SEZ. VARIE NEWS 5 giugno 1977 (40 anni fa) Nasce Apple II, primo pc di successo
DI MORENA MOTTA Esce sul mercato l’Apple II il primo personale computer accessibile a tutti della storica società di informatica fondata da Steve Jobs e Steve Wozniak. Comincia da qui l'era del pc e l'universo della "mela morsicata".
A un anno di distanza dall'uscita dell'Apple I, costruito nel garage della casa dei genitori di Jobs, a Cupertino, i due amici si ritrovarono per un altro importante traguardo: realizzare una macchina che risultasse facile da utilizzare anche per coloro che non avevano un grande bagaglio "informatico". Una prospettiva completamente diversa rispetto al primo dispositivo, che andava assemblato (era anche venduto privo di alimentatore, tastiera e display) e quindi era appannaggio solo degli hobbisti dell'elettronica.
Nella primavera del 1977 misero a punto un prototipo di piccole dimensioni, dal design gradevole, fornito di monitor monocromatico, memoria di 4KB e tastiera che poteva scrivere solo in maiuscolo. La sua presentazione alla Fiera di San Francisco stupì i presenti, fin dal momento in cui Wozniak lo tirò fuori da una valigetta. Il 5 giugno venne lanciato sul mercato, al prezzo di 800 dollari (pari a circa 750 euro di oggi).
Divenne un oggetto di largo consumo aldilà di ogni aspettativa e contribuì ad accrescere la fama della società, da quel momento identificata con il nuovo logo della "mela morsicata" multicolore (sostituita poi dalla definitiva versione in "grigio" a partire dal 1998).
Le entrate milionarie ottenute con l'Apple II consentirono ai due soci di raccogliere i fondi necessari per sviluppare gli altri progetti in cantiere, tra cui il IIc e il IISG.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA ROMA - La community di Instagram in Italia è composta da 14 milioni di persone. Lo ha detto il co-fondatore della piattaforma, Mike Krieger, nel corso della sua visita ufficiale in Italia. Nel mondo sono oltre 700 milioni gli utenti attivi mensilmente su Instagram, l'80% dei quali vive al di fuori degli Stati Uniti. "In Italia Instagram sta crescendo ad un ritmo impressionante e ad oggi 14 milioni di persone utilizzano la piattaforma ogni mese, rispetto ai 9 milioni che avevamo annunciato lo scorso anno - commenta Luca Colombo, Country Manager di Instagram e Facebook per l'Italia -. A livello globale, la community di Instagram continua a mostrare un fortissimo engagement, con 400 milioni di persone che accedono alla piattaforma ogni giorno per connettersi con i loro amici e con le proprie passioni. Questo livello di engagement, insieme a un pubblico potenziale in costante crescita in Italia, rappresentano un'importante opportunità per gli inserzionisti sul mercato". Mike Krieger ha anche annunciato il lancio dell’iniziativa #GenInstaTakeover, che vuole accendere i riflettori sui membri più giovani, interessanti e positivi della community. “Spesso i più giovani vengono criticati per le loro abitudini online, ma su Instagram li abbiamo visti utilizzare i social media in tanti modi positivi. Ad esempio esponendosi su cause che contano per loro, avviando un proprio business, dando supporto ai loro coetanei in difficoltà. I social media sono diventati uno spazio importante per i teenager per comunicare ed esprimere se stessi", dice Krieger. Tra i giovani instagrammer coinvolti nell’iniziativa ci sono il calciatore freestyler @davfastfoot, i giovani fotografi @imedoardomei, @photographyanais e @giovanni_genzini e la yogi @micoldelloro. #GenInstaTakeover unirà giovani instagrammer italiani con brand, ONG, media, dando loro accesso e controllo degli account Instagram dei partner, così da offrire il loro punto di vista sul mondo. Tra i primi partner ad aderire all’iniziativa vi sono il Ministero della Cultura e del Turismo, AC Milan, Mediaset, Inter FC, Telefono Azzurro, e Fonzies.
di Morena Motta 
DI MICHELE PAPPACODA Le Uova di Fabergé
DI MICHELE PAPPACODA Primo uomo a scalare l'Everest: Per i tibetani è la "madre dell'universo" («Chomolangma»). Per i nepalesi è il "dio del cielo" («Sagaramāthā»). Per l'Occidente è semplicemente il tetto del mondo. Dove per prima sventolò la bandiera britannica. A portarcela fu uno scalatore neozelandese che aprì la strada all'alpinismo estremo. Nell'intervallo tra le due guerre mondiali, le grandi potenze coloniali cercarono di aumentare il proprio prestigio promuovendo spedizioni scientifiche per conquistare le vette più imponenti, in primis la cima più alta della catena dell'Himalaya, che dal 1865 il governo indiano intitolò alla memoria di Sir George Everest, responsabile dei geografi britannici in India. Per trent'anni gli Inglesi provarono inutilmente a scalarla, con esiti spesso drammatici. Dopo i primi tentativi nel 1921, nel 1924 la missione di George Mallory e Andrew Irvine finì tragicamente con la scomparsa di entrambi. La lunga pausa dovuta alla Seconda guerra mondiale s'interruppe all'inizio degli anni Cinquanta, quando l'obiettivo tornò prioritario per il Regno Unito, al cui trono nel febbraio del 1952 era salita la 26enne Elisabetta II. Nel frattempo l'occupazione cinese del Tibet aveva portato alla chiusura di questo passaggio, lasciando come unica via quella attraverso il Nepal. Di qui si inoltrarono gli alpinisti svizzeri André Roch e Raymon Lambert, che ebbero il merito di aprire la via sud dell’Everest, raggiungendo una quota compresa tra i 7.000 e gli 8.000 metri, mai toccata in precedenza. Il loro risultato spianò la strada all'esploratore neozelandese Edmund Hillary, che a sedici anni aveva già scalato i rilievi del Southern Alps, a sud della Nuova Zelanda. I 3.765 di Mount Cook, tra foreste e ghiacciai, costituirono un valido banco di prova per approcciare la vetta himalayana. L'occasione arrivò poi nella primavera del 1953 con la spedizione inglese guidata dal generale John Hunt, cui prese parte insieme allo sherpa nepalese Norgay Tenzing. Partita a marzo del 1953, tagliò il traguardo alle 11.30 del 29 maggio: Hillary e Tenzing raggiunsero gli 8.848 m della cima e qui, dopo aver piantato la bandiera britannica, si trattennero per 15 minuti. Qualcosa di più del famoso "quarto d'ora di celebrità" di Andy Warhol, perché per l'esploratore neozalendese significò andare incontro a fama e onori ed entrare per sempre nella storia dell'alpinismo. Il miglior modo per celebrare la recente incoronazione della giovane Regina, che lo nominò baronetto. Considerato tutt'oggi una leggenda in Nepal, anche per aver contribuito con una fondazione a finanziare la costruzione di scuole, strade e ospedali nel paese asiatico, Edmund Hillary inaugurò l'era dei grandi scalatori dell'Everest, tra cui Reinhold Messner e Peter Habeler che, nel maggio del 1978, lo scalarono per la prima volta senza l’ausilio di ossigeno.

di Michele Pappacoda Enrico Berlinguer
di Michele Pappacoda L'artefice della 
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