Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE “Custodire le nostre terre. Salute, ambiente, lavoro" Caserta. Estendere il monitoraggio svolto nella cosiddetta Terra dei fuochi, tra le province di Napoli e Caserta, "sugli altri territori interessati all'inquinamento ambientale". Lo chiede la Conferenza episcopale campana, commentando la recente pubblicazione dei dati dello studio epidemiologico commissionato dalla Procura di Napoli Nord e realizzato dall'Istituto Superiore di Sanità. «Riteniamo - scrivono i vescovi della Campania - il Rapporto di particolare importanza, in quanto si riconosce, per la prima volta, “un possibile ruolo causale e/o concausale dei siti di rifiuti, in particolare quelli incontrollati e illegali di rifiuti pericolosi, nell'insorgenza di queste malattie". E la conferma, da parte di indiscusse autorità, di quanto la popolazione ha percepito da tempo. Riconosciamo che si tratta di un atto ufficiale di notevole portata con il quale tutti, anche la cosiddetta “corrente negazionista" dovrà confrontarsi». I vescovi della Campania auspicano «che tale esempio virtuoso di collaborazione tra enti e istituzioni possa continuare. Chiediamo che: si estenda il monitoraggio sugli altri territori interessati all'inquinamento ambientale, sviluppando un sistema di sorveglianza epidemiologica in particolare nelle province di Napoli e Caserta; si realizzino gli interventi evidenziati dai risultati dell'indagine che lo stesso Rapporto raccomanda: bloccare qualsiasi attività illecita e non controllata di smaltimento di rifiuti; bonificare i siti; incentivare un ciclo virtuoso della gestione dei rifiuti; attivare un piano di sorveglianza epidemiologica permanente per le popolazioni; sviluppare attività educative alla corresponsabilità». La Conferenza episcopale della Campania annuncia che «il prossimo 17 aprile si terrà ad Acerra, dalle 9 alle 13, il Convegno nazionale “Custodire le nostre Terre. Salute, ambiente, lavoro" promosso dalle Commissioni e dagli Uffici competenti della Cei e da noi vescovi della Campania». Il Convegno sarà trasmesso online sul canale YouTube dell'Ufficio nazionale per la pastorale della salute. «Invochiamo dal Signore, per tutti in questo tempo di Quaresima, il dono di una costante conversione alla salvaguardia del creato», concludono i vescovi della Conferenza episcopale campana.
A CURA DI MICHELE PAPPACODA C’era una volta un mercante a cui la fortuna aveva girato le spalle, ed era caduto in disgrazia insieme alla figlia dolce e gentile che si chiamava Bella.
Un giorno il mercante decise di andare a tentar fortuna in una lontana città, dove aveva sentito che al porto stavano arrivando delle navi piene di merci esotiche.
Prima di partire chiese a Bella cosa volesse per regalo di ritorno dal suo viaggio.
– A me basta solo una rosa, perché la cosa più importante è il bene che ti voglio, papà – rispose Bella.
Il padre commosso, partì per il lungo viaggio, ma purtroppo quando arrivò al porto non riuscì a combinare nessun affare, e riprese il cammino verso casa ancora più povero di prima.
Ma quando ormai mancava poco per arrivare a casa, il padre di Bella fu preso alla sprovvista da una forte bufera.
Si rifugiò dentro l’unico edificio che riuscì a vedere nelle vicinanze, un castello che pareva abbandonato.
Dentro al castello però c’era una bellissima e rigogliosa serra piena di piante e fiori, tra cui anche un roseto. Il padre di Bella si ricordò della promessa fatta alla figlia, e senza pensarci, prese una rosa da portarle in dono.
Ma non appena la colse si sentì afferrare da delle possenti braccia che lo immobilizzarono e lo legarono come un salame. Era il padrone del castello, e la sua faccia era simile a quella di una bestia feroce, come un leone!
– Come osi raccogliere le mie rose! – ruggì la Bestia.
– Mi scusi signore, mi sono rifugiato nel suo castello per ripararmi dalla bufera, e quando ho visto queste magnifiche rose mi son ricordato della promessa che ho fatto a mia figlia…
– Quale promessa? – ringhiò la Bestia.
– Che di ritorno dal mio lungo viaggio al porto le avrei portato una rosa in dono.
La Bestia grugnì.
– Così tu hai una figlia… dovrei ucciderti, ma se in cambio della tua vita, tu porterai la tua figlia qui, lei vivrà per sempre insieme a me e tu sarai libero!
Lì per lì il mercante, non sapendo cosa fare, disse di sì, ma uscito dal castello e imboccato il sentiero di casa si pentì di quello che aveva fatto:
– Saluterò Bella e le dirò quanto le voglio bene, poi tornerò dalla Bestia e affronterò il mio destino.
Così arrivò a casa, abbracciò la figlia e le diede in dono la rosa, dicendole anche che quella sarebbe stata l’ultima volta che l’avrebbe visto.
Bella non capiva ed insisteva per farsi spiegare il perché, finché suo padre non le raccontò tutta la storia.
– Ma allora è tutta colpa mia! – disse Bella tra le lacrime.
– Come colpa tua? – le rispose il padre.
– Se io non ti avessi chiesto in dono questa rosa, tu adesso non saresti in questa situazione… non è giusto!
Bella insistette così tanto che alla fine costrinse suo padre ad accompagnarlo al castello della Bestia.
Quando arrivarono fu la stessa Bestia in persona ad aprire il portone.
– Vedo che hai mantenuto la promessa – disse rivolto al padre di Bella, poi con un gesto fulmineo prese con sé la ragazza e chiuse con forza il portone dietro di sé.
Il padre di Bella cercò con tutte le forze di entrare, batté forte i pugni sul portone, prese un lungo bastone cercando di forzare la serratura, ma niente, il portone non si aprì…
Bella ormai era prigioniera nel castello della Bestia, ma contrariamente a quello che pensava, la Bestia non trattò mai male Bella, anzi.
La bestia era molto premurosa nei suoi confronti, la trattava sempre con gentilezza, aveva sempre un pensiero carino per lei e non le faceva mancare niente.
Ascoltava con attenzione tutte le storie che Bella gli raccontava la sera e poi, con un inchino, si congedava e andava a dormire, per poi farle sempre trovare la colazione pronta al mattino.
Bella amava passeggiare per la stupenda serra fiorita, e la Bestia la accompagnava con piacere. Stare accanto a lei era veramente incantevole, tanto che senza nemmeno accorgersene, se ne innamorò.
Ma a Bella mancavano tanto la sua casa e il suo papà. Una sera la Bestia la vide piangere e le chiese il perché. Quando scoprì il motivo di tanto sconforto le regalò uno specchio magico.
Nello specchio Bella poteva vedere una stanza della sua casa, e di conseguenza come stava suo padre. Ma purtroppo suo padre non stava tanto bene. Si era ammalato e arrivò il giorno in cui Bella nello specchio lo vide immobile a letto.
Bella si disperò e decise di chiedere alla Bestia se poteva tornare a vedere suo padre almeno per l’ultima volta.
– E’ molto malato, vedi? – e fece vedere lo specchio alla Bestia, che grugnì di disappunto.
– E va bene, vai pure, ma se entro una settimana non tornerai, io morirò certamente di crepacuore.
Sentendo quelle parole, Bella capì cosa provava per lei la Bestia.
– Tornerò – disse sorridendo, poi prese le sue cose e uscì dal castello.
Che sorpresa fu per suo padre rivedere Bella, sana e salva e pure ben vestita! La visita di sua figlia gli fece talmente bene che già il giorno dopo stava meglio.
E così fu per tutti i giorni seguenti, tanto che alla fine della settimana il padre di Bella era tornato in piena forma.
– Ora che stai meglio papà, io dovrei tornare al castello.
– Non tornare figlia mia – le disse – se mi sono ammalato è per il dispiacere di non averti qui accanto a me! Rimani qui con me ancora un giorno, così da rimettermi ancora meglio.
Bella esitò un momento, ma non riuscì a lasciare da solo il padre che era così felice di rivederla.
Passò un giorno, poi due e poi tre, e ogni volta suo padre riusciva a trattenerla con la scusa di guarire sempre di più dalla sua malattia.
Ma a Bella la Bestia iniziava a mancare veramente. Solo ora che non era più con lui si era accorta di quanta gentilezza aveva avuto nei suoi confronti e di quanto buono fosse il suo cuore.
E poi il rimorso della promessa non mantenuta era troppo forte, e la sua coscienza non le dava pace. Così quella notte decise di scappare e tornare al castello.
Quando finalmente arrivò, Bella trovò la Bestia per terra agonizzante. Lo prese tra le sue braccia e lo sollevò, ma lui quasi non respirava più.
– Sono tornata! Sono tornata da te! Scusami se ci ho messo così tanto…
La Bestia riuscì ad aprire un poco gli occhi e la guardò con dolcezza.
– Cosa posso fare per aiutarti? – gli chiese con voce tremante Bella.
Bestia fece un lungo sospiro, esitò, finché in un sussurro disse:
– Un bacio… solo un ultimo bacio di addio.
Bella gli prese il viso, lo guardò negli occhi lacrimanti, si avvicinò e lo baciò, chiudendo gli occhi.
Un forte brivido scosse tutto il corpo della Bestia, tanto che Bella si spaventò. Ma la sorpresa fu davvero enorme quando vide che la Bestia si era trasformato in un bellissimo uomo.
– Ma cosa è successo? – domandò Bella incredula ma felice come non mai.
– Col tuo bacio hai spezzato l’incantesimo di una fata malvagia che mi aveva trasformato in Bestia per gelosia… grazie mia Bella…
Bella lo abbracciò forte, lui si sentiva già meglio.
Pochi giorni dopo il Principe che era stato trasformato in Bestia si era rimesso in perfetta salute. Finalmente poteva stare accanto alla sua Bella tenendola per mano senza doversi nascondere per il suo aspetto, e di lì a poco si sarebbero anche sposati.
E vissero tutti felici e contenti.
Questa fiaba ci insegna che non bisogna giudicare solo dalle apparenze, perchè anche sotto un aspetto brutto si può nascondere una bella persona dal cuore d’oro.
INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. “Una situazione completamente altalenante per questo è essenziale proseguire nel nostro lavoro di screening sul territorio”. Il direttore generale dell'Asl di Benevento, Gennaro Volpe fa il punto sui numeri dell'emergenza covid del Sannio a margine del via alla campagna di immunizzazione per il mondo accademico. Nei gazebo allestiti nel Chiostro di Palazzo San Domenico, per 5 giorni saranno somministrati circa 1000 vaccini Astra-Zeneca a docenti e personale tecnico amministrativo dell’Ateneo sannita, del Conservatorio Statale di Musica N. Sala di Benevento, dell’Università telematica Giustino Fortunato e dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Benevento. “Un cambio di passo importante – ha spiegato il Rettore dell'Unisannio, Gerardo Canfora – significa intraprendere la strada del ritorno alla normalità. E' il punto di svolta per pensare di poter riaprire le nostre aule e i nostri laboratori agli studenti che ora sono obbligati a seguire le lezioni da remoto”. Nei tre ambulatori di Piazza Guerrazzi prestano servizio medici e infermieri dell’Asl di Benevento.“Abbiamo registrato un'alta adesione, circa il 70 per cento ha commentato Gennaro Volpe, che ha poi chiarito i dettagli dell'operazione. Effettueremo circa 200 vaccini al giorno, attendiamo solo la conferma dell'autorizzazione al vaccino Astrazeneca per gli ultra65enni”. E poi i prossimi passi: “Dopo un incontro con il direttore della casa circondariale pensiamo di cominciare le immunizzazioni degli agenti della polizia penitenziaria per la prossima settimana. Si tratta di circa 300 persone che potremo vaccinare in circa cinque giorni”.
A CURA DI MIKI PAPPACODA Dalla ricerca delle materie prime alla selezione di ogni ingrediente: nascono così le ricette dello chef Luciano Vigliotti, del ristorante Samnium di Paolisi in provincia di Benevento. Ed ecco una nuova proposta per i lettori di cucina.ottopagine.it: tagliata di manzo con cipollotto, purea di patate, Duxelles di funghi e funghi porcini
Ingredienti
Preparazione
Preparare una classica purea di patate facendo attenzione a lasciarla un pochino più compatta, ma deve essere comunque bella cremosa, poi metterla in una sacca a poche e lasciarla al caldo. Pulire il cipollotto dalla parte esterna e lasciare le radici dopo averle lavate perbene, sbollentare in acqua salata per 5 minuti per poi raffreddarlo in acqua e ghiaccio, dopo tagliarlo a metà e ripassarlo in padella con timo ed olio. I funghi porcini bisogna solo tagliarli di lungo e spadellarli con olio, rosmarino sale pepe e burro.
Per la Duxelles invece bisogna pelare e tagliare gli champignon, saltarli in padella e poi frullarli per pochi secondi e condire il tutto con sale, pepe e prezzemolo tritato, facciamo delle quenelle che riscalderemo al forno qualche minuto prima di adagiare nel piatto. Scottare il controfiletto di manzo in padella da entrambi i lati, togliere dalla padella e far riposare all’angolo della cucina. Dopo 10 minuti possiamo ripassarlo di nuovo in padella per completare la cottura prima di servirlo.
Per l’ossobuco, dopo averlo lasciato almeno 3 giorni in acqua fredda e ghiaccio in frigorifero cambiando acqua 2 volte al giorno, lo tagliamo a piccoli cubi e lo cuociamo 2 minuti a forno al vapore a 85 gradi, dopo lo passiamo in una contenitore di acciaio dove andiamo ad affumicare con l’apposito affumicatore.
Adagiamo tutti gli ingredienti preparati nel piatto in modo carino comprendendo anche un osso di manzo vero in modo da dare ancora più veridicità al piatto.
INSERITO DA ANGELA CECERE L'appello urgente del sindacato Avellino. "Sono tante le criticità sul tavolo ma finora poco è stato fatto." È questo il parere del segretario generale della FpCgil, Licia Morsa. “Continuiamo ad essere in attesa di notizie riguardanti la sanità in Irpinia - afferma - Nel frattempo, c’è bisogno di certezze per poter continuare a dare assistenza ai cittadini anche durante il periodo di riorganizzazione degli atti aziendali e dei progetti attivati nel settore per l’utilizzo del nuovo piano next generation Eu. Al momento, sono due le questioni che ci preoccupano maggiormente. Da un lato, l’assistenza sanitaria che interessa l’intera area Irpina. Dall’altro, i “rinforzi” necessari ad irrobustire le fila delle scarse truppe che stanno fronteggiando la pandemia”. A destare preoccupazione, tra gli altri, il futuro del Landolfi di Solofra. “Il destino del P.O. Landolfi si decide adesso - continua Morsa - Se non dovesse essere avviata la ristrutturazione necessaria, il presidio ospedaliero di Solofra entrerà a far parte del lunghissimo elenco delle strutture abbandonate dal disinteresse della politica a cui, spesso, preme spendere senza dare un senso alla spesa stessa. Serviranno anni per recuperare il gap esistente nel campo dell’assistenza sanitaria. Nel frattempo, la zona afferente al Landolfi rischia di essere clamorosamente scoperta come, d’altronde, è già avvenuto per altre aree della nostra provincia, con la differenza che un presidio ospedaliero già esistente ed appartenente all’azienda territoriale è stato inglobato nel rilievo nazionale ma, di fatto, è stato svuotato. Aspettiamo di capire che cosa il Moscati e la politica vogliano metterci dentro. Possibilmente prima del ritorno alla sanità ordinaria che coesiste con il virus”. Il segretario della FpCgil accende poi i riflettori sul precariato. “Un’altra questione particolarmente preoccupante è quella riguardante i lavoratori precari – afferma - possibile che Governo e Regione abbiano scritto che è possibile prorogare i contratti a termine fino a trentasei mesi e la burocrazia o, mi verrebbe da dire, la politica “politichese” stiano trovando il modo di non dar seguito alla lodevole iniziativa? Certo, ci sarebbero tutta una serie di discorsi da fare. Approfondimenti, piante organiche, concorsi da rivedere, ma, nel frattempo, continuano i pensionamenti, continuano le proroghe a scadenze ravvicinate, si continua a mantenere nell’incertezza chi nel momento peggiore si sforza di dare una mano”. La pandemia che ha stravolto le nostre esistenze ormai da un anno non può più essere una scusa. “Il virus non basta più. Neppure l’immobilismo della burocrazia. I lavoratori della sanità hanno risposto con impegno e dedizione in un clima di incertezza, da perenne emergenza che però non impedisce, a nostro avviso, a tecnici e politici di programmare e organizzare per il medio e lungo termine e, soprattutto, non
impedisce loro di riconoscere e motivare l’impegno di chi è sul campo e non si nasconde dietro le carte”. L’Asl esca finalmente dal letargo nel quale è sprofondata. È questo l’auspicio di Morsa. Subito ricognizione dei servizi da erogare, fabbisogno del personale e bandi di reclutamento! “Rsa, Centro Alzheimer, Hospice, Medicina Penitenziaria, Rems, Psichiatria, Centri per l’Autismo, Riabilitazione, Medici di Medicina Generale, Distretti, Consultori………..È tempo di fare chiarezza sui punti vaccinali e sulle priorità e sull’organizzazione futura e, si spera, stabile che l’Asl vuole darsi. I due presidi ospedalieri, Ariano e Sant’Angelo dei Lombardi, devono tornare ad operare. Tutte le attività e i servizi devono essere ripristinati immediatamente. Si deve tornare alla prevenzione. Bisogna ristabilire un equilibrio tra i servizi erogati con personale Asl, attività in outsourcing e sanità accreditata”.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Chiunque ami la moda sa bene che è necessario sperimentare. Il guardaroba può infatti diventare la porta d’ingresso per un universo ricco di alternative, e il look casual chic figura senza ombra di dubbio nella lista delle soluzioni più accattivanti in assoluto, per via della sua comodità e ricercatezza, adatto sia per una giornata di lavoro che per un aperitivo con le amiche. Vediamo insieme qualche suggerimento per ricreare questo stile. Cosa indossare per un look casual chic Ci sono due must-have che bisogna citare immediatamente: si tratta della t-shirt e della camicia bianca. Sono due pezzi davvero importanti per un look casual chic, per via della loro natura basic e perché possono combinarsi a meraviglia con tantissimi vestiti e accessori, in quanto neutri. Anche la camicia di lino è una buonissima opzione per un look casual chic classico, e lo stesso discorso vale per un modello di scarpe come le ballerine. Inoltre, non potremmo non menzionare un altro capo indispensabile come i jeans a vita alta, perfetti da abbinare alla già citata camicia e ad un paio di slingback. Altri elementi essenziali in questo contesto sono le classiche e sempre di moda polo a righe, i jeans cropped larghi e i sandali, insieme alle bluse in pizzo e alle sneakers in tela. Infine, in questa classifica di capi perfetti per un look casual chic ci sono i jeans aderenti neri, i sandali con il tacco, i pantaloni jogger e le giacchette in cotone. Consigli di stile Naturalmente, essendo il casual chic un look variegato e con mille opzioni disponibili, è importante costruire il proprio outfit scegliendo dei pezzi che possano stare bene insieme. Un primo consiglio riguarda gli accessori, i veri protagonisti di questi outfit. La scelta di una borsa elegante o di un gioiello ricercato può sicuramente fare la differenza, soprattutto se si sceglie un abbigliamento morbido e comodo. Per quanto riguarda le borse, è preferibile indossare un modello di qualità ed elegante, in nero o mono colore, possibilmente una borsa a mano o una clutch, per poter valorizzare al meglio l’abbigliamento casual. Per questo è possibile abbinare ad una tuta jumpsuit una classica borsa Valentino, ad esempio, bellissima e adatta sia ai contesti informali, sia a quelli formali. L’importante è aggiungere un tocco “chic” sulla base “casual”, per poter raggiungere l’effetto desiderato. Il primo consiglio è partire da una totale conoscenza delle proprie forme, per adattare gli abiti ad esse e non viceversa, anche per una questione di comfort e di sicurezza in sé stesse. Inoltre, si suggerisce di focalizzarsi sui pregi del proprio corpo e di cercare di dissimularne i difetti, ma il look casual chic da questo punto di vista offre molte opzioni. Ci sono comunque altri consigli utili da seguire, per modellare questo look, come la possibilità di destrutturarlo e di variarlo con tocchi molto personali, adattandolo così alla propria idea di stile. Occorre come sempre essere abili nell’abbinamento dei colori, per evitare eccessi, e non dimenticarsi mai che il nero resta sempre il grande protagonista. Seguendo questi suggerimenti, è possibile creare un look casual chic alla moda ma molto personale. OTTOPAGINE
INSERITO DA MORENA MOTTA Martedì 9 marzo 2021, gli agenti della Polizia di Stato sono intervenuti alle 11 in via Amendola per una truffa aggravata ai danni di un’anziana. Due truffatori senza scrupoli si sono finti poliziotti e si sono introdotti nell’abitazione dell’83enne e con la scusa di verificare se si fosse consumato un furto (uno dei due si era premunito di entrare in anticipo per mettere un po’ in disordine l’appartamento). Le hanno rubato un portafoglio con all’interno alcune centinaia di euro, nonché alcuni monili d’oro.
Nella giornata di ieri il centralino della Questura è stato inondato di segnalazioni di tentate truffe ai danni di anziani. Nella maggior parte dei casi si trattava di truffatori che tentavano di spillare soldi agli ignari anziani fingendo che un qualche parente si trovasse in difficoltà (in un caso, ad esempio, i malfattori avevano tentato di farsi dare 3mila euro da un nonno dicendogli che la nipote si trovava in ospedale e che necessitava di tale somma). In tutti questi casi gli anziani in questione non si sono lasciati convincere e hanno subito avvertito la Polizia.
Sempre ieri (intorno alle 17.20) una donna è stata derubata della borsa che aveva appoggiato sul sedile anteriore. Il furto si è consumato nel parcheggio tra via Michelino da Besozzo e via Buonarroti. Anche in questo caso sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Finalmente è arrivata la Primavera e con essa il sole e le temperature più miti, che ci permettono di utilizzare il giardino come luogo privilegiato di osservazione e di studio sulla natura e sui cambiamenti climatici. Il racconto breve che vi proponiamo e che ha dato avvio ad una serie di attività didattiche multidisciplinari, nasce proprio come completamento dell'attività di osservazione condotta sulle lumachine e sulle farfalle che abbiamo avuto la fortuna di trovare nel nostro giardino. Alla lettura della storia nel cerchio magico si sono succedute attività di laboratorio espressivo, musicale e scientifico, oltre a quelle di tipo linguistico. << In un bel giorno di primavera, un'allegra farfallina svolazzava senza posa, da un fiore all'altro e, con le sue ali leggere, accarezzava piano piano i petali dei fiori. Una lumachina si era fermata per ammirarla e le disse: - Deve essere bello volare liberamente così, senza portarsi alcun peso.- E la farfalla : - Sì mi diverto moltissimo. Volare è meraviglioso, andare leggera da una parte all'altra è una sensazione meravigliosa. La lumachina: - Vorrei poterlo fare anch'io. Ma non ho le ali e poi ho il peso della casa sempre addosso. La farfalla scuotendo le ali: - Non ti lamentare, non puoi volare come me, però tu hai sempre un rifugio comodo e sicuro per qualsiasi evenienza, io invece devo chiedere aiuto agli altri e non sempre va bene. Ognuno deve accontentarsi delle cose che possiede, senza desiderare troppo ed inutilmente quelle altrui. Perciò mia cara, a ciascuno il suo!>> (M.A. Fagiano " Giravolta di stagioni",) Dopo la lettura del racconto facciamo seguire una conversazione guidata sulla farfalla e la sua appartenenza agli animali che volano e sulla lumachina. Soffermiamoci poi sull'insegnamento proposto dalla farfalla. Per completare l'attività didattica dal punto di vista linguistico possiamo avvalerci delle seguenti schede didattiche
INSERITO DA ANGELA CECERE In sette anni in Campania solo il 9,3% dei progetti finanziati per l’edilizia scolastica è stato concluso. I dati ci dicono che dal 2014 al 2020, in Campania sono stati 140 i progetti finanziati per un importo totale stanziato di € 265.979.830 euro ma solo il 9,3 % dei progetti si è concluso. Risulta evidente che una regione come la Campania, a fronte di un ingente importo totale finanziato, lo destina a un numero minore di edifici che necessitano di interventi più importanti con una media di finanziato a scuola di circa 1,9MLN. Ma è necessario ridurre i tempi che intercorrono fra la fase di avvio e la conclusione dei lavori, oggi mediamente di 300 giorni in Italia ma che in Campania diventano di un ’anno e mezzo. Di risorse ne servono molte per fare fronte a un patrimonio edilizio vetusto e poco curato nel tempo. Solo dalla rilevazione della nostra indagine, fatta su un campione di 410 edifici che insistono nelle tre città capoluogo di provincia(Avellino, Caserta e Napoli) frequentati ogni giorno da oltre 100mila studenti, risulta che il 92% delle scuole non ha certificazioni base come l’agibilità, e sul 42% che sono in area sismica 2, nessuno è costruito con la tecnica antisismica. Negli ultimi cinque anni in nessun edificio sono stati realizzati interventi di adeguamento sismico. Legambiente presenta Ecosistema Scuola 2021 dati Campania nel momento in cui si sta ripensando l’Italia e pianificando gli investimenti delle risorse del Recovery Plan, di cui l’ultima versione prevede per l’edilizia scolastica 6,8 miliardi di euro. Risorse importanti che rischiano, tuttavia, di non portare ai risultati auspicati, e necessari, se non verranno affrontate alcune criticità, ormai croniche. La pandemia ha portato, infatti, spazi e servizi scolastici al centro della cronaca dell’ultimo anno, mettendo in luce quanto questo aspetto infrastrutturale del Paese, strategico, sia in sofferenza; in linea, purtroppo, con quanto fotografa e denuncia da anni l’indagine dell’associazione ambientalista. “La consapevolezza dell’importanza di investire in giovani, istruzione ed educazione è ormai condivisa da tutti; stanno arrivando risorse, ma prima di tutto serve un nuovo piano di governance per superare le emergenze e i divari – dichiara Francesca Ferro, direttrice regionale di Legambiente – L’edilizia scolastica e i servizi che girano intorno all’ecosistema scuola devono essere ripensati e rilanciati in una dimensione di sostenibilità ambientale e sociale: sono le gambe su cui poggerà la possibilità di successo ed efficacia della transizione ecologica, che ha fra i suoi obiettivi principali il superamento della povertà educativa. Per garantire una gestione virtuosa dei fondi per una migliore qualità degli edifici scolastici occorre- conclude Francesca Ferro – innanzitutto mappare i bisogni attraverso lo strumento dell’anagrafe dell’edilizia scolastica, programmare gli interventi secondo una scala di priorità a partire dall’efficientamento energetico e dalla messa in sicurezza, sostenere le strutture tecniche delle amministrazioni che sono più indietro nel reperimento dei fondi e nella capacità progettuale, semplificare le linee di finanziamento, il loro accesso e la loro gestione per ridurre il divario esistente tra i progetti finanziati e quelli conclusi e conseguentemente, tra gli importi stanziati e quelli rimborsati agli enti locali.” In Campania per quanto riguarda invece, la presenza di spazi educativi collettivi, ben il 67% delle scuole non ha impianti per lo sport e solo il 3,4% ha la mensa scolastica. Assolutamente deficitarie- secondo lo studio di Legambiente- le indagini diagnostiche sui solai: solo il 7,3% degli edifici sono stati oggetto di controlli mentre solo nel 6,1% degli edifici, negli ultimi 5 anni, sono stati effettuati interventi di messa in sicurezza dei solai. Tutti gli edifici scolastici praticano la raccolta differenziata di plastica, vetro, carta e organico. Sono stati bonificati tutti gli edifici con presenza di amianto. Inoltre, un ulteriore investimento infrastrutturale che la pandemia ci indica come strategico per gli edifici non solo nell’emergenza, ma nel futuro, è quello digitale. Esso in realtà è un asse strategico, digitalizzazione della pubblica amministrazione, nel grande contenitore del Pnrr che si sta costruendo in queste settimane, ma è sempre bene provare a quantificare il fabbisogno a partire dai dati dell’indagine che ci restituiscono i tre Comuni capoluogo di provincia censiti in Campania : solo il 18% degli edifici scolastici presenta reti wifi, mentre dispone di una rete completamente cablata solo poco più del 13% delle scuole. “Numeri- commenta Valentina Onesti, responsabile settore scuola Legambiente Campania- che fanno riferimento all’anno 2019 e che probabilmente, ci auguriamo, con l’emergenza sanitaria che ha costretto all’utilizzo diffuso ed esclusivo della teledidattica, siano parzialmente cambiati, ma soprattutto che cambieranno scegliendo di infrastrutturare tutte le scuole con il cablaggio delle reti, più sicuro per la salute e più di qualità per le connessioni.” Nel capoluogo napoletano l’indagine ha riguardato 349 edifici scolastici per una popolazione di oltre 90mila studenti. Sono solo 23 gli edifici che sono in possesso del certificato di agibilità e su 47 è stata eseguita la verifica di vulnerabilità antisismica. Solo su quattro edifici, negli ultimi cinque anni, è stato effettuato indagini diagnostiche sui solai mentre sono 16 gli edifici dove sono stati messi in sicurezza i solai. Sono 95 gli edifici scolastici che hanno goduto di interventi di manutenzione straordinaria negli ultimi cinque anni mentre 97 gli edifici che necessitano di interventi urgenti di manutenzione straordinaria per adeguamento alle norme e per eliminazione rischi, principalmente per impiantistica e prevenzione incendi. In tutte le scuole si pratica la raccolta differenziata. Pasti biologici con prodotti IGP, DOP sono serviti in tutte le mense.Sono 6 gli edifici che utilizzano fonti di energia rinnovabili( riguarda in toto impianti solare/fotovoltaico). L’indagine per Avellino ha riguardato 27 edifici scolastici per una popolazione di circa 5700 ragazzi. Tutti gli edifici sono in possesso di certificato collaudo statico ma solo 7 edifici hanno certificato di agibilità. Sono 14 gli edifici che hanno goduto di interventi urgenti di manutenzione straordinaria negli ultimi cinque anni. Sono sei gli edifici scolastici che utilizzano fonti rinnovabili mentre negli ultimi cinque anni su 14 edifici sono state effettuate indagini diagnostiche dei solai e 9 sono stati messi in sicurezza. In tutte le 27 scuole si pratica la raccolta differenziata. Per Caserta l’ indagine ha riguardato 34 edifici scolastici per una popolazione di circa 6500 ragazzi. Nessun edificio è in possesso del certificato di collaudo statico. Sono 10 gli edifici che hanno goduto, negli ultimi cinque anni, di interventi di manutenzione straordinaria. Sono sei gli edifici scolastici che utilizzano fonti rinnovabili mentre negli ultimi cinque anni su 12 edifici sono state effettuate indagini diagnostiche dei solai. Esiste un servizio piedibus con percorsi sicuri scuola/casa che coinvolge oltre 300 bambini.