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primo piano e anteprima

PRIMO PIANO NAPOLITANO, BIS STORICO: È PRESIDENTE

20 Aprile 2013, 18:32pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Napolitano, bis storico: è presidente

Giorgio Napolitano (Ansa) 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Giorgio Napolitano MILANO - Giorgio Napolitano è ancora il presidente della Repubblica, primo capo dello Stato della storia d'Italia a ricevere l'incarico per due volte.

 

LA SCELTA - Il suo nome viene proposto al sesto scrutinio, voluto da Pd, Pdl, Scelta Civica e Lega Nord. I voti ottenuti sono 738, di gran lunga oltre la soglia dei 504 necessari per l'elezione ma una quarantina in meno rispetto alla somma dei grandi elettori dei quattro partiti sostenitori. 
Il capo dello Stato, 87 anni, aveva più volte ribadito di non voler affrontare un altro settennato ma il precipitare degli eventi degli ultimi giorni - il fallimento delle due diverse opzioni (e strategie politiche) che hanno portato il Pd a puntare prima su Franco Marini, poi su Romano Prodi - spingono Napolitano a cambiare idea. E così, dopo una mattinata di fitti colloqui con i leader dei partiti che poi lo hanno votato, arriva il via libera alla ricandidatura. «Sono disponibile, non posso sottrarmi. Ora però serve un'assunzione collettiva di responsabilità» fa sapere il presidente della Repubblica in una nota.

Napolitano, l'applauso del Parlamento

 

GLI ALTRI PARTITI - Pdl e Lega voteranno Napolitano al sesto scrutinio. Da parte del Carroccio, però, una condizione: «No ad un governo Amato». «L'ho detto a Berlusconi e al presidente della Repubblica - spiega Maroni -: la Lega vuole un governo politico che duri per l'intera legislatura e che dialoghi con le Regioni per risolvere i problemi del territorio e si basi sul lavoro dei 10 saggi».
Annuncia che non voterà Napolitano, Fratelli d'Italia, contrario alla conseguente nascita di un governo di larghe intese. 
Sel invece, così come il M5S, conferma il sostegno a Stefano Rodotà. «Non è una scelta contro il nome del presidente - spiegano dal partito di Vendola -, ma contro un metodo che porterà al governissimo». Durissimo invece Grillo, che grida al «colpo di Stato», parte per Roma e raduna la piazza: «Dobbiamo essere milioni» scrive sul suo blog.

Napolitano: i «primi» sette anni al Colle

 

RODOTÀ - Poco dopo Rodotà prende le distanze da quella che viene già definita la «marcia su Roma»: «Ringrazio tutti quelli che pensano a me e sono contento che il mio nome parli alla sinistra italiana - dice ai giornalisti -. Per quanto riguarda le ultime vicende sono sempre stato convinto che le decisioni parlamentari possano e debbano essere discusse e criticate anche duramente ma partendo dal presupposto che si muovono nell'ambito della legalità costituzionale».

Quirinale, il terzo giorno di votazioniQuirinale, il terzo giorno di votazioni    Quirinale, il terzo giorno di votazioni    Quirinale, il terzo giorno di votazioni    Quirinale, il terzo giorno di votazioni    Quirinale, il terzo giorno di votazioni

PRIMATO - Giorgio Napolitano, 87 anni, è il primo capo dello Stato a ricevere la richiesta di rielezione essendo ancora in carica. Oltre a essere stato il primo presidente proveniente dal Pci, potrebbe quindi anche diventare il primo presidente eletto per la seconda volta.
La sua disponibilità viene accolta con favore in Europa. «Ringrazio il presidente Napolitano per la sua assunzione di responsabilità e la sua generosità, nell'accettare la ricandidatura a presidente in un momento così difficile» scrive in una nota il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz. Soddisfatti anche la Conferenza episcopale italiana (Cei) e l'Osservatore Romano. Scrive il quotidiano della Santa Sede: «È ancora una volta Giorgio Napolitano la vera risorsa della Repubblica».

LA MATTINATA - In mattinata al Quirinale si erano susseguiti senza sosta i colloqui con i leader politici: Napolitano aveva incontrato separatamente Bersani, Berlusconi, Monti e un gruppo di presidenti di Regione e grandi elettori di diversi schieramenti politici (tra loro i leghisti Maroni, Cota e Zaia). E una nota del Colle recitava: da parte di Pd, Pdl, Scelta Civica e Lega è emersa «la convinzione che - nella grave situazione venutasi a determinare - sia altamente necessario e urgente che il Parlamento possa dar luogo a una manifestazione di unità e coesione nazionale attraverso la rielezione del Presidente Napolitano». 
Come previsto, invece, si era svolta senza esito la quinta votazione. Rodotà aveva ottenuto 210 voti (uno in più della somma M5S e Sel), Napolitano 20, Rosario Monteleone 15, Emma Bonino 9, Anna Maria Cancellieri 3, Massimo D'Alema 2, Franco Marini 2. I voti dispersi erano stati 14, le schede bianche 445, le schede nulle 17. Pd, Scelta Civica e Lega avevano votato scheda bianca, il Pdl non aveva partecipato allo scrutinio. I parlamentari di Sel avevano votato Rodotà, così come i 5 Stelle, compatti sin dalla prima votazione sul nome del proprio candidato.

Laura Cuppini
Alessia Rastelli CORRIERE DELLA SERA

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PRIMO PIANO NAPOLITANO È STATO RIELETTO AL QUIRINALE

20 Aprile 2013, 18:27pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Napolitano è stato rieletto al Quirinale

 

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397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Giorgio Napolitano è di nuovo presidente della Repubblica. Il Capo dello Stato ha superato il quorum del 50 percento dei voti più uno ed è così pronto ad affrontare il suo secondo mandato. E' la prima volta nella storia della Repubblica italiana che al Quirinale sia rieletto un presidente. Favorevoli alla sua ricandidatura Pd, Pdl, Lega e Scelta Civica. Il Capo dello Stato ha accettato in "cambio" di un governo di larghe intese guidato da Giuliano Amato. Beppe Grillo: "Tutti a Roma. E' un colpo di Stato". Strappo di Sel col Pd: "E' la vittoria di Berlusconi".

 

Se ne vedono di tutti i colori, adesso anche la comica marcia su Roma di Grillo e del suo fascismo buffo. Una farsa che fa ridere, ma che deve anche farci riflettere sui possibili sviluppi di questo movimento senza democrazia''. Lo ha detto Silvio Berlusconi, secondo una nota di Palazzo Grazioli.

''Non credo sia cosi'''. Risponde cosi' Silvio Berlusconi, lasciando l'Aula della Camera, a chi gli chiede se la rielezione di Giorgio Napolitano alla presidenza della Repubblica sia da considerarsi una sua vittoria.

"E' un risultato eccellente, grazie Napolitano". Così Pier Luigi Bersani commenta la rielezione di Giorgio Napolitano a Capo dello Stato.

Terminata la seduta per la rielezione del Capo dello Stato, il centrodestra intona l'Inno di Mameli alzandosi in piedi. Alla fine qualche applauso arriva anche dai banchi del centrosinistra, i cui parlamentari pero' non si sono uniti al coro.

Il giuramento di Giorgio Napolitano si svolgera' lunedi' prossimo alle ore 17.00. La cerimonia avviene a Montecitorio alla presenza dei Grandi elettori.

''Buffoni, buffoni'': alcuni Grandi elettori cosi' si sono rivolti agli esponenti del M5S che sono rimasti seduti senza applaudire durante la standing ovation dell'Aula della Camera per la rielezione del Capo dello Stato.

TGCOM24

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NEWS IMPORTANTI E ANTEPRIMA Crisi, Si dà fuoco davanti al supermercato Grave un pensionato nel cosentino

20 Aprile 2013, 10:48am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ilquotidianoweb.it/resizer/280/-1/true/UpkPfA5XLjiFK5d62JlKlhviNBqUcjlpIGOjBthrC4k=--.jpeg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

L'uomo, 70 anni, non avrebbe sopportato il peso della crisi economica. Il fatto è accaeduto a Corigliano Calabro dove il pensionato si è presentato davanti al negozio all'orario di apertura. E' stato soccorso da alcuni dipendenti della struttura, poi trasferito all'ospedale di Cosenza Grave un settantenne CORIGLIANO CALABRO - Un pensionato di 70 anni, Giacomo Nicoletti, s'è dato fuoco stamattina davanti a un supermercato in via Fontanelle di Corigliano Calabro, nel Cosentino. L’uomo s'è cosparso di liquido infiammabille prima di accendere le fiamme. È stato soccorso da alcuni lavoratori del supermercato che si stavano recando a lavoro. Un’ambulanza del 118 lo ha trasportato inizialmente all’ospedale di Corigliano per poi trasferirlo nel nosocomio di Cosenza. Le sue condizioni sono molto gravi. All’origine del gesto potrebbero esserci motivi economici. L'uomo lotta tra la vita e la morte. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il settantenne pensionato di Corigliano stamattina si è recato davanti al supermercato poco dopo le 7 e si è cosparso di liquido infiammabile dandosi fuoco nel parcheggio del supermercato Famila in via Fontanelle di Corigliano. L’uomo, ex barbiere, noto nella cittadina ionica come mastro Giacomo, pare soffrisse da tempo di problemi di salute e depressione. Proprio queste, oltre le ragioni economiche, dovrebbero essere all’origine del gesto. Sul caso indagano i carabinieri di Corigliano che stanno ascoltando anche i figli di Nicoletti oltre ai dipendenti del supermercato che sono stati i primi a soccorrere il settantenne lanciando l’allarme contattando il 118 che ha inviato sul posto un’ambulanza. LE INDAGINI. I militari dell'Arma hanno sentito i parenti dell'uomo e i dipendenti del supermercato intervenuti per soccorrerlo. Non si eaclude che il gesto possa essere legato anche ai problemi di salute del pensionato che pare soffrisse anche di depressione.

IL QUOTIDIANO.IT

20.04.2013.

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PRIMO PIANO SALERNO CANE ANNEGA CON LE ZAMPE E IL MUSO LEGATI: LA FOTO SU FB SCONVOLGE IL WEB

20 Aprile 2013, 10:38am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130419_cane-ucciso-facebook-1.jpg.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

SALERNO - Qualcuno ha legato le zampe di un cane e lo ha annegato in mare. Poi, l'acqua ha restituito il cadavere dell'animale alla spiaggia, dove un giovane lo ha fotografato. La foto, scattata nel pomeriggio di ieri da un giovane sul litorale di Paestum, nel Comune di Capaccio (Salerno), e postata su Facebook, ritrae la carcassa di un cane, probabilmente un meticcio, con le zampe legate, come anche il muso, serrato da una fettuccia di plastica. Il cane è stato scaraventato in acqua da ignoti con il preciso intento di ucciderlo per annegamento. A scoprire il corpo dell’animale è stato proprio l’autore della foto, un giovane di Agropoli che ieri si era recato sulla spiaggia per un po’ di footing.

LEGGO.IT

20.04.2013

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PRIMO PIANO PADOVA, PULLMAN FUORI STRADA: 5 MORTI. L'AUTISTA ERA SOTTO EFFETTO DI COCAINA

19 Aprile 2013, 10:36am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130419_pullman-incidente.jpg

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA PADOVA - Il conducente del pullman che ha causato la strage dello scorso 5 maggio sulla bretella che collega la A13 alla A4 a Ponte San Nivolò guidava sotto l'effetto di cocaina e non aveva riposato. A bordo del mezzo c'erano gli ex carabinieri di Latina con le loro mogli diretti al raduno nazionale di Jesolo Lido. Nello schianto sono morte cinque persone e altre dodici sono rimaste ferite.
Per l'autista, il 39enne di Ardea Lorenzo Ottaviani, il pm Emma Ferrero ha chiesto il rinvio a giudizio. Dovrà rispondere di omicidio colposo plurimo, lesioni colpose plurime e guida sotto l'effetto della droga.

LA TRAGEDIA  Il 5 maggio dello scorso anno il pullman con i 22 ex carabinieri e le loro mogli era partito da Aprilia, in provincia di Latina, a mezzanotte e dieci, dierezione Jesolo Lido. Il viaggio sarebbe durato circa dieci ore e il conducente, Ottaviani, aveva deciso di fermarsi ogni due ore per permettere ai passeggeri di rifocillarsi. La prima sosta è avvenuta alle due e mezza, poi alle quattro e trenta e l'ultima alle sei e venticinque nell'area ristoro di San Pelagio, in provincia di Padova. Il luogo dello schianto non è molto lontano, ma quando il pullman è uscito di strada, tra le sette e quaranta e le sette e quarantacinque, tutti i passeggeri erano tornati a dormire. Il mezzo viaggiava a 105 km orari, la prima richiesta d'aiuto è arrivata al Suem alle 7.50.

L'ACCUSA «Stavo guidando e il volante ha sterzato da solo. Non sono più riuscito a controllare il pullman». Queste le parole di Ottaviani nel corso del primo interrogatorio. Mentre era ancora in ospedale aveva raccontato al fratello di aver sentito un rumore e poi di aver perso il controllo del mezzo, che è poi finito nella scarpata.
Secondo l’accusa, Lorenzo Ottaviani «aveva omesso di osservare il giorno precedente e durante il viaggio le pause e i riposi prescritti dalla normativa, avendo altresì omesso di tenere una condotta di guida tale da assicurare il compimento in condizioni di sicurezza, di ogni manovra richiesta dalla circolazione stradale, e trovandosi nel corso del viaggio sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, cocaina», si legge nel capo d’imputazione.

Roberto Arioli, 57, presidente dell'Associazione Carabinieri di Aprilia

LEGGO.IT

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NEWS IMPORTANTI E ANTEPRIMA Vive in sporcizia con 50 gatti denutriti Disoccupato reggiano dovra' rispondere di maltrattamento animali

19 Aprile 2013, 10:11am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it



 
Vive in sporcizia con 50 gatti denutriti421449 341488462636967 1517554003 nINSERITO DA MARCELLA SOTGIA  - REGGIO EMILIA, 19 APR - Sterco dovunque in un'abitazione di Bibbiano, dove i carabinieri hanno trovato una cinquantina di gatti Maine Coon sofferenti e denutriti. Per alcuni i veterinari hanno diagnosticato gravi condizioni di salute. L'inquilino, 45enne disoccupato, denunciato per maltrattamento di animali, i mici affidati all'Enpa.

I Cc sono intervenuti in seguito alla segnalazione di residenti esasperati dal cattivo odore. L'uomo viveva senza gas e luce e in condizioni igienico sanitarie gravissime.
ANSA

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NEWS IMPORTANTI E ANTEPRIMA SCHETTINO DEVI MORIRE MINACCE DI MORTE AL COMANDANTE DELLA COSTA A GROSSETO

19 Aprile 2013, 09:18am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Schettino devi morire minacce di morte al comandante della Costa a Grosseto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Schettino devi morire minacce di morte al comandante della Costa a Grosseto Schettino il comandante della Costa di Meta di Sorrento minacciato di morte «ASSASSINO, devi morire». Sono le parole vergate a mano su un foglietto trovato di fronte alla porta d’ingresso della quadrifamiliare a mattoncini rossi in via del Maestrale, a Marina di Grosseto. Questa l’accoglienza che l’ex comandante della Concordia, Francesco Schettino, ha ricevuto al suo arrivo, nei giorni scorsi, al quartier generale organizzato per affrontare l’inizio dell’udienza preliminare che lo vede imputato per il naufragio del 13 gennaio del 2012. Un vasto appartamento al secondo piano preso in affitto, con il soggiorno adibito a sala riunioni. Una palazzina immersa nella pineta della frazione balneare. L’istinto del capitano di Meta di Sorrento sarebbe stato quello di andare a denunciare tutto ai carabinieri. Poi la scelta di «lasciar perdere» per non creare allarmismi. Anche se l’episodio ha spinto le forze dell’ordine a organizzare una «stretta sorveglianza» attorno all’appartamento. Minaccia che non ha però scoraggiato Capitan Inchino a girovagare per Marina nei momenti liberi. PASSEGGIATE sul lungomare e nelle vie adiacenti. Qualche pranzo frugale in una pizzeria, a due passi dal porto. O il «fresco» aperitivo di martedì pomeriggio a base di cedrata e menta prima di una Coca Cola che ha gustato al bar Elefy, insieme a una signora bionda (che lui ha presentato come uno dei suoi avvocati) che è stata vista al suo fianco nelle giornate trascorse in giacca e cravatta la mattina e polo e Rayban sopra la fronte nel pomeriggio. Poche, comunque, le parole scambiate con in marinesi. Una manciata coi giornalisti. Al termine dell’udienza, ieri pomeriggio, si è limitato a dire: «Scusate, voi fate il vostro mestiere, ma in questo momento non intendo parlare». E se n’è andato in direzione Marina. E sempre ieri, mentre all’Isola del Giglio stavano montando il primo dei cassoni galleggianti che faranno da ciambella al relitto, per poi rimetterlo in galleggiamento, al teatro Moderno, intorno alle 10, è ripresa l’udienza preliminare. Una lunga serie di eccezioni e controdeduzioni che alla fine hanno portato il giudice Pietro Molino ad accettare gran parte delle richieste di parte civile, lasciando però a bocca asciutta alcuni gigliesi che avendo aderito all’associazione «Sos Concordia», saranno da questa rappresentati. Fuori anche il ministero dell’Ambiente, l’associazione utenti del trasporto aereo, marittimo e ferroviario, il Centro per i diritti del cittadino, il Wwf e l’Enpa. Ma la vera novità è la doppia veste di Costa Crociere. LA COMPAGNIA di navigazione proprietaria della Concordia, infatti, è stata ammessa come parte civile, quindi soggetto danneggiato, ma anche chiamata in giudizio per responsabilità civile e cioè riconosciuto come soggetto che dovrà rispondere dei danni subiti dalle parti. Queste le decisioni del gup Molino, al termine delle prime due giornate di udienza, per poi rinviare tutto al 14 maggio, per avere il tempo di notificare a Costa la «chiamata in giudizio». Intanto lo Stato ha presentato il «conto»: 37,5 milioni di euro per i danni subiti. Ma il gup ne ha ammessi 26. Che si aggiungono agli 80 già chiesti dal Comune del Giglio.

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PRIMO PIANO ROMA INSEGUE EX MOGLIE IN AUTO, LA UCCIDE E TENTA IL SUICIDIO

19 Aprile 2013, 09:09am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

ROMA Insegue ex moglie in auto, la uccide e tenta il suicidio

 

 

 

 

 

 

 

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA L’episodio si è verificato ad Acilia, vicino Roma. Roma. Omicidio in diretta sul viadotto Nuttal ad Acilia, vicino Roma, davanti a decine di automobilisti. Mercoledì sera una guardia giurata di 42 anni ha ucciso la moglie di 41 dopo averla inseguita in auto per alcuni chilometri. La donna, M.F., infermiera, è morta all’ospedale G.B. Grassi di Ostia per le numerose ferite d’arma da fuoco mentre il marito, dopo aver spostato la sua auto di qualche centinaio di metri, si è sparato un colpo alla testa ed è ora ricoverato in condizioni gravissime al San Camillo di Roma. Sul posto sono intervenuti carabinieri della compagnia di Ostia, allertati dall’automobilista- testimone che ha assistito a tutte le fasi della scena ed è tuttora sotto choc. I due si erano separati, ma lui non accettava la fine della loro storia e insisteva con le sue scenate di gelosia, liti ed episodi di violenza. Solo pochi giorni fa sullo stesso tratto di strada una donna aveva perso il controllo della propria auto precipitando giù dal tratto stradale e restando gravemente ferita dopo aver sfondato le barriere. Un viadotto maledetto, stavolta teatro di vicenda ben più tragica, dove stavolta l’ennesima donna è morta per aver reagito ad un matrimonio finito. Sembra che da tempo i rapporti fra marito e moglie fossero difficili. Fino a mercoledì quando il vigilante si è messo all’inseguimento della moglie in fuga sulla sua auto. Dopo averla affiancata, il quarantenne ha sparato più volte dal finestrino cercando di colpirla fino a quando è riuscito a bloccare la vettura della coniuge. A quel punto la guardia, secondo una prima ricostruzione, sarebbe scesa dall’auto e avrebbe sparato ancora da distanza ravvicinata. In quel momento sul viadotto il traffico era abbastanza intenso. Solo pochi giorni fa sullo stesso tratto di strada una donna aveva perso il controllo della vettura finendo di sotto e restando gravemente ferita dopo aversfondato le barriere.

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NEWS IMPORTANTI E ANTEPRIMA Quirinale, si vota il presidente. Marini: spero che il Pd sia unito

18 Aprile 2013, 11:18am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA PAOLA TRECCINE ROMA - Si vota per l'elezione del presidente della Repubblica. Al via a Montecitorio dalle 10, con il Parlamento riunito in seduta comune, le votazioni per l'elezione del dodicesimo Capo dello Stato. E' Franco Marini il nome proposto mercoledì sera per il Quirinale da Pier Luigi Bersani ai gruppi riuniti di Pd-Sel e da Silvio Berlusconil a quelli del Pdl, dopo una giornata di nervose trattative. 





Il voto. I “grandi elettori” chiamati ad eleggere, secondo la Costituzione, il nuovo Presidente sono, in questa occasione, 1007, così suddivisi: 630 deputati, 319 senatori (di cui quattro “a vita”), 58 delegati regionali. 

Nei primi tre scrutini è necessaria una maggioranza qualificata, pari ai due terzi dell’assemblea (672 voti), mentre a partire dal quarto scrutinio in poi basterà ottenere la maggioranza assoluta dei voti (504). Sulla carta Pd, Pdl e Scelta civica hanno inumeri pe eleggere Marini al primoscrutinio. Ma non è detto, vista la crescente opposizione nel Pd alla proposta del segretario, che il capo dello Stato possa essere eletto al primo scrutinio. Oggi Marini potrebbe infatti finire sotto il fuoco amico, senza contare che la Lega ha annunciato che voterà Manuela Dal Lago, Sel è contro e in Scelta Civica serpeggia perplessità. E più di uno nel Pd sostiene che l'ex leader sindacale non passerà. 

Ma il Pd si spacca. Si conclude infatti con soli 220 voti favorevoli, 90 contrari e 30 astenuti la votazione all’assemblea del Pd sulla candidatura di Marini. Al voto non ha preso parte Sel, che ha annunciato il voto per StefanoRodotà, candidato anche dal Movimento 5 stelle di Beppe Grillo. Matteo Renzi afferma: dispetto al Paese, non voteremo Renzi. Ma nel Pd non sono solo i renziani a essere contrari. «Il mio voto oggi sarà per Stefano Rodota», ha detto il deputato Pippo Civati a Sky Tg24. Il leader di Sel Nichi Vendola: alleanza finita.


Marini: spero Pd ritrovi unità. «Stamattina De Mita mi ha fatto una telefonata, mi ha fatto molto piacere. È una battaglia dura e spero si possa fare bene. L'augurio è che il mio partito possa ritrovare una forte unità oggi. Scissione? Ma quale scissione», ha detto stamani Marini ai microfoni di Tgcom24 fuori dalla sua abitazione.

«Sono in corsa e me la gioco fino in fondo», ha detto Marini agli amici abruzzesi più stetti politici e non che continuamente sente al telefono. «Sto lavorando e spero di far convergere anche i voti di Sel», ha aggiunto.

«Il risultato» del «sofferto confronto è stata la convergenza
 attorno a Marini. Tale scelta è stata discussa e approvata dai nostri gruppi parlamentari. Un partito serio, non solo per la validità in sè della scelta, ma anche per dimostrare la sua affidabilità, non può che comportarsi con coerenza». Così Massimo D'Alema in una nota. «Sono persuaso che Marini potrà essere un buon presidente della Repubblica, anzitutto per la sua storia e la sua formazione di sindacalista e uomo politico, da sempre vicino alla gente semplice e al mondo del lavoro». 

Lega divisa. «Oggi sosterremo uno dei nostri, la Dal Lago». Lo dice Umberto Bossi al suo arrivo al gruppo della Lega alla Camera. Il presidente del Carroccio non ha però preso parte alla riunione dei gruppo nel quale si sarebbe invece deciso di sostenere Marini alla prima votazione. A chi gli domanda cosa ne pensi di Marini, Bossi si limita a rispondere: «Noi oggi votiamo Dal Lago. In questo momento abbiamo bisogno di una personalità che abbia esperienza economica». «Il gruppo, all'unanimità, ha deciso di votare per Franco Marini», ha commentato Massimo Bitonci, capogruppo al Senato della Lega. A chi gli domanda della posizione di Bossi per Manuela Dal Lago, risponde: «Avremmo votato Dal Lago, ma i nostri 40 voti sarebbero stati solo una testimonianza a una brava amministratrice». 

Vendola: inadeguato. «La spaccatura è determinata dalla candidatura di Franco Marini, uno nome rispettabile, tuttavia non è la personalità adeguata a interpretare il passaggio drammatico che abbiamo di fronte», afferma Nichi Vendola, leader di Sel, a Tgcom24, sottolineando che un patto Pd-Pdl sul governo sarebbe un suicidio. «C'è diffidenza nella politica e servono segnali di speranza per restituire credibilità al Palazzo. Seguiamo l'esempio dell'elezione di Grasso e Boldrini. Cerchiamo di interpretare la domanda di cambiamento. Chiuderci qua dentro per eleggere un garante del rapporto con i berlusconiani sarebbe un errore», ha aggiunto Vendola. «Il patto di governo Pd Pdl sarebbe il suicidio del Pd e la fine del centrosinistra. Come si fa a dire che la candidatura di Marini unisce se poi spacca il centrosinistra?». 

«Noi voteremo Stefano Rodotà. Su Marini non c'è nessuna pregiudiziale, ma l'entusiasmo di Berlusconi fa pensare a un'ipotesi di governissimo», ha poi sottolineato il capogruppo di Sel alla Camera, Gennaro Migliore.

«La candidatura di Franco Marini è quella che è più in grado di realizzare le maggiori convergenze. È una persona limpida e generosa, uno dei costruttori del centrosinistra legato al lavoro ed al sociale», ha spiegato Bersani mercoledì sera alla riunione dei gruppi Pd. «Dobbiamo eleggere il presidente della Repubblica. È sempre stato difficile, nelle condizioni date non è facile, richiede un'assunzione di responsabilità soprattutto da chi ha più numeri. Attenzione al passaggio che abbiamo davanti». 

Il sì di Berlusconi. Il leader del Pdl alla riunione dei gruppi del partito mercoledì sera ha confermato il voto per Marini alla presidenza della Repubblica. «Franco Marini è una persona positiva e seria e per noi non è una sconfitta», ha detto.

Pd spaccato, no di Renzi. Marini? «Non lo votiamo». Per Renzi, Marini non è l'uomo giusto «perché lo conosco ve lo immaginate al telefono con Obama? A me sembra il meno adatto e lo voglio dire con chiarezza stasera. Ma se lo eleggeranno metterò subito la foto nella mia stanza perché ho rispetto per il presidente della Repubblica». «Votare Franco Marini significa fare un dispetto al paese: si sceglie una persona più per le esigenze degli addetti ai lavori che non per l'Italia», ha poi aggiunto Renzi. «Sicuramente Rodotà è meglio di Marini, ma ce ne sono tanti meglio di Marini anche nel centrodestra. Lo dico conoscendolo», ha detto ancora Renzi.

Ma non sono solo i renziani a essere contrari. «Ho detto alla nostra assemblea che sono contrario a candidatura Marini perché divide il Pd e la coalizione», ha scritto su Twitter, Matteo Orfini. «Non solo i renziani non lo voteranno», è il «facile pronostico» che fa sempre su Twitter la deputata del Pd, Marianna Madia. «Non voterò mai Franco Marini». Così la deputata prodiana del Pd Sandra Zampa annuncia, su twitter, il suo no al nome dell'ex presidente del Senato. 

IL GAZZETTINO.IT

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PRIMO PIANO TREVISO Matteo ha lasciato un biglietto per dire addio: «Scusate, senza lei non vivo più»

18 Aprile 2013, 11:15am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Matteo Rossi e Denise Morello

INSERITO DA PAOLA TRECCINE TREVISO - «La mia vita non ha più senso. Perdonatemi ma non ce la faccio più. Vi voglio bene e vi chiedo scusa per il mio gesto, ma non posso più vivere senza di lei». Questo il contenuto di una lettera scritta ieri pomeriggio e lasciata nella sua abitazione di piazza Oberkochen a Montebelluna da Matteo Rossi, prima di mettere in atto il suo folle piano: uccidere l'ex fidanzata, Denise Morello, impiegata 23enne, e poi togliersi a sua volta la vita. Non traspare da queste parole la chiara volontà di uccidere Denise ma, dicono gli investigatori, l'intenzione di mettere in atto un «gesto di autolesionismo», il suicidio appunto, culminato poi in un abbraccio mortale a colpi di pistola.

Matteo Rossi passa la giornata di martedì cercando di far trasparire calma e sicurezza di fronte a tutte le persone che incontra. Uscito di casa nel pomeriggio, il 37enne reca nel bar Bertolini, proprio sotto casa sua. Qui si trattiene a lungo, chiacchierando amabilmente e dissimulando la propria agitazione interiore. Rifiuta l'invito di un amico per uno spritz dicendo di dover passare dal commercialista e poi di avere una partita di calcetto. Si accorda per una cena a base di risotto con altri tre amici per la sera seguente (tra cui il barista Matteo), dà appuntamento (poi disdetto) a un'amica per un aperitivo a Castelfranco. Una sorta di strategia per ingannare chi gli ruota attorno e da qualche mese lo vede diverso, cupo, triste, ma ancora non immagina cosa sta per accadere. Qualche minuto prima delle 19 Matteo Rossi va incontro al suo destino: sale sulla sua Audi bianca e quindi scende nel parcheggio interrato dell'Interspar di Montebelluna. 

Sa dove Denise parcheggia la sua Lancia Y. Sa che a breve scenderà dal terzo piano dello stabile, sede dell'ufficio di commercialisti in cui lavora. Posteggia l’Audi in modo che lei non possa vederla. Il 38enne ha già la pistola carica in tasca. Si apposta dietro un muro, a due passi dalla porta da cui la 23enne è solita uscire. 

Alle 19.05, la tragedia si compie. Il parcheggio è deserto e improvvisamente, dalle scale, Matteo sente la voce di Denise che saluta un'amica. La ragazza ha solo il tempo di salire nella sua vettura e sedersi al posto di guida. In quel momento, alle sue spalle, spunta Matteo. Denise si volta, vede la pistola. È impietrita, ma riesce a urlare «Non farlo, non farlo». Invece viene freddata con un colpo quasi a bruciapelo, appena sotto l'orecchio. Tempo due secondi e Matteo Rossi rivolge l’arma contro se stesso uccidendosi con un altro colpo, stavolta alla tempia. Il suo cadavere viene trovato riverso a terra, con l'arma ancora fra le dita. Nessuna telecamera ha filmato la tragedia, né esistono testimonianze che permettano di delineare un quadro più preciso di questo. I carabinieri di Montebelluna del capitano Eleonora Spadati, ieri hanno sentito amici, familiari e parenti di Matteo e Denise e nei prossimi giorni esamineranno i telefoni cellulari delle vittime per verificare se negli ultimi scambi di sms c’era già la traccia di quello che poteva accadere.

DI NICOLA CENDRON IL GAZZETTINO.IT

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