PRIMO PIANO Il Papa: "Ior necessario fino a un certo punto"
INSERITO DA PAOLA TRECCINE L'appello a innovare è arrivato al Pontefice da numerosi vescovi italiani. Così Francesco ha incaricato monsignor Paglia di preparare un testo. L'ipotesi: decidere caso per caso ma rendendo più facile l'annullamento delle prime nozze.
CITTÀ DEL VATICANO - Molti vescovi italiani nei giorni scorsi hanno chiesto a Papa Francesco di trovare nuove soluzioni per i divorziati risposati che, ad oggi, non possono ricevere la comunione. Istanze che Bergoglio ha recepito, incaricando monsignor Vincenzo Paglia, presidente del pontificio consiglio per la Famiglia, di redigere un documento e trovare una soluzione al problema. La strada sembra poter essere quella della valutazione "caso per caso", in scia a un'apertura già auspicata da Benedetto XVI in un colloquio con i preti della diocesi di Aosta nel 2005: molti di coloro che sono passati a una seconda convivenza probabilmente hanno contratto un primo matrimonio ecclesiastico "senza fede". Nullo il primo matrimonio, possono tornare alla pratica cristiana ed essere ammessi alla comunione. La Chiesa cattolica così potrebbe rivedere la posizione del 1994, quando l'allora cardinale Joseph Ratzinger difendeva l'impossibilità di riconoscere una nuova unione, di fronte a un primo matrimonio valido.
FONTE LA REPUBBLICA
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