SICILIA SARDEGNA E CORSICA NEWS CATANIA Via libera al Muos, gli attivisti in rivolta: occupato il Comune di Niscemi
INSERITO DA ANGELA CECERE
Una delegazione di «Mamme No Muos» e di esponenti del Consiglio comunale della cittadina, si è recata a Palermo CATANIA – Il popolo dei No Muos non ci sta. E sceglie la linea dura. Così per protestare contro la decisione della Regione Siciliana, definita “scellerata” dai cinque stelle, di revocare i provvedimenti che bloccavano le autorizzazioni all'installazione dell'impianto radio dell'esercito statunitense in contrada Ulmo, hanno occupato l’aula consiliare del Comune di Niscemi. AULA CONSILIARE OCCUPATA - La decisione è scaturita dopo un consiglio comunale durante il quale i manifestanti avevano chiesto ai consiglieri e alla giunta di dimettersi in blocco in segno di protesta nei confronti dei governi nazionale e regionale. La proposta non è stata accolta. Di qui l’occupazione dell’aula da parte degli attivisti. Mamme no Muos, presidio a Palermo MARCIA A PALERMO - Intanto, una delegazione di «Mamme No Muos» e del consiglio comunale, si è recata a Palermo, dove è previsto un concentramento davanti alla sede del Consiglio di giustizia amministrativa. «Siamo delusi e sdegnati dalla decisione di Crocetta, ha tradito noi e i nostri figli - dice Laura Militello - che potrebbero subire effetti devastanti per la salute a causa delle emissioni elettromagnetiche della 46 antenne del Muos. Ci sentiamo soli, il governo ci ha abbandonati». In via Libertà manifesti e striscioni contro il Presidente della Regione, c’è scritto «Vergogna Crocetta», «Regione Usa Mafia» e ancora: «Crocetta vattene». Secondo il governatore la mancata revoca allo stop avrebbe portato a una maxi penale di 18 miliardi di dollari, pari al costo dell' impianto, da pagare agli Usa. In una nota, il movimento No Muos ha lanciato un «appello ai territori, alle associazioni e a tutti i cittadini perché esprimano la loro opposizione nei confronti di una scelta che non condivide e contesta fermamente: la ripresa dei lavori per l'installazione del Muos all'interno della sughereta di Contrada Ulmo a Niscemi». LA RELAZIONE - Il dietrofront della Regione ha fatto seguito alla relazione conclusiva dell'Istituto superiore di Sanità che ha escluso l’impatto negativo dei campi elettromagnetici generati dalle antenne del sistema radar Muos. «I risultati delle misure sperimentali effettuate dall'Ispra», era scritto nel rapporto, «indicano che tutti i limiti previsti dalla legislazione italiana in materia di protezione della salute umana dai campi elettromagnetici sono attualmente rispettati in larga misura». E ancora secondo lo studio «non sono prevedibili rischi dovuti agli effetti noti dei campi elettromagnetici» e «anche nell'ipotesi, poco probabile, di un puntamento delle antenne paraboliche a livello del terreno, o comunque nelle direzioni di persone che potrebbero essere esposte al fascio principale, si ritiene che tali rischi possano essere considerati del tutto trascurabili». IL PERITO - Parere diametralmente opposto da quello del docente universitario Marcello D'Amore, perito nominato dal Tar, che invece aveva riferito ai giudici che «il campo elettromagnetico irradiato dal Muos può produrre effetti biologici sulle persone esposte; interferenze elettromagnetiche in apparecchiature elettroniche, strutture aeroportuali e aeromobili; effetti sulla biocenosi e sulla fauna del Sito di importanza comunitaria Sughereta di Niscemi». Il Tar, pur non entrando nel merito, aveva così respinto le richieste di sospensiva presentate con due ricorsi del ministero della Difesa contro la Regione che aveva arrestato i lavori per il Muos. Facendo tirare per poco, un sospiro di sollievo, alla popolazione di Niscemi. GLI AMBIENTALISTI - L'improvviso via libera della Regione al Muos di Niscemi costituisce per Legambiente «un fatto gravissimo ed inquietante», e per questo l'associazione ambientalista che annuncia la presentazione di un «ricorso contro le nuove autorizzazioni» e chiederà all'Ue «l'apertura di una procedura di infrazione». Secondo Legambiente «questa revoca è coerente con l'erronea impostazione del Governo regionale che ha inspiegabilmente condizionato le proprie scelte, esclusivamente, alle conclusioni dell'Istituto superiore della sanità, decidendo, quindi, di ignorare le altre questioni, certamente rilevanti sul piano formale e che erano all'origine della stessa revoca». Ma, per Legambiente così «si disconosce il fatto più importante ed è grave che ciò avvenga da parte dell'assessorato regionale Territorio e Ambiente: la realizzazione delle opere del Muos, che ricadono all'interno della zona A di massima tutela della riserva naturale Sughereta di Niscemi, sono vietate dal regolamento dell'area protetta e dal Piano paesistico della provincia di Caltanissetta». Per questi motivi Legambiente annuncia «ricorrerà contro le nuove autorizzazioni rilasciate dall'assessorato regionale Territorio e Ambiente, chiedendo anche alla Commissione Europea l'apertura di una procedura di infrazione al diritto comunitario». Valeria Catalano
CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
25.07.2013.
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