomo e pare travolgerlo per poi fermarsi pochi metri dopo. Non si conoscono le condizioni di salute del pedone, ma dalle immagini l'impatto con il bus sembra essere stato piuttosto violento. In realzione alle immagini diffuse nel video, Atac ha inviato una nota in cui assicura di aver «immediatamente avviato gli accertamenti non appena ha avuto contezza del filmato, che l'azienda giudica molto grave. Nelle more della conclusione degli accertamenti Atac procederà a sospendere cautelativamente l'autista responsabile, una volta individuato. L'azienda valuterà, inoltre, anche una denuncia a carico del dipendente. Nel frattempo ha provveduto a segnalare il video alle autorità competenti». di Alessia Strinati LEGGO.IT
Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «Stavamo litigando come spesso accadeva. Mi ha cacciato via, mi ha detto di andarmene da casa, come era solito dirmi da tempo. Eravamo in cucina dove lui stava preparando il pranzo e aveva un fornello accesso. Avevo in mano una bottiglietta di alcol con la quale mi stavo disinfettando una ferita. Quando mi ha detto così gli ho spruzzato l'alcol addosso. Poi ho visto il fuoco». Vittorio Leo, l'agente immobiliare di 48 anni accusato di aver bruciato vivo il padre, ha confessato più o meno con queste parole quanto accaduto ieri mattina nell'abitazione di famiglia a Collepasso, in Salento. Dopo l'interrogatorio è stato arrestato con l'accusa di omicidio volontario del padre Antonio, insegnate in pensione di 89 anni. L'anziano, dopo essere stato avvolto dal fuoco, è corso in bagno per raggiungere la doccia nel disperato tentativo di spegnere le fiamme che lo avvolgevano. Non ce l'ha fatta. Il figlio è stato interrogato fino a notte fonda, alla presenza del suo difensore, Simone Potente. Ancora sotto choc, il 48enne ha reso dichiarazioni piene di «non ricordo» e con continui riferimenti ai momenti di «panico» vissuti. Al pm Luigi Mastroniani ha spiegato che si è trattato di un incidente. Ha riferito di aver spruzzato il padre con l'alcol e di aver visto subito dopo una fiammata levarsi dal fornello della cucina. «Dopo la morte di mio padre - ha aggiunto - ho prima lavato tutto il pavimento, poi ho cucinato della pasta con del ragù, non perché avessi fame ma per smorzare la tensione che avevo addosso». L'uomo ha detto anche che dopo la morte del genitore ha staccato il telefono e i quadri elettrici dell'appartamento per evitare che potesse citofonare qualcuno, ed ha aperto un pò le tapparelle «per far andare via il fumo e l'odore acre». Ha poi aggiunto di aver distrutto nel camino la bottiglia da litro di alcol spruzzata sul padre: «Non potevo vederla perché mi ricordava la morte di papà», ha ammesso. Al magistrato ha ripetuto che non voleva uccidere il genitore, definito un uomo dal carattere scontroso, dai modi rudi, solitario e chiuso, che era solito inveire e gridare. Si sarebbe trattato - si è giustificato - di un raptus, un gesto di stizza indotto dalle parole pronunciate con astio dal genitore che a suo dire non lo avrebbe mai accettato preferendogli la sorella che lavora a Roma. Secondo l'uomo, il padre non gli aveva mai perdonato di aver interrotto gli studi di ingegneria per un lavoro, l'intermediazione immobiliare online, giudicato poco onorabile. LEGGO.IT
Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA ‘Incastrato’ dall’amante, l’ha sposata e ha mantenuto la figlia che pensava essere sua: ma era tutto un inganno. Un 56enne ha però avuto giustizia davanti al tribunale di Brindisi, che ha condannato una donna a risarcirlo: una vicenda che è avvenuta a Fasano, provincia di Brindisi appunto. Nove anni fa i due si erano sposati dopo che la giovane donna era rimasta incinta: ma la figlia non era del 56enne ma di un altro uomo, con cui lei aveva una relazione clandestina. Relazione che è andata avanti per diverso tempo, finché - cinque anni dopo - l’uomo non ha scoperto tutto: dopo aver capito di essere stato tradito per anni, ha così chiesto al tribunale l’esame del DNA. Dopo l’ovvio divorzio, l’uomo, sentendosi tradito dalla donna che aveva sposato, ha dovuto fare i conti con un forte disagio psichico, fino a ricorrere alle cure di uno psicologo. Oltre a chiedere i danni materiali ha perciò chiesto come risarcimento anche i danni non patrimoniali, derivati dall’essere ingannato sulla paternità della bambina, inganno che portò appunto al matrimonio. Il giudice ha accolto le sue richieste e ha condannato la moglie fedifraga a liquidare l’ex marito con 20mila euro più le spese legali.