PUGLIA CALABRIA NEWS BARI Se i cinesi fanno le guide (illegali) fra i trulli
INSERITO DA ANGELA CECERE
Protestano i commercianti di Alberobello: «Turisti portati da negozianti complici» BARI — «Togliendo il pinnacolo, ossia la pietra in cima al trullo, viene giù l’intera struttura». «Dalla forma del pinnacolo o del simbolo dipinto a calce sul tetto si distinguono gli alberobellesi "cristiani" da quelli "pagani"». Può capitare di imbattersi in storie simili, prive di fondamento, a volte rifilate ai visitatori di Alberobello da guide turistiche "fai da te", senza il tesserino rilasciato dalle Province a chi abbia superato l’esame di abilitazione professionale, così come prevede la legge regionale 13 del 25 maggio 2012. Il fenomeno, di lunga data, ora sarebbe in aumento. Almeno secondo alcuni commercianti della capitale dei trulli, tra cui Donato Bimbo: «Accanto alle guide nostrane - lamenta - ne sono comparse di cinesi, giapponesi, russe che, in modo disinvolto, in rapide passeggiate, sanno raccontare nelle rispettive lingue la civiltà contadina del trullo, l’architettura a secco e l’ambiente fisico-geografico della Murgia. Un bell’esempio di scambio culturale fra civiltà, col rischio che ciò possa nascondere reddito non dichiarato o lavoro irregolare». «I "gruppi guidati" di scolaresche, anziani, comitive e croceristi - spiega Bimbo - per la visita nel centro storico si affidano a capigruppo che li conducono su percorsi fissi e preordinati, mirati a favorire, più che la conoscenza dei luoghi più belli, gli acquisti in pochi negozi di "fiducia". Ciò si traduce in mancati introiti per i tanti commercianti non compiacenti. Dopo un anno di dialogo sulla questione tra Comune e operatori del commercio turistico "fuori dal giro" - prosegue Bimbo - il Comune ha risposto di non voler applicare quanto legiferato dalla Regione in tema di abilitazione delle guide, sia perché le eventuali sanzioni da applicare rappresenterebbero motivo di allontanamento dei turisti dalla nostra piazza (cioè quei pochi negozi sugli itinerari delle guide), sia per carenza di vigili urbani da destinare ai controlli». Ai Comuni e agli organi di polizia locale, infatti, la legge regionale 13/2012 assegna il compito di accertare il possesso da parte delle guide turistiche dell'abilitazione e di applicare sanzioni in caso di violazione. L’architetto Nennella L’Abbate, assessore comunale al Centro storico, replica: «Si sta alzando un polverone su questa storia. In realtà stiamo intensificando i controlli dei vigili nella zona commerciale e sono ormai pochissime le guide che non si sono adeguate. Detto ciò, sui presunti percorsi "privilegiati" credo non si possa e non si debba fare altro. Un esercizio commerciale può legittimamente avere contatti con le guide più di altri». «La querelle è atavica - dice Daniela Salamida, vicesindaco e assessore a cultura e turismo di Alberobello - stiamo provando a risolverla coinvolgendo dirigenti regionali e parti in causa, commercianti e guide, per approvare un regolamento con il più ampio consenso possibile, un codice etico e deontologico che, in nome dell'interesse generale e senza ricorrere a rimedi estremi come leggi e sanzioni, responsabilizzi le guide». Giuseppe Daponte
CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
25.07.2013.
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