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PRIMO PIANO ANTEPRIMA SANTIAGO TRENO DERAGLIA IN SPAGNA, GIALLO ITALIANI. "ANDAVA A 190 KM/H". IL VIDEO DELLO SCHIANTO

25 Luglio 2013, 15:06pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

SANTIAGO DE COMPOSTELA - Si aggrava il bilancio della tragedia del treno deragliato a Santiago de Compostela, in Spagna. Un treno ad alta velocita' (Alvia), in arrivo nella citta' della Galizia, è deragliato ieri sera a poca distanza dalla stazione, provocando una strage. Ci sono molti stranieri tra i feriti del deragliamento del treno a Santiago de Compostela. Lo ha riferito la giunta galiziana. In totale 178 persone sono state portate all'ospedale e 95 sono ancora ricoverate, di cui 36, compresi quattro bambini, sono gravi. Tutte le vittime dell'incidente ferroviario vicino Santiago de Compostela sono state identificate. Lo hanno riferito le autorità galiziane. LE PAROLE DI RAJOI «Ho avuto l'opportunità di visitare alcuni feriti all'Università di Santiago di Compostela», ha poi raccontato Rajoy, che ha voluto ringraziare «tutta la popolazione di Santiago» così come «tutti i funzionari, i dipendenti pubblici, di tutti i settori. Il comportamento da parte loro è stato esemplare. Vorrei congratularmi anche con le forze di polizia della regione galiziana e vorrei ringraziare il ministero dell Infrastrutture, i soccorritori, i vigili del fuoco, il personale sanitario». Il premier spagnolo ha poi voluto ricordare tutte le persone che si sono offerte di donare il sangue. «Ieri abbiamo assistito a code di più di 50 persone di volontari per la donazione del sangue», ha concluso. Impressionanti le immagini dell'incidente avvenuto alle 20.40 locali circa all'imbocco di un viadotto, all'altezza di una curva molto stretta (e a detta di molti pericolosa): tutti i 13 vagoni del convoglio, in viaggio fra Madrid e Ferrol con 240 persone a bordo, sono usciti dai binari, schiantandosi con un boato secondo il racconto di testimoni, alcuni dei quali hanno parlato di ''un'esplosione''. Diversi vagoni si sono piegati su un lato, mentre almeno uno si e' ribaltato e ha preso fuoco. IL VIDEO CHOC SUL PAIS Il sito del Pais mostra un filmato dell'incidente al treno nei pressi di Santiago de Compostella nel momento in cui imbocca ad alta velocità la curva e deraglia. Le immagini, impressionanti, mostrano la motrice del treno che imbocca la curva e prosegue per alcuni attimi la corsa sui binari prima di piegarsi sul fianco destro, mentre le carrozze vanno dritte a schiantarsi contro il muro che costeggia la ferrovia. IL VIDEO CHOC DELLO SCHIANTO LA DISPERAZIONE DEL MACCHINISTA «È deragliato, che faccio... che faccio». Questa la frase che avrebbe pronunciato uno dei macchinisti del treno ad alta velocità Madrid-Ferrol, deragliato a 4 chilometri dalla stazione di Santiago di Compostela, in Spagna, probabilmente a causa dell'alta velocità. A quanto riportano i media iberici, l'uomo, leggermente ferito, sarebbe stato visto aggirarsi sul posto in stato di choc subito dopo l'incidente ferroviario che ha fatto 77 vittime e oltre 140 feriti in Spagna. ANDAVA A 190 «Andavo a 190 all'ora. Spero che non ci siano morti perchè me li porterei sulla coscienza. Sono umano, sono umano...»: è questo il contenuto di una comunicazione via radio dalla cabina del treno tra uno dei due macchinisti e la stazione pochi istanti dopo il deragliamento. Il limite previsto in quel tratto è di 80 km/h. Il conducente, un macchinista di 52 anni con molta esperienza, non ha spiegato il motivo di una velocità così elevata, oltre il doppio di quella prevista in quel tratto, 80 km/h. Il limite è previsto perchè la curva è «chiusa» e si trova subito dopo l'uscita di un tunnel, alla fine di diversi chilometri di rettilineo. Una persona che partecipò nel 2011 al viaggio inaugurale della tratta ha riferito ai media che in corrispondenza della curva il treno ebbe come un sussulto, mentre per gli 80 chilometri precedenti era rimasto stabile. I tecnici della procura, delle ferrovie e del ministero sono al lavoro per accertare le cause che hanno determinato la tragedia: se si tratti di un errore umano, di un guasto tecnico oppure di una coincidenza di entrambe le cose. LA CAUSA E' L'ALTA VELOCITA' «La tragedia di Compostela sembra essere associata a una violazione della velocità». Lo ha affermato il sottosegretario alle infrastrutture e trasporti, aggiungendo che sul deragliamento del treno è stata avviata anche un'indagine del Ministero. Sul posto stamattina è arrivato anche il premier spagnolo Mariano Rajoy, originario di Santiago. Le vittime accertate finora sono 80, 19 delle quali già identificate; dei 140 feriti, cinque sono in coma, secondo fonti dei soccorritori. «La nostra priorità in questo momento è identificare le vittime» ha detto il vicepresidente della giunta della Galizia, Alfonso Rueda, il quale ha riferito che i nomi delle vittime saranno resi noti solo dopo il completamento delle identificazioni e la comunicazione ai famigliari. Rueda ha rilevato che «le operazioni di soccorso sono state tempestive». Sul posto operano circa 500 tra vigili del fuoco, soccorritori e agenti di polizia e della Guardia civil. ORRORE. Le prime foto hanno potuto mostrare corpi senza vita coperti alla meno peggio e feriti attorno ai quali si affannavano i soccorritori. Dopo le prime ore di incertezza - quando non si escludeva neanche lo spettro del terrorismo, facendo ripiombare il Paese nell'incubo dell'11 marzo 2004 - e' stata la portavoce del governo spagnolo ad affermare che l'ipotesi sulla quale si sta lavorando e' quella dell'incidente. Un errore umano, secondo le prime ricostruzioni, del macchinista, uscito miracolosamente illeso, che pare abbia ammesso di come il convoglio avesse imboccato la curva a gran velocita', di molto superiore al limite degli 80 km orari (forse oltre i 180). LACRIME. Il disastro ha oscurato il giorno d'avvio dei festeggiamenti in vista della ricorrenza di San Giacomo, patrono di Spagna e della Galizia, il cui legame con la citta' fa di Santiago de Compostela una delle grandi mete del pellegrinaggio cristiano in Europa, che richiama ogni anno visitatori da mezzo mondo lungo i percorsi dello storico 'camino de Santiago'. La festa cade domani, 25 luglio, ma e' annunciata secondo la tradizione dai rintocchi delle campane della Cattedrale gia' il 24, alla vigilia, e si doveva protrarre nella notte e poi per un'intera settimana con riti ed eventi: le celebrazioni ovviamente sono state subito cancellate dalle autorita' locali, mentre la zona del deragliamento si e' affollata di ambulanze e squadre di soccorso. ITALIANI A BORDO? E' molto probabile che sul treno viaggiassero molti cittadini stranieri. L'Unita' di Crisi della Farnesina, attraverso la rete diplomatico-consolare in Spagna, ha avviato contatti costanti con le autorita' locali allo scopo di verificare l'eventuale presenza di italiani coinvolti. Secondo l'ambasciatore italiano in Spagna Pietro Sebastiani non si hanno notizie, al momento, di connazionali tra le vittime, anche se la situazione e' inevitabilmente ancora confusa. Drammatiche le prime testimonianze raccolte dai media locali. "Quanti morti che ci sono qui, mio Dio", ha esclamato una donna a una radio locale nei primi minuti dopo l'accaduto. Mentre il governatore della Galizia, fra i primi a raggiungere il luogo della catastrofe, ha parlato di scene da "girone dantesco". Il bilancio delle vittime viene aggiornato di ora in ora. Dopo le prime notizie diffuse dai media, e' stato lo stesso capo della giunta regionale galiziana, Alberto Nunez Feijoo, a confermare almeno 45 morti e decine di feriti, ma i servizi di soccorso azzardano una stima di oltre 50 morti. Pompieri, polizia e forze della sicurezza locale della Galizia sono del resto tuttora sul posto, alle prese con i vagoni accartocciati. E a tarda sera si parlava ancora persone intrappolate. FUMO. Sulla zona ha continuato ad addensarsi a lungo una fitta colonna di fumo, mentre arrivavano responsabili di governo e autorita' locali a cominciare dal sindaco di Santiago, Angel Curras, e dal ministro dei Lavori pubblici, Ana Pastor. Domattina e' atteso anche il premier Mariano Rajoy. Per Santiago e' una notte di morte.

LEGGO.IT

25.07.2013.

 

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SICILIA SARDEGNA E CORSICA NEWS CAGLIARI In tre mesi chiuse 343 imprese artigiane

25 Luglio 2013, 14:55pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Allarme Confartigianato, è il trend peggiore d'Italia In tre mesi chiuse 343 imprese artigiane  CAGLIARI, In Sardegna, in tre mesi, sono scomparse altre 343 imprese artigiane. E salgono a 1042 le aziende artigiane cancellate dall'inizio dell'anno. A lanciare l'allarme è la Confartigianato, che ricorda che nell'isola chiudono definitivamente i battenti più di cinque imprese artigiane al giorno. A livello provinciale, Cagliari è la peggiore: registra, infatti, 215 imprese in meno rispetto al 1 trimestre (tasso di crescita -1,44% e imprese registrate in totale 14.764).

ANSA

25.07.2013.

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SICILIA SARDEGNA E CORSICA NEWS Rifiuti: Sardegna al top per carta

25 Luglio 2013, 14:21pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Olbia-Tempio provincia più virtuosa davanti a Cagliari Rifiuti: Sardegna al top per carta- CAGLIARI,  La Sardegna si conferma al top nella raccolta differenziata di carta e cartone. Nel 2012 sono state raccolte oltre 71.800 tonnellate, un dato sostanzialmente in linea con quello dell'anno precedente (-1,4%). La raccolta pro capite si attesta a 43 kg/abitante, un dato inferiore alla media nazionale (48,9 kg pro capite) ma superiore a quello di tutte le regioni del Sud ad eccezione dell'Abruzzo, che per un soffio (43,2 kg/ab). Olbia-Tempio provincia più virtuosa nel 2012 con 48,3 kg/abitante.

ANSA

25.07.2013. 

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SICILIA SARDEGNA E CORSICA NEWS CATANIA Via libera al Muos, gli attivisti in rivolta: occupato il Comune di Niscemi

25 Luglio 2013, 14:14pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Una delegazione di «Mamme No Muos» e di esponenti del Consiglio comunale della cittadina, si è recata a Palermo CATANIA – Il popolo dei No Muos non ci sta. E sceglie la linea dura. Così per protestare contro la decisione della Regione Siciliana, definita “scellerata” dai cinque stelle, di revocare i provvedimenti che bloccavano le autorizzazioni all'installazione dell'impianto radio dell'esercito statunitense in contrada Ulmo, hanno occupato l’aula consiliare del Comune di Niscemi. AULA CONSILIARE OCCUPATA - La decisione è scaturita dopo un consiglio comunale durante il quale i manifestanti avevano chiesto ai consiglieri e alla giunta di dimettersi in blocco in segno di protesta nei confronti dei governi nazionale e regionale. La proposta non è stata accolta. Di qui l’occupazione dell’aula da parte degli attivisti. Mamme no Muos, presidio a Palermo MARCIA A PALERMO - Intanto, una delegazione di «Mamme No Muos» e del consiglio comunale, si è recata a Palermo, dove è previsto un concentramento davanti alla sede del Consiglio di giustizia amministrativa. «Siamo delusi e sdegnati dalla decisione di Crocetta, ha tradito noi e i nostri figli - dice Laura Militello - che potrebbero subire effetti devastanti per la salute a causa delle emissioni elettromagnetiche della 46 antenne del Muos. Ci sentiamo soli, il governo ci ha abbandonati». In via Libertà manifesti e striscioni contro il Presidente della Regione, c’è scritto «Vergogna Crocetta», «Regione Usa Mafia» e ancora: «Crocetta vattene». Secondo il governatore la mancata revoca allo stop avrebbe portato a una maxi penale di 18 miliardi di dollari, pari al costo dell' impianto, da pagare agli Usa. In una nota, il movimento No Muos ha lanciato un «appello ai territori, alle associazioni e a tutti i cittadini perché esprimano la loro opposizione nei confronti di una scelta che non condivide e contesta fermamente: la ripresa dei lavori per l'installazione del Muos all'interno della sughereta di Contrada Ulmo a Niscemi». LA RELAZIONE - Il dietrofront della Regione ha fatto seguito alla relazione conclusiva dell'Istituto superiore di Sanità che ha escluso l’impatto negativo dei campi elettromagnetici generati dalle antenne del sistema radar Muos. «I risultati delle misure sperimentali effettuate dall'Ispra», era scritto nel rapporto, «indicano che tutti i limiti previsti dalla legislazione italiana in materia di protezione della salute umana dai campi elettromagnetici sono attualmente rispettati in larga misura». E ancora secondo lo studio «non sono prevedibili rischi dovuti agli effetti noti dei campi elettromagnetici» e «anche nell'ipotesi, poco probabile, di un puntamento delle antenne paraboliche a livello del terreno, o comunque nelle direzioni di persone che potrebbero essere esposte al fascio principale, si ritiene che tali rischi possano essere considerati del tutto trascurabili». IL PERITO - Parere diametralmente opposto da quello del docente universitario Marcello D'Amore, perito nominato dal Tar, che invece aveva riferito ai giudici che «il campo elettromagnetico irradiato dal Muos può produrre effetti biologici sulle persone esposte; interferenze elettromagnetiche in apparecchiature elettroniche, strutture aeroportuali e aeromobili; effetti sulla biocenosi e sulla fauna del Sito di importanza comunitaria Sughereta di Niscemi». Il Tar, pur non entrando nel merito, aveva così respinto le richieste di sospensiva presentate con due ricorsi del ministero della Difesa contro la Regione che aveva arrestato i lavori per il Muos. Facendo tirare per poco, un sospiro di sollievo, alla popolazione di Niscemi. GLI AMBIENTALISTI - L'improvviso via libera della Regione al Muos di Niscemi costituisce per Legambiente «un fatto gravissimo ed inquietante», e per questo l'associazione ambientalista che annuncia la presentazione di un «ricorso contro le nuove autorizzazioni» e chiederà all'Ue «l'apertura di una procedura di infrazione». Secondo Legambiente «questa revoca è coerente con l'erronea impostazione del Governo regionale che ha inspiegabilmente condizionato le proprie scelte, esclusivamente, alle conclusioni dell'Istituto superiore della sanità, decidendo, quindi, di ignorare le altre questioni, certamente rilevanti sul piano formale e che erano all'origine della stessa revoca». Ma, per Legambiente così «si disconosce il fatto più importante ed è grave che ciò avvenga da parte dell'assessorato regionale Territorio e Ambiente: la realizzazione delle opere del Muos, che ricadono all'interno della zona A di massima tutela della riserva naturale Sughereta di Niscemi, sono vietate dal regolamento dell'area protetta e dal Piano paesistico della provincia di Caltanissetta». Per questi motivi Legambiente annuncia «ricorrerà contro le nuove autorizzazioni rilasciate dall'assessorato regionale Territorio e Ambiente, chiedendo anche alla Commissione Europea l'apertura di una procedura di infrazione al diritto comunitario». Valeria Catalano

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

25.07.2013.

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SICILIA SARDEGNA E CORSICA NEWS «La mafia prepara un attentato a Di Matteo, a Palermo arrivati 15 chili di esplosivo»

25 Luglio 2013, 12:20pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Di Matteo

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

La rivelazione choc di un confidente agli investigatori Il pm non viene nominato ma sarebbe il maggior indiziato PALERMO - Il progetto di un attentato al pm di Matteo. La modalità sempre quella: il tritolo. Cosa nostra starebbe organizzando l'agguato mortale al magistrato. A Palermo sarebbero già arrivati 15 chili di esplosivo. È il quadro allarmante dipinto circa un mese fa agli investigatori - secondo alcuni quotidiani - da un confidente legato al traffico di droga e ritenuto abbastanza attendibile. L'uomo non avrebbe fatto nomi, ma il maggiore indiziato è il pm Nino Di Matteo, al quale è stata rafforzata la scorta, con l'aggiunta di tre carabinieri del Gis, il Gruppo intervento speciale. SUMMIT DI CAPIMAFIA - Ci sarebbero, secondo «gola profonda», almeno quindici chili di esplosivo e un telecomando, da tempo a disposizione di Cosa nostra che sarebbe intenzionata a intervenire al più presto. Una riunione operativa, riferisce l’Agi, un summit di capimafia, avrebbe mobilitato il clan di Brancaccio. Una nuova pagina inquietante, dunque, della serie di intimidazioni e segnali che hanno avuto come destinatario Di Matteo, ma anche altri colleghi, non ultimo il pm Roberto Tartaglia la cui casa di recente è stata oggetto di una strana intrusione. L'INCHIESTA - Di Matteo, con altri tre colleghi, rappresenta l'accusa nel processo sulla trattativa Stato-mafia ed è sotto procedimento disciplinare per aver confermato in un'intervista l'esistenza delle intercettazioni telefoniche tra il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e l'ex ministro dell'Interno Nicola Mancino.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

25.07.2013.

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PUGLIA CALABRIA NEWS Atterraggio di emergenza per un ultraleggero nel Foggiano

25 Luglio 2013, 12:14pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Un ultraleggero

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Tra Ascoli Satriano e Castelluccio dei Sauri Non ci sono feriti. Sopralluogo in corso FOGGIA - Atterraggio di emergenza di un ultraleggero tra Ascoli Satriano e Castelluccio dei Sauri. Secondo le prime informazioni il velivolo, con a bordo due persone, avrebbe avuto un’avaria e il pilota è stato costretto ad un atterraggio di emergenza: non ci sarebbero feriti. I SOCCORSI - Sul posto stanno giungendo alcune squadre dei vigili del fuoco del comando provinciale di Foggia, 118 e alcune pattuglie dei carabinieri. L’aereo è atterrato sulla strada provinciale 106, in località La Lammia. Al momento la provinciale è bloccata. Luca Pernice

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

25.07.2013.

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PUGLIA CALABRIA NEWS BARI Se i cinesi fanno le guide (illegali) fra i trulli

25 Luglio 2013, 11:53am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Turisti ad Alberobello

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Protestano i commercianti di Alberobello: «Turisti portati da negozianti complici» BARI — «Togliendo il pinnacolo, ossia la pietra in cima al trullo, viene giù l’intera struttura». «Dalla forma del pinnacolo o del simbolo dipinto a calce sul tetto si distinguono gli alberobellesi "cristiani" da quelli "pagani"». Può capitare di imbattersi in storie simili, prive di fondamento, a volte rifilate ai visitatori di Alberobello da guide turistiche "fai da te", senza il tesserino rilasciato dalle Province a chi abbia superato l’esame di abilitazione professionale, così come prevede la legge regionale 13 del 25 maggio 2012. Il fenomeno, di lunga data, ora sarebbe in aumento. Almeno secondo alcuni commercianti della capitale dei trulli, tra cui Donato Bimbo: «Accanto alle guide nostrane - lamenta - ne sono comparse di cinesi, giapponesi, russe che, in modo disinvolto, in rapide passeggiate, sanno raccontare nelle rispettive lingue la civiltà contadina del trullo, l’architettura a secco e l’ambiente fisico-geografico della Murgia. Un bell’esempio di scambio culturale fra civiltà, col rischio che ciò possa nascondere reddito non dichiarato o lavoro irregolare». «I "gruppi guidati" di scolaresche, anziani, comitive e croceristi - spiega Bimbo - per la visita nel centro storico si affidano a capigruppo che li conducono su percorsi fissi e preordinati, mirati a favorire, più che la conoscenza dei luoghi più belli, gli acquisti in pochi negozi di "fiducia". Ciò si traduce in mancati introiti per i tanti commercianti non compiacenti. Dopo un anno di dialogo sulla questione tra Comune e operatori del commercio turistico "fuori dal giro" - prosegue Bimbo - il Comune ha risposto di non voler applicare quanto legiferato dalla Regione in tema di abilitazione delle guide, sia perché le eventuali sanzioni da applicare rappresenterebbero motivo di allontanamento dei turisti dalla nostra piazza (cioè quei pochi negozi sugli itinerari delle guide), sia per carenza di vigili urbani da destinare ai controlli». Ai Comuni e agli organi di polizia locale, infatti, la legge regionale 13/2012 assegna il compito di accertare il possesso da parte delle guide turistiche dell'abilitazione e di applicare sanzioni in caso di violazione. L’architetto Nennella L’Abbate, assessore comunale al Centro storico, replica: «Si sta alzando un polverone su questa storia. In realtà stiamo intensificando i controlli dei vigili nella zona commerciale e sono ormai pochissime le guide che non si sono adeguate. Detto ciò, sui presunti percorsi "privilegiati" credo non si possa e non si debba fare altro. Un esercizio commerciale può legittimamente avere contatti con le guide più di altri». «La querelle è atavica - dice Daniela Salamida, vicesindaco e assessore a cultura e turismo di Alberobello - stiamo provando a risolverla coinvolgendo dirigenti regionali e parti in causa, commercianti e guide, per approvare un regolamento con il più ampio consenso possibile, un codice etico e deontologico che, in nome dell'interesse generale e senza ricorrere a rimedi estremi come leggi e sanzioni, responsabilizzi le guide». Giuseppe Daponte

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

25.07.2013.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO, ARRESTATO UNO STALKER

25 Luglio 2013, 11:46am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.tvoggisalerno.it/Upload/carabinieri_auto_01.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Nel corso della notte i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Salerno hanno tratto in arresto in flagranza per il reato di atti persecutori P.M. 47enne pregiudicato di Salerno. L'intervento dei militari è scaturito da una richesta d'aiuto che la vittima, una donna 45enne salernitana ha rivolto ai Carabinieri contattando il numero d'emergenza 112. Giunti presso l'abitazione della donna sita nel quartiere Mariconda, i militari hanno sorpreso sul pianerottolo P.M., che un tempo era legato alla vittima da una relazione sentimentale finita ormai da alcuni mesi. Sulla porta, a conferma di quanto dichiarato dalla donna, segni di calci e di pugni; la donna, inoltre, riferiva che ormai già da tempo era vittima di continue molestie telefoniche e minacce, oltre che di pedinamenti, tanto da essere ormai costretta a non uscire da sola di casa, motivo per cui alcuni mesi fa la donna aveva già sporto denuncia alle Forze dell'Ordine. Nel corso degli accertamenti presso l'abitazione del P.M. veniva rinvenuto e sequestrato un taser, di cui il P.M. avrebbe minacciato di fare uso. Alla luce di quanto accertato, il P.M. è stato tratto in arresto e tradotto presso la Casa Circondariale di Salerno Fuorni a disposizione dell'Autorità Giudiziaria di Salerno.

TVOGGI-SALERNO

25.07.2013.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO Mariconda, in città dominano le archistar ma il rione-dormitorio è fermo agli anni '60

25 Luglio 2013, 11:35am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Mariconda

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Case popolari senza ascensore, vita grama per anziani e disabili SALERNO - Quando a Salerno comincia la vita, qui cala il coprifuoco: i negozi abbassano le saracinesche e la gente si rintana in casa. Non c'è un cinema, non c'è un teatro, l'unico luogo di aggregazione è la parrocchia, Maria SS. del Rosario di Pompei, affidata da dicembre ad un sacerdote volenteroso, don Angelo Barra. La rivoluzione urbanistica e culturale del sindaco Vincenzo De Luca si è fermata alle porte di Mariconda, quartiere dormitorio dove stenterete a trovare traccia di un'edilizia di qualità. Anzi, nella zona di espansione ad oriente della fascia metropolitana il tempo sembra essersi come fermato, cristallizzato all'inizio degli anni Sessanta quando si scomodò da Roma l'allora presidente del Consiglio Amintore Fanfani per tagliare il nastro dei primi grandi complessi abitativi dell'Ina Casa e del Genio Civile. Laddove c'erano terre coltivate a ortaggi, grano e frutteto furono costruite le case popolari destinate agli alluvionati del 1954 costretti ad abbandonare le proprie abitazioni del centro storico, nella parte occidentale della città. Così di emergenza in emergenza, Mariconda, che si chiama così per il torrente dello stesso nome ma anche perchè quelle terre erano appartenute alla nobile e antica famiglia del ceppo dei Mariconda, ha continuato ad essere una città nella città, una sorta di piccola repubblica indipendente di cui i politici si ricordano solo in periodo di campagna elettorale. LA SENTINELLA DI QUARTIERE - Anche Antonio Bracciante, lavoratore del porto in pensione, abitava al rione Fornelle, nel cuore antico di Salerno, e fu sfollato dopo la disastrosa alluvione del 1954. A Mariconda è stato presidente della circoscrizione comunale che abbraccia tutta la zona orientale dal 2006 al 2011, fino a quando cioè le municipalità sono rimaste in vita. Però il senso civico, lo spirito di servizio gli sono rimasti attaccati addosso e così ogni giorno inforca la bicicletta e fa, senza che nessuno gliel'abbia mai chiesto, la sentinella del quartiere. Collaboratore «a titolo gratuito» dei servizi sociali del Comune e cintura nera di karate, è titolare da trent'anni di una palestra dove insegna ai ragazzi a vivere secondo le regole della lealtà sportiva. Ma non paragonatelo a Gianni Maddaloni e al suo impegno per Scampia, lui non vuole essere «niente e nessuno», aiuta solo chi realmente è in difficoltà. «Negli anni '70 - inizia a raccontare - Mariconda era peggio del Bronx, tristemente nota per la cronaca nera. Lo vedete quel palazzo là? Al quarto piano un giovane uccise due ragazze: si calò dal tetto e fece una strage per gelosia. E vi ricordate di Stefania Muraro? No? La bambina di sei anni ammazzata da un pedofilo, all'epoca il fatto fece grande scalpore». Nella villa comunale dedicata a Ciro Bracciante, il fratello di Antonio vittima della malasanità nel 1990, c'è una fontana intitolata proprio alla piccola Stefania. Già, la villa. È stato il segno, insieme al Parco del Mercatello, un immenso polmone verde inaugurato negli anni '90 dal presidente Oscar Luigi Scalfaro, del passaggio positivo e propositivo del sindaco De Luca. Oggi purtroppo è spesso vandalizzata e quell'ampia pedana in cemento rimasta desolatamente al centro testimonia il fallimento di qualsiasi insediamento di attività di ristoro. «Dagli anni '60 fino alla fine degli anni '80 - riprende Bracciante - del rione nessuno si è fregato, qui ognuno viveva seguendo la propria legge e lo spaccio di droga aveva toccato livelli da record. Dagli anni '90, grazie al sindaco Vincenzo Giordano e poi a De Luca, il quartiere è stato stravolto completamente e man mano la microdeliquenza si è notevolmente affievolita». Oddio, ogni tanto qualche brutto episodio ancora succede. Proprio Bracciante tempo fa affrontò e mise in fuga un delinquente armato che stava aggredendo due vecchiette. «Il quartiere siamo noi - dice l'ex presidente di circoscrizione - bisogna uscire dall'omertà, io quel tipo con la pistola l'ho denunciato e fatto condannare». L'ABBANDONO - Accanto alla villa Bracciante, in via Raffaele Mauri, lo stradone centrale, c'è quel che rimane di un centro commerciale che, nelle intenzioni di chi lo progettò, doveva rappresentare il cuore pulsante del commercio locale. Otto negozi ma solo uno occupato, da un fruttivendolo. Da quasi trent'anni. «Venite a vedere che schifo - dice Leonardo D'Amati, il fruttivendolo - qui hanno scassato pure il gabinetto. Eppure basterebbe che il Comune facesse un bando per la gestione dei locali ed evitare questo squallore. Ma il problema è un altro: questi spazi non sono stati mai accatastati». Altra strada, altro edificio inutilizzato: via Martir Luther King. Qui qualcuno ha fatto un sogno: che riapra la scuola materna «Mariele Ventre» inaugurata una ventina d'anni fa. «Per il comune è pericolante - osserva Bracciante - ma da dieci anni qui non è caduto manco un mattone. Quella invece (e ci indica un rudere adiacente) la chiamano la casa dei fantasmi, è completamente diroccata e prima o poi cade addosso a qualcuno». Da un'automobile scende un signore in t-shirt e pantaloncini , si chiama Francesco Elia: «Non sappiamo più a chi rivolgerci, qui fanno i lanci di sacchetti della spazzatura dalle auto e se vi permettete di dire qualcosa vi minacciano pure. Abbiamo speso 180 mila euro per ristrutturare il nostro fabbricato e non possiamo portare nessuno qui perchè ci vergogniamo. Ma perchè il comune non mette una telecamera, pure falsa, sarebbe già un deterrente?». Una centrale elettrica in attività e un palazzone enorme, ben diverso dalle case popolari anni '60, privo delle necessarie opere di urbanizzazione, completano la cartolina del posto. Ancora due piccole grandi storie prima di andar via: Peppino Giannatiempo ha una figlia disabile di 40 anni che soffre in silenzio, a casa: le palazzine che furono costruite dopo l'alluvione non sono dotate di ascensore, impossibile quindi poter fare uscire decine di anziani e disabili. E poi Nicola Esposito, sfrattato da una casa Iacp, che dorme da due anni in un furgone. Storie di umana rassegnazione che mal si addicono ad una città dalla prospettiva europea. Gabriele Bojano

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

25.07.2013.

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CILENTO NEWS WWF Persano - I° Corso di Guida naturalistica e Volontario per l'Ambiente

25 Luglio 2013, 11:15am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

WWF Italia Oasi di Persano in collaborazione con l'Unione Comuni “Alto Cilento”, indice bando di concorso al I° Corso di Guida naturalistica e Volontario per l'Ambiente. 
Il corso, totalmente gratuito, con inizio nel Settembre 2013, sarà caratterizzato da una serie di incontri teorico pratici. Proporrà una serie di lezioni dove verranno affrontate tematiche propedeutiche alla conoscenza dell'ambiente naturale e alla preparazione della guida naturalistica. I temi proposti andranno dalla conoscenza della fauna... e della flora con lezioni sul campo, alla gestione del visitatore e delle scolaresche in un oasi o in un area protetta. 

Inoltre saranno effettuate una serie di escursioni nell'ambito della provincia di Salerno ed in particolare nelle oasi WWF, per conoscere gli ambienti naturalistici che la caratterizzano e le emergenze paesaggistiche e naturalistiche presenti su territorio. 

Il corso di svolgerà presso il Centro visite dell'Oasi WWF di Persano (loc Falzia – Serre – SA) , tutti i venerdì e sabato dei mesi di Settembre e Ottobre 2013 dalle 9.30/10 alle 17.0 circa e sarà rivolto a max 40 giovani inoccupati dai 18 ai 35 anni residenti nella provincia di Salerno. 

La partecipazione al corso sarà subordinata a selezione previa richiesta scritta del richiedente tramite bando di selezione che va richiesto a mezzo email a corsoguidanaturalistica@gmail.com 
termine ultimo di presentazione della domanda 23 Agosto 2013.

Leggi: http://www.cilentonotizie.it/dettaglio/?articolo=wwf-persano--i-corso-di-guida-naturalistica-e-volontario-per-l-ambiente&ID=16736#ixzz2a3DzYftc

CILENTO NOTIZIE

25.07.2013.

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