Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
Un’auto, percauseancora in fase di accertamento, è finita nella cunetta laterale dell’autostrada. Come riporta ancheZerottonove, non sono chiare ledinamicheche hanno provocato ilsinistro.
Le ricostruzioni
Secondo una prima ricostruzione dei fatti fornita dalle forze dell’ordine, sembrerebbe che una seconda auto, per evitare l’impatto con una terza, abbia tagliato la strada alla vettura portandola fuori strada.
I soccorsi
Sul posto sono accorsi i sanitari del 118 che hanno provveduto a soccorrere i malcapitati. Il bilancio deiferitiè di tre persone. Per fortuna nessuna grave conseguenza ma solo tanto spavento.
DI MICHELE PAPPACODA Furto al bancomat di Baronissi: portato via lo sportello automatico da quattro persone che hanno agito a volto coperto la scorsa notte
Furto al bancomat di Baronissi.
Il colpo è stato messo a segno questa notte alla Bcc Monte Pruno dell’area di servizio di Baronissi Ovest lungo la Salerno-Avellino, direzione Sud. Furto al bancomat di Baronissi: il colpo Come riportato da Ottopagine, i malviventi sono entrati in azione questa notte, intorno alle 2.30. I ladri hanno sradicato lo sportello automatico, poi caricato nel portabagagli di un’automobile, un’Audi di colore nero.
Il bottino
È ancora in corso di quantificazione il bottino trafugato dai malviventi. Secondo una prima ricostruzione, ad agire sarebbero state quattro persone a volto coperto.
Nella notte fra sabato e domenica uno scooter, avvolto dalle fiamme, ha bruciato il distributore di benzina presso il quale i proprietari lo avevano fermato per fare rifornimento. Si indaga Salerno. Tragedia sfiorata nella notte fra sabato e domenica, nei pressi del Lungomare Colombo. Secondo quanto scrive Il Mattino, uno scooter ha preso fuoco presso un distributore di benzina, distruggendolo. Era della Esso, di proprietà del consigliere Comunale Giuseppe Zitarosa. Secondo le prime ricostruzioni effettuate dalle Forze dell’Ordine, presso la pompa di benzina si sarebbero fermati due ragazzi per fare rifornimento. Una volta fatto il pieno, i due non riuscivano a far partire il mezzo. Durante l’ultimo tentativo di metterlo in moto, per cause ancora sconosciute, avrebbe prodotto una scintilla che ha innescato delle fiamme. I due ventenni, terrorizzati, si sono dati alla fuga, lasciando nel rogo il motorino, fino al momento in cui ha carbonizzato il distributore. Per fortuna, l’intervento dei Vigili del Fuoco, che hanno sedato l’incendio, hanno scongiurato una tragedia.
L’arrivo dei visitatori per Luci d'Artista coincide anche con la necessità di potenziare il servizio di pulizia della città. Spazzamento, svuotamento di cestini e campane straordinari sono stati affidati alla partecipata del Comune “Salerno pulita” fino al 19 gennaio 2020. Nel piano di interventi di rinforzo del servizio viene ampliato il supporto degli operatori di Salerno pulita anche in centro e nella zona antica della città. Primo punto della determina che accoglie il piano stilato dagli uffici della società guidata da Nicola Sardone, è lo svuotamento dei cestini gettacarte e la pulizia intorno alle campane lungo determinati percorsi stradali: Corso Vittorio Emanuele (compreso piazza V. Veneto), piazza Portanova, piazza Flavio Gioia, via Mercanti, via Duomo, via Arce, via Velia, via Da Procida, Largocampo, Villa Comunale e aree limitrofe alla stessa, via Ligea, Corso Garibaldi, via Roma, via Carmine, Piazzetta Sinno, via Dei Principati, piazza XXIV Maggio (fino alle Poste), Lungomare Trieste, compreso giardini, asse viario Mercatello / Via Roma. Il servizio straordinario verrà effettuato tutti i sabato, i prefestivi e tutti i giorni festivi con 5 squadre per lo svuotamento dei cestini stradali e una squadra per la pulizia intorno alle campane del vetro dalle 15 alle 19; mentre dal lunedì al venerdì con una sola squadra, dalle 15 alle 19. nel percorso saranno rimosse anche eventuali microdiscariche che vengono create da commercianti, ristoratori e cittadini incivili attorno alle campane.
«In questi giorni la politica si dice pronta a farsi carico delle istanze e dei bisogni delle donne vittime di violenza; ma all’atto pratico, però, agisce in maniera diversa, anzi discriminatoria proprio nei confronti delle donne». L’atto pratico a cui si riferisce l’avvocato Giovanni Falci è quello legato alla triste vicenda di Pierangela Gareffa, la donna di Vibonati uccisa dal marito cinque anni fa con una coltellata. Teatro del delitto la casa in cui i due vivevano assieme al figlio, all’epoca dei fatti 12enne. Mentre cenava con la moglie, l’ennesima discussione per futili motivi. Pili, ad un certo punto, impugnò un coltello da cucina di circa 30 centimetri colpendo la Gareffa ad un fianco. La donna si accasciò sul pavimento in una pozza di sangue, ma ancora in vita. In casa, in quel momento, c’era anche il figlio che, però, disse ai carabinieri della Compagnia di Sapri di non essersi accorto di nulla. Un anno fa appena la Corte di Cassazione ha condannato l’assassino, Efisio Pili, a 14 anni di reclusione più altri tre in casa di cura e custodia. Il 55enne sta scontando la sua pena. Fuori, invece, continua la battaglia legale dei familiari della donna per ottenere il risarcimento per i danni subiti; risarcimento negato dalla specifica Commissione ministeriale che si occupa del Fondo di garanzia per le vittime di violenza istituto nel 2016.
Mamma e tre figli sono costretti a vivere al freddo all’esterno di un supermercato a Battipaglia. Arriva l’appello social della vigilessa
“Hanno bisogno di noi. Sono davanti al supermercato accanto l’ospedale di Battipaglia! Una mamma con tre bimbi, bimba di 2 anni, bimbo di 6 e un altro di 10! Ha bisogno prettamente di vestiti e coperte. Se avete panni in buono stato, giubbini, scarpe, stivali, coperte, sciarpe, guanti, ecc. portateli a qualunque ora al supermercato, lasciateli all’interno. #battipagliac’è” è l’accoratoappellodi unavigilessa, Stefania Greco, che nella giornata di ieri ha notato una mamma con i tre figli all’esterno di un supermercato nei pressi dell’Ospedale di Battipaglia.
Con il pesante freddo di questi giorni, con temperature molto basse soprattutto di notte, l’auspicio è che si possa trovare in frettauna soluzione al problema di questa mamma e dei suoi tre figli (un bambino di 10 anni, un altro di 6 e una piccola bimba di soli 2 anni).Il messaggio social della vigilessa è stato in poche ore condiviso da decine di utenti e la speranza ora è che in tempi brevi questa piccola famiglia possa trovare un posto sicuro e accogliente dove vivere.
Incidente lungo la tangenziale di Salerno, in direzione sud, dopo l’uscita San Leonardo. Un motociclista di 40 anni è stato trasportato in codice rosso al Ruggi
Un tragico incidente è avvenuto nel pomeriggio di ieri, intorno alle ore 17, lungo la tangenziale di Salerno in direzione sud, dopo l’uscita San Leonardo. Per cause ancora in corso di accertamento, un motociclista di 40 anni ha perso il controllo del proprio mezzo, e si è scontrato poi con un’auto. Sul luogo dell’incidente è immediatamente giunta un’ambulanza della Croce Bianca. I sanitari hanno provveduto al trasporto in codice rosso all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona dell’uomo rimasto gravemente ferito. Il 40enne, infatti, ha riportato un trauma toracico ed un trauma cranico. Sul posto anche la Polizia Stradale per i primi rilievi del caso.
Nella mattinata di ieri, 23 Novembre, due uomini hanno avuto un’accesa discussione sul Lungomare di Salerno. Aggrediti in seguito anche i Carabinieri
Nella mattinata di ieri il Lungomare di Salerno ha fatto da sfondo ad una accesa discussione tra due uomini. Questi ultimi hanno aggredito anche i Carabinieri sopraggiunti sul posto per risolvere la questione. Secondo quanto riportato da Salernonotizie, i militari della Sezione Radiomobile della Compagnia di Salerno, in collaborazione con personale del Nucleo Tribunali e della Polizia di Stato hanno tratto in arresto F.N. commerciante, celibe, censito in banca dati, residente a Salerno, e H.K. di origine albanese, celibe, impiegato, non censito in banca dati, residente a Baronissi perché ritenuti responsabili in concorso dei reati di violenza, resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale. I militari, giunti sul Lungomare Trieste di Salerno, in seguito alla segnalazione da parte dei cittadini, delle condizioni dei due uomini, sono stati aggrediti. F.N. e H.K., più una terza persona sconosciuta e datasi alla fuga, hanno rifiutato la richiesta di fornire i propri documenti e hanno aggredito i Carabinieri. Nel corso dell’aggressione, per fortuna finita senza gravi conseguenze, due militari dell’Arma riportano dai 5 ai 10 giorni di prognosi, mentre per un poliziotto 10 giorni di prognosi. Condotti a forza in caserma, i due uomini hanno ricevuto il rito per direttissimo presso il Tribunale di Salerno dinanzi al giudice monocratico. Convalidato l’arresto, i due hanno ricevuto la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria tre volte a settimana. FacebookTwitterEmailCondividi
Inserito Da Leone Buongiorno «Subito dopo la tragedia tutti volevano darci una mano. Oggi purtroppo non è così. Ad aiutarci ci sono solo i servizi sociali del Comune che assicurano un piccolo contributo mensile per i figli di mia sorella».
A parlare è Gianni Maiorano, il fratello di Nunzia, barbaramente uccisa dal marito, Salvatore Siani, il 22 gennaio del 2018. Quella mattina l’uomo, dopo aver accompagnato i due figli più grandi a scuola, tornò a casa e, alla presenza del più piccolo, torturò la moglie per poi colpirla con 46 coltellate mortali. Ieri mattina, alla vigilia della giornata contro il femminicidio e la violenza sulle donne, il fratello ha voluto spiegare che non dimenticare significa anche assicurare un futuro ai figli di Nunzia: «Sono stato al Comune in mattinata (ieri per chi legge) - spiega - per l’organizzazione della manifestazione, voluta dall’amministrazione, per ricordare mia sorella in occasione della giornata contro il femminicidio e la violenza sulle donne. Sono eventi importanti che servono per non dimenticare e sensibilizzare l’opinione pubblica, affinchè il “sacrificio” di Nunzia non sia stato vano. Ma non basta. Non dimenticare significa anche pensare ai suoi tre figli ed assicurare loro un futuro».
Il marito di Nunzia, Salvatore Siani, è stato condannato a 30 anni con il rito abbreviato. I suoi tre figli Giuseppe, all’epoca dei fatti 16enne, Marica, 11 anni e Michele, di 5 anni, sono stati affidati ai fratelli, mentre Gianni è stato nominato tutore legale. «Nei giorni, nelle settimane, anche nei mesi dopo la tragedia tutti volevano darci una mano. Oggi sono spariti. Abbiamo solo il contributo dei servizi sociali per i tre bambini. Si era parlato di un fondo per le vittime di femminicidio per i loro figli, ma non abbiamo visto niente e nessuno». Da quella tragica mattina la loro casa è stata posta sotto sequestro ed ancora oggi ci sono i sigilli. E non basta perchè c’è ancora un mutuo da pagare. «La casa è ancora sequestrata e dovremo prima provvedere al dissequestro e poi alla liquidazione del mutuo. Come spiegato dagli stessi famigliari, subito dopo la tragedia, i tre figli di Nunzia oltre a perdere la loro madre sono stati costretti a separarsi da tutte le loro cose, finanche i vestiti e gli altri oggetti personali. Oggi, come allora, ci sono tante cose da fare e sistemare, ma soprattutto bisogna pensare al futuro dei suoi tre figli per farli crescere e sistemare come avrebbe voluto ed avrebbe fatto la loro madre. «Nunzia viveva per i suoi tre figli - ricordano - faceva tutto per loro. Li seguiva in ogni loro piccolo passo. Provvedeva a tutto per loro, mentre il marito era sempre assente e spendeva i suoi soldi solo per lui».
Esplosione nella notte: distrutta la sede della cooperativa Omega service in corso Vittorio Emanuele. Danni anche ad un negozio di calzature adiacente e a diverse auto parcheggiate lungo la strada. La deflagrazione è stata provocata da una grossa bomba carta che è stata piazzata davanti all’ingresso della cooperativa, operante nel settore delle pulizie. Indagini in corso: non si esclude la pista del racket delle estorsioni, ma resta in piedi anche l’ipotesi della ritorsione per questioni personali.
Nessun dubbio sul destinatario dell’attentato. Nel mirino di chi ha agito l’altro ieri notte è finita la cooperativa Omega service, che tra l’altro fornisce servizi a diversi comuni dell’Agro oltre che al tribunale di Nocera Inferiore. L’esplosione è avvenuta poco dopo la mezzanotte. Il boato è stato avvertito a chilometri di distanza. Davanti alla sede della cooperativa gli investigatori hanno rinvenuto residui di un marchingegno di tipo rudimentale, dall’elevato potenziale esplosivo.
Chi ha piazzato quella bomba carta in quel preciso punto di corso Vittorio Emanuele, voleva distruggere l’attività; ed è riuscito nel suo intento. Sono stati, infatti, ingentissimi i danni. La sede della cooperativa è andata quasi completamente distrutta. Per l’intera notte e la giornata di ieri i carabinieri della stazione locale, insieme ai colleghi del reparto territoriale di Nocera Inferiore, hanno eseguito rilievi nella speranza di acquisire qualche elemento in più per orientare le indagini.