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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA ESEGUITO IL PRIMO TRAPIANTO DI PENE NEGLI USA: 64ENNE STA BENE. "TANTI ALTRI UOMINI IN ATTESA"

17 Maggio 2016, 07:46am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA ESEGUITO IL PRIMO TRAPIANTO DI PENE NEGLI USA: 64ENNE STA BENE. "TANTI ALTRI UOMINI IN ATTESA"
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA ESEGUITO IL PRIMO TRAPIANTO DI PENE NEGLI USA: 64ENNE STA BENE. "TANTI ALTRI UOMINI IN ATTESA"

INSERITO DA ELSA COPPA ANTEPRIMA ESCLUSIVA Questo intervento è sperimentale, e fa parte di un programma di ricerca attivato in Usa per aiutare i veterani vittime di gravi lesioni pelviche, oltre ai malati di tumore e ai sopravvissuti a un incidente stradale. Se tutto procederà secondo le attese, il paziente recupererà la funzione urinaria in poche settimane e quella sessuale nell'arco di qualche mese, ha detto Cetrulo. Manning è voluto uscire allo scoperto per combattere lo stigma associato alle lesioni genitali e a questi particolari tumori. «Non nascondiamoci dietro un muro», ha detto raccontando la sua storia. E già un altro paziente, vittima di ustioni dopo un incidente d'auto, è pronto all'intervento e verrà operato non appena si troverà un donatore disponibile, ha spiegato Cetrulo. Anche i chirurghi della Johns Hopkins University School of Medicine stanno pianificando di eseguire trapianti di pene, e un veterano ferito in Afghanistan è già in lista d'attesa da diversi mesi. Secondo Cetrulo l'operazione costa tra i 50 mila e i 75 mila dollari; entrambi gli ospedali stanno finanziando di tasca propria le procedure, mentre i chirurghi donano il proprio tempo. Nel mondo solo altri due trapianti di pene sono stati riportati in letteratura, uno fallito in Cina nel 2006 e uno di successo in Sud Africa nel 2014. I veterani sono al centro del programma di trapianti negli Usa, anche perché i tassi di suicidio sono molto elevati nei soldati con gravi danni ai genitali. E non si tratta di eventi rari. Dal 2001 al 2013 ben 1.367 militari hanno subito lesioni genito-urinarie in Iraq o in Afghanistan, secondo i registri del Dipartimento della Difesa americano. «Si tratta di ragazzi di 18-20 anni, che sentono di non avere speranze di una vita intima e sessuale», ricorda Cetrulo. Da questo punto di vista un trapianto di pene può salvare loro la vita. In ogni caso, il team di Cetrulo perfezionerà la tecnica sui civili, per poi passare ai militari. Obiettivo dei medici anche quello di ridurre al minimo, o persino eliminare, il bisogno di farmaci anti-rigetto per questi pazienti.

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