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sez. varie news

SEZ. VARIE NEWS 1° maggio Prima Esposizione Universale

1 Maggio 2017, 10:10am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. VARIE NEWS 1° maggio Prima Esposizione Universale

DI MICHELE PAPPACODA Prima Esposizione Universale: In risposta all'Esposizione industriale organizzata nel 1844 a Parigi, il principe Alberto, consorte della regina d'Inghilterra Vittoria, ebbe l'idea di tenere a Londra un evento che potesse fare da vetrina internazionale, a quanto di meglio potevano offrire in quel momento il progresso scientifico, la tecnologia, l'industria, le arti, la cultura e la moda.

Nacque così la Grande Esposizione delle opere dell'Industria di tutte le Nazioni, riconosciuta in seguito come la prima esposizione universale della storia. Ospitata nel 1851 per sei mesi ad Hyde Park, nell'avveniristico Palazzo di Cristallo (costruito per l'occasione), l'EXPO londinese richiamò grandi personalità del mondo scientifico e culturale, come il naturalista Charles Darwin e lo scrittore Charles Dickens.

Nel 2011, in occasione del 160° anniversario dell'evento, Google ha pubblicato un doodle globale interattivo, che attraverso una lente d'ingrandimento consente di focalizzare piccoli particolari del disegno: dal Palazzo di Cristallo al diamante più grande del mondo.

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SEZ. VARIE NEWS Facebook ammette, social usato da governi anche per fake news Durante elezioni Usa account falsi per manipolare informazioni

29 Aprile 2017, 00:20am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. VARIE NEWS Facebook ammette, social usato da governi anche per fake news Durante elezioni Usa account falsi per manipolare informazioni

INSERITO DA DOTT. MICHELE PAPPACODA  ROMA - Tentativi di propaganda e manipolazione dell'informazione, apparentemente orchestrati da governi o soggetti organizzati, sfruttando le 'fake news' ma anche profili falsi che puntano a influenzare l'opinione pubblica. E' l'allarme lanciato da Facebook in un rapporto che per la prima volta fa questa ammissione. Durante le ultime elezioni Usa, si legge, account falsi sono stati creati per diffondere informazioni rubate da e-mail anche se il volume di queste attività è stato "statisticamente molto piccole".

L'allarme lanciato da Facebook è contenuto in un rapporto in cui spiega cosa sta facendo il suo team per contrastare questo complesso fenomeno che definisce "operazioni di informazione". Riguardo le presidenziali americane, viene specificato che il volume di queste attività è stato "statisticamente molto piccolo rispetto al coinvolgimento generale nei confronti di questioni politiche".

E' la prima volta che il social network fa un'ammissione di questo tipo. All'indomani delle polemiche sulla circolazione delle false notizie su Facebook durante la campagna elettorale Usa, Mark Zuckerberg definì l'idea "folle".

La piattaforma, comunque, ha già intrapreso azioni di contrasto e non solo negli Usa. In Francia - dove sono in corso le presidenziali - il team di Facebook ha già rimosso oltre 30 mila account falsi.

La notizia arriva nel giorno in cui il social pubblica anche il consueto rapporto globale sulle richieste di dati da parte dei governi relative alla seconda metà del 2016. Sono aumentate del 9% rispetto alla prima parte dell'anno.

ANSA

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SEZ. VARIE NEWS Facebook lancia "Spaces": Zuckerberg presenta l'app per la realtà aumentata

22 Aprile 2017, 09:06am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. VARIE NEWS Facebook lancia "Spaces": Zuckerberg presenta l'app per la realtà aumentata

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Facebook entra nella realtà virtuale lanciando l'app Spaces, con tanto di avatar che richiamano il «vecchio» mondo parallelo di Second Life, cavalca il successo della realtà aumentata sfidando ancora Snapchat con la fotocamera che integra l'intelligenza artificiale e rilancia Messenger. Sono le novità principali annunciate martedì nel keynote inaugurale della conferenza per gli sviluppatori F8 di Facebook, che quest'anno per la prima volta dal 2007 si tiene a San José e non a San Francisco. Mark Zuckerberg, ceo della compagnia da quasi 2 miliardi di utenti, è un padrone di casa in forma smagliante e spigliata: apre la conferenza scherzando sull'altro evento «F8» di giornata (il film Fast and Furious 8) e non concede molto spazio all'attualità, se non con le condoglianze per la famiglia della vittima di Cleveland e un appello alla realizzazione di una comunità globale. Nessun accenno a «fake news» o all'amministrazione Trump, tira dritto sulle novità tecnologiche del social.

 


A partire dalla realtà aumentata, che definisce «l'atto secondo» della piattaforma e del trend che vede ormai foto e video essere sempre più importanti rispetto al testo. È la fotocamera dello smartphone, non gli occhiali «smart», spiega Zuckerberg, la chiave del «futuro» di Facebook. Da qui partirà la principale piattaforma «mainstream» per la realtà aumentata che, grazie all'intelligenza artificiale, sarà in grado di riconoscere oggetti, localizzare e mappare i soggetti inquadrati e tanto altro. Una sfida sempre più esplicita a Snapchat che proprio oggi ha annunciato un aggiornamento in questa direzione. Congedandosi da una platea di oltre 4 mila spettatori (quasi 600 mila hanno seguito in streaming su Facebook) Zuckerberg ha poi anticipato il lancio del «primo prodotto social per la realtà virtuale» e ha passato la parola ai suoi collaboratori. La novità in questione è Facebook Spaces, app disponibile da oggi in versione 'betà, di prova, per Oculus Rift e Touch. È una sorta di Facebook parallelo con tanto di avatar costruiti dagli utenti a propria immagine e somiglianza.

Dentro «Spaces» si possono guardare video e foto a 360 gradi e perfino usare una selfie stick virtuale. La piattaforma è integrata con le videochiamate di Messenger. La chiusura è stata affidata a David Marcus, vice presidente per la piattaforma di messaggistica di Facebook, che ha svelato alcune novità della piattaforma 2.0 di Messenger. Nella chat, che ha raggiunto 1,2 miliardi di utenti, sarà integrata anche la musica in streaming. Intanto con Spotify ma «presto» anche Apple Music. Grazie all'assistente virtuale «M» appena lanciato, nella chat delle Pagine arriveranno anche «risposte smart» formulate dall'intelligenza artificiale al servizio delle imprese. Si parte con una fase di test per i ristoranti Usa. Le «bot», chat automatizzate, sono state lanciate l'anno scorso su Messenger e oggi sono più di 100 mila, con 2 miliardi di messaggi scambiati tra imprese e utenti ogni mese. Il legame con le imprese è stretto: sono 65 mila quelle attive su Facebook e di queste oltre 20 milioni al mese rispondono via Messenger ai propri clienti.

IL MESSAGGERO

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SEZ. VARIE NEWS Nata il 21 aprile 1926 (91 anni fa) Elisabetta II

21 Aprile 2017, 10:08am

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SEZ. VARIE NEWS Nata il  21 aprile 1926 (91 anni fa) Elisabetta II

DI MORENA MOTTA Elisabetta II: Personaggio tra i più influenti della politica mondiale, con oltre sessant'anni di regno è la più anziana sovrana britannica di tutti i tempi. Da ottobre 2016 detiene il primato di Capo di Stato in carica da più tempo.

Nata a Londra da re Giorgio VI e dalla regina Elisabetta, Elizabeth Alexandra Mary sale a 26 anni sul trono del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, in seguito alla scomparsa del padre (6 febbraio 1952). Con il titolo di "regina" assume il ruolo di Capo del Commonwealth, governatore supremo della Chiesa d'Inghilterra e comandante in capo delle forze armate.

Entrata in scena nella difficile fase di tramonto dell'Impero britannico, negli anni consolida il suo consenso nell'opinione pubblica, superando le spinte autonomiste di Irlanda e Scozia e instaurando rapporti di buona collaborazione con i 12 primi ministri che si avvicendano durante il suo regno, in particolare con Winston Churchill, Margaret Thatcher e Tony Blair.

Moglie di Filippo Mountbatten e madre di Carlo, Anna, Andrea ed Edoardo, è con la morte di Lady Diana, moglie del primogenito, che vede la propria immagine offuscata per la risaputa ostilità che nutriva verso la nuora. Quarantanovesima tra i sovrani che hanno regnato di più nella storia, nel 2013 riceve un premio onorario BAFTA per il suo patrocinio dell'industria cinematografica.

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SEZ. VARIE NEWS BARBARA PAPPACODA REGALA DUE PAPPAGALLINI COCORITO A MICHELE

19 Aprile 2017, 08:37am

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SEZ. VARIE NEWS BARBARA PAPPACODA REGALA DUE PAPPAGALLINI COCORITO A MICHELE

di Michele Pappacoda Nel pomerigio di ieri durante la visita allo zoo Habitat di Eboli Barbara mia sorella mi ha regalato due pappagallini tipo Cocorito. I due pappagallini hanno per nome Scarabocchio e Gigiona. Ringrazio mia sorella per questo regalo.

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SEZ. VARIE NEWS Al Sud felici al Nord depressi, quando l’umore diventa una questione geografica

17 Aprile 2017, 10:28am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. VARIE NEWS Al Sud felici al Nord depressi, quando l’umore diventa una questione geografica

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Al sud le persone sono felici e man mano che si risale lo stivale la percentuale di persone tristi e depresse aumenta sempre di più. A rivelarlo è uno studio svolto dalla Fondazione Brf sulle ricerche in neuroscienze tra ottobre 2016 e marzo 2017 condotto da Donatella Marazziti, docente di psichiatria a Pisa, e dal sociologo della salute Mario Campanella.

La ricerca ha coinvolto circa 1800 persone provenienti dalle province più disparate da Udine a Cosenza, passando per Mantova, Perugia, Lucca Ancona, Campobasso, Salerno, Foggia, Siracusa e Cagliari. Il 51.7% degli interessati è di sesso maschile mentre il restante 48,3% è di sesso femminile.

La media della depressione in senso clinico, coinvolge circa il 9,8% della popolazione, ma la ricerca ha rivelato che la differenza tra nord e sud è molto significativa.

Udine e Mantova hanno registrato un tasso di depressione rispettivamente del 14,3% e 14,1%, risultando le più colpite. Cosenza e Cagliari sono, invece, le città italiane di piccola-media entità con il minore impatto di depressione nella popolazione generale. La città calabrese guadagna il primato con il 6,7% di depressi, la provincia sarda segna il 7,2%.

Gli ideatori e coordinatori della ricerca Donatella Marazziti e Mario Campanella analizzano le differenze così marcate tra nord e sud rispetto alla percentuale di persone che soffrono di depressione:”Non è una sorpresa che le città del Sud abbiano un minore influsso depressivo, sia per la presenza del sole che per una cultura resiliente diversa. I cittadini cosentini e sardi hanno anche riferito la presenza di un ambiente culturale e sociale orientato alla solidarietà”.

In buona sostanza al sud si vive con minore stress e con maggiore voglia e possibilità di aiutarsi e venirsi incontro, che determina una percentuale più bassa di depressi. Di seguito la graduatoria completa delle città interessate dalla ricerca: Udine con il 14,3% di depressi,  seguita da Mantova 14,1%, Piacenza 12,7%, Ancona 11,4%, Lucca 10,4%, Campobasso 10,2%, Perugia 9,4%, Salerno 8,7%, Siracusa 8,1%, Foggia 7,8%, Cagliari 7,2 %, Cosenza 6,7%.

AMALFI NOTIZIE

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SEZ. VARIE NEWS WhatsApp: il virus arriva via email

13 Aprile 2017, 07:30am

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SEZ. VARIE NEWS WhatsApp: il virus arriva via email

DI MICHELE PAPPACODA L'ultimo allarme legato a WhatsApp viaggia per posta elettronica. Secondo gli esperti di cybercrime della società Eset, se ricevete una email con oggetto "Chiamata persa", buttatela subito perchè si tratta di un virus. L'email, oltre ad un messaggio vocale offre anche un tasto play nel corpo del messaggio e se si utilizza la versione web di WhatsApp si rischia di attivare il download di un trojan con tutte le conseguenze del caso.

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SEZ. VARIE NEWS Mercoledì 12 aprile 1961 (56 anni fa) primo uomo nello spazio

12 Aprile 2017, 08:39am

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SEZ. VARIE NEWS Mercoledì 12 aprile 1961 (56 anni fa) primo uomo nello spazio

DI MICHELE PAPPACODA Primo uomo nello spazio: Conquistare per primi lo spazio, allo scopo di dominare meglio la Terra. Una sfida che per circa vent'anni vide contrapposti i due "grandi blocchi". La fase iniziale vide trionfare quello sovietico, che portando l'uomo nello spazio alzò l'asticella della sfida e costrinse gli Americani a correre ai ripari. 

Il clima di guerra fredda, imperante nei decenni successivi alla Seconda guerra mondiale, vide Stati Uniti d'America e Unione Sovietica contendersi pezzi di mondo e dimostrare la propria potenza tecnologica e militare con una corsa sfrenata agli armamenti. In quest'ottica la conquista del cosmo garantiva due importanti risvolti: con il lancio di satelliti nello spazio sarebbe stato più facile spiare il nemico; farlo in anticipo sugli avversari avrebbe significato propagandare i rispettivi progressi scientifici.

Il lancio dello Sputnik nel 1957, primo satellite nello spazio, aveva assegnato il primo prestigioso round all'U.R.S.S., battendo sul tempo gli Americani che tre mesi più tardi mandarono in orbita l’Explorer 1. Nel 1960 il regime guidato da Nikita Krusciov sembrava pronto a un altro clamoroso sorpasso. Con il progetto Vostok si mirava, per la prima volta, a portare l'uomo nell'orbita terrestre.

Dalla primavera del 1960 al marzo dell'anno seguente vennero effettuati diversi lanci, utilizzando manichini e in molti casi animali, come cani e ratti, alcuni dei quali persero la vita durante il volo o in fase di atterraggio. La fase più drammatica si ebbe con la catastrofe di Nedelin: un missile intercontinentale esplose sulla rampa di lancio, provocando la morte di oltre 200 dipendenti. Un episodio che aumentò le condizioni di rischio per un eventuale coinvolgimento umano.

Tuttavia non c'era molto tempo, visto che gli USA avevano programmato per marzo del 1961 il lancio del Mercury con un astronauta a bordo, poi rimandato a maggio. Nel frattempo l'agenzia spaziale sovietica RKA era stata incaricata di addestrare 20 cosmonauti, tra i quali sarebbe stato scelto il miglior pilota. La selezione premiò Jurij Alekseevič Gagarin, che il 12 aprile si accomodò all'interno della capsula del Vostok 1, sulla rampa di lancio del Cosmodromo di Bajkonur (nella steppa del Kazakistan).

Il razzo si alzò alle 9.07 (ora di Mosca) e pochi minuti dopo Radio Mosca annunciò trionfalmente la notizia. Tutti i vari passaggi funzionarono senza problemi, anche perché i comandi erano azionati da terra e il pilota poteva fungere solo da spettatore passivo. Lo stesso aveva a disposizione riserve d'ossigeno e provviste alimentari per dieci giorni, nel caso fossero insorti inconvenienti al sistema computerizzato. 

Non ce ne fu bisogno. Gli 89 minuti di volo trascorsero senza contrattempi e la navicella riuscì a eseguire un'orbita terrestre completa prima di rientrare nell'atmosfera. Alle 10.35, a una quota concordata di 7.000 m, Gagarin si catapultò dalla capsula e appeso al paracadute atterrò nei pressi della città di Engels. Venne accolto come un eroe e la propaganda sovietica fece risaltare al massimo l'evento.

Non v'era dubbio che con la sua impresa era stata scritta una pagina storica del progresso scientifico, destinata ad allargare gli orizzonti delle conquiste umane. Tra i suoi primati, anche quello di osservare che il colore predominante della Terra, vista dallo spazio, era il blu. Gagarin descrisse in numerose interviste lo spettacolo cui aveva assistito, esortando il genere umano a impegnarsi di più nella conservazione del pianeta.

 

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SEZ. VARIE NEWS Bob Dylan debutta in pubblico martedì 11 aprile 1961 (56 anni fa)

11 Aprile 2017, 09:35am

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SEZ. VARIE NEWS Bob Dylan debutta in pubblico martedì 11 aprile 1961 (56 anni fa)

 DI MICHELE PAPPACODA Bob Dylan debutta in pubblico: Da un anonimo locale della Grande Mela alla ribalta mondiale, viaggiando tra folk, poesia, arte e impegno sociale. Si può riassumere così la scalata al successo del "menestrello di Duluth", al secolo Bob Dylan.

Come spesso accade nelle storie dei "grandi", il racconto comincia da una famiglia di umili origini. Quella di Robert Allen Zimmerman proveniva dalla Lituania, da dove era fuggita per scampare alla persecuzione antisemita, trovando dimora a Duluth (una cittadina del Minnesota). Qui il giovane Robert scopre la sua passione per il rock, nel mito di Little Richard ed Elvis Presley. Presto la sua sete di poesia e spiritualità lo porta a cambiare genere, trovando pieno appagamento nel folk.

Come lui stesso rivelerà più tardi, le "canzoni popolari" (anche dette folk) «sono colme di disperazione, di tristezza, di trionfo, di fede nel sovrannaturale, tutti sentimenti molto più profondi». È la musica che più si confà al suo animo inquieto e con quella sale per la prima volta su un palco, imbracciando la chitarra acustica. Tutto ciò accade a New York, dove si trasferisce nel 1961 inseguendo l'idolo Woody Guthrie.

Come tante giovani promesse subisce il fascino del Greenwich Village, quartiere simbolo della cultura bohémien americana che si ritrova nei tanti locali e pub mal frequentati della zona. In uno di questi, esattamente il Gerde’s Folk City, il 19enne Robert fa il suo debutto in pubblico. È la sera dell'11 aprile, quando il proprietario del locale, un italoamericano di nome Mike Porco, gli concede di fare da "apri concerto" per il bluesman John Lee Hooker.

Nessuno dei presenti sospetta minimamente che quel ragazzo esile e dalla voce gracchiante è destinato a diventare, di lì a qualche anno, un mito della musica. L'anno seguente segna un cambiamento decisivo nella sua vita: cambia nome al tribunale in Robert Dylan e pubblica il primo album con lo pseudonimo che lo accompagnerà per tutta la carriera: Bob Dylan. L'accoglienza del pubblico è freddina e le vendite si risolvono in un mezzo flop.

Tutt'altro copione gli riserva il secondo album, The Freewheelin’ Bob Dylan, edito nel maggio 1963. Con esso l'artista si accredita come interprete e soprattutto come autore presso famosi artisti come Joan Baez, che lo vuole accanto a sé nei concerti e per un periodo anche nella vita sentimentale. Sono gli anni del malcontento giovanile verso la politica aggressiva degli USA, che dal clima destabilizzante della guerra fredda porterà agli orrori del Vietnam. Dylan si fa portavoce di questo sentimento e la celebre Blowin' in the Wind ne diventa il manifesto ideologico.

Dalla battaglia per i diritti civili al rifiuto della guerra, la sua musica influenza generazioni di giovani e di colleghi, sempre nel segno del'anticonformismo. Parallelamente i suoi dischi registrano vendite da record: circa 70 milioni di copie vendute in mezzo secolo di carriera, raccontata attraverso 34 album in studio, 13 live, 14 «best of», e un mix di generi che va dal country al rock, passando per la musica popolare inglese, scozzese ed irlandese.

Dicono molto di lui i numerosi riconoscimenti: 40 dischi di platino, altrettanti d’oro e sette d’argento; 11 Grammy; un Oscar e un Golden Globe per la colonna sonora del film Wonder Boys (2000). Stimato come un intellettuale a tutto tondo, in grado di anticipare le tendenze culturali di ogni epoca, Dylan è stato più volte tra i candidati al Nobel per la Letteratura.

Nel 2015 la rivista Rolling Stone lo celebra come il "più grande cantautore di tutti i tempi", l'anno seguente arriva il massimo riconoscimento del Nobel per la letteratura, assegnatogli dall'Accademia svedese per il merito di «aver creato nuove espressioni poetiche nella grande tradizione della canzone americana».

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SEZ. VARIE NEWS Disastro Moby Prince mercoledì 10 aprile 1991 (26 anni fa)

10 Aprile 2017, 09:08am

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SEZ. VARIE NEWS Disastro Moby Prince mercoledì 10 aprile 1991 (26 anni fa)

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Disastro Moby Prince: «Siamo incendiati! Ci è venuta una nave addosso!» Nel cuore della notte un disperato allarme arriva alla capitaneria di Porto di Livorno, che allerta i soccorsi. Tutti in salvo gli uomini della petroliera Agip Abruzzo ma è troppo tardi per l'altra nave, ridotta ormai a un groviglio di lamiere in fiamme. A distanza di oltre vent'anni, sui fatti di quella tragica notte gravano contraddizioni e omissioni.

Sono le 22.03 di mercoledì 10 aprile 1991, il traghetto di linea Moby Prince (proprietà della compagnia di navigazione privata Nav.Ar.Ma) parte da Livorno con direzione Olbia. A bordo 140 persone, 76 passeggeri e 65 membri dell'equipaggio, agli ordini del comandante Ugo Chessa. Il clima è disteso e molti sono raccolti nella sala bar, a guardare in Tv il big match Barcellona vs Juventus, semifinale di andata di Coppa delle Coppe.

Circa venti minuti dopo il traghetto percorre la rada che poi immette in mare aperto. In quel tratto avviene l'irreparabile: la nave passeggeri finisce con la prua nella pancia della petroliera Agip Abruzzo, nei cui serbatoi sono stipati 2.700 tonnellate di petrolio Iranian Light. In pochi attimi il mare attorno si trasforma in una larga macchia nera che inizia a prendere fuoco, avvolgendo la prua della nave passeggeri.

Alle 22.25 arriva il "may day" del marconista della Prince, seguito dieci minuti dopo dall'allarme dato via radio dal comandante dell'Agip Renato Superina, che conferma la collisione parlando erroneamente di una bettolina (piccola imbarcazione utilizzata all'interno dei porti). Ciononostante i soccorsi raggiungono il luogo dell'impatto verso le 23, traendo in salvo i 18 occupanti della petroliera. Dell'altra nave se ne sono perse le tracce.

Soltanto alle 23,35, e per puro caso, due ormeggiatori s'imbattono nella Moby Prince che nel frattempo, come impazzita, si è messa a girare in circolo. Davanti ai loro occhi c'è un inferno di fuoco, in mezzo al quale viene colto un unico segno di presenza umana: attaccato al parapetto, il mozzo di origini napoletane Alessio Bertrand è riuscito ad evitare le fiamme e su esortazione dei due ormeggiatori si lancia in mare. Sarà l'unico sopravvissuto di quella notte.

In quegli attimi sopraggiunge una motovedetta della Capitaneria di Porto livornese che, dopo aver indugiato per mezz'ora, fa ritorno alla base. L'amara constatazione dei fatti, confermata durante i processi, dice che il primo soccorritore a mettere piede sulla Prince è il marinaio Giovanni Veneruso, incaricato di agganciare la nave per trainarla con un rimorchiatore all'interno del porto. Il tutto avviene alle 3,30 del mattino quando ormai del traghetto resta poco più di un relitto spettrale di fumo e lamiere.

L'opinione pubblica è sconvolta dalle prime immagini trasmesse dai telegiornali ma ricostruzioni troppo frettolose, confermate da esponenti del governo centrale, parlano di "errore umano" dovuto alla presenza di nebbia. L'ipotesi della nebbia viene confermata in sede giudiziaria nei due processi: il primo per omissione di soccorso e omicidio colposo, il secondo per manomissione a bordo, che non portano ad alcuna condanna avvalorando indirettamente la tesi dell'errore umano.

Una verità processuale che scontenta i familiari delle vittime, che si appellano alla contraddittorietà di alcuni aspetti, a cominciare dall'enorme ritardo dei soccorsi. In più molti testimoni, tra cui ufficiali di marina e semplici cittadini, confermano che in quelle ore non c'è stata alcuna nebbia e le fiamme erano ben visibili dal porto. A confermarlo è anche un video amatoriale trasmesso dal TG1, nelle sere successive al disastro.

Alcune perizie dimostrano che i passeggeri della nave sono sopravvissuti per diverso tempo dopo l'impatto. Dal ritrovamento dei corpi emerge che la maggior parte è stata raccolta nel salone De Lux, circondato da paratie che avrebbero impedito per oltre mezz'ora la propagazione del fuoco. I test tossicologici, inoltre, confermano la presenza di monossido di carbonio nel sangue delle vittime, segno evidente del fatto che sono rimasti in vita per ore.
Negli anni a seguire, per mantenere vivo il ricordo, il Comune di Livorno dedica una piazza alle vittime, mentre in via Molo Mediceo pone una targa con i loro nomi.

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