PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Slavina su hotel "Rigopiano" sul Gran Sasso, ci sono "tanti morti". Estratta la prima vittima Terremoto e neve, Centro Italia in ginocchio
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA A Farindola, in provincia di Pescara, nell'hotel 'Rigopiano' sul Gran Sasso travolto ieri da una valanga mentre ospitava almeno 22 persone più il personale, è stata estratta la prima vittima. "Ci sono tanti morti", ha riferito all'ANSA il capo del Soccorso alpino abruzzese Antonio Crocetta, che da ieri sera si è messo in marcia con gli sci insieme agli altri per raggiungere l'albergo. La slavina si è staccata dalla montagna molto probabilmente a causa delle scosse di terremoto di ieri mattina. "La valanga è immensa", confermano i soccorritori. Il personale dell'albergo e i clienti sarebbero dunque da quasi 24 ore sotto la neve e le macerie. Dentro l'albergo risultano 30 dispersi.
Ecco la scheda dell'Hotel Spa Rigopiano (FOTO)
L'hotel sarebbe in parte crollato e in parte sommerso dalla neve. Due persone che si trovavano all'esterno sono state messe in salvo: uno è in stato di ipotermia ed è stato trasferito in ospedale con un elicottero. Le sue condizioni sono definite serie, ma non sarebbe comunque in pericolo di vita.
La valanga sarebbe venuta giù in un tratto boschivo e avrebbe investito auto, bestiame e parte dell'albergo. Alcune persone presenti nell'hotel sarebbero scese a valle per dare l'allarme, parlando dei dispersi. I testimoni hanno riferito di una valanga di inaudita forza per la zona.
I mezzi di soccorso, comprese le ambulanze, diretti sono bloccati a circa 9 chilometri dall'albergo. La neve caduta, almeno due metri, impedisce di proseguire. Al momento stanno raggiungendo l'hotel i soccorritori del vigili del fuoco portati con l'elicottero e un mezzo cingolato dei vigili che può caricare fino a 8 persone. I primi ad arrivare nella notte sono stati gli uomini del soccorso alpino della guardia di Finanza che hanno raggiunto l'albergo con gli sci e le pelli di foca.
Critica la situazione anche nel resto dell'Abruzzo. Maltempo e nuove forti scosse di terremoto tengono in ginocchio il Centro Italia, con paesi sommersi dalla neve e valanghe causate con tutta probabilità dagli eventi sismici. Un uomo è morto sotto un edificio crollato nel Teramano, mentre un altro risulta disperso per una slavina nell'Aquilano. Proseguono intanto le scosse di terremoto, dopo le quattro di magnitudo superiore a 5 registrate ieri: dalla mezzanotte ne sono state registrate oltre 80 (considerando solo quelle di magnitudo non inferiore a 2), tra cui 2 di magnitudo 3.5. A causa del maltempo risultano disalimentate 98 mila utenze elettriche in Abruzzo e 14 mila nelle Marche.
La giornata di ieri - A cinque mesi dal primo, devastante terremoto, torna a tremare l'intero Centro Italia: 4 scosse di magnitudo superiore a 5 hanno fatto rivivere l'incubo in Lazio, Abruzzo, Umbria e Marche. Il bilancio, per ora, è di una vittima e di un disperso. "Ogni scossa aggrava le condizioni dei cittadini, ma aumenta anche la nostra determinazione a star loro vicini e ad aiutarli" dice il capo dello Stato Sergio Mattarella. Dai territori devastati sale il grido di dolore dei sindaci, unito alla richiesta di aiuti e a qualche protesta. La Protezione civile parla di "condizioni estreme" ed invia più uomini e mezzi così come la Difesa. Predisposti i servizi anti-sciacalli.
"Diverse zone non sono state raggiunte ma molte zone sono isolate. Il tutto reso più difficile dalla viabilità", ha detto il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, che ha invitato ad evitare spostamenti. La vittima è un uomo di 83 anni rimasto sepolto nel crollo della sua stalla a Castel Castagna (Teramo). C'è poi un disperso ad Ortolano, un uomo travolto da una slavina che si è staccata sopra le case della frazione di Campotosto (L'Aquila). Decine le frazioni isolate, che i soccorritori non sono ancora riusciti a raggiungere a causa delle forti nevicate. Al terremoto si aggiunge infatti un'ondata di maltempo che non dà tregua ormai da giorni.

"L'emergenza non è il terremoto né i danni in zona rossa, bensì la neve. Abbiamo urgente bisogno di turbine, non bastano gli spazzaneve. Abbiamo frazioni isolate con due metri di neve" è l'allarme lanciato dal sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi. Appello disperato anche dal sindaco di Camerino, nel Maceratese, che però punta il dito contro gli intoppi burocratici e afferma di aver chiesto l'intervento dell'esercito senza però ottenere risposta. "Siamo totalmente abbandonati a noi stessi" denuncia. Situazione di emergenza in tutta la provincia di Teramo, dove ci sono centri isolati per neve, paese senza energia da 48 ore e le autorità chiedono l'intervento dell'esercito e del Genio militare. In particolare, a Teramo, il sindacato dei poliziotti Sappe denuncia una situazione di "paralisi totale" nel carcere di Castrogno dovuta al maltempo e al sisma, con detenuti e personale al gelo e mancanza di elettricità che impedisce di preparare il vitto, ed esprime timori che possano scoppiare disordini. Crolli si sono verificati a Campotosto e Poggio Cancelli, comuni dell'aquilano che si trovano nella zona dell'epicentro. La gente ha scavato nella neve per scappare a causa della paura delle scosse.

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Tante le richieste di soccorso e le testimonianze. "Siamo per strada, sommersi dalla neve e non riusciamo nemmeno a scappare. Continuano a esserci scosse e la gente urla per strada. Cerco inutilmente di contattare mia madre che si trova in una struttura di Montereale" è la drammatica testimonianza di Serena Testa, che vive a Marruci, frazione di Pizzoli in provincia dell'Aquila, vicinissima alla zona dell'epicentro delle scosse. Dodici viaggiatori del treno regionale 7100, bloccato lungo la linea ferroviaria Civitanova-Albacina non lontano dalla stazione di San Severino Marche per accertamenti tecnici sulla tratta dopo le scosse di terremoto, sono stati soccorsi da un pullman sostitutivo e hanno potuto riprendere il viaggio verso Macerata. Criticità nella zona di Amatrice.
ANSA
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DI MICHELE PAPPACODA 
INSERITO DA MORENA MOTTA 
- Informazioni di garanzia vengono notificate dalla procura di Trani a nuovi indagati nell'ambito dell'indagine sul disastro ferroviario avvenuto sulla tratta di Ferrotramviaria Andria-Corato il 12 luglio scorso, in cui morirono 23 persone e altre 50 rimasero ferite. La notifica degli avvisi di garanzia è stata decisa dal procuratore di Trani, Francesco Giannella, per sottoporre gli indagati ad interrogatori. A quanto si apprende, i nuovi indagati sarebbero quasi tutti dipendenti di Ferrotramviaria. Il reato di 'rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro', che prevede la pena della reclusione fino a 10 anni, è la nuova contestazione avanzata dalla procura di Trani sul disastro ferroviario avvenuto sulla tratta Andria-Corato, nel quale il 12 luglio scorso morirono 23 persone e altre 50 rimasero ferite. La nuova ipotesi di reato (articolo 437 del Codice Penale) farebbe riferimento al sistema di sicurezza del 'blocco telefonico' - ritenuto dai pm "obsoleto ed assolutamente insicuro" - presente sulla tratta in cui si verificò lo scontro frontale tra i due treni.
DI MICHELE PAPPACODA - Italia sotto la neve. E' quanto riferisce '3B Meteo' secondo cui almeno fino a mercoledì-giovedì le nevicate saranno copiose su tutto l'Appennino, con accumuli davvero molto importanti sulla dorsale adriatica tra Abruzzo e Molise. In particolare settori come il Gran Sasso, la Maiella, la Marsica e la valle del Sangro fino a Capracotta, già completamente imbiancata, vedranno ancora una volta accumuli freschi superiori al metro e mezzo oltre i 1000/1500m di quota. Sarà neve abbondante anche sui monti della Sila, sul Matese e il Pollino. Alle quote più basse saranno soprattutto Abruzzo, Marche, Molise e Romagna a rischiare la neve, con fiocchi fino a Forlì, Imola e Bologna, a tratti alle porte di Rimini e Pesaro da lunedì sera. Tra Marche e Abruzzo la neve scenderà fino a fondovalle (50/200m di quota) mentre salirà a quote collinari sulla dorsale meridionale.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il Tribunale civile di Roma ha respinto il ricorso sul contratto firmato dalla sindaca di Roma Virginia Raggi che disponeva una penale di 150mila euro in caso di violazione del codice etico di M5S. Secondo quanto si apprende la I Sezione ha respinto il ricorso dell'avvocato Venerando Monello sia nella parte in cui si chiedeva la nullità del contratto sia sulla conseguente questione riguardante l'ineleggibilità della sindaca.
DI MICHELE PAPPACODA 
DI MICHELE PAPPACODA 16/01/2017
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA In alta quota sono quasi venti i centimetri di neve caduti oggi. Continua a nevicare sulle montagne della Costiera Amalfitana da Agerola a Tramonti. Fiocchi si sono registrati nel primo pomeriggio anche a Capo d’Orso ma senza che questi creassero problemi alla circolazione stradale.




da Michele Pappacoda

