Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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DI MICHELE PAPPACODA Norbert Feher alias Igor Vaclavic, conosciuto come Igor il russo, è responsabile di due omicidi in Emilia-Romagna lo scorso aprile. In suo possesso aveva tre armi corte, due delle quali sono le stesse in dotazione delle guardie civili. Igor ha almeno tre identità, serbo, croato e italiano, le ultime due false. Hanno dovuto leggere i suoi diritti in italiano, l'unica lingua che sembra capire. È stato identificato dalle impronte. I due agenti che sono stati uccisi, Víctor Romero Pérez, 30 anni di Calanda (Teruel), e Víctor Jesús Caballero Espinosa, 38 anni e nativo di Cadice, fanno parte delle cosiddette squadre Roca del distaccamento di Alcañiz, dedicate all'indagine di furti nell'ambiente rurale, come fattorie o allevamenti di bestiame. Quando sono intervenuti non erano in divisa. La terza persona uccisa è José Luis Iranzo, un cittadino che aveva accompagnato gli agenti nella ricerca di un uomo che il 5 dicembre ha preso d'assalto la sua fattoria ad Albalate del Arzobispo che ha causato il ferimento di altre due persone. Secondo l'Heraldo de Aragón, Iranzo è un allevatore di professione, membro dell'esecutivo dell'Unione degli agricoltori e dei bovari d'Aragona e presidente della cooperativa di Andorra. Era un grande conoscitore delle montagne e delle strade della zona. Dopo aver ucciso le due guardie e l’uomo, Igor ha rubato le armi, il berretto e ha provato a fuggire su un pick-up «Un ringraziamento alle autorità spagnole, all'Arma dei carabinieri e il pensiero va alle vittime di Budrio e alle vittime in Spagna». Così il ministro dell'Interno Marco Minniti oggi a Rimini in prefettura per la firma del «Patto per la sicurezza avanzata» alla presenza dei 25 sindaci della Provincia. Igor è accusato degli omicidi del barista Davide Fabbri di Budrio (Bologna) e della guardia ecologica volontaria Valerio Verri di Portomaggiore (Ferrara), l'1 e l'8 aprile. Due gli agenti che sono stati uccisi in Spagna, Víctor Romero Pérez, 30 anni di Calanda (Teruel) e Víctor Jesús Caballero Espinosa, 38 anni e nativo di Cadice, fanno parte delle cosiddette squadre Roca del distaccamento di Alcañiz, dedicate all'indagine di furti nell'ambiente rurale, come fattorie o allevamenti di bestiame. Quando sono intervenuti non erano in divisa. La terza persona uccisa è José Luis Iranzo, un cittadino che aveva accompagnato gli agenti nella ricerca di un uomo che il 5 dicembre ha preso d'assalto la sua fattori ad Albalate del Arzobispo che ha causato il ferimento di altre due persone. Secondo l'Heraldo de Aragón, Iranzo è un allevatore di professione, membro dell'esecutivo dell'Unione degli agricoltori e dei bovari d'Aragona e presidente della cooperativa di Andorra. Era un grande conoscitore delle montagne e delle strade della zona. Dopo aver ucciso le due guardie e l’uomo, Igor ha rubato le armi, il berretto e ha provato a fuggire su un pick-up.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Non volevano restituire ad Andrea La Rosa un prestito in denaro e per questo lo avrebbero prima sgozzato, nella cantina di casa, e poi avrebbero tentato di scioglierlo nell'acido, senza riuscirci.
E' l'accusa nei confronti di Raffaele Rullo e sua madre Antonietta Biancaniello, fermati dai carabinieri di Milano su disposizione della Procura Milanese per l'omicidio e la soppressione del cadavere del 35 enne ex calciatore di serie C e neo direttore sportivo del Brugherio calcio (Monza), scomparso il 14 novembre scorso. Ad uccidere sarebbe stato Rullo, con la complicità della madre.
I due avrebbero voluto sciogliere il cadavere dell'ex calciatore nell'acido. Dopo un primo tentativo ieri la donna è stata fermata mentre si stava recando da sola in macchina con un bidone di metallo con dentro il cadavere in un luogo di Seveso nella disponibilità del figlio, dove sono stati sequestrati 24 flaconi da un litro di acido.
Raffaele Rullo avrebbe fatto ricerche su internet dal suo ufficio su come il boss mafioso Giovanni Brusca sciolse nell'acido il piccolo Giuseppe Di Matteo, ucciso l'11 novembre del 1996 dopo 25 mesi di prigionia.
Da tempo la Squadra Omicidi dei carabinieri era sulle tracce dei due fermati.
Il corpo di Andrea La Rosa era stato trovato all'interno di un'auto. La vettura è stata notata dai militari lungo la Milano-Meda, all'altezza del comune di Varedo, in provincia di Monza-Brianza dai militari, ferma, mentre la donna stava tentando di liberarsi del cadavere.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Via libera dall'Aula del Senato al provvedimento sul biotestamento. I sì sono stati 180, 71 i no e 6 astenuti. Il testo diventa legge. Grande applauso in Aula.
I dirigenti dell'associazione Coscioni hanno assistito dalla tribuna dell'Aula del Senato alla conclusione dell'esame sul biotestamento. Il presidente del Senato ha rivolto loro un saluto durante i lavori di Aula. Con la presenza in Aula l'associazione testimonia l'impegno di una battaglia portata avanti da anni per vedere riconosciute le dichiarazioni di fine vita. Al Senato Mina Welby, presidente dell'associazione e moglie di Piergiorgio; Filomena Gallo segretario dell'associazione; Carlo Troilo, consigliere generale. In tribuna anche i genitori di Luca Coscioni Rodolfo e Anna Cristina e la figlia di Carlo Lizzani, Flaminia. Con loro anche Generosa Spaccatore, moglie di Luigi Brunori e Maddalena Soro, moglie di Giovanni Nuvoli.
"Pur nella diversità delle opinioni, di fronte a noi dobbiamo tener presente la vita reale delle persone, i loro bisogni, le loro sofferenze, le loro aspettative. Possiamo dire di aver assolto al nostro compito quando, in coscienza, decidiamo secondo criteri di responsabilità, cercando tutti insieme la strada di maggior condivisione possibile anche sulle questioni più divisive": così il Presidente del Senato, Pietro Grasso, nel corso del tradizionale scambio di auguri di fine anno con la stampa parlamentare, commentando l'approvazione del biotestamento.
Su twitter il commento del premier Paolo Gentiloni: "Biotestamento: Dal Senato via libera a una scelta di civiltà. Un passo avanti per la dignità della persona".
In Piazza Montecitorio sit-in dell'Associazione Luca Coscioni. "Aspettiamo che la legge passi - aveva detto Marco Cappato arrivando alla manifestazione -. Questa legge a 11 anni dalla morte di Piergiorgio Welby se passa stabilisce il diritto a sospendere le terapie senza soffrire e il diritto di farlo anche tramite il testamento biologico. Sarebbe un passo in avanti enorme nel rispetto della libertà di scelta delle persone che soffrono, dei malati terminali. La prossima legislatura sarà quella in cui chiederemo di discutere e approvare anche la legge per l'eutanasia legale". "Naturalmente - spiega - e' dall'inizio della legislatura che chiediamo questo e spero ci si sia accorti di come delle buone regole di fine vita incontrino una grande esigenza sociale e quindi meglio tardi che mai. E' la battaglia di tutti quelli che ci hanno creduto anche in Parlamento. Non saremmo arrivati a questo punto senza il coraggio di persone e sono tante Welby Piludu, Fanelli, Fabo, Dominique Velati che ci hanno messo la faccia rischiando personalmente, esponendosi pubblicamente esponendo la propria sofferenza, il proprio dolore per conquistare una libertà per tutti".
"Lo dico anche a chi è contro e continua ad essere contro - aggiunge - possiamo essere almeno uniti nella battaglia per rispettare le scelte di cura, assistenza, di terapia di chi vuole vivere, certo per noi questo non può significare calpestare i diritti di chi a un certo punto decide che non ce la fa più e decide di voler morire". E sul processo che lo vede coinvolto per la vicenda di Dj Fabo e su una eventuale condanna Cappato prosegue: "Vedremo. Io voglio cercare di fare prevalere delle norme su dei principi superiori che sono anche difesi dalle Carte internazionali e dalla Convenzione europea dei diritti umani. Se anche ci fosse una condanna il percorso non sarebbe finito qui. Non solo lo rifarei ma ho spiegato a processo che mi assumo la piena responsabilità di quello che ho fatto. Sto andando a dire ho aiutato Fabo e la legge del 1930, nel non prevedere un'eccezione per i malati terminali, in questo e' una legge contraria non solo ai miei principi morali ma anche a quelli della Costituzione".
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Tragedia in Francia: almeno quattro ragazzi sono morti nello scontro tra uno scuolabus e un treno regionale ad un passaggio a livello nei pressi di Perpignan, nel sud-ovest, non lontano dal confine spagnolo. Ma il bilancio potrebbe drammaticamente peggiorare, dal momento che il prefetto locale ha annunciato che ci sono 24 feriti molto gravi, di cui 21 alunni.
Da Bruxelles il presidente Emmanuel Macron ha espresso profondo "cordoglio" per l'accaduto ed ha garantito che la "mobilitazione dello Stato è totale" per soccorrere le vittime ancora in vita. Sul posto si sono recati il premier Edouard Philippe, la ministra dei Trasporti Elisabeth Borne e quella dell'Istruzione Jean-Michel Blanquer, che ha dichiarato tutta la Francia "in lutto". Lo schianto mortale è avvenuto al passaggio a livello di Los Palos, già considerato pericoloso e in cui ci sono già stati diversi incidenti. Anche se un funzionario della Sncf, la compagnia ferroviaria francese, si è affrettato a far sapere che secondo molte testimonianze la sbarra del passaggio a livello era abbassata, assicurando che il centro è assolutamente funzionante ed ha tutti gli equipaggiamenti di sicurezza, con luci flash e tecnologie aggiornate.
Toccherà all'inchiesta determinare se tutto ha funzionato come doveva e se l'incidente sia stato provocato da un errore umano. Fatto sta che il treno che viaggiava sulla tratta Perpignan-Villefranche de Conflent ad una velocità di 80 km orari ha travolto e spezzato letteralmente in due lo scuolabus. Erano circa le 16 di ieri. La situazione è subito apparsa drammatica. La prefettura di zona ha attivato un centro operativo per coordinare l'intervento dei soccorsi, con elicotteri e un centinaio di pompieri. Le vittime erano tutte a bordo del pulmino che trasportava studenti in maggioranza tra i 13 e i 17 anni tra la scuola di Millas e i comuni di Saint-Féliu-d'Amont e Saint-Féliu-d'Avall. Il più giovane dei feriti, ha riferito Bfm-Tv, ha 8 anni. Tutti sono stati ricoverati all'ospedale di Perpignan, e molti lottano tra la vita e la morte. "E' una catastrofe, le famiglie delle vittime sono distrutte. Le ho incontrate nella più totale inquietudine. C'è la necessità che venga fornito loro un sostegno psicologico immeditato", ha detto il il sindaco di Perpignan Jean-Marc Pujol. Le autorità di zona hanno attivato un numero di emergenza e una cellula di crisi per il coordinamento dei soccorsi. Intanto, la Sncf ha rivolto "alle vittime e alle loro famiglie un sincero messaggio di sostegno". Sul posto, oltre al premier e ai ministri, si è recato anche il numero uno del gruppo ferroviario, Guillaume Pépy. In serata era completamente interrotto il traffico ferroviario tra Villefranche e Perpignan.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODAAttaccata ai macchinari di supporto vitale, la bimba non dava segni di ripresa, tanto che i medici avevano perso ogni speranza e avevano deciso di attendere solo l'arrivo della madre per l'ultimo saluto alla figlia prima di staccare la spina. Enorme lo choc tra i parenti: lo zio di Lacey Jane, Daniel Horton, racconta che la suocera gli aveva annunciato telefonicamente che la bambina non ce l'avrebbe fatta. Durante l'attesa, il miracolo: Lacey Jane ha ricominciato a respirare da sola e a muoversi leggermente. Dalla disperazione alla gioia, ancora una volta, in un breve lasso di tempo, anche se la situazione resta seria e i genitori sono in attesa di aggiornamenti sui danni cerebrali riportati: bisognerà attendere infatti che il gonfiore nel cervello si riduca per sapere se la piccola ha subìto danni permanenti e quanto tempo ci vorrà per la riabilitazione. Lunedì, nel frattempo, la dottoressa che segue Lacey Jane ha detto di essere rimasta molto impressionata dai suoi progressi: secondo lei, se le cose continueranno così, la piccola si riprenderà pienamente.«L'ho visitata lunedì e mi ha stretto la mano - ha detto lo zio, Daniel Horton - È stata dura vederla in quelle condizioni, ma sono fiducioso perché, quando non è sedata, si muove ed è cosciente di quello che accade intorno a lei. Per me e mia moglie Sharla, Lacey Jane è come una figlia: appena la settimana scorsa era a casa nostra a giocare. È una ragazzina tenace e resistente, una pazzerella individualista e divertente: deve farcela per forza». La famiglia della bimba ha aperto una pagina Facebook per tenere aggiornati familiari e amici sui suoi progressi e Daniel sta avviando una pagina GoFundMe di raccolta fondi per organizzare una grande festa quando Lacey Jane uscirà dall'ospedale.
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INSERITO DA BARBARA PAPPACODA MODENA. La piena è passata anche nella Bassa, arrivando fino a Concordia e la situazione è lentamente tornata alla normalità. I primi ponti a riaprire sono stati quelli vicini a Modena, Ponte Alto e quello sulla tangenziale in direzione Campogalliano, lungo la Nazionale per Carpi. Sono proseguiti i controlli e l'ultimo ponte ad essere monitorato è Ponte Motta. La viabilità ha ripreso a funzionare col passare delle ore, anche se soprattutto in Autostrada sono continuati i disagi. Riapriranno anche le scuole e si passerà alla conta dei danni.
Ponte Alto, una giornata di allerta per il SecchiaLa piena del Secchia a Ponte Alto ha toccato livelli da record: ecco il video racconto della giornata. Video di Gino Esposito, servizio di Luca Gardinale
Una notte con il fiato sospeso nei comuni attraversati dal fiume Secchia per il passaggio del'ondata di piena. La situazione più critica al momento è quella riguardante la zona della Bassa dove sta arrivando la grande piena. Intorno alle 5 il livello dell'acqua nella zona di Concordia era arrivato a 10,50 nel corso della giornata la piena ha proseguito il suo lento fluire, senza creare problemi particolari
Intanto si iniziano a stilare i primi bilanci sull'ondata di maltempo che ha colpito la regione. Le piogge cadute sull'Emilia fra domenica e ieri hanno portato i livelli idrometrici del torrente Parma e dei fiumi Enza e Secchia, affluenti di sinistra del Po, a superare i massimi storici.
Martedì, nel Modenese, il Secchia ha raggiunto alle 12 a Ponte Alto la piena di 10,55 metri superando il massimo di 10,27 del dicembre 2009. Nel Parmense, a Colorno, il Parma ha superato il colmo di piena con 9,49 metri (rispetto al 9,14 del 2014). Sono passate senza conseguenze, invece, le piene nel Piacentino e del fiume Reno nel Bolognese, che resta comunque sotto osservazione. Passato anche il colmo di piena dell'Enza a Sorbolo (Parma) con un livello di 12,47 metri, superiore ai due massimi storici raggiunti nel febbraio 2016 (11,63 metri) e nel 1974 (12,20 metri)
Con il passaggio della piena verso la Bassa si riaprono anche i ponti. Dopo quello sulla tangenziale aperto ieri sera e quello di Sozzigalli, in mattinata è statoriaperto Pointe Alto. Aperto anche il ponte dell'Uccellino tra Modena e Soliera, mentre la Provincia ha riaperto il ponte di Navicello vecchio.Rimangonochiusi,in attesa del completo passaggio della piena,ponte Motta a Cavezzo,sulla strada provinciale 468,ponte Pioppa sulla strada provinciale 11 vicino a Rovereto e il ponte di Concordiasulla strada provinciale 8.
Ma ecco gli aggiornamenti. Il Comune di Modena informa che intorno al mezzanotte è statoriaperto a Modena il ponte sul Secchia tra la tangenziale di Modena (uscite 11 e 12) e la sp 413 nazionale per Carpi.Riapre al traffico così anchela rotatoria di San Pancrazio, di collegamento tra Modena, Carpi e Campogalliano.La Provincia nel frattempo ha annunciato lachiusura di ponte Pioppa sulla strada provinciale 11 vicino a Roveretoe delponte di Concordia sulla strada provinciale 8.
A La Falda non è stato possibile salvare cani, cavalli e gli altri animali presenti nell'agriturismo
Per tutta la notte è proseguita anche l’attività di monitoraggio degli argini attuata dal sistema di Protezione civile (una cinquantina i volontari del coordinamento comunale impegnati nel corso della giornata è per la notte) che sta presidiando l’evolversi della situazione di criticità idraulica iniziata dalla giornata di lunedì con la piena del Secchia che, transitata a ponte Alto nel primo pomeriggio di martedì 12 dicembre, ha toccato livelli tra i più alti mai registrati. Alti anche i livelli del Panaro, ma senza particolari criticità.
#ViabilitàMOriaperto al traffico il ponte sul fiume Secchia tra la tangenziale di Modena e la nazionale per Carpi. Riaperti gli svincoli della tangenziale direzione Carpi.
CONCORDIA ARRIVA LA GRANDE PIENA ASILI CHIUSIAl momento la situazione più critica è quella nella zona di concordia dove sta arrivando la grande piena che supera i 10 metri
Diga di Campogalliano: la violenza del SecchiaQuesta la situazione del Secchia nella diga di Campogalliano nella mattinata di oggi, martedì 12 dicembre. Il video è del Comitato Ambiente di CampogallianoL'emergenza in diretta
Il Comune di Concordia informa che Il PONTE sul fiume Secchia è stato CHIUSO e resterà tale fino a nuove disposizioni. Il passaggio della piena è prevista nella mattinata di mercoledì 13 dicembre. Alle ore 04:00 di mercoledì 13 dicembre il livello idrometrico del Secchia al ponte di Concordia ha raggiungo i 10,48 metri.
Scuole chiuse (elementari e asili) a Bastiglia, Sorbara, Sozzigalli, Concordia, Rovereto, Cavezzo e San Prospero. Chiusi i ponti notevoli i i disagi alla circolazione. A Campogalliano i vigili del fuoco recuperano persone bloccate nelle abitazioni
Nella giornata dimercoledì 13 dicembre è stata disposta la chiusura del nido d’infanzia e delle scuole del territorio comunale. Si raccomanda di non avvicinarsi agli argini del fiume, di limitare gli spostamenti in automobile, di prestare massima attenzione nel percorrere ponti e strade a ridosso degli argini. I cittadini residenti in prossimità del fiume Secchia enelle frazioni di San Giovanni e Santa Caterinasono invitati a non utilizzare interrati e seminterrati e a portarsi ai piani alti delle abitazioni. Particolari esigenze di cittadini non autosufficienti devono essere segnalate al Centro Operativo Comunale, presso il Municipio.
Scuole chiuse oggi a Bastiglia, nel Modenese, dopo l'eccezionale piena del Secchia che ha fatto tornare in paese il ricordo e la paura dell'alluvione del gennaio 2014. La piena transitata in paese nel tardo pomeriggio di ieri, tenuta costantemente sotto controllo da tecnici e volontari della Protezione civile, e non ha fatto danni. E' tornata indietro di quasi 4 anni con la memoria anche la popolazione della vicina Bomporto, ricordando quando piazza Roma fu invasa dall'acqua. "Un ricordo certamente fresco", dice il sindaco di Bomporto Alberto Borghi, ma la situazione - aggiunge - ora diversa: "un risultato importante che oggi abbiamo la progettazione di tutto il nodo idraulico di Modena", che riguarda Secchia, Panaro e Naviglio.
L'alluvione colpì il Modenese per il cedimento dell'argine destro del Secchia tra il 19 e il 20 gennaio 2014 e invest un'area di 75 chilometri quadrati gi duramente provata dal duplice sisma del maggio 2012, compresa tra Medolla, Bastiglia, Bomporto, San Felice sul Panaro, Finale Emilia, San Prospero e Camposanto. La piena inondò campagne e opere pubbliche, sommerse abitazioni e aziende, facendo danni per milioni e una vittima, Giuseppe Oberdan Salvioli, 43 anni, di Bastiglia, annegato nel tentativo di portare in salvo alcuni concittadini con un gommone. Gli esperti stimarono che il volume d'acqua fuoriuscito fu tra i 36 e i 38 milioni di metri cubi, con un colmo dell'onda di piena superiore ai 400 metri cubi al secondo.
BOMPORTO LA SITUAZIONE MIGLIORAA Bomporto migliora la situazione dove irestano i problemi alla circolazione a causa di una piccola crepa sull'argine del Naviglio. Il sindaco Borghi questa mattina ha diffuso un post di aggiornamento via facebook "Buongiorno,continua la discesa dei livelli dei fiumi Panaro e Secchia.Visto il calo consistente del fiume Panaro, già questa mattina si verificherà la situazione del ponte sul Naviglio per una sua eventuale riapertura al traffico".
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Non riesce a camminare, parlare e ad alimentarsi da sola, tutto questo a causa delle percosse subite dal padre quando aveva solo poche settimane di vita.
Una bimba di 2 anni ha riportato gravi danni cerebrali dopo che Randle Maddox, di Tipton, in Gran Bretagna, nel 2016, irritato dai suoi pianti, l'ha picchiata violentemente.
L'uomo le provocò fratture al cranio, all'osso del collo, alle costole, danni cerebrali, ferite e lividi ovunque. Fu lui a chiamare l'ambulanza quando vide che la piccola aveva perso i sensi, come riporta il Mirror, all'inizio provò a giustificarsi dicendo di averla ferita involontariamente facendole cadere sopra il telecomando, ma l'entità delle lesioni mostrò tutt'altro tipo di violenza.
Randle oggi è stato condannato a 14 anni di carcere per aver rischiato di uccidere la piccola e per averle rovinato la vita. La piccola sopravvisse dopo sei giorni in terapia intensiva, ma i danni cerebrali subiti sono rimasti permanenti. Era nata perfettamente sana e oggi ha problemi a parlare, muoversi, alla vista e soffre anche di attacchi epilettici.
Condannata a 3 anni di carcere anche la madre della bambina, ritenuta colpevole secondo il giudice, di non essere stata in grado di impedire che la figlia subisse tali violenze.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Tragedia in Friuli: scivola in bagno, batte la testa e muore poche ore dopo in ospedale. La vittima è una ragazza 17enne residente a Sacile, Debora Olaru. La tragedia ieri pomeriggio ma la notizia si è saputa solo oggi. Nel momento in cui è caduta in casa non c'era nessuno: il padre era al lavoro e la madre era a scuola a parlare con i suoi insegnanti del liceo Pujati.Subito trasferita all'ospedale di Pordenone, non c'è stato nulla da fare per lei. Sono stati i genitori a rinvenirla in bagno al rientro. Inutile la corsa all'ospedale di Pordenone: la giovane è morta dopo poco, a causa delle gravissime ferite riportate alla testa nella caduta. E' stata disposta l'autopsia perchè non si esclude che Debora sia stata colpita da un malore.
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DI MICHELE PAPPACODA Un'esplosione è avvenuta a Port Authority, la stazione centrale dei bus a New York sulla 42esima strada e l'Ottava Avenue, nei pressi della Grand Station e non lontano da Times Square. Il bilancio temporaneo sarebbe di 2 feriti, tra cui l'attentatore. Fermato un giovane di 24 anni originario del Bangladesh e residente a Brooklyn che, secondo il capo della polizia Bill Bratton, avrebbe detto di aver agito per l'Isis. Il ragazzo indossava una cintura esplosiva. La deflagrazione è avvenuta nel tunnel che collega il terminal dei bus, uno dei più importanti e grandi di New York, alla metropolitana. Non è chiaro se fosse quello il luogo prescelto dal 24enne o se l'esplosione sia stata innescata per sbaglio. La polizia e i vigili del fuoco sono intrevenuti in forze e riferiscono di scene di panico. Le linee della metropolitana di New York A, C e E sono state evacuate. L'ordigno esplosivo rinvenuto sarebbe una "bomba-tubo", un ordigno artigianale. Lo riporta la Cnn citando alcune fonti, secondo le quali l'ordigno è esploso prematuramente. La polizia starebbe cercando altri eventuali ordigni esplosivi nell'area. Lo riportano i media americani citando alcune fonti. Traffico paralizzato in città: chiuse le strade che vanno dall'Hudson al East River e la West Side Hghway, che percorre Manhattan lungo l'Hudson.
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INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Come se la coperta potesse nascondere il male che aveva fatto. Antonella l’ha posata sul corpo ormai senza vita di Lorenzo Zeus, il suo bambino di cinque anni, e ne ha tenuto un lembo anche per lei. A modo suo si è nascosta al mondo mentre provava a morire con lo stesso coltello usato per uccidere il piccolo. È stato un pastore a notare quell’auto ferma nell’area di golena fra Guastalla e Luzzara, in provincia di Reggio Emilia. Da lontano si vedeva la sagoma di qualcuno al posto di guida. Immobile. Il pastore si è fatto largo fra il bestiame al pascolo e ha deciso di andare a controllare. Dentro l’auto c’era una donna che non dava segni di vita, sotto una coperta. Pochi minuti dopo i carabinieri di Reggio Emilia hanno scoperto il resto. Lei aveva il coltello ancora nel petto, quando sono arrivati. Ha avuto la forza di sfilarlo e di farfugliare qualcosa, poi si è lasciata soccorrere. I medici dicono che dovrebbe salvarsi. Mentre un’ambulanza la portava in ospedale i documenti hanno rivelato la sua identità: Antonella Barbieri, 39 anni, un indirizzo a Suzzara, in provincia di Mantova, sposata con Andrea Benatti, 38 anni, e madre di due bambini. Due. Nella sua vita c’era anche una bambina di due anni, Kim. Hanno temuto e allo stesso tempo hanno sperato, gli uomini dell’Arma. Una corsa con la sirena fino a casa della famiglia Benatti e nella testa di tutti un solo pensiero: «Dio, fa’ che non abbia ucciso anche lei». E invece l’aveva fatto, Kim era morta soffocata. I «problemi» di Antonella Antonella è da tempo in cura psichiatrica: è il primo dettaglio annotato nelle carte dell’inchiesta affidata ai comandi dei carabinieri di Reggio Emilia e Mantova. Il colonnello Fabio Federici e il collega Antonino Buda stanno cercando di capire se esiste un motivo scatenante della furia omicida di Antonella o se è da cercare semplicemente nelle sue fragilità mentali. «Antonella aveva problemi» hanno detto i nonni dei piccoli e ha ripetuto Andrea, suo marito, che aveva appena finito di lavorare e stava rientrando a casa quando ha ricevuto la chiamata che avrebbe cambiato per sempre la sua vita. Gli chiedevano di correre in caserma, a Mantova. E lui ha capito subito che era successo qualcosa di irreparabile.Il padre, ex rugbista, era al lavoro Andrea è un ex giocatore di rugby. Ha giocato come terza linea negli Aironi, in Celtic league, nel Viadana, con cui ha vinto lo scudetto 2002, e in Nazionale. Nel 2011 — quando giocava negli Aironi — ha però dovuto ritirarsi per problemi alla retina e adesso lavora nell’officina meccanica di famiglia, a Motteggiana, pochi chilometri di distanza da casa sua. Chi gli è stato accanto ieri sera racconta di «un uomo che non esiste più». Non è più un padre, non più un marito, non sarà mai più quello che ha fretta di tornare a casa per giocare con i suoi bimbi.