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primo piano e anteprima

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA ROMA, TORTURE E VIOLENZE A DUE BIMBI DELL'ASILO

10 Maggio 2016, 10:57am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA ROMA, TORTURE E VIOLENZE A DUE BIMBI DELL'ASILO
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA ROMA, TORTURE E VIOLENZE A DUE BIMBI DELL'ASILO

DI ANGELA CECERE LA SENTENZA Li teneva rinchiusi per ore nella “scatola di Houdini”, una cassapanca di legno che, invece di essere utilizzata per riporre i giocattoli, veniva sfruttata come strumento di tortura. A differenza dell'illusionista francese, le piccole vittime intrappolate da lì dentro non riuscivano mai a fuggire. Per due gemellini di 5 anni non c'era alcuna magia tra le mura del loro asilo di via Bravetta, zona Gianicolense.

10.05.2016 11.57

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA TREDICI ANNI FA SI RIUNIVANO IN MATRIMONIO MARIA PAPPACODA E ZUPPARDO FRANCO. I NOSTRI AUGURI

10 Maggio 2016, 08:03am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA TREDICI ANNI FA SI RIUNIVANO IN MATRIMONIO MARIA PAPPACODA E ZUPPARDO FRANCO. I NOSTRI AUGURI
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA TREDICI ANNI FA SI RIUNIVANO IN MATRIMONIO MARIA PAPPACODA E ZUPPARDO FRANCO. I NOSTRI AUGURI

Vettica di Amalfi tredici anni fa in questo giorno nella chiesa di San Michele Arcangelo il parroco Don Angelo Mansi riuniva in matrimonio Maria Pappacoda e Zuppardo Franco nonostante la turbolenza di questa famiglia che ha avuto degli alti e bassi in questi anni e nonostante che Maria ha voluto cambiare la testa del marito mettendolo su una strada più consona per la vita familiare cioè prostrarsi per il bene della famiglia a lavorare ma quando meno a impegnarsi in questa via i suoi tentativi di correggerlo sono stati invani. Ma nonostante ciò il Signore ha voluto donare a questi due sposi due figli meravigliosi Emanuel e GiacomoLucio che grazie a loro con il loro amore hanno tenuto in piedi questa famiglia. Nonostante ciò Maria con la sua forza di volontà ancora non demorde per far si che il suo sposo Franco capisca per il bene della famiglia a mettere la testa apposto e portare il timone della sua famiglia avanti. I sinceri auguri di buon anniversario di matrimonio a Maria e Franco vanno da parte del responsabile del giornalino Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net Michele Pappacoda e da tutti i collaboratori Morena Motta Carmela Manica Angela Cecere, Barbara Pappacoda, Alessia Chianese, Luciana Verdile, Elsa Coppa, e Ksenia Kuilikova.

AUGURI FELICISSIMI

IL PENSIERO DI MARIA PAPPACODA

13 anni fa mi sposavo che felicità quella mattina non riuscivo a trattenere le lacrime credevo che tutto da quel giorno sarebbe stato bello e non pensavo al come sarebbe andata. Comunque ringrazio il Signore per i figli meravigliosi che mi ha dato.La promessa era nel bene e nel male per sempre con tanto affetto Franco oggi è il nostro anniversario di nozze

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PRIMO PRIMO E ANTEPRIMA LUTTO A "MADE IN SUD", È MORTO IL COMICO MASSIMO BORRELLI DEI “DUO PER DUO”

9 Maggio 2016, 11:07am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PRIMO E ANTEPRIMA LUTTO A "MADE IN SUD", È MORTO IL COMICO MASSIMO BORRELLI DEI “DUO PER DUO”
PRIMO PRIMO E ANTEPRIMA LUTTO A "MADE IN SUD", È MORTO IL COMICO MASSIMO BORRELLI DEI “DUO PER DUO”

DI ANGELA CECERE Lutto nel cast di "Made in Sud", la trasmissione in onda su Rai 2, è morto Massimo Borrelli dei “Duo per Duo”. A darne la notizia è Daniele “Decibel” Bellini in onda su radio Kiss Kiss che su suo profilo Facebook scrive: «Hai fatto ridere sempre tutti ma adesso ci toccherà piangere senza sosta. Non ci posso credere. Buon viaggio amico mio». Borrelli è diventato famoso grazie alla trasmissione Rai in cui si esibiva insieme a Peppe Laurato e insieme formavano i “Due per Duo”. I napoletani cabarettisti lavoravano insieme dal 1999 e avevano calcato anche il palco di "Colorado Café" in passato.

09.05.2016 12.07

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Tragedia il giorno della festa della mamma, muore un neonato

9 Maggio 2016, 11:00am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Tragedia il giorno della festa della mamma, muore un neonato
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Tragedia il giorno della festa della mamma, muore un neonato

INSERITO DA ANGELA CECERE CASERTA. Un neonato di due mesi è morto nel giorno della festa della mamma, con pochi lamenti e la speranza di essere salvato in tempo spezzata alle 19 e 30 di ieri. Una coincidenza irripetibile e drammatica. E, purtroppo, senza una seconda possibilità. Sarà l’autopsia disposta, ieri sera, dal magistrato della procura di Santa Maria Capua Vetere a chiarire la causa del decesso.Il bimbo, F.I., si trovava tra le braccia della madre quando ha esalato il suo ultimo respiro. È successo a Roccamonfina in piazza Nicola Amore. I genitori, residenti Termoli, era venuti a Marzano Appio per partecipare a un matrimonio. La famiglia del padre del piccolo, infatti, è di Marzano. Dopo la cerimonia, mamma e papà avrebbero deciso di fare una passeggiata a Roccamonfina, nel paese delle castagne. Lì è avvenuto l’inaspettato: il piccolo sarebbe diventato cianotico in breve tempo. L’autoambulanza è arrivata in piazza Amore in pochi minuti, ma forse era già troppo tardi. Gli eventi si sono rincorsi alla velocità della luce. I medici hanno cercato di rianimare il bimbo, poi la corsa disperata all’ospedale di Sessa Aurunca e, infine, la morte.

IL MATTINO

09.05.2016 12.00

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Alla mamma: profuma di vita, la TUA! 8 maggio 2016 ricorrenza della festa della mamma

8 Maggio 2016, 17:07pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Alla mamma: profuma di vita, la TUA! 8 maggio 2016 ricorrenza della festa della mamma
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Alla mamma: profuma di vita, la TUA! 8 maggio 2016 ricorrenza della festa della mamma

DI CARMELA MANICA Una canzone citava:"Sei tu la vita...E per la vita non ti lascio mai più "; colonna portante della famiglia,instancabile guida di vita, amica e consigliera ma anche porto del sicuro naufragio. Mamma è la prima parola che un bimbo impara a pronunciare, è il primo unico grande amore di ogni essere vivente, è un grande dono di vita che genera vita . Va a loro instancabili donne il pensiero di Totò....

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Crolla palazzina a Roma: 5 feriti, si cercano persone sotto le macerie

8 Maggio 2016, 10:45am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

 PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Crolla palazzina a Roma: 5 feriti, si cercano persone sotto le macerie
 PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Crolla palazzina a Roma: 5 feriti, si cercano persone sotto le macerie

INSERITO DA KSENIA KULIKOVA Sono almeno cinque le persone che sarebbero rimaste ferite dopo l'esplosione che ha provocato il crollo parziale di una palazzina di tre piani questa mattina intorno alle 10.30 in zona La Rustica, a Roma. Due sono state trasportate al policlinico Casilino, due all'Umberto I e una al Pertini, tutti in codice rosso.

Sul posto stanno intervenendo numerose squadre dei vigili del fuoco che continuano a scavare per trovare eventuali superstiti. Ancora non sono chiare le cause del crollo, che ha interessato il seminterrato dell'edificio in via Palata 14.

SKYTG24

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Londra, Sadiq Khan è il nuovo sindaco. Ma in Scozia è batosta per i Labour

7 Maggio 2016, 09:14am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA  Londra, Sadiq Khan è il nuovo sindaco. Ma in Scozia è batosta per i Labour
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA  Londra, Sadiq Khan è il nuovo sindaco. Ma in Scozia è batosta per i Labour

INSERITO DA ELSA COPPA Vince la Londra di oggi e di domani. Ha il volto pachistano di Sadiq Khan, 45 anni, deputato laburista figlio d'immigrati musulmani sbarcati in Gran Bretagna senza una sterlina in tasca, il nuovo sindaco della capitale britannica, metropoli sempre più variegata e multicolore. Il risultato più atteso del voto amministrativo nel Regno Unito segna una svolta storica, in termini di simboli e non solo.In un panorama nel quale per il resto il Labour anti austerity di Jeremy Corbyn, sotto il tiro incrociato della fronda interna e dei media, mette a segno uno 'scorè in chiaroscuro: malissimo nell'ex roccaforte scozzese; meglio del previsto in Inghilterra e Galles, tanto da completare in extremis un inatteso controsorpasso in percentuale nazionale sui conservatori del premier David Cameron. Questi ultimi possono a loro volta salutare l'avanzata in Scozia, dove si conferma (pur senza maggioranza assoluta) il dominio degli indipendentisti dell'Snp di Nicola Sturgeon, ma i Tory si piazzano secondi sopravanzando in seggi i laburisti per la prima volta. Più a sud rialzano la testa gli euroscettici dell'Ukip, dall'Inghilterra postindustriale depressa fino al Galles, dove la formazione di Nigel Farage 'sconfinà con un inedito bottino di 7 eletti nell'assemblea nazionale locale confermando un consenso fra il 15 e il 20% laddove non si vota col maggioritario secco: fatto tutt'altro che irrilevante - almeno sulla carta - in vista del referendum del 23 giugno sulla Brexit. Mentre qualche spiraglio di resurrezione arriva pure per i LibDem. Come sempre quando i risultati si mescolano e i contesti si sovrappongono, ciascuno cerca di guardare al bicchiere mezzo pieno di casa sua e a quello mezzo vuoto degli avversari. Cameron esulta per «lo storico successo» scozzese di Ruth Davidson, la sua plenipotenziaria a Edimburgo, e per la debacle sul fronte nord del Labour che, punge, «è ossessionato dai sacri principi della sinistra» ma «ha perso il contatto con i lavoratori». Corbyn - messo sul banco degli imputati dai detrattori ancor prima che si cominciassero a scrutinare le schede - rivendica però alla sua barca di aver tenuto botta. Ammette il flop in Scozia, ma sottolinea le previsioni negative smentite in Inghilterra, il risultato «eccellente» in Galles (dove il Labour resta al potere pur mancando di un soffio il 50% più uno) ed evidenzia i municipi in cui l'opposizione è anzi «avanzata»: a Londra e a Liverpool, come in vari centri minori. La verità è probabilmente a metà strada. Il Labour - azzoppato negli ultimi giorni anche dal 'caso antisemitismò - ha perso consensi rispetto alle vittoriose amministrative del 2012, mentre ne ha recuperato qualcuno sulle catastrofiche politiche del 2015. I Tory hanno fatto l'inverso. Inviso all'establishment fin dalla sua ascesa a sorpresa sulla poltrona che fu di Tony Blair poco più di otto mesi fa, Corbyn può in ogni modo far valere la conferma di pressochè tutti i Consigli comunali inglesi ereditati (appena una ventina i consiglieri perduti, meno dei Conservatori) e una quota percentuale aggregata a livello nazionale del 31% contro il 30 del partito di Cameron. Elemento dal valore numerico relativo nel sistema britannico (con questi dati i Tory manterrebbero una prevalenza di seggi ai Comuni, pur perdendo l'attuale maggioranza assoluta), ma politicamente spendibile. Il vero valore aggiunto per l'opposizione arriva tuttavia da Londra, realtà a parte, ma jackpot d'indiscusso peso e prestigio. Poco importa che Sadiq Khan, il nuovo sindaco, già fedelissimo dell'ex leader Ed Miliband, non sia un corbyniano organico. La sua resta infatti una vittoria targata Labour, una svolta dopo 8 anni di potere del carismatico conservatore Boris Johnson. Khan, il figlio dell'autista pachistano di bus cresciuto in una casa popolare, ha battuto nettamente il conservatore Zac Goldsmith, erede di una dinastia miliardaria di banchieri e aristocratici, figlio del finanziere sir James Goldsmith e di lady Annabel Vane-Tempest-Stewart, regina dei salotti e della vita notturna londinese. A Goldsmith non è servito schierarsi al fianco del popolare Johnson nella campagna referendaria anti-Ue, nè abbandonare l'aplomb da gentlemen per cavalcare - con toni ai limiti del razzismo, secondo le voci critiche - la paura del sindaco «islamico».
Khan lo ha spazzato via, ma non è solo il primo 'mayor' musulmano che rompe un tabù: può essere il sindaco di tutti i nuovi venuti, gli outsider e i dimenticati di una megalopoli che - con il suo scintillio e le sue contraddizioni - si nutre del loro lavoro. Una città in cui gli anglosassoni bianchi non superano oggi il 45% e senza la cui spinta, senza i cui soldi (speculazioni incluse) la vecchia Inghilterra non sarebbe ormai se non una nazione insulare di media grandezza in declino. IL MATTINO

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Turchia, spari contro il giornalista di opposizione Dundar. Il giudice lo condanna per lo scoop sulle armi in Siria

7 Maggio 2016, 09:11am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Turchia, spari contro il giornalista di opposizione Dundar. Il giudice lo condanna per lo scoop sulle armi in Siria
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Turchia, spari contro il giornalista di opposizione Dundar. Il giudice lo condanna per lo scoop sulle armi in Siria

INSERITO DA MARIA PAPPACODA Un uomo armato ha attaccato il direttore del quotidiano di opposizione turco Cumhuriyet, Can Dundar, davanti al tribunale di Istanbul, dove il giornalista era in attesa della sentenza del processo che lo vede imputato per lo scoop sul traffico di armi in Siria. Dundar è rimasto illeso illeso, mentre un reporter di Ntv, Yagiz Senkal, è stato lievemente ferito. Dundar è stato poi condannato a 5 anni e 10 mesi di prigione per violazione di segreto di Stato con la pubblicazione dello scoop sul passaggio di armi in Siria. L'assalitore è stato arrestato e identificato come Murat Sahin, 40enne di Sivas, nell'Anatolia centrale, riferisce Ntv. «Sto bene. I responsabili sono quelli che mi hanno reso un obiettivo», ha scritto su Twitter Dundar. Secondo il racconto dei testimoni, l'assalitore gli ha sparato almeno 2 colpi, urlando: «Sei un traditore della patria».Dopo gli spari a bloccare l'attentatore del direttore di Cumhuriuyet, con la pistola ancora in mano, sono stati la moglie del giornalista, Dilek, e l'avvocato e deputato del partito di opposizione Chp, Muharram Erkek. Lo mostrano le immagini dell'attacco, che circolano sui media turchi. Nello stesso processo il caporedattore di Cumhuriuyet Erdem Gul è stato condannato a 5 anni. Dundar e Gul sono invece stati assolti dalle accuse di spionaggio e tentativo di colpo di Stato. Secondo quanto riferisce Ntv, il tribunale ha deciso che potranno restare a piede libero, in attesa del processo di appello, ma con un divieto di espatrio.

IL MATTINO DI NAPOLI

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Milano, uomo si dà fuoco sotto casa: morto carbonizzato

7 Maggio 2016, 09:09am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Milano, uomo si dà fuoco sotto casa: morto carbonizzato

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un uomo si è dato fuoco, ieri sera, a Milano. Soccorso mentre era già avvolto dalle fiamme per lui non c'è stato nulla da fare. È accaduto poco dopo le 22 di ieri, in via Ungaretti, a Quarto Oggiaro, dove l'uomo viveva. L'uomo, dai primi accertamenti, si sarebbe dato fuoco in strada con un accendino e una bottiglia di plastica riempita di benzina, trovata vicino a lui. A sentire le sue urla disperate è stato un vicino, che è sceso in strada con un estintore preso nel condominio, e ha spento le fiamme. Al momento non sono note le generalità del deceduto nè i motivi del gesto. IL MATTINO.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Quaranta anni fa il terremoto in Friuli: quando l'Orcolat si risvegliò Territorio distrutto, poi la rinascita che resta esempio di efficienza

6 Maggio 2016, 11:12am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Quaranta anni fa il terremoto in Friuli: quando l'Orcolat si risvegliò Territorio distrutto, poi la rinascita che resta esempio di efficienza

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Faceva caldo, molto caldo quella sera del 6 maggio 1976. Un caldo soffocante e quasi assurdo per la stagione. Poi, erano da poco passate le 21, la terra tremò e per il Friuli nulla fu più come prima. In pochi secondi un mondo, un modo di vivere, una cultura, un'intera comunità vennero spazzate via. Ma sul momento non si capì. Qualcuno pensava a un bombardamento, altri a scoppi di depositi di qualche polveriera della zona. Insomma non era chiaro.

D'improvviso le comunicazioni si interruppero, le linee erano sovraccariche, e a dialogare con i 'presenti sui posti' furono solo i radioamatori. ''Qui è tutto un polverone, si sentono grida in lontananza... non capiamo, forse c'è stato un terremoto''. Queste furono le primissime dichiarazioni degli autotrasportatori che passavano nelle zone di Venzone, Gemona, Osoppo. E la notte non aiutava.

Si era risvegliato l'Orcolat (l'orco, come da queste parti viene soprannominato il terremoto) e in pochi secondi si era trascinato tutto con sé.
In assenza di comunicazioni ufficiali ci si doveva basare sui telegiornali della sera. Tutti davanti ai televisori: ''c'è stato un terremoto in Friuli. Forse ci sono alcuni morti...". Solo alle prime luci del mattino dopo fu chiaro il quadro. Ovunque distruzione, ovunque case crollate, ovunque morte. Il terremoto aveva squassato il Friuli. E subito partì la solidarietà.
In quei giorni protagonisti furono in primo luogo i giovani friulani che a centinaia partirono per i luoghi colpiti dal sisma nel tentativo di salvare qualche vita umana. Si formarono delle squadre coordinate sul posto dai sindaci, dai Vigili del fuoco e dagli alpini della Julia che intanto si erano subito mobilitati per organizzare delle tendopoli per la notte e per quelle successive. Nei paesi più colpiti dalle scosse furono salvate vite umane, grazie al lavoro - a mani nude - di tantissimi 'angeli'.

Subito cominciò l'opera di smassamento di quello che restava delle case, dei fienili, delle stalle. Solo nel pomeriggio del 7 lo Stato arrivò con Giuseppe Zamberletti subito nominato commissario straordinario dal presidente del Consiglio Aldo Moro. E' storia nota. Sul campo rimasero quasi mille morti e un terzo della regione Friuli Venezia Giulia devastato. Alla classe politica si parava innanzi un compito immane: salvare quante più vite possibile nell'immediato, pensare all'emergenza e poi alla ricostruzione. Ma non era finita. Se la scossa del 6 maggio fu quella che mise in ginocchio il Friuli, il colpo di grazia doveva arrivare con le scosse di settembre che completarono la distruzione e obbligarono Stato e Regione a pensare di trasportare bambini, giovani e anziani lontano dall'epicentro. Subito si pensò alle località marine di Grado, Lignano, Bibione e Caorle dove ricostruire le comunità, mentre per gli 'attivi' si pensò di requisire migliaia di roulotte in giro per l'Italia, di concentrale nei paesi maggiormente colpiti per garantire almeno un minimo il lavoro nelle fabbriche che non erano state colpite dalla distruzione. Il motto di allora, che diventò un vero e proprio proclama politico-istituzionale, fu 'prima le fabbriche, poi le case, poi le chiese': fu una scelta comune fatta propria anche dalla curia udinese. Si comprese che bisognava garantire il lavoro ai residenti, mettere in salvo i nuclei familiari e poi pensare alla ricostruzione che si voleva ''dov'era e com'era''.

Fu un'azione unitaria straordinaria. Maggioranza e opposizione deposero le armi e insieme collaborarono. Lo Stato delegò la Regione - con il coordinamento del Commissario straordinario - mentre questa, forte anche della sua autonomia, delegò ai comuni. I sindaci, per la prima volta nella storia d'Italia divennero protagonisti del futuro delle loro comunità. Non solo 'sindacalisti' o semplici supervisori, no. Decisori di come prestare i primi soccorsi, di come ricostruire e di dove ricostruire. Era, in nuce, la moderna Protezione civile. Tutto fu possibile grazie alla solidarietà nazionale e anche a quella internazionale essendo i friulani 'lontani dalla Piccola Patria' ben più numerosi dei residenti. Aiuti arrivarono subito dagli Stati Uniti, dall'Argentina, dall'Australia e da tantissimi Paesi europei. A quarant'anni da quei tragici giorni, a ricostruzione completata, si stima che il tutto sia costato circa 13 miliardi di euro. Una cifra non particolarmente alta se si pensa ad altre esperienze. Oggi tutto è a posto: i paesi sono stati tutti ricostruiti più belli di prima. Oggi l'Orcolat sicuramente non farebbe quella strage visti i sistemi antisismici di ricostruzione. Ma i paesi sono un po' vuoti... e le comunità non sono quelle di una volta... ammonisce la diocesi. Oggi tutto è cambiato e il Friuli non può essere estraneo alla globalizzazione. Rimane un'esperienza tragica, indelebile, che ha unito un popolo. E se oggi, pur nelle difficoltà della crisi, si può parlare di popolo friulano, lo si deve a quella straordinaria opera che è stata la ricostruzione del Friuli dopo il sisma di quaranta anni fa.

ANSA

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