Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Salerno. riapre le braccia a chi è in difficoltà: poco dopo le 9,30 di questa mattina la "Ocean Viking" è arrivata al porto cittadino, attraccando al molo 3 gennaio. Sono in tutto 387 i migranti presenti, soccorsi nei giorni scorsi dalla Ong Sos Mediterranée. Tra questi 149 minori di cui l'80% non accompagnati, tra loro ci sono anche 9 bambini al di sotto di 5 anni e un bambino di appena un anno. Il porto salernitano è stato quindi indicato come luogo sicuro di sbarco per le centinaia di persone a bordo e ieri è scattata la macchina organizzativa per coordinare le operazioni con un vertice in Prefettura. Parola d'ordine accoglienza, ma le polemiche, soprattutto politiche, non sono mancate. Presenti, tra gli altri, alle operazioni, oltre ad un nutrito dispiegamento di forze dell'ordine, il prefetto Francesco Russo, il vice sindaco di Salerno Paky Memoli, l'assessore all Politiche Sociali e Giovanili Paola de Roberto e l'assessore all'istruzione Gaetana Falcone. Le attività di sbarco sono iniziate poco dopo le 10: a quelle seguirà l'affidamento dei migranti nelle strutture di accoglienza, in primis dei minori. In mare per giorni, una traversata da incubo: il primo a scendere dalla nave è stato il piccolo Sakir, un bimbo nigeriano più piccolo di un anno, insieme al fratellino neonano e alla mamma incinta. Per lui e per i suoi tanti compagni adesso un luogo sicuro.
INSERITO DA ANGELA CECERE Salerno. Per incentivare la raccolta differenziata in città, Salerno Pulita ha messo a punto una nuova iniziativa: la raccolta dei giocattoli usati presso gli stabilimenti balneari. “Lo stiamo già sperimentando con il conferimento di libri e piccoli Raee nelle piazze, i cittadini – spiega Enzo Bennet, amministratore unico di Salerno Pulita – apprezzano l’allestimento di punti di raccolta temporanei per disfarsi di oggetti che non utilizzano più. I giocattoli, spesso anche in buone condizioni, finivano quasi sempre nel non differenziabile. Invece, per molti di loro può iniziare una seconda vita e possono ancora regalare gioia ed emozione ad altri bambini meno fortunati. Questa iniziativa – conclude Bennet – serve anche a far riflettere sull’imperante consuetudine dell’usa e getta. Il riuso di oggetti ancora in buone condizioni contribuisce a diminuire la produzione di rifiuti e anche questa strada va percorsa”.
INSERITO DA ANGELA CECERE Salerno. Il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli ha informato la cittadinanza, via social, che è entrata nel vivo l'attività di taglio dell'erba e manutenzione del verde pubblico da parte degli operai della nuova ditta incaricata. Si cerca così di recuperare a mesi di incuria, dopo tante polemiche e segnalazioni da parte dei residenti, stanchi di vedere i luoghi del cuore della propria città abbandonati. "Giorno dopo giorno verranno interessati dai lavori tutti i quartieri di Salerno. Stiamo riportando ordine e decoro alla nostra città che torna ad essere bella e pulita", le parole del sindaco. Il primo cittadino ha anche aggiunto: "È doveroso informare la nostra comunità di questa nuova fase. Stiamo lavorando duramente per recuperare le criticità. Tutte le zone della città saranno interessate in un piano di lavoro che procede senza sosta per ripristinare la normalità": Non è mancato poi un appello alla cittadinanza: "Una cosa voglio sottolineare tra le tante che ho letto ed apprezzo: il richiamo al senso di responsabilità di tutti i cittadini. La pulizia ed il decoro di una città si ottengono con la piena cooperazione tra cittadini e pubblica amministrazione ciascuno con la sua parte di doveri e responsabilità. Andiamo avanti tutti insieme per far tornare Salerno bella, pulita, splendente per noi ed i nostri turisti e visitatori".
INSERITO DA ANGELA CECERE Salerno. Parco Pinocchio insicuro e decadente. Ad accendere i riflettori sulle condizioni dell'are verde cittadina è il Consigliere comunale Gennaro Avella che lancia un appello al sindaco Vincenzo Napoli: “Ripristinare i livelli minimi di dignità, vivibilità e sicurezza del Parco". Avella dichiara: “Il Parco Pinocchio versa da tempo in condizioni inaccettabili. L’area è degradata, insicura, sporca e – per ampi tratti - pericolosa. La situazione peggiora di giorno in giorno”. In una nota, il consigliere elenca le problematiche:“Manutenzione ordinaria assente, un numero crescente di lampade pubbliche fulminate, area del parcheggio dissestata, buia e pericolosa; perdite e sprechi d’acqua insopportabili (addirittura alcuni getti dell’innaffiamento sono orientati in maniera sbagliata), immondizia diffusa e sporcizia; viali spesso trasformati in ‘piste’ per bici e monopattini elettrici. Inoltre l’area, nella sua totalità, è diventata un canile a cielo aperto: il mancato senso civico di molti padroni di cani, la loro ‘disobbedienza’ alle più elementari regole del rispetto e l’assenza del benché minimo controllo agli ingressi determinano la presenza di decine di cani perlopiù senza guinzagli, tutti privi di museruole, in giro per viali e giardini, liberi di fare i loro fisiologici bisogni ovunque. A nulla servono i cartelli di divieto con contestuale obbligo di indirizzare i nostri ‘amici a quattro zampe’ nell’apposita area pubblica di sgambamento che, paradossalmente, rimane vuota nonostante il gran numero di cani presenti”. Quindi, l’appello al sindaco del Comune di Salerno, Vincenzo Napoli: “Il Parco è patrimonio della città e caro punto di riferimento di migliaia di abitanti della zona. La struttura pubblica è gestita in forza di una convenzione. Non si spiega allora questo decadimento che l’ha portata, in alcune sue aree, a livelli preoccupantemente insufficienti di vivibilità e sicurezza. Il Comune, attraverso gli uffici, verifichi l’attuazione in ogni suo punto della convenzione. E comunque intervenga urgentemente al fine di ripristinare gli standard minimi di dignità e di vivibilità”.
INSERITO DA ANGELA CECERE Salerno. Dopo il rigetto da parte della Regione Campania dell'l'istanza documentale presentata dalle Fonderie Pisano per la delocalizzazione dell'impianto da Fratte a Buccino "perché ritenuta inadeguata rispetto alle norme vigenti", arriva una riflessione da parte delle associzioni che da sempre si battono per la chiusura dell'impianto. Per Paolo Fierro, vicepresidente dell'Associazione nazionale "Medicina Democratica", e Lorenzo Forte, presidente dell’Associazione Salute e Vita, si tratta di una notizia che "lascia l’amaro in bocca e ci dà conferma, ancora una volta, del sospetto che non ci sia una reale volontà a delocalizzare". In una lunga nota, i rappresentanti portano avanti due considerazioni. "La prima è la celerità con cui la responsabile dell’ufficio addetto alle Valutazioni di Impatto Ambientale della Regione Campania, ha rigettato in poco più di una settimana la richiesta di verifica di assoggettabilità a VIA presentata.Questa solerzia lascia straniti perché inattesa: qualche anno fa, dopo la medesima richiesta, ma per l’attuale collocazione a Fratte, con gli stessi protagonisti, ovvero l’ufficio regionale e gli imprenditori Pisano, si verificava, al contrario, un notevole ritardo nell’emanare il provvedimento di accoglimento o di respingimento della VIA. L’incrocio del ritardo sovrapposto della domanda e del provvedimento conseguente, all’epoca destò sospetti e reazioni legali da parte nostra. Solo dopo una querela si ebbe l’emanazione di un provvedimento che non poteva che essere impiantato su un parere negativo", scrivono i rappresentanti delle associazioni. Forte e Fierro, poi, puntano il dito contro: "il reale interesse della famiglia Pisano nel realizzare un impianto a norma di legge, addirittura di tecnologia d’avanguardia ed in un sito lontano da insediamenti abitativi, nell’area industriale di Buccino". "Ci appare infatti singolare che i noti imprenditori, che non si sono mai fatti mancare tecnici ed avvocati di prim’ordine per difendersi dai numerosi processi a loro carico, non siano riusciti a presentare un progetto credibile, che risulterebbe addirittura inadeguato, al punto che è stato bocciato dopo appena una manciata di giorni. - proseguono - A conti fatti, dopo diciotto anni dalla data prevista della delocalizzazione, siamo ancora punto e a capo: non si è fatto un solo passo in avanti per trasferire l’attività produttiva, addirittura per grossolani errori di formulazione delle domande di permessi". Una situazione "vergognosa", per cui i rappresentanti delle associazioni esprimono "amarezza". "Questo è solo l’ultimo tassello, in ordine di tempo, di un mosaico aberrante, che vede i cittadini ed i lavoratori vittime innocenti della stessa situazione". Ed infine un appello agli operai delle Fonderie Pisano: "Affinché ritrovino il coraggio di parlare e combattere al nostro fianco, liberandosi dal ricatto della scelta tra il diritto al lavoro e quello alla salute. Pertanto, come abbiamo già più volte affermato, nonostante la rassegnazione della popolazione e gli errori in buona ed in cattiva fede delle Istituzioni, noi non smetteremo mai di fare luce sugli episodi incresciosi che da troppi anni caratterizzano questa vicenda e chiederemo, ogni giorno, giustizia e verità, denunciando tempestivamente ogni possibile illecito", concludono Forte e Fierro.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Addetto di Farmacia redarguisce un uomo che aveva parcheggiato male bloccando l’intero deposito L’operatore sanitario aggredito è in osservazione SALERNO - Una nuova aggressione nei confronti di un operatore sanitario all’ospedale Ruggi. Ma, questa volta, a finire nel mirino non è un addetto in servizio al Pronto soccorso o nelle altre aree “ingolfate” dalle carenze di personale e dalla recrudescenza del Covid. Ad avere la peggio nel corso del turno del pomeriggio di giovedì è un operatore in servizio presso l’Unità di Farmacia del nosocomio di via San Leonardo. L’uomo, infatti, è stato prima offeso e poi spintonato da uno sconosciuto che era stato in precedenza redarguito per aver sostato in malo modo la propria auto. Il dipendente dell’Azienda Universitaria, infatti, aveva chiesto l’intervento per la rimozione dell’auto del suo aggressore, parcheggiata davanti all’ingresso dell’area destinata allo scarico merci di Farmacia che impediva praticamente ogni operazione. Da qui, dunque, si è scatenata la discussione che ha visto l’operatore sanitario avere la peggio: è finito al Pronto soccorso ed è rimasto sotto osservazione per ore. Un fatto condannato con forza dai delegati Rsu della Cisl dell’Azienda Universitaria guidata dal manager Vincenzo D’Amato che, in una nota, hanno raccontato la vicenda: «Il rispetto delle norme vigenti hanno portato il collega a richiedere lo spostamento dell’autovettura che intralciava il libero transito e la possibilità di scarico e carico di medicinali e presidi per i servizi dell’ospedale, scatenando gesti di estrema violenza da parte dell’utente». I delegati della Funzione Pubblica della Cisl sottolineano che quanto accaduto è «l’ennesimo atto vandalico a danno degli operatori sanitari. Il luogo di lavoro nelle aziende sanitarie da ormai troppo tempo rappresenta un luogo estremamente pericoloso per chi vi opera e finché le autorità competenti non decideranno incisivamente di tutelare attraverso un adeguato potenziamento dei servizi di tutela e sicurezza la situazione non può che aggravarsi. Rafforziamo un concetto semplice e fondamentale: a fine giornata il lavoratore ha il sacrosanto diritto di rientrare a casa sano e salvo» concludono con rammarico i delegati della Cisl. Dure anche le parole del segretario provinciale del sindacato, Alfonso Della Porta : «Il collega, vittima dell’ennesima violenza, è stato trasportato presso il servizio di pronto soccorso, sottoposto ad indagini e cure per aver riportato lesioni e ferite da percosse e sembrerebbe che sia ancora in osservazione. Una questione drammatica a carattere nazionale, ove emerge una marcata regressione sociale e culturale del nostro Paese. A partire dai Pronto Soccorso ma purtroppo anche in ogni servizio e struttura sanitaria pubblica, il rischio di aggressioni è diventata la norma non l’eccezione e bisognerebbe ristabilire presidi di sicurezza ed aumentare gli organici addetti alla vigilanza ». LA CITTA
INSERITO DA ANGELA CECERE Salerno. "Una donna amabile, silenziosa, conosciuta e stimata da tutti quanti, una persona discreta che ha lasciato un ricordo buono in tutta la comunità". Con queste parole don Paolo Carrano ha ricordato Maria Grazia Martino, la donna di 91 anni uccisa nella sua abitazione di Via San Leonardo a Salerno. Nella parrocchia della zona orientale si sono svolte le esequie, dopo che la Procura di Salerno ha liberato la salma. "La sua morte è accompagnata da un dolore immenso e dallo sgomento perché non si è mai sentito un episodio del genere, così efferato e violento. Non ci sono parole ma solo silenzio e preghiera", la riflessione di don Paolo scandita davanti a familiari e conoscenti. Per la morte di Maria Grazia Martino al momento l'unico indagato è Giuseppe Buono: l'ex badante ha confessato l'assassinio ed è rinchiuso nel carcere di Fuorni. Le indagini della Procura di Salerno però non sono chiuse e altri sviluppi potrebbero arrivare nelle prossime ore.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Un ragazzo di origine magrebina è stato ritrovato, la scorsa notte, con una grave ferita alla testa in località Santa Cecilia ad Eboli. Le indagini Il giovane, privo di documenti, sarebbe arrivato in Italia, da pochi giorni, dalla Francia. I sanitari del 118 lo hanno condotto presso il locale ospedale dov’è stato prontamente preso in cura dai medici, i quali gli hanno diagnosticato un’emorragia cerebrale. Ora è in coma perché non ancora operabile. Lo straniero sarebbe stato colpito alla testa con un oggetto contundente, probabilmente al termine di una lite furibonda. AGROPOLINEWS
INSERITO DA ANGELA CECERE Battipaglia. Proseguono le attività di controllo delle forze dell'ordine lungo la Litoranea salernitana. Nell'ambito dei controlli disposti dal questore Giancarlo Conticchio la polizia ha sorpreso due donne mentre esercitavano l'attività di prostituzione sulla SP 175, in località "Torretta Tusciano" del territorio di Battipaglia. Il questore ha dunque proposto il Daspo urbano nei confronti delle due donne.
NSERITO DA ANGELA CECERE Salerno. Sono passati 30 anni dalla strage di via D'Amelio a Palermo in cui morirono Paolo Borsellino e la sua scorta: Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina, Emanuela Loi e Eddie Walter Cosina. L'attentato avvenne 57 giorni dopo quello di Capaci in cui morirono Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. “Non possiamo dimenticare Paolo Borsellino e Giovanni Falcone – dichiara il Presidente della Provincia di Salerno Michele Strianese - perché incarnano innanzitutto la lotta alla mafia, e poi rappresentano il pensiero di un intero Paese, di un’Italia integra che ha ideali e valori da difendere. L’estate del 1992 fu un momento strategico che segnò un passaggio netto tra il prima e il dopo. Se prima Cosa Nostra uccideva e imponeva la sua legge quasi indisturbata, in quei 57 giorni venne capovolto il sentire comune dei cittadini e di tutta la nazione. I due attentati di Capaci e di via D’Amelio scossero in maniera dirompente la coscienza civile di tutti noi. Divenne impossibile dimenticare o fare finta di niente. E oggi come allora abbiamo il dovere di ricordare, come è doveroso ricordare ogni donna e ogni uomo morti nella lotta contro la mafia. Noi come Provincia di Salerno non dimentichiamo".