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primo piano e anteprima

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Strage di Napoli, il gip: "Murolo resti in carcere"

19 Maggio 2015, 07:51am

Pubblicato da www.mikivettica.net

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il giudice ha convalidato l’arresto dell’uomo che venerdì scorso ha ucciso 4 persone, ferendone altre 6, nel quartiere di Miano. L’infermiere si trova in cella da solo ed è sorvegliato a vista per evitare gesti autolesionistici. Il legale: "E' disperato".

Il gip Maria Vittoria Foschini, a conclusione della breve udienza di convalida, nel corso della quale Giulio Murolo si è avvalso della facoltà di non rispondere, ha convalidato l'arresto in flagranza dell'autore della strage di Miano e ha emesso nei suoi confronti una ordinanza di custodia in carcere.
Murolo è detenuto da solo in una cella di Poggioreale, dove viene sorvegliato costantemente anche per evitare gesti autolesionistici.

L'uomo, che venerdì scorso ha ucciso 4 persone a Napoli, secondo il suo avvocato Carlo Bianco è "molto più disperato rispetto a sabato", giorno del primo interrogatorio del pm. "Se sabato scambiava qualche parola - ha aggiunto - oggi era un pianto continuo. E' pentito, credo sia il chiaro segnale di una persona che sta realizzando. E' profondamente pentito e addolorato".

SKYTG24

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PRIMO PIANO ANTEPRIMA Calcioscommesse: oltre 40 fermi e 70 indagati

19 Maggio 2015, 07:46am

Pubblicato da www.mikivettica.net

Calcioscommesse: oltre 40 fermi e 70 indagati

 
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Maxioperazione della Dda di Catanzaro nei confronti di due associazioni che avrebbero truccato decine di incontri di Lega Pro e serie D. Coinvolti dirigenti e calciatori di oltre trenta. Nelle organizzazioni anche il ruolo della 'Ndrangheta.
Sono oltre quaranta i fermi emessi dalla Dda di Catanzaro nell'ambito dell'indagine della Polizia nei confronti di due associazioni che avrebbero truccato decine di incontri di Lega Pro e serie D. 
Centinaia di uomini dello Sco e della squadra mobile di Catanzaro stanno operando in oltre 20 province in Calabria, Campania, Puglia, Emilia Romagna, Abruzzo, Marche, Toscana, Liguria, Veneto e Lombardia. Oltre 70 gli indagati. 
Fra i personaggi coinvolti nell'indagine, oltre a calciatori presidenti e dirigenti di club, anche soggetti stranieri, un presunto appartenente alla cosca Iannazzo, potente clan della 'Ndrangheta della provincia di Lamezia Terme, e un poliziotto. 

Almeno 30 i club coinvolti - I club coinvolti sarebbero almeno una trentina. Tra loro, Pro Patria, Barletta, Brindisi, L'Aquila, Neapolis Mugnano, Torres, Vigor-Lamezia, Santarcangelo, Sorrento, Montalto, Puteolana, Akragas e San Severo. 

Perquisizioni nelle squadre di Lega Pro e serie D - La Polizia sta eseguendo inoltre diverse perquisizioni nelle sedi di alcune squadre di Lega Pro e serie D. Le perquisizioni riguardano anche i domicili di dirigenti, allenatori e calciatori che, secondo l'indagine, si sarebbero associati per truccare le partite. Le due organizzazioni scoperte sarebbero state in grado di alterare i risultati e investire denaro nel giro delle scommesse, sia in Italia sia all'estero. 

Il coinvolgimento della 'ndrangheta - E spunta inoltre l'ombra della 'ndrangheta dietro alcune delle presunte combine di partite. Ad alcuni indagati vengono infatti contestate le aggravanti mafiose e transnazionali. L'inchiesta ha preso il via grazie alle intercettazioni di Pietro Iannazzo, considerato al vertice dell'omonima cosca che opera a Lamezia Terme, arrestato giovedì scorso in una operazione della polizia contro la 'ndrina. Iannazzo avrebbe avuto rapporti con presidenti di società di calcio per alterare i risultati. E' proprio intercettando alcuni colloqui di Iannazzo che gli investigatori hanno ricostruito il giro di calcioscommesse.
SKYTG24

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA ROMA STEFANO, 18 ANNI, PRECIPITA DALLA BALCONATA DEI GIARDINETTI PUBBLICI: MUORE SUL COLPO

17 Maggio 2015, 10:44am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA ROMA STEFANO, 18 ANNI, PRECIPITA DALLA BALCONATA DEI GIARDINETTI PUBBLICI: MUORE SUL COLPO
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA ROMA STEFANO, 18 ANNI, PRECIPITA DALLA BALCONATA DEI GIARDINETTI PUBBLICI: MUORE SUL COLPO

INSERITO DA ANGELA CECERE ROMA - Un ragazzo di 18 anni, Stefano Salvatori, è morto dopo essere precipitato ieri sera dalla balconata dei giardini Barberini di Palestrina, mentre era in compagnia degli amici.
La caduta, di sei metri, è stata fatale. Gli altri ragazzi che erano sul posto hanno immediatamente chiamato l'ambulanza e i carabinieri.Purtroppo però per Stefano, originario di Castel San Pietro, non c'è stato nulla da fare: in nottata è morto all'ospedale di Palestrina, a causa dei traumi ricevuti. Cordoglio e frasi di grande dolore per il tragico epilogo della serata sono state espresse e postate sul profilo del ragazzo dai numerosi amici che aveva.

LEGGO.IT

17.05.2015. 11. 44

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Auto contro moto vicino ad Aosta, muoiono un bimbo di 20 mesi e un centauro

17 Maggio 2015, 08:24am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Auto contro moto vicino ad Aosta, muoiono un bimbo di 20 mesi e un centauro
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Auto contro moto vicino ad Aosta, muoiono un bimbo di 20 mesi e un centauro

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un bambino di venti mesi è morto nella notte in un incidente stradale avvenuto a Sarre, paese della cintura di Aosta. L'auto che trasportava il bimbo si è scontrata violentemente con una moto. Nell'impatto è deceduto anche il centauro. La dinamica è al vaglio della polizia.

Lo scontro è avvenuto lungo la strada statale 26 che porta ad Aosta. Secondo una prima ricostruzione dell'incidente l'auto si è immessa sulla strada occupando la corsia sulla quale a forte velocità viaggiava la moto che è finita sul mezzo. Illesi i genitori del piccolo.

ANSA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Accoltella moglie e figlia 6 anni, grave la bimba Una coltellata le avrebbe perforato un polmone. Mentre la donna è in codice giallo

16 Maggio 2015, 08:29am

Pubblicato da www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Accoltella moglie e figlia 6 anni, grave la bimba Una coltellata le avrebbe perforato un polmone. Mentre la donna è in codice giallo
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Accoltella moglie e figlia 6 anni, grave la bimba Una coltellata le avrebbe perforato un polmone. Mentre la donna è in codice giallo

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ha ferito a coltellate nel sonno la moglie e la figlia di 6 anni. E' accaduto nella notte a Tivoli, vicino Roma. La bimba è stata trasportata dal 118 in ospedale dal 118 in codice rosso. Una coltellata le avrebbe perforato un polmone. Mentre la madre è in codice giallo. La polizia ha fermato il padre, un uomo di 49 anni.

L'episodio è accaduto nella notte in un'abitazione di largo Giuseppe Saragat a Tivoli, alle porte di Roma. A quanto ricostruito finora dalla polizia, il 49enne avrebbe tentato di uccidere la figlia di 6 anni e la moglie di 44 colpendole con diverse coltellate. Dalle prime informazioni pare non siano in pericolo di vita. La donna ha riportato solo ferite superficiali mentre la bambina, trasportata dal 118 all'ospedale di Tivoli in codice rosso, avrebbe un polmone perforato.

ANSA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Terrore a Secondigliano, Napoli: si barrica in casa e spara, 4 morti

16 Maggio 2015, 07:06am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Terrore a Secondigliano, Napoli: si barrica in casa e spara, 4 morti
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Terrore a Secondigliano, Napoli: si barrica in casa e spara, 4 morti

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una strage della follia. Dopo una lite per dei panni stesi ad asciugare spara in strada per un'ora e mezza, prima con una pistola e poi con uno dei suoi fucili da caccia. A cadere sotto i colpi di Giulio Murolo, 48 anni, infermiere, sono la cognata, il fratello, un ufficiale della polizia municipale che aveva tentato di fermarlo, un fioraio che percorreva la strada a bordo di uno scooter. Sei persone - due poliziotti, un carabiniere, un altro vigile urbano e due passanti - rimangono ferite. L'uomo è in preda a un raptus, poi decide di lasciarsi catturare senza opporre resistenza dopo essere stato convinto al telefono da un operatore del 113 con il quale parla per una quarantina di minuti. Scenario della strage via Miano, alla periferia nord di Napoli. Il pomeriggio di sangue sconvolge la città: il sindaco Luigi de Magistris proclama il lutto cittadino ("una tragedia enorme per Napoli e per il Comune"), cancellate le manifestazioni - l'inaugurazione di una stazione del metrò e un appuntamento elettorale con il Pd - in programma domani con il premier Renzi, che chiama il sindaco per esprimergli cordoglio e solidarietà. Dal ministro Alfano vicinanza alle vittime e ai feriti. Murolo, nessun precedente penale, dipendente del reparto di chirurgia toracica dell'ospedale Cardarelli, viene descritto dai colleghi come uomo introverso ma che mai nei suoi comportamenti aveva manifestato segni di squilibrio.

"Non soffre di patologie psichiche", conferma il questore di Napoli Guido Marino. Tuttavia oggi quest'uomo, appassionato di caccia e possessore di molte armi regolarmente detenute, in preda a un raptus prende la mira con freddezza contro parenti, vicini, passanti. Prima vittima è la cognata, Concetta Uliano, 51 anni, poi viene colpito il fratello, Luigi Murolo, 52 anni. La prima parte della carneficina si svolge all'interno della palazzina a due piani in via Miano. Poi l'infermiere, cacciatore e titolare di una licenza di tiro a segno, si sposta sul balcone e comincia - secondo le parole del questore di Napoli - "il tiro al bersaglio su chiunque si muovesse".

Cadono così il tenente della polizia municipale Francesco Bruner, 60 anni, vicino di casa di Murolo, e un fioraio, Luigi Cantone, 59 anni, che era alla guida di uno scooter. Dei sei feriti è in gravi condizioni solo un agente della polizia municipale che stava fermando il traffico, per difendere i passanti dal fuoco dei proiettili: Murolo lo ha colpito con precisione da cacciatore, alla gola, e l'uomo è ora ricoverato in rianimazione con prognosi riservata. I rapporti di Murolo, celibe, con il fratello e la cognata - che vivevano nell'appartamento accanto - erano tesi da tempo. I vicini raccontano di dissapori e ruggini antiche, i colleghi dell'ospedale Cardarelli descrivono l'infermiere come un uomo introverso, silenzioso. Un uomo che ama la caccia, detentore di diverse armi, che oggi ha seminato panico e sangue. Gli spari iniziano poco dopo le 15: i testimoni raccontano di detonazioni ripetute, "sembrava che stessero girando una fiction". I negozianti abbassano le saracinesche, chi vive in zona chiama parenti e amici per avvertirli di non passare per via Miano. Murolo ad un certo punto chiama il 113, "sono quello del macello di Miano". L'operatore lo mantiene al telefono, per 40 interminabili minuti, e alla fine lo convince ad arrendersi senza opporre resistenza. L'uomo si consegna ed esce dal palazzo della strage, mentre poliziotti e carabinieri lo proteggono dalla furia di decine di persone radunate in strada. Agli uomini in divisa non dice una parola. Freddo, silenzioso come quando ha preso la mira contro uomini e donne, come in un uno dei suoi amati tiri a segno.

Un'ora e mezza d'inferno. Almeno una quindicina di detonazioni. Una raffica di colpi all'impazzata, come in un film. E tra i residenti nella zona c'è chi ha pensato, prima di accorgersi della tragica realtà, alla scena di un film. C'è il terrore sui volti dei testimoni della tragica sparatoria di oggi a Napoli, nella quale sono morte 4 persone e cinque sono rimaste ferite. Giovanni, il titolare di una spaghetteria che si trova proprio di fronte al civico 41 di via Miano, racconta che Giulio Murolo, l'infermiere che ha sparato all'impazzata in casa e dal balcone, ha esploso colpi, prima da una pistola, poi da un fucile per circa un'ora e mezza. Giovanni parla del giovane ucciso mentre stava transitando in scooter e del vigile urbano colpito. ''Mi sono barricato nel negozio, insieme con mia moglie e le mie figlie''. Murolo, quando è stato portato via dalla polizia su una volante, dopo essere stato bloccato, ''era freddo, di ghiaccio''. Sul muro accanto alla spaghetteria ci sono ancora i segni dei proiettili. Quello attuato da Murolo è stato un vero e proprio tiro al bersaglio. Luigi Mele, proprietario di un negozio di ortopedia, parla di ''una sequenza di colpi violentissima. Erano le 15.15 quando abbiamo sentito le detonazioni. Tante, almeno una quindicina. Inizialmente ho pensato che potesse essere una fiction perché ieri a poche decine di metri da qui hanno girato un episodio della serie Gomorra. Poi ho visto un ragazzo sul motorino, riverso a terra, e l'uomo armato di fucile che entrava e usciva dal balcone della sua abitazione sparando all'impazzata''. Momenti di fortissima tensione, di paura. Un vigile urbano blocca le auto in transito per proteggere i passanti, e Murolo lo colpisce con fredda precisione. ''Ho abbassato - aggiunge Luigi - la saracinesca come hanno fatto tutti gli altri commercianti e sono scappato. Poi ho cominciato a telefonare ai miei figli e a tutti quelli che conoscevo per dire loro di non avvicinarsi alla zona''. Maria Martucci, titolare di un negozio di fronte alla casa da dove l'infermiere ha sparato all'impazzata, ha visto il fratello di Murolo gridargli dalla strada: ''che stai facendo?'' ma in risposta l'infermiere lo ha ucciso.

Portinaio, ho cercato aiutare soccorritori - 'Marescià, marescià, hanno sparato a 'u collega vuost''. Salvatore Cella, 49 anni, portinaio, richiamato anch'egli come tanti dal trambusto e dalla concitazione legati alla sparatoria di Secondigliano, viene scambiato per sottufficiale dei carabinieri da una donna che urla la sua angoscia. ''Stavo rincasando - racconta - quando ho sentito sirene della polizia e dei carabinieri e ho visto tanta gente. Mi sono diretto verso la zona degli spari e, improvvisamente, ho visto la donna correre verso di me urlando. Mi ha preso per un carabiniere in borghese e ha chiesto l'intervento immediato''. In realtà i soccorsi erano in corso pur nella concitazione del momento. Salvatore, in ogni caso, si è subito avvicinato alla casa e ha cercato di dare una mano in qualche modo: ad un poliziotto che aveva soccorso il carabiniere, ferito ad un braccio, ha offerto il suo telefonino per ulteriori chiamate di emergenza. Nel frattempo, spiega, alcuni ragazzi su un motorino - uno dei quali si è tolto la maglietta per tamponare la ferita - hanno preso a bordo il ferito e lo hanno portato in ospedale.

Blindato CC ha protetto feriti in strada - Per proteggere le persone rimaste ferite in strada dai colpi sparati da Giulio Murolo è stato fatto intervenire un blindato del Reggimento Campania dei Carabinieri che si è frapposto tra l'assassino barricato nell'abitazione e le persone già colpite dai suoi proiettili. Secondo una prima ricostruzione, l'uomo - che è celibe - avrebbe sparato prima alla cognata e poi al fratello. Uditi i colpi è poi intervenuto il capitano della Polizia Locale, loro vicino di casa, al quale Murolo ha sparato, uccidendolo. Non si esclude che l'uomo abbia usato più di un'arma. Le attività investigative stanno andando avanti in collaborazione tra Polizia di Stato e militari dell'Arma.

ANSA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Morto in gita, non fu caduta accidentale Decisivi esiti autopsia e caratteristiche finestra

15 Maggio 2015, 10:36am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Morto in gita, non fu caduta accidentale Decisivi esiti autopsia e caratteristiche finestra
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Morto in gita, non fu caduta accidentale Decisivi esiti autopsia e caratteristiche finestra

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA MILANO, Le indagini sulla morte di Domenico Maurantonio, lo studente di Padova trovato senza vita a Milano dopo un volo da una finestra dell'hotel Leonardo, al momento portano a ritenere "impossibile" una caduta "accidentale". E' questa la conclusione trapelata negli ambienti giudiziari milanesi, anche in seguito ai primi esiti dell'autopsia e allo studio delle caratteristiche della finestra da cui il giovane è precipitato: l'altezza dal pavimento al davanzale è di circa 1 metro e 10 centimetri.

ANSA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Conca dei Marini disagi per chiusura di strada interna per i residenti ed i lavoratori di Agerola

15 Maggio 2015, 10:33am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Conca dei Marini disagi per chiusura di strada interna per i residenti ed i lavoratori di Agerola. La stada interna di Conca dei Marini , quella che venendo da Positano e Praiano, subito dopo la Grotta dello Smeraldo, consente di risparmiare un lungo tratto per raggiungere la località dei Monti Lattari, è chiusa per lavori. Non si sa che tipo di lavori ne quando questi terminerano, intanto centinaia di lavoratori sono costretti a farsi un lungo giro per il bivio Amalfi - Agerola. Anche se è una strada un pò tortuosa si è dimostrata una valida alternativa per la viabilità in Costiera amalfitana nell'occasione della frana al Saraceno. In ogni caso avvisiamo i nostri numerosi lettori  di Positanonews che ci hanno segnalato la cosa che è chiusa ancora, vi informeremo quando riaprirà.

FONTE POSITANONEWS

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA GIANLUCA, UCCISO A NUORO: LA 'STRANA' TELEFONATA DI UNO DEI PRINCIPALI SOSPETTATI DELL'OMICIDIO

14 Maggio 2015, 11:43am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA GIANLUCA, UCCISO A NUORO: LA 'STRANA' TELEFONATA DI UNO DEI PRINCIPALI SOSPETTATI DELL'OMICIDIO
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA GIANLUCA, UCCISO A NUORO: LA 'STRANA' TELEFONATA DI UNO DEI PRINCIPALI SOSPETTATI DELL'OMICIDIO

INSERITO DA ANGELA CECERE Si infittisce la vicenda dell'omicidio del giovane Gianluca Monni, ucciso a fucilate mentre attendeva il bus a Nuoro.È una telefonata a movimentare le indagini, quella fatta da uno dei sospettati che ha chiamato Stefano Masala per un invito ad uscire. Il giovane di Nule, scomparso da una settimana, ha preso l’auto del padre, poi trovata bruciata, per un giro in paese. Da quanto emerso dai tabulati telefonici analizzati dai carabinieri, ci sarebbe anche un altro elemento a collegare la scomparsa di Masala al delitto di Orune, ancora non emerso. Sono in tre gli indagati, di cui uno minorenne.

LEGGO.IT

14.05.2015. 12.43

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA KABUL, COMMANDO ASSALTA UN RESIDENCE: 14 MORTI, ANCHE UN ITALIANO

14 Maggio 2015, 11:37am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA KABUL, COMMANDO ASSALTA UN RESIDENCE: 14 MORTI, ANCHE UN ITALIANO
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA KABUL, COMMANDO ASSALTA UN RESIDENCE: 14 MORTI, ANCHE UN ITALIANO

INSERITO DA ANGELA CECERE C'è anche un italiano tra le vittime dell'attacco del gruppo armato in una guest-house per stranieri a Kabul, in Afghanistan. Lo ha riferito dapprima la tv indiana Cnn-Ibn, poi la conferma della Farnesina. Il bilancio delle vittime - secondo la stessa fonte - è salito a 14 morti di cui 9 stranieri tra i quali anche un americano e quattro indiani. L'attacco è avvenuto vicino ad Ansari Square nel quartiere di Shahr-e-Naw ed è terminato diverse ore dopo, con l'uccisione dei tre assalitori. Lo rende noto il ministero dell'Interno afgano. Era un cooperante l'italiano rimasto ucciso. Secondo quanto si apprende l'uomo, Sandro Abati di 48 anni, era originario del bergamasco. Secondo le stesse fonti il cooperante si trovava nella guesthouse insieme alla compagna, di origini kazake, anche lei rimasta uccisa nell'attacco. Fonti della polizia hanno confermato che un cittadino americano di identità sconosciuta è fra le vittime, così come, ha riferito l'ambasciatore dell'India a Kabul Amar Sinha, «alcuni cittadini indiani». A quanto si è appreso nel residence, abilitato dalle Nazioni Unite e avviato nel 2001, doveva svolgersi una performance con alcuni artisti indiani e turchi invitati.

LEGGO.IT

14.05.2015. 12.37

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