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primo piano e anteprima

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Aggredita e violentata in strada, poi la scoperta choc: lo stupratore era suo figlio

4 Giugno 2019, 10:26am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

Aggredita e violentata in strada, poi la scoperta choc: lo stupratore era suo figlio

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA È stata aggredita in strada da dietro e violentata: una violenza orribile, vittima una donna di 50 anni, trascinata via con la forza lontana dai passanti e stuprata in un luogo isolato. Ma non poteva immaginare, quella donna, che l’autore dell’aggressione non fosse certo un uomo qualunque, ma addirittura suo figlio. Una storia terribile, avvenuta venerdì scorso nel tardo pomeriggio in Sudafrica, precisamente a Mboya, vicino a Willowvale, nella provincia del Capo orientale: è stato durante la violenza che la donna si è accorta che lo stupratore era suo figlio, un giovane di 28 anni, poi rintracciato e arrestato. «La vittima ha raccontato di aver sentito dei passi dietro di lei mentre tornava a casa», ha detto il portavoce della polizia locale Jackson Manatha: «Ha continuato a camminare, finché questa persona non l’ha afferrata da dietro e trascinata in un posto lontano dove l’ha violentata». Il 28enne comparirà in Tribunale nelle prossime ore, con l’accusa di violenza sessuale. LEGGO.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Albano, Castelli Romani tenta di rapire una bambina al parco per violentarla: 40enne bloccato dai passanti

3 Giugno 2019, 19:13pm

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Tenta di rapire una bambina al parco per violentarla: 40enne bloccato dai passanti

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ha tentato di rapire una bimba di 9 anni che era in compagnia della nonna ad Albano, ai Castelli Romani, ma è stato bloccato dai passanti e denunciato dalla polizia. L'episodio è accaduto sabato. La bimba di 9 anni mentre percorreva via Gaetano Donizetti in compagnia della nonna è stata avvicinata da un italiano di 44 anni con precedenti. L'uomo, sotto l'effetto di stupefacenti, ha strattonato l'anziana, spinto la ragazzina che è caduta dalla bici cercando di afferrarla per portarla via. Ma è stato bloccato subito dai presenti che hanno chiamato la polizia di Albano e Genzano. L'uomo è stato denunciato per tentato sequestro e lesioni. La bambina, portata in ospedale, è stata giudicata guaribile in 30 giorni. LEGGO.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Conte, ultimatum a Lega e M5S: «Non vivacchio, basta liti o rimetto mandato»

3 Giugno 2019, 19:06pm

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Conte, ultimatum a Lega e M5S: «Non vivacchio, basta liti o rimetto mandato»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi ribadisce il suo impegno alla guida del governo ma striglia M5S e Lega per le continue «polemiche sterili» e la «campagna elettorale permanente che mina la coesione» della maggioranza. «M5S e Lega dicano se vogliono proseguire nello spirito del contratto o se preferiscono riconsiderare questa posizione perché coltivano la speranza per una prova elettorale che confermi la loro forza o riscatti una loro sconfitta». Basta liti e provocazioni o rimetto il mandato, è la sintesi del messaggio di Conte.
 



«Ho sempre ritenuto che il contratto di governo fosse la forza di questo Esecutivo. La modalità più lineare per dare vita a un'esperienza di governo», ha esordito il premier ricordando il momento in cui ha accettato l'incarico da presidente del Consiglio. Il giuramento da presidente del Consiglio sulla Costituzione sarà «sempre il faro della mia azione come premier», ha assicurato ricordando che, nell'assumere l'incarico, ha giurato fedeltà alla Repubblica «e di esercitare le mie funzioni nell'interesse esclusivo della Nazione».

«Sabato è stata la festa della Repubblica e il primo compleanno del mio governo. Nel 2018 abbiamo prestato giuramento. Ricordo che l'insediamento è stato accompagnato da molto entusiasmo sincero da parte della gente comune, e molto scetticismo degli opinionisti che si sono tradotti in annotazioni critiche, appuntate soprattutto su aspetti come aver posto a base dell'azione un vero e proprio contratto e che alla guida fosse stato posto una terza figura investita del compito di garanzia dell'attuazione del contratto e operare sintesi politica», ha detto Conte, passando ad elencare tutti i provvedimenti fatti finora dal governo.

«L'esperienza di governo ha dovuto convivere con diverse tornate elettorali che ci hanno costretto a vivere in campagna elettorale permanente. Questo ha minato la coesione delle forze di governo. Avevo sottovalutato questo aspetto. Passa l'immagine di uno stallo di governo ma non è vero: abbiamo sempre continuato a lavorare per crescita, investimenti, semplificazione burocratica», ha proseguito Conte. 

Conte ha quindi annunciato una legge sul conflitto di interesse e una «rimodulazione del Fisco». Poi ha parlato di interventi per dare più sostegno alle famiglie con disabili e con molti figli perché «l'Italia rischia di diventare un Paese per vecchi». Conte ha quindi sottolineato la difficile manovra finanziaria da attuare in autunno. «Saremo richiamati a fare riforme delicate che richiedono coesione». Il premier ha quindi toccato il tema migranti sottolineando che è necessario «rendere più efficace il meccanismo dei rimpatri» e attuare politiche di integrazione.

Conte ha convocato alle 17.30 a palazzo Chigi una riunione (poi slittata alle 20, dopo la conferenza stampa del premier) sul decreto sblocca cantieri per fare chiarezza sull'emendamento che la Lega ha presentato al Senato per sospendere per due anni il codice degli appalti. Alla riunione prenderanno parte i capigruppo M5s e Lega del Senato, i relatori, i viceministri Laura Castelli e Massimo Garavaglia, i ministri Riccardo Fraccaro e Danilo Toninelli. Martedì scorso si è svolta una riunione di maggioranza proprio sugli emendamenti al decreto sblocca cantieri, ricordano fonti governative, e della proposta della Lega di sospensione del codice degli appalti non c'era traccia. È questa, viene spiegato, la ragione della convocazione della riunione. 

LEGGO.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Perdono il lavoro, in tre costretti a dormire in auto alle porte di Roma

2 Giugno 2019, 08:22am

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Perdono il lavoro, in tre costretti a dormire in auto alle porte di Roma 

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Dormono in tre dentro una Nissan Micra parcheggiata in un angolo di via Bastione a Velletri. Sono tre disoccupati, due uno di 47 anni, e una 29enne, compagna di uno dei due. La macchina è di proprietà di Massimo Solinas, originario di Marino ma da 17 anni a Velletri. “Fino al 2015 ho lavorato come operaio edile per una ditta, poi venni licenziato e cominciò anche il declino del mio matrimonio. L’anno dopo ho divorziato e mi sono trovato a vivere ospite di amici dove capitava. Sono andato avanti con piccoli lavoretti saltuari, manutenzione, giardinaggio o quello che capitava. Poi neanche più quello e si è aperto il baratro. Ho chiesto lavoro dovunque ma quando sanno che ho 47 anni mi chiudono la porta in faccia”. Ad inizio aprile è terminato il progetto “Emergenza Freddo” del comune di Velletri con cui era stato dato un tetto alle persone bisognose della città almeno nel periodo più freddo dell’anno. In quel periodo ha conosciuto Paolo Navarra, anche lui 47enne e la sua compagna 29enne, anche loro disoccupati e caduti in miseria dopo essere arrivati a Velletri con la speranza di un lavoro in un bar. “Quando il progetto comunale è finito ci siamo ritrovati per strada – dichiara Solinas – e l’alternativa a dormire per strada è stata quella di dormire in auto. Anche loro non sapevano dove andare è ho condiviso l’unica cosa che ho: la macchina”. Nell’abitacolo della piccola auto dorme anche Jerry, un cagnolino di proprietà della coppia. Con dei panni hanno coperto il parabrezza e i finestrini per tentare di riparare l’abitacolo dalla luce e dallo sguardo dei curiosi. “Io dormo sul lato passeggero – dichiara Navarra – Massimo sul lato guida e la mia compagna sul sedile posteriore insieme a Jerry. La notte è lunghissima e non vedi l’ora che si faccia mattina per uscire e sgranchirti le gambe. Dopo un po’ comincia a far male la schiena, le ginocchia e piano piano tutto il resto”. Non danno problemi e tentano di mantenere pulita il più possibile l’area per evitare di infastidire i residenti. “Ci guardano sdegnati – dichiara Solinas – e comprendiamo anche il perché. Però questa non è una scelta di vita. Noi siamo finiti in disgrazia perché non troviamo un lavoro; un qualsiasi lavoro per riconquistare dignità. Al momento l’unica nostra speranza è il reddito di cittadinanza. Abbiamo fatto richiesta e il primo sussidio dovrebbe arrivare a metà mese”. ERMANNO AMEDIE IL MATTINO

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Festa della Repubblica: perché si festeggia il 2 giugno?

2 Giugno 2019, 08:17am

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Si celebra oggi per ricordare il referendum con il quale gli italiani votarono per scegliere tra monarchia e repubblica, ma per molti anni è stata una "festa mobile"

DI MICHELE PAPPACODA DIRETTORE La Festa della Repubblica italiana si celebra, come ogni anno, il 2 giugno, per ricordare il referendum con il quale nel 1946 gli italiani furono chiamati a votare per scegliere la forma di governo dell’Italia dopo la fine del fascismo: Repubblica o Monarchia. Oggi il 2 giugno viene celebrato come una festa nazionale, ma all’epoca il clima era tutt’altro che festoso. L’Italia era appena uscita dalla Seconda guerra mondiale e il voto si svolse tra le macerie dei bombardamenti alleati e quelle delle demolizioni dei nazisti in ritirata, con centinaia di migliaia di italiani ancora sparsi per i campi di prigionia in tutto il mondo, intere province sotto governo militare straniero e un clima che sembrava vicino a quello di una guerra civile. Alla fine gli italiani scelsero la Repubblica, con 12.718.641 voti contro i 10.718.502 della Monarchia.

Ci sono state delle eccezioni in cui il 2 giugno non è stata celebrata la Festa della Repubblica, che esiste dal 1948. Per molti anni, e per ragioni economiche, fu resa una “festa mobile”, e fatta ricorrere la prima domenica di giugno: lo si decise nel 1977 a causa della crisi economica, per non perdere un giorno lavorativo. Nell’anno precedente, il 1976, la parata militare era stata annullata a causa del terremoto del Friuli Venezia Giulia. Nel 2000 il secondo governo Amato, su iniziativa del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, ristabilì la data del 2 giugno, insieme alle celebrazioni ufficiali.

 

I risultati del referendum del 2 giugno 1946

I risultati ufficiali del referendum furono annunciati il 18 giugno 1946, e fu quel giorno che la Corte di Cassazione proclamò ufficialmente la nascita della Repubblica Italiana: 12.718.641 italiani avevano votato a favore della repubblica, 10.718.502 a favore della monarchia e 1.498.136 avevano votato scheda bianca o nulla. Lo spoglio del risultato mostrò chiaramente che l’Italia era divisa in due metà. Nel nord Italia la repubblica vinse in quasi tutti i centri urbani principali, mentre al sud il voto fu quasi ovunque prevalente per la monarchia (a Napoli 900 mila voti per la monarchia contro 250 mila per la repubblica; a Palermo quasi 600 mila contro 380 mila); a Roma i voti per la monarchia superarono di poco quelli per la repubblica (circa 30 mila schede). La repubblica ottenne il risultato più ampio a Trento, dove conquistò l’85 per cento dei consensi.

Contemporaneamente, gli italiani votarono anche per eleggere i membri dell’Assemblea costituente. La Democrazia Cristiana ottenne la maggioranza relativa dei 556 deputati, 207, mentre al secondo posto arrivarono i socialisti e i comunisti arrivarono al terzo.

Non si votò in tutta Italia

Non tutti gli italiani ebbero l’opportunità di votare. Ad esempio, non votarono i militari prigionieri di guerra nei campi degli alleati (alcuni si trovavano addirittura negli Stati Uniti) e gli internati in Germania che stavano cominciando lentamente a ritornare. Non si votò nella provincia di Bolzano, che dopo la creazione della Repubblica di Salò era stata annessa alla Germania e che dopo la fine della guerra era stata messa sotto governo diretto degli Alleati. Non si votò nemmeno a Pola, Fiume e Zara, tre città italiane prima della guerra, ma che sarebbero passate alla Jugoslavia. E non si votò nemmeno a Trieste, sottoposta ad amministrazione internazionale e al centro di un complicato contenzioso diplomatico che si sarebbe risolto soltanto nel 1954, con il ritorno della città all’Italia.

La leggenda dei brogli

Non ci fu alcun broglio, anche se la leggenda è ancora molto diffusa. Storici ed esperti, che hanno analizzato i risultati con tecniche moderne, concordano nel dire che il voto si svolse in maniera tutto sommato regolare. Un distacco di quasi due milioni di voti è difficilissimo da creare artificialmente: richiede la complicità di migliaia di persone e lascia dietro di sé una lunghissima scia di prove. La leggenda, comunque, è rimasta viva: in parte a causa del clima teso che si respirava in quelle settimane e che continuò per anni a incombere sull’Italia, in parte perché lo spoglio e il processo con cui venne annunciato il referendum furono gestiti in maniera incerta e a volte decisamente pasticciata.

Il periodo immediatamente successivo al referendum fu un complicato e poco chiaro, finendo per alimentare il sospetto di irregolarità. I primi risultati arrivarono il 4 giugno e sembravano dare in vantaggio la monarchia. Durante la notte e la mattina del 5, la Repubblica passò in netto vantaggio e il 10, la Corte di Cassazione proclamò il risultato: 12 milioni di voti a favore della Repubblica e 10 a favore della monarchia. A sorpresa, nel comunicato utilizzò una formula dubitativa, che rimandava l’annuncio definitivo al 18 giugno dopo l’esame delle contestazioni presentate soprattutto dai monarchici.

La Festa della Repubblica oggi

Il cerimoniale ufficiale della Festa della Repubblica prevede che il Presidente della Repubblica deponga una corona d’alloro in omaggio al Milite Ignoto, all’Altare della Patria che si trova a Roma in piazza Venezia. Lungo i Fori Imperiali a Roma si svolge poi la sfilata delle forze armate. Oltre all’Esercito Italiano, alla Marina Militare, all’Aeronautica Militare e ai Carabinieri, alla parata partecipano anche la Guardia di Finanza, la Polizia, i Vigili del Fuoco, la Guardia Forestale, la Croce Rossa Italiana e alcuni corpi della polizia municipale di Roma e della protezione civile.

 

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Mattarella: «Libertà e democrazia incompatibili con chi cerca sempre nemici»

2 Giugno 2019, 08:14am

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INSERITO DA BARBARA PAPPACODA «Libertà e democrazia non sono compatibili con chi alimenta i conflitti, con chi punta a creare opposizioni dissennate fra le identità, con chi fomenta scontri, con la continua ricerca di un nemico da individuare, con chi limita il pluralismo». Lo afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando al Quirinale in occasione del concerto per il corpo diplomatico che apre le celebrazioni della Festa della Repubblica.

2 giugno, l'ex ministro della Difesa, Arturo Parisi: «Io parteciperò»


«Soltanto la via della collaborazione e del dialogo permette di superare i contrasti e di promuovere il mutuo interesse nella comunità internazionale». Lo ha detto il presidente Sergio Mattarella parlando al corpo diplomatico accreditato in Italia, sottolineando anche come le ultime elezioni europee siano state «un grande esercizio di democrazia». 

IL MATTINO

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Terremoto all'alba: forti scosse tra Albania e Grecia, paura e gente in fuga. Avvertito anche in Puglia

1 Giugno 2019, 13:29pm

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Paura all'alba per una serie di forti terremoti è stata registrata dall'ente geologico statunitense al confine tra l'Albania e la Grecia. E' stato avvertito anche in Puglia.


 


La scossa più forte, di magnitudo 5.2 gradi Richter, è stata rilevata alle 6.26 italiane a una decina di chilometri dalla città albanese di Mborje e a una quarantina da quella greca di Kastoria, a una profondità di 10 chilometri. A questa sono seguite due scosse di magnitudo 4.9 e 4.8. Grande paura tra la popolazione delle zone interessate: con gente che ha lasciato precipitosamente le case e si è riversata in strada.
 

 

Sabato 1 Giugno 2019, LEGGO.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Marco Carta arrestato per furto aggravato alla Rinascente di Milano: rubate magliette per 1.200 euro

1 Giugno 2019, 13:23pm

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il cantante Marco Carta è stato arrestato venerdì sera, insieme a una donna di 53 anni, per furto aggravato alla Rinascente di piazza del Duomo a Milano. Stava uscendo dal grande magazzino con sei magliette del valore di 1.200 euro a cui aveva tolto l'antitaccheggio, ma non la placchetta flessibile che ha suonato all'uscita. Il tutto proprio nel giorno del black friday estivo, con il grande magazzino super affollato e aperto fino a notte fonda.


Marco Carta arrestato per furto, l'ultima stories su Instagram prima delle manette
 
 


Arrestato dalla Polizia locale, per il vincitore di Sanremo, Amici e Tale e Quale Show, 34 anni, ieri sera sono stati disposti gli arresti domiciliari.

Per i due è stata prevista la custodia presso il proprio domicilio, mentre oggi si terrà il processo per direttissima. Dagli indumenti era stato tolto l'antitaccheggio, ma il cantante Carta e la donna non avevano staccato la targhetta flessibile che ha suonato all'uscita. L'addetto alla sicurezza li ha quindi fermati e ha provveduto a chiamare gli agenti dell'Unità Reati Predatori.


L'ultima sua story su Instagram è proprio di ieri e proprio da piazza Duomo, nel cuore di Milano. «Pattinaggio alternativo», recita la didascalia mentre nel video si vede una bambina scivolare sul pavimento, trascinata dalla madre. Una story ironica, fatta poco prima di venire arrestato.



Il 21 maggio, giorno del suo compleanno, era stato ospite in Rai, a Vieni da me, condotto da Caterina Balivo. «Un compleanno indimenticabile! Grazie a @caterinabalivo @vienidamerai e @rai1official quest’anno siamo stati tanto insieme perché ci siamo sentiti come una famiglia. Grazie a tutti per gli auguri di compleanno, grazie a tutti i miei amici e grazie al mio amore ❤️», aveva scritto su facebook.

La notizia dell'arresto è uno choc per i tanti fan del cantante scoperto da Amici di Maria De Filippi. La storia è diventata in pochi minuti top trend sui social, tra l'incredulità di molti che hanno pensato si trattasse di una fake news.

di Ernesto De Franceschi IL MATTINO

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Regata delle Repubbliche Marinare: il Corteo Storico inaugura la 64esima edizione

1 Giugno 2019, 12:22pm

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Con la sfilata del corteo storico è partita ufficialmente la 64esima edizione della Regata delle Antiche Repubbliche Marinare in programma domani a Venezia.

Gli splendidi costumi delle delegazioni di Amalfi, Genova, Pisa e Venezia, hanno sfilato alle 17.30 di oggi da Piazza San Marco lungo la Riva degli Schiavoni e fino a via Garibaldi tra gli applausi e la meraviglia dei tantissimi turisti che affollano la Serenissima in questi giorni di fine marzo.

A sfilare per Amalfi tantissimi ragazzi che in questi giorni hanno raggiunto Venezia per supportare la loro città in quella che viene vista in tutto e per tutto come una gara di finale di coppa.

Tra le strade di Venezia si è fatto largo il corteo di Amalfi che riproduce il corteo nuziale degli sposi Sergio III,figlio del duca di Amalfi Giovanni I e nipote del duca Mansone I, e Maria, figlia delprincipe di Benevento e Capua Pandolfo II. E poi il corteo di Genova, di Pisa e quello di Venezia,

Alle 19.45 all’Esedra di via Garibaldi la cerimonia di presentazione degli equipaggi dei Galeoni di Amalfi, Genova, Pisa e Venezia. Per l’armo amalfitano saliranno sul palco della presentazione il timoniere Vincenzo Di Palma, dal capovoga Luigi Lucibello e dai canottieri Luigi Proto, Fabio Infimo, Alberto Bellogrado, Salvatore Monfrecola, Nunzio Di Colandrea, Andrea Maestrale, Leonardo Apuzzo, affiancati dalle riserve Riccardo De Riso e Giovanni Bottone.

Per qunato riguarda invece la giornata di domani, sabato 1 giugno, in mattinata si celebrerà il tradizionale gemellaggio delle Anpas delle 4 Antiche Repubbliche Marinare.

Alle 18.50 la diretta di Rai2 ci porterà sul campo di regata, con la più affascinante delle sfide storiche che comincerà alle 19.00 nel bacino di San Marco su un percorso di 2.000 metri: dai Giardini di S. Elena lungo il Bacino di San Marco fino al traguardo al Campo della Salute di Canal Grande. A seguire la premiazione degli equipaggi in Campo della Salute.

DI RAMONA BUONOCORE AMALFINOTIZIE

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Anziano bruciato vivo, il figlio: «Dopo la morte di mio padre ho cucinato la pasta»

31 Maggio 2019, 09:12am

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Anziano bruciato vivo, il figlio: «Dopo la morte di mio padre ho cucinato la pasta»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «Stavamo litigando come spesso accadeva. Mi ha cacciato via, mi ha detto di andarmene da casa, come era solito dirmi da tempo. Eravamo in cucina dove lui stava preparando il pranzo e aveva un fornello accesso. Avevo in mano una bottiglietta di alcol con la quale mi stavo disinfettando una ferita. Quando mi ha detto così gli ho spruzzato l'alcol addosso. Poi ho visto il fuoco». Vittorio Leo, l'agente immobiliare di 48 anni accusato di aver bruciato vivo il padre, ha confessato più o meno con queste parole quanto accaduto ieri mattina nell'abitazione di famiglia a Collepasso, in Salento. Dopo l'interrogatorio è stato arrestato con l'accusa di omicidio volontario del padre Antonio, insegnate in pensione di 89 anni. L'anziano, dopo essere stato avvolto dal fuoco, è corso in bagno per raggiungere la doccia nel disperato tentativo di spegnere le fiamme che lo avvolgevano. Non ce l'ha fatta. Il figlio è stato interrogato fino a notte fonda, alla presenza del suo difensore, Simone Potente. Ancora sotto choc, il 48enne ha reso dichiarazioni piene di «non ricordo» e con continui riferimenti ai momenti di «panico» vissuti. Al pm Luigi Mastroniani ha spiegato che si è trattato di un incidente. Ha riferito di aver spruzzato il padre con l'alcol e di aver visto subito dopo una fiammata levarsi dal fornello della cucina. «Dopo la morte di mio padre - ha aggiunto - ho prima lavato tutto il pavimento, poi ho cucinato della pasta con del ragù, non perché avessi fame ma per smorzare la tensione che avevo addosso». L'uomo ha detto anche che dopo la morte del genitore ha staccato il telefono e i quadri elettrici dell'appartamento per evitare che potesse citofonare qualcuno, ed ha aperto un pò le tapparelle «per far andare via il fumo e l'odore acre». Ha poi aggiunto di aver distrutto nel camino la bottiglia da litro di alcol spruzzata sul padre: «Non potevo vederla perché mi ricordava la morte di papà», ha ammesso. Al magistrato ha ripetuto che non voleva uccidere il genitore, definito un uomo dal carattere scontroso, dai modi rudi, solitario e chiuso, che era solito inveire e gridare. Si sarebbe trattato - si è giustificato - di un raptus, un gesto di stizza indotto dalle parole pronunciate con astio dal genitore che a suo dire non lo avrebbe mai accettato preferendogli la sorella che lavora a Roma. Secondo l'uomo, il padre non gli aveva mai perdonato di aver interrotto gli studi di ingegneria per un lavoro, l'intermediazione immobiliare online, giudicato poco onorabile. LEGGO.IT

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