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SEZ. VARIE NEWS 5 giugno 1977 (40 anni fa) Nasce Apple II, primo pc di successo

5 Giugno 2017, 08:44am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. VARIE NEWS 5 giugno 1977 (40 anni fa) Nasce Apple II, primo pc di successo

DI MORENA MOTTA Esce sul mercato l’Apple II il primo personale computer accessibile a tutti della storica società di informatica fondata da Steve Jobs e Steve Wozniak. Comincia da qui l'era del pc e l'universo della "mela morsicata".

A un anno di distanza dall'uscita dell'Apple I, costruito nel garage della casa dei genitori di Jobs, a Cupertino, i due amici si ritrovarono per un altro importante traguardo: realizzare una macchina che risultasse facile da utilizzare anche per coloro che non avevano un grande bagaglio "informatico". Una prospettiva completamente diversa rispetto al primo dispositivo, che andava assemblato (era anche venduto privo di alimentatore, tastiera e display) e quindi era appannaggio solo degli hobbisti dell'elettronica.

Nella primavera del 1977 misero a punto un prototipo di piccole dimensioni, dal design gradevole, fornito di monitor monocromatico, memoria di 4KB e tastiera che poteva scrivere solo in maiuscolo. La sua presentazione alla Fiera di San Francisco stupì i presenti, fin dal momento in cui Wozniak lo tirò fuori da una valigetta. Il 5 giugno venne lanciato sul mercato, al prezzo di 800 dollari (pari a circa 750 euro di oggi). 

Divenne un oggetto di largo consumo aldilà di ogni aspettativa e contribuì ad accrescere la fama della società, da quel momento identificata con il nuovo logo della "mela morsicata" multicolore (sostituita poi dalla definitiva versione in "grigio" a partire dal 1998). 

Le entrate milionarie ottenute con l'Apple II consentirono ai due soci di raccogliere i fondi necessari per sviluppare gli altri progetti in cantiere, tra cui il IIc e il IISG.

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SEZ.VARIE NEWS Instagram, in Italia community di 14 milioni di persone Lo ha detto il co-fondatore della piattaforma, Mike Krieger

2 Giugno 2017, 09:27am

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SEZ.VARIE NEWS Instagram, in Italia community di 14 milioni di persone Lo ha detto il co-fondatore della piattaforma, Mike Krieger

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA ROMA - La community di Instagram in Italia è composta da 14 milioni di persone. Lo ha detto il co-fondatore della piattaforma, Mike Krieger, nel corso della sua visita ufficiale in Italia. Nel mondo sono oltre 700 milioni gli utenti attivi mensilmente su Instagram, l'80% dei quali vive al di fuori degli Stati Uniti. "In Italia Instagram sta crescendo ad un ritmo impressionante e ad oggi 14 milioni di persone utilizzano la piattaforma ogni mese, rispetto ai 9 milioni che avevamo annunciato lo scorso anno - commenta Luca Colombo, Country Manager di Instagram e Facebook per l'Italia -. A livello globale, la community di Instagram continua a mostrare un fortissimo engagement, con 400 milioni di persone che accedono alla piattaforma ogni giorno per connettersi con i loro amici e con le proprie passioni. Questo livello di engagement, insieme a un pubblico potenziale in costante crescita in Italia, rappresentano un'importante opportunità per gli inserzionisti sul mercato". Mike Krieger ha anche annunciato il lancio dell’iniziativa #GenInstaTakeover, che vuole accendere i riflettori sui membri più giovani, interessanti e positivi della community. “Spesso i più giovani vengono criticati per le loro abitudini online, ma su Instagram li abbiamo visti utilizzare i social media in tanti modi positivi. Ad esempio esponendosi su cause che contano per loro, avviando un proprio business, dando supporto ai loro coetanei in difficoltà. I social media sono diventati uno spazio importante per i teenager per comunicare ed esprimere se stessi", dice Krieger. Tra i giovani instagrammer coinvolti nell’iniziativa ci sono il calciatore freestyler @davfastfoot, i giovani fotografi @imedoardomei, @photographyanais e @giovanni_genzini e la yogi @micoldelloro. #GenInstaTakeover unirà giovani instagrammer italiani con brand, ONG, media, dando loro accesso e controllo degli account Instagram dei partner, così da offrire il loro punto di vista sul mondo. Tra i primi partner ad aderire all’iniziativa vi sono il Ministero della Cultura e del Turismo, AC Milan, Mediaset, Inter FC, Telefono Azzurro, e Fonzies.

ANSA 

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SEZ. VARIE NEWS Il 1° giugno 1980 nasce la CNN, primo canale all news della storia

1 Giugno 2017, 08:28am

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SEZ. VARIE NEWS Il 1° giugno 1980 nasce la CNN, primo canale all news della storia

di Morena Motta Sono le cinque del pomeriggio di una domenica di giugno, quando il tycoon e filantropo Ted Turner presenta al mondo la CNN (Cable News Network, "emittente di notizie via cavo"), da lui fondata ad Atlanta (Georgia) e che trasmette in tutto il mondo per mezzo della tecnologia satellitare. Alla sua breve introduzione segue il notiziario condotto da David Walker e Lois Hart. 

Riconosciuto come il primo canale all news della storia (notizie h24), la CNN raggiunge un altro storico primato nel 1991: la trasmissione in diretta dell'inizio di un conflitto militare, nello specifico la Guerra del Golfo in Iraq. Grazie a una parabola satellitare fissata sul tetto di un hotel di Baghdad, l'inviato Peter Arnett commenta le immagini dell'attacco lanciato dall'esercito americano.

Programma storico della rete, trasmesso dal 1985 al 2010, è il Larry King Live, talk show seguito in media da più di un milione di spettatori. In Italia la CNN è raggiungibile via satellite o sulla tv via cavo.

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SEZ. VARIE NEWS Le Uova di Fabergé

30 Maggio 2017, 10:39am

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SEZ. VARIE NEWS Le Uova di Fabergé

DI MICHELE PAPPACODA  Le Uova di Fabergé: Nella Russia zarista rifulse su tutti l'arte orafa e decorativa dei Fabergé, la più grande dinastia di gioiellieri tra la fine dell'Ottocento e i primi vent'anni del Novecento. L'artefice di questo successo fu Peter Carl Fabergé, nato da una famiglia di ugonotti francesi rifugiatisi in Russia. Apprese le più raffinate tecniche di oreficeria girando per le gioiellerie d'Europa, sotto la guida del maestro di bottega Hiskias Pendin.

In pochi anni conquistò il gusto delle corti europee, con oggetti preziosi resi originali dall'aggiunta di disegni e particolari unici al mondo, ottenendo per la sua famiglia il titolo di Gioiellieri per nomina speciale della Corona Imperiale. Il non plus ultra della sua abilità artigianale lo raggiunse con le celebri uova di Pasqua in oro e pietre, commissionate dagli zar Alessandro III e Nicola II per la famiglia reale.

Proprio le Uova Fabergé sono le protagoniste del doodle globale, pubblicato da Google nel 2012 per il 166° della nascita di Peter Carl.

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SEZ. VARIE NEWS 29 maggio 1953 (64 anni fa) Primo uomo a scalare l'Everest

29 Maggio 2017, 09:47am

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SEZ. VARIE NEWS 29 maggio 1953 (64 anni fa) Primo uomo a scalare l'Everest

DI MICHELE PAPPACODA Primo uomo a scalare l'Everest: Per i tibetani è la "madre dell'universo" («Chomolangma»). Per i nepalesi è il "dio del cielo" («Sagaramāthā»). Per l'Occidente è semplicemente il tetto del mondo. Dove per prima sventolò la bandiera britannica. A portarcela fu uno scalatore neozelandese che aprì la strada all'alpinismo estremo. Nell'intervallo tra le due guerre mondiali, le grandi potenze coloniali cercarono di aumentare il proprio prestigio promuovendo spedizioni scientifiche per conquistare le vette più imponenti, in primis la cima più alta della catena dell'Himalaya, che dal 1865 il governo indiano intitolò alla memoria di Sir George Everest, responsabile dei geografi britannici in India. Per trent'anni gli Inglesi provarono inutilmente a scalarla, con esiti spesso drammatici. Dopo i primi tentativi nel 1921, nel 1924 la missione di George Mallory e Andrew Irvine finì tragicamente con la scomparsa di entrambi. La lunga pausa dovuta alla Seconda guerra mondiale s'interruppe all'inizio degli anni Cinquanta, quando l'obiettivo tornò prioritario per il Regno Unito, al cui trono nel febbraio del 1952 era salita la 26enne Elisabetta II. Nel frattempo l'occupazione cinese del Tibet aveva portato alla chiusura di questo passaggio, lasciando come unica via quella attraverso il Nepal. Di qui si inoltrarono gli alpinisti svizzeri André Roch e Raymon Lambert, che ebbero il merito di aprire la via sud dell’Everest, raggiungendo una quota compresa tra i 7.000 e gli 8.000 metri, mai toccata in precedenza. Il loro risultato spianò la strada all'esploratore neozelandese Edmund Hillary, che a sedici anni aveva già scalato i rilievi del Southern Alps, a sud della Nuova Zelanda. I 3.765 di Mount Cook, tra foreste e ghiacciai, costituirono un valido banco di prova per approcciare la vetta himalayana. L'occasione arrivò poi nella primavera del 1953 con la spedizione inglese guidata dal generale John Hunt, cui prese parte insieme allo sherpa nepalese Norgay Tenzing. Partita a marzo del 1953, tagliò il traguardo alle 11.30 del 29 maggio: Hillary e Tenzing raggiunsero gli 8.848 m della cima e qui, dopo aver piantato la bandiera britannica, si trattennero per 15 minuti. Qualcosa di più del famoso "quarto d'ora di celebrità" di Andy Warhol, perché per l'esploratore neozalendese significò andare incontro a fama e onori ed entrare per sempre nella storia dell'alpinismo. Il miglior modo per celebrare la recente incoronazione della giovane Regina, che lo nominò baronetto. Considerato tutt'oggi una leggenda in Nepal, anche per aver contribuito con una fondazione a finanziare la costruzione di scuole, strade e ospedali nel paese asiatico, Edmund Hillary inaugurò l'era dei grandi scalatori dell'Everest, tra cui Reinhold Messner e Peter Habeler che, nel maggio del 1978, lo scalarono per la prima volta senza l’ausilio di ossigeno.

 

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SEZ. VARIE NEWS Sabato 27 maggio 1944 (73 anni fa) nasceva Bruno Vespa

27 Maggio 2017, 09:06am

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SEZ. VARIE NEWS Sabato 27 maggio 1944 (73 anni fa) nasceva Bruno  Vespa

DI MORENA MOTTA  : È il Vespone nazionale del giornalismo italiano e della televisione pubblica, un protagonista dell'informazione che divide e fa discutere. 

Nato a L’Aquila, non ancora maggiorenne cominciò a scrivere di sport per il quotidiano Il Tempo, entrando a 18 anni in RAI come cronista radiofonico e rimanendovi a tempo indeterminato dopo aver vinto un concorso nazionale per radio telecronisti. La sua scalata ai vertici del Tg1 iniziò nel 1976 come inviato, toccando il massimo traguardo dal 1990 al 1993 con la carica di direttore del telegiornale.

Dopo aver portato nelle case degli italiani i principali fatti di cronaca nazionale, dalla strage di Piazza Fontana al ritrovamento del cadavere di Aldo Moro, nel 1996 passò al talk show con la conduzione di Porta a Porta, confermatosi nel tempo il principale "salotto" televisivo per politici e personaggi famosi.

Premiato tre volte a "Saint Vincent" per la carriera in TV, è autore di saggi di successo, quali "Il cavaliere e il professore" (Premio Bancarella), "Il cambio", "Il duello", "La svolta" e "La sfida".

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SEZ. VARIE NEWS Il 25 maggio 1922 (95 anni fa) nasceva Enrico Berlinguer

25 Maggio 2017, 08:41am

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SEZ. VARIE NEWS Il 25  maggio 1922 (95 anni fa) nasceva Enrico Berlinguer

di Michele Pappacoda Enrico Berlinguer: Storico segretario del Partito Comunista Italiano, stimato da alleati ed avversari per lo spiccato rigore morale e la profonda passione per la politica, dimostrata fino all'ultimo istante di vita.

Sardo di Sassari e con lontane origini aristocratiche, fu presentato dal padre a Togliatti, riscuotendo da subito la fiducia di quest'ultimo e assumendo prestigiosi incarichi nel partito. Assunta la carica di Segretario Generale nel 1972, guidò il PCI per oltre un decennio, affrontando fasi cruciali della storia d'Italia, a cominciare dal compromesso storico sancito con la DC di Aldo Moro, naufragato per l'assassinio dello stesso Moro per mano delle Brigate Rosse.

Fautore di un'evoluzione liberale e indipendente da Mosca del PCI, morì di ictus nel giugno del 1984, durante un comizio a Padova. Sua figlia Bianca è l'attuale direttore del TG3.

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SEZ. VARIE NEWS Il 24 maggio 1543 (474 anni fa) moriva 24 maggio 1543 (474 anni fa)

24 Maggio 2017, 08:47am

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 di Michele Pappacoda L'artefice della rivoluzione astronomica che, mettendo in discussione il sapere scientifico di un millennio e mezzo, indicò la giusta via per svelare i meccanismi dell'Universo.

Nato a Torùn, nel cuore della Polonia, dopo i primi studi a Cracovia Niccolò Copernico (trascrizione italiana del polacco Mikołaj Kopernik) venne in Italia per approfondire il diritto civile e canonico alle Università di Bologna, Padova e Ferrara. Da sempre appassionato di astronomia, nella città emiliana si dedicò alla lettura dei testi classici, in particolare di Platone e Cicerone.

Così riscoprì il modello eliocentrico di Aristarco di Samo, che poneva al centro del sistema il Sole, immobile, intorno al quale si muovono i pianeti lungo orbite circolari. Partendo da queste tesi, cominciò le sue osservazioni e ne raccolse i risultati in un'opera che fu pubblicata soltanto dopo la morte, con il titolo De Revolutionibus Orbium Coelestium (Delle rivoluzioni dei corpi celesti). 

Morto nel maggio del 1543, il corpo di Copernico fu identificato nel 2005 in una sepoltura sotto il pavimento della cattedrale di Frombork, grazie alla prova del DNA. Pur su posizioni conservatrici, la sua opera ebbe un impatto destabilizzante nel mondo scientifico e teologico, ispirando le successive scoperte di Galileo e Keplero. Quest'ultimo svelò la traiettoria ellittica, e non circolare, delle orbite dei pianeti, teorizzando tre leggi fondamentali sul movimento dei pianeti.

 

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SEZ. VARIE NEWS L’atollo disabitato e le sue 18 tonnellate di rifiuti di plastica

22 Maggio 2017, 13:51pm

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SEZ. VARIE NEWS L’atollo disabitato e le sue 18 tonnellate di rifiuti di plastica

INSERITO DA MORENA MOTTA Il posto più inquinato della Terra? E’ un piccolo atollo, Henderson Island, nel mezzo dell’Oceano Pacifico, letteralmente sommerso di rifiuti di plastica. I ricercatori hanno individuato circa 38 milioni di pezzi per un totale di 17,6 tonnellate: C’è di tutto, dai soldatini di plastica agli spazzolini da denti, ai caschetti di protezione. Molta della paccottiglia colorata, che può arrivare ad avere dimensioni inferiori a 2 millimetri, si nasconde sotto la superficie di sabbia in questa isola disabitata, dichiarata nel 1988 patrimonio dell’umanità dall’Unesco.

Un atollo disabitato con la più alta densità di rifiuti registrata

E’ “la più alta densità di plastica che abbia mai visto in tutta la mia carriera”, ha affermato Jennifer Lavers, ricercatrice dell’Università della Tasmania in Australia, autrice del rapporto pubblicato su ‘Proceedings of the National Academy of Sciences’, parlando di una “situazione allarmante”.

Meno di quaranta chilometri quadrati di ampiezza in tutto, a metà strada tra la Nuova Zelanda e il Cile, questo atollo è lontano da qualsiasi rotta commerciale, ma si trova nel quadrante occidentale del ‘vortice del Pacifico meridionale’, una corrente che tocca le coste del Sudamerica, ‘catturandone’ i rifiuti e trasportandoli per migliaia di km.

Milioni di prodotti ‘usa e getta’: “dobbiamo ripensare il nostro rapporto con la plastica”

Dopo aver passato tre mesi e mezzo sull’isola nel 2015 a studiare il fenomeno, i ricercatori hanno stimato che vi arrivino circa 13mila pezzi al giorno, nella stragrande maggioranza di plastica, dai più comuni come accendini e spazzolini da denti, fino ai ciucci per neonati.

Milioni di “prodotti ‘usa e getta’ o ‘monouso’, che monouso non sono”, ha ricordato la Lavers, guardando a oggetti “che sono stati costruiti decenni fa e stanno ancora oggi galleggiando in giro nell’oceano, e per decenni a venire”. Da qui, l’appello a “ripensare drasticamente il nostro rapporto con la plastica, è qualcosa che viene costruito per durare per sempre, ma spesso è usato solo brevi momenti e poi buttato via”.

FONTE di Cecilia Scaldaferri AGI

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SEZ. VARIE NEWS 21 maggio 1927 (90 anni fa) Lindbergh completa la prima trasvolata atlantica senza scalo

21 Maggio 2017, 11:23am

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SEZ. VARIE NEWS 21 maggio 1927 (90 anni fa) Lindbergh completa la prima trasvolata atlantica senza scalo

DI MICHELE PAPPACODA Da New York a Parigi attraverso l'Atlantico, un volo ininterrotto verso la leggenda e il progresso. Con l'impresa del giovane pilota americano si entrò nel vivo della stagione d'oro dell'aviazione, che da quel momento conobbe uno sviluppo incontenibile nel trasporto civile e per scopi militari. Quella pagina storica fu anche un fenomeno mediatico di massa che trasformò il protagonista in una vittima della sua stessa popolarità.

Vent'anni dopo il celebre volo dei fratelli Wright, l'aviazione si apprestava a vivere una fase di svolta con il boom degli anni Venti e Trenta del XX secolo. I progressi tentati in termini di prestazioni e affidabilità nel corso della Prima guerra mondiale, vennero messi a frutto in questo periodo, grazie a una rinnovata ambizione verso la conquista dei cieli e alle pressanti esigenze di rendere più veloci i collegamenti civili e commerciali sulle grandi distanze.

La nuova sfida era rappresentata dai voli transatlantici per i quali c'era qualcuno disposto a pagare profumatamente; come l'imprenditore Raymond Orteig che, dal 1919, aveva messo in palio un premio di 25.000$ per chi avesse compiuto la prima trasvolata atlantica senza scalo. Una scommessa che Charles Lindbergh, pilota 25enne dell'aeronautica statunitense, era intenzionato ad affrontare con una soluzione tecnica che in quel momento ai più sembrava una follia, al punto da soprannominarlo il "pazzo volante".

Il giovane, figlio di immigrati svedesi benestanti, era convinto che il monoplano monomotore fosse il mezzo più adatto a quel tipo di volo, perché più affidabile ed aerodinamico, rispetto ai tradizionali biplani plurimotore. Dopo numerosi rifiuti, trovò i finanziatori per la costruzione del velivolo che aveva in mente, affidata alla compagnia californiana Ryan Airlines. Il modello, un monomotore ad ala alta e con 240 CV di potenza, prese il nome di "Spirit of Saint Louis", in onore della città del Missouri da cui provenivano i finanziatori.

La partenza venne fissata per venerdì 20 maggio del 1927 dall'aeroporto Roosevelt Field, vicino a New York. Giornali e radio di mezzo mondo costruirono un'attenzione spasmodica attorno all'evento, parlando di impresa del secolo, mentre i bookmakers inglesi registravano migliaia di scommesse sulla sua riuscita. Un certo pessimismo aveva iniziato a farsi largo dopo il fallito tentativo degli aviatori francesi Charles Nungesser e François Coli, partiti l'8 maggio e scomparsi nel nulla.

A Lindbergh andò diversamente. Esattamente dopo 33 ore e mezza di volo, a una velocità media di 188 km/h, il giovane pilota sorvolò la Torre Eiffel atterrando nel vicino aeroporto di Champs de Le Bourget. Ad attenderlo 150 mila persone in delirio e le massime autorità francesi, che gli conferirono la croce d'onore. Il ritorno in patria fu ancor più trionfale: accolto come un eroe dal presidente Calvin Coolidge e portato in trionfo per il paese, si vide assegnato il grado di colonnello.

La sua fama crebbe negli anni a seguire, parallelamente all'insofferenza per l'attenzione morbosa riservata dai media a lui e alla sua famiglia. Una condizione che si fece insopportabile con la vicenda del rapimento e dell'assassinio del primogenito Charles August, che lo costrinse a trasferirsi in Europa. Cinque anni più tardi l'impresa di Lindbergh venne bissata dalla connazionale Amelia Earhart, prima donna a compiere la trasvolata dell'Atlantico in solitaria.

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