Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Hollywood e Broadway dicono addio a Olympia Dukakis, l'indimenticabile madre di Cher nel film di Norman Jewison del 1987 "Stregata dalla Luna" per il quale aveva vinto un Oscar come attrice non protagonista. "La mia amatissima sorella Olympia e' morta a New York. Dopo mesi di malattia, e' finalmente in pace con il suo Louis", ha annunciato il fratello Apollo. Louis Zorich, il marito dell'attrice morto tre anni fa ultranovantenne, era un veterano di Broadway e anche la Dukakis aveva dedicato gran parte della carriera al teatro, accostandosi al cinema solo più tardi. Olympia Dukakis era nata a Lowell, in Massachusetts, da genitori emigrati dalla Grecia. Il palcoscenico era stato sempre la sua passione (il padre Constantinos aveva una piccola filodrammatica), ma da ragazza aveva studiato da fisioterapista girando l'America negli anni peggiori della epidemia di poliomielite. Solo dopo aver guadagnato abbastanza, era tornata al college, studiando arti drammatiche alla Boston University. Nel 1962 aveva debuttato sullo schermo con una piccola parte nel 1962 nella serie tv "Dr. Kildare". Attivissima fino all'ultimo: nel film "Not to Forget", del regista italiano Valerio Zanoli che dovrebbe aprire quest'anno, aveva recitato nella parte di una giudice che condanna un "millennial" a occuparsi della nonna malata di Alzheimer. L'Oscar per la parte che la rese famosa - Rose, la madre della vedova italo-americana Loretta Castorini (Cher) la cui vita viene messa sottosopra quando si innamora del fratello del suo fidanzato (Nicholas Cage) - dopo tre decenni di ruoli teatrali, era arrivato nel 1988, lo stesso anno in cui il cugino Michael Dukakis, aveva vinto la nomination democratica nella corsa alla Casa Bianca battuto poi dal repubblicano George H. W. Bush. Merito di Norah Ephron che, avendola vista a Off Broadway in "The Marriage of Bette and Boo" le aveva affidato una parte nell'adattamento del suo romanzo "Heartburn-Affari di cuore" diretto nel 1986 da Mike Nichols e poi nel suo nuovo progetto a Broadway, "Social Security". Il regista Norman Jewison aveva visto l'attrice a teatro e l'aveva scelta per la parte della madre di Cher. Il premio piu' prestigioso di Hollywood aver portato ad altri ruoli nel cinema: l'anno dopo Olympia aveva recitato nel cast quasi esclusivamente femminile di "Fiori d'Acciaio"; poi come madre di Kirstie Alley nei tre film della serie "Senti Chi Parla"; una padrona di casa transgender Anna Madrigal nella miniserie "Tales of a City" e la madre di Frank Sinatra nel film per le tv "Sinatra". "Mi danno sempre ruoli di donna matura: sara' per la voce", aveva detto una volta: a 38 anni, nel 1969, aveva fatto a teatro la madre del 32enne Dustin Hoffmann in "John and Mary". Il successo al cinema non le aveva fatto dimenticare il palcoscenico: nel 2011 aveva recitato Off Broadway in "The Milk Train Doesn't Stop Here Anymore" di Tennessee Williams e l'anno dopo nel ruolo di Prospero, declinato al femminile, nella "Tempesta" per la Shakespeare & Company in Massachusetts. ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Concertone uguale polemica. E anche quest'anno non sembra mancare. Ad alimentare il dibattito è Fedez, che - su Instagram - denuncia come il suo intervento sia stato sottoposto ad approvazione. Da settimane il rapper sostiene il Ddl Zan, con continui battibecchi con la Lega e Salvini. "E' la prima volta che mi succede di dover inviare il testo di un mio intervento perché venga sottoposto ad approvazione politica, approvazione purtroppo che non c'è stata in prima battuta o meglio, dai vertici di Rai3 mi hanno chiesto di omettere dei partiti e dei nomi e di edulcorare il contenuto. Ho dovuto lottare un pochino, ma alla fine mi hanno dato il permesso di esprimermi liberamente. Come ci insegna il Primo Maggio, nel nostro piccolo dobbiamo lottare per le cose importanti. Ovviamente da persona libera mi assumo tutte le responsabilità e le conseguenze di ciò che dico e faccio". Già la Lega in un comunicato aveva messo le mani avanti: "Se Fedez userà a fini personali il concerto del 1 maggio per fare politica, calpestando il senso della festa dei lavoratori, la Rai dovrà impugnare il contratto e lasciare che i sindacati si sobbarchino l'intero costo dell'evento". "Questo comunicato prima ancora che io salga sul palco è da brividi. Un artista può esprimere liberamente le sue idee su un palco? O deve passare al vaglio della politica?", è la replica dell'artista. (ANSA).
INSERITO DA MORENA MOTTA Nell'anno delle donne, l'Italia incassa delusioni agli Oscar: nè Laura Pausini per «Io Si», nè «Pinocchio» di Matteo Garrone per trucco e costumi hanno portato a casa le statuette sperate.
Con ululato della sua protagonista e per la terza volta miglior attrice, Frances McDormand, la più antidiva di Hollywood, ha vinto, mentre il suo film di cui è anche produttrice, «Nomadland», già Leone d'oro a Venezia, ha dominato con tre Oscar vincendo come miglior film e la regista Chloe Zhao, nata a Pechino, è entrata nella storia del cinema, prima non bianca e seconda donna a vincere per la regia dopo Katheryn Bigelow di «The Hurt Locker» (2010).
Oltre tre ore di cerimonia e un finale a sorpresa: davanti a una platea di star in gran maggioranza afroamericane, Anthony Hopkins ha vinto. Il favorito della vigilia era Chadwick Boseman per la sua ultima interpretazione in «Ma Rainey's Black Bottom» prima della prematura scomparsa, ma a vincere il massimo riconoscimento per la recitazione è stato invece l'83enne star inglese di «The Father» che aveva già vinto nel 1994 per «Silenzio degli Innocenti». Hopkins non ha ritirato di persona il premio mentre l'atteso discorso a suo nome di Olivia Colman, la sua costar in «The Father Nulla è come sembra», da Londra non si è mai materializzato.
Piccolo giallo mentre sulla serata in diretta dalla Union Station di Los Angeles calava bruscamente il sipario. Migliori attori non protagonisti sono risultati Daniel Kaluuya di Judas and the Black Messiah e la tostissima quanto elegante veterana sud coreana Yuh-jung Youn di «Minari» che, dopo averlo fatto ai Bafta, è tornata a bacchettare gli occidentali che non sanno come si chiama.
Miglior film internazionale è stato «Un altro giro» di Thomas Vinterberg: il regista danese non è riuscito a trattenere le lacrime pensando alla figlia Ida, morta in un incidente stradale mentre cominciava la lavorazione. Miglior film d'animazione dell'anno è «Soul». Confermando le attese della vigilia, miglior documentario è stato il tenerissimo «Il mio amico in fondo al mare». Il mondo nuovo del Covid ha dettato le regole di una cerimonia inconsueta, con le mascherine indossate non appena le telecamere si allontanavano dalle star e svariate location (oltre a Los Angeles, Londra, Parigi, Sydney e Roma) ma niente Zoom.
A nulla è valsa la bacchetta magica portata con sè dalla Pausini che con Io Sì/Seen per La vita davanti a sè di Edoardo Ponti correva per la migliore canzone originale con la musicista Diane Warren, l'americana al dodicesimo Oscar mancato. Tra le grandi sconfitte della 93esima notte delle stelle c'è stata anche Glenn Close, elegantissima in un Giorgio Armani disegnato per lei, ma che ha eguagliato il primato negativo di Peter ÒToole con otto candidature nessuna delle quali diventata vittoria.
Piccolo premio di consolazione: in un bizzarro «musichiere», la Mamaw di «Elegia Americana» ha correttamente azzeccato «Da Butt» e, risvegliandosi dal torpore della tarda serata, si è esibita in un paio di mosse di twerking. Rapida dissolvenza sul segmento «In Memoriam», quest'anno affollato di nomi inclusi Ennio Morricone e Giuseppe Rotunno, oltre a Sean Connery, Michel Piccoli, Kim Ki Duk tra gli altri e che si è concluso con un fugace omaggio a Boseman.
Nell'anno del Covid non ha stupito che 15 delle 23 statuette siano andate a film distribuiti quanto meno simultaneamente su servizi in streaming tra cui «Nomadland», dal 30 aprile su Disney+ (e anche nelle sale italiane riaperte proprio dal 26 aprile): «Guardatelo sullo schermo più grande possibile e poi tornate al cinema» ha esortato la McDormand salita sul palco assieme a Swankie e Linda May, due delle «vere nomadi» ritratte nel film della Zhao. Sullo sfondo di tutto, oltre alla pandemia, le ingiustizie sociali e razziali. Regina King, nel monologo di apertura, ha alluso alla condanna del poliziotto di Minneapolis Derek Chauvin per l'uccisione dell'afro-americano George Floyd, mentre «Two Distant Strangers» su un agente bianco che uccide un nero ha vinto l'Oscar nella categoria degli short.
TUTTE LE STATUETTE
È 'Nomadland' il film che ha ricevuto il maggior numero di Oscar alla 93esima edizione degli Academy Awards: miglior film, miglior regia (Chloé Zhao, seconda donna a ottenere la statuetta dopo Kathryn Bigelow e prima donna asiatica) e miglior attrice (Frances McDormand, che porta a casa il terzo alloro come protagonista: meglio di lei solo Katharine Hepburn).
Anthony Hopkins a 83 anni ha vinto il suo secondo Oscar come miglior attore per 'The Father' (film che ha ricevuto anche il riconoscimento per la sceneggiatura non originale), battendo il compianto Chadwick Boseman, protagonista di 'Mà Rainey's Black Bottom' (che ha vinto i premi per i costumi e il trucco). Hopkins, che aveva vinto la prima statuetta nel 1992 per 'Il silenzio degli innocentì, non era alla Union Station di Los Angeles per ritirare il premio e ha inviato un breve video di ringraziamento sui social.
Due premi anche a 'Mank' (fotografia e scenografia), 'Soul' (film d'animazione e colonna sonora) e 'Sound of Metal' (montaggio e sonoro). Emerald Fennell, candidata come regista, ha vinto l'Oscar per la sceneggiatura originale per 'Una donna promettentè. Delusione per l'Italia: niente da fare per Laura Pausini, interprete e co-autrice con Dianne Warren di 'Io sì (Seen)' della canzone originale di 'La vita davanti a sé' (di Edoardo Ponti con Sophia Loren) e per i candidati di 'Pinocchiò di Matteo Garrone (il costumista Massimo Cantini Parrini e i truccatori Mark Coulier, Dalia Colli e Francesco Pegoretti).
Miglior film a 'Nomadland' di Chloé Zhao;
Miglior regia a Chloé Zhao per 'Nomadland';
Miglior attore a Anthony Hopkins per 'The Father';
Miglior attrice a Frances McDormand per 'Nomadland';
Miglior attore non protagonista a Daniel Kaluuya per 'Judas and the Black Messiah';
Miglior attrice non protagonista a Yoon Yeo-jeong per 'Minarì;
Miglior film internazionale a 'Un altro girò (Danimarca);
Miglior film d'animazione a 'Soul';
Miglior sceneggiatura originale a Emerald Fennell per 'Una donna promettentè;
Miglior sceneggiatura non originale a Christopher Hampton e Florian Zeller per 'The Father';
Miglior fotografia a Erik Messerschmidt per 'Mank';
Miglior montaggio a Mikkel E. G. Nielsen per 'Sound of Metal';
Miglior suono a Nicolas Becker, Jaime Baksht, Michelle Couttolenc, Carlos Cortés e Phillip Bladh per 'Sound of Metal';
Miglior scenografia a Donald Graham Burt e Jan Pascale per 'Mank';
Migliori costumi a Ann Roth per 'Ma Rainey's Black Bottom';
Miglior trucco a Sergio Lopez-Rivera, Mia Neal e Jamika Wilson per 'Ma Rainey's Black Bottom';
Migliori effetti speciali a Andrew Jackson, David Lee, Andrew Lockley e Scott Fisher per Tenet;
Miglior colonna sonora a Trent Reznor, Atticus Ross e Jon Batiste per 'Soul';
Miglior canzone originale a 'Fight For Yoù (musiche di H.E.R. e Dernst Emile II, testo di H.E.R. e Tiara Thomas) per 'Judas and the Black Messiah';
Miglior documentario a 'Il mio amico in fondo al marè di Pippa Ehrlich e James Reed;
Miglior cortometraggio a 'Due estraneì di Travon Free e Martin Desmond Roe;
Miglior cortometraggio d'animazione a 'Se succede qualcosa, vi voglio benè di Michael Govier e Will McCormack;
Miglior cortometraggio di documentario a 'Colettè di Anthony Giacchino;
Premio umanitario 'Jean Hersholt' a Tyler Perry di Motion Picture & Television Fund.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA C'è grande fermento tra gli aspiranti giurati del Giffoni. Infatti, è in arrivo per 5mila ragazze e ragazzi di 90 città italiane e 20 nazioni, la richiesta di confermare la loro partecipazione a #Giffoni50Plus, in programma a Giffoni Valle Piana (Salerno) dal 21 al 31 luglio. "#Giffoni50Plus - spiega il fondatore e direttore Claudio Gubitosi - avvia il suo percorso verso la normalità, la ripresa delle attività e della fiducia vicino, ancor di più, a chi ha subito enormi disagi affettivi e psicologici. Giffoni c'è e risponde con un'edizione meravigliosa, anche se ancora sotto tutela. Il mondo dei giffoner attendeva questa notizia dallo scorso anno. Ci siamo e siamo pronti per un programma pensato per promuovere ancor di più valori, benessere e riconquista delle identità". Pur non potendo ancora condividere la loro partecipazione con le migliaia di famiglie che per anni li hanno adottati, Giffoni assicurerà a molti l'ospitalità completa nei dodici giorni dell'evento. Saranno non meno di 50 gli hub in Italia e 20 in altrettante nazioni, per oltre 3000 juror a distanza. Il programma sarà come sempre ricco e coinvolgente: 150 i film che verranno proposti nelle varie sezioni, 9 i grandi eventi dedicati alle anteprime. Non meno di 150 tra talenti e ospiti saranno protagonisti con i ragazzi nelle varie attività di incontro, dibattito e performance. Le masterclass sono state tutte concentrate in una sola nuova sezione: Giffoni IMPACT!, riservata a 200 giovani italiani dai 18 ai 28 anni. Confermata una delle sezioni più seguite dal pubblico di Giffoni e da tutti i juror: VivoGiffoni. La grande arena per la musica sarà riproposta nell'ampio spazio della Piazza Fratelli Lumiere e vedrà 25 tra i migliori artisti del momento. Dalle 22 alle 24, rispettando le regole sanitarie, si tornerà ad ascoltare e condividere la musica dal vivo. Prima della data di inizio del festival, Giffoni si presenterà al mondo dai parchi archeologici di Pompei e Paestum e con attività previste nel Museo Archeologico di Pontecagnano. Sono partiti, intanto, i lavori per l'adeguamento e la ristrutturazione delle sale della Cittadella del Cinema e della Multimedia Valley, grazie ad un progetto speciale sostenuto dal Ministro della Cultura Dario Franceschini. È prevista l'11 giugno l'inaugurazione della storica sala dedicata a François Truffaut, adeguata a tutte le nuove tecnologie audio-video, nuove poltrone e migliorie strutturali. Iniziati anche i lavori in Multimedia Valley per la costruzione del Museo "Testimoni del Tempo". Sempre nell'area della Multimedia Valley, prossimo anche l'avvio dei lavori per un'arena da 4300 posti destinata ai grandi eventi. Nel frattempo, in occasione delle celebrazioni di #Giffoni50Plus, il primo evento è in programma il 24 giugno. In 10 città italiane, in contemporanea, studenti, autorità locali e famiglie potranno conoscere e vivere la storia di Giffoni con un docu-film prodotto e realizzato dalla Giffoni Video Factory. Dall'11 al 13 giugno, invece, 200 direttori di festival e rassegne cinematografiche italiane si incontreranno a Giffoni per avviare una nuova cooperazione e collaborazione. Altra attività confermata per luglio è il campus dedicato a 130 ragazzi e ragazze del progetto "Sedici modi di dire ciao". (ANSA).
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Raddoppiare le presenze massime consentite per gli spettacoli sia all'aperto sia al chiuso. E coinvolgere le Regioni, trovando il modo di sperimentare eventi aperti anche a qualche migliaio di persone, sul modello del concerto di qualche giorno fa a Barcellona, da accompagnare con misure di sicurezza in più il cui costo non ricada però né sul pubblico, già difficile da convincere a partecipare, né sugli esercenti, già troppo provati dalla crisi economica. Ma comunque spingere per quanto si può sulle riaperture, dopo il 30 aprile, perché il settore è allo stremo, non ce la fa più e per la sua importanza anche per l'economia del Paese, "deve essere considerato "essenziale al pari della scuola". Da sempre sulla linea della prudenza, il ministro della Cultura Franceschini ha passato ore oggi in collegamento con i tecnici del Cts per convincerli della necessità di trovare soluzioni che vengano incontro a cinema, teatri, danza, musica, manifestazioni artistiche. Immaginando uno scenario che tra domani e mercoledì verrà articolato nei particolari in un documento, una proposta nata dalla sintesi delle richieste avanzate in queste settimane dalle associazioni di settore e dai rappresentati degli enti locali, e che il ministro si è impegnato ad inviare al Comitato. Una mediazione accompagnata da non poche tensioni e preceduta oggi dall'aut aut dell'Agis, l'associazione generale dello spettacolo, insorta contro l'ipotesi di obbligare gli spettatori a fare il tampone prima di entrare in sala e a provvedersi sul posto di una mascherina Ffp2. Sarebbe "un elemento di discriminazione sociale, oltre che un ulteriore disincentivo alla partecipazione", sottolineava l'associazione presieduta da Carlo Fontana, facendo notare che anche il costo della mascherina, se addossato ai gestori dei locali, non sarebbe sostenibile. Il ministro sparge acqua sul fuoco, non servirà fare il tampone per tornare al cinema o al teatro, assicura lasciando la riunione. Per questo tipo di spettacoli, le precauzioni rimarranno quelle alle quali ci siamo tutti già abituati, dall'obbligo della mascherina al divieto di mangiare in sala, il divieto di assembramento, le distanze. Puntando ad aumentare la capienza fissata dagli attuali protocolli, che prevedono di poter riempire le sale al 25 per cento con un massimo di 200 persone al chiuso e 400 all'aperto. Anzi chiedendo di raddoppiarla. Le precauzioni ulteriori, l'ipotesi di richiedere un tampone, come hanno fatto in questi giorni i parchi olandesi o com'era stato per il concerto 'apripista' di Barcellona, entrerebbero in campo invece - questa l'idea del ministro - per eventi particolari, situazioni speciali la cui organizzazione verrebbe lasciata alla valutazione delle Regioni, concerti o manifestazioni da tenersi rigorosamente all'aperto ma aperti anche a qualche migliaia di spettatori. E il costo di queste garanzie aggiuntive, dai tamponi alle mascherine distribuite in loco, potrebbe essere sostenuto dallo Stato o dalle regioni o magari da uno sponsor, in modo da non pesare né sugli spettatori, né sugli organizzatori. Anche se l'ultima decisione spetta ai tecnici e al governo. Dall'Agis alle circa 80 realtà promotrici del protocollo #Ricominciamo, le associazioni, che da mesi lavorano anche in collaborazione con il ministero per immaginare un futuro per lo spettacolo, restano col fiato sospeso. In queste settimane c'è stata da parte di tutti un'attività febbrile per mettere a punto protocolli, immaginare organizzazioni sostenibili. Autori, esercenti, artisti, produttori vorrebbero in realtà di più, chiedono che la capienza fissata non sia uguale per tutti, ma legata alla grandezza delle sale o dei luoghi all'aperto, che sia consentito vendere da bere e da mangiare, che si considerino la complessità e la varietà di questo settore. E che lo Stato tenga conto anche di quanto costano gli investimenti per la sicurezza e di chi non se li potrà permettere. (ANSA).
INSERITO DA ANGELA CECERE Ascolti Tv 11 aprile 2021. In prima serata ci voleva Paolo Bonolis per soffiare il primato domenicale alla fiction di Rai1. È stata una vittoria sul filo di lana dopo un appassionante sprint. Su Canale 5 – dalle 21.25 alle 24.54 – il debutto Avanti Un Altro! Pure di Sera ha ottenuto una media di 4.109.000 spettatori pari al 17,6% di share. Su Rai1 – dalle 21.39 alle 23.40 – in prima visione la prima puntata de La Compagnia del Cigno 2 ha conquistato una media 4.050.000 spettatori pari al 17% di share. Su Rai3 Che Tempo Che Fa - dalle 20.36 alle 22.01 – 3.021.000 (11%) mentre Che Tempo Che Fa Il Tavolo – dalle 22.05 alle 23.31 – 1.619.000 (6,9%). Su La7 Non è l’Arena 1.591.000 (6%) nella prima parte dalle 21.12 alle 22.55 e 920.000 (6,9%) nella seconda parte dalle 23.01 alle 0.55. Su Rai2 la serie 9-1-1: 1.281.000 (4,6%) nel primo episodio e 1.213.000 (4,6%) nel secondo. Su Italia1 X-Men Giorni di un futuro passato 1.112.000 (4,7%). Su Rete4 Flight 728.000 (3,4%). Su Tv8 4 Hotel 605.000 (2,3%). Sul Nove Casamonica Le Mani su Roma 346.000 (1,3%). In fascia Access Prime Time su Rai1 Soliti Ignoti 5.109.000 (18,6%). Su Canale 5 Paperissima Sprint 3.920.000 (14,3%). Su Rai 3 anteprima Che Tempo che fa 1.868.000 (7,3%). Su La7 anteprima di Non è l’Arena 1.300.000 (4,8%). Su Italia1 CSI Miami 1.329.000 (4,9%). Su Rete 4 Stasera Italia Weekend 1.119.000 (4,2%) nella prima parte e 904.000 (3,3%) nella seconda. Su Tv8 Quattro Ristoranti 581.000 (2,1%). Sul Nove Little Big Italy 339.000 (1,3%). Nel Preserale su Rai1 L’Eredità 4.645.000 (20,8%). Su Canale 5 Avanti un Altro 3.738.000 (17%). Su Rai2 Novantesimo Minuto 909.000 (4,8%) nella prima parte La Tribuna e 1.339.000 (6,2%) nella seconda. Nel daytime su Rai1 Santa Messa Presieduta dal Papa 2.391.000 (21,4%). Su Canale5 Santa Messa Celebrata dal Papa 982.000 (8,9%). Su Rai1 Linea Verde 4.157.000 (23%), Domenica In 3.620.000 (18,1%) nella prima parte e nella seconda 3.261.000 (17,5%). Da noi… a ruota libera 2.424.000 (13,5%). Su Rai 2 Quelli che il calcio 1.165.000 (6,3%). Su Rai 3 Mezz’ora in più 1.406.000 (7,3%), Kilimangiaro Una finestra sul mondo 1.621.000 (9%). Su Canale 5 Domenica Live nella prima parte 2.330.000 (13,4%) e nella seconda 2.389.000 (13%). In seconda serata su Rai 1 Speciale Tg1 568.000 (6%). Su Rai 2 La Domenica Sportiva 958.000 (6,5%), L’altra DS 282.000 (4,1%). Su Italia 1 Pressing Serie A 357.000 (6,5%). Su Rai 3 Tg3 Mondo 588.000 (4,8%). Su Canale 5 Il film The Dreamers 286.000 (6,1%). Su Rete 4 Il film The forger 181.000 (3,4%).
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI TUTTI I QUASI CINQUECENTOMILA PEZZI DEL MUSEO PARIGINO SONO ORA DISPONIBILI PER LA CONSULTAZIONE TELEMATICA. NEL FRATTEMPO, GLI ESPERTI CONTINUANO IL LAVORO DI TRACCIAMENTO DELLE OPERE TRAFUGATE DAI NAZISTI E IN EPOCA COLONIALE
Théodore Géricault, La zattera della Medusa -Museo del Louvre 1818-19 fonte Wikipedia
Se non sapete come trascorrere la Pasqua, tra regioni rosse e divieti draconiani, ilLouvrepotrebbe avere la soluzione per voi. L’intera collezione del museo parigino, composta da oltre 482mila pezzi, è infatti online per la prima volta su unnuovissimo sito web. Progettato sia per i ricercatori sia per gli amanti dell’arte, il database collections.louvre.fr contiene, oltre alle opere del Louvre, quelle del Musée National Eugène-Delacroix, le sculture dei giardini delle Tuileries e del Carrousel e le opere recuperate dopo la Seconda Guerra Mondiale. Il sito, che verrà aggiornato regolarmente dagli esperti del museo, offre diversi modi per approfondire le collezioni: ricerche semplici o avanzate, voci smistate per dipartimento curatoriale e album a tema. Una mappa interattiva aiuta i visitatori a preparare o proseguire la visita e consente di esplorare il museo stanza per stanza, e tutte le informazioni sono disponibili in francese, inglese, spagnolo e cinese.
“Oggi, il Louvre sta rispolverando i suoi tesori, anche i meno conosciuti“, ha annunciato il suo presidente, Jean-Luc Martinez. Solo circa 30mila di questi manufatti erano accessibili al pubblico sul vecchio sito, visitato 21 milioni di volte solo nel 2020. “Per la prima volta chiunque può accedere gratuitamente all’intera collezione di opere da computer o smartphone, siano esse in mostra al museo, in prestito, anche a lungo termine, o in deposito. Lo straordinario patrimonio culturale del Louvre è ora tutto a portata di clic! Sono certo che questo contenuto digitale ispirerà ulteriormente le persone a venire al Louvre per scoprire di persona le collezioni“, ha concluso.
Louvre, Parigi
LA RICERCA SULLE OPERE TRAFUGATE CONTINUA
La Francia è stata spesso accusata di essere lenta nella restituzione delle opere saccheggiate dai nazisti: anche per questo il Louvre ha ingranato la quarta per stabilire la provenienza di alcuni dei manufatti che custodisce, frutto di saccheggi nazisti e coloniali. Queste opere, tenute in carico dal secondo dopoguerra in assenza di un legittimo proprietario riconosciuto (o dei suoi discendenti), sono raggruppate nelle due gallerie dei “Musées Nationaux Récupération”, o MNR, aperte nel 2017 per incentivare i reclami. Non si parla di cose da poco: tra i quasi 1.800 pezzi recuperati in Germania ci sono dipinti di Chardin, Delacroix e Corot. La ricerca sulla provenienza di questi manufatti, e di quelli di origine coloniale il cui acquisto regolare non sia certificato, è “senza dubbio la principale questione che i musei devono affrontare nei prossimi anni per mantenere la loro credibilità“, ha sottolineato Martinez, che spera con questo nuovo sforzo sia di perfezionare l’immagine pubblica del Louvre, sia di ottenere per sé un nuovo mandato di direzione in previsione della sua imminente scadenza.
INSERITO DA ANGELA CECERE Il weekend di Pasqua è all’insegna di Scooby!, che debutta in TV su Sky Cinema Uno sabato 3 aprile alle 21.05. Il film d’animazione ha saltato il passaggio in sala ma non ha perso un grammo del suo humour. Stavolta la storia ripercorre l’inizio dell’amicizia tra l’alano fifone Scooby e il giovane Shaggy – comparsi per la prima volta nel 1969 - mentre svela un retroscena intrigante della Misteri e affini, l’agenzia investigativa che coinvolge Fred, Velma e Daphne. A prestare la voce a questo gruppo esilarante ci pensa un “dream team” di Hollywood. «Non ho ricordi – sghignazza Will Forte, che doppia Shaggy – un mondo senza Scooby-Doo, ha sempre fatto parte della mia vita e temevo di sembrare un imitatore del personaggio, invece per fortuna mi hanno lasciato libero d’interpretarlo e ne sono elettrizzato». «Io sono una vera e propria appassionata del genere horror», confessa Amanda Seyfried, che infatti il 29 aprile arriva su Netflix con il film L’apparenza delle cose accanto a James Norton (dal 12 su Sky Atlantic con la serie fantasy The nevers). «Fin da piccola amavo le storie di fantasmi perché facevano viaggiare la mia fantasia oltre ogni limite ed è grazie a Scooby-Doo se mi sono sentita sempre al sicuro e a mio agio in quest’avventurosa esplorazione». «Da ragazzo – le fa eco Zac Efron/Fred – ogni volta che avevo bisogno di relax o incoraggiamento ricorrevo a questo gruppo di stravaganti teenager alle prese con missioni misteriose e crimini da risolvere. Per me Fred ha sempre rappresentato il leader del gruppo, il tipo su cui fare sempre affidamento, uno con i piedi per terra, di cui avrei voluto essere amico. Si è guadagnato il mio rispetto e mi ha fatto sempre molto ridere e ancora oggi la sua comicità mi diverte, quindi mi sono sentito davvero onorato di essere stato scelto per doppiarlo, perché voglio rendere omaggio ad uno dei personaggi iconici della mia infanzia e regalarlo alle famiglie e ai bimbi di oggi». «La parte più emozionante di questo viaggio – aggiunge Gina Rodriguez/Velma, che già ha già prestato la voce a Carmen Santiago e ha conquistato il successo nei panni di Jane The Virgin – è scoprire finalmente com’è nata l’amicizia tra i personaggi, sbirciare nel loro passato. Il fatto che Velma venga caratterizzata come latina mi rende maggiormente orgogliosa perché è intelligente e studiosa, un genio della tecnologia. La considero tuttora un modello a cui aspirare perché io non sono così hi-tech come lei e spero ispiri anche le nuove generazioni, con gentilezza ma anche acume».
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Le proteste di ieri dei lavoratori dello spettacolo, che in occasione della giornata mondiale del teatro, hanno occupato spazi simbolici come il ponte della Libertà di Venezia il ponte Umberto I a Torino e soprattutto il Piccolo teatro di Milano ha puntato l'attenzione sui problemi del settore e sul bisogno di riaprire i luoghi della cultura. Una questione di cui parleranno domani il ministro della cultura Dario Franceschini e gli assessori alla cultura delle grandi città, che chiedono date certe e definitive, senza balletti di aperture e chiusure. Questo, ritengono, si potrebbe fare con regole chiare come ingressi contingentati, biglietti prenotati, distanziamento ma dovrebbe andare di pari passo con l'ok ad alzare i sipari, i luoghi della cultura, come musei e mostre non solo in zona gialla ma anche arancione e per tutta la settimana, dunque anche nel week end. "Tutti noi - ha osservato su Facebook l'assessore alla Cultura di Milano Filippo Del Corno - sappiamo che viviamo da ormai più di un anno in un'emergenza globale sanitaria, che richiede a tutti, per essere superata, responsabilità e sacrificio. Dobbiamo però anche capire che a questa emergenza sanitaria, a cui risponde la ricerca scientifica e la competenza medica, seguirà un'ancora più lunga emergenza sociale: i medici, gli scienziati, i ricercatori, gli infermieri per questa emergenza sono le donne e gli uomini che lavorano per teatri e cinema, per biblioteche e librerie, per musei e gallerie, per club e associazioni". "Ascoltiamo queste voci, in tutto il mondo: gridano una proposta, non una protesta" è l'appello che ha fatto dopo l'occupazione del chiostro del Piccolo teatro, che continua e vorrebbe contagiare anche altri spazi. Gli 'occupanti' del coordinamento dello spettacolo lo hanno chiesto ai direttori dei teatri milanesi che oggi hanno partecipato con loro a un confronto nel chiostro, che si poteva seguire anche in streaming e trasmesso all'esterno del Piccolo, incassando il sì di diverse realtà come il teatro Menotti ma anche il Parenti, più disposto invero a organizzare riflessioni e incontri portando le proprie riflessioni, come ha spiegato la sua 'anima' Andrée Ruth Shammah. che a farsi semplicemente occupare. (ANSA).Di Bianca Maria Manfredi ANSA
INSERITO DA ANGELA CECERE Ascolti Tv 24 marzo 2021. Prima serata: vince la fiction con Sabrina Ferilli. Su Canale 5 Svegliati Amore Mio conquista una media di 3.814.000 spettatori pari al 16,1% di share. Su Rai1 il film Mia e il Leone Bianco 3.630.000 (14,5%). Su Rai2 Rocco Schiavone quarta stagione 2.570.000 (10,3%). Su Rai3 Chi l’ha Visto? 2.291.000 (10%). Su Tv8 la finale di Italia’s got Talent 1.405.000 (6,4%). Su Italia 1 Barry Seal Una Storia Americana 1.328.000 (5,4%). Su Rete4 Stasera Italia Speciale 671.000 (2,9%). Su La7 Atlantide Storie di Uomini e di Mondi 654.000 (2,8%). Sul Nove Accordi & Disaccordi 448.000 (1,7%). In fascia Access Prime Time su Rai1 Soliti Ignoti Il Ritorno 5.503.000 (19,7%). Su Canale 5 Striscia la Notizia 4.587.000 (16,4%). Su La7 Otto e Mezzo 2.164.000 (7,8%). Su Rete4 Stasera Italia 1.245.000 (4,6%) nella prima parte e 1.059.000 (3,8%) nella seconda. Su Rai2 Tg2 Post 1.137.000 (4,1%). Su Rai3 Via dei Matti n°0 con Bollani 1.445.000 (5,4%) e Un Posto al Sole 1.964.000 (7%). Su Italia1 CSI Miami 1.490.000 (5,4%). Su Tv8 Guess my Age 574.000 (2,1%) e sul Nove Deal with It Stai al gioco 559.000 (2%) Nel Preserale su Rai1 L’Eredità 5.048.000 (23,1%). Su Canale 5 Avanti un Altro! 4.244.000 (20%). Su Rai3 le edizioni del Tgr 3.433.000 (15%). In seconda serata Su Canale 5 il Maurizio Costanzo Show 1.213.000 (14,4%). Su Rai1 Porta a Porta 936.000 (8,6%). Su Rai 3 il Tg3 Linea Notte 728.000 (8,5%). Su Rai2 Re Start 496.000 (4,4%). Su Italia1 Full Metal Jacket 477. 000 (6,1%). Su Rete4 Manchester by the Sea 118.000 (1,8%).