Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
Mamma e tre figli sono costretti a vivere al freddo all’esterno di un supermercato a Battipaglia. Arriva l’appello social della vigilessa
“Hanno bisogno di noi. Sono davanti al supermercato accanto l’ospedale di Battipaglia! Una mamma con tre bimbi, bimba di 2 anni, bimbo di 6 e un altro di 10! Ha bisogno prettamente di vestiti e coperte. Se avete panni in buono stato, giubbini, scarpe, stivali, coperte, sciarpe, guanti, ecc. portateli a qualunque ora al supermercato, lasciateli all’interno. #battipagliac’è” è l’accoratoappellodi unavigilessa, Stefania Greco, che nella giornata di ieri ha notato una mamma con i tre figli all’esterno di un supermercato nei pressi dell’Ospedale di Battipaglia.
Con il pesante freddo di questi giorni, con temperature molto basse soprattutto di notte, l’auspicio è che si possa trovare in frettauna soluzione al problema di questa mamma e dei suoi tre figli (un bambino di 10 anni, un altro di 6 e una piccola bimba di soli 2 anni).Il messaggio social della vigilessa è stato in poche ore condiviso da decine di utenti e la speranza ora è che in tempi brevi questa piccola famiglia possa trovare un posto sicuro e accogliente dove vivere.
Incidente lungo la tangenziale di Salerno, in direzione sud, dopo l’uscita San Leonardo. Un motociclista di 40 anni è stato trasportato in codice rosso al Ruggi
Un tragico incidente è avvenuto nel pomeriggio di ieri, intorno alle ore 17, lungo la tangenziale di Salerno in direzione sud, dopo l’uscita San Leonardo. Per cause ancora in corso di accertamento, un motociclista di 40 anni ha perso il controllo del proprio mezzo, e si è scontrato poi con un’auto. Sul luogo dell’incidente è immediatamente giunta un’ambulanza della Croce Bianca. I sanitari hanno provveduto al trasporto in codice rosso all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona dell’uomo rimasto gravemente ferito. Il 40enne, infatti, ha riportato un trauma toracico ed un trauma cranico. Sul posto anche la Polizia Stradale per i primi rilievi del caso.
Nella mattinata di ieri, 23 Novembre, due uomini hanno avuto un’accesa discussione sul Lungomare di Salerno. Aggrediti in seguito anche i Carabinieri
Nella mattinata di ieri il Lungomare di Salerno ha fatto da sfondo ad una accesa discussione tra due uomini. Questi ultimi hanno aggredito anche i Carabinieri sopraggiunti sul posto per risolvere la questione. Secondo quanto riportato da Salernonotizie, i militari della Sezione Radiomobile della Compagnia di Salerno, in collaborazione con personale del Nucleo Tribunali e della Polizia di Stato hanno tratto in arresto F.N. commerciante, celibe, censito in banca dati, residente a Salerno, e H.K. di origine albanese, celibe, impiegato, non censito in banca dati, residente a Baronissi perché ritenuti responsabili in concorso dei reati di violenza, resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale. I militari, giunti sul Lungomare Trieste di Salerno, in seguito alla segnalazione da parte dei cittadini, delle condizioni dei due uomini, sono stati aggrediti. F.N. e H.K., più una terza persona sconosciuta e datasi alla fuga, hanno rifiutato la richiesta di fornire i propri documenti e hanno aggredito i Carabinieri. Nel corso dell’aggressione, per fortuna finita senza gravi conseguenze, due militari dell’Arma riportano dai 5 ai 10 giorni di prognosi, mentre per un poliziotto 10 giorni di prognosi. Condotti a forza in caserma, i due uomini hanno ricevuto il rito per direttissimo presso il Tribunale di Salerno dinanzi al giudice monocratico. Convalidato l’arresto, i due hanno ricevuto la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria tre volte a settimana. FacebookTwitterEmailCondividi
Inserito Da Leone Buongiorno «Subito dopo la tragedia tutti volevano darci una mano. Oggi purtroppo non è così. Ad aiutarci ci sono solo i servizi sociali del Comune che assicurano un piccolo contributo mensile per i figli di mia sorella».
A parlare è Gianni Maiorano, il fratello di Nunzia, barbaramente uccisa dal marito, Salvatore Siani, il 22 gennaio del 2018. Quella mattina l’uomo, dopo aver accompagnato i due figli più grandi a scuola, tornò a casa e, alla presenza del più piccolo, torturò la moglie per poi colpirla con 46 coltellate mortali. Ieri mattina, alla vigilia della giornata contro il femminicidio e la violenza sulle donne, il fratello ha voluto spiegare che non dimenticare significa anche assicurare un futuro ai figli di Nunzia: «Sono stato al Comune in mattinata (ieri per chi legge) - spiega - per l’organizzazione della manifestazione, voluta dall’amministrazione, per ricordare mia sorella in occasione della giornata contro il femminicidio e la violenza sulle donne. Sono eventi importanti che servono per non dimenticare e sensibilizzare l’opinione pubblica, affinchè il “sacrificio” di Nunzia non sia stato vano. Ma non basta. Non dimenticare significa anche pensare ai suoi tre figli ed assicurare loro un futuro».
Il marito di Nunzia, Salvatore Siani, è stato condannato a 30 anni con il rito abbreviato. I suoi tre figli Giuseppe, all’epoca dei fatti 16enne, Marica, 11 anni e Michele, di 5 anni, sono stati affidati ai fratelli, mentre Gianni è stato nominato tutore legale. «Nei giorni, nelle settimane, anche nei mesi dopo la tragedia tutti volevano darci una mano. Oggi sono spariti. Abbiamo solo il contributo dei servizi sociali per i tre bambini. Si era parlato di un fondo per le vittime di femminicidio per i loro figli, ma non abbiamo visto niente e nessuno». Da quella tragica mattina la loro casa è stata posta sotto sequestro ed ancora oggi ci sono i sigilli. E non basta perchè c’è ancora un mutuo da pagare. «La casa è ancora sequestrata e dovremo prima provvedere al dissequestro e poi alla liquidazione del mutuo. Come spiegato dagli stessi famigliari, subito dopo la tragedia, i tre figli di Nunzia oltre a perdere la loro madre sono stati costretti a separarsi da tutte le loro cose, finanche i vestiti e gli altri oggetti personali. Oggi, come allora, ci sono tante cose da fare e sistemare, ma soprattutto bisogna pensare al futuro dei suoi tre figli per farli crescere e sistemare come avrebbe voluto ed avrebbe fatto la loro madre. «Nunzia viveva per i suoi tre figli - ricordano - faceva tutto per loro. Li seguiva in ogni loro piccolo passo. Provvedeva a tutto per loro, mentre il marito era sempre assente e spendeva i suoi soldi solo per lui».
Esplosione nella notte: distrutta la sede della cooperativa Omega service in corso Vittorio Emanuele. Danni anche ad un negozio di calzature adiacente e a diverse auto parcheggiate lungo la strada. La deflagrazione è stata provocata da una grossa bomba carta che è stata piazzata davanti all’ingresso della cooperativa, operante nel settore delle pulizie. Indagini in corso: non si esclude la pista del racket delle estorsioni, ma resta in piedi anche l’ipotesi della ritorsione per questioni personali.
Nessun dubbio sul destinatario dell’attentato. Nel mirino di chi ha agito l’altro ieri notte è finita la cooperativa Omega service, che tra l’altro fornisce servizi a diversi comuni dell’Agro oltre che al tribunale di Nocera Inferiore. L’esplosione è avvenuta poco dopo la mezzanotte. Il boato è stato avvertito a chilometri di distanza. Davanti alla sede della cooperativa gli investigatori hanno rinvenuto residui di un marchingegno di tipo rudimentale, dall’elevato potenziale esplosivo.
Chi ha piazzato quella bomba carta in quel preciso punto di corso Vittorio Emanuele, voleva distruggere l’attività; ed è riuscito nel suo intento. Sono stati, infatti, ingentissimi i danni. La sede della cooperativa è andata quasi completamente distrutta. Per l’intera notte e la giornata di ieri i carabinieri della stazione locale, insieme ai colleghi del reparto territoriale di Nocera Inferiore, hanno eseguito rilievi nella speranza di acquisire qualche elemento in più per orientare le indagini.
Un terremoto di magnitudo tra 3.1 è stato registrato alle ore 04:33 nel Golfo di Salerno, tra Battipaglia e Agropoli. Ne dà notizia l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Attualmente non si hanno notizie di danni a persone o cose.
«Abbandonato», «dimenticato». Quando ormai l’intervento dei vigili del fuoco si è concluso e sono state rimosse anche le ultime pietre crollate dal “Ponte del Diavolo” i commercianti di via Velia utilizzano tutti le stesse parole. E condividono anche li stesso concetto: «È assurdo - rilevano - che un monumento simbolo della città sia completamente lasciato al degrado e alla sua lenta decomposizione». L’intervento dei “caschi rossi” sull’acquedotto medioevale è durato a lungo; e via Velia è stata interrotta al traffico con ripercussioni su tutta la circolazione in questa parte del centro della città. «Sono saliti con la scala e hanno spicconato anche le altre pietre che erano pericolanti, poi - racconta uno storico commerciante della zona - hanno rimosso tutto quello che era caduto. Quando i turisti fotografano gli Archi viene da vergognarsi. Hanno messo solo qualche luminaria e sono almeno 10 anni che i faretti che illuminavano il ponte sono fulminati. Eppure, basterebbe solo qualche lampadina», conclude scoraggiato in una città nota per le sua Luci. (e.t.)
PAGANI - Messaggini e avance alle alunne: la Corte di Cassazione ha confermato la condanna a quattro anni e sei mesi, per tentata violenza sessuale, ai danni del maestro di musiche e tradizioni popolari, un paganese di 64 anni. La condanna in via definitiva è arrivata alla fine d’un lungo iter giudiziario. I giudici della Corte suprema hanno confermato il calcolo della pena e le circostanze messe insieme nel corso del doppio grado di giudizio, esaminando i pronunciamenti dei due giudici di merito. La Corte d’appello, un anno fa, aveva ribadito le ricostruzioni arrivate al vaglio del dibattimento, con la prima sentenza emessa dalla sezione collegiale del Tribunale di Nocera Inferiore. Dalle carte processuali emergevano con evidenza i comportamenti molesti portati avanti nei confronti di soggetti in condizioni di inferiorità fisico-psichica, con il maestro ad insidiare le minori, appena undicenni all’epoca dei fatti. I giudici di primo grado avevano descritto per le sue condotte «un corteggiamento petulante e insistente nei confronti di due minori di quattordici anni, al fine di avere contatti di natura sessuale». Il grave carico probatorio ricostruito confermava, come si legge nella sentenza, «la volontà di eccitare le due minori sperando di poter soddisfare le proprie inclinazioni».
I Sindaci della Valle dell’Irno in visita al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Salerno per rendere omaggio alle vittime della tragedia di Quargnento
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un gesto di solidarietà condivisa e di vicinanza morale e umana nei confronti delle famiglie deitre Vigili del Fuocotragicamente deceduti, martedì scorso, in una cascina aQuargnento, nell’Alessandrino. I Sindaci della Valle dell’Irno,Francesco Morra(Sindacodi Pellezzano),Gianfranco Valiante(Sindaco di Baronissi),Antonio Somma(Sindaco di Mercato S. Severino),Vincenzo Sessa(Sindaco di Fisciano),Giorgio Marchese(Sindaco di Siano),Antonio Rescigno(Sindaco di Bracigliano) eFranco Gismondi(Sindaco di Calvanico) questa mattina si sono recati presso ilComando Provincialedei Vigili del Fuoco di Salerno per trasmettere, attraverso una unità di intenti, un messaggio solidale e di apprezzabile riconoscimento nei confronti di questi tre uomini, che hanno perso la vita nel momento in cui stavano compiendo il proprio dovere nei confronti del prossimo. Un modo, questo, per mantenere vivo il ricordo e la memoria di veri eroi. Presenti anche gli operatori sanitari deIl Puntodi Baronissi.
I Primi cittadini sono stati accolti dal Comandante dei Vigili del Fuoco di Salerno,D.S. Rosa D’ELISEOe da una squadra di caschi rossi. Presenti anche i volontari delle locali Protezioni Civili: uomini e donne che, come i rappresentanti del Corpo dei Vigili del Fuoco, quotidianamente mettono a disposizione il proprio tempo e la propria professionalità per il monitoraggio dei propri territori di competenza allo scopo di tutelare i cittadini da eventuali emergenze di varia natura.
Le vittime di questa terribile strage:Matteo Gastaldo, l’ultimo a essere estratto, 47 anni eMarco Triches38, entrambi originari di Alessandria eAntonio Candido32 anni, di Reggio Calabria, erano stati chiamati per spegnere un incendio in quella cascina. La prima esplosione è avvenuta prima di mezzanotte. La seconda quasi un’ora dopo ed è stata quella fatale: ha sorpreso i vigili del fuoco mentre erano impegnati nelle operazioni di spegnimento. C’è stato un crollo, che ha travolto la squadra dei pompieri. Gli inquirenti, che stanno lavorando per scoprire le cause delle esplosioni, hanno avanzato l’ipotesi di un reato doloso.
Il cordoglio
“Non ci sono parole per descrivere l’immane tragedia che ha visto coinvolti i tre vigili del fuoco rimasti vittime dell’esplosione nella cascina dell’Alessandrino– ha dichiarato il Sindaco di Pellezzano Morra –Io e i miei colleghi dei Comuni della Valle dell’Irno, esprimiamo la piena solidarietà e vicinanza alle famiglie di questi tre eroi. L’eroismo di persone che ogni giorno rischiano la vita per la difesa della sicurezza e dell’incolumità pubblica è dimostrata dalla forte credenza che esse hanno in ideali quali solidarietà, altruismo, senso civico, che li rendono speciali e unici nell’impegno della loro professione, che si trasforma in una vera e propria missione di vita”.
“Una grande emozione”– diceAntonio Somma, Sindaco di Mercato San Severino–“ed una esperienza, sul piano umano, che segna tutti noi, lasciando in ciascuno una traccia indelebile ed un vuoto incolmabile”.
I quattro Sindaci della Valle dell’Irno, dopo il saluto istituzionale e a seguito dei singoli interventi, nei quali, ciascuno ha voluto esprimere il propriomessaggio di sostegno alle famiglie delle vittime, hanno ricevuto il ringraziamento ufficiale da parte del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Salerno, che ha voluto sottolineare l’importanza simbolica del gesto di solidarietà condivisa espressa dai Primi Cittadini, che va oltre il formalismo puro e semplice caratterizzante le cerimonie istituzionali, impregnandosi di un significato sostanziale recante un messaggio di speranza affinchè non si ripetano mai più simili tragedie sul campo di lavoro.
Campagna, Carabinieri ed Enpa: denunciate quattro persone su attività venatoria e maltrattamento
INSERITO DA LEONE BUONGIORNO Domenica mattina durante un servizio di controllo sul territorio di Campagna,le guardie dell’Enpa, in concorso con iCarabinieridella stazione di Campagna,hanno sorpreso parte di una squadra di cinghialisti, pronti per l’attività venatoria nella loro area di caccia.
Al controllo sulla detenzione dei cani, della documentazione e delle armi sono venute fuori delle irregolarità. Sulle armi si è appurato che il fucile era stato modificato in modo da aumentare la potenzialità offensiva mediante l’aumento della capacità del serbatoio da 3 a 5 colpi, detenzione di munizionamento a pallettoni vietate durante la caccia al Cinghiale. Inoltre i cani erano sistemati in box non idonei poiché piccoli per ospitare più animali e alcuni erano legati tra loro con catene cortissime, modalità che non permetteva agli animali di assumere posizioni sicure durante il tragitto e non potersi sollevare. Al termine del controllo quattro soggetti sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria, inoltregli animali, sprovvisti di microchip sono stati regolarmente registrati dal personale medicodell’Asl di Salerno.
La caccia al Cinghiale è disciplinata da appositi regolamenti regionali. Trasgredire a tale regolamento comporta sanzioni o denunce che oltre a ricadere sui singoli elementi della squadra, ricadono anche sul capocaccia. Quest’ultimo, reso edotto di quanto accaduto, dovrà ora rispondere delle proprie responsabilità.
Il personale dell’Enpa ringrazia il comandante della stazione dei Carabinieri di Campagna ed i suoi uomini ed il personale ASL diSalernoper la professionalità dimostrata.