Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

CILENTO NEWS Trentinara, sequestrati 430 kg di sigarette di contrabbando: arrestati due rumeni

27 Luglio 2013, 09:57am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

image

INSERITO DA www.mikivettica.net TRENTINARA. Nell’ambito del controllo economico del territorio volto, tra l’altro, al contrasto del contrabbando e dei traffici illeciti in genere, una pattuglia del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Salerno ha tratto in arresto, in flagranza di reato, nel comune di Trentinara, due cittadini di nazionalità rumena, trovati in possesso di 430 kg di sigarette di contrabbando, all’interno di un furgone, nei pressi di un parcheggio di un locale agriturismo. L’ispezione del mezzo consentiva di rinvenire 43 cartoni contenenti stecche di sigarette prive del marchio del Monopolio di Stato, per un peso complessivo di 430 kg. Sottoposte a sequestro le sigarette rinvenute, unitamente al furgone utilizzato per il trasporto, al denaro contante (2.800 euro), nonché due carte di credito e tre telefoni cellulari. I due cittadini rumeni, C.A. e B.S., rispettivamente di 22 e 25 anni, sono stati tratti in arresto in flagranza di reato per la violazione dell’art. 291 bis del Testo Unico delle Leggi Doganali ed associati alla casa circondariale di Salerno-Fuorni. L’attività di servizio segnalata evidenzia il costante impegno profuso quotidianamente dai militari delle Fiamme Gialle nei confronti di un fenomeno che, per anni, ha tristemente rappresentato un’emergenza sociale.

- FONTE STILETV

http://www.stiletv.it/index.php/news/13174/Trentinara_sequestrati_4_quintali_di_sigarette_di_contrabbando:

_arrestati_due_rumeni

Leggi i commenti

AMALFI RAVELLO SCALA NEWS AMALFI PIAZZA FLAVIO GIOIA SI CONTINUA A CADERE E IL COMUNE COSA FA???

27 Luglio 2013, 09:48am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA www.mikivettica.net In piazza Flavio Gioia molte persone continuano a cadere perché aumentano ogni giorno i basoli dissestati.
L'inconveniente si verifica soprattutto dove negli anni scorsi i lavori di riparazione sono stati affidati a ditte incompetenti o ad operai "basolari" improvvisati.
E il Comune che fa?
Non si preoccupa nemmeno di dare una sistemazione, sia pure arrangiata, per eliminare i pericoli più evidenti, salvo a rinviare il lavoro grosso al mese di novembre spostando i pullman o sospendendone totalmente il transito sul tratto riparato almeno per 15 giorni.
Sarebbe ora di darsi una mossa!

DI ANDREA AMENDOLA 

Leggi i commenti

AMALFI RAVELLO SCALA NEWS RAVELLO FESTEGGIA IL SUO SANTO PATRONO SAN PANTALEONE

27 Luglio 2013, 09:41am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

FONTE IL VESCOVADO DI RAVELLO INSERITO DA www.mikivetica.net 

 San Pantaleone: una straordinaria storia di fede.

Pantaleone nacque all'epoca delle persecuzioni dei cristiani, a Nicomedia nel 283, in Turchia (attuale Uzmut, sul mare di Marmara), allora capitale della provincia romana di Bitinia e città ricca di attività culturali e scientifiche, in particolare molte prestigiose scuole di medicina: il padre era un nobile benestante, la madre era una fervente cristiana, per cui Pantaleone apprese i fondamenti della dottrina fin da piccolo. Morta la madre quando era ancora giovanissimo, egli si dedicò con tutto se stesso agli studi e riuscì molto bene proprio nell'arte della medicina.

Per questo, l'imperatore Massimiano, che aveva scelto di risiedere a Nicomedia, dispose che Pantaleone diventasse medico di corte, addirittura prima di aver completato gli studi. Fu qui che Pantaleone conobbe il sacerdote cristiano Ermelao, che praticava la fede di nascosto dall'imperatore. Questo fu un incontro chiave nella vita del Santo, perché fu Ermelao ad insegnargli che solo la fede in Cristo può guarire da ogni male e che nessuna malattia si può dire davvero curata nel corpo, finchè non guarisce anche nello spirito. Un giorno Pantaleone vide un fanciullo morto, con accanto la vipera che lo aveva appena morso. Allora pensò: "Ora vedremo se è vero quello che il vecchio Ermelao m'insegna".

Si accostò al fanciullo e gli disse di alzarsi nel nome di Gesù. Sull'istante il fanciullo rinvenne e la vipera morì. Pantaleone, visto il miracolo, si recò da Ermelao chiedendogli il Battesimo. Il buon sacerdote lo tenne con sé per sette giorni, iniziandolo a tutti i misteri della fede. Avvenne poi che un cieco si recò da Pantaleone chiedendogli di essere guarito. Egli impose le mani sugli occhi del cieco e , sempre invocando il nome di Gesù, gli fece recuperare immediatamente la vista. Allora anche il padre di Pantaleone, presente al miracolo, chiese di essere battezzato.

La fama del Santo medico crebbe a dismisura e molto in fretta, suscitando clamore tra il popolo e molta invidia tra gli altri dottori, che denunciarono l'accaduto all'imperatore, dicendo che Pantaleone era diventato cristiano. Massimiano fece prima catturare suo padre e il cieco guarito e poco dopo anche Ermelao, e tagliò loro la testa. Infine fu arrestato Pantaleone e fu rinchiuso in prigione, dove iniziò l'infinita serie di tormenti che gli furono inflitti, ma che non servirono né a scalfire il suo corpo, tantomeno la sua fede.

Fu fatto spogliare nella piazza, legato ad un legno e lacerato con unghie di ferro; gli furono squarciate le carni e bruciate col fuoco; fu immerso nel piombo bollente, annegato in mare, legato ad una ruota e fatto rotolare da una montagna, dato in pasto ai leoni e infine arpionato da uncini avvelenati. Ma niente. In tutti quei tormenti bastava che Pantaleone chiedesse aiuto a Gesù, che subito appariva Ermelao e lo liberava dalla tortura, dicendogli: "quando Dio ti è vicino, non devi temere nulla". Così, più l'imperatore Massimiano dava spettacolo di atrocità, per scoraggiare i cristiani, più migliaia di persone si convertivano ogni volta, alla vista di leoni che diventavano mansueti, piombo che si freddava, punte e corde che si spezzavano, lame che non tagliavano e altri prodigi.

Alla fine, il giovane e coraggioso medico fu legato ad un ulivo per essere decapitato e morì nel 305. Ma Dio volle che ci fosse un ultimo grande miracolo, che ancora si rinnova ai giorni nostri. L'ascia del carnefice, usata per la decapitazione, divenne molle come se fosse di cera e dal suo corpo esanime sgorgò latte misto a sangue. L'albero di ulivo, cui il Santo, rinverdì all'istante e si coprì di frutti, mentre i fedeli presenti raccolsero il sangue del Santo e lo riposero in un'ampolla.

Ancora oggi San Pantalone è venerato nella Chiesa Orientale ed è stato annoverato fra i quattordici santi ausiliatori (invocati dal popolo cristiano nei momenti difficili).

La mancanza di documenti, però, non ci consente di stabilire con esattezza come la reliquia sia pervenuta nella nostra Città. Ma la leggenda vuole che l'ampolla contenete il Sangue di San Pantaleone arrivò a Ravello tra l' XI ed il XIII secolo, quando i Ravellesi, con Amalfitani e Scalesi, intrattenevano relazioni commerciali straordinariamente intense con l'Oriente e particolarmente con Costantinopoli, capitale dell'Impero e, con Antiochia, capitale della Siria.

Questi ricchi signori - principi, che il Boccaccio chiama "uomini ricchi e procaccianti in atto di mercanzia", secondo la testimonianza di Guglielmo di Puglia, che scriveva tra il 1090 e il 1111, erano conosciuti in tutto il mondo, "come gente che percorre moltissimi mari... che arreca altrove ciò che è degno di acquisto e ne riporta quanto comprato". La gente di Ravello ad una abilità commerciale univa una grande religiosità cristiana, che espresse nella erezione di Chiese e Monasteri in patria e in terre lontane, arricchendoli di opere di arte e di sacre Reliquie.

Era allora l'epoca delle grandi Basiliche e della raccolta di insigni Reliquie. La Regina dell'Adriatico, Venezia, con le ricchezze provenienti dall'Oriente, innalzava la Basilica di San Marco, mentre i suoi mercanti nell'828 l'arricchivano delle sacre spoglie dell'Evangelista S. Marco, trasportate da Alessandria di Egitto. Nel maggio del 1087 i marinai Baresi con alcuni Ravellesi trafugarono il corpo di San Nicola da Mira e lo portarono a Bari, dove fu eretta la stupenda Cattedrale, vero gioiello dell'arte romanica. Non altrimenti Amalfi dal Cardinale Pietro Captano, l'8 maggio 1208, riceveva solennemente il prezioso corpo dell'Apostolo Sant' Andrea da Costantinopoli.

I Ravellesi non vollero essere da meno. L'amore alla loro patria e la fede alla loro Chiesa Cattolica li spinse ad avere la preziosa Reliquia del Sangue di uno dei più gloriosi e popolari Martiri Orientali: San Pantaleone. Come siano venuti in possesso di tale Reliquia sono da fare solo delle supposizioni più o meno attendibili: o con scambi di doni, o furtivamente o a seguito di saccheggio, dopo qualche guerriglia, che in quel tempo non erano per niente rare. Non si può qui non riferire anche la tradizione popolare, anche se abbastanza leggendaria. Si tramanda che una pia donna di Nicomedia, raccolto il sangue del martire, l'abbia conservato gelosamente in casa sua. Dei mercanti della Repubblica amalfitana, venuti a conoscenza della esistenza di esso, si adoperavano in ogni modo per averlo; e vi riuscirono.

Di ritorno in patria, l'imbarcazione battente la gloriosa bandiera dalla croce ottagona, fu sorpresa da una forte tempesta, che la obbligò a trovare riparo nella rada di Castiglione in Ravello. Fattasi bonaccia, ripresero vela; ma invano, perché e per la prima volta e per la seconda volta più furiosa si fece la tempesta. Pensarono che la preziosa Reliquia volesse rimanere nella loro terra. Il clero e tutto il popolo ravellese scesero in quella rada e con una solenne processione reca dono l'ampolla del Sangue del martire a Ravello che da quel giorno aveva scelto come Sua Patria di elezione o predilezione, dando segno tangibile della sua presenza attraverso il miracolo della liquefazione.

Il processo di mutamento dello stato del plasma pare si verificasse già a Costantinopoli dove è documentato dal 1057. Ma a Ravello, di questo processo, si apprende solo nel 1577. "Il sangue miracolosamente si scioglie dai primi vespri della festa che si celebra solennemente ogni anno (27 luglio ndr) e rimane così per tutta l'ottava fino al tramonto di alcuni giorni dopo".

Così scriveva il Vescovo Paolo Fusco in una visita pastorale nel settembre di quello stesso anno. La traslazione fu poi decisa nel 1617 da mons. Michele Bonsio e, in occasione del sinodo diocesano del 1695, monsignor Luigi Capuano, patrizio napoletano di origini amalfitane, ordinò che il sangue venisse posto al centro dell'altare della cappella e che fosse celebrata nella terza domenica di maggio la festa della traslazione con rito doppio. Il sangue, dopo essere stato esposto alla venerazione con le altre reliquie, fu portato in processione per la Città, col suono continuo delle campane, per poi essere riposto nel nuovo reliquiario, costruito appositamente ed ornato.

Il miracolo della liquefazione è avvenuto eccezionalmente anche in occasione della festa della traslazione nel 1718. Nelle ore pomeridiane del 21 maggio 1922 si verificò la liquefazione "a metà" del prezioso sangue, e il popolo colse in quel segno straordinario, una visibile approvazione data dal patrono, all'arrivo della luce elettrica presso la Basilica, inaugurata proprio in quel giorno. Questa celebrazione, dunque, ricorderà per sempre che il Sangue di San Pantaleone è il dono più prezioso che Iddio abbia mai potuto prevedere per Ravello.

http://www.ilvescovado.it/it/sezioni-25/chiesa-5/san-pantaleone-una-straordinaria-storia-di-fede-15708.aspx


Leggi i commenti

CAMPANIA NEWS Napoli, piazza del Plebiscito Il Tar accoglie il ricorso del Comune

26 Luglio 2013, 15:36pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ilmattino.it/MsgrNews/MED/20130726_theboss1111.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Napoli. Da oggi Piazza Plebiscito riapre ai concerti. La notizia è arrivata in tarda mattinata quando il Tar ha deciso di sospendere il decreto firmato dal soprintendente ai Beni architettonici e paesaggistici di Napoli Giorgio Cozzolino che di fatto vietava l'utilizzo di piazza Plebiscito per alcuni eventi come i concerti. Oltre alla restrizione sullo spazio da utilizzare, erano stati posti anche vincoli sulle attrezzature. Soddisfazione è stata espressa sia dal sindaco de Magistris che dall’assessore all’urbanistica di Palazzo San Giacomo Carmine Piscopo.di Valerio Esca

IL MATTINO

26.07.2013.

Leggi i commenti

PRIMO PIANO ANTEPRIMA "Orco" 64enne abusa di due fratellini con la complicità dei genitori: denunciati

26 Luglio 2013, 15:27pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

565749_337285643071176_303946366_n.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Le violenze sessuali nella villa comunale. L’uomo, noto professionista, sorpreso in flagrante dai vigili SALERNO – Chiedeva rapporti sessuali in cambio di denaro e regali. Un 64enne salernitano è accusato di aver abusato di due fratellini rumeni con la complicità dei loro genitori. L'uomo, un noto professionista, avrebbe indotto i due ragazzini di 10 e 13 anni a compiere atti sessuali all'interno della villa comunale, ma è stato sorpreso due giorni fa in flagranza da agenti della polizia municipale. LE INDAGINI - Le indagini, su delega della procura, hanno mostrato che i genitori dei due minori erano a conoscenza del fatto che si prostituivano, e controllavano che l'incontro avvenisse in un luogo appartato della villa per non destare i sospetti. A provare le responsabilità dei tre anche le riprese delle telecamere di videosorveglianza della villa comunale. Il 64enne è stato denunciato per abusi sessuali mentre i genitori per sfruttamento della prostituzione. I due bambini sono stati affidati dal tribunale dei minori di Salerno a una casa di accoglienza. S.D.D.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

26.07.2013.

Leggi i commenti

SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO Landolfi: aeroporto bocciato Fasolino: sono solo fantasie

26 Luglio 2013, 15:16pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Botta e risposta tra il segretario Pd e il presidente dello scalo sulla sospensione delle attività di linea SALERNO — È ancora una volta l'aeroporto di Salerno il campo di battaglia su cui si scontrano gli opposti schieramenti politici. A riaccendere le ostilità una nota, diffusa ieri pomeriggio, con cui il segretario provinciale del Pd Nicola Landolfi definisce "a dir poco allarmanti" le valutazioni del ministero dell'Economia in merito alla concessione definitiva alla società Aeroporto di Salerno. «Nella relazione - dice Landolfi- suffragata in epigrafe da un parere altrettanto negativo della Ragioneria Generale dello Stato, non solo si parla di "regime precario" della società Aeroporto e di "carenza dei requisiti di solidità economica e finanziaria necessari ai fini del rilascio della concessione" stessa, ma si fa anche, esplicitamente, riferimento a perdite per quasi nove milioni di euro nel biennio 2009/2011, con previsioni di tre milioni di perdite aggiuntive per l'esercizio in corso e quello precedente. Il ministero esprime nel dettaglio anche perplessità forti sulle ipotesi legate alle strategie e al programma di investimento della stessa società». Quanto basta, a giudizio del segretario provinciale del Pd, per chiedere una netta inversione di tendenza rispetto alla linea tenuta in questi anni. Inversione che per Landolfi deve concretizzarsi in un azzeramento totale, presupposto indispensabile per ripartire "da zero". Definisce l'intervento di Nicola Landolfi un "comunicato assolutamente fantasioso" Antonio Fasolino, presidente di Salerno Aeroporto. IL PERICOLO - «La nota cui fa riferimento il segretario provinciale del Pd -dice Fasolino- è precedente alla recente pronuncia del Consiglio di Stato, atto che ha il merito di dirimere l'intera vicenda: non c'è nessuna sospensione della convenzione, la gara per la privatizzazione è salva». Sul pericolo di un mancato affidamento della concessione Fasolino è netto: «Dal ministero - dice- è arrivata solo una richiesta di chiarimenti, la concessione è un atto consequenziale». Quanto al "ripartire da zero" invocato da Landolfi è netta la presa di posizione di Fasolino: «Non bisogna per niente rifare tutto daccapo - incalza il presidente di Salerno Aeroporto-, c'è una gara in corso e bisogna portarla a termine: si deve finalmente aprire l'aeroporto ai privati. Soprattutto non si può pensare di tornare ad un vecchio modello di gestione, quello per intendersi affidato a non professionisti e che tanti danni ha prodotto all'aeroporto, ad iniziare dall'indebitamento. In questo ultimo anno abbiamo ripianato le perdite prodotte proprio da quel tipo di gestione ed oggi finalmente ci sono i presupposti perché il Costa d'Amalfi diventi un vero aeroporto». Clemente Ultimo

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

26.07.2013.

Leggi i commenti

AMALFI RAVELLO SCALA NEWS VETTICA DI AMALFI TRAFFICO BLOCCATO VIDEO

26 Luglio 2013, 14:35pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

hqdefault.jpg

971140 581806935174239 1395144868 nDI MICHELE PAPPACODA IN QUESTO MOMENTO IN CUI VI STIAMO SCRIVENDO TRAFFICO BLOCCATO ALL'ALTEZZA CHIESA DI SAN MICHELE  A VETTICA DI AMMALFI IN ENTRAMBI I SENSI DI MARCIA CAUSA DELLO BLOCCO IL CATTIVO SOSTARE SU ENTRAMBI I LATI DAVANTI ALLA CHIESA COSTRINGENDO AL RESTRINGIMENTO DELLA CAREGGIATA NEL TRAFFICO PULMAN AUTO E MOTO.

Leggi i commenti

NEWS ITALIA E DAL MONDO SEDICENNE SPARA AL PADRE. "LUI LE ORDINAVA DI FARE I LAVORI DI CASA. E LEGGEVA GLI SMS"

26 Luglio 2013, 14:23pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Venerdì 26 Luglio 2013

971140 581806935174239 1395144868 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA TREVISO - Ha sparato per uccidere. Accecata da un rancore latente, covato nel tempo e frutto di scontri continui con l'anziano padre di 76 anni, un tipo vecchio stampo. Lei, adolescente che proprio ieri ha compiuto i 17 anni di età, litigava spesso col genitore: lo accusava di controllarla in modo eccessivo e di leggere gli sms che gli amici le spedivano sul cellulare. Mercoledì questa tensione è esplosa sfociando in quello che solo per miracolo non si è trasformato in un omicidio. I colpi sparati sono cinque, ovvero tutti quelli contenuti nel caricatore: i primi due a vuoto perchè la ragazza aveva lasciato inserita per errore la sicura. Poi i tre a segno, indirizzati verso il padre con la freddezza di un killer consumato. Ad accendere la miccia sarebbe stata l'ennesima furibonda lite tra la giovane e l'uomo che era tornato a casa prima del previsto dall'azienda di cui è proprietario. La situazione è rapidamente precipitata, degenerando. «È stato uno scatto d'ira senza premeditazione, un delitto d'impeto» così si è espresso sulla vicenda l'avvocato difensore della ragazza, Massimo Montino. Sono le 17.34 di mercoledì quando alcuni residenti della zona sentono degli spari provenire dalla villa in cui vivono padre e figlia. Il dramma si era appena consumato: qualcuno contatta il 112. La ricostruzione ha ancora dei punti poco chiari: tutto si basa sui rilievi scientifici dai carabinieri. Altri elementi arrivano dalle testimonianze dei protagonisti. Il quadro però è questo: dopo lo scontro verbale con il genitore, avvenuto in cucina, la giovane va a prendere la pistola nella stanza da letto dell’uomo, una Beretta, e la carica con 5 proiettili calibro 22. Poi lo raggiunge in garage e spara due colpi che saranno in seguito rinvenuti inesplosi perchè la sicura era ancora inserita. Dopo averla sbloccata con fredda determinazione, la giovane fa fuoco una terza volta e centra il genitore alla gamba sinistra. L’uomo tenta di mettersi in salvo, ma all’esterno della casa, ovvero sul vialetto d'ingresso, viene di nuovo raggiunto da due colpi al braccio sinistro e poi alla testa e stramazza a terra in una pozza di sangue. La ragazza, sotto choc, aveva appuntamento 5 minuti dopo con la zia che l’avrebbe dovuta accompagnare a un corso di volo. Quando la donna suona il campanello la ragazzina le dice: «Papà sta morendo». Alle 17.43 giungono sul posto i carabinieri, preceduti dall'elicottero del Suem, contattato proprio dalla zia. L'imprenditore, trasportato al Ca’ Foncello, viene sottoposto nella notte a due delicati interventi chirurgici e ora è fuori pericolo. Pochi minuti dopo le 21 la ragazza, quasi sempre impassibile, lascia la villa accompagnata dal comandante dei carabinieri di Montebelluna, Eleonora Spadati, e viene portata a Mestre per essere interrogata dal pm della Procura per i minori. Difesa dall'avvocato Montino, si è avvalsa della facoltà di non rispondere e ha passato la notte nel carcere minorile di Santa Bona. Domani sarà sentita nell'udienza di convalida dal gip. L'accusa, pesantissima, è di tentato omicidio. Nella giornata di ieri è tornata in Italia dal Brasile anche la madre della ragazza: già stamattina, sarà ascoltata dagli investigatori.

«FAI I LAVORI DI CASA», POI GLI INSULTI - «Voleva che facesse dei lavori in casa mentre stava studiando e la insultava. È stato uno scatto d'ira senza premeditazione, un delitto d'impeto»: a parlare è l'avvocato difensore della ragazza, Massimo Montino. Nel pomeriggio di ieri il legale ha incontrato sia la giovane che la madre, da poche ore tornata in Italia. La ragazza ha compiuto ieri il suo 17esimo compleanno all'interno del carcere minorile di Santa Bona a Treviso: ancora visibilmente scossa, la ragazza avrebbe superato lo choc di quello che è accaduto mercoledì sera e si sarebbe anche abbandonata più volte alle lacrime. Alla notizia che il padre 76enne sarebbe fortunatamente fuori pericolo la giovane «era un pò sollevata», rivela Montino. Sconvolta e sorpresa anche la madre, in lacrime e in pena sia per la giovane sia per il marito. «Non c'è stata alcuna premeditazione - sostiene l'avvocato - su questo sono assolutamente d'accordo con gli inquirenti». Due facce della stessa ragazza: determinata, guidata da un istinto da killer, fredda, ma anche adolescente che ora avverte il peso di un gesto di cui forse non riesce ancora a capire a fondo la gravità. La studentessa frequenta un istituto che insegna a diventare pilota di aerei, il suo grande sogno.

di Nicola Cendron LEGGO.IT

Leggi i commenti

PRIMO PIANO ANTEPRIMA LAURA PRATI, FOLLA ALLA CAMERA ARDENTE. OGGI I FUNERALI, CI SARÀ ANCHE UN MINISTRO

26 Luglio 2013, 14:19pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

971140 581806935174239 1395144868 n-copia-2INSERITO DA MICHELE PAPPACODA VARESE - Una doppia cerimonia, prima laica e poi religiosa, darà l'ultimo saluto a Laura Prati, il sindaco di Cardano al Campo morta per le conseguenze dell'aggressione a colpi di pistola subita il 2 luglio scorso da parte di un vigile sospeso dal servizio. Il presidente dell'Anci e sindaco di Torino, Piero Fassino, ha reso omaggio in mattinata a Laura Prati nella camera ardente allestita a Cardano. Alle 15, un'ora dopo quanto previsto inizialmente, ci sarà la cerimonia civile di ricordo del sindaco del Pd, in cui fra gli altri parlerà il coordinatore lombardo del suo partito, Alessandro Alferi. Attesi anche il ministro Andrea Orlando e il sottosegretario Maurizio Martina, in rappresentanza del Governo. E il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni. Alle 17 saranno celebrati i funerali nella chiesa di Sant'Anastasio.

IL GOVERNO AI FUNERALI «Oggi a Cardano al campo si svolgeranno i funerali di Laura Prati. Il governo parteciperà e abbiamo delegato il ministro Orlando a nome del governo a partecipare in questo momento così triste». Così il premier Enrico Letta al termine del consiglio dei ministri.

LEGGO.IT

Venerdì 26 Luglio 2013

Leggi i commenti

PRIMO PIANO ANTEPRIMA VENEZIA CHOC, PADRE UCCIDE A COLTELLATE IL FIGLIO VENTENNE. "RAPTUS DOPO UNA LITE

26 Luglio 2013, 13:27pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

971987 304699559663118 775322804 nDI MICHELE PAPPACODA VENEZIA - Ennesima tragedia familiare nel Veneziano. Secondo quanto riporta un flash delle forze dell'ordine, un padre di famiglia avrebbe ucciso a coltellate il figlio di 20 anni. Probabilmente al culmine di una lite, il genitore si è scagliato sul figlio con numerose coltellate. Sul posto i carabinieri. Non si conoscono i motivi del folle gesto.

Leggi i commenti